Agosto 27th, 2025 Riccardo Fucile
L’ACCUSA DELL’IRAN CONTRO PUTIN… I SOSPETTI TRA ALLEATI SULL’AMBIGUITA’ DELLA RUSSIA
È un attacco senza precedenti quello di Mohammad Sadr, che alla stampa iraniana ha puntato
il dito contro l’alleato russo. Il comportamento sospetto del Cremlino durante gli attacchi ai vertici del regime iraniano e il confronto con il patto di difesa reciproco firmato con Kim Jong-Un che fa invidia a Teheran
Un alto funzionario iraniano per la prima ha lanciato dure accuse contro la Russia, sostenendo che Mosca avrebbe fornito informazioni a Israele sui siti di difesa aerea dell’Iran.
Come riporta Al Arabiya, a lanciare le accuse è stato Mohammad Sadr, membro del Consiglio di Discernimento degli Interessi dell’Iran. La scorsa domenica sera, Sadr avrebbe dichiarato che «la Russia ha fornito a Israele informazioni sui siti di difesa aerea dell’Iran».
La bordata contro l’alleanza tra Mosca e Teheran
Sadr ha poi aggiunto che «questa guerra ha dimostrato che l’alleanza strategica con Mosca è inutile», riferendosi al conflitto di 12 giorni tra Iran e Israele dello scorso giugno. Il funzionario
iraniano ha messo in discussione l’affidabilità del partner russo in un momento di tensione regionale. Sadr ha inoltre accusato Israele di aver assassinato l’ex presidente iraniano Ebrahim Raisi, dichiarando: «Dal primo momento ho detto che si trattava di un assassinio… compiuto da Israele».
Gli attacchi israeliani dell’estate scorsa
A giugno scorso, Israele ha lanciato diversi attacchi contro siti militari iraniani e ha assassinato comandanti militari di alto rango oltre a scienziati nucleari. Secondo quanto riportato da Al Arabiya, citando osservatori iraniani, Vladimir Putin si è limitato a condannare questi attacchi senza intraprendere alcuna azione militare o esercitare pressioni diplomatiche.
L’accordo strategico russo-iraniano e il confronto con la Corea del Nord
Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno firmato un trattato di partenariato strategico tra i due Paesi nella capitale russa Mosca il 17 gennaio. Secondo l’AFP, le due parti hanno siglato l’accordo per rafforzare le relazioni, in particolare nel campo della «cooperazione militare». Un accordo però che non arriverebbe allo stesso livello di patto di difesa reciproca, come quello firmato da Mosca con la Corea del Nord di Kim Jong-Un.
(da agenzie)
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Agosto 27th, 2025 Riccardo Fucile
“URSULA DOVEVA FARE L’ASSICURATRICE, MELONI PIACE IN USA PERCHE’ OBBEDISCE”…”GLI ACCORDI TRA AUTORITARISMI, IL VOTO PER L’IDENTITA’ E LA DITTATURA”
Romano Prodi dice che le democrazie diventano sempre più deboli. E l’Europa è sempre più un vaso di coccio tra vasi di ferro. Tanto che è uscita «umiliata» a Washington dall’asse tra Donald Trump e Vladimir Putin. Mentre la Cina costruisce un nuovo assetto globale senza Bruxelles.
L’unico rimedio alla «decadenza dell’Occidente» secondo l’ex premier ed ex presidente della Commissione Europea, è la vera integrazione. L’alternativa è il suicidio.
Visto che Ursula von der Leyen «è costretta ad un ruolo da leader barometrico, come un “cucù” che batte il tempo a seconda
delle variazioni della pressione», dice oggi a Repubblica.
L’ombra nera sul mondo
Sul mondo si estende un’ombra nera. Fatta «non di un singolo episodio, ma di un disegno». Questo: «La convergenza di due aspetti. Il primo è la tendenza all’accordo fra autoritarismi. Va avanti giorno dopo giorno. Putin e Trump, passo dopo passo, stanno concludendo un’intesa cui nessuno al mondo si può opporre».
Per esempio sull’Ucraina: «Un giorno Trump fa lo sfottò a Zelensky e il giorno dopo l’abbraccia, poi di nuovo lo sfottò e poi ancora l’abbraccio. Lo indebolisce. L’obiettivo finale è sempre l’accordo tra gli autoritarismi. E noi europei stiamo al gioco». Che invece «è stato umiliante. Adagio adagio si assiste al cedimento delle democrazie, mentre l’avvicinamento dei grandi poteri sta portando al trilateralismo Cina, Stati Uniti, Russia. Che poi un è trilateralismo che si riduce ad un bipolarismo perché il rapporto Cina-Russia non si spezza».
Il voto per identità
Secondo Prodi è vero che in Occidente si vota, «ma l’elettore ormai non vota più per obiettivi politici o anche economici, ma per identità. E questo favorisce la spartizione del mondo».
Tanto che «in Polonia, paese che si è giovato fantasticamente dell’Unione europea, eleggono un presidente della Repubblica antieuropeo perché l’Europa è vista come nemica dell’identità polacca. In Italia si tenta con Dio, patria e famiglia».
E ancora: «La fine della supremazia occidentale la chiamo decadenza, ma i cinesi la sentono come un Rinascimento. L’America si sta isolando. Si ritira dal dialogo e da tutte le organizzazioni internazionali. Si rinchiude nell’America Great
Again cioè nell’identità, perdente nel lungo periodo».
La dittatura
L’involuzione democratica negli Usa «è già in corso, se sarà completata o meno dipenderà dall’opposizione democratica e dalle elezioni di mid term, se arriveranno in tempo. Preoccupano le operazioni contro l’Università, contro la cultura, contro la magistratura, contro i media e contro l’indipendenza della Banca centrale, per non parlare degli interventi della Guardia Nazionale. A questo si aggiunge il progressivo controllo sull’economia».
Mentre in Italia «cresce con la strategia di non poter mai permettersi di fare un torto agli Stati Uniti. L’assoluzione da ogni peccato viene dal giudizio di Dio che è dato da Trump».
Il centrosinistra invece dovrebbe «esistere. Basterebbe questo». Ora non esiste: «Potrebbe esistere perché il malcontento nei confronti del governo è crescente. Ma senza un’opposizione, il governo può fare qualsiasi cosa e vince sempre. L’incertezza allontana l’elettore».
L’Ue
Prodi dice a Claudio Tito che «in pochi sulla stampa hanno dipinto l’incontro di Washington nelle cifre giuste. Ossia lo scolaretto Europa che prende lezione dal professore in cattedra. Non ho mai visto un incontro internazionale in cui fisicamente non si fosse attorno a un tavolo in una situazione di uguaglianza tra partecipanti. E invece gli europei stavano lì, contenti di andare a prendere ordini. Per invertire la situazione è necessario un salto politico europeo».
Secondo Prodi «Draghi fa un’analisi perfetta, ma si sofferma solo sulle soluzioni di tipo economico. Bisogna fare debito comune? Certo. Ma ancor più servono la difesa comune e la politica estera comune. Altrimenti restiamo vassalli. Dobbiamo fare politica».
(da agenzie)
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Agosto 27th, 2025 Riccardo Fucile
LE RIVOLUZIONI CULTURALI (E NON SOLO) LE FANNO LE AVANGUARDIE, MA LE RETROGUARDIE SONO NUMEROSE E BEN FINANZIATE
O l’Europa cambia o è destinata all’irrilevanza. Da quanti lo abbiamo sentito dire, con parole
quasi identiche, nell’ultimo paio d’anni e forse prima ancora, diciamo dall’invasione russa dell’Ucraina in poi? Lo ha detto Metsola a Rimini, lo ha detto un paio di volte Mario Draghi, lo ripete Prodi. E stiamo parlando di figure di primo piano dell’establishment continentale.
Lo pensavano e lo dicevano i cinquantamila cittadini in piazza a Roma il 15 marzo scorso, opinione pubblica allo stato puro, una selva di bandiere blu per chiedere all’Europa di esistere per davvero. Ma il mantra europeista, evidentemente, si infrange contro una realtà molto diversa dai desideri.
Desideri di chi, intanto? Di una minoranza democratica e federalista che sovente soccombe, nei rispettivi Paesi, a governi nazionalisti; e anche a Strasburgo non ha i numeri per produrre quel salto di qualità politico che, attraverso una cessione di sovranità, darebbe all’Unione la forza politica e la potenza etica (quella di essere “più avanti”, più nuova di ciò che già conosciamo) che oggi non ha.
Il problema è che l’Europa, presa per intera, non è europeista. Lo è nelle sue avanguardie culturali e politiche, e nella vita quotidiana di quello che possiamo definire un “ceto forte”, la
nuova, giovane borghesia sovranazionale che studia e lavora ovunque, in Europa, sentendosi sempre a casa.
Va bene che la storia la fanno le avanguardie, ma in questo caso le retroguardie sono troppo numerose, e attrezzate, e ben finanziate, perché si possa sperare nella rivoluzione.
(da repubblica.it)
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Agosto 27th, 2025 Riccardo Fucile
RACCONTARE E’ UN ATTO DI RESISTENZA, LA VERITA’ A COSTO DELLA VITA
Una persona uccisa sarebbe troppa. Sarebbe troppo un panettiere, un’insegnante, un’idraulica, una sola animatrice di feste per bambini uccisa a Gaza, sarebbe troppa. Anche un solo giornalista ucciso sarebbe troppo. A Gaza, poi, siamo al record dei record. Lo possiamo chiamare senza esitazioni il genocidio dei giornalisti (e quello dei panettieri, degli insegnanti e degli animatori di feste per bambini). È cominciato col divieto d’ingresso per tutti i giornalisti internazionali, poi è proseguito con la mattanza di quelli palestinesi. Uomini e donne. Il genocidio ha agito da genocidio: selettivo con una popolazione, a partire dai bambini perché poi tanto crescono. Disumano.
Al Jazeera ha pubblicato la lista completa dei 278 giornalisti uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023. Una lista aggiornata a oggi, e se non mi sbrigo a finire questo pezzo, questo numero diventerà vecchio. Il silenzio su Gaza non è solo effetto collaterale: è progetto. Israele impedisce ancora oggi ai media stranieri di entrare nella Striscia di Gaza. Se ne parla comunque, di quello che avviene? Sì, ma spesso poco (sì, comunque poco), e male. Ridurre le testimonianze del crimine è funzionale a proseguire il crimine stesso. E passa dalla riduzione del mondo a spettatore.
Raccontare è un atto di Resistenza – e sì, la scrivo con la maiuscola perché sono cresciuto col valore delle parole e so che chi sa e tace, o chi può ma sceglie di non disturbare il bombarolo, è complice. Mariam Abu Dagga lo sapeva e non ha smesso di scrivere, nemmeno dopo essere riuscita a far evacuare da Gaza suo figlio di tredici anni. Ha continuato a fare quello che sapeva fare: testimoniare. Era il suo modo di essere completamente madre. Mariam Abu Dagga ha agito con le parole finché ha potuto. Poi con il corpo nel momento in cui le parole le sono state sottratte con un bombardamento all’ospedale
Nasser, dove è stata uccisa insieme ad altri quattro suoi colleghi.
/da Fanpage)
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Agosto 27th, 2025 Riccardo Fucile
IL “NEW YORK TIMES” SVELA LA DENUNCIA PRESENTATA DALLA SOCIAL SECURITY ADMINISTRATION: “SE MALINTENZIONATI RIUSCISSERO AD ACCEDERE A QUESTO CLOUD, GLI AMERICANI SAREBBERO ESPOSTI A UN FURTO DI IDENTITÀ DIFFUSO”
I membri del Doge hanno scaricato in giugno una copia di un database cruciale della
Previdenza Sociale su un server cloud vulnerabile, esponendo le informazioni personali di centinaia di milioni di americani al rischio di fuga di notizie o di
hackeraggio, secondo una denuncia presentata dal responsabile dei dati della Social Security Administration, Charles Borges. Lo scrive il New York Times.
Il database contiene i dati di tutti i numeri di previdenza sociale emessi dal governo federale, con nomi completi, indirizzi e date di nascita delle persone, tra gli altri dettagli che potrebbero essere utilizzati per rubare le loro identità, rendendolo uno degli archivi di informazioni personali più sensibili del paese.
Charles Borges
“Se malintenzionati riuscissero ad accedere a questo ambiente cloud, gli americani potrebbero essere esposti a un furto di identità diffuso, potrebbero perdere assistenza sanitaria e benefici alimentari vitali e il governo potrebbe essere responsabile della riemissione di un nuovo numero di previdenza sociale a ogni americano, a costi elevati”, si legge nella denuncia.
Borges ha affermato che il Doge non lo ha coinvolto nelle discussioni sul progetto, nonostante il suo ruolo di responsabile dei dati, lasciandogli il compito di raccogliere le prove di quanto accaduto a posteriori.
(da agenzie)
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Agosto 27th, 2025 Riccardo Fucile
LA SAGA DI “HARRY POTTER”, LE SERIE TV “SEX AND THE CITY” O “GAME OF THRONES” SARANNO MESSE AL BANDO PER IL FATTO CHE ALCUNI DEI LORO PROTAGONISTI NON HANNO FIGLI, E DOVRANNO ESSERE RIMOSSE DALLE PIATTAFORME STREAMING
A partire dal 1 settembre, il ministero della Cultura russo non rilascera’ la necessaria autorizzazione alla distribuzione nelle sale dei film che contengono “propaganda del rifiuto di avere figli”. A stabilirlo e’ un’ordinanza del ministero, come riporta l’agenzia Ria Novosti.
Di solito, spiega il Moscow Times, le autorizzazioni alla distribuzione non venivano rilasciate nei casi in cui un film violasse la legislazione sulla lotta al terrorismo e all’estremismo, contenesse informazioni sui metodi di sviluppo e produzione di droghe, nonche’ “propaganda” di pornografia, violenza e crudelta’, relazioni sessuali non tradizionali e riassegnazione di genere. Si tratta di un ulteriore passo im avanti della censura
volta a promuovere i valori tradizionali.
A svolgere il ruolo di censore sara’ Roskomnadzor, l’ormai famigerato Servizio federale per la supervisione delle comunicazioni e dei mass media. In precedenza, la Parlamentskaya Gazeta aveva scritto che Harry Potter, le serie tv Sex and the City, Game of Thrones, House of Cards e altre famose produzioni internazionali potrebbero essere vietate in Russia per il fatto che alcuni dei loro personaggi non hanno figli. Le pellicole in questione dovranno essere rimosse anche dai social network e dai cinema online.
Il vicepresidente della Commissione per la politica dell’informazione della Duma di Stato, Aleksander Yushchenko, ha osservato che in ogni caso la decisione sara’ presa “individualmente”.
Alla fine dello scorso anno, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che vieta la “propaganda” delle persone senza figli, ovvero il rifiuto volontario di avere figli. Sono state introdotte che arrivano fino a 400.000 rubli (4.200 euro) per i cittadini, fino a 800.000 (circa 8.500 euro) per i funzionari e fino a 5 milioni (quasi 53.400 euro) per le persone giuridiche, oppure la sospensione amministrativa delle attivita’ fino a 90 giorni.
Gli stranieri rischiano l’espulsione. Secondo la legge, per “propaganda” delle persone senza figli si intende la diffusione di informazioni “mirate a creare l’attrattiva del rifiuto di avere figli e l’equivalenza sociale tra avere figli e rifiutarsi di averli”.
Allo stesso tempo, la legge non copre le informazioni sul monachesimo e sullo stile di vita monastico, sull’osservanza del voto di celibato e sul conseguente rifiuto di avere figli. Inizialmente, l’iniziativa per vietare la “propaganda” delle persone senza figli e’ stata presentata da oltre 170 parlamentari,
guidati dai presidenti della Duma di Stato e del Consiglio della Federazione Vyacheslav Volodin e Valentina Matviyenko.
La nota esplicativa all’iniziativa osservava che “l’ideologia della mancanza di figli” si sta diffondendo nella societa’ russa, rappresenta una minaccia per i valori tradizionali e “crea le condizioni per lo spopolamento” del Paese.
(da agenzie)
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