Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
NONOSTANTE CIÒ, LA SPESA PUBBLICA PER I PROBLEMI MENTALI È STABILE DA ANNI E AMMONTA AD APPENA IL 2% DEI BILANCI SANITARI TOTALI
Nel mondo oltre 1 miliardo di persone ha problemi di salute mentale, soprattutto
ansia e depressione, che sono i disturbi più frequenti. Il disagio mentale, inoltre, è responsabile di oltre 700 mila suicidi ogni anno. Nonostante ciò, la spesa pubblica per la salute mentale è stabile da anni e ammonta ad appena il 2% dei bilanci sanitari totali. Sono i dati che emergono da due rapporti pubblicato oggi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
“Trasformare i servizi di salute mentale è una delle sfide più urgenti per la salute pubblica”, ha affermato in una nota il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Ogni governo e ogni leader ha la responsabilità di agire con urgenza e di garantire che l’assistenza sanitaria mentale sia trattata non come un privilegio, ma come un diritto fondamentale per tutti”.
I rapporti (‘World mental health today’ e ‘Mental health atlas 2024’) analizzano l’impatto delle malattie mentali e i progressi compiuti dai Paesi nell’implementazione di servizi dedicati a queste patologie.
Le donne tendono a essere più colpite (secondo le stime, soffre di disturbi mentali il 14,8% della popolazione femminile rispetto al 13% di quella maschile). I disturbi d’ansia sono i più diffusi
(colpiscono il 4,4% della popolazione); segue la depressione (4%), i problemi legati a disabilità intellettuale (1,2%) l’Adhd (1,1%).
Sono tuttavia forti le differenze tra fasce di età e generi: “I disturbi depressivi e d’ansia sono più comuni tra le donne rispetto agli uomini nel corso della vita, mentre gli uomini hanno molte più probabilità di avere disturbi dello sviluppo intellettivo (idiopatici), disturbi dello spettro autistico, disturbi della condotta e Adhd”, si legge nel rapporto
(da agenzie)
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Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
È PROPRIO QUESTA “NUOVA GESTIONE” CHE HA ORGANIZZATO IL CORTEO A PISA, INNEGGIANDO A BENITO MUSSOLINI, FACENDO IL SALUTO ROMANO E INTONANDO “FACCETTA NERA”
«Basta bori. Basta canne, intrippati e ubriachi. Nelle prime dieci file solo ultras: a chi sbaglia, gli saltano i denti». È la nuova curva Sud. Un filo lega il corteo scandito dal motivetto fascista andato in scena domenica scorsa a Pisa alle nuove regole appena imposte ai frequentatori della curva. «Un codice etico», lo definiscono gli ultrà (quelli del coro sull’aria di Faccetta nera), veicolato ora ai tifosi tramite le chat: radio curva 2.0.
A dettare le nuove norme di comportamento, in casa e in trasferta, è il gruppo Roma, sigla composta da diversi militanti vicini a CasaPound. Dopo aver lasciato, alla fine della stagione 2023-‘24, le redini del tifo ai Boys (fondati nel 1972 e da sempre vicini all’ultradestra), dall’inizio del nuovo campionato i Roma sono tornati a guidare la Sud.
Nel corso di una riunione organizzata a ridosso di Roma-Bologna, i gruppi della galassia ultrà romanista hanno deciso di ritrovare «l’unità».
A partire dall’assetto fuori casa: via gli striscioni delle varie “firm”, dei Roma club, le bandiere e gli stendardi personali. «Dalla trasferta di Pisa – recita un comunicato diffuso venerdì – in trasferta tutti i romanisti si identificheranno in un unico striscione, “Curva Sud”, e alcune bandiere più rappresentative».
I gruppi invitano i tifosi a lasciare a casa i «vessilli personali», nel timore che i sostenitori più mansueti possano farseli rubare dalle tifoserie avversarie, l’onta più grave nel codice non scritto delle curve. I Roma club e i tifosi sparsi in tutta Italia non possono più esibire i propri striscioni lontano dall’Olimpico. In casa, la linea della nuova Sud a trazione “Roma”, in accordo con le altre sigle, è ancora più stringente.
(da agenzie)
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Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
FIGURE EROICHE E FIGURE DI MERDA
La corsa verso le elezioni regionali nelle Marche si fa più viva, ora che manca meno di
un mese al voto. E tra gli eventi elettorali non manca chi si fa venire idee originali. Ad esempio il Patriot project: una mostra organizzata in un locale sul lungomare di Civitanova Marche, Comune di circa 40mila abitanti in provincia di Macerata, dagli esponenti locali della Lega (con un sostegno del Team Vannacci, che raccoglie i più vicini all’europarlamentare). L’evento si è svolto domenica 31 agosto, e le immagini hanno presto preso a circolare online.
I ritratti sono surreali: vi si trovano Matteo Salvini, Roberto Vannacci, Donald Trump, ma anche Marine Le Pen, Viktor Orbán, Javier Milei, Nigel Farage e altri esponenti dell’estrema destra europea e americana; tutti trasformati, con disegni che sembrano chiaramente generati dall’intelligenza artificiale, in figure ‘eroiche’ o in gladiatori.
Spesso e volentieri con corpi seminudi e pettorali scolpiti. A ciascuna immagine è associata una targhetta con il titolo e la descrizione. La descrizione, in molti casi, sembra più che altro corrispondere al testo che qualcuno ha inserito in un generatore di immagini IA, dato che contiene delle indicazioni con il presunto stile del ‘quadro’.
Un esempio: “Fratelli d’armi” , che mostra Matteo Salvini e Roberto Vannacci “nelle vesti di guerrieri romani, uniti in un gesto di complicità e fratellanza.
Un altro è “Legionari d’Italia”, in cui la somiglianza del Vannacci ritratto con il vero soggetto è ai minimi, e la bandiera impugnata da Salvini non si attacca all’asta nel punto in cui tocca la mano – una delle inesattezze tipiche dell’intelligenza artificiale.
Ma ci sono anche leader stranieri, come detto. L’immagine dedicata a Trump, Orbán e Le Pen è intitolata “L’ascesa dei patrioti”. Si vedono i tre “in tenuta da battaglia futuristica, sullo sfondo di una città europea in fiamme”. La targhetta in fondo recita: “Stile fumetto Marvel, luce drammatica”. Di nuovo, più che un’indicazione artistica sembra un prompt inserito in uno dei programmi che permettono di generare immagini.
Immagine
Un altro dei quadri dedicati a Salvini e Vannacci si chiama “Gladiatori della Patria”. Qui i due vengono addirittura “trasfigurati come antichi legionari romani, simbolo di forza, disciplina e identità nazionale”, si legge. C’è poi un ritratto solo
per il segretario del Carroccio, con un altro titolo altisonante: “Il difensore del popolo”. Salvini indossa un’armatura ed è a bordo di una Vespa che gira per Roma, “proteggendo una folla di lavoratori e famiglie”. Peccato che evidentemente sulla Vespa qualcosa è andato storto nella generazione dell’immagine, e così uno dei due scudetti tricolori è diventato solo bianco e rosso.
La mostra è stata ideata da Giulio Curatella, il responsabile cultura del movimento Il mondo al contrario nato in sostegno di Roberto Vannacci.
Curatella ha descritto l’evento come “un manifesto culturale, una dichiarazione di guerra al pensiero unico”. Una mostra che “porta su tela 17 opere che raffigurano i leader del patriottismo occidentale. In stile fumettistico e futurista, come una squadra di Avengers identitari, sono rappresentati come supereroi, chiamati a ricostruire l’Occidente sulle macerie del globalismo e del woke”.
(da agenzie)
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Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
DAVANTI AI TRE PUZZONI SFILANO NUOVI ARMAMENTI DELL’ESERCITO DEL DRAGONE, COMPRESO IL MISSILE NUCLEARE INTERCONTINENTALE
“La nazione cinese e’ una grande nazione che non si lascia mai intimidire da nessun bullo”. Lo ha detto il leader cinese Xi Jinping nel suo discorso durante la parata per la celebrazione degli 80 anni dalla vittoria nella Seconda guerra mondiale.
Xi Jinping ha poi aggiungo: “In passato, quando si trovavano di fronte a lotte critiche tra il bene e il male, la luce e l’oscurita’, il progresso e la reazione, i cinesi si univano per sconfiggere il nemico”.
“La domanda più importante a cui rispondere è se il presidente cinese Xi Jinping menzionerà o meno l’enorme quantità di sostegno e sangue che gli Stati Uniti hanno donato alla Cina per aiutarla a liberarsi da un invasore straniero molto ostile.
Vi prego di porgere i miei più cordiali saluti a Vladimir Putin e Kim Jong-un mentre cospirate contro gli Stati Uniti”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth, augurando al presidente “Xi Jinping e al meraviglioso popolo cinese di vivere una giornata di festa grandiosa e duratura”.
Con una ‘doppia’ stretta di mano tra Xi Jinping e Vladimir Putin si è conclusa la cerimonia per gli ottanta anni dalla vittoria cinese della seconda mondiale in piazza Tienanmen, a Pechino.
Il presidente cinese ha salutato anche il leader nordcoreano Kin Jung-on. Poco prima sulla piazza erano sfilati vari armamenti tra
cui il nuovo missile balistico intercontinentale DF-61, in grado di trasportare testate nucleari.
Il carro armato cinese di tipo 99B ha debuttato alla Parata militare tenuta in Piazza Tienanmen, a Pechino, per la Giornata della vittoria. Come riportato dal quotidiano «South China Morning Post», si tratta dell’ultima variante dei carri armati di terza generazione della Cina, la serie di tipo 99. La versione 99A pesa 55 tonnellate ed è dotata di un cannone calibro 125 millimetri. Dispone inoltre di sistemi di protezione attiva. La versione 99A è stata utilizzata in esercitazioni militari in terreni ad alta quota, come l’altopiano tibetano vicino al confine conteso tra Cina e India.
La variante 99B era stata avvistata lo scorso settembre con due lanciatori di proiettili Aps e quattro radar di controllo del fuoco, progettati per intercettare e distruggere droni e altre minacce in arrivo.
Nel corso della parata è stato esibito il sistema mobile di difesa aerea HQ-11, che combina una batteria di missili a lancio verticale LD-3000 con un sistema d’arma a corto raggio e che è dotato di un raggio d’azione di 30 chilometri contro gli aerei e di 20 chilometri contro i missili.
A seguire, è stato presentato il nuovo sistema antimissile HQ-29, ritenuto un intercettore d’alta quota progettato per contrastare missili balistici nella fase di volo intermedia, al di fuori dell’atmosfera terrestre, e per colpire satelliti in orbita bassa. Oltre al sistema di difesa aerea HQ-20, sono stati presentati il nuovo missile da crociera ipersonico a lungo raggio CJ-1000 e il drone GJ-11, progettato per attacchi di precisione e missioni di ricognizione aerea.
La Forza missilistica ha presentato il nuovo missile balistico antinave DF-26D, soprannominato «Guam Killer» per la sua capacità di raggiungere la base statunitense nel Pacifico occidentale. Può trasportare sia testate nucleari che
convenzionali e ha una gittata fino a 5.000 chilometri.
Alla parata sono stati esibiti anche il missile balistico a medio raggio DF-17, il missile balistico ipersonico antinave YJ-21 e il missile balistico intercontinentale DF-5C. Sia l’Esercito che la Marina hanno presentato per la prima volta sistemi senza pilota. Quelli dell’esercito includono veicoli per lo sminamento, lo smaltimento di ordigni esplosivi e le operazioni di sgombero dei sentieri, cos+ come veicoli di supporto per il trasporto di munizioni e l’evacuazione dei feriti. Quelli navali includono nuovi sommergibili, navi di superficie e sistemi di posa mine senza pilota.
A sfilare per la prima volta anche nuovi caccia, bombardieri, aerei da trasporto e da allerta precoce. Alla Parata sono state presentate le ultime varianti del caccia J-20: il biposto J-20S, impiegabile per controllare droni da combattimento, e il J-20A, con un sistema di propulsione più avanzato.
Presentati anche il J-35A, variante terrestre del secondo caccia cinese di quinta generazione, e il J-35 navale. A seguire, hanno fatto la loro comparsa il KJ-500A e il KJ-600, l’ultima generazione di velivoli cinesi per l’allerta precoce. Il KJ-600 è il primo aereo radar avanzato cinese basato su portaerei, progettato per la portaerei Fujian di classe 003
Oltre agli aerei da trasporto militare Y-20A e la sua variante aggiornata Y-20B, a sorvolare Piazza Tienanmen sono stati i bombardieri H-6K e H-6J. A conclusione della parata, sono stati liberati in piazza 80 mila colombe e palloncini.
–Nuovi arrivi a Lampedusa a bordo dalla nave ong Aurora: ci sono sette migranti dispersi
I 41 migranti arrivati a Lampedusa a bordo della ong Aurora hanno raccontato che 7 loro compagni sono finiti in acqua, a causa delle avverse condizioni meteomarine, e ora risultano dispersi.
(da agenzie)
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Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
LO HA FATTO DOPO IL VERTICE DI FERRAGOSTO CON PUTIN , QUANDO HA DETTO DI VOLER ATTENDERE “DUE SETTIMANE” PRIMA DI VALUTARE SE IMPORRE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA. MA ANCHE IL 27 APRILE, QUANDO DISSE DI VOLER ASPETTARE “DUE SETTIMANE” PER CAPIRE SE SI POTEVA FIDARE DI PUTIN
Il 18 agosto, dopo il summit con i leader europei alla Casa Bianca, il cancelliere
tedesco Merz disse ai giornalisti che, al telefono con Trump, Putin aveva accettato di incontrare Zelensky entro due settimane (che sono scadute ieri).
Venerdì scorso il presidente francese Macron, affiancato da Merz, ha dichiarato che se il bilaterale Putin-Zelensky non fosse
avvenuto (come non è avvenuto) «entro lunedì (ieri, ndr ), alla scadenza stabilita dal presidente Trump, significa che ancora una volta il presidente Putin si è preso gioco di lui». Anche Zelensky ha sottolineato la stessa data: «Due settimane scadranno lunedì. E dobbiamo ricordarlo a tutti».
Ma Trump ha usato spesso la sua unità temporale preferita — due settimane — per fissare quelle che nessuno a Washington considera più necessariamente come scadenze in senso letterale. A Ferragosto il presidente ha detto a Fox News che, dopo l’incontro in Alaska con Putin, poteva prendersi «due o tre settimane o qualcosa del genere» prima di dover pensare se imporre nuove sanzioni contro la Russia.
Poi, il 22 agosto ha affermato che «nell’arco di due settimane» avrebbe preso «una decisione importantissima» sul da farsi: «Riguarderà se imporre massicce sanzioni o massicci dazi o entrambe le cose. Oppure non faremo nulla e diremo: è la vostra battaglia».
Da mesi Trump parla di «due settimane». Il 27 aprile alla domanda se si fidasse di Putin, rispose: «Ve lo farò sapere in circa due settimane». Passarono più di due settimane e sull’Air Force One qualcuno gli domandò se avesse deciso. Trump replicò: «Ve lo farò sapere in una settimana».
Il 19 maggio, quando un reporter chiese se l’Ucraina stesse facendo abbastanza nei negoziati, il presidente rispose: «Preferirei dirlo in circa due settimane, perché non posso dire sì o no». E il 28 maggio tornò su Putin: «Capiremo se ci prende in giro o no.
E se lo fa, risponderemo un po’ diversamente, ma ci vorrà una settimana e mezza o due settimane». Invece il 14 luglio usò un’unità di misura diversa per minacciare la Russia: «Imporremmo dazi molto duri se non avremo un accordo in 50 giorni». Ma il 28 luglio accorciò la scadenza, portandola a 10-12 giorni (cioè quasi due settimane). Così si è arrivati all’incontro in
Alaska.
Dire «due settimane» sembra il suo modo preferito per prendere tempo ed evitare di rispondere sì o no. Ci sono delle ragioni dietro l’esitazione di Trump a imporre sanzioni secondarie sul petrolio russo, incluso il fatto che desidera arrivare alla pace e, come ha spiegato il suo segretario di Stato Marco Rubio, le sanzioni sospenderebbero il «processo di pace» (l’annuncio del Premio Nobel è atteso all’inizio di ottobre). Molti a Washington inoltre temono il fatto che la Russia sia sempre più nell’orbita della Cina.
E Putin gioca abilmente le sue carte: se Trump lo aveva fatto salire sulla sua limousine in Alaska, il leader russo al summit dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ha ospitato nella propria auto il premier dell’India (sanzionata dagli Usa perché compra petrolio russo); poi ha elogiato Trump, dicendo che la «comprensione reciproca raggiunta al summit Russia-Usa in Alaska… apre la strada alla pace in Ucraina, spero». […]
Questa tendenza si ritrova anche nel suo primo mandato. Il 9 febbraio 2017, per esempio, Trump disse che il piano per le tasse sarebbe stato annunciato «entro le prossime due o tre settimane»; fu svelato oltre due mesi dopo e diventò legge a fine dicembre.
Dalle tasse all’assistenza sanitaria, dalla guerra contro l’Isis all’apertura di miniere di carbone, ha promesso di risolvere molti problemi in circa due settimane. «Non è un’unità oggettiva di tempo, è un’unità soggettiva, completamente staccata da ogni senso cronologico — nota il New York Times —. Significa semplicemente “dopo”. Ma dopo può anche significare “mai”. A volte».
Ormai tutti a Washington sanno che quando Trump dice «due settimane», significa in effetti che non sappiamo cosa farà. Non sappiamo neanche se lo sapremo dopo due settimane.
(da agenzie)
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Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
“IL RIFIUTO È UN DOVERE PATRIOTTICO. LA DECISIONE DI LANCIARE UN’OPERAZIONE PER LA CONQUISTA DEFINITIVA DI GAZA È ILLEGALE. METTERÀ A RISCHIO GLI OSTAGGI, I SOLDATI E I CIVILI”… LO SCAZZO ALL’INTERNO DEL GABINETTO DI GUERRA DELLO STATO EBRAICO, DOVE IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO, EYAL ZAMIR, FRENA SULL’INVASIONE DI GAZA
La singola chiamata alle armi più vasta dall’inizio del conflitto a Gaza contro Hamas – tra 40.000 e 50.000 riservisti – coglie le famiglie israeliane nel secondo giorno di ritorno a scuola dei figli, aggrappate a professioni e lavori da incastrare fra i turni del servizio militare, a meno di un mese dalle festività ebraiche. E poi, ci sono le remore morali. Pesa la preoccupazione che l’offensiva a Gaza City metta in pericolo le vite degli ultimi ostaggi. E gli scontri tra i vertici militari e il governo si insinuano fino ai ranghi più bassi dell’esercito.
C’è una flessione nella risposta all’Ordine 8, la chiamata immediata in circostanze di emergenza. Non serve che lo Stato
Maggiore la quantifichi – e non intende farlo – perché è palpabile. Il tema è tra i più delicati, quasi un tabù, nella sensibilità degli israeliani.
Sono panni sporchi che, per i più, dovrebbero essere lavati rigorosamente in casa. La maggioranza dei miluim (i riservisti) preferisce sottrarsi adducendo motivi personali o finanziari.
Ma la frustrazione e l’avversione verso il governo – le famiglie degli ostaggi lo descrivono impegnato in una «nuova operazione: “Chiudete gli occhi e tappatevi le orecchie”» – ha spinto un gruppo di oltre 350 riservisti ad annunciare pubblicamente che non si presenteranno più in servizio, se chiamati a combattere.
Sono i “Soldati per gli ostaggi”, gruppo vicino alla sinistra antiguerra di “Standing Together”, contrari alla conquista di Gaza City. «Ci rifiutiamo di prendere parte alla guerra illegale di Netanyahu – spiega il sergente riservista Max Kresch, medico combattente – e consideriamo il rifiuto un dovere patriottico».
Lo affianca il capitano, anche lui riservista, Ron Feiner: «La decisione di lanciare un’operazione per la conquista definitiva di Gaza è chiaramente illegale. Metterà a rischio gli ostaggi, i soldati e i civili». Già una volta Feiner ha affrontato il carcere per il suo aperto rifiuto al richiamo alle armi.
Il capo di Stato Maggiore, il ramatkal Eyal Zamir, ha due posture. Quella pubblica, con cui conferma che «l’operazione a Gaza City è già in corso» e ai riservisti richiamati assicura: «Non vogliamo niente di meno di una vittoria decisiva». È l’atteggiamento che risponde ai richiami all’ordine del primo ministro Benjamin Netanyahu. Anche lui si è rivolto ai soldati con un video per ricordare:
«Stiamo combattendo una guerra giusta come nessun’altra. Stiamo affrontando la fase decisiva». I raid israeliani nella Striscia, registrano le fonti mediche palestinesi locali, hanno ucciso almeno 100 persone ieri, 35 nella città di Gaza. Poi c’è il lato del ramatkal che il governo disapprova, considerato
«debole» dai ministri più estremisti.
Perché a porte chiuse si oppone all’occupazione militare della City nella Striscia e, dicono fonti militari ai media israeliani, perché ha tentato di evitare una mobilitazione su larga scala e persino proposto al governo piani operativi alternativi, che sono stati respinti.
Parte dei riservisti richiamati sono destinati a sostituire le forze regolari di stanza in Cisgiordania, dove resta alta la tensione, sul campo e diplomatica. A Hebron, ieri è stato arrestato il sindaco, Tayseer Abu Sneina, accusato di sostegno a Hamas e alla Jihad islamica palestinese. Abu Sneineh era stato condannato all’ergastolo nel 1980 per aver ucciso, insieme con una cellula terroristica, sei studenti ebrei ortodossi, tra cui due cittadini americani e un canadese, alla Grotta dei Patriarchi.
Netanyahu intende invece convocare a breve, forse giovedì, una riunione ristretta per discutere le implicazioni di sicurezza legate alla mossa diplomatica verso uno Stato di Palestina e una risposta con l’eventuale annessione de facto di «Giudea, Samaria e Valle del Giordano», cioè di tutta la Cisgiordania. Nelle acque del Mediterraneo continua la navigazione della Global Sumud Flotilla.
(da agenzie)
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Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
IL WEB IN MANO AGLI ESTORSORI
L’unica maniera per levare le proprie immagini (rubate) dal noto sito per guardoni del
quale tanto si parla era: se paghi, accettiamo di togliere le tue foto. Essendo quelle immagini refurtiva, è la vecchia logica dell’estorsione. “Ti hanno rubato il motorino? Se mi dai cinquecento euro te lo faccio ritrovare sotto casa. E ti faccio pure un favore”. In genere, è quello che ti ha rubato il motorino.
Si deve prendere atto, anche se sgomenta, che quella logica — che castiga la vittima e premia il delinquente — in rete è legge. In rete è consentito agire sotto anonimato (ferale, imperdonabile vizio nativo di quel mondo, fonte di ogni successivo disastro) e si è messi di fronte al fatto compiuto: furti di identità, furti di immagine, false notizie su personaggi pubblici usate come esca per lenzuolate pubblicitarie.
Ed è sempre a carico del derubato, del calunniato l’onere della prova: sei tu che devi dimostrare di essere tu, mentre chi ti ha rubato il nome e il volto lo fa impunemente. E anche se riesci a
dimostrarlo, che tu sei tu, il tuo rapitore quasi sempre continua a tenerti in ostaggio, perché le piattaforme, la cui etica ha più buchi di un gruviera, trovano comodo e conveniente mantenere alto il traffico, e scomodo e costoso tutelare la dignità delle persone.
Esemplare — tra mille — il caso del poeta per bambini Bruno Tognolini. Da un anno e mezzo uno o più mascalzoni gli hanno “scippato” il sito Yahoo e usano il suo nome, e le sue poesie, per pubblicizzare il gioco d’azzardo. Per bloccarli le ha tentate tutte: denunce, ricorsi, è in ballo anche una interrogazione parlamentare. Risultati: zero. I titolari di quel sito fraudolento sono inconoscibili. Impuniti e impunibili. Che volete che gliene freghi, ai padroni della rete, di un poeta per bambini.
(da repubblica.it)
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Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
CHI C’E’ DIETRO E COME FANNO SOLDI SULL’ODIO CONTRO LE DONNE
L’Autorità garante della Privacy e la Polizia postale esortano a segnalare i siti sessisti, perché alimentano la violenza di genere e gli istinti peggiori. All’Autorità non sarà sfuggito lo studio pubblicato nel 2021 dalla Commissione europea, dove un network di esperti, il Radicalisation Awareness Network (Ran) analizza la più grande comunità online di incel. «Incel» sta per «celibi involontari», in sostanza si tratta di una ampia comunità che raggruppa uomini che disprezzano le donne. La Commissione lancia l’allarme: su questi siti si celebra la violenza sulle donne, rischio istigazione al suicidio ed esaltazione di stragi compiute da incel. Un rischio acuito dal fatto che sono anche un polo di attrazione per soggetti fragili. I primi studi psichiatrici sul fenomeno sostengono che i frequentatori di questi siti soffrono spesso di sintomi depressivi e ansiosi, di insicurezze e paure di rimanere single. Hanno «problemi significativi relativi al loro benessere mentale, sociale e relazionale» e proprio per questo cercano supporto «in forum che spesso presentano contenuti misogini e violenti». Dall’analisi svolta per conto dell’Ue, emerge che tra gli utenti più attivi in Europa ci sono anche gli italiani. I loro commenti spesso ruotano intorno a due assunti: l’usanza di «trattare le donne come principesse» le spinge a cercare uomini facoltosi; ci sono troppi rifugiati e questo aumenta il rischio che le donne siano sedotte da loro. Ma chi sono gli amministratori di queste piattaforme che hanno trovato il modo di lucrare su devianze e fragilità?
La manosfera
Gli «incel» navigano in una galassia di comunità definita «manosfera», spuntata a partire dalla fine degli anni Novanta, le cui teorie si concentrano sulla negazione del patriarcato, il riscatto del maschio oppresso e l’antifemminismo. Dentro c’è un po’ di tutto: artisti del rimorchio (quelli che «ti insegno io come manipolare la psiche femminile per portarti a letto chi vuoi»); gli attivisti per i diritti maschili convinti che i veri discriminati siano gli uomini stritolati da un sistema che iper-tutela l’altro sesso; e gli incel, cioè i maschi frustrati dal non trovare una fidanzata perché – dicono – sono brutti e le donne (definite «NP», cioè «non persone») vogliono solo partner ricchi o belli.
A scuola di seduzione
I nomi di questi siti, forum e blog non li citeremo, proprio per non portare alcun clic (anche solo per curiosità). Ce n’è uno fondato ormai vent’anni fa, dal russo Anton Rosanov che spiega: «Le donne hanno sviluppato una serie di tecniche di manipolazione mentale per avere il controllo della relazione e dell’altra persona, e raggiungere i loro obiettivi». Il sito conta 45mila iscritti, ai quali Anton e il suo socio Antonio Rizza propongono i prodotti della loro «Ar2Group», società con sede a Riccione ma registrata in Lettonia. Si tratta di libri come «La guida definitiva su come rimorchiare» (137 euro), webinar su come sedurre 7 donne in 7 giorni (197 euro), o corsi per diventare uomini attraenti (1.497 euro). Con 1.197 euro «assumi» entrambi come personal coach.
Un filo lega tutti i siti
Un forum per incel è amministrato da un milanese che si fa chiamare Anakin e che non ha problemi ad ammettere: «Molti utenti hanno una base di problemi psicologici, traumi, sfortune, famiglie disfunzionali, problemi di tutti i tipi». A tutti loro chiede donazioni, e con 20 euro diventi «utente premium» con accesso a contenuti speciali. I siti per Incel sono decine e sembrano autonomi, ma in realtà si tratta di una rete che spesso condivide autori e amministratori. Uno dei più frequentati, pubblica un articolo dal titolo «Il privilegio dello stupro» nel quale si legge che «l’eventualità, rara, di subire uno stupro ripaga quotidianamente la donna con tutta una serie di vantaggi che un uomo si può solo sognare. Per dirla in termini finanziari, c’è un rapporto rischio-ricompensa molto favorevole, che rende l’essere donna un ottimo investimento». Il sito ha una pagina Facebook con 16mila iscritti, ai quali vengono proposti anche gli articoli di Diego Moro, che gestisce un blog con un migliaio di iscritti dove scrive che «le donne, per loro stessa natura, sono esseri deputati alla sopravvivenza tramite inganno, raggiro e menzogne». Il blog di Moro a sua volta condivide il «Manifesto
degli Incel Italiani» (dove si «disconosce la teoria del patriarcato») composto e pubblicato da un altro forum che conta quasi un milione di visitatori. Tra gli amministratori di quest’ultimo c’è l’influencer che si fa chiamare «Prete Rosso», che ha pure un canale Youtube dove spiega che «le donne sono meno assertive e forti, e quindi è normale che non raggiungano posizioni di potere». Per arginare la ferocia dei commenti ha messo un codice di comportamento: vietato scrivere di volersi suicidare o istigare al suicidio; vietato scrivere di voler compiere stragi o istigare a compierne (bontà sua). Prova a monetizzare chiedendo offerte ai suoi follower.
Un filone redditizio
Oltre al Prete Rosso, tra gli amministratori del forum c’è Claudio Accardi che nel 2020 sul primo dei due siti fondati da Davide Stasi (ancora online sebbene l’attività sia stata sospesa per le troppe segnalazioni), scriveva: «L’omicidio del giovane Willy a Colleferro, la colpa è del femminismo». Sull’altro sito riconducibile a Stasi, ai frequentatori vengono chieste donazioni fino a 500 euro e segnalate le uscite dei libri scritti dal fondatore e in vendita su Amazon. I titoli: «Come e perché la guerra tra i sessi inquina la vita»; «Violenza sulle donne: le anti-statistiche»; «Stalking: anomalia di un reato di percezione». Quest’anno, Stasi è stato anche protagonista di una raccolta fondi tra incel e influencer per sostenerlo nelle spese legali: alcune donne si sono sentite offese dai contenuti dei suoi siti e lo hanno querelato. Ben sette le denunce, e finora quasi tutte archiviate.
L’eventualità, rara, di subire uno stupro ripaga quotidianamente la donna con tutta una serie di vantaggi che un uomo si può solo sognare
Davide Stasi: l’esperto
Davide Stasi, 51 anni, genovese, è considerato un esperto in materia. Il 20 giugno 2022, si riunisce la Commissione giustizia del Senato per discutere dell’opportunità di una legge (il Ddl
2530) per arginare la violenza contro le donne, e la Lega lo invita a portare un «contributo» ai nostri parlamentari. Viene presentato ai commissari come «autore, blogger e analista sociale». Nell’audizione Stasi spiega che una legge sugli abusi domestici «non è necessaria» perché in realtà «non c’è alcuna emergenza» visto che quasi sempre «sono false accuse (…) gonfiate ad arte». Al contrario: norme costruite ad hoc per tutelare le donne dalla violenza maschile «suonano come un’istigazione istituzionale alla persecuzione giudiziaria di ogni cittadino di sesso maschile, manca solo l’obbligo di appuntarsi sul bavero le lettere scarlatte “MT”, di maschio tossico». Nulla di strano: Stasi è un antifemminista dichiarato e queste tesi le ha sempre sostenute negli articoli che pubblica sui siti, dove tiene un opinabile conteggio dei falsi femminicidi.
Piccolo spazio pubblicità
Sui molti siti, blog e forum online compaiono banner pubblicitari: a incassare possono essere direttamente i gestori ma più spesso a guadagnarci davvero sono le piattaforme che li ospitano. Abbiamo chiesto a Mgid, uno dei concessionari che lavora su ForumFree (la piattaforma italiana che fa «girare» diversi forum a tema incel) quanto costa una campagna pubblicitaria. Risposta: l’investimento iniziale è di circa mille euro.
I primi arresti
Quando la Commissione europea scrive che «le comunità incel online rappresentano un rischio per la salute e la sicurezza pubblica», purtroppo non eccede in allarmismo. Lo scorso luglio la Procura nazionale antiterrorismo francese (Pnat) ha arrestato un 18enne in un liceo di Sanin-Etienne. Il ragazzo, che ha dichiarato di identificarsi con il movimento incel, aveva con sé due coltelli e una lista di quattro ragazze della sua classe che progettava di uccidere. In Italia gli investigatori hanno esplicitamente collegato a questo fenomeno il 26enne neonazista
Andrea Cavalleri, che nel dicembre 2024 in tribunale a Genova ha patteggiato 7 mesi di reclusione per istigazione a delinquere sulla base dell’odio razziale. Il suo arresto risale al 2021. Se la prendeva con neri ed ebrei, ma nelle chat intercettate dalla Digos si autodefiniva incel e millantava di voler fare «una strage uccidendo più donne possibile» perché, vista l’impossibilità di avere una relazione, «è meglio morire con onore piuttosto che vivere una vita da soli».
Milena Gabanelli e Andrea Priante
(da corriere.it)
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Settembre 3rd, 2025 Riccardo Fucile
IL DEPUTATO STAVA DENUNCIANDO IL FENOMENO RICORRENTE DI OCCUPAZIONI ABUSIVE DI SUOLO PUBBLICO DA PARTE DI LOCALI E RISTORANTI
«Ti spacco la faccia scemo», poi tre «ciaf» secchi che tanto assomigliano a schiaffoni.
È l’accoglienza che un gruppo di ristoratori ha riservato al Francesco Emilio Borrelli, deputato di Avs, che nella serata di ieri, 31 agosto, stava denunciando il fenomeno dell’occupazione abusiva in via Foria a Napoli. «Questo locale che occupa abusivamente una scalinata, guardate, occupa suolo pubblico che dovrebbe essere di tutti», dice spalla a spalla con Gianluigi Grittano del movimento “Una Nuova Napoli”.
Ma a quel punto viene subito interrotto dallo staff e dai proprietari di un noto locale, che lo allontanano con metodi poco ortodossi tanto da guadagnarsi l’appellativo di «energumeni».
Le botte a Francesco Emilio Borrelli
In pochi secondi, Borrelli è stato circondato da un capannello di donne e uomini. Urla, strattonate, minacce, pugni e calci si sono susseguiti senza soluzione di continuità finché il deputato non si è allontanato in fretta e furia dal ristorante.
«Solo l’intervento di sei pattuglie della Polizia ha permesso di riportare la calma e di sottrarre il deputato e i presenti all’aggressione», ha scritto su Facebook. «Ma voglio essere chiaro: non arretreremo di un passo. Non possiamo permettere che la violenza e la prepotenza abbiano la meglio sulla legalità e sulla civiltà. Chi pensa di zittirmi con minacce e aggressioni ha sbagliato completamente bersaglio: continuerò a denunciare, a
lottare e a difendere i cittadini onesti».
La denuncia del deputato: «Dietro abusivismo ci sono violenza e intimidazione»
Come ha ricordato il deputato in un posto Facebook, l’attività di cui stava parlando è «coinvolta in un’inchiesta della procura di Napoli per l’esplosione di un palazzo avvenuta pochi mesi fa, tragedia che costò la vita a Giovanni Scala, che quel giorno neanche avrebbe dovuto recarsi a lavoro ma aveva sostituito un collega. L’immobile adibito ufficialmente a deposito veniva infatti utilizzato anche come cucina». L’episodio secondo Borrelli «conferma come, dietro l’illegalità diffusa e l’abusivismo, spesso si nascondano metodi violenti e intimidatori che minano la convivenza civile e il diritto dei cittadini a spazi liberi e sicuri».
(da agenzie)
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