Destra di Popolo.net

E POI CI SI CHIEDE PERCHÉ IN ITALIA NON SI FANNO FIGLI: NEL NOSTRO PAESE, MEDIAMENTE, NON SI RAGGIUNGE UNA INDIPENDENZA ECONOMICA PRIMA DEI 40 ANNI, MENTRE IN DANIMARCA, PAESI BASSI E GERMANIA SI OTTIENE DAI 15 AI 10 ANNI PRIMA

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

IL PROBLEMA? AI GIOVANI VENGONO OFFERTI CONTRATTI PRECARI E STIPENDI DA FAME. PER QUESTO, NEGLI ULTIMI 10 ANNI IL FLUSSO ANNUO DI GIOVANI LAUREATI CHE LASCIANO L’ITALIA È PIÙ CHE RADDOPPIATO, PASSANDO DAI 12 MILA DEL 2013 AI 29 MILA NEL 2023

I giovani, risorsa fondamentale per la crescita, l’innovazione e il rinnovamento del Paese. E’ quanto emerso nel corso dell’evento “Yes – Youth Enhancement Score: la bussola per ricostruire la prospettiva dei giovani” in cui è stata presentata la ricerca dell’Ufficio Studi Liuc e realizzata in collaborazione con Fsi, Ey
ed Aifi e la collaborazione di Confindustria Giovani Imprenditori.
Eppure, secondo l’analisi, in Italia non riescono a raggiungere una maturità, intesa come indipendenza economica e creazione di legami stabili oltre la famiglia d’origine, prima dei 40 anni, mentre altrove avviene già dai 25-30 anni (Danimarca, Paesi Bassi e Germania). Va un po’ meglio per chi risiede nel Nord Italia con un indice medio simile a quello dei coetanei europei.
I Neet in Italia nel 2023 sono circa il 18% dei giovani 15-35 anni (rispetto al 10,5% in Germania, al 6,3% dei Paesi Bassi, al 12,9% in Francia, al 13% in Spagna) con forti differenze territoriali. Nord e Centro sono in linea con altre nazioni Ue (12% nel Nord-Est e nel Nord Ovest, 13,8% al Centro), mentre Sud e Isole sfiorano il 30%.
Le differenze di genere sono fortemente legate al ruolo di caregiver (22,3% di Neet tra le giovani donne contro il 14,5% dei giovani maschi); si riducono significativamente se escludiamo dalla categoria dei Neet i caregiver: 15,7% per le femmine e 14,2% per i maschi.
Dalla ricerca dell’Università Liuc emerge inoltre che il 40% dei giovani under 35 è impiegato in forme contrattuali precarie e negli ultimi 10 anni il flusso annuo di giovani laureati che lasciano l’Italia è più che raddoppiato, passando dai 12 mila del 2013 ai 29 mila nel 2023 con una perdita di circa 3 miliardi di euro nell’ultimo anno per il costo di formazione dei giovani emigrati. Veneto, Lombardia, Lazio sono le principali regioni di partenza; Germania, Svizzera e Spagna le destinazioni scelte più gettonate.
Le prime motivazioni per cui si lascia l’Italia sono l’offerta di lavoro all’estero (32%) e la mancanza di opportunità in Italia (27,4%) con il quasi 39% di giovani che ritengono molto improbabile un rientro.
Le Università devono fare la “loro parte dando ai giovani gli strumenti per poter affrontare al meglio le sfide del futuro, facendosi altresì portavoce nei confronti delle istituzioni perché ci siano le condizioni per trattenere i nostri migliori talenti in Italia”, spiega Anna Gervasoni, rettore della Liuc.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL LEPENISTA JORDAN BARDELLA VOLA NEI SONDAGGI PER LA CORSA ALL’ELISEO NEL 2027 – IL SOVRANISTA RACCOGLIE IL 39% DEI FAVORI E AL BALLOTTAGGIO VINCEREBBE CONTRO CHIUNQUE

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

IL SEGRETARIO DI “RASSEMBLEMENT NATIONAL” ANDREBBE MEGLIO ANCHE DI LE PEN (ATTUALMENTE ‘INELEGGIBILE’ DOPO LA CONDANNA NEL CASO DEGLI ASSISTENTI ALL’EUROPARLAMENTO. L’APPELLO È A GENNAIO)

Il presidente del Rassemblement National (Rn) Jordan Bardella conquisterebbe la corsa all’Eliseo nel 2027 qualunque sia il suo
avversario al ballottaggio: è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’istituto Odoxa per Public-Sénat a 18 mesi dal voto per la poltrona più importante di Francia.
Secondo il barometro, il giovane rampante dell’estrema destra d’Oltralpe raccoglie il 39% dei favori, in progressione di tre punti rispetto al precedente sondaggio di ottobre. Bardella prende la volata anche sulla sua mentore Marine Le Pen, rimasta stabile al 35%, e appare come il suo successore naturale nella candidatura massima.
Soprattutto, se la condanna di Le Pen all’ineleggibilità nel caso degli assistenti all’Europarlamento dovesse venire confermata in appello a gennaio. La progressione di Bardella è ancora più spettacolare tra i simpatizzanti del Rassemblement National dove raccoglie il 97% di opinioni favorevoli.
La novità del sondaggio Odoxa, spiegano a Parigi, risiede soprattutto nelle stime del secondo turno elettorale. Il politico di origini italiane avrebbe ormai la meglio davanti a tutti i potenziali candidati. Contro Édouard Philippe (destra moderata, Horizons), Bardella vincerebbe con il 53% dei voti.
Con il socialdemocratico Raphaël Glucksmann (Place publique), 58%. Il candidato della Fiamma Tricolore supererebbe anche l’ex premier macroniano e possibile candidato centrista Gabriel Attal (Renaissance), con il 56%. Quanto a un potenziale duello con il tribuno della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon (La France insoumise), la vittoria sarebbe schiacciante, con il 74% degli scrutini.
“Una tale configurazione – scrive Public-Sénat – segna una rottura netta: ad aprile scorso Édouard Philippe avrebbe battuto Bardella nel ballottaggio, con il 54% dei favori contro il 46%” per il candidato Rn.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

VA IN CARCERE L’EX SENATORE DI AN E PDL VINCENZO NESPOLI: ERA EVASO DAI DOMICILIARI DOPO CONDANNA DEFINITIVA PER BANCAROTTA

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

DOVEVA SCONTARE 5 ANNI E SEI MESI

L’ex senatore del Pdl ed ex sindaco di Afragola Vincenzo Nespoli da questa mattina è di nuovo in carcere. Era evaso due volte nel giro di pochi mesi dai domiciliari che scontava nella sua abitazione di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, e per questo gli è stata revocata la misura e disposta la detenzione in carcere.
Su Nespoli, EX Alleanza Nazionale e poi eletto nelle file del Pdl e sugli scranni di Palazzo Madama dal 2008 al 2013, pende una condanna definitiva a cinque anni e sei mesi per bancarotta arrivata dopo un iter giudiziario durato 16 anni e conclusosi con una sentenza della Cassazione.
Lo scorso 17 giugno l’ex politico si era quindi consegnato nel carcere di Larino. Successivamente gli erano stati concessi gli arresti domiciliari.
Secondo i processi, Nespoli era «l’amministratore occulto di una società di vigilanza» e in quel ruolo «ne avrebbe causato il dissesto, influenzando scelte gestionali per favorire interessi politico-elettorali». A condurre l’inchiesta della Procura di Napoli sono stati i pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

DDL STUPRO, RETROMARCIA SOVRANISTA, SCHLEIN CHIAMA MELONI: “RISPETTI L’ACCORDO”

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

IN COMMISSIONE GIUSTIZIA IN SENATO GLI ESPONENTI DELLA MAGGIORANZA CHIEDONO ALTRE AUDIZIONI E CHIARIMENTI SUL CONSENSO INFORMATO DELLA VITTIMA FACENDO SCATENARE L’IRA DELLE OPPOSIZIONI… INUTILE FARE ACCORDI CON CHI NON CONOSCE LA LEALTA’DLELA PAROLA DATA

Era una delle poche leggi bipartisan di questa legislatura, su cui si erano spese in prima persona Giorgia Meloni ed Elly Schlein. E proprio per questo il disegno di legge sulla violenza sessuale, che contiene la norma sul consenso delle donne, era passata con voto unanime alla Camera. Ma ora, lo stop dalla maggioranza, a Palazzo Madama.
A bloccare tutto, la richiesta di un maggiore approfondimento sulla norma chiesto dalla Lega a cui si sono associati Fratelli d’Italia e Forza Italia che hanno chiesto anche le audizioni. Per protesta le opposizioni hanno abbandonato la commissione Giustizia del Senato.
Marcia indietro ancora più simbolica dato che le opposizioni avevano chiesto, già nella conferenza dei capigruppo, il voto direttamente in Aula anche per farlo coincidere con la giornata internazionale contro la violenza alle donne che cade oggi. E il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si era associato.
“La destra straccia l’accordo sul consenso”, ora tuonano dalle opposizioni. La retromarcia “costituisce una ferita grave di un
percorso unitario che stavamo sostenendo per tutelare le donne dalla violenza maschile”, incalzano i senatori Pd.
“Stringersi la mano con questa destra non vale niente”, attacca il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto. Nel mirino, secondo la dem Valeria Valente, non ci sarebbe alcuna norma di merito del ddl se non una richiesta definita “pretestuosa”. Per il capogruppo dei senatori Pd Francesco Boccia, “la maggioranza smentisce Meloni, il tema è politico”, attacca.

argomento: Politica | Commenta »

“ORA IN CAMPO CI SONO DUE COALIZIONI IN GRADO DI CONTENDERSI LA GUIDA DEL GOVERNO” – MARCELLO SORGI DICHIARA CONTENDIBILI LE ELEZIONI POLITICHE DEL 2027

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

“IL QUADRO USCITO DA QUESTA TORNATA D’AUTUNNO È DIVERSO DA QUELLO DELLE POLITICHE DI TRE ANNI FA, IN CUI IL CENTRODESTRA DOMINAVA SU UN CENTROSINISTRA CHE NON ERA RIUSCITO A METTERE INSIEME TUTTE LE FORZE

Come si sa, l’1-2 di ieri completa il pareggio tra le due coalizioni di governo e di opposizione. Ma va detto: il quadro uscito da questa tornata d’autunno è diverso da quello delle politiche di tre anni fa, in cui il centrodestra dominava su un centrosinistra che non era riuscito a mettere insieme tutte le forze utilizzabili allo scopo per mancanza di disponibilità (soprattutto dei 5 stelle).
Pareggio sta a significare che in campo ci sono due coalizioni in grado di contendersi la guida del governo tra un anno e mezzo, quando si tornerà a votare per le politiche. Le sorprese negative per Meloni (oltre al Veneto, la Campania, dove Fratelli d’Italia è testa a testa Forza Italia) non sono tali da inficiare la sua candidatura al bis di governo.
E quanto all’altra alleanza, ha ancora molti problemi da risolvere, a cominciare dalla scelta di chi guiderà l’alleanza e scenderà in campo personalmente contro la premier in carica.
In epoca di scarsa, scarsissima partecipazione al voto, le elezioni si fanno anche per mobilitare il proprio campo e per misurare la convinzione del proprio elettorato. Da questo punto di vista i distacchi, superiori al previsto sia in favore del candidato – ormai governatore – del Veneto Stefani, sia nei confronti dell’ex-presidente della Camera – e adesso alla guida della Campania – Fico rispetto agli avversari, nonché del nuovo presidente della Puglia Decaro, rendono ancora più interessante il calcolo finale dei voti.
Perché il centrosinistra, non è un mistero, punta a dimostrare già con questo passaggio (e prima ancora perfino con i dati del
fallito referendum sul jobs act) di disporre di una massa di consensi superiore a quella su cui può contare il centrodestra.
Sono calcoli che valgono fino a un certo punto, per due ragioni. La prima è che la partecipazione, pur bassa o bassissima, varia di appuntamento in appuntamento, secondo la posta in gioco.
La seconda è che di qui alle elezioni politiche del 2027, nella primavera del 2026 ci sarà il referendum costituzionale sulla riforma della separazione delle carriere dei magistrati. Chi lo vincerà, metterà una seria ipoteca sul voto dell’anno successivo. Così il pareggio, seppure previsto da mesi, porta con sé delle novità. In attesa della prossima tappa, sulla quale davvero non si scherza
Marcello Sorgi
per “La Stampa”

argomento: Politica | Commenta »

REGIONALI, ANALISI DEI FLUSSI ELETTORALI: DECARO E’ RIUSCITO A PRENDERE UN TERZO DEGLI ELETTORI DI FORZA ITALIA, FDI E LEGA

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

DECARO E’ L’UNICO DEI TRE PRESIDENTI ELETTI AD AVER FATTO MEGLIO DEL SUO PREDECESSORE

L’analisi dei flussi elettorali del consorzio Opinio Italia per la Rai, condotta sulle ultime elezioni regionali in Puglia e Veneto, con un confronto rispetto alle regionali del 2020 e rispetto alle elezioni europee del 2024, dimostra che il candidato risultato vincente in Veneto, cioè Alberto Stefani, ha sostanzialmente
riportato ai seggi l’elettorato di centrodestra delle precedenti tornate, quello che aveva votato per Zaia. Mentre il dem Antonio Decaro in Puglia è riuscito nell’impresa di portare nel suo bacino elettorale non solo i voti del centrosinistra, ma anche quelli di coloro che avevano in precedenza votato Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, attirando circa un terzo degli elettorati dei tre partiti della maggioranza.
Analizzando nel dettaglio i flussi di voto in Veneto, ha votato per Alberto Stefani, eletto con il 64,4%, l’85% delle persone che nel 2020 avevano votato per Zaia; il 4% delle persone che nel 2020 avevano votato per Arturo Lorenzoni (Centrosinistra); il 6% di coloro che avevano votato nel 2020 per il pentastellato Enrico Cappelletti (M5s); e il 45% degli astenuti nel 2020.
Il dem Giovanni Manildo, invece, che ha portato a casa un 28,9%, ha pescato un po’ meno dagli astenuti (il 42% degli astenuti 2020 ha votato per lui); nel suo bacino elettorale si rintraccia solo il 9% dei votanti per Zaia; hanno votato per lui il 91% degli elettori di Lorenzoni e l’84% di coloro che nel 2020 avevano votato per Cappelletti.
Rispetto alle europee del 2024, un dato balza all’occhio: ha votato per Stefani non solo l’elettorato di Fdi, Lega a Forza
Italia, ma anche un bacino di elettori del Pd e del M5s. Lo spostamento di voti c’è stato da sinistra a destra in quantità maggiore rispetto allo spostamento da destra a sinistra: se infatti ha votato per il candidato leghista il 5% dell’elettorato Pd delle ultime europee e l’8% dell’elettorato M5s, per Manildo si sono mobilitati il 3% degli elettori di Fdi, il 4% degli elettori di Forza Italia e chiaramente solo l’1% degli elettori del Carroccio.
Il caso Puglia: Decaro riporta alle urne gli astenuti e ruba voti al Cdx
In Puglia, dove Decaro è stato eletto con il 64% dei voti, battendo il civico di centrodestra Lobuono, fermo al 35%, il neo presidente eletto è riuscito a traghettare dalla sua parte una buona fetta dei voti di coloro che avevano votato per Fitto nel 2020: addirittura il 20% degli elettori di Fitto ha scelto di sostenere l’eurodeputato dem. Decaro poi ha confermato il 90% dei voti per il presidente uscente Emiliano, il 76% dei voti per Laricchia (M5s) e addirittura ha convinto a votare chi aveva preferito restare a casa nel 2020 (il 57% degli astenuti). Rispetto alle ultime elezioni europee, il movimento di voti è ancora più chiaro: ha votato per Decaro il 31% degli elettori di Fdi, il 30% degli elettori azzurri, il 28% di coloro che avevano votato Lega e
naturalmente il 97% del bacino elettorale Pd e l’88% di quello pentastellato.
Gigliuto (Piepoli) a Fanpage.it: “Decaro è l’unico presidente ad aver fatto meglio del predecessore”
Il sondaggista Livio Gigliuto, presidente dell’istituto Piepoli, ha commentato a Fanpage.it l’analisi dei flussi elettorali condotta dal consorzio Opinio Italia per Rai: “Ieri si è votato in tre Regioni. In due di queste, Campania e Veneto, il candidato che ha vinto, ha vinto bene, ma ha vinto un po’ meno bene del predecessore. Prendiamo il caso di Luca Zaia, che aveva avuto il 77%, e adesso Stefani ha avuto un eccellente over 60%, esattamente il 64,4%. Fico viene dopo De Luca, che aveva preso quasi il 70%, mentre il pentastellato porterà a casa il 60,6%. Quindi anche lui benissimo, però un po’ meno del suo predecessore”, ha sottolineato.
“In Puglia Decaro, invece, ha fatto più del suo predecessore. È l’unico dei tre presidenti eletti ad aver fatto più del suo predecessore, perché Emiliano non era arrivato al 50%, aveva vinto con il 47%. Allora c’era anche in corsa un candidato del M5s, Laricchia, che aveva preso l’11%. Sommando questa percentuale a quella di Emiliano si arriva circa al 58%. Decaro è
arrivato al 64%. La Puglia da questo punto di vista è un unicum”, ha spiegato il sondaggista a Fanpage.it.
“Cosa si vede dai flussi in Veneto? Stefani ha vinto come ci si aspetta che vinca uno che è candidato dopo Zaia: ha recuperato tutti quelli che avevano votato per l’ex presidente nel 2020. Il candidato del centrosinistra, Giovanni Manildo, non è riuscito ad attivare un flusso dall’elettorato di Zaia, e quindi alla fine non ha portato a casa un risultato particolarmente importante- Quindi in Veneto è andata più o meno come previsto. La cosa interessante che ha fatto Decaro, anche più di Fico, riguarda il flusso non dalle regionali del 2020, ma dalle europee del 2024: circa un terzo delle persone che avevano votato Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, oggi ha votato De Caro. L’eurodeputato dem è riuscito a fare cosa rarissima – che abbiamo visto anche un po’ con Fico in Campania, ma in misura minore – e cioè ha preso voti dal centrodestra”.
“Un altro dato rilevante riguarda il M5s: noi ci diciamo sempre che il Movimento va male alle regionali, cosa che più o meno è sempre vera, e infatti in Veneto non è arrivato al 3%. E in genere diciamo sempre che l’elettore pentastellato non va a votare quando il candidato è del Pd. Ma anche se in questo caso
Decaro è un candidato del Pd, il M5s ha preso il 7,2% in Puglia, quindi ha fatto una buona performance, portando a casa un buon risultato in Puglia il Movimento 5 Stelle. Questo ci dimostra quantomeno che Decaro è un personaggio che riesce a mobilitare sia il suo elettorato che l’elettorato del Movimento 5 Stelle, perché è stato accettato dall’elettorato del Movimento 5 Stelle che si è sentito tanto motivato da quella candidatura da andare a votare. Quindi forse non è del tutto vero che l’elettore del Movimento 5 Stelle non vota un esponente Pd a prescindere. Dipende molto dalla persona”, ha detto ancora l’analista politico a Fanpage.it.
“In generale osserviamo che nessun candidato è riuscito ad attivare un flusso significativo verso di sé da una posizione di inseguimento. Manildo in Veneto non è riuscito ad attivare un flusso da elettori che avevano votato Zaia, non c’è riuscito neanche Cirielli in Campania e non c’è riuscito neanche Lobuono in Puglia. Si conferma l’elemento che abbiamo sempre visto nelle ultime sei elezioni regionali e cioè se non si riesce ad attivare un flusso dall’altra parte verso di sé e se non si riesce a portare a votare gli astenuti, alla fine si conferma la maggioranza uscente”.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

DOPO LA SVEGLIA ALLE REGIONALI, GIORGIA MELONI CORRE AI RIPARI IN VISTA DELLE POLITICHE E APRE UN NUOVO FRONTE: LA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE. L’IDEA È QUELLA DI UN PROPORZIONALE CON PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE CHE VINCE E RAGGIUNGE LA SOGLIA DEL 40%.

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

RESTA SUL TAVOLO IL TEMA DELL’INDICAZIONE SULLA SCHEDA DEL NOME DEL CANDIDATO PREMIER. FORZA ITALIA FRENA

Lo spoglio delle schede è ancora in corso quando il centrodestra apre ufficialmente il cantiere della riforma della legge elettorale
Risultati alla mano, Pd, M5s, Avs e Iv sono convinti che un’alternativa al governo Meloni sia già nei fatti: se si resta uniti, come in questo banco di prova delle regionali, il campo largo può vincere. Ed è per questo che, secondo le opposizioni, il governo è al lavoro per cambiare il sistema con il quale si voterà nel 2027.
Matteo Renzi è il più veloce a sollevare il problema di una legge che verrebbe messa a punto per far perdere il campo largo
Anche il Pd è molto preoccupato. «La premier proverà a cambiare la legge elettorale. Perché, con questa legge, lei a Palazzo Chigi non ci rimette più piede», sottolinea il leader di Iv parlando di un’alternativa, «da Casa Riformista fino alla sinistra, che quando è unita vince».
Il responsabile organizzazione del Pd, Igor Taruffi, illustra un calcolo che da settimane circola negli uffici del Nazareno ed è il seguente: «Rispetto al 2022 i risultati dei collegi uninominali sarebbero ribaltati». Soprattutto al Sud, basti pensare alle vittorie schiaccianti in Campania e Puglia, a quella dello scorso anno in Sardegna e anche dalla Basilicata nonostante la sconfitta ci sarebbero segnali positivi.
«È chiaro — secondo il braccio destro e sinistro di Elly Schlein — che Meloni ha lo scopo di cancellare i collegi uninominali perché li perderebbe tutti, e fare un proporzionale. Il suo è interesse personale».
I sospetti a stretto giro vengono confermati. Sulla legge elettorale «nessun dogma, noi puntiamo alla governabilità», dice il capo organizzativo di FdI Giovanni Donzelli: «Se si votasse oggi non ci sarebbe la stessa stabilità che abbiamo ora. Noi crediamo che sarebbe utile averla. È una riflessione che
facciamo». Insomma, si tratta di una priorità.
Lo schema prende forma. Sparirebbero i collegi, nonostante i dubbi leghisti, e si andrebbe verso un proporzionale con premio di maggioranza alla coalizione che vince e raggiunge la soglia del 40%. Resta sul tavolo il tema dell’indicazione sulla scheda del nome del candidato premier. Forza Italia frena.
Un antipasto in attesa della riforma del premierato, che al momento è ferma in commissione Affari costituzionali alla Camera e in ogni caso si concluderà nella prossima legislatura con il referendum.
Tuttavia nel campo largo le sensibilità sulla legge elettorale sono diverse. Se Pd e Italia viva sono contrari alla riforma, di parere diverso sono i 5Stelle che, con il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, lanciano un messaggio agli alleati: «Noi siamo sempre stati contrari a questa legge elettorale.
Siamo per cambiarla, siamo per un sistema proporzionale». E infatti il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha gioco facile per dire che «anche nell’opposizione ci sono favorevoli al proporzionale».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

TRADIRE IL SUO POPOLO CON UNA RESA O CONDANNARLO ALLA GUERRA INFINITA: IL DILEMMA DI ZELENSKY

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

“LA STAMPA”: “QUALUNQUE CESSIONE FORMALE DI TERRITORI PUÒ ESSERE DECISA SOLO DA UN REFERENDUM. COSÌ COME È EVIDENTE CHE LA FIRMA DI UN ACCORDO SULLA RIDUZIONE DELL’ESERCITO RAPPRESENTI UNA RINUNCIA ALLA PROPRIA SOVRANITÀ” … “L’ALTERNATIVA È CONTINUARE A COMBATTERE. CON LA CONSAPEVOLEZZA DI NON POTER CONTARE SUGLI AMERICANI E DI SAPERE CHE ANCHE LA SOLIDARIETÀ EUROPEA POTREBBE VENIRE MENO SE CAMBIASSE GOVERNO IN FRANCIA E GERMANIA”

Il destino dell’Ucraina si giocherà in un nuovo faccia a faccia tra Zelensky e Donald Trump, un incontro-scontro che molti nell’entourage del presidente ucraino temono, come confessa uno dei suoi collaboratori al Financial Times
Troppe sono le questioni delicate per poterle risolvere subito a beneficio delle telecamere; troppe cose sono in gioco per poter rischiare un nuovo match di insulti nello Studio Ovale, e troppo grande è il peso di una decisione che, qualunque essa sia, non sarà né buona, né giusta.
L’unica pace giusta per l’Ucraina consisterebbe infatti nella ritirata della Russia dai suoi territori occupati, con Vladimir Putin che paga i danni di guerra e si presenta alla Corte dell’Aja. Tutto il resto è un compromesso, la vittoria del reale sull’ideale, il rinvio della giustizia a data da definirsi.
Tutto il resto – soprattutto la ricerca del nome e della forma giuridica da dare al riconoscimento di fatto della perdita del Donbas – è accettazione dell’impossibilità, almeno in questo momento, di liberare le zone conquistate dai russi, e di riportare a casa i milioni di profughi.
L’incubo di una “zrada”, un tradimento, è una costante del dibattito politico ucraino, e mentre a Ginevra si negozia, a Kyiv si stanno tracciando le “linee rosse” da non oltrepassare.
Il presidente della Rada Ruslan Stefanchuk e diversi deputati concordano che non ci potrà mai essere un riconoscimento de jure della cessione dei territori, ma solo una constatazione de
facto che si trovano sotto “occupazione provvisoria” russa.
La prospettiva di dover uscire dalla guerra mutilati è qualcosa che gli ucraini hanno già accettato come inesorabile, ma qualunque cessione formale di territori, ricorda il parlamentare Dmytro Mikisha, può essere decisa solo da un referendum, e chiunque agisca in tal senso rischia dai 10 ai 15 anni di carcere per “alto tradimento”.
Così come è evidente che la firma di qualunque accordo sulla riduzione dell’esercito rappresenti una rinuncia alla propria sovranità; e infatti i leader europei nel loro contropiano insistono che l’Ucraina deve mantenere intatta la propria libertà di decidere alleanze e difendersi.
Porre un tetto ai propri arsenali equivarrebbe a una capitolazione davanti ai russi. Sono condizioni che si infliggono a un Paese che ha perso, e l’Ucraina sul campo è molto lontana da una sconfitta.
L’alternativa è continuare a combattere. Con la consapevolezza di non poter contare sugli americani e di sapere che la non impossibile vittoria di una destra filoputiniana in Germania o in Francia possa mettere a rischio anche la solidarietà europea.
Con la certezza che le sanzioni e le spese militari porteranno il
Cremlino a un inesorabile collasso economico, che però potrebbe richiedere mesi, se non anni, anche perché una dittatura è meno sensibile allo scontento di una democrazia.
«Siamo fatti di acciaio, ma anche il metallo più robusto si può spezzare»: questa frase del discorso con il quale Zelensky ha denunciato le pressioni del Cremlino e della Casa Bianca potrebbe essere un monito rivolto anche a lui stesso, e agli ucraini che si trovano a scegliere tra la dignità della resistenza e la crudezza della real politik. Nel suo appello ieri sera, il presidente ucraino ha coniato la formula di una «pace di dignità».
Ma è evidente che una pace che dia all’Ucraina la dignità di un futuro europeo non verrebbe accettata dal Cremlino, che infatti ieri ha ripreso i bombardamenti sull’Ucraina, quasi a voler affondare qualunque intesa si possa raggiungere tra Kyiv e Washington
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

COME SI CAMBIA IN 5 ANNI, I VOTI ASSOLUTI DEI PRINCIPALI PARTITI, RISPETTO ALLE REGIONALI DEL 2022: LA LEGA HA BRUCIATO IL 52% DEI VOTI IN VENETO. NEL 2020 1,2 MILIONI DI PREFERENZE, QUESTA VOLTA SOLO 607MILA

Novembre 25th, 2025 Riccardo Fucile

CONSIDERANDO LE TRE LE REGIONI AL VOTO, SALVINI HA PERSO 732MILA VOTI, IL 47% … I 5STELLE: NEL TOTALE DELLE TRE REGIONI HANNO VISTO SFUMARE IL 34% DELLE PREFERENZE OTTENUTE 5 ANNI FA … IL PD TIENE (+8%), FORZA ITALIA IN FORTE CRESCITA (+28,3%), FDI FA BOOM (MA LA TENDENZA IN ASCESA SI È STOPPATA)

Il voto combinato in Veneto, Puglia e Campania ridisegna gli equilibri politici nazionali e conferma alcune tendenze profonde già in atto da anni: l’ascesa strutturale di Fratelli d’Italia (che però sembra arrivata a un “plateau”), il tracollo generale della Lega (in Veneto tiene solo grazie a Luca Zaia), la tenuta del centrosinistra e la storica difficoltà del M5S a radicarsi nei territori.
Per capire come sia andata davvero, occorre andare alla radice e analizzare i voti assoluti rimediati dai principali partiti, come fa Luigi Marattin con un utilissimo schemino pubblicato sui social.
Nel totale delle tre regioni, FdI cresce da 548.919 a 801.391 voti, un incremento di oltre 252mila preferenze (+46%). Anche Forza Italia mostra una vitalità quasi sorprendente: +97mila voti (+28,3%), segnale che il posizionamento moderato di Tajani sta reggendo nonostante gaffe, saltelli e figuracce.
È la Lega a vivere la sua peggior fase: –732mila voti rispetto al 2020, pari a un crollo del 47%. Una dinamica che si ripete ovunque, ma che colpisce in modo particolarmente violento il Veneto, dove a salvare il partito è stato il traino di Luca Zaia.
Cinque anni fa, la lista Zaia ottenne il 44,57% dei voti, con oltre 916mila preferenze, e quella della Lega il 16,92%, con 347mila voti diretti.
La lista Lega + Zaia oggi, invece, perde oltre 656mila voti (-52%) rispetto a cinque anni fa. Sempre in Veneto, Fratelli d’Italia cresce del 59% e Forza Italia del 43,8%, mentre il Pd e le civiche aumentano dell’18,3%: meno dell’avanzata meloniana, ma partendo da un dato di partenza ben più alto.
Il M5S si dimezza (-53,7%), confermando che il Nord resta la sua area più fragile.
In Campania il quadro è diverso: il blocco PD + civiche resta il primo ma arretra (-9,2%), mentre FdI guadagna quasi 100mila voti (+7%) e Forza Italia registra un sorprendente +77%, grazie ai “cacicchi” locali.
La Lega continua a perdere (-16,8%) e il M5S arretra del 21,6% in una delle sue ex regioni “fortezza”.
In Puglia il centrosinistra ottiene la crescita più consistente: +138mila voti (+25,4%), trainato anche dall’onda lunga della buona amministrazione regionale di Michele Emiliano, oltre che dall’acchiappavoti Decaro.
FdI cresce del 17,5%, meno che altrove, mentre Forza Italia cala (-19%) e la Lega perde un terzo dei consensi. Il M5S crolla del 42%, confermando una crisi strutturale quando sono in ballo comuni e regioni.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.957)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (44)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Novembre 2025
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    « Ott   Dic »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • COSA NON TORNA DELLA VERSIONE DEL MINISTRO CROSETTO SULLA PRESENZA A DUBAI DURANTE L’ATTACCO ALL’IRAN
    • CROSETTO A DUBAI, L’AMBASCIATORE BENASSI: “VICENDA POCO CREDIBILE E IMBARAZZANTE”
    • NEL 2025 LA PRESSIONE FISCALE COMPLESSIVA È RISULTATA PARI AL 43,1% DEL PIL, IN AUMENTO RISPETTO AL 42,4% DELL’ANNO PRECEDENTE
    • PER GIORGETTI I CONTI NON TORNANO! NEL 2025 IL RAPPORTO TRA DEFICIT E PIL SI ATTESTA AL 3,1%, OLTRE LA SOGLIA CHE AVREBBE PERMESSO ALL’ITALIA DI USCIRE DALLA PROCEDURA DI INFRAZIONE UE
    • IL QATAR ANNUNCIA LO STOP ALLA PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO NELL’IMPIANTO DI RAS LAFFAN, IL PIÙ GRANDE AL MONDO, COLPITO DA UN DRONE IRANIANO. IL PREZZO SUPERA IN POCHI MINUTI I 46 EURO (+45%)
    • SOLO IL 27% DEGLI AMERICANI APPROVA L’ATTACCO ALL’IRAN
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA