CONFERENZA PER LA RICOSTRUZIONE, DOPO MACRON E STARMER, ANCHE URSULA VON DER LEYEN PENSA DI DISERTARE ALL’INUTILE SUMMIT ORGANIZZATO DA GIORGIA MELONI
I DUE “VOLENTEROSI”, GLI UNICI AD AVERE LE CARTE IN MANO SUL DOSSIER KIEV (SONO LE UNICHE POTENZE NUCLEARI DEL CONTINENTE), OGGI SI INCONTRANO A LONDRA – IL DISCORSO DI MACRON A WESTMINSTER: “DOBBIAMO SMETTERLA DI ESSERE TROPPO DIPENDENTI DA USA E CINA. SIAMO POPOLI SOVRANI, NON POSSIAMO LASCIARE IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI ALLE DECISIONI DEGLI ALTRI. NON ABBANDONEREMO MAI KIEV, QUALSIASI DECISIONE PRENDA QUALCUN ALTRO”
Emmanuel Macron arriva alle 16.30 nella scarlatta e gloriosa Royal Gallery del Parlamento di Westminster, adornata dai quadri dei monarchi britannici, dalle statue d’oro di Elisabetta Ied Enrico V, e da due dipinti giganteschi: a destra la battaglia di Waterloo, a sinistra Trafalgar.
Due sconfitte epiche della Francia napoleonica. In tempi di Brexit, sarebbero state una provocazione degli inglesi. Oggi, invece, sono il paradossale simbolo dell’indistruttibile “entente cordiale” tra Regno Unito e Francia, patto di amicizia firmato dai due Paesi nel 1904.
Perché, in attesa della Germania di Merz, Londra e Parigi sono i pilastri della nuova resistenza europea contro la Russia di Putin, vista anche l’America schizofrenica verso l’Ucraina.
Il presidente francese, con la moglie Brigitte sul palco, parla a camere riunite del Parlamento britannico: «Francia e Regno Unito sosteranno l’Ucraina, per sempre.
Gli europei non abbandoneranno mai Kiev. Mai. Qualsiasi decisione prenda qualcun altro, noi andremo avanti». Applausi scroscianti di deputati e Lord, con lo speaker dei parrucconi che urla: “Vive la France!”.
Il riferimento di Macron alla galassia “Maga”, e subalterni, è chiaro. «Qui c’è in gioco la sicurezza dell’Europa. Londra e Parigi daranno l’esempio, con il bastione della Nato».
Del resto, sono gli unici due Paesi europei con deterrente nucleare. «Dobbiamo smetterla di essere troppo dipendenti dagli Usa ma anche dalla Cina. Siamo popoli sovrani, dobbiamo proteggere il futuro dei nostri figli. Non possiamo lasciarlo alle decisioni e agli algoritmi degli altri».
«Per questo», continua il leader dell’Eliseo in un discorso di 33 minuti, «serve una cooperazione massiccia tra noi, sulla Difesa ma non solo: intelligenza artificiale, sicurezza, energia, migranti. La Brexit è alle spalle. Ora l’Europa deve essere più unita che mai».
Secondo Bloomberg, l’Ue sta valutando l’istituzione di un fondo da 100 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina. Se approvato, inizierebbe a essere erogato nel 2028.
È solo il primo di tre giorni di visita di Stato di Macron nel Regno. Primo leader europeo dopo l’uscita di Londra dall’Ue, primo francese dopo Sarkozy nel 2008.
I simboli di ieri dicono tutto: una corona di fiori sulla statua di Winston Churchill a Parliament Square, un’altra per De Gaulle a Carlton Gardens.
Come ha dimostrato ieri anche sulla Palestina (“subito uno Stato”), Macron compie spesso un passo in più di Starmer, preoccupato di preservare la Special Relationship con l’America di Trump. Ma i due fanno da tempo asse granitico: dalla coalizione dei volenterosi in Ucraina alla Difesa europea.
Hanno deciso di prendersi le responsabilità del futuro del
Vecchio Continente. E, a differenza di altri leader europei, parlano schiettamente ai propri cittadini: tocca prepararsi a un’eventuale guerra.
Ne discuteranno approfonditamente oggi e domani. Ieri, intanto, hanno annunciato il prestito dell’Arazzo di Bayeux al British Museum dopo 900 anni (per l’anniversario della battaglia di Hastings) e hanno brindato a Windsor con un cocktail di gin inglese e pastis francese. Alla salute, di tutta l’Europa.
(da agenzie)
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