TRAGEDIA MIGRANTI NEL MEDITERRANEO: INTERVIENE LA CEI: “CON CHE CORAGGIO POSSIAMO DIFENDERE I CONFINI PRIMA DI DIFENDERE LE PERSONE?”
“OCCORRONO PRESIDI IN MARE PER SALVARE ESSERI UMANI”
Sulla tragedia nel Mediterraneo è intervenuto anche il presidente della Commissione Cei che si occupa di immigrati nonché presidente della fondazione Cei Migrantes: “Con che coraggio possiamo difendere i confini prima che difendere le persone
Perché non allarghiamo il presidio in mare per salvare le persone, con una collaborazione tra Europa e società civile? Sono domande che in queste ore sono insanguinate dalla morte di uomini, donne, bambini, che ipotecano il nostro futuro, il futuro della nostra Democrazia”.
“Ancora un naufragio, alla vigilia di Natale. La storia della famiglia di Nazareth non accolta, costretta a fuggire in Egitto per sfuggire alle violenze di Erode si ripete nel cammino di milioni di persone profughe e rifugiate. Per queste, contrariamente alla famiglia di Nazareth, – dice monsignor Perego – l’esito non è la salvezza, ma la violenza prima nei campi libici e poi la morte nel Mediterraneo”.
“I 116 morti al largo della Libia in queste ore si aggiungono ai 1700 morti quest’anno nel Mediterraneo”, denuncia l’esponente della Cei che ribadisce: “Con che coraggio possiamo difendere i confini prima che difendere le persone?”.
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