IL RISULTATO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA NON È SCONTATO PER NIENTE, NELLE ULTIME SETTIMANE SI STA ASSOTTIGLIANDO IL MARGINE DI VANTAGGIO DEL SÌ (E CRESCE LA PAURA NEL GOVERNO)
GLI ULTIMI SONDAGGI MOSTRANO UN TESTA A TESTA: IXE’ DA’ IL SÌ AL 50,1% E IL NO A 49,9%. STESSA TENDENZA REGISTRATA DA “EUMETRA”… LORENZO PREGLIASCO DI “YOUTREND”: “IL VANTAGGIO DEL SÌ NEI SONDAGGI DI QUESTE SETTIMANE È FRAGILE. LA PARTITA LA DECIDE L’AFFLUENZA, SE IL CENTRODESTRA VUOLE PORTARE A CASA IL RISULTATO DEVE PORTARE ALLE URNE ALMENO 8-10 MILIONI DI PERSONE”
Nei sondaggi cresce il fronte del no alla riforma della giustizia e così Carlo Nordio alza i toni e non fa retromarcia: «Confermo che è blasfemia sostenere che la legge costituzionale voglia mettere la magistratura sotto il potere esecutivo. Perché blasfemo? Perché in corretto italiano blasfemia significa un oltraggio a un’istituzione sacra», come lo è il Parlamento.
Intervistato da 24 Mattino su Radio 24, il ministro sostiene che la riforma «è chiarissima nel definire la magistratura autonoma e indipendente». Il Guardasigilli poi insiste che quello del 22 e 23 marzo «non è un referendum politico» e anche se il sì dovesse perdere «non sarà cambiata la maggioranza né ce ne andremo dal governo».
Dal canto suo, con un occhio rivolto ai recenti sondaggi, il centrosinistra è convinto che «il vento stia cambiando».
Secondo l’Istituto Ixè il risultato del referendum sarebbe infatti in bilico. Il fronte del sì, a gennaio 2026, si attesterebbe intorno al 50,1% (contro il 53% di novembre) mentre quello del no sarebbe al 49,9% (47% a novembre). Per quanto riguarda l’affluenza, il 61,5% degli italiani dovrebbero partecipare alla consultazione. Il presidente di Ixè, Roberto Weber, parla di «relatività del risultato».
E spiega: «Significa che i due campi sono molto vicini. C’è stato un avvicinamento con il passare del tempo». Il sondaggista mette anche l’accento su un aspetto, ovvero che – secondo le loro ricerche – «con l’abbassarsi dell’età aumenta la contrarietà alla riforma costituzionale. Se questa tendenza fosse vera aumenterebbe il fronte del no. È una tendenza potente che non è facile da invertire».
Ipsos e Eumetra di Renato Mannheimer hanno registrato la stessa tendenza di Ixè. Il secondo istituto, in particolare, stima il sì al 52% contro il 48%. Un mese e mezzo fa il sì era al 55 mentre il no al 45. E la forbice si assottiglia anche nell’ultimo sondaggio Youtrend per SkyTg24, del 22 gennaio: il sì è al 55% e il no al 45%, con un’affluenza stimata al 62%.
Tra gli elettori di centrodestra il sì è al 96% (no al 4%) e tra quelli di opposizione il no è all’88% (sì al 12%).
«Indipendentemente dalle intenzioni della maggioranza, il referendum sulla giustizia si politicizzerà e finirà per diventare anche un voto sul governo», sostiene il direttore Lorenzo Pregliasco: «Per questo il vantaggio del sì nei sondaggi di queste settimane è fragile. Alla fine la partita la decide l’affluenza, se il centrodestra vuole portare a casa il risultato deve mobilitare e portare alle urne almeno 8-10 milioni di persone».
(da agenzie)
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