NEL MANIERO DI CASTELLAR PONZANO, IL QUARTIER GENERALE DI VANNACCI: “SAREMO LA SUA PONTIDA”
SI TROVA A TORTONA ED E’ DI PROPRIETA’ DI UN IMPRENDITORE PAVESE: “QUI LA SEDE DEL CENTRO STUDI”
È diventato la «casa piemontese» di Vannacci il Castello Sforzini di Castellar Ponzano di proprietà dell’imprenditore pavese Luca Sforzini. Un maniero medievale dell’anno Mille che sorge sul sito di un antico acquedotto romano e oggi è la sede del Centro studi Rinascimento Nazionale, con il compito istitutivo di elaborare la piattaforma politica di supporto al pensiero del generale Roberto Vannacci, attualmente europarlamentare della Lega.
L’ambizione da “nuova Pontida”
«In quanto sede del Centro studi e per l’eco mediatica nazionale che ha avuto – dice Sforzini –, il castello sta assumendo un ruolo di rilevanza nazionale sullo scenario politico. È diventato come Pontida e ciò è motivo di orgoglio per il territorio, a prescindere da come la si pensi politicamente». E annuncia un’iniziativa di diplomazia culturale: l’invito ufficiale all’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Georgij Paramonov al castello. «Non l’ho invitato in qualità di presidente e padrone di casa del Centro studi Rinascimento Nazionale – spiega Sforzini –. Sarebbe troppo impegnativo politicamente in un momento di tensioni nazionali. L’ho fatto in ricordo della vittoria del generale Aleksandr Suvorov a Novi Ligure, in memoria dei rapporti di amicizia che hanno legato il popolo italiano e russo di cui non bisogna dimenticarsi culturalmente in un momento in cui, invece, ci sono divergenze politiche. Cultura e sport non devono mai essere coinvolti in divergenze su interessi nazionali».
La battaglia del 1799
Il Castello Sforzini si trova di fronte all’area del campo di battaglia di Novi Ligure dove il 15 agosto 1799 le truppe russe guidate dal generale Suvorov combatterono sul suolo italiano. Un episodio che testimonia come i rapporti tra Italia e Russia affondino le proprie radici in una storia condivisa di alleanze e sostegno reciproco.
Quanto al Centro studi la sua attività sarebbe dovuta partire in questi giorni, ma le vicende politiche delle ultime ore ne hanno rinviato l’avvio. «Quello che si vede al momento è la cima della montagna – continua il proprietario –. L’impatto del generale Vannacci, non solo sulla Lega ma sull’intero centrodestra italiano, è fondamentale perché stimola porzioni di popolo che si era allontanato dalla politica e negli ultimi tempi non è più andato a votare. Il generale in questa fase ha una funzione di risorsa non solo per la Lega ma per l’intero centrodestra e per la nazione intera, perché l’astensionismo è un problema del sistema politico nel suo complesso».
Laboratorio politico
Compito del Centro studi sarà approfondire la piattaforma politica di supporto al pensiero di Vannacci. «Ciò che viene veicolato attraverso ragionamenti semplificati per ragioni di comunicazione politica spicciola – aggiunge Sforzini – ha alla base un’elaborazione programmatica: molti docenti universitari sono pronti a iniziare i lavori del Centro studi. Quando? Dipende dallo scenario politico complessivo, ma quando si partirà verranno ufficializzati incontri e approfondimenti e si aprirà anche a nuove adesioni e autocandidature, già numerose. Le modalità operative saranno occasione di ulteriore allargamento degli orizzonti».
È tutto pronto, quindi: piattaforma programmatica, docenti, cronoprogramma e linee di studio. Alcuni eventi saranno al castello e altre attività invece saranno itineranti nelle principali città italiane. «Il castello resta il luogo ospite e simbolico di riferimento in quanto luogo storico identitario che rappresenta anche un simbolo di per sé – dice Sforzini –. Sarà un luogo di sede e origine dei lavori che si svilupperanno anche in altre città italiane».
(da La Stampa)
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