TRUMP HA AFFOSSATO IL “MARCHIO” USA, ALLE OLIMPIADI INVERNALI, QUASI TUTTE LE PROTESTE SONO CONTRO GLI STATI UNITI E I LORO RAPPRESENTANTI
CHE GLI AMERICANI SIANO DIVENTATI IMPOPOLARI LO DIMOSTRANO I FISCHI A JD VANCE DURANTE LA CERIMONIA DI APERTURA DEI GIOCHI E UNA SECONDA CONTESTAZIONE DURANTE LA PARTITA DI HOCKEY FEMMINILE TRA USA E FINLANDIA, LE MANIFESTAZIONI A MILANO CONTRO L’ARRIVO DEGLI AGENTI DELL’ICE E L’INCAZZATURA DEI CITTADINI NEI CONFRONTI DELLE MAXI SCORTE DEL VICE DI TRUMP E DEI VIP AMERICANI, CHE GOZZOVIGLIANO PER MILANO BLOCCANDO LA CITTA’
“Solo perché indosso la bandiera, non significa che io rappresenti tutto quanto accade
negli Stati Uniti”. Quando un atleta americano sente la necessità di manifestare il disagio per il proprio Paese da un palcoscenico globale come le Olimpiadi, forse sarebbe il caso di iniziare a porsi qualche domanda. Magari l’amministrazione risponderà che Hunter Hess, coraggioso responsabile di questo distinguo in conferenza stampa, è solo un attivista democratico mascherato da atleta di sci freestyle.
Le sue parole però smontano sul nascere la difesa del suo vice Vance fatta da Donald Trump, quando lo hanno informato dei fischi beccati alla cerimonia di apertura dei Giochi di Milano-Cortina (e la scena si è ripetuta ieri, all’incontro di hockey tra le nazionali femminili statunitense e finlandese): «Strano. Stava in un Paese straniero. Qui piace, non viene fischiato». Non proprio, se anche alcuni atleti della nazionale condividono le riserve degli spettatori di San Siro.
Trump ripete spesso che grazie a lui gli Stati Uniti sono diventati il paese più “hot” al mondo, ma il freddo non solo meteorologico di venerdì sera lo ha visibilmente contraddetto. La cosa non è sfuggita anche a giornali conservatori come il Wall Street Journal, che ha titolato così: “Team USA e Vance fischiati in una gelida accoglienza alle Olimpiadi invernali italiane”.
Quindi il quotidiano ha spiegato: «L’Italia ha aperto le braccia per accogliere il mondo intero. Beh, quasi tutto il mondo. In un segno inequivocabile di come la visione dell’America in Europa si stia rapidamente offuscando, la delegazione statunitense è entrata allo stadio di San Siro tra un coro di fischi e disapprovazione da parte della folla internazionale di oltre 65.000 persone. Le derisioni sono aumentate quando Vance è apparso sul grande schermo durante l’arrivo del Team Usa. L’unica altra squadra a ricevere un trattamento simile è stata Israele».
Trump ha commentato che il vice è popolare in patria, ma è lui a non essere popolare fra gli stessi atleti che la rappresentano. Chris Lillis, anche lui freestyler, oro a Pechino nel 2022, ha detto di amare gli Stati Uniti e «non vorrei mai rappresentare» nessun altro paese ai Giochi. Però ha ammesso di avere «il cuore spezzato», rispondendo a una domanda su cosa prova per quanto avviene in America: «Molte volte gli atleti sono riluttanti a parlare di opinioni politiche, ma mi sento distrutto da ciò che accade negli Usa.
Trump dirà che è un anti Maga nemico del popolo, come Bad Bunny o i Green Day, che stasera canteranno nell’intervallo di un Super Bowl di football che si preannuncia particolarmente ostile. Così perderà un’altra occasione per provare a capire l’entità del danno e magari ripararlo. La sua amministrazione non ha mai dato peso al soft power, che però tanto soft non è. Un’accoglienza come quella riservata da Milano a Vance in altri tempi colpiva paesi autocratici o violatori dei diritti umani.
Da agenzie)
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