LA BEFFA DELLA SOCIAL CARD: COME COMPLICARSI LA VITA
OLTRE UN MILIONE DI ITALIANI NON NE HA USUFRUITO… ECCO I DOCUMENTI RICHIESTI PER COMPLICARE LA VITA AGLI AVENTI DIRITTO… LA RICARICA ENTRO 48 ORE? UN SOGNO… E ORMAI I TRE MESI ARRETRATI NON SI RECUPERANO PIU’… LA BEFFA ALLE CASSE DEI SUPERMERCATI
La social card tanto decantata e promessa, quella che avrebbe permesso a un milione e mezzo di italiani indigenti di fare bisboccia a Natale si è rivelata, come temevamo, un pericoloso boomerang verso il Governo pasticcione.
Ricordiamo che oltre un milione di italiani non ne ha usufruito, in pratica si parla al massimo di un 330mila fruitori globalmente che sono riusciti a entrare nel meccanismo che prevede 120 euro di arretrati e per quest’anno 80 euro ogni due mesi.
Vediamo ora di spiegarvi nel dettaglio il casino che il Governo è riuscito a creare con questa card. Intanto chi ne avrebbe potuto usufruire? Gli over 65 con trattamento pensionistico o assistenziale inferiore a 6 mila euro lordi annui ( 8mila per gli over 70) e le famiglie con lo stesso reddito in cui ci sia un bambino sotto i tre anni.
Ora vi elenchiamo i documenti richiesti e capirete perchè un milione di italiani ha preferito non richiederla: occorre provare tramite Isee le proprie condizioni reddituali, di possedere una sola automobile e una sola casa. Occorre poi presentare documento d’identità , codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare, ultima certificazione dei redditi (730, Unico, Cud), certificazione dei redditi degli immobili, eventuale contratto di locazione dell’abitazione, estratto conto di depositi e conti correnti bancari e postali, titoli e simili, numero Iban, intestazione della banca.
Per chi ha un mutuo in corso, anche il residuo al 31 dicembre dell’anno precedente.
Passiamo alla parte operativa: l’Inps conferma che tutte le richieste sono esaminate entro 24 ore e che le Carte vengono caricate entro le 48 ore lavorative successive, come previsto dal Ministero dell’Economia.
Ciascun richiedente la Carta acquisti riceverà comunicazione circa l’esito della verifica e, qualora fosse respinta la domanda, saranno indicate anche le ragioni che non hanno consentito di procedere alla ricarica.
Ora che è successo? Che nessuno ha spiegato che la card non è carica al momento del ritiro alle poste e che bisogna attendere 48 ore.
Il pensionato va al supermercato, la card striscia nel lettore ed esce la dicitura “transazione non eseguita”. A Genova i casi di blocco sono numerosissimi e confermati dalle direzioni dei supermercati. E così in tutta Italia.
Ma c’è di più. Non è vero che la carta viene attivata nelle 48 ore: ci sono casi frequenti di carte inattive ancora dopo 7 giorni. Se chiami il numero verde non ti risponde nessuno, come al solito. L’Inps ammette a denti stretti “Siamo un po’ in ritardo”…
Andiamo avanti: il pensionato con la ricarica accreditata di 120 euro dei tre mesi arretrati riempie il carrello al supermercato e va alla cassa con la card: esce fuori il totale di 122 euro? Sei fottuto. Non puoi pagare 120 euro con la card e 2 euro in contanti, non è previsto il pagamento misto, devi togliere 2 euro di merce o pagare 122 euro cash.
Vai alla posta e vuoi pagare la bolletta? Hai 41 euro di bolletta e 40 di credito sulla Card? Fregato di nuovo, ti tocca pagare tutto in contanti e sperare che la prossima bolletta sia di 39,99 euro, altrimenti te la scordi la card.
Altro caso: il diritto ai tre mesi arretrati di ottobre, novembre e dicembre 2008, pari a 120 euro si perde se hai fatto domanda della card i primi di gennaio, dovevi farla entro il 31 dicembre, ormai gli arretrati sono finiti in cavalleria ( ora si ipotizza una proroga da parte del Governo).
Altro casino: gli over 70 con reddito fino a 8.000 euro lordi hanno diritto alla card, ma il sistema di controllo era tarato sui redditi fino a 6.000 euro. In pratica un 72 enne con reddito di 6.500 euro superava il primo controllo sull’età , ma poi veniva bloccato dal secondo controllo sul reddito perchè invece che il tetto di 8.000 euro il sistema informatico di controllo era tarato erroneamente a 6.000 euro.
Un sistema più incasinato non lo potevano trovare, insomma, per elargire 40 euro al mese.
Semplice osservazione: visto che l’Inps aveva calcolato esattamente quanti fossero gli aventi diritto, in base ai propri tabulati, non era più semplice ai pensionati accreditare 40 euro sulla pensione e alle famiglie mandare un assegno a casa?
Ci voleva una scienza per scegliere questa strada? Ma possibile che dobbiamo farci ridere dietro da tutto il mondo solo per spenderci in Tv l’immagine tecnologica della carta della povertà ?
Col risultato politico di aver fatto incazzare più gente di quanta ne uscirà soddisfatta e con quello economico di non aver aiutato un milione di italiani che ne avrebbero avuto diritto e bisogno.
Ma in Italia nessuno si dimette mai…
Leave a Reply