IL NAUFRAGIO DI CROTONE, PAPA FRANCESCO E IL “CRISTIANESIMO” DI PIANTEDOSI
PAPA FRANCESCO PREGAVA PER I MIGRANTI MORTI MENTRE IL MINISTRO LI RIMPROVERA PER ESSERE PARTITI DA PAESI IN GUERRA
Già all’Angelus di ieri, prima di ringraziare quanti hanno prestato
soccorso, papa Francesco aveva detto: «Stamattina ho saputo con dolore del naufragio avvenuto sulla costa calabrese presso Crotone. Già sono stati recuperati 40 morti tra cui molti bambini. Prego per ognuno di loro, per i dispersi e per gli altri migranti sopravvissuti».
Stride enormemente questa preghiera “per ognuno di loro” con quanto detto dal ministro dell’interno italiano Matteo Piantedosi: “Io non partirei se fossi disperato perché sono stato educato alla responsabilità di non chiedermi cosa devo chiedere io al luogo in cui vivo, ma cosa posso fare io per il Paese in cui vivo per il riscatto dello stesso”.
Viene così anche da chiedersi se ci sia una logica nel Pantheon della destra italiana. Infatti il ministro Sangiuliano ha detto che il primo intellettuale di destra è stato Dante. Ma Dante non scelse come sua guida Virgilio, l’autore dell’Eneide? Ed Enea chi era se non un fuggiasco? Non fece, come dice il titolare dell’Interno. Fuggì con il padre Anchise sulle spalle, senza avvertire quel dovere di fermarsi a fare ancora qualcosa per Troja in fiamme. Era dunque un vile, oltre che un clandestino, visto che fuggì senza visti.
Ma è troppo facile entrare nel caotico Pantheon della destra italiana, troppo facile commentare la “tesi” di Pantedosi parlando di fuga dai lager, di deportazioni di massa, di territori desertificati, di pulizie etniche feroci, prolungate e taciute.
Ma quando si arriva a condannare i morti bisogna riflettere.
Come si spiega davanti ad un evento simile, il naufragio, che il capo di un partito di opposizione, Giuseppe Conte, inviti a mettere da parte gli slogan e impegnarsi perché l’Europa gestisca davvero i “flussi migratori”? Con Frontex?
(da Globalist)
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