A 17 ANNI UCCISA E GETTATA IN UN CANALE DOPO UNA SERATA DI AMICI, FERMATO UN AMICO ITALIANO MA GLI ABITANTI CERCANO DI LINCIARE UN RAGAZZO IMMIGRATO CHE NON C’ENTRA UN CAZZO: COMPLIMENTI ALLA FECCIA LOCALE
IL GIOVANE FERMATO SAREBBE UN RAGAZZO ITALIANO CHE ERA STATO RESPINTO DALLA RAGAZZA, IN CASERMA AVREBBE CERCATO DI ADDOSSARE LA COLPA AL GIOVANE STRANIERO
Dramma nella notte a Nizza Monferrato, nell’Astigiano, dove una giovane di 17 anni è stata
trovata morta, in un canale. Si chiamava Zoe Trinchero e l’ipotesi più probabile è che sia stata strangolata. Un amico della giovane si trova al momento in caserma, interrogato dal sostituto procuratore di Alessandria Giacomo Ferrando. Dopo qualche ora ha fatto arrivare un avvocato.
Secondo quanto ricostruito finora, a dare l’allarme sarebbe stato un abitante del posto, che verso mezzanotte da casa ha visto il corpo nel rio Nizza in un tratto in cui il corso d’acqua passa in mezzo alle case. Quando si è avvicinato si è imbattuto in un gruppo di amici che avevano passato la serata con lei e che la stavano cercando. Hanno provato a estrarla dall’acqua e hanno chiamato il 118 ma per la ragazzina non c’era più nulla da fare.
Il primo esame del medico legale ha riscontrato sul corpo lesioni che hanno subito fatto pensare a un omicidio. Le indagini dei carabinieri e della procura di Alessandria stanno cercando di fare luce sull’accaduto, partendo dalle testimonianze degli amici.
Zoe Trinchero lavorava come cameriera al bar della stazione con un contratto a tempo determinato ma proprio ieri sera, alla fine del turno, aveva parlato con il barista che le avrebbe rivelato l’intenzione di trasformarlo a tempo indeterminato. All’uscita dal bar la ragazza, verso le 21, ha incontrato degli amici in una birreria nella zona dei locali di Nizza Monferrato. Un’oretta più tardi pare si è presentato un amico, che aveva un interesse per la ragazza ma che lei aveva rifiutato. I due, stando al racconto degli altri amici, si sono allontanati di poco per parlare. Poco più tardi gli amici si sono accorti che i due non erano più lì e si sono messi a cercarli. Ed è stato a quel punto che hanno visto il cadavere, non lontano dalla birreria, in un cortile privato accanto al canale, a cui si accede da un cancello che è sempre aperto
Subito sono andati a casa dell’amico e sarebbe stato lui a sviare le indagini addossando la responsabilità a un ragazzo immigrato, che da molti anni vive lì e che soffre di disturbi mentali. Così nella notte diversi abitanti della cittadina piemontese si sono ritrovati sotto la sua abitazione e si è sfiorato il linciaggio, fino all’intervento dei carabinieri: dopo alcuni accertamenti è stato ritenuto totalmente estraneo all’accaduto.
Invece in caserma è stato portato l’amico che per ultimo era stato visto con Zoe. Entrato come testimone, dopo alcune ore di interrogatorio ha chiesto l’assistenza di un’avvocata.
(da agenzie)
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