APPALTI TRUCCATI ANAS, 10 ARRESTI: C’E’ ANCHE L’EX SOTTOSEGRETARIO MEDURI
BLITZ DELLA FINANZA, 100 PERQUISIZIONI IN 11 REGIONI, COINVOLTI DIRIGENTI E IMPRENDITORI
Funzionari dell’Anas, imprenditori, anche un ex sottosegretario alle Infrastrutture.
La Guardia di Finanza sta eseguendo 10 ordinanze di custodia cautelare su ordine del tribunale di Roma.
A chiedere gli arresti la Procura dopo l’inchiesta “Dama nera” che riguarda appalti di opere pubbliche. I finanzieri hanno anche effettuato circa 90 perquisizioni in 11 Regioni, dal Friuli alla Sicilia.
Le ipotesi di reato, secondo quanto emerso finora, vanno dalla corruzione al voto di scambio.
I destinatari sono delle ordinanze di custodia sono Antonella Accroianò, Oreste De Grossi, Sergio Lagrotteria, Giovanni Parlato, Antonino Ferrante, Eugenio Battaglia, Concetto Bosco Logiudice, Francesco Costanzo, Giuliano Vidoni e l’ex sottosegretario Luigi Meduri.
I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, dall’induzione indebita a dare o promettere utilità al voto di scambio.
Il gip ha disposto anche un sequestro nei confronti di tutti i dipendenti pubblici per 200mila euro.
L’Autorità nazionale anticorruzione ha già chiesto gli atti dell’inchiesta alla Procura. Il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone ha parlato di “deprimente quotidianità della corruzione”.
L’esponente politico coinvolto è Luigi Meduri, 73 anni, che fu sottosegretario per due anni, nel secondo governo Prodi, dal 2006 al 2008, in quota Margherita, con ministro Antonio Di Pietro.
Dal gennaio 1999 all’aprile 2000 Meduri, reggino, aveva ricoperto anche la carica di presidente della Regione Calabria.
Meduri è stato deputato dal 2001 al 2006. Ma anche dopo la sua uscita dal Parlamento continuava a frequentare a distanza di anni praticamente ogni giorno il Transatlantico di Montecitorio.
Fu tra gli ex popolari che alle primarie del 2009 sostennero la candidatura a segretario del Pd di Pierluigi Bersani e a quelle del 2013 appoggiarono Gianni Cuperlo.
Meno di un mese fa in Toscana erano finiti ai domiciliari i vertici di tutta l’Anas in un’altra inchiesta per corruzione, con 24 indagati: la magistratura in quel caso aveva parlato di un “collaudato sistema di corruzione“.
Il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani ha espresso “piena fiducia nel lavoro della Procura di Roma, con l’auspicio che possa arrivare velocemente a fare chiarezza sui fatti ed aiutare il vertice dell’azienda a voltare pagina”.
Anas sta “attivamente collaborando alle indagini della Guardia di Finanza, dando il massimo supporto anche in qualità di parte offesa dai fatti oggetto di indagine, accaduti negli anni passati”.
L’Anas, annuncia la società , si costituirà in giudizio quale parte offesa.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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