ATTILIO FONTANA E’ IL VERO ANTI VANNACCI NELLA LEGA: IN DIECI GIORNI IL GOVERNATORE LOMBARDO HA PRESO LA PAROLA TRE VOLTE PER RIMBROTTARE IL GENERALE FILO-PUTINIANO, CHE E’ DIVENTATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO PER VOLERE DI SALVINI
GRAZIE ALLA CONQUISTA DI CIRCA UN TERZO COMPLESSIVO DEL CONSENSO LEGHISTA, LO SPERICOLATO EX PARA’“CHIEDERÀ LE QUOTE” ALLE REGIONALI E POI ALLE POLITICHE, POI PUNTARE A PRENDERSI LA LEADERSHIP DELLA LEGA
Fontana Attilio: l’anti Vannacci. Nel giro di una decina di giorni il governatore lombardo, leghista da decenni, ha preso la parola tre volte contro il recente vicesegretario del suo partito, Roberto Vannacci.
L’ultima, soltanto domenica scorsa. A chi gli chiedeva del debutto da «tesserato» del generale sul prato di Pontida, sia sabato con i giovani sia domenica al tradizionale raduno, ha risposto un po’ secco: «Sentiremo e poi valuteremo. L’unica cosa certa è che Pontida è la festa della Lega, è la festa dei territori, è la festa dei nostri valori.Questa è l’unica cosa certa, tutto il resto non lo so».
Come dire: nessuna intenzione di aprire linee di credito nei confronti dell’europarlamentare che ha aderito alla Lega soltanto lo scorso aprile, contestualmente alla sua nomina a vice di Matteo Salvini. La voce di Attilio Fontana è quella che più nitida risuona. Ma non è l’unico nella Lega a non apprezzare il neo protagonismo dell’eurodeputato paracadutista.
A prima vista è uno scontro tra due Leghe. Quella classica, consolidata in decenni di presenza sul territorio, con la costruzione di un consenso «di vicinato» e innervata comune per comune. E quella recente, che nasce da un consenso mediatico che ai «vecchi» pare effimero e di cui si soppesano i pro ma anche i contro. Il tema, però, è anche un altro. Roberto Vannacci
«chiederà le quote», come dicono i leghisti.
Anzi, in Toscana, la sua Regione, le ha già chieste per le elezioni fissate per il 12 e il 13 ottobre. E, dunque, non è difficile immaginare il futuro: il generale le chiederà anche alle Politiche. E dato che «cuba» circa un terzo del consenso complessivo della Lega, è normale che nei territori ci si preoccupi.
(da Corriere della Sera)
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