BALOTELLI CONTRO IL SENATORE NERO LEGHISTA, TRADITORE DEL SUO POPOLO: “VERGOGNATI!!!”
“FORSE SONO CIECO IO O FORSE NON GLIL’HANNO DETTO ANCORA CHE E’ NERO”… IN TUTTI I REGIMI HANNO SEMPRE USATO UN DISERTORE PER ACCREDITARSI PER QUELLO CHE NON SONO… HITLER AVEVA CONSIGLIERI EBREI PER I CAMPI DI STERMINIO
Balotelli ci mette tre punti esclamativi, per dire che è proprio ma proprio così: «Forse sono cieco io o forse non gliel’hanno detto ancora che è nero. Ma vergogna!!!”.
Lo ha scritto sul suo profilo Instagram dicendo cosa ne pensa, lui che negli stadi il razzismo lo ha conosciuto con i “buuu” e le banane che gli piovevano addosso dai cretini appollaiati sugli spalti, dell’elezione in Parlamento del primo senatore nero d’Italia: Toni Iwobi, 62 anni, responsabile Immigrazione della Lega Nord.
Che il primo a portare un cittadino nero a palazzo Madama sia Matteo Salvini è un bel primato, con un sistema elettorale in cui i candidati li sceglievano le direzioni dei partiti e non gli elettori.
Ma quella foto con Iwobi sul palco accanto a Salvini, alte le mani al cielo in segno di vittoria, mani nelle mani in segno di unità d’intenti, decisamente non è andata giù al campione che stregò gli stadi italiani prima di finire al bando per le infinite intemperanze caratteriali.
Così ieri sera, poco dopo l’annuncio dell’elezione di Iwobi, Balotelli ha pubblicato nelle “story” di Instagram, quelle che scadono inserabilmente dopo 24 ore se non le catturi in tempo con uno screenshot, la foto di quella strana coppia.
Osservate le magliette che indossano: quelle due magliette candide identiche con scritta rossa: “STOP invasione”.
Beh, il campione nato in Italia da genitori ghanesi e allevato sui campi di calcio fino a vestire la maglia della Nazionale ci aveva pure provato, a tollerare il razzismo che ai margini degli stadi cresce ovunque come gramigna.
Nel 2009, quando già indossava l’azzurro della Under 21 oltre alla maglia dell’Inter, insieme ai compagni della Nazionale incocciò un gruppo di imbecilli a Ponte Milvio, dove si trovava per partecipare a uno di quegli eventi in cui si invitano i campioni che fanno inorgogliere l’Italia, ricevendone in omaggio coretti d’insulto e un lancio di banane. Ma lui mica reagì: “Cose da nulla”, disse.
Ma di banana in banana la sopportazione ha un limite, e tre anni dopo, quando giocava per i colori del Manchester City e per quelli della Nazionale maggiore, avvertì i tifosi che si preparavano a invadere gli spalti di Euro 2012 organizzati in Polonia e Ucraina di essere pronto a uccidere chiunque gliene avesse tirata una, in strada o dagli spalti.
Vedere che ora il primo senatore nero italiano – l’imprenditore Iwobi nato a Gasau, nel nord della Nigeria – accetti di rappresentare i nuovi italiani accanto a chi promette di rispedire in Africa chi si candida a diventarlo non gli è proprio andata giù.
Perchè certo, non è detto che gli italiani di seconda generazione e gli stranieri in regola con i documenti debbano essere di sinistra; ma quello “Stop invasione” sulla maglia di Iwobi accanto al prototipo nazionale della xenofobia politica dev’essere dura digerire, quando sei abituato a schivare banane e insulti per la melanina della tua pelle.
(da “agenzie”)
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