BERLUSCONI INDAGATO CON I SUOI LEGALI: “TESTIMONI CORROTTI AL PROCESSO RUBY”
CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI E’ L’IPOTESI DI REATO CHE VEDE COINVOLTI ANCHE LONGO E GHEDINI
L’ex premier Silvio Berlusconi e i suoi difensori, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, sono indagati a Milano nella inchiesta cosiddetta ‘Ruby ter’.
La loro iscrizione segue la trasmissione degli atti da parte del tribunale di Milano con l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari, in particolare dei testimoni.
Quarantacinque in tutto i nomi iscritti nel registro degli indagati: fra loro molti fra i testimoni del processo Ruby accusati di aver detto il falso.
“Si è proceduto alla dovuta iscrizione nel registro notizie di reato”, è scritto scarno comunicato stampa letto dal procuratore della repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, a proposito dell’inchiesta.
“Il procedimento è assegnato al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pubblico ministero Luca Gaglio” anche perchè “Ilda Boccassini ha comunicato che lei ha altri impegni più pressanti”.
Bruti Liberati ha spiegato che quando il tribunale dispone con sentenza ulteriori indagini, la prassi della Procura è quella di affidarle ai magistrati che hanno già seguito la prima parte di inchiesta.
In questo caso si tratta dei procuratori aggiunti Boccassini e Forno e del pubblico ministero Antonio Sangermano, che però nel frattempo si è trasferito in un’altra Procura.
Di qui, e dal rifiuto di Boccassini, la scelta di affidare l’inchiesta a Forno e a un nuovo pm che lavora nel suo dipartimento.
Con la sentenza del 24 giugno scorso (il Cavaliere è stato condannato a sette anni di carcere per concussione e prostituzione minorile), i giudici della quarta sezione penale hanno disposto la trasmissione degli atti alla Procura per indagare sulle presunte false testimonianze.
Nelle motivazioni i giudici hanno chiarito che la gran parte di questi testimoni avrebbero detto il falso in aula con “deposizioni compiacenti” anche per “vantaggi economici e di carriera” che gli avrebbe garantito l’ex premier.
Lo stesso collegio nelle motivazioni ha denunciato la gravissima attività di “inquinamento probatorio” portata avanti dal leader di Forza Italia a indagini e processo in corso, con Ruby e molte delle ragazze “pagate” per mentire.
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