BIENNALE ARTE: LETTERA A BUTTAFUOCO CON ELENCO ARTISTI RUSSI IN CARCERE
‘IL DISSENSO NON SI RIDUCA A COCKTAIL A PORTE CHIUSE’… CENTINAIA DI INTELLETTUALI IN CARCERE IN RUSSIA E NOI APRIAMO LE PORTE AI SERVI DI PUTIN
Lettera aperta al Presidente della Fondazione Biennale Pietrangelo Buttafuoco con
l’elenco degli artisti detenuti o morti in carcere in Russia, con la richiesta di non ridurre il dissenso a un cocktail, di non “continuare a ridurre il dialogo a una performance superficiale”, come lo si accusa di voler fare con l’iniziativa ‘Il dissenso e la pace’ organizzata in risposta alle critiche per il ritorno della Russia all’Esposizione d’arte internazionale, in programma a Venezia dal 9 maggio al 22 novembre.
Iniziativa che prevede, fra gli altri, un intervento del regista Aleksandr Sokurov. A firmare la lettera sono accademici, attivisti e artisti italiani e russi, fra cui Nadia Tolokonnikova, fra le fondatrici delle Pussy Riot ed ex detenuta politica, il film maker premio Oscar con ‘Mr Nobody Against Putin’ Pavel Talankin, la Presidente di ‘Memorial Italia’ Giulia De Florio, il vice presidente dell’organizzazione, Andrea Gullotta, la traduttrice e scrittrice Elena Kostyoukovitch e l’artista e attivista Katia Margolis.
“La sollecitiamo ad aprire questa iniziativa a coloro che sono realmente perseguiti per il loro dissenso e a onorare il lascito del 1977 (l’anno in cui si era tenuta la Biennale del Dissenso, ndr) come spazio di confronto, non della sua simulazione. Lei ha spesso insistito nel dire che la Biennale deve essere aperta a tutte le voci.
Le chiediamo di essere coerente con le sue dichiarazioni. ‘Il dissenso e la pace’ onori e dia voce al dissenso reale non al suo simulacro”, si chiede nella lettera in cui viene presentato l’elenco dei 26 artisti, scrittori, musicisti e performer russi attualmente detenuti per aver espresso posizioni contro la guerra e dissidenti, e i nomi dei cinque artisti morti in carcere negli ultimi anni. “Il prezzo del dissenso viene pagato, proprio in questo momento, nelle prigioni, in esi. lio, nelle tombe
Sono voci che una Biennale del dissenso deve rendere vibili”. “Le scriviamo in risposta all’annuncio dell’iniziativa ‘Il dissenso e la pace'”, un ciclo di tre incontri a Ca’ Giustinian (sede della Biennale a Venezia, ndr) dedicato al dissenso e alla pace nei giorni dell’inaugurazione dell’Esposizione internazionale d’arte
Nel momento in cui la notizia del Padiglione della Russia è stata accolta da una decisa opposizione da parte della comunità internazionale e di artisti e dissidenti russi, il ministro della Cultura invia i suoi ispettori e l’Unione europea revoca i suoi finanziamenti, e perfino la Giuria internazionale ha annunciato le sue dimissioni, una Biennale, che sostiene di voler il dialogo, non può continuare a ridurlo a una performance superficiale”
“Non può diventare un’altra copertura ancora, un evento messo in scena in cui il dissenso è presentato a porte chiuse, solo a inviti (come lo sono le tre conferenzeorganizzate dalla Biennale, ndr), mentre coloro che ne pagano il prezzo reale sono tenuti fuori e ignorati”.
(da agenzie)
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