BISIGNANI E GLI SPOT MILIONARI PER LA SANTANCHÈ: “TI HO TROVATO LA PUBBLICITA'”
INCHIESTA P4, LETTA: “SAPEVO DELL’INDAGINE”….INDAGATO MORETTI DELLE FS…..LA SOCIETA’ PUBBLICITARIA DELLA SANTANCHE’ HA RACCOLTO 10 MILIONI DI EURO NEL 2009 GRAZIE ALLE ENTRATURE DI BISIGNANI NELLE SOCIETA’ PUBBLICHE
“Estroverso, brillante e ben informato, ed è possibile che qualche volta dica più di quel che
sa… Con lui ho rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale… Lui è amico di tutti, è l’uomo più conosciuto che io conosca. Bisignani è uomo di relazioni”.
Firmato Gianni Letta, che osì lo scorso 23 febbraio davanti ai pm di Napoli descriveva i suoi rapporti con il gran faccendiere della P4.
Un uomo che sapeva muoversi dietro le quinte, le cui relazioni sono al centro dell’inchiesta che qui sotto viene riassunta.
Che aveva a sua disposizione della carta intestata di Palazzo Chigi, in bianco. Gliel’hanno trovata gli inquirenti: “In un incartamento relativo alla trattativa per l’acquisizione di un immobile in leasing da parte della Presidenza del Consiglio in persona del Ragusa (alto dirigente della presidenza, ndr), immobile nella disponibilità della società ‘B.B. Parlamento di Farina Vittorio’ (legatissimo al Bisignani e titolare della Ilte, società di cui Bisignani è dirigente), venivano rinvenuti fogli in bianco di carta intestata alla Presidenza del Consiglio” .
“Nulla di più – concludono i pm – poteva rendere l’idea di una sorta di ruolo ombra svolto dal sodalizio e dal Bisignani”.
“Non escludo che Bisignani mi abbia potuto dire che era oggetto di attenzioni da parte dell’autorità giudiziaria — ha proseguito invece Letta – : sicuramente non mi ha detto che era intercettato”.
Ancora il sottosegretario: “No, non ho mai cenato con Bisignani e il procuratore generale di Roma, tanto meno per festeggiare il nuovo giudice della Corte costituzionale Lattanzi, che ho conosciuto solo al Quirinale al momento del giuramento”.
Gli investigatori della Finanza di Napoli annotano quasi con stupore che “non sono emersi rapporti e/o collegamenti tra le società riconducibili alla Santanchè e a Luigi Bisignani relativamente alle attività di raccolta pubblicitaria” ma subito aggiungono: “Tuttavia, in tale contesto, si rappresenta che sono state intercettate alcune conversazioni telefoniche tra Bisignani e Santanchè dalle quali emergeva l’interesse del Bisignani a favorire le attività imprenditoriali della stessa”.
Per esempio tra il 22 e il 25 febbraio del 2010. Bisignani chiama Santanchè e afferma: “Ma dimmi un po’ se io ti devo trovare la pubblicità !… Sì l’ho trovata stavi cercando da un po’ di tempo”.
Santanchè: “Che bella notizia!”.
“In questo scenario politico”, dice Bisignani a verbale “si innesta la mia attività collaborativa, ripeto, senza fini di lucro, a fà vore della Santanchè per le sue attività nel settore della raccolta di pubblicità . In pratica, feci stringere i rapporti fra la Santanchè e la famiglia Angelucci, che aveva difficoltà a raccogliere pubblicità per il giornale Libero di cui erano editori. Dopo un periodo iniziale, nel corso del quale, la Santanchè operava come free lance, portando molti clienti a Libero soprattutto nel settore della moda, in seguito “istituzionalizzò” questo suo rapporto con gli Angelucci con una iniziativa che io stesso le consigliai, e cioè con la costituzione di una vera e propria concessionaria di pubblicità , denominata Visibilia”. …In seguito, infatti, i rapporti fra gli Angelucci e la Santanchè si sono incrinati e in particolare, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata la circostanza che la Visibilia ha iniziato a raccogliere pubblicità con il Giornale in concomitanza del passaggio di Vittorio Feltri da Libero al Giornale”.
Grazie alla Santanchè, Libero ha raccolto 10 milioni di euro di pubblicità nel 2009. Tra gli investitori principali ci sono le società pubbliche.
Al riguardo Bisignani ha dichiarato: “Sono amico dell’Eni perchè sono molto legato a Paolo Scaroni. Ribadisco che ho facilitato – come ho già detto – la costituzione di rapporti commerciali tra Vibililia e Eni, Enel e Poste”.
Il principale committente di pubblicità istituzionale è la Presidenza del Consiglio.
Il dipartimento che se ne occupa è diretto da un funzionario stimato, Elisa Grande. Sentita il 22 febbraio Grande dichiara: “So che la Santanchè ha a che fare con la Visibilia. La Presidenza del Consiglio compra pubblicità su tutti i giornali; … qualche tempo fa il Bisignani, mi disse che mi avrebbe chiamato la Santanchè; successivamente mi chiamò una prima volta la Santanchè lamentando che i miei uffici non compravano pubblicità da Visibilia, cosa non corrispondente al vero; successivamente, una seconda volta, nel 2010 la Santanchè mi chiamò di nuovo per chiedere al Dirigente dell’Ufficio Stampa del Ministero del Lavoro perchè non acquistavano pubblicità da Visibilia”.
Favoreggiamento personale. È questo il reato per cui l’ad di Fs Mauro Moretti risulta indagato per la P4.
La circostanza emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Bisignani.
Moretti viene tirato in ballo dall’imprenditore Arcangelo De Martino, arrestato per la P3, che racconta di una denuncia che intendeva presentare per presunti illeciti a suo danno commessi da persone in Fs legate all’ad, denuncia che sarebbe stata bloccata da un intervento di Alfonso Papa.
Il top manager è stato ascoltato dai pm e ammette “non solo di conoscere Bisignani e Papa”, ma anche di essere stato contattato da Papa.
Riferisce però che si tratta di una lamentela “per il trattamento ricevuto su un treno da un controllore”.
“Appare evidente – si legge nell’ordinanza – che, mentre appare una vera e propria presa in giro l’ipotesi che un uomo come Papa potesse incomodare il Moretti per una vicenda tanto banale, il Papa, dopo aver ‘stoppato’ la denuncia del De Martino, abbia contattato il Moretti…per vantare, per rivendicare il credito derivante dall’avvenuta surrettizia sottrazione alla cognizione dell’autorità giudiziaria di una vicenda che comunque avrebbe coinvolto il Moretti stesso”.
Papa telefona a Bisignani: Martedì sera sarò pronto ho fatto tutto è tutto a posto ci avevo un pettegolezzo su Vietti enorme
B: ah.
P: ti ho mandato pure il messaggio per Dagospia… Allora praticamente giovedì sera al ristorante “I Pazzi” a Trastevere ha offerto una serata a quattro avvenenti ragazze che risultano lavorare all’ufficio legale di Poste Italiane. Hanno organizzato per settimana prossima una festa privata in casa Vietti dove ogni ragazza dovrà cucinare una pietanza
B: bravo, fantastico
P: va bene i dettagli della serata possono essere pure quelli interessanti? Che cosa si sono detti però ah no
B: con la scollacciata insomma
P: si, si scollacciata con avance… promesse di interessamento e per qualcuna ci uscirà pure una promessa di inserimento nel suo staff al Csm.
La vicenda viene ricostruita poi anche dagli interessati.
Vietti ammette la cena (“eravamo in otto”), ma smentisce tutto il resto: con l’avvocato Roberta Darsena delle Poste — che viene utilizzata da papa come “corvo” – “escludo che si sia parlato di un inserimento della stessa presso il Csm; così come escludo che si sia svolta una cena privata con la stessa a casa mia. Escludo che la cena abbia mai assunto toni che non fossero assolutamente corretti.
Notano i magistrati: “La notizia in esame viene proposta e presentata al Bisignani per Dagospia, e ciò a conferma della cogestione occulta da parte del Bisignani medesimo del noto sito scandalistico, al quale lo stesso Bisignani – come lui stesso ha ammesso – ha fatto ottenere dall’Eni pubblicità per oltre 100.000 euro all’anno”.
La notazione dei magistrati ieri ha fatto reagire Dagospia: “Quella notiziola non è mai comparsa sul sito. Ma lo scandalo per Woodcock è Dagospia che ottiene un contratto dall’Eni per pubblicità per 100mila euro l’anno. Pure poco per un sito che ha 600mila pagine viste al giorno. Bisignani non cogestisce questo sito, scrivere una castroneria va bene, diffamare già meno”.
Panico Prestigiacomo: se mi beccano mi rovini!
Il 2 dicembre 2010 Bisignani parla con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
B: dobbiamo stare attenti ai telefoni perchè a Letta gli ho chiesto stamattina del fatto… dicono che Woodcock ci stia controllando i telefoni a me e a lui
P: come fai a sapere che hai l’utenza? Ma allora anche ora c’ho il telefono con il fruscio, tu non lo senti? (…) Perchè Woodcock a te ti controlla?
B: e che ne so…
P: mamma mia! ma come si può vivere così? Se escono le intercettazioni con me mi rovini!
Nomine Atac: anche Alemanno ubbidisce
“La capacità di influenza di Bisignani veniva in rilievo anche con riferimento al sindaco di Roma Alemanno”.
Lo scrivono i pm . I magistrati fanno riferimento in particolare alla testimonianza resa da Maurizio Basile, ad dell’Atac: “Nella primavera del 2010 Bisignani mi ha presentato al sindaco Alemanno e dunque Alemanno mi ha nominato suo capo di gabinetto dal luglio a novembre 2010. Dopodichè sono stato nominato amministratore delegato dell’Atac cumulando le due funzioni per un mese. (…) Non c’è dubbio che Alemanno ascoltasse le indicazioni di Bisignani comprese la mia nomina. Tuttavia non so spiegare come mai Bisignani potesse vantare tale indubbio potere contrattuale su Alemanno”.
A detta di Basile “Alemanno ha partecipato anche a due riunioni-cene a casa della madre di Bisignani”.
Basile risponde poi sul contenuto di una intercettazione telefonica e spiega che “il sindaco doveva designare il direttore del Teatro Stabile di Roma e Luca Barbareschi era interessato: nella telefonata – dice – Bisignani mi chiede informazioni; in proposito il sindaco ha poi nominato un altro, e cioè Gabriele Lavia”.
L’amico americano e il parco giochi di Rovati.
Nelle intercettazioni emerge il ruolo di Enzo De Chiara, già consigliere del partito Repubblicano uomo che ha accompagnato nel suo viaggio italiano nel 2002 l’allora presidente statunitense George Bush e che si è fatto notare quando ha dichiarato: “Negli Stati Uniti tutto è lobby e la democrazia non può esistere senza lobby”.
Fu uno dei protagonisti della celebre inchiesta Phoney money.
Ecco quello che dice a verbale il 23 febbraio del 2011: “Ho conosciuto Bisignani, nel 2004, quando ero Capo della Segreteria del Capo della Polizia De Gennaro, nel contesto di una colazione organizzata dal dottor Enzo (Crescenzo) De Chiara, consulente dell’Ambasciata Americana”.
Nell’ottobre 2010 è sempre il prefetto di Roma a chiedere un incontro ai due per ottenere, dirà , “un favore per un amico”. Quattro giorni più tardi un’altra telefonata di Pecoraro viene spiegata così. “Si fà riferimento ad una vicenda legata ad un progetto riferito alla costruzione di un parco giochi a Valmontone vicino all’outlet di Valmontone; io chiamai il Bisignani chiedendogli chi fossero i proprietari del suddetto parco giochi, e Bisignani mi fece sapere che dietro c’era anche Angelo Rovati; io chiamai Angelo Rovati facendogli presente che c’erano dei problemi di viabilità legati all’apertura del predetto parco…ritenni di chiamare il Bisignani perchè è un imprenditore che conosce tutti”.
Ascoltato nel febbraio scorso, Massimo D’Alema affermò: “Ho incontrato l’ultima volta il Bisignani poichè accompagnò il generale Santini – già direttore dell’Aise – che chiese di incontrarmi; sono certo che Santini era già direttore dell’Aise, lo ricordo bene perchè avrei ritenuto inopportuno incontrarlo prima della nomina a direttore dell’Aise; in quell’occasione il Santini fu accompagnato dal Bisignani, non so a che titolo; Bisignani lo accompagnò e restò fuori” . Queste dichiarazioni non coincidono con quelle di Santini, che afferma che li data “certamente prima della mia nomina a Direttore delI’Aise avvenuta il 23.2.2010”.
D’Alema risponde: “Ribadisco che incontrai il Santini che chiese di incontrami lui e chiese un appuntamento con la mia segreteria; ribadisco che tale incontro avvenne dopo la nomina dei Santini a direttore dell’Aise da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri; certamente quando l’ho incontrato c’era già stata la sua designazione ed è stato dopo il 4.2.2010 (ritengo tra il 9 e il 10 febbraio).
Alfonso Papa, giudice in aspettativa e deputato Pdl è temuto per le sue relazioni, vere o ostentate, con uomini della Finanza e dei servizi segreti.
Con il Generale Poletti, ex Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza ed attualmente vice direttore dell’Aise.
L’imprenditore Alfonso Gallo testimonia: “Ho visto più volte il Papa incontrarsi con il generale Poletti dell’Aise con il quale so che il Papa si incontrava sistematicamente presso la libreria Feltrinelli di Roma; una volta li ho visti anche io e i due si sono appartati a parlare e non so cosa si siano detti”.
Italo Bocchino è amico di Bisignani. Lo stesso lobbista ammette: “Un giorno l’onorevole Bocchino, mio caro amico mi disse di avere appreso che Papa era indagato e che a Napoli c’era una indagine e delle intercettazioni che riguardava alcune schede procurate e diffuse dal Papa”.
Nelle telefonate intercettate emerge come Papa volesse raccogliere informazioni giudiziarie contro Caliendo, finito nell’inchiesta P3.
A telefono con Enrico La Monica
P: tu nel frattempo devi acquisire tutti, tutti, tutti gli elementi, così lo mettiamo un pochettino … hai capito! Mettiti insomma questo ramo Napoletano P 3 così… tiriamo in ballo pesantemente anche Caliendo.
Scrivono i pm che Caliendo è “inviso al Papa dal momento che ha ottenuto quella nomina a Sottosegretario alla Giustizia cui avrebbe aspirato lo stesso Papa, diventando da quel momento in poi anche lui destinatario e obbiettivo dell’attività di dossier aggio del Papa e dei suoi sodali”. Papa ce l’aveva anche con l’altro indagato della P3 Lombardi.
Un carabiniere racconta che indicandolo un giorno disse: “Vedi quello lo fotterò”.
Marco Lillo e Antonio Massari
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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