BOLSONARO HA IL MAL DI PANCIA PERCHÉ HA PAURA: È STATO RICOVERATO IN OSPEDALE PER FORTI DOLORI ADDOMINALI IN FLORIDA
COSA SAPEVA DELL’IMMINENTE ASSALTO ALLE ISTITUZIONI? QUANTO MENO, COME DONALD, L’AVEVA INCORAGGIATO, E ORA TEME DI ESSERE INCRIMINATO ED ESTRADATO
Dal suo rifugio in Florida, Jair Bolsonaro prende le distanze
dall’assalto alle istituzioni di Brasilia, anche perché teme di essere incriminato ed estradato.
Il presidente Joe Biden però si unisce al collega messicano Andrés Manuel López Obrador e a quello canadese Justin Trudeau – e in serata sente anche Lula e lo invita a Washington per inizio febbraio – per condannare l’attacco che ricorda quello trumpista del 6 gennaio 2021, mentre diversi parlamentari democratici gli chiedono di rimandare a casa lo sgradito ospite.
Bolsonaro – che ieri è stato ricoverato all’ospedale AdventHealth Celebration, per forti dolori addominali – era volato ad Orlando prima della scadenza del mandato, il 30 dicembre, di sicuro per non partecipare all’inaugurazione del rivale Lula, come aveva fatto Donald Trump con Biden.
I più maliziosi però sospettano che sapesse dell’imminente assalto alle istituzioni, che come Donald aveva quanto meno incoraggiato, se non organizzato, e voleva trovarsi fuori dal Paese quando sarebbe avvenuto per poter negare ogni responsabilità. Quindi si è rifugiato nella casa di José Aldo, un ex campione di arti marziali dell’Ultimate Fighting Championship, suo sostenitore.
Prima di partire aveva lanciato segnali inquietanti: «Abbiamo perso una battaglia, ma non perderemo la guerra. Il mondo non finisce il primo gennaio». Quindi aveva detto che stava «considerando le alternative ».
Una volta arrivato ad Orlando ha evitato di andare alla festa di capodanno di Trump a Mar-a-Lago, ma il figlio Eduardo ha incontrato l’ex capo della Casa Bianca. Jair invece ha fatto qualche selfie con i sostenitori indossando una maglia della nazionale americana, e si è lasciato fotografare mentre mangiava in un fast food della catena Kentucky Fried Chicken.
Dopo l’assalto a Brasilia, il “Trump dei Tropici” ha commentato così via Twitter: «Le manifestazioni pacifiche, nel rispetto della legge, fanno parte della democrazia. Tuttavia i saccheggi e le invasioni di edifici pubblici, tipo quelli avvenuti oggi, così come quelli praticati dalla sinistra nel 2013 e nel 2017, sono fuori dalle regole». Poi ha sottolineato di aver sempre rispettato la Costituzione, durante il suo mandato. Il figlio Eduardo, raggiunto brevemente al telefono, ha detto che non c’è altro da aggiungere: «La posizione è quella che ha chiaramente espresso».
Anche prima dell’assalto a Brasilia, il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes aveva aperto quattro inchieste su Bolsonaro, per aver usato la polizia federale allo scopo di proteggere i figli, diffuso falsità sulle elezioni, gestito troll per la disinformazione e usato gli uffici presidenziali per farlo.
Ora rischia di essere indagato per l’attacco al Parlamento, ma anche prima poteva essere incriminato, e quindi forse era scappato per evitarlo. Se il Brasile domandasse l’estradizione, non è sicuro che gli Usa la concederebbero, perché ci sono di mezzo reati politici, e comunque richiederebbe tempo. È probabile quindi che tutti preferiscano aspettare il suo rientro in patria, per poi eventualmente incriminarlo. Ma Bolsonaro lascerà mai la Florida di sua volontà?
(da Repubblica)
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