CAMPANIA E LOMBARDIA A RISCHIO: I NUOVI INCUBI DEL CAVALIERE
E MEDITA LA MOSSA A SORPRESA: IN PLATEA A SANREMO
E adesso il Cavaliere trema nella sua roccaforte.
Il terremoto giudiziario che travolge la testa di lista Formigoni cammina di pari passo con i risultati clamorosi che in Lombardia farebbe registrare da qualche giorno in qua il movimento di Giannino.
Ben più alti che nel resto d’Italia. «Stanno usando ormai tutti i mezzi per strapparci le regioni chiave, Lombardia soprattutto » si sfoga stizzito l’ex premier a margine del comizio serale a Bari, al fianco di Raffaele Fitto fresco di condanna.
La sensazione del leader Pdl è di essere finito stretto in una imprevista tenaglia, giusto in casa propria.
Tra la «manona giudiziaria», quella dei «giacobini», «cancro della democrazia», e il detestato “Fare per fermare il declino”.
Contro Oscar Giannino i toni della campagna ieri si sono impennati e non a caso.
Il diktat del capo, intenzionato a martellare senza sosta, non lascia margini a tentennamenti: «Ruba nostri elettori, va fermato » ripete da un paio di giorni.
Ma la Lombardia diventa solo una delle regioni cerchiate in rosso, nella nuova mappa del rischio consegnata al Cavaliere nelle ultime 48 ore.
Altrettante preoccupazioni sembra stia destando adesso la Campania.
L’operazione liste pulite, che ha avuto proprio tra Napoli e Casal di Principe il suo epicentro col caso Cosentino, stando ai riscontri ultimi non avrebbe sortito gli effetti sperati.
Il Pdl arranca, anche in questa battaglia sul filo, anche in questa piazza decisiva. Ed è la ragione per quale il circolo ristretto di Palazzo Grazioli avrebbe convinto il leader a concludere la campagna elettorale nel capoluogo, anzichè a Milano come previsto.
Sabato Berlusconi sarà a Palermo, per una tappa mordi e fuggi in luogo di quella che doveva essere un’intensa due giorni in giro per l’Isola, già programmata da Angelino Alfano.
Poi l’ex premier si lancia in un serrato tour de force finale che lo porterà domenica al Lingotto di Torino e lunedì alla Fiera di Milano.
Per chiudere infine venerdì 22, salvo ripensamenti dei prossimi giorni, proprio alla Mostra d’Oltremare di Napoli, appunto. Basterà a convincere e recuperare le truppe fedeli a Nick o’ mericano, che hanno voltato le spalle e disertato questa campagna?
Servirà tuttavia qualche altro passaggio a Roma, dato che i numeri anche nel Lazio non sono incoraggianti.
Come in Lombardia, anche nella più popolosa regione centrale è il fuoco amico a colpire il Pdl.
A drenare voti sarebbero in questo caso i fuoriusciti ex An di Fratelli d’Italia, con i «locali» Meloni e Rampelli impegnati a erodere giorno dopo giorno voti all’alleato maggiore per conto di La Russa e Crosetto.
A conti fatti, la tanto ventilata «rimonta» del Cavaliere non solo si sarebbe fermata, ma si starebbe risolvendo in un’emorragia di elettori delusi in favore di partiti e movimenti di area, oltre che del M5s di Beppe Grillo.
Non a caso altro bersaglio fisso della propaganda berlusconiana.
«Bisogna inventarsi altro, serve qualcosa di eclatante», è quanto va sostenendo un Berlusconi sempre più preoccupato, tra una intervista e l’altra alle tv di mezza Italia. Un’ultima proposta shock, o presunta tale, vuole riservarsela per il comizio conclusivo di Napoli, comunque per le battute finali della campagna.
Tra le voci non confermate, la cancellazione completa di Equitalia, ma anche un nuovo annuncio in materia fiscale.
Il leader Pdl ha pensato pure a un colpo di teatro vero e proprio, da uomo di spettacolo a tutto tondo.
Ovvero, presentarsi sabato sera – reduce dalla Sicilia e diretto a Torino – in platea a Sanremo, al Festival, come ventilato ieri dal Giornale.
Niente palco, ma poltronissima, una presenza comunque destinata a catalizzare attenzione e telecamere a dispetto di un evento che ha contribuito a eclissarlo in tv per tutta la settimana.
In serata a Palazzo Grazioli il blitz veniva considerato assai meno probabile, accantonato pure dall’agenda delle tappe ipotetiche.
Ma con lo showman Berlusconi, fino all’ultimo tutto è possibile.
Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica“)
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