Dicembre 24th, 2010 Riccardo Fucile
BASTA UNA DOMANDA DEL “FATTO” PER MANDARE IN TILT IL PREMIER: “SI’ NEL GOVERNO C’E’ QUALCUNO CHE SBAGLIA”… POI IMPIEGA CINQUE ORE PER AUTOSMENTIRSI, MA SOLO PER DIFENDERE LA BRAMBILLA
Alla fine è inciampato proprio sula domanda de Il Fatto, sulla parentopoli di governo. E dispiace.
Se non altro perchè ci aveva provocato con tono spavaldo: “Se non ci fossi io, voi de Il Fatto non esistereste, eh eh…”.
Allora glielo avevamo chiesto, senza giri di parole con questa domanda: “Scajola ha sistemato la casa, a sua insaputa. Lunardi ha sistemato l’azienda, e l’ha pure ammesso. La Brambilla ha sistemato il compagno all’Aci e ha detto che è bravo. Bertolaso ha sistemato la moglie e il cognato, spiegando che non poteva discriminarli. Bondi ha sistemato il figliastro e il marito della moglie, con le consulenze, ma ci ha detto che erano casi umani… Cosa pensa del passaggio dal governo del fare a quello del sistemare?”.
Il vecchio Caimano, un tempo non avrebbe deluso.
Avrebbe investito il cronista con fuoco e fiamme fino a incenerirlo.
Avrebbe negato tutto, individuando la responsabilità di qualche perfido “comunista”. Invece, quello di ieri, cominciava male, provando con il trucco della diversione: “Vede, la sinistra…”. Che c’entra la sinistra?.
E lui: “…mi lasci finire! Questi del governo sono casi di puro dilettantismo rispetto a una professionalità assolutamente elevata della sinistra in questa materia…”.
Come come? Casi di dilettantismo?
Insomma quella parentopoli Silvio Berlusconi, in prima battuta, durante la conferenza stampa, la ammette e la condanna, sia pure minimizzando:
“È nella natura umana che ci sia qualcuno abbastanza lontano dalla santità …”.
Poi in serata è costretto a un curioso comunicato di rettifica.
Curioso perchè non difende tutti i suoi ministri (come potrebbe?), ma la sola Michela Brambilla.
E dispiace anche questo, se non altro per quel tenerone di Bondi.
Ma Silvio è chirurgico: quattro ministri sono già andati, bisogna tenersi stretta l’ultima donna che non gli dà problemi.
Qualcosa è successo fra le 14.30 e le 19.00, quando Palazzo Chigi ha dovuto correggersi per salvare il salvabile con una rettifica riparatrice: “Il Presidente Berlusconi — si leggeva nel comunicato toppa-peggio-del buco — ha potuto verificare l’assoluta e totale inconsistenza delle infondate accuse mosse al ministro Brambilla”.
Quattro ore prima aveva detto su di lei, su Bondi, su Scajola, su Lunardi e su Bertolaso: “Sono casi spiacevoli”.
Poi la Brambilla ha alzato il telefono, si è imbufalita, ha chiesto di essere separata dagli altri.
Per lei Silvio ha corretto il tiro , per gli altri si è tenuto sul generico: “In relazione alla risposta data dal Presidente Berlusconi alla domanda del giornalista Luca Telese de Il Fatto Quotidiano, si deve precisare che le indicazioni esposte dal giornalista stesso sono frutto di mere illazioni e sue personali supposizioni”. E anche in questo caso dispiace.
Ma cominciamo dall’inizio.
Il tempo del sogno è finito, il Silvio di Berlusconi di ieri, nella tradizionale conferenza di auguri di fine anno sembrava entrato nell’età della prosa. Niente più miracoli, niente sorrisi sfavillanti, niente sorprese, niente promesse, niente milione di posti di lavoro: “Abbiamo cercato una soluzione alla crisi, anche al vertice dei presidenti del Consiglio: non c’è” (non c’è!).
Ma ieri anche il caimano non c’era più, e nemmeno il grande venditore che incantava gli italiani.
Il tono bonario era quello del vecchio zio che rispolvera i successi di sempre, del cantante che si esibisce nel revival di se stesso, un simpatico bobbysolo del centro-destra, che da sedici anni strimpella gli stessi accordi: “Magistrati golpisti”, “Faremo un piano unico per il fisco” e altre amenità già fritte e rifritte mille volte.
Roma, Villa Madama. Silvio Berlusconi inizia la conferenza stampa alla sua maniera.
Una breve premessa di 60 minuti (Sic!), e alcune brevi risposte di venti minuti.
C’erano trenta domande previste, lui se la cava con venti, come le squadre della zona retrocessione che fanno catenaccio. E dispiace.
Non è più il Berlusconi scintillante delle grandi promesse e delle battute affilate, e fa quasi simpatia perchè ne sembra consapevole, bonario e crepuscolare.
A un certo punto si aggrappa alla domanda di politica estera e parla per quasi mezz’ora: i giornalisti crollano, quando parla dell’Africa sub-sahariana e del piano casa (ma quello di Gheddafi) persino il fidato Paolo Bonaiuti — un guerriero highlander — gli fa il gesto di spremitura con la mano: “Stringi! Stringi!”.
Uomo saggio: altri cinque minuti e si sarebbero addormentati tutti.Il Berlusconi di ieri parlava come se avesse 1000 anni davanti e sapesse ri rischiare di non mangiare la colomba, con il suo governo.
Anche gli effetti speciali erano da B-movie, molto teneri: “Arriverò a 325 deputati, senza coinvolgere nessun partito nella coalizione!”.
E poi: “Nei colloqui mi hanno detto che si sta costituendo un gruppo di responsabilità nazionale” (scelta onomastica infelice. Parla di quello di Moffa, in cantiere ma con il nome di quello di Scilipoti). Penso che arriverò alla fine della legislatura”.
Berlusconi si dissocia da sua figlia (“I figli, si sa, sono influenzabili dalle madri”) adombra la possibilità di non correre (“Nel 2013 potrei non candidarmi”).
Poi ricorre al vecchio successo contro i magistrati: “La loro tesi è che la corruzione si perfeziona non quando c’è il passaggio di denaro ma quando i soldi vengono spesi. E quando anche altri giudici convergono su questa tesi, non si può negare che ci sia nella magistratura un’associazione tesa all’eversione”.
E allora cosa propone Berlusconi?
“Una Bicamerale che accerti se non ci sia nella magistratura una associazione tesa all’eversione”.
Infine il Cavaliere individua un meraviglioso modello riformista: “In Kazakhstan si danno i permessi in una settimana”.
Dal “nuovo miracolo italiano”. Al “nuovo miracolo kazaco”.
Meno male che Silvio c’è.
Luca Telese
(da “Il Fatto Quotidiano“)
argomento: Berlusconi, Brambilla, Costume, emergenza, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »
Dicembre 17th, 2010 Riccardo Fucile
NEL MIRINO I SUOI CONSULENTI: AVREBBERO SVOLTO ATTIVITA’ DI PARTITO, PUR ESSENDO A LIBRO PAGA DEL MINISTRO DEL TURISMO… L’IPOTESI DI REATO E’ QUELLO DI DANNO ERARIALE
La magistratura contabile apre un’istruttoria sui contratti pubblici fatti a una decina di fedelissimi del ministro Michela Brambilla
Pur essendo a libro paga del ministero del Turismo, alcuni consulenti avrebbero svolto attività di partito.
La Corte dei Conti di Roma ha aperto un’istruttoria sull’attività del ministro e sul dicastero da lei diretto, per valutare l’esistenza di ipotesi di danno erariale.
L’ipotesi di danno è utilizzo di risorse pubbliche per lo svolgimento di attività diverse da quelle oggetto delle consulenze.
L’istruttoria della procura del Lazio della Corte dei Conti, guidata da Pasquale Iannantuono, è stata aperta dopo le notizie riportate a metà novembre dal Fatto Quotidiano, secondo cui una decina di persone assunte presso il ministero del Turismo come consulenti per il rilancio dell’immagine dell’Italia svolgerebbero attività di partito.
Si tratta di persone con varie provenienze, ma tutte quante caratterizzate dal fatto di avere lavorato nel settore dello spettacolo nelle televisioni Mediaset.
Pur essendo a libro paga del ministero stesso o di strutture dipendenti dallo stesso, avrebbero svolto attività presso i Circoli della libertà .
La Corte dei Conti ritiene ora necessario esaminare i contratti.
Da ciò il fatto che partirà a giorni la richiesta al ministero di fornire tutta la documentazione.
In particolare, sono quattro i “punti d’interesse”: l’oggetto delle consulenze, la durata delle stesse, i curricula degli assunti e il compenso per loro stabilito.
I magistrati contabili valuteranno se le consulenze erano necessarie o meno, visto che sono stati richiesti tagli economici generalizzati e di rilevante dimensione.
L’ipotesi di lavoro è quella di danno erariale, tenuto conto che proprio l’ultima manovra finanziaria ha ribadito e aggravato le condizioni di rigore per il conferimento di incarichi di consulenza nelle pubbliche amministrazioni.
Riportiamo l’articolo del “Fatto Quotidiano” che ha generato l’inchiesta della magistratura contabile
Ufficio di collocamento Brambilla
Con il ministro dieci tra i suoi fedelissimi beneficiati dai contratti pubblici
Michela Vittoria Brambilla ha piazzato nel suo dicastero gli uomini delle iniziative che da 3 anni porta avanti, con alterne fortune, per spingere l’ala movimentista del Pdl. Televisione, Giornale, Circoli, Promotori. Sempre di Libertà si tratta.
Una decina di fedelissimi la segue in ogni avventura.
E quasi tutti hanno trovato un posto pubblico.
Dalla fallimentare esperienza alla direzione della Tv della Libertà — nata e morta nell’arco di un anno e mezzo — viene ad esempio Giorgio Medail: una laurea in Architettura, direttore dei programmi in una televisione, la Telemilano degli anni ’70, da cui nascerà Canale 5.
E soprattutto il vanto di avere scoperto la giovanissima Brambilla e di averla portata sul piccolo schermo.
Dai “misteri della notte” al ministero passano diversi anni, e ora Medail è dirigente della “struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia”, costituita con decreto della Presidenza del Consiglio del 30 settembre 2008.
Ma Medail non è l’unico.
Da decreto, infatti, la struttura può disporre della consulenza di “esperti”.
Tra questi è possibile ritrovare la dottoressa Adele Cavalleri.
Al pari di Medail, Cavalleri sa tutto di immagini, ma di turismo?
Dopo 20 anni da direttore di produzione Mediaset, anche lei partecipa nel 2007 alla televisione fondata dalla rossa di Calolziocorte.
Ora la ritroviamo come esperta di “rilancio dell’immagine” del nostro Paese, con un contratto da 35 mila euro.
La stessa cifra percepita da Pierluigi Ronchetti, ex direttore dei programmi di Telemilano e per otto anni direttore di Sorrisi e Canzoni.
A completare la struttura poi, ci sono altri nomi sconosciuti ai cittadini.
Per ritrovarli bisogna scorrere fino in fondo i titoli di coda delle trasmissioni della defunta tv della Libertà .
Ad esempio Valentina Zofrea e Loredana Maritato, un tempo segretarie di redazione del canale berlusconiano, e ora rispettivamente seconda e settima classificate nel concorso che il 5 luglio di quest’anno distribuisce 8 contratti a progetto per completare la struttura di rilancio dell’immagine del nostro Paese. Perchè nel frattempo la struttura si è ingrandita, e in due anni e due decreti del presidente del Consiglio Berlusconi ha portato il tetto del personale da 10 a 15 unità .
A Zofrea e Maritato vanno aggiunte Roberta Bottino e Nadia Baldi. Anche loro, dalla redazione della tv della libertà sono approdate al ministero del Turismo.
Ma non è finita.
Per chiudere il cerchio bisogna aggiungere anche i nomi di Diletta Grella e Nicola Fortugno. Leggendo i contatti sul sito e su facebook, i due sono a tutt’oggi i referenti di tutte le attività dei Promotori della libertà e da almeno un paio d’anni collaborano alle iniziative movimentiste di Michela Brambilla.
Eppure, il nome della prima appare anche nella lista dei compensi elargiti da un altro dipartimento del ministero, quello per lo sviluppo e la competitività . Almeno fino ad agosto di quest’anno.
Mentre il secondo, Fortugno, nello stesso periodo è sotto contratto sia con il ministero che con Promuovitalia, Spa a capitale pubblico che opera per conto del ministero stesso.
Che cosa facciano non è certo.
I documenti parlano di generica “collaborazione per la strategia di promozione, valorizzazione e comunicazione, anche a livello mediatico, dell’immagine Italia e della sua offerta complessiva”.
Altrettanto misconosciuto è il contributo dato da strutture e ministero al rilancio del Paese. Tra le iniziative, oltre al “sorriso dell’accoglienza”, il baffo tricolore che sfila sotto il famigerato logo Magica Italia, spunta ad esempio l’iniziativa di Turisti a quattro zampe (www.turistia4zampe.it) portale dedicato a facilitare il viaggiatore che vuole portare con sè il proprio animale domestico.
Creatore del sito è Luca Moschini, con la sua Viamatica Srl di Piacenza.
Ma chi è Luca Moschini?
Alla fine del 2007, fonte il Giornale della Libertà della stessa Brambilla, Moschini è presidente regionale dei Circoli in Emilia Romagna.
Nel 2008 viene candidato in Veneto dal Pdl. E trombato.
Oggi, però, stando alle cronache delle iniziative nel nostro Paese fornite dall’Agenzia nazionale per il turismo (Enit), Moschini è anche consigliere del ministro (insieme ad Edoardo Colombo, animatore del blog iper-berlusconiano “Il giulivo”).
O come si definisce lui sul suo profilo professionale in rete: Ict advisor at Ministry of tourism.
Cioè: è a un tempo consigliere, fornitore del ministero e fornitore nei progetti personali — si spera pagati in proprio — della signorina Brambilla.
I tre volano assieme a Shanghai, nel giugno di quest’anno, per presenziare all’inaugurazione, guarda caso, di un altro sito internet destinato ai turisti cinesi nel Belpaese: www.yidalinihao.com. Yidali Ni hao, letteralmente: Italia, ciao. Niente di particolarmente interessante: spiegazioni sullo shopping e una paginetta di testo per ogni regione.
In più, la pregevole descrizione dell’Italia, terra prediletta del golf, sport tanto caro al ministro.
di Fabio Amato e Luigi Franco
(da “Il Fatto Quotidiano“)
argomento: Brambilla, Costume, denuncia, Giustizia, governo, Lavoro, PdL, Politica, radici e valori, Turismo | Commenta »
Novembre 13th, 2010 Riccardo Fucile
IMBARCATI AL MINISTERO DEL TURISMO DIECI FEDELISSIMI DELLA MINISTRA: PROMOTORI DELLA LIBERTA’ E UOMINI MEDIASET… UNA POTRONA ANCHE A GIORGIO MEDAIL, EX DIRETTORE DELLA FALLITA TV DEL PDL.. GLI AMICI BENEFICIATI DEI CONTRATTI PUBBLICI
Non bastavano gli elicotteri. Non bastava l’Aci.
Per amore della libertà il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha piazzato nel suo dicastero gli uomini delle iniziative che da 3 anni porta avanti, con alterne fortune, per spingere l’ala movimentista del Pdl. Televisione, Giornale, Circoli, Promotori. Sempre di Libertà si tratta.
Una decina di fedelissimi la segue in ogni avventura. E quasi tutti hanno trovato un posto pubblico.
Dalla fallimentare esperienza alla direzione della Tv della Libertà — nata e morta nell’arco di un anno e mezzo — viene ad esempio Giorgio Medail: una laurea in Architettura, direttore dei programmi in una televisione, la Telemilano degli anni ’70, da cui nascerà Canale 5.
E soprattutto il vanto di avere scoperto la giovanissima Brambilla e di averla portata sul piccolo schermo, con tanto di vestiti in pelle, nel lontano 1991, quando il futuro ministro è una giovane finalista di Miss Italia in cerca di gloria.
Dai “misteri della notte” al ministero passano diversi anni, e ora Medail è dirigente della “struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia”, costituita con decreto della Presidenza del Consiglio del 30 settembre 2008. Incarico, questo, a cui alterna la conduzione di un programma radiofonico sui misteri d’Italia, ogni domenica su Rtl 102.5.
Ma Medail non è l’unico. Da decreto, infatti, la struttura può disporre della consulenza di “esperti”.
Tra questi è possibile ritrovare la dottoressa Adele Cavalleri.
Al pari di Medail, Cavalleri sa tutto di immagini, ma di turismo?
Dopo 20 anni da direttore di produzione Mediaset, anche lei partecipa nel 2007 alla televisione fondata dalla rossa di Calolziocorte.
Ora la ritroviamo come esperta di “rilancio dell’immagine” del nostro Paese, con un contratto da 35 mila euro.
La stessa cifra percepita da Pierluigi Ronchetti, ex direttore dei programmi di Telemilano e per otto anni direttore di Sorrisi e Canzoni.
Se non che, almeno, Ronchetti può vantare nel suo curriculum la passione per l’enogastronomia .
A completare la struttura poi, ci sono altri nomi sconosciuti ai cittadini.
Per ritrovarli bisogna scorrere fino in fondo i titoli di coda delle trasmissioni della defunta tv della Libertà .
Ad esempio Valentina Zofrea e Loredana Maritato, un tempo segretarie di redazione del canale berlusconiano, e ora rispettivamente seconda e settima classificate nel concorso che il 5 luglio di quest’anno distribuisce 8 contratti a progetto per completare la struttura di rilancio dell’immagine del nostro Paese.
Perchè nel frattempo la struttura si è ingrandita, e in due anni e due decreti del presidente del Consiglio Berlusconi ha portato il tetto del personale da 10 a 15 unità .
A Zofrea e Maritato vanno aggiunte Roberta Bottino e Nadia Baldi.
Anche loro, dalla redazione della tv della libertà sono approdate al ministero del Turismo. Ma non è finita.
Per chiudere il cerchio bisogna aggiungere anche i nomi di Diletta Grella e Nicola Fortugno. Leggendo i contatti sul sito e su facebook, i due sono a tutt’oggi i referenti di tutte le attività dei Promotori della libertà e da almeno un paio d’anni collaborano alle iniziative movimentiste di Michela Brambilla. Eppure, il nome della prima appare anche nella lista dei compensi elargiti da un altro dipartimento del ministero, quello per lo sviluppo e la competitività . Almeno fino ad agosto di quest’anno.
Mentre il secondo, Fortugno, nello stesso periodo è sotto contratto sia con il ministero che con Promuovitalia, Spa a capitale pubblico che opera per conto del ministero stesso. Che cosa facciano non è certo.
I documenti parlano di generica “collaborazione per la strategia di promozione, valorizzazione e comunicazione, anche a livello mediatico, dell’immagine Italia e della sua offerta complessiva ”.
Altrettanto misconosciuto è il contributo dato da strutture e ministero al rilancio del Paese.
Tra le iniziative, oltre al “sorriso dell’accoglienza”, il baffo tricolore che sfila sotto il famigerato logo Magica Italia, spunta ad esempio l’iniziativa di Turisti a quattro zampe (www.turistia4zampe. it) portale dedicato a facilitare il viaggiatore che vuole portare con sè il proprio animale domestico.
Creatore del sito è Luca Moschini, con la sua Viamatica Srl di Piacenza.
La passione del ministro per gli animali del resto è nota.
Per questo ha creato un altro sito-campagna www.lacoscienzadeglianimali. it e fondato la Leida, www.leida.it, la Lega italiana per la difesa degli animali. Anche in questi casi la produzione è affidata a Viamatica, così come per il sito personale del ministro, il sito dei Circoli e quello dei Promotori della Libertà .
Ma chi è Luca Moschini? Alla fine del 2007, fonte il Giornale della Libertà della stessa Brambilla, Moschini è presidente regionale dei Circoli in Emilia Romagna.
Nel 2008 viene candidato in Veneto dal Pdl. E trombato.
Oggi, però, stando alle cronache delle iniziative nel nostro Paese fornite dall’Agenzia nazionale per il turismo (Enit), Moschini è anche consigliere del ministro (insieme ad Edoardo Colombo, animatore del blog iper-berlusconiano “Il giulivo ”).
O come si definisce lui sul suo profilo professionale in rete: Ict advisor at Ministry of tourism.
Cioè: è a un tempo consigliere, fornitore del ministero e fornitore nei progetti personali — si spera pagati in proprio — della signorina Brambilla.
I tre volano assieme a Shanghai, nel giugno di quest’anno, per presenziare all’inaugurazione, guarda caso, di un altro sito internet destinato ai turisti cinesi nel Belpaese: www.yidalinihao. com.
Yidali Ni hao, letteralmente: Italia, ciao.
Niente di particolarmente interessante: spiegazioni sullo shopping e una paginetta di testo per ogni regione.
In più, la pregevole descrizione dell’Italia, terra prediletta del golf, sport tanto caro al ministro.
Ma chi ha fatto il sito? Interrogando la rete il risultato è curioso: il dominio è intestato a Caterina Cittadino, capo del dipartimento per lo sviluppo del turismo.
Ma nella registrazione, datata 14 aprile 2010, la signora Cittadino risponde ad un indirizzo (info@ viamatica.it) intestato, ancora una volta, al signor Moschini.
Fabio Amato e Luigi Franco
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Novembre 9th, 2010 Riccardo Fucile
LA NORMATIVA SUI VOLI DI STATO, AUTORIZZATI DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, VALE SOLO PER L’ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI ISTITUZIONALI E QUANDO NON VI SIANO ALTERNATIVE SUI VOLI DI LINEA… NON SI POSSONO USARE PER RIUNIONI DI PARTITO E A PROPRIA DISCREZIONE…NEL 2009 A FRONTE DI UN BADGET PREVISTO DI 27.000 EURO LA BRAMBILLA HA POI SPESO 157.000 EURO DI VIAGGI
Per i suoi spostamenti Michela Vittoria Brambilla preferisce l’elicottero: di Stato e pagato dai contribuenti.
Già animatrice dei “Circoli”, ora “Promotori”, della libertà , il ministro e presidente in pectore dell’Organizzazione mondiale del turismo vantava già nel 2009 un piccolo record: 157.000 euro di spesa viaggi — per un dicastero senza portafogli – a fronte di un budget previsto di 27.000.
Ora forse è possibile capire il perchè.
È il 9 dicembre dello scorso anno, il ministro compie in auto (blu) i quattro chilometri e mezzo che separano la sua abitazione di Calolziocorte, nel Lecchese, dalla Aviosuperficie Kong di Levata, piccola frazione del comune di Monte Marenzo sulla statale 639.
A quel punto i cittadini hanno già speso 500 euro per il solo uso dell’auto (questa la tariffa rivelata dall’Espresso nel settembre del 2009 per il noleggio del mezzo). Ad attenderla, dalle nove del mattino, ci sono almeno una ambulanza, inviata dai volontari del soccorso di Calolziocorte su richiesta della centrale 118 di Lecco e un mezzo dei vigili del fuoco.
Già , perchè quando il ministro si sposta, tutte le forze convergono a prevenire problemi. Quando finalmente l’ambulanza torna in sede sono le 11.20.
Due ore dopo, però, il mezzo esce nuovamente per attendere il rientro dell’elicottero dei Carabinieri, sul quale viaggia il ministro.
Da verbale torna in sede un’ora più tardi.
La scena si ripete uguale almeno un’altra volta nel corso del 2010.
Il 13 marzo, nel giorno in cui il ministro è a Rimini, prima per incontrare il comitato elettorale del Pdl, poi per partecipare ad un incontro pubblico con gli operatori economici locali.
E un altro servizio di lì ad un mese risulta prenotato ed annullato all’ultimo momento.
Il 16 ottobre, poi, a Caiolo, Valtellina, il ministro è atteso per l’inaugurazione di un campo da golf, ma l’elicottero — scrivono allora i giornali locali – non parte per colpa delle condizioni meteorologiche e la Brambilla è costretta a dare forfait. Ogni volta la segnalazione dello spostamento arriva qualche giorno prima.
In questo modo tutti i mezzi necessari possono essere allertati. I rimborsi poi vengono scaricati sui contribuenti. Nel caso specifico della ambulanza, ad esempio, l’uscita è pagata dalla convenzione tra 118 e Regione Lombardia.
Alla Aviosuperficie Kong, piccola striscia d’asfalto privata tra le montagne e il margine di una palude ammettono senza problemi di non sapere sempre il nome dei passeggeri degli elicotteri che chiedono di usare la pista.
“A mia memoria saranno tre o quattro viaggi in un anno — spiega Nadia Ferrari — ma a volte è direttamente il pilota a contattarci”.
Del resto, dice ancora la dirigente della Kong, ad utilizzare la pista, normalmente destinata agli ultraleggeri, sono in tanti e quasi sempre noti.
Dagli elicotteri della Ferrari ai vociferati viaggi dell’ex ministro Roberto Castelli, che abita più o meno cinque chilometri a Est ed è oggetto delle discussioni locali al pari della vicina Brambilla.
Ma chi paga per tutto questo e su quali basi?
Dalla prefettura di Lecco non confermano e non smentiscono “nel merito”. Ma precisano che è “tutto a posto”. Per il gabinetto del prefetto, infatti, gli spostamenti del ministro sono approvati direttamente dall’ufficio voli della presidenza del Consiglio. Cioè pagati da noi.
La stessa spiegazione arriva dal nucleo elicotteri dei carabinieri di Orio al Serio, il più vicino (27km) dall’aviosuperficie di Levata.
Il colonnello Margini, che comanda il nucleo, conferma che se di voli si tratta — e l’ufficiale non conferma — questi devono essere autorizzati da Roma.
Quanto allo spiegamento di mezzi di soccorso, è “buona norma: “Siamo più tranquilli se ci sono”.
Anche se da Roma non arrivano risposte — l’ufficio voli di Stato “non è aperto al pubblico, non possiamo rispondere a questo tipo di domande” — non è difficile credere che tutto sia effettivamente in regola.
E allora guardiamola la regola.
Perchè quale che sia la versione ufficiale, è difficile comprendere su quali motivazioni il ministro possa volare sugli elicotteri dei Carabinieri a spese dei cittadini.
La normativa sui voli di Stato, varata pochi mesi dopo l’insediamento dell’esecutivo di Berlusconi, prevede infatti due soli ragioni, che devono intervenire contestualmente, per concedere il privilegio ai ministri della Repubblica.
Si legge infatti nellla direttiva del 25 luglio 2008 che per autorizzare il volo devono sussistere “comprovate ed inderogabili esigenze di trasferimento connesse all’efficace esercizio delle funzioni istituzionali”.
E soprattutto che devono non essere “disponibili voli di linea nè altre modalità di trasporto compatibili con l’efficace svolgimento di dette funzioni”.
È questo il caso?
Il nove dicembre scorso, ad esempio, il ministro è a Piazzola sul Brenta, provincia di Padova. Navigatore alla mano, per un comune automobilista sono due ore e 20 di tragitto. Molto meno con un lampeggiante sul tetto dell’auto. Abbastanza per giustificare il volo di un elicottero?
Per non dire dell’incontro a Rimini del 13 marzo.
Valgono un elicottero di Stato l’incontro con il proprio comitato elettorale e la partecipazione ad un incontro pubblico?
Del resto, che il ministro si senta importante – una “capopopolo”, disse di se stessa a Vanity Fair – a Calolziocorte è oggetto di qualche seccatura e molta ironia. I
n tanti ricordano parcheggi improvvisati dell’auto blu, fughe dal parrucchiere con salto della fila, multe che appaiono e scompaiono.
Fino al punto di creare una divertente aneddotica sul gran premio di Monza, che già costò caro a Rutelli e Mastella, rei di esserci arrivati con un volo di Stato nel 2007.
Due anni dopo la premiazione è toccata al ministro Brambilla e qualcuno dice che per la fregola dell’elicottero il ministro sia arrivato a destinazione venti minuti prima della sua stessa auto.
E che per una volta abbia dovuto aspettare.
Fabio Amato
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Ottobre 27th, 2010 Riccardo Fucile
ACQUISITI I DOCUMENTI SULLA VITTORIA DEI PARENTI DEI BIG… AL VAGLIO ANCHE LE DENUNCE SUL CONFLITTO DI INTERESSI DI ERMOLLI E DEL FIDANZATO DELLA BRAMBILLA… TRA DIMISSIONI, LISTE NON AMMESSE, TESSERE LIEVITATE DEL 30% IN UN GIORNO, ISCRIZIONI IMPROVVISE, PARENTI DI POLITICI: RIPERCORRIAMO LE TAPPE DELLA VICENDA
Sulla Parentopoli dell’Aci e la compravendita di voti indagano due procure.
Dopo gli esposti al Tar e ai tribunali di Milano e Monza, due distinte inchieste faranno luce sullo scandalo che imbarazza il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla.
Il groviglio di conflitti d’interesse e rapporti opachi parte dalla tripla posizione di Ermolli junior come commissario straordinario (nominato dal ministro, dimessosi 15 giorni fa), candidato e socio di Sinergetica, società di consulenza con rapporti contrattuali con l’Aci.
Per passare all’elezione del compagno della Brambilla e del figlio del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, fino all’esclusione dell’unica lista rivale per vizi di forma e alla forsennata corsa all’acquisto di centinaia di tessere, capaci di cambiare l’esito del voto dell’ente che gestisce il business milionario del Gran premio di Monza.
Ora, dopo le polemiche arrivate fino in Parlamento, si muove la magistratura.
A Monza il procuratore Corrado Carnevali ha disposto l’apertura di un fascicolo, iscrivendo tre persone, tra le alte cariche milanesi dell’ente, nel registro degli indagati.
La procura ha anche disposto l’acquisizione, nella sede nazionale dell’Automobile club a Roma, di molta documentazione, oltre agli elenchi degli iscritti in Lombardia.
A Milano, invece, il procuratore aggiunto Alfredo Robledo ha aperto un fascicolo per ora a modello 45, per “fatti che non costituiscono reato”.
Le indagini sono partite dopo le denunce degli esclusi dalle urne.
A fine 2009 le dimissioni di cinque consiglieri dal direttivo Aci di Milano fanno piombare l’ente nel caos, con il ministro Brambilla che nomina commissario straordinario Massimiliano Ermolli, 38 anni, figlio di Bruno, uno degli uomini più vicini al premier.
Subito dopo, si candidano con lui anche Geronimo La Russa ed Eros Maggioni, il compagno della Brambilla.
L’unica lista rivale, “Per la trasparenza”, è estromessa.
E partono gli esposti.
Poi, il 15 aprile, Ermolli annuncia le elezioni per luglio.
E nel frattempo scattano gli acquisti di 263 nuove tessere da residenti in tutta la Lombardia, che però vengono inseriti negli elenchi di Arcore e Vimercate, due delegazioni Aci dello stesso proprietario.
Una corsa all’adesione che vede protagonista anche Maggioni, che per potersi candidare si iscrive il 12 aprile agli sportelli di Milano, pur indicando la residenza a Cernusco Lombardone, a Lecco.
È così che anche il giallo delle tessere entra nel vortice di sospetti e accuse.
Nel ricorso al Tar, i rappresentanti della lista “Per la trasparenza” contestano i vizi di forma che hanno portato alla loro esclusione da parte del commissario.
In più, rilanciano denunciando la triplice incompatibilità di Ermolli junior.
E ancora: negli esposti alle procure si sottolinea come «l’Ermolli si sia iscritto all’Aci Milano solo in data 1 aprile 2010, sicuramente sul presupposto e con lo scopo di potersi candidare, sebbene non risulti alcun pagamento a carico delle stesso per tale associazione».
E si parla di «atti di assoluto nepotismo» per la nomina di Eros Maggioni.
Poi il “miracolo” delle tessere speciali, cresciute in un solo giorno di oltre il 30%. Ora saranno i pm a dare le risposte alle troppe anomalie che hanno caratterizzato la vicenda, stabilendo il confine tra reati e pratiche di malcostume politico.
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Ottobre 8th, 2010 Riccardo Fucile
NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IL FIDANZATO EROS, IL FIGLIO DI UN AMICO DI SILVIO E GERONIMO LA RUSSA…. I CONFLITTI DI INTERESSI DI ERMOLLI…..COME SI RIESCE A EVITARE LA PRESENZA DI UNA LISTA CONCORRENTE……IL POTENTATO DELLA FAMIGLIA LA RUSSA SI ESTENDE A MILANO
Politica ai limiti di legge quella del Pdl in Lombardia.
Spregiudicata certo. Clientelare a dir poco. Più giusto sarebbe familistica.
Sì perchè quando non c’è da brigare in qualche tornata elettorale, si fa sponda nei consigli d’amministrazione per piazzare i vari rampolli dei notabili azzurri.
Succede spesso.
L’ultimo caso è quello delle nomine del nuovo Consiglio direttivo dell’Automobile club di Milano.
Un presidente e due vice.
Tra questi Geronimo La Russa, figlio del ministro della Difesa, socio in affari con Salvatore Ligresti.
Il dato conferma la linea di una famiglia, quella dei La Russa, ormai vero potentato nel capoluogo lombardo.
Per capire basta spulciare il Cda di Aler (Azienda lombarda per l’edilizia residenziale), oppure i componenti del Comitato scientifico per la sicurezza urbana, dove spicca il nome del consigliere comunale Marco Osnato, sponda azzurra, ovviamente, ma soprattutto genero di Romano La Russa.
Senza contare il comparto sanità .
Dal Pio Albergo Trivulzio fino all’ospedale San Paolo nel cui collegio sindacale compare il nome di Vincenzo La Russa, altro fratello di Ignazio.
Ma torniamo all’Aci .
Scorrendo l’elenco dei nuovi consiglieri, ecco il nome di Massimilano Ermolli, figlio di Bruno, ex uomo Mediaset, fine lobbista, ascoltatissimo da Berlusconi, di cui è ospite fisso ogni lunedì sera ad Arcore.
Poco piu in là , in ordine alfabetico, ecco la emme di Maggioni.
Di nome Eros, Maggioni è noto (soprattutto) per essere il fidanzato del ministro del Turismo Michela Brambilla.
Farebbe l’imprenditore, ma in questa vicenda di nomine in stile cricca conta poco.
La storia inizia nell’inverno del 2009, quando sul tavolo del Cda di Aci atterrano cinque lettere di dimissioni (pilotate) di altrettanti consiglieri.
Cinque su nove significa commissariamento.
A questo punto il pallino finisce in mano al governo e al ministero del Turismo di Michela Brambilla.
È in questo momento che l’ex miss Romagna decide di nominare un commissario.
Scelta difficile che ricade sul nome più probabile: Massimiliano Ermolli.
Il quale prende subito una decisione “scomoda”: elimina dalla corsa al nuovo Cda una delle due cordate, tra le cui fila, guarda caso, stanno i nomi dei consiglieri dimissionari.
Scatta il ricorso al Tar (si attende ancora il giudizio), che ha il merito di squadernare i componenti dell’altra lista.
Tra i nomi quello di Geronimo La Russa, Eros Maggioni e lo stesso Massimiliano Ermolli che si presenta sotto la doppia veste di candidato-commissario.
Un conflitto d’interessi che si allarga.
Sì, perchè Ermolli junior, all’epoca del commissariamento di Aci, è anche consigliere di Sinergetica, la società che si occupa di consulenze e a partire dal 2008 “ha rapporti contrattuali di natura commerciale con l’Aci”.
Due gli incarichi: il primo da 150 mila euro per attività di accertamento nei confronti di Sara Assicurazioni (controllata al 51% da Aci).
Il secondo da 100 mila, iscritto a bilancio sotto la voce promozione istituzionale.
La storia poi, si fa surreale leggendo l’esposto al Tar nel punto in cui si affronta la nomina del fidanzato della Brambilla.
Maggioni — scrivono gli esclusi — si associa alla sezione milanese dell’Aci 48 ore prima dell’indizione delle elezioni, anche se risiede a Lecco”.
Insomma, le ombre non sono poche.
Ma questo non conta.
I diretti interessati si difendono, sostenendo la “legittimità della candidatura”.
A fine luglio, nel silenzio prevacanziero, il pasticcio si compie: le candidature si trasformano in nomine effettive.
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Settembre 2nd, 2010 Riccardo Fucile
COS’ALTRO ASPETTARSI DA CHI PRATICA IL “METODO BOFFO” E GRIDA “SIGNORSI'”?
Qualcuno ha detto: ma scherzate? Non fa parte del nostro dna!
Qualcun altro l’ha presa a ridere, come se fosse roba da poco, come se fossero quisquilie. 
E allora siamo costretti a ribadire, perchè siamo stufi di un’Italia che fa passare le peggiori nefandezze come se fosse acqua fresca, come se fosse tutto uguale, come se le differenze non contassero.
E allora ribadiamo: l’idea di organizzare pullman contro chicchessia (il tutto è confermato da un’intervista sul Secolo d’Italia a Vitale Mattera, che ripubblichiamo) è figlia di una filosofia politica illiberale, totalitaria, assolutista. È il frutto avvelenato che fa coerentemente parte del dna politico di chi pensa alla politica come cieca obbedienza a un leader carismatico.
Per dirla tutta: i pullman sono, purtroppo, la ciliegina sulla torta rancida di un sistema di potere che si fonda sul “signorsì”, sul servilismo verso un unico signore e padrone.
Sono culturalmente complementari ai “meno male che Silvio c’è”, alle campagne di stampa, alle criminalizzazioni dell’avversario.
A quello che, giustamente, Gad Lerner definisce “codice da Feltri”.
A quelli che abbiamo già definito su queste pagine “i bravi di Don Rodrigo”: scagnozzi del potere alla ricerca sistematica del dissidente di turno; cacciatori di teste al soldo del potente.
Ma i pullman “anti-Fini” sono anche culturalmente coerenti con il populismo sciatto e qualunquista di chi si vuole unico depositario della volontà della gente.
Di chi pensa che non possa (non debba?) esistere chi non la pensa come lui, di chi si aspetta solo baciamani e genuflessioni.
Di chi caccia il dissidente, di chi lo definisce traditore.
Di chi considera un partito come proprietà privata.
Di chi pensa di poter andare avanti con gli aut-aut: senza discussioni, senza dialogo, senza confronto.
Di chi pensa che la politica sia nella sostanza solo propaganda e pubblicità . Dicono che non fanno parte del loro dna.
La prendono a ridere.
La realtà è diversa: la questione è molto seria perchè quei pullman sono parte integrante della loro visione politica.
Purtroppo quei pullman non sono l’eccezione, sono la (loro) normalità .
Filippo Rossi
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Settembre 2nd, 2010 Riccardo Fucile
IERI UN CRONISTA DEL “SECOLO XIX” HA PROVATO A CHIAMARE LA SEDE DI MILANO: LA STRANA RISPOSTA RICEVUTA… CONFERMATA LA DENUNCIA DEI FINIANI: E’ FRANCESCA PASCALE, CONS. PROV. DI NAPOLI, AD AVER CHIESTO A VITALE MATTERA, LEADER AN DI SOCCAVO: “RIESCI A ORGANIZZARMI UN PULMANN PER ANDARE A FISCHIARE FINI? PAGA IL PARTITO”
La notizia che ambienti del Pdl stessero organizzando la contestazione di Fini a
Mirabello non desta meraviglia in chi conosce l’ambiente, i metodi e le finalità di sputtanamento che stanno alla base del comportamento di troppi soggetti che, al confronto delle tesi politiche, preferiscono anteporre l’agire dietro le spalle.
Lo diciamo sommando tutta una serie di particolari che si sono verificati nell’ultima settimana e che hanno un solo scopo: la delegittimazione di Fini e l’esigenza di far passare in secondo piano il contenuto del discorso che terrà domenica a Mirabello.
Un centinaio di fischiatori o una rissa tra “opposte fazione” sarebbe il massimo per i vari “scondinzoli” dei Tg di regime per poter far veicolare il messaggio che Fini è contestato dalla sua stessa base e non conta nulla.
Vediamo i particolari: in una intervista alla Rai, pochi giorni fa, Marcello Dell’Utri si lascia scappare “anche noi sappiamo organizzare contestazioni”. Sempre qualche giorno fa, il direttore di LIbero, Belpietro, annuncia: “manderemo qualcuno a Mirabello per consegnare a Fini le migliaia di fax che chiedono le sue dimissioni”.
Una squallida provocazione: se uno volesse solo consegnare delle lettere potrebbe farle pervenire alla Camera, non va a Mirabello sperando di ricevere due schiaffi (meritati) in faccia, per poi imbastirci l’ennesima speculazione. Non a caso il finiano Raisi ha già chiamato “Libero”: “vogliono portarci la busta? Bene la prenderemo, ma non si aspettino di venire qui a fare piazzate”.
E arriviamo al tassello dell’organizzazione delle squadre di contestatori, denunciate ieri da Generazione Italia e smentite dalla Brambilla, con minacce di querela.
Il fatto inoppugnabile è il seguente: Vitale Mattera, storico militante di An del quartiere di Pianura, ha ricevuto una telefonata dalla cons. prov. Pdl Francesca Pascale, ex show girl, una delle ragazze fotografata nel 2006 all’aeroporto mentre si dirige a un “seminario politico” a Villa Certosa, residenza sarda del premier.
La Pascale è nota per aver cantato in una Tv locale, prima di darsi alla politica, il pezzo intellettuale: “Se abbassi la mutanda si alza l’auditelle…”
La Pascale al telefono dice a Mattera: “Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini, appena inizierà a parlare a Mirabello. Riesci a riempirmi un pulmann con 50 persone?”
Mattera, che pur l’aveva aiutata nella sua campagna elettorale, rimane attonito, poi preoccupato avvisa Bocchino che fa altre verifiche che convergono su quella ipotesi (con nomi e cognomi).
Altro tassello lo fornisce involontariamente la Brambilla quando replica che “i finiani mettono le mani avanti in previsione di una contestazione a Fini”.
Ma quando mai, quale contestazione?
A Mirabello uno ci deve andare apposta, non è a 10 metri dalla fermata del Metro di Cordusio: chi non condivide le scelte di Fini sta a casa, non va a fare l’ospite sgradito a casa altrui.
E viceversa, lo dice la logica.
Ultimo elemento: un cronista in incognito del quotidiano “Secolo XIX” di Genova ieri alle 16 chiama la sede nazionale dei Promotori della Libertà della Brambilla Continua »
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Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile
UNO SI INVENTA DI AVER PORTATO A CASA IL FEDERALISMO E 15 MILIARDI PER I COMUNI, L’ALTRO FA LE PROVE DA RADIOAMATORE COLLEGANDOSI CON LA BRAMBILLA VIA CAVO OGNI SETTIMANA…. UNO LE SPARA SEMPRE PIU’ GROSSE, L’ALTRO HA NOSTALGIA DELLE RETI UNIFICATE
Hanno stili diversi: uno ama farsi immortalare in foto con il dito medio alzato, rivolto padanamente agli interlocutori, l’altro facendo le corna in seconda fila a qualche riunione internazionale.
Il primo ha sempre un occhio di riguardo verso la sua Rosy (Mauro), badante a tutto campo per mission ricevuta, il secondo alla sua Rosi (Bindi) ricorda spesso invece di non avere il fisico da velina per Mediaset.
Il primo è circondato da una corte dei miracoli, il secondo da una corte di miracolati.
Il primo difende una settantina di ladroni padani delle quote latte, il secondo è passato dal garantismo al giustificazionismo sempre e comunque.
Sono impegnati culturalmente entrambi: mitici i lunedi’ letterari che li vedono protagonisti nella villa di Arcore, dove recentemente è stato ammesso anche l’erede al trono Renzino, in versione trota pensante, in cui amano discettare sul futuro culturale del Paese, tra una barzelletta sui carabinieri e il rischio dei carabinieri sotto casa.
Molti i lati B in comune comunque: entrambi amano spararle grosse dal palco di Manicomio Italia.
Qualche giorno fa Bossi ha approfittato di una piazza importante, quella di Soncino (Cremona), per sostenere che “la Lega ha già portato a casa 15 miliardi per i Comuni”.
In realtà Bossi a casa non ha portato un bel nulla: i 15 miliardi in meno che i Comuni riceveranno dallo Stato potranno riscuoterli in eguale misura dai loro amministrati.
Col rischio e la possibilità concreta che ai cittadini poi i Comuni ne chiedano di più e aumenti quindi il prelievo fiscale.
Nell’occasione, riferendosi ai ladri delle quote latte, Bossi ha assicurato che “ho detto a Berlusconi che non può far chiudere le fattorie del Nord, la gente non capirebbe: Galan io non posso cacciarlo, ma chiederò a Zaia di scendere in campo. E’ uno che fa, non come Galan che parla e basta”.
Infatti Zaia ha fatto così tanto e bene, da far pagare all’Italia 4 miliardi di multe Ue per non avere rispettato la legge.
Oltre ad aver permesso a 70 taroccatori di non pagare le multe, mentre 11.000 onesti hanno pagato. Continua »
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