Destra di Popolo.net

INTERVISTA AL CARDINAL SCOLA: “QUANTE FALSITA’ SUL CONCLAVE, FARO’ IL PRETE IN UN PAESINO”

Aprile 2nd, 2017 Riccardo Fucile

“NEGLI ORATORI DI MILANO TANTI RAGAZZI MUSULMANI, LA CHIESA DEVE OFFRIRE IL PRIMO ABBRACCIO”

Cardinale Scola, lei e Bergoglio eravate stati i protagonisti del Conclave. Il Papa non era mai venuto a Milano. Inevitabile che si parlasse di un dualismo. Era tutto falso?
«Al di là  di tanti luoghi comuni giornalistici, il mio rapporto con Bergoglio è sempre stato molto buono e molto cordiale, sia nelle riunioni di cardinali, sia nei sinodi dei vescovi».
Quando vi siete conosciuti?
«Da rettore della Lateranense andavo a Buenos Aires e passavo a salutarlo. Da quando è Papa, tutte le volte che ho domandato di poterlo incontrare mi ha risposto subito e mi ha dato tutto il tempo dovuto per affrontare questioni anche delicate. Tra noi non c’è mai stata incomprensione o cattiva volontà . Si sono costruite immagini falsate del Conclave».
Perchè allora non rendere tutto pubblico?
«Forse, ma la riservatezza sul Conclave è al servizio della comunione nella Chiesa: quindi del Conclave non si parla».
Di quali «questioni delicate» avete trattato con Bergoglio?
«Per esempio dei “delicta graviora”».
Pedofilia?
«Sì. E il Papa è stato molto netto su questo punto. Dall’esterno spesso non si coglie l’impegno della Chiesa verso le vittime, e anche verso chi ha gravemente sbagliato. Le procedure poi sono molto complesse».
La visita del Papa a Milano sarà  ricordata come storica.
«Straordinaria. Un milione di persone a Monza, forse mezzo milione lungo il percorso. Molti sono partiti da casa alle 7 del mattino e sono tornati a mezzanotte dopo aver fatto 10 chilometri a piedi. E il Papa ha mostrato il suo stile di famiglia: a San Siro ha parlato davanti a 80 mila ragazzi come se fosse davanti a otto nipoti, spiegando loro l’importanza dei nonni, dei rischi del bullismo, della responsabilità  dei genitori. È la dimostrazione che c’è ancora un cristianesimo di popolo tra noi. Ma anche che la Chiesa di Milano ha in Europa la posizione più difficile che esista».
Perchè?
«In ogni occasione di incontro sono sorpreso dalla persistenza di un senso spontaneo di fede: la gente si raccomanda per i propri bisogni, chiede una preghiera per il figlio che sbanda o la moglie o il marito che è andato via. Ma – lo notava già  Montini – quando si esce di Chiesa i criteri di valutazione della vita quotidiana sono quelli dominanti forniti dalle agenzie culturali di oggi. Il fossato tra la fede e la vita si è allargato. Ho ripreso questo tema nella visita pastorale: insistendo sulla necessità  di avere la stessa mentalità  di Gesù, gli stessi sentimenti di Gesù. A Milano dobbiamo passare con più decisione dalla convenzione alla convinzione».
Il suo nuovo libro in effetti si intitola «Postcristianesimo?». Con il punto interrogativo però.
«Certi intellettuali, e non solo, considerano il cristianesimo un fatto superato; e lo fanno credendo di interpretare i comportamenti del popolo. Non è così: il Vangelo di Gesù resta pertinente e attuale. Dinnanzi ad un clima culturale confuso che io definirei di “babelismo”, il Papa ci indica la strada della pluriformità  nell’unità , accettando il confronto con tutti. La Chiesa deve tornare a essere luogo appassionato di attrattiva, non luogo che genera noia».
L’abbraccio di Milano a Bergoglio è stato impressionante.
«È così. Una parola che sentivo molto nelle sue corde: consolazione. I cittadini di Milano e delle terre ambrosiane avevano bisogno di un abbraccio comunitario che li strappasse dal grigio della solitudine e facesse riaffiorare in loro il gusto del vivere. Il Papa l’ha detto in Duomo, criticando il rischio della rassegnazione da cui deriva l’accidia. La gente ha risposto con autentico entusiasmo; anche a San Vittore. Ovunque gli hanno chiesto preghiere, l’hanno ringraziato per la visita. Erano tutti lì per lui; alla sera col buio piazza del Duomo era ancora strapiena per vederlo passare».
Lei fino a quando resterà  arcivescovo di Milano?
«Non lo so. Ho presentato la mia rinuncia a novembre, quando ho compiuto 75 anni. Attendo di parlarne con il Santo Padre: tocca a lui decidere. Certo non resterò per molto tempo».
Tornerà  nella sua Malgrate, su quel ramo del lago di Como?
«Vicino. Ho trovato una canonica vuota in un piccolo paese, Imberido. Si vedono i laghetti della Brianza: Oggiono, Annone, Pusiano. I corni di Canzo, il monastero di San Pietro al monte. E poi il Resegone e le due Grigne. Torno a casa».
Cosa farà ?
«Il prete. Celebrare messa, confessare, incontrare la gente, pregare più regolarmente di quanto non riesca a fare ora. Leggere e scrivere, se ne avrò le forze».
La canonica è vuota perchè il prete è uno dei mestieri che gli italiani non vogliono più fare.
«Fare il prete è proprio bello. Certo, il problema delle vocazioni è complesso. Molti sottovalutano la crisi demografica: la scelta era più facile quando si facevano più figli e la proposta della Chiesa era più incidente. Come ci dice il Papa, se noi non riprendiamo la proposta del Vangelo come realtà  attrattiva, perchè un ragazzo di oggi dovrebbe assumersi un compito di grande sacrificio, che ha perso prestigio sociale? Anche qui, il passaggio dalla convenzione alla convinzione non si è ancora compiuto. Ma la stessa cosa si può dire per il fare famiglia».
Non crede che servirebbe anche consentire ai preti di sposarsi? Pare che Bergoglio ci stia pensando.
«Non mi risulta. È giusto che approfondiamo sempre le ragioni della scelta del celibato; ma nella Chiesa esiste un magistero, e il magistero dà  indicazioni. Paolo VI e i suoi successori hanno riflettuto in profondità  su questo tema».
Qual è la sua opinione?
«Il celibato non è una regola estrinseca. Affonda le sue radici nello stile di vita di Gesù, nell’opzione della verginità , che con l’obbedienza, la povertà  e la castità  è sempre stata sentita dalla Chiesa latina come un alimento sorgivo e potente del sacerdozio. Non è solo il “cuore indiviso” di cui parla Paolo. È la scelta di offrire la rinuncia alla dimensione “genitale” della sessualità  per nulla anteporre all’amore di Cristo, che il celibe intende imitare “sine glossa”, “senza aggiunta”».
Non è una rinuncia crudele?
«Al di là  delle fragilità , trovo nei sacerdoti molta gioia e molta serenità  di fronte a questa vocazione che si lascia prendere a servizio della domanda di senso degli uomini. In particolare, gli sposi sentono i preti come accompagnatori spirituali di una vita. Uomini capaci di rispettare una cosa che vedo poco rispettata: l’autentica dimensione sessuale dell’io. Tutti dobbiamo fare i conti, dalla nascita alla morte, con questa dimensione della nostra personalità . Un accompagnamento spirituale personalizzato risulta un grande dono offerto alla società . Anche molte persone che dicono di non credere si rivolgono ai sacerdoti per un aiuto».
Cosa pensa delle donne diacono?
«Sotto questa parola passano esperienze molto diverse. All’ultimo sinodo un arcivescovo ucraino ha detto che la “diaconessa”, da loro, era una devota che puliva l’altare. Il cardinale di Ouagadougou ha sostenuto che noi occidentali siamo rimasti colonialisti, non ci rendiamo conto che esistono problemi molto più urgenti come, in Africa, la poligamia…».
Lei cosa ne pensa?
«Penso che non bisogna cercare la valorizzazione della donna lungo la linea di una partecipazione alla potestas di Cristo: il potere di amministrare i sacramenti. Balthasar subordinava la dimensione petrina della Chiesa alla dimensione mariana: la Chiesa come sposa di Cristo. Nella psicologia del profondo di Lacan, la donna tiene il posto di Dio. La vocazione femminile è la salvaguardia del posto dell’altro. Questo non significa che la donna non possa avere posizioni di responsabilità  anche in curia, nelle università , nei tribunali, nello studio della teologia, nell’educazione al bell’amore, persino nella formazione dei seminaristi».
Chi vorrebbe come suo successore?
«Un uomo di fede e libero. Tendenzialmente pacifico, ma capace di far vincere l’unità  nel conflitto, senza fuggire il conflitto».
Quale consiglio gli darà ?
«Quello che mi diede Giovanni Paolo II quando mi mandò a Venezia: sii te stesso».
Quale Milano lascia?
«Sono contento della Milano che lascio. Non perchè non ci siano contraddizioni, ma perchè vedo molti segni di rinascita».
Quali contraddizioni?
«Il Papa stesso ce li ha indicate: emarginazione, ingiustizie, ancora troppa sofferenza. Troppi giovani stranieri da mesi in carcere in attesa di giudizio. Troppe sacche di povertà . Molte difficoltà  nell’affrontare il tragico problema dell’immigrazione. Finanza ed economia sganciate dal reale».
Lei ha sempre esaltato il «meticciato». I migranti ora sono troppi?
«L’immigrazione fa paura perchè mette in discussione il nostro stile di vita. Non è un’emergenza; è un fenomeno che durerà  decenni. L’Europa doveva fare una sorta di piano Marshall e non l’ha fatto. La Chiesa non può chiudere gli occhi. Offre il primo abbraccio. La forza generosa di Milano può individuare strade paradigmatiche per l’Italia e per l’Europa».
Ad esempio?
«Parecchi ragazzi musulmani già  frequentano gli oratori. Lì sono aiutati a praticare la loro religione, a dire le loro preghiere, a mangiare i loro cibi, restando insieme ai ragazzi cristiani».
Il patriarca di Venezia non è cardinale, come l’arcivescovo di Torino e quello di Bologna. È uno dei tanti segni che con Bergoglio la Chiesa italiana conta meno di prima?
«Le cose sono in forte evoluzione in tutta Europa. Questo Papa ha rappresentato per noi europei una pro-vocazione, in senso etimologico: ci ha messo di fronte senza sconti alla nostra vocazione. L’Italia ne sente un pochino di più il contraccolpo rispetto ad altre Chiese. Il problema è non ricadere nella tentazione dello scontro ideologico. Occorre assumere il magistero del Papa nella sua articolata complessità : “unità  da poliedro”, come dice lui. In Papa Francesco vedo quattro elementi: la testimonianza in prima persona; l’uso degli esempi; la cultura di popolo; l’insegnamento vero e proprio. Tutti e quattro vanno tenuti insieme. Se si separa uno e lo si mette contro l’altro, se si tenta di catturare il Papa schierandolo dalla propria parte, si entra nell’ideologia. E l’ideologia ha pesato molto, troppo, tra gli anni 70 e i 90. Ora siamo chiamati a uscire da questa logica stagnante per fare spazio al diverso, ad ascoltarci in profondità , mettendo prima ciò che viene prima: la comune appartenenza alla Chiesa».

Aldo Cazzullo
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Chiesa | Commenta »

INTERVISTA A SHERIN KHANTAN, LA DONNA IMAN CHE DIRIGE UNA MOSCHEA A COPENHAGEN: “LA MIA LOTTA PER LE DONNE DENTRO AL MONDO ISLAMICO”

Aprile 2nd, 2017 Riccardo Fucile

MADRE FINLANDESE, PADRE SIRIANO: “INDOSSO IL VELO SOLO PER PREGARE”

Vive da sempre tra due mondi, la giornalista e scrittrice danese Sherin Khankan, una delle pochissime imam donne dell’Occidente, che oggi a Torino per Biennale Democrazia parla di «Donne e religioni: emancipazione e oppressione».
Figlia di un’infermiera cattolica finlandese e di un rifugiato siriano torturato e imprigionato per opposizione al regime, ha una laurea in Sociologia delle religioni e Filosofia a Copenaghen e un master a Damasco.
«Sono stata allevata tra due culture e religioni e credo che il mio destino sia fare da ponte: sono una specie di diplomatica. Metto il velo solo per pregare e non mi identifico con una nazionalità : la mia casa è la mia famiglia».
Qual è l’insegnamento più importante che ha avuto da sua madre e da suo padre?  
«Mia madre viene dalla campagna, è cresciuta con sette fratelli e sorelle, in una comunità  stretta in cui tutti erano abituati a dare una mano. Quando le ho chiesto come avesse fatto mia nonna ad allevare tutti quei figli, mi ha risposto “Non ci ha allevati, ci siamo allevati da soli”. Ecco, il suo insegnamento più bello è stato questo, regalare ai figli la libertà  di diventare quello che sono e non obbligarli a seguire i sogni e le aspirazioni dei genitori. Mia madre ha fatto lo stesso con me e mia sorella e io cerco di fare lo stesso con i miei quattro figli».
E suo padre?  
«Mio padre è un femminista. mi ha sempre detto che avrei potuto diventare quello che volevo. Mi ha fatto avvicinare al Sufismo, la dimensione mistica dell’Islam: è quello che mi ha convinto a scegliere l’islamismo invece del cristianesimo. Non sarei un imam se non fosse per lui».
Dopo gli studi a Damasco lei nel 2000 è tornata a Copenaghen e ha fondato l’Association of Critical Muslim, che promuove i valori progressisti islamici. La tragedia dell’11 settembre come ha influito sui vostri tentativi moderati?  
«Ha reso i nostri sforzi ancora più faticosi: il dibattito multiculturale improvvisamente era centrato sulla paura e l’Islam ha passato gli ultimi 15 anni a difendersi, invece di riformarsi al proprio interno, promuovere valori progressisti e l’uguaglianza tra uomini e donne».
È quello che sta cercando di fare oggi alla moschea Maryam di Copenaghen?
«Sì, vogliamo essere una voce alternativa dell’Islam, più moderna e spirituale, ispirata al Sufismo, che intrecci Oriente e Occidente, tradizione e modernità . Vogliamo sfidare le strutture patriarcali dell’Islam dall’interno, ma anche l’interpretazione patriarcale del Corano: in realtà  è una religione di pace, non di oppressione».
Avete avuto molte critiche?  
«Quando si toccano le strutture patriarcali, si cambia la bilancia di potere e per forza si suscitano critiche. Ma non vogliamo delegittimare nessun’altra moschea e abbiamo solide basi teologiche, quindi abbiamo deciso di focalizzarci sulle cose positive e non sulle critiche. Le donne musulmane hanno bisogno di un posto in cui pregare, confrontarsi, trovare conforto, senza sentirsi estranee o giudicate: sto anche studiando psicologia per essere loro più vicino».
È vero che celebrate anche matrimoni misti, nonostante alle donne musulmane sia vietato sposare un uomo di un’altra fede?  
«Sì, ne abbiamo celebrati e abbiamo avuto anche molto appoggio. Abbiamo stabilito un contratto di matrimonio con quattro regole base: la poligamia non è permessa, il diritto di divorziare spetta anche alle donne, in caso di violenza fisica o psicologica l’unione è nulla, in caso di divorzio le madri hanno uguali diritti sui figli».
La sua speranza?  
«Vorrei che le donne avessero più voce nell’Islam, è anche un modo efficace di combattere l’islamofobia, perchè l’Islam non sarebbe più visto come una cultura maschilista e oppressiva. Ma il vero sogno è creare un network femminile per il dialogo religioso. Stiamo organizzando un incontro per il 14 settembre tra religiose cristiane, musulmane ed ebree, per dimostrare che è possibile capirsi. Credo che le chiavi della pace stiano nelle mani delle donne».

(da “La Stampa”)

argomento: Chiesa | Commenta »

“LEI CI HA FATTO DIMENTICARE DI ESSERE IN CARCERE”: L’ABBRACCIO DEL PAPA A SAN VITTORE TRA PIANTI E SORRISI DEI DETENUTI

Marzo 26th, 2017 Riccardo Fucile

“E INVECE VOI MI AVETE FATTO SENTIRE A CASA, GRAZIE”… LE TESTIMONIANZE DEI RECLUSI

«In ciascuno di voi vedo Gesù», ha detto lui a loro. «Lei ci ha fatto dimenticare di essere in carcere», hanno detto loro a lui. «E voi invece mi avete fatto sentire a casa: grazie».
La tappa di Francesco tra le detenute e i detenuti di San Vittore è stata l’unico (lungo: quasi due ore) momento veramente privato della visita del Papa a Milano: voglio incontrarli e guardarli negli occhi, aveva chiesto fin dall’inizio, e non solo passar lì di sfuggita. Così è stato: loro hanno pianto ma anche riso con lui, che ha stretto più di mille mani e pranzato con un centinaio di loro, dividendo infine anche la sua cotoletta con un ragazzo musulmano di fronte a lui.
Accolto dalla direttrice Gloria Manzelli e dalla sua vice Teresa Mazzotta, dal provveditore Luigi Pagano, dal comandante Manuele Federico, dal cappellano don Marco Recalcati, oltre che tra gli altri dal presidente dei giudici di sorveglianza Giovanna Di Rosa, Francesco ha incontrato prima le detenute madri di bimbi piccoli venute dall’Istituto di custodia attenuata.
Poi quasi tutti i 900 ospiti della casa circondariale, compresi i «protetti» del sesto raggio. Queste sono le testimonianze scritte direttamente da alcuni di loro.
Fatjon Marku – Non ci credo ancora, penso di aver sognato. Fino a poco fa ero seduto a tavola con il Papa. Lo vediamo sempre da lontano e invece oggi abbiamo condiviso il cibo, era così vicino e umile. Un uomo tra gli uomini. Un grande esempio di vita e speranza
Antonio Caputo – Quando sapevo che ero in lista a mangiare con il Papa saltavo di gioia. Alle 12 scendiamo e ci sediamo nei nostri posti già  assegnati. All’improvviso sento silenzio e poi la sua voce. Mi sono emozionato come un bambino. Lo vedo. Stringe la mano a tutti e arriva il mio momento. «Mi benedica», e lui mi mette una mano sulla fronte. Non ci sono parole, me lo ricorderò per sempre.
Josè Alberto – Mi ha fatto capire che non siamo dimenticati anche se siamo detenuti. Col suo gesto mi ha detto che c’è sempre una opportunità  per ricominciare una nuova idea di vita futura.
Boudlar Khalid – Mi chiamo Khalid, sono stato il ragazzo più fortunato perchè ho potuto mangiare proprio di fronte al Papa. Una emozione indescrivibile. È un uomo molto aperto e socievole. Gli ho anche scroccato metà  della sua cotoletta. E ho fatto contenti tre miei compagni portando loro il suo autografo.
Sekouri Mustapha – Oggi avuto fortuna di salutarti, guardarti negli occhi e vedere quanto sei una persona buona e forte. Trasmetti voglia di vivere ma soprattutto di costruire per chi come me si trova in difficoltà . Grazie infinite.
Paloka Melsed – Ho 29 anni, sono sposato, ho sempre desiderato venire da te e invece sei venuto tu da me: che regalo bellissimo. Tutte le sere prego per rivedere presto la mia famiglia che non vedo da 5 anni. Se ogni abitante del mondo potesse guardarti anche una sola volta non esisterebbe il male.
Alessandro Di Luzio – Ho 23 anni e mi chiedo quanti alla mia età  possono dire di avere sentito il cuore davvero colmo di gioia. A me paradossalmente è successo tra le grigie mura di un carcere che oggi con l’arrivo del Papa non aveva più muri ma solo sentimenti.
Ivan Accordi – Mi si è avvicinato e mi ha preso le mani. Gli ho chiesto di perdonare me e i miei compagni di sventura mentre i nostri sguardi si incontravano. Mi ha messo le mani sulla testa e mi ha benedetto. Non so quale forza mi ha spinto a dargli un bacio di gratitudine.
Alessandro Frongia – È stato indescrivibile stringergli la mano. Quando è passato giustamente c’era la sicurezza penitenziaria ma lui ha voluto che non ci fosse nessuno tra noi e lui. Un grande momento, un grande uomo. Grazie Francesco.
Mohamed Makkassi
Sono un ragazzo arabo. Il Papa a San Vittore non è stata una festa solo per i cattolici ma anche per noi musulmani perchè Francesco è un Papa di pace per tutto il mondo. Con una sua stretta di mano mi ha commosso e poi dal nulla mi ha preso anche l’altra. Ho sentito un grande calore.
Gennaro – Non credo nella Chiesa, nella religione, ma credo negli eventi e nei segni. In questo giorno vedo negli occhi di molti una nuova luce. Forse è questo ciò che porta quest’uomo. Nuove speranze. Spero che possiate sentire anche voi quanto la semplicità  a volte sia la soluzione di ogni cosa.
Salvatore Piccoli – Oggi mi sento libero, nella mente e nell’anima, oggi so che anche qui in questo inferno di peccatori non siamo dimenticati, non siamo solo un numero di matricola ma di nuovo uomini, donne, madri, padri e figli. Grazie Francesco.
Massimo Scarpat – Ho sentito il Papa che diceva «mi sento a casa». L’emozione è esplosa.
Ghanim larbi – Sono musulmano. Ogni tua parola oggi era densa di amore. Hai ricordato che tutti sono un po’ peccatori. Oggi un po’ di male che c’è dentro di me ha lasciato lo spazio al bene.
Pillola Pinna Salomon – Siamo tre ragazzi delle periferie di Milano. Oggi per noi è stato il primo bel giorno di carcere da quando siamo reclusi. Grazie.

(da “il Corriere della Sera”)

argomento: Chiesa | Commenta »

L’INVASIONE PACIFICA DEL POPOLO DI FRANCESCO: “DIVERSI MA UNITI PER LUI”

Marzo 26th, 2017 Riccardo Fucile

CON LA SDRAIO DA MARE O CON IL VESTITO BUONO, I PAPA BOYS DI OGNI ETA’

Ci son quelli partiti all’alba con la nebbia e quelli che se la sono presa comoda. Scaglionati col passante ferroviario, la metro, i treni. La stazione Garibaldi alle 8 è già  presa d’assalto da un popolo “meno milanese” del solito, più rilassato, un po’ disordinato ma che si sposta allegramente dietro bandierine e ombrelli che dovevano servire per la pioggia e invece ripareranno dal sole.
Gli addetti delle ferrovie che smistano ai treni chiedono a rullo «Chi siete? Sì ma quanti siete?» E qualcuno urla «un fiorino!» citando un famoso film con Benigni e Troisi.
Il popolo di Francesco è variegato, come piace a lui: «Unità  – dice – non significa uniformità ». E così ci sono quelli che sembrano papa-boys anche a 70 anni, con zaino in spalla e piglio sportivo, coppie eleganti con sgabello tecnico e altri con la sdraietta da mare.
E poi famiglie pop e rock, con figli piccoli medi e grandi. A
ll’arrivo a Monza questo strano popolo passa per le vie del centro e ogni tanto parte un «Per Francesco, hip hip urrà !». La gente legge il giornale col caffè e un po’ si stupisce: «Ma quanti sono?».
Anche le boutiques hanno voluto omaggiare il Papa, tra giacche e cravatte il suo libro intervista, tra dolci e pasticcini, una torta con la sua immagine benedicente.
I disabili e i volontari sono una gran parte: 7000 persone, il doppio rispetto all’incontro di Bresso con Papa Benedetto. «Il disabile sente l’affetto che Francesco gli manifesta, gli basta uno sguardo e per questo non si perderebbe mai un incontro con lui», spiega Daniele Pisani, medico dell’Oftal.
Per la famiglia Giusti di Desio è la prima volta. «Sono in carrozzina perchè ho avuto un incidente sulla neve col bob e sono paraplegico», racconta il papà  Paolo, «ero con lei che per fortuna non si è fatta niente». E lei, la bimba, dice che è qui per ricevere «serenità  e gioia».
Nei grandi «recinti» ci sono le parrocchie, le scuole e le famiglie. «Noi delle scuole Faes siamo 700 divisi in 14 gruppi, ragazzi genitori nonni, da Milano ma anche da Como e da Vignate», spiega Giovanni Sanfilippo, il papà  organizzatore.
Tutti sono arrivati presto e i ragazzi trovano il modo di non annoiarsi. Paolo Giusti si è portato il libro di biologia perchè lunedì ha compito in classe, Marta Landonio e Andrea Sanicola giocano a carte con un gruppo di bambini, gli alpini del Gruppo Alpini Cantù invece stanno ritti in piedi per non perdere il posto vicino alle transenne dove passa il Papa: «Speriamo che vedendo le penne sul cappello si fermi…».
Qualche metro in là  c’è la famiglia Mingotti-Andreoletti, una «famiglia rock». Hanno tatuaggi, orecchini, magliette nere con scritte rosse di un gruppo rock. Sono mamma, papà , zio e zia di Thomas e Gabriel che stesi per terra leggono “Diario di una schiappa”. Per loro è la prima volta dal Papa, mentre per i nonni – presenti pure loro – c’è stato anche Bresso.
«Le parole dell’omelìa ci hanno emozionato. Questo Papa è bello perchè ama stare in mezzo alla gente. Pop o rock? Lui può essere entrambi, ma se glielo chiedessimo ballerebbe anche il valzer».
Poi il Papa vola a San Siro dove lo aspetta un altro pezzo del suo popolo, uno di quelli a lui più cari: i giovani cresimandi con le loro famiglie e i catechisti.

(da “La Stampa”)

argomento: Chiesa | Commenta »

PAPA FRANCESCO E’ L’UNICO LEADER MONDIALE: UN MILIONE DI PERSONE ACCOGLIE A MILANO L’UOMO CHE ABBRACCIA I DIMENTICATI DELLE PERIFERIE

Marzo 25th, 2017 Riccardo Fucile

MENTRE LA POLITICA SA SOLO ODIARE, GLI ITALIANI SI RACCOLGONO ACCANTO ALL’UOMO CHE SA PARLARE DI AMORE E SOLIDARIETA’

“Incontrarti è un sogno”, gli scrivono sugli striscioni. E lui risponde: “La Chiesa deve andare incontro a tutti, anche nelle periferie, anche ai non credenti”.
Papa Francesco arriva a Milano. I primi fedeli si sono ritrovati già  prima dell’alba nella periferia in via Salomone, Duomo gremito alle 8.
Alle 8.17 Francesco atterra (portando il sole dopo un risveglio nella nebbia), folla di fedeli anche in aeroporto.
Ad attenderlo allo scalo di Linate, oltre all’arcivescovo Angelo Scola, i vertici delle istituzioni – il sindaco Beppe Sala, il govenatore lombardo Roberto Maroni, la prefetta Luciana Lamorgese – che non incontrerà  più nel resto della giornata dedicata tutti agli “ultimi”.
La prima tappa è alle ‘Case bianche’ del quartiere popolare di via Salomone, cintura est della città , terra di frontiera dove sono presenti i problemi sociali della città .
Qui la visita a tre famiglie: due anziani, madre padre e tre bimbi musulmani, un disabile gravissimo assistito dai parenti.
Poi la preghiera in strada, davanti alla parrocchia di San Galdino, con gli abitanti arrivati anche dai quartieri limitrofi.
Migliaia di persone, e due doni speciali per Francesco, consegnati dai bambini: una stola da sacerdote e una immagine della statua della Madonnina che da sempre è nel cortile delle case popolari.
E’ al popolo delle case popolari che Francesco lancia il suo messaggio: “La Chiesa deve andare incontro a tutti, nelle periferie, anche ai non credenti e ai non cristiani”.
Alle 11 l’appuntamento con i preti, le suore e i religiosi della Diocesi ambrosiana, in Duomo, sempre con l’arcivescovo Angelo Scola al suo fianco.
Migliaia di persone ad attenderlo, un momento di preghiera silenziosa nella cripta. E poi il discorso al clero, incentrato sul significato di “sfida”: “Non dobbiamo temere le sfide: quante volte si sentono lamentele su quest’epoca, ma non bisogna avere timore”. Le sfide, dice, “bisogna prenderle per le corna, come i buoi: dobbiamo piuttosto temere una fede senza sfide, che si ritiene completa”.
In piazza Duomo alle 11.30, Bergoglio recita l’Angelus sul sagrato della cattedrale, in una piazza gremita da 200mila milanesi arrivati a piedi fin dalle prime ore del mattino per riuscire a trovare posto.
Francesco risponde alle domande fatti dai diaconi e dai preti presenti. E dice: “I nostri giovani sono sottoposti a uno zapping continuo: ci piaccia o no, è il mondo in cui sono inseriti, nostro dovere come pastori è aiutarli ad attraversare questo mondo”.
Il Papa ha donato un calice alla Chiesa di Milano, e il cardinale Scola ha spiegato: “Noi, a nostra volta, abbiamo fatto un altro dono: 50 appartamenti donati dalla Caritas”. Il riferimento è agli alloggi popolari che verranno consegnati a famiglie in difficoltà : Francesco dà  le chiavi alle prime quattro famiglie.
Ingenti le misure di sicurezza dal centro città  fino al carcere di San Vittore, dove il Pontefice arriva per le 12. Incontro con tutti i 900 detenuti e pranzo con 100 di loro, che hanno anche cucinato.
Un breve riposo nell’ufficio del cappellano don Recalcati e poi alle 14 di nuovo in macchina per raggiungere il parco di Monza, dove alle 15 inizia la messa. Quasi un milione i fedeli presenti.
Ultima tappa, alle 17, stadio di San Siro: 80mila ragazzi cresimandi con parenti ed educatori. Il saluto del Pontefice, alla Milano che verrà .

(da agenzie)

argomento: Chiesa | Commenta »

INTERVISTA A MARIE COLLINS: “NON SMETTO DI CREDERE ALLA TOLLERENZA ZERO VOLUTA DA PAPA FRANCESCO CONTRO LA PEDOFILIA, MA ALTRI LO BOICOTTANO”

Marzo 2nd, 2017 Riccardo Fucile

LA DONNA SPIEGA PERCHE’ HA DECISO DI LASCIARE L’INCARICO

“Non potevo restare. Dopo tre anni vedere continuamente che nella Curia romana c’era chi non favoriva il nostro lavoro, chi in sostanza lo boicottava, senza rispondere anche alle richieste più elementari che venivano avanzate, mi ha gettato in un profondo sgomento, ho provato anche vergogna, e così ho deciso di dimettermi”.
La voce è ferma, pacata. Marie Collins, irlandese, abusata sessualmente da un sacerdote quando aveva 13 anni d’età , non lascia trapelare alcuna emozione mentre al telefono spiega a Repubblica la sua verità .
Fiore all’occhiello della Commissione anti pedofilia voluta nel 2014 da Francesco, unica vittima rimasta nell’organismo e unica donna membro, ha deciso di andarsene perchè “nella Curia romana le resistenze erano troppe. La misura per me era colma”.
Chi esattamente boicottava il suo lavoro all’interno della Santa Sede?
“Non voglio fare nomi perchè non intendo sfavorire il lavoro della Commissione vaticana per il quale ancora nutro speranze e ho aspettative. In ogni caso, come ho anche scritto nel momento in cui ho deciso di lasciare il mio incarico, le richieste che facevo pervenire alla Congregazione per la Dottrina della fede non trovavano risposta, erano quasi sempre disattese. In particolare, mi ha ferito il fatto che la raccomandazione della Commissione di istituire un tribunale per giudicare i vescovi negligenti, approvata dal Papa e annunciata nel giugno del 2015, non abbia avuto alcun seguito. Ha trovato dei problemi legali non meglio specificati e così il tribunale non è mai stato istituito. Tutto questo è per me motivo di sofferenza e sinceramente ho ritenuto che era giusto farmi da parte”.
Secondo lei Papa Francesco vuole combattere davvero la pedofilia?
“Io credo fermamente di sì. Credo in lui e nel suo lavoro. Ma non capisco perchè tante resistenze. Francesco fin dall’inizio è stato sincero. Ha preso decisioni chiare nel senso della tolleranza zero. Ma intorno a lui le cose non procedono come dovrebbero e tutto ciò non è corretto”.
Perchè nella Curia romana a suo avviso esistono queste resistenze? Come se le spiega?
“In verità  devo dire che non so darmi una spiegazione. Non so dire cioè quale sia il motivo profondo di un tale atteggiamento. Registro semplicemente il dato e mi dimetto. Anche se continuerò a parlare della mia storia dove mi inviteranno, anche in Vaticano. Continuerò a collaborare. Non fuggo, ma preferisco chiamarmi fuori dalla Commissione”.
Ci sono state delle resistenze che in particolare, più di altre, l’hanno ferita?
“Non una su tutte. È stato piuttosto un atteggiamento generale. Tanti gli episodi: alla fine dell’anno scorso, ad esempio, inviammo una semplice raccomandazione approvata dal Papa alla Dottrina della fede per un piccolo cambiamento di procedura nel contesto della cura delle vittime e dei sopravvissuti. Ma il mese scorso, a gennaio, ho saputo che quel cambiamento è stato rifiutato. Per me è una cosa inspiegabile”.
Insomma, secondo lei esiste una discrepanza fra gli annunci e i fatti.
“Esiste il fatto che spesso si sentono dichiarazioni pubbliche intorno alla profonda preoccupazione della Chiesa per le vittime di abusi, ma poi nel privato il dato è che in Vaticano c’è che si rifiuta anche solo di riconoscere le lettere inviategli per provare a risolvere questa preoccupazione. Il dato è che le resistenze non mancano e tutto questo per me non è accettabile”.

(da “La Repubblica”)

argomento: Chiesa | Commenta »

MENO MALE CHE C’E’ PAPA FRANCESCO A DIRE QUALCOSA DI SENSATO: “EVASIONE FISCALE NEGA LA SOLIDARIETA’ SOCIALE”

Febbraio 4th, 2017 Riccardo Fucile

BERGOGLIO ESORTA A “COMBATTERE L’IDOLATRIA DEL DENARO, IL CAPITALISMO CONOSCE LA FILATROPIA, NON LA COMUNIONE”

“La ragione delle tasse sta nella solidarietà , che viene negata dall’evasione ed elusione fiscale”. Papa Francesco, nel discorso riovolto alle aziende che nel mondo aderoscono la progetto dell’Economia di comunione lanciato da Chiara Lubich in Brasile 25 anni fa, ha sottolineato come i fenomeni dell’evasione e elusione fiscale “prima di essere atti illegali sono atti che negano la legge basilare della vita: il reciproco soccorso”.
Francesco ha spiegato che oggi “si attuano molteplici iniziative, pubbliche e private, per combattere la povertà ” e che tutto ciò, rappresenta certamente “una crescita in umanità “.
Ma anche questo sembra non essere più sufficiente ed occorre “puntare a cambiare le regole del gioco del sistema economico-sociale”.
“Imitare il buon samaritano del Vangelo non è sufficiente – ha detto infatti Francesco -: certo, quando l’imprenditore o una qualsiasi persona si imbatte in una vittima, è chiamato a prendersene cura, e magari, come il buon samaritano, associare anche il mercato (l’albergatore) alla sua azione di fraternità “.
Ma occorre agire “soprattutto prima che l’uomo si imbatta nei briganti, combattendo le strutture di peccato che producono briganti e vittime”.
E ha proseguito: “Un imprenditore di comunione è chiamato a fare di tutto perchè anche quelli che sbagliano e lasciano la sua casa, possano sperare in un lavoro e in un reddito dignitoso, e non ritrovarsi a mangiare con i porci. Nessun figlio, nessun uomo, neanche il più ribelle, – ha detto – merita le ghiande”.
Ha, quindi, rivolto l’invito a “non farsi bloccare dalla meritocrazia invocata dal figlio maggiore e da tanti, che in nome del merito negano la misericordia”.
Parola d’ordine: condivisione.
Secondo Bergoglio “il capitalismo conosce la filantropia, non la comunione. È semplice donare una parte dei profitti, senza abbracciare e toccare le persone che ricevono quelle ‘briciole'”.
Ma l’insegnamento del Vangelo, dice il Papa, è un altro: “Anche solo cinque pani e due pesci possono sfamare le folle se sono la condivisione di tutta la nostra vita. Nella logica del Vangelo, se non si dona tutto non si dona mai abbastanza”.
“Queste cose voi le fate già  – ha aggiunto -. Ma potete condividere di più i profitti per combattere l’idolatria, cambiare le strutture per prevenire la creazione delle vittime e degli scarti; donare di più il vostro lievito per lievitare il pane di molti. Il ‘no’ ad un’economia che uccide diventi un ‘sì’ ad una economia che fa vivere, perchè condivide, include i poveri, usa i profitti per creare comunione”

(da “La Repubblica”)

argomento: Chiesa | Commenta »

INTERVISTA AL CARDINALE DI NEWARK, JOE TOBIN: “TRUMP RINNEGA I VALORI DELLA STATUA DELLA LIBERTA’

Febbraio 1st, 2017 Riccardo Fucile

“NOVE MILIONI DI IMMIGRATI SONO PASSATI SOTTO QUELLA STATUA, RENDENDO GRANDE L’AMERICA”

Gli ordini esecutivi di Trump contro gli immigrati, le sfide che essi pongono alla Chiesa americana, ela strategia da parte del Presidente degli Stati Uniti di dividere i vescovi, tra pro migranti e pro life. Huffpost incontra Joe Tobin, cardinale di Newark, a Roma, dove domenica 29 gennaio, ha preso possesso della “sua” parrocchia, quella di Santa Maria delle Grazie al Trionfale, a pochi metri dalle Mura Vaticane.
L’UNHCR, organizzazione delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha stimato in circa 20 mila il numero di persone che subiranno immediatamente l’impatto della sospensione dell’ingresso negli Stati Uniti. Come cittadino americano e come cardinale cattolico come si sente difronte a questa situazione?
“Turbato. Sento una grande perplessità  perchè va contro la tradizione e addirittura l’ethos del popolo, l’esperienza stessa degli Stati Uniti, una nazione costituita principalmente da migranti. Poi mi colpisce perchè io sono l’arcivescovo di Newark, e la Statua della Libertà  è parte della mia Diocesi. La Statua della Libertà  – monumento simbolo di New York e degli Stati Uniti – è costruita su Bedloe’s Island, che è una piccola porzione del New Jersey, all’imboccatura del porto di New York, un pezzetto del mio territorio. La Statua della Libertà  è diventata il simbolo dell’immigrazione, in quanto per oltre 9 milioni di immigrati arrivati negli Stati Uniti via mare, nella seconda metà  del 19° secolo, la Statua era la prima cosa che si vedeva del nostro Paese. Anche mia nonna è passata di lì. E’ per questo che sono rimasto perplesso e turbato da quest’ultimo sviluppo della politica di Trump”.
Quando lei era arcivescovo ad Indianapolis ha polemizzato con l’allora governatore dell’Indiana, attuale vicepresidente, Mike Pence, che si schierò contro l’accoglienza dei rifugiati siriani. Pensa che questi rifugiati che in parte sono cristiani devono avere una protezione speciale?
“Io credo che non c’è altra protezione speciale che il diritto di tutti. Ed infatti ho letto ieri sera che un vescovo in Iraq ha dichiarato che offrire una protezione particolare ai cristiani, in realtà  mette a ulteriore rischio i cristiani stessi come classe privilegiata. Noi sappiamo che in alcuni Paesi del Medioriente i cristiani sono già  vittime di una terribile persecuzione”.
I sostenitori del Presidente Trump affermano che negli anni passati il suo predecessore Barack Obama ha respinto 2 milioni e mezzo di migranti. Allo stesso modo, in relazione al Muro del Messico, sostengono che chi iniziò a costruirlo fui addirittura Bill Clinton. Cosa risponde a questa obiezione che negli ultimi giorni è stata molto ripresa anche in Italia? Cosa ha fatto negli anni passati la Chiesa cattolica americana?
“I vescovi degli Stati Uniti – già  durante la presidenza Obama – hanno insistito sulla riforma della legge dell’immigrazione. Noi vescovi protestiamo per gli ultimi sviluppi, ma non ci vogliamo affatto affidare alla legge così com’è. In questo senso, anche il governo delle amministrazioni precedenti ha fallito. Forse a causa della polarizzazione del Congresso, ma comunque sia, non sono riusciti a fare una una vera riforma. E’ la riforma della legge che è la soluzione, è questa riforma che è necessaria. Noi non vogliamo negare il diritto delle Nazioni al controllo delle proprie frontiere, ma la decisione della settimana scorsa (cioè l’ordine esecutivo di Trump di bloccare per quattro mesi gli ingressi da alcuni Paesi, ndr) è lontana, molto lontana dalla vera riforma, l’unica che funzionerà ”.
Qualcuno dice che c’è una differenziazione nella Chiesa americana tra i vescovi che sono più attenti ai temi pro life, del diritto alla vita, e quanti invece hanno una sensibilità  maggiormente sociale. Secondo lei questi atti così forti del Presidente Trump cambieranno la posizione dei vescovi ?
“Secondo me c’è la possibilità  che la coincidenza tra uno spiraglio di speranza che l’Amministrazione ha offerto alla grande manifestazione pro- vita che si è tenuta a Washington la scorsa settimana, e l’annuncio delle decisioni di chiusura ai migranti, non sia una casualità . E’ stata una strategia per dividere i vescovi, per dividere la Chiesa Cattolica. Io da parte mia affermo che i grandi valori della vita umana vanno rispettati tutti e in tutti i momenti: dal concepimento a alla morte naturale”.
Papa Francesco ha preso l’interim della responsabilità  dei migranti nel nuovo Dicastero per lo sviluppo umano integrale, presieduto dal Prefetto cardinale Peter Turkson, pensa che il Papa possa scrivere una nuova Enciclica proprio sulle migrazioni?
“Non c’è dubbio che il dramma dell’immigrazione è molto vicino al cuore del Santo Padre per quello che ha visto a Lampedusa e Lesbo, ma anche per le notizie che arrivano ogni giorno in Vaticano: le migrazioni sono un dramma mondiale. Non solo in Medioriente. Come un Apostolo che legge i segni dei tempi alla luce della fede, Francesco non può che rispondere che dando una reale priorità  a questa urgenza”.
Un altro problema degli Stati Uniti è l’aumento del numero dei poveri: e questo, secondo gli analisti del voto è stato un fattore decisivo per la vittoria di Trump. E’ così?
“Forse in gioco non è solo la povertà  reale, ma l’esclusione, la sensazione che le decisioni più importanti della vita sono fuori dal controllo delle persone. Su questa insicurezza Trump ha fatto leva ed è riuscito a convincere la popolazione che l’altro partito, i Democratici, sono un partito delle èlite, lontano dalla gente. Decisivo è stato non solo il livello reale della povertà , ma l’abisso sempre crescente tra i più ricchi e i poveri: questo genera un senso di disperazione, è molto pericoloso”.
Gli americani pensano veramente che sono gli immigrati che tolgono loro il lavoro?
“C’è chi diffonde questa caricatura della realtà , ma si tratta appunto di una caricatura, si tratta di un’ideologia. Così come avviene da voi in Italia per un partito del Nord. Ma questo non è vero. Gli immigrati svolgono i lavori più umili all’interno di una società , quelli che nessun altro farebbe e spesso lo fanno con gratitudine. Io non ho mai visto neppure uno studio sociologico che dimostra questo: si tratta appunto di un’ideologia che fa leva sulle paure della gente. Anche in Europa si vive con questa paura generalizzata e spero che la tradizione di fede, di tolleranza di umanesimo vincano anche in Europa, perchè quando la paura prende il sopravvento , gli uomini sono capaci di grandi atti barbarici”

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Chiesa | Commenta »

PAPA FRANCESCO CAMBIA: CEI, MILANO, ROMA, VIA AL RISIKO DELLE NOMINE

Gennaio 9th, 2017 Riccardo Fucile

BAGNASCO, SCOLA E VALLINI IN SCADENZA… ECCO I NOMI PIU’ ACCCREDITATI ALLA SUCCESSIONE

Andare avanti nel rinnovamento e nello stesso tempo tenere unita la Chiesa.
Per Papa Francesco il 2017 apre una sorta di “secondo tempo” del suo pontificato. Al centro del quale spiccano i rapporti con il fronte conservatore e una serie di nomine considerate decisive: dai vertici della Cei fino alla sostituzione di Angelo Scola e Agostino Vallini a Milano e a Roma.
Appuntamenti nei quali il Papa intende mantenere il punto sul piano pastorale senza dividere la comunità  episcopale.
Frenando sia le intemperanze del fronte conservatore che le mosse di chi ha tentato di sfruttare il “nuovo corso”.
Nello scorso autunno ci sono state due date che hanno mostrato quanto la “componente” ecclesiale stenti ad assimilare pienamente lo stile bergogliano: l’8 ottobre e il 15 novembre.
Nel primo di questi due giorni l’attuale presidente della Cei, Angelo Bagnasco, è stato eletto presidente della Conferenza episcopale europea. Con Bagnasco il rapporto è sempre stato corretto ma formale.
Per la nomina al vertice dell’episcopato europeo il Pontefice non è intervenuto anche se molti erano convinti che il suo apprezzamento si concentrasse sull’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, che è arrivato alla vicepresidenza della Conferenza.
Uno schema analogo si è realizzato il 15 novembre. I vescovi americani hanno eletto al loro vertice Daniel Di Nardo.
L’arcivescovo di Houston, esponente del movimento ProLife, è noto negli Usa per le sue posizioni conservatrici. È stato uno dei tredici cardinali che nel 2015 hanno firmato la lettera critica in occasione del Sinodo. Non solo.
Alla vicepresidenza è stato votato Josè Gomez, arcivescovo della potente ed estesa diocesi di Los Angeles, e anch’egli rappresentante dell’ala meno innovatrice della Chiesa statunitense.
E a questo punto il candidato con più chance per succedere nel 2019 allo stesso Di Nardo. Per quest’incarico, sembrava in un primo momento che il più accreditato fosse Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, nominato proprio da Francesco.
Un episodio segnato con la matita rossa anche perchè avvenuto a pochissimi giorni di distanza dalla vittoria di Trump per la Casa Bianca.
Il presidente eletto degli Stati Uniti non ha mai nascosto in campagna elettorale le sue idee anche sulle questioni etiche. Il suo vice, Mike Pence, è stato scelto proprio per l’appartenenza al mondo degli evangelici.
Ideologo dei Tea-Party e del conservatorismo compassionevole. E forse non è un caso che lo stesso Trump abbia ingaggiato in alcuni momenti un vero e proprio duello a distanza con il Pontefice.
Due casi che se associati alle perplessità  della Chiesa africana e asiatica su gay e aborto, fanno capire quanto sia ancora alta la tensione.
Una prova ulteriore è lo scontro interno, apparentemente minore, all’Ordine di Malta che ha portato alla sfiducia del Gran Cancelliere (una sorta di primo ministro), disubbidiente al richiamo del suo Gran Maestro (figura assimilata ad un capo di Stato), su vicende che riguarderebbero l’assistenza in Africa e l’uso di preservativi. Francesco ha istituito una commissione d’inchiesta ma vuole evitare uno show down considerando che il Patrono dell’Ordine è il cardinale Raymond Burke, uno degli autori della famosa richiesta di chiarimenti sulla esortazione apostolica Amoris Laetitia.
Il Papa sta dunque preparando il suo “secondo tempo”: innovare e riappacificare la Chiesa al proprio interno.
Ci sono tre passaggi che vengono considerati in questo senso cruciali.
Il primo prenderà  corpo con la sostituzione di Bagnasco alla presidenza della Cei. Giuseppe Betori (arcivescovo di Firenze ed ex segretario generale Cei), Franco Giulio Brambilla (vescovo di Novara) e l’ormai anziano Gualtiero Bassetti (arcivescovo di Perugia) sono i nomi circolati fino ad ora.
Sta crescendo però anche la candidatura di Nunzio Galantino, attuale segretario generale della Conferenza e stretto collaboratore di Francesco.
In alternativa (ma l’ipotesi sta già  provocando qualche malumore) potrebbe essere presa in considerazione una presidenza “debole” come quella del vescovo di Modena, Erio Castellucci, che garantirebbe la coabitazione con Galantino.
Ma c’è di più. Il Papa dovrà  nominare il nuovo arcivescovo di Milano e il vicario di Roma. Scola e Vallini hanno raggiunto l’età  pensionabile. Entrambi sono in prorogatio.
L’occasione potrebbe essere proprio la visita del Pontefice a marzo nel capoluogo lombardo. I nomi che si fanno per le due posizioni si concentrano su Pierbattista Pizzaballa (amministratore apostolico del patriarcato di Gerusalemme), Francesco Beschi (vescovo di Bergamo) e Mario Delpini (ausiliare del capoluogo lombardo) per Milano; Giovanni Angelo Becciu (sostituto per gli affari generali della segreteria di Stato), Domenico Pompili (vescovo di Rieti) o un outsider per Roma.
Anche se non è esclusa una soluzione di mediazione “alta e inedita” come fu Carlo Maria Martini nominato da Giovanni Paolo II arcivescovo di Milano.
Nei giorni scorsi era pure circolata l’ipotesi della clamorosa sostituzione del Segretario di Stato Pietro Parolin, da mandare a Milano.
Al suo posto sarebbe pronto il cardinale Luis Antonio Tagle (o in alternativa Becciu o Fernando Filoni) del quale la tv dei vescovi italiani il 29 dicembre scorso ha trasmesso in prima serata una lunga intervista.
L’attacco a Parolin (e a Francesco) parte dall’interno della curia. Ma il Papa non sembra affatto intenzionato a rinunciare al suo principale collaboratore.
E forse non è un caso che Francesco abbia deciso di marginalizzare chi si accredita come suo assistente senza aiutare l’opera di “sintesi”.
Perchè il vero obiettivo del Pontefice resta il rinnovamento e l’unità  interna alla Chiesa.

(da “La Repubblica”)

argomento: Chiesa | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.984)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (71)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • L’IRA DI GIORGIA MELONI VERSO CROSETTO E NESSUNA SOLIDARIETÀ DA FDI (ANZI!) , PESANO I DISSAPORI TRA IL MINISTRO E I VERTICI DELL’INTELLIGENCE, COMPRESO MANTOVANO CHE NE HA LA DELEGA?
    • IL GRANDE GELO TRA MELONI E CROSETTO, LA DUCETTA È INCAZZATISSIMA PER LA VERSIONE CONTRADDITTORIA FORNITA DALL’ESPONENTE DI FDI
    • LA GUERRA IN IRAN STA DILANIANDO IL PARTITO REPUBBLICANO AMERICANO. IN MOLTI CREDONO CHE TRUMP ABBIA TRADITO L’IDEALE DELL’AMERICA FIRST PER ANDARE DIETRO A NETANYAHU (CHE, DICONO, LO RICATTEREBBE CON I FILE DI EPSTEIN, PRESUNTA SPIA DEL MOSSAD)
    • “CON L’ATTACCO IN IRAN, TRUMP RISCHIA LA PRESIDENZA”. IL “NEW YORK TIMES”: “IL TYCOON STA CORRENDO LA PIÙ GRANDE SCOMMESSA DELLA SUA PRESIDENZA, METTENDO A REPENTAGLIO LA VITA DEI SOLDATI AMERICANI, ULTERIORI MORTI E INSTABILITÀ NELLA REGIONE PIÙ INSTABILE DEL MONDO, NONCHÉ LA SUA STESSA POSIZIONE POLITICA”
    • MACRON LANCIA IL PROGETTO DI UN OMBRELLO ATOMICO CON OTTO PAESI EUROPEI, PER RISPONDERE ALLE FOLLIE DI TRUMP E ALLE MINACCE DI PUTIN
    • ALTRO CHE ITALIA“PROTAGONISTA” COME VA CIANCIANDO GIORGIA MELONI: IL CASO DEL MINISTRO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI È LA DIMOSTRAZIONE CHE NON CONTIAMO UNA CEPPA. CON TANTI SALUTI ALLA NARRAZIONE DELLA DUCETTA E AL SUO POSIZIONAMENTO STRATEGICO, QUELLO DI PONTIERA VERSO TRUMP
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA