Agosto 20th, 2020 Riccardo Fucile
INVECE DEL DISCO ROTTO RIVOLTO A CHI LO CONTESTA, IL FIGHETTO PADANO SI GUARDI ALLO SPECCHIO
Le ultime cronache raccontano delle contestazione de La Spezia, dove all’ultimo comizio di Salvini il
caciotta c’erano circa 200 persone che, distanziate dal cordone di polizia dalla piazza del comizio, hanno contestato lo xenofobo padano e ora finto nazionalista.
Molti i cartelli esposti: “Sei solo un foodblogger” e ancora “Mojito e Papeete salvatori del Paese”
La replica livorosa di Salvini e stata la solita, visto che non hanno argomenti: “Se volete i clandestini portateli a casa vostra, figli di papà che non siete altro, andate a lavorare. Siete a protestare con il Rolex al polso, andatevi ad ascoltare Fedez e la Mannoia”.
Premesso che chi contesta Salvini non è un figlio di papà , ma magari gente che difende i diritti e vuole un’Italia antirazzista dove non ci siano delinquenti che alimentano paure, discriminazioni e odio, c’è da dire che in questo paese l’ultimo che può parlare dei figli di papà è proprio Matteo Salvini.
La vicenda del papà ministro dell’Interno che ha fatto scarrozzare il figlio con la moto d’acqua (pagata con soldi pubblici e che serviva per la sicurezza e non per far fare le gitarelle) e guidata da personale che è pagato per garantire la sicurezza e non per fare da giuda turistica, basta e avanza una volta per tutte.
Sul resto si può essere d’accordo
Fa bene anche andare a lavorare, attività che al capo della Lega è quasi sconosciuta.
(da Globalist)
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Agosto 20th, 2020 Riccardo Fucile
PER EVITARE IRONIE SUI SOLDI FOTTUTI AGLI ITALIANI, MA IL TAPPULLO E’ PEGGIOR DEL BUCO
Su Twitter è riesplosa la digiuno per Salvini mania. Ma la maggior parte delle persone che hanno ripreso l’hashtag (già comparso nel mese di gennaio) lo ha fatto a mo’ di presa in giro. Anche perchè sul sito della Lega creato ad hoc in vista del processo per il caso Gregoretti le adesioni sono state poco più di cinquemila.
Nel frattempo, come se l’attesa per il processo fosse essa stessa il processo, su profilo social del Carroccio è iniziato il conto alla rovescia che terminerà il 3 ottobre, quando il segretario del partito ed ex ministro dovrà rispondere dei reati di cui è accusato davanti ai giudici di Catania.
Nulla di anormale: la politica del Terzo Millennio, è fatta anche di campagne social di questo tipo. Curioso, però, che nel countdown verso il processo, i responsabili social del profilo ufficiale ‘Lega Salvini Premier’, abbiano omesso una giornata: quella del -49. Il 14 agosto,
Ma mentre si riporta in auge il digiuno per Salvini, magicamente quel numero salta dal conteggio: si passa dal -50 al -48 del 16 agosto.
Il 15 era festa, quindi qualcuno potrebbe pensare che ci sia stata una pausa social. Ma non è così: il profilo della Lega — Salvini Premier è stato molto attivo anche nella giornata di Ferragosto, ricordando il processo del 3 ottobre, ma senza conto alla rovescia.
Quel ‘-49’, che riporta inevitabilmente a quei milioni di fondi elettorali sottratti dal Carroccio (e che restituirà in comodissime rate mensili per 75 anni), sparisce dalla scansione dei giorni. L’ironia, infatti, sarebbe stata fin troppo facile
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2020 Riccardo Fucile
AVEVA FIRMATO IL DOCUMENTO DI ZANGRILLO E BASSETTI, ORA CAMBIA INDICAZIONI
Cosa accade quando si sostiene una tesi e poi, qualche settimana dopo, si afferma l’esatto contrario. 
Sembra esserci molta confusione — come lo è stato fin dall’inizio — tra medici, esperti e virologi anche in questa seconda fase dell’emergenza legata al Coronavirus in Italia.
La crescita esponenziale dei nuovi contagi ha messo in evidenza una realtà : il virus non è sparito. E adesso il professore emerito di virologia dell’Università di Padova Giorgio Palù, consigliere del Presidente del Veneto Luca Zaia, sembra aver cambiato idea sulla carica virale. Ma qualche settimana fa aveva firmato il documento insieme a Zangrillo, Bassetti e altri sette medici in cui si affermava il contrario.
«Gli asintomatici possono contribuire a diffondere il coronavirus, che resta dieci volte più letale dell’influenza stagionale — ha detto Giorgio Palù nella sua intervista a Il Corriere Veneto -. Non solo non ha perso virulenza rispetto all’origine, ma ora nel mondo ne circola una variante più aggressiva rispetto a quella isolata a Wuhan. A causa di una mutazione, il virus ha acquisito una maggiore capacità di replicarsi nelle cellule e nei tessuti umani».
Ma cosa aveva sottoscritto Giorgio Palù lo scorso 24 giugno insieme ad Alberto Zangrillo, Massimo Bassetti e altri sette esperti?
“Evidenze cliniche non equivoche da tempo segnalano una marcata riduzione dei casi di Covid-19 con sintomatologia. Il ricorso all’ospedalizzazione per sintomi ascrivibili all’infezione virale è un fenomeno ormai raro e relativo a pazienti asintomatici o paucisintomatici. Le evidenze virologiche, in totale parallelismo, hanno mostrato un costante incremento di casi con bassa o molto bassa carica virale.”
Ora, però, lo stesso Palù sostiene la tesi opposta.
Innanzitutto è evidente, come sottolinea lo stesso docente emerito di Virologia, gli asintomatici sono veicolo di contagio proprio perchè la carica virale continua a essere molto alta. Poi sottolinea come la decisione di chiudere le discoteche sia stata sacrosanta, invitando tutti i cittadini ad avere comportamento consoni.
(da agenzie)
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Agosto 18th, 2020 Riccardo Fucile
I CAZZARI DEL WEB POSSONO TORNARE A FARE I VIROLOGI… FERMO RESTANDO CHE OGNUNO E’ LIBERO DI COMPRARE QUELLO CHE GLI PARE SE HA I SOLDI PER PAGARE E NON LI HA RUBATI
Vi ricordate l’indignazione per la borsa della compagna del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Olivia Paladino?
Il “popolo del webbe” per l’occasione aveva appena smesso i panni da virologo per indossare quelli super sciccosi di esperto di moda.
“E’ una Kelly Vintage di Hermes, vale 84mila euro!” ha spiegato qualcuno fino a far diventare la foto della borsa virale come non si vedeva dai tempi del maglioncino di Agnese Renzi.
Il famoso periodico diretto da Alfonso Signorini, “Chi”, ha scoperto però la verità . Non è una Kelly Vintage, anzi non è proprio una Kelly la borsa di Olivia. E non solo non vale 84mila euro ma neanche un centesimo di quella cifra.
Come spiega il settimanale infatti “La borsetta in questione è sì di midollino e pelle, ma abbiamo scoperto che Olivia l’ha acquistata (assieme a un completo di lino e un costume da bagno) alcune settimane fa nel negozio “Chance” di viale Tittoni a San Felice al Circeo, pagandola 140 euro.
La borsetta, esposta in vetrina (foto a fianco) è molto differente dalla vera Kelly di Hermès sia per la chiusura, sia per la dimensione e le rifiniture e soprattutto per il costo”. Forse per gli esperti di moda di internet è arrivata l’ora di tornare a fare i virologi.
(da “NextQuotidiano“)
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Agosto 17th, 2020 Riccardo Fucile
IL PREMIER HA DEVOLUTO PERSONALMENTE 500 EURO PER RIMBORSARE IN PARTE I DUE GIOVANI IN VIAGGIO DI NOZZE
“Resti pure in attesa, le passiamo il presidente Conte”. Pensava si trattasse di uno scherzo, poi il
foggiano Francesco Ferrazzano ha riconosciuto la voce del premier, suo conterraneo.
“Non ci posso ancora credere”, racconta all’Ansa Francesco che, insieme alla moglie Grazia, sta ospitando una coppia di sposi in luna di miele nel Gargano, Zdeneck e Camilla, a cui il 6 agosto sconosciuti hanno rubato soldi e documenti.
I due stranieri, originari della Repubblica Ceca, stavano scattando alcune fotografie al tramonto a Torre Mileto, stazione balneare di San Nicandro Garganico (Foggia), quando si sono accorti che dalla loro auto erano stati rubati un borsone contenente 1900 euro e gli effetti personali.
I documenti sono stati ritrovati e restituiti alla coppia di sposini. Zdeneck e Camilla ripartiranno giovedì, 20 agosto.
“Con il presidente Conte siamo stati al telefono oltre 30 minuti, mi ha messo da subito a mio agio. Mi ha ringraziato per aver dato, con il mio gesto, lustro alla nostra terra”, racconta Francesco Ferrazzano rivelando che il premier Conte ha devoluto, di tasca propria, anche 500 euro per aiutare la giovane coppia a tornare a casa .
Con gli sposini il premier ha anche parlato al telefono per pochi minuti. Infine Conte si è fatto promettere da Francesco che porterà Zdeneck e Camilla a San Giovanni Rotondo a pregare sulla tomba di San Pio. “Andremo domani, è una promessa”, assicura Francesco.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2020 Riccardo Fucile
“O SOSPESI O NON RICANDIDATI” VUOL DIRE CHE LA SOSPENSIONE E’ SOLO TEMPORANEA E LA NON RICANDIDATURA RIGUARDA SOLO LE PROSSIME REGIONALI…. PASSATA LA FESTA GABBATO LO SANTO
A caldo, quando lo scandalo era scoppiato, Salvini chiedeva le dimissioni dei percettori del bonus
(ma ancora non sapeva che c’entrava il suo partito).
“Ho dato indicazione che chiunque abbia chiesto o incassato il bonus venga sospeso e in caso di elezioni regionali imminenti non ricandidato”.
Ospite ad Agorà stamattina, Matteo Salvini decide di intestarsi la decisione di Zaia di non ricandidare i consiglieri regionali veneti che hanno chiesto e ottenuto il bonus partite IVA e poi parla di ‘sospensione’ senza fare esplicito riferimento ai due parlamentari indicati come percettori:
“Spero che tutti siano altrettanto fermi anche nelle altre forze politiche” la esilarante chiosa finale. Ovvero una presa per i fondelli degli elettori.
A caldo, quando lo scandalo era scoppiato, Salvini aveva invece chiedeva le dimissioni dei percettori del bonus (ma ancora non sapeva che c’entrava il suo partito).
È un peccato che nessuno gli abbia chiesto dei due parlamentari che avrebbero incassato il bonus secondo quanto scritto da Corriere e Fatto e come mai ci sia un così imbarazzato del Carroccio sulla questione.
Sarà per la prossima volta.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 11th, 2020 Riccardo Fucile
IL CASO DEL LEGHISTA DI FIRENZE BOCCI, POVERO A SUA INSAPUTA
Verrà un giorno in cui i commercialisti si incazzeranno definitivamente. Tirati in ballo ogni volta che il Fisco becca qualcuno a non pagare le tasse, diranno una volta per tutte l’amara verità : sono i clienti, che non vogliono pagare, come il fratello maggiore che rompe il vaso etrusco e dà la colpa al fratello minore.
Caso epico quello di Morgan, che non ha pagato cartelle esattoriali per centinaia di migliaia di euro e ha sempre attribuito colpe a un fantomatico e truffaldino commercialista. Peccato che questo commercialista truffaldino non sia mai stato denunciato da nessuno. Probabilmente un amico di Bugo, maleducato e invidioso pure lui.
Ora però c’è un nuovo modello di commercialista-capro espiatorio: quello che ha chiesto il bonus a nostra insaputa.
Cinque parlamentari hanno chiesto il bonus da 600 euro, e Borghi tuona: “Saranno stati i commercialisti a chiedere il bonus in automatico!”. Ora, non risulta però che chi li ha ricevuti abbia poi fatto domanda all’Inps per restituirli. Forse aspettano che la faccia il commercialista.
Ora c’è la novità : il coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio Ubaldo Bocci, scelto da Matteo Salvini un anno fa per sfidare Nardella, 277mila euro di reddito nel 2019, ha chiesto il bonus e per giustificarsi ha detto che è stata un’iniziativa del commercialista. E certo. Me lo immagino questo commercialista che “Chiedo il bonus per il povero Ubaldo, e già che ci sono gli mando 300 euro per la pulizia della piscina”.
Poi però, secondo la versione di Bocci, Bocci decide di donarli in beneficenza. In pratica, un interessante corto circuito: chiede il bonus come chi è in uno stato di necessità , a un governo che è in uno stato di necessità , e lo dona a chi è in uno stato di necessità .
In pratica, per evitare tutto ‘sto casino, sarebbe bastato non chiederlo, il bonus. Ah, già , scusate, è la legge che era sbagliata. È colpa di Conte. Dei commercialisti.
Anzi, dei commercialisti che indossano le mascherine perchè le mascherine diminuiscono il flusso di ossigeno nei polmoni e poi si finisce a richiedere bonus alla cazzo.
Povero Ubaldo Bocci vittima dei poteri forti: se avete un cuore, voi che avete preso il bonus, ora lo girate a lui. Non lasciamolo solo. Additato.
Povero, a sua insaputa.
(da TPI)
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Agosto 10th, 2020 Riccardo Fucile
PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI TACCIONO, EPPURE SONO CENTINAIA AD AVER CHIESTO IL BONUS PARTITA IVA
Si ‘autodenunciano’. E non si pentono. Anzi, rivendicano di aver richiesto il bonus dei 600 euro previsto per chi aveva visto il suo introito ridotto a causa del Covid.
Protagonisti di questa storia sono Anita Pirovano, la prima a dichiarare di aver fatto richiesta, Jacopo Zannini, consigliere comunale di Trento e Francesco Rubini, collega ad Ancona.
Non si pentono perchè, spiegano, non vivono di politica – il corrispettivo di un consigliere comunale è, lo ricordiamo, al massimo di 1300 euro per chi riveste l’incarico in una città come Milano e addirittura pari a zero per chi è eletto in paesi con meno di mille abitanti. Alla spicciolata arrivano i loro post su Facebook. Con tanto di motivazione.
La prima, in ordine di tempo, è Anita Pirovano, consigliere comunale a Milano. “Sarei coinvolta – scrive su Facebook – nello scandalo dei ‘furbetti del bonus’ e mi autodenuncio. Non vivo di politica perchè non voglio e non potrei”. E ancora: “Come tanti mi indigno, perchè è surreale che un parlamentare in carica fruisca di ammortizzatori sociali e penso sia paradossale che una misura di sostegno al reddito non preveda nessuna soglia di reddito. Tutto ciò premesso, qualcuno mi spiega perchè da lavoratrice, e la politica non è un lavoro per definizione, non avrei dovuto fare richiesta di una misura di sostegno ai lavoratori perchè faccio anche politica?”.
Pirovano spiega di avere “un reddito annuo dignitoso e nulla di più, ho un mutuo, faccio la spesa, mantengo mia figlia e addirittura ogni tanto mi piace uscire e durante le ferie andare in vacanza”. L’impegno a Palazzo Marino “non mi garantisce nè un’indennità nè i contributi Inps”.
Secondo quanto riportato ieri da ‘Repubblica’, tra i percettori del bonus Inps ci sarebbero anche 2mila tra assessori regionali, consiglieri regionali e comunali, presidenti di Regione e sindaci.
“Mi arrabbio ancor più – conclude la consigliera comunale – se penso che tra questi probabilmente sarà stato tirato in causa anche qualche sindaco di un piccolissimo Comune con una grandissima responsabilità pubblica e un’indennità di poche centinaia di euro annue, accomunato ai parlamentari o ai consiglieri regionali dal comune impegno politico ma non dal conto in banca”.
Alle sue parole sono seguite quelle di Jacopo Zannini, di Trento: “Anche io non vivo di sola politica, pago l’affitto ogni mese e per marzo e aprile sono rimasto senza lavoro e ho chiesto come te i 600 euro visto che con i gettoni di presenza non sarei arrivato a fine mese … ed è giusto rivendicarlo”.
Ultimo della lista, per il momento, il consigliere di Ancona. “Ho 29 anni, sono un giovane avvocato precario con una Partita Iva aperta nel 2019 e faccio il Consigliere Comunale nel Comune di Ancona dove percepisco gettoni di presenza (niente stipendio, indennità , rimborsi, benefit etc, etc) per una media di 600/700 euro al mese (ribadisco: 600/700 euro) per gestire commissioni, sedute del consiglio, rapporto con i cittadini, incontri sul territorio e tutto ciò che concerne il ruolo. Ho chiesto e ottenuto il bonus di 600 euro per i liberi professionisti perchè, malgrado una laurea magistrale, un titolo da avvocato, una nobile professione e un ruolo istituzionale in un capoluogo, sono ancora costretto a barcamenarmi per avere un reddito mensile decente. Adesso, cari populisti da strapazzo, odiatori di professione, leoni da tastiera e buffoni vari, venite a prendermi per processarmi in pubblica piazza nella vostra ridicola guerra contro ‘i politici ladri’. Vi aspetto a braccia aperte”.
(da agenzie)
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Agosto 10th, 2020 Riccardo Fucile
IL LEGHISTA AVEVA DETTO: “SARANNO STATI I COMMERCIALISTI A CHIEDERLO IN AUTOMATICO”… LA REPLICA: “I POLITICI SCARICANO SEMPRE LE COLPE SU DI NOI”
“La categoria dei commercialisti ancora sotto attacco da parte della politica. Questa volta è il turno
del deputato leghista Claudio Borghi, per il quale i cinque parlamentari che hanno ricevuto i 600 euro previsti dai decreti Cura Italia e Rilancio e destinati a liberi professionisti e partite Iva come forma di sostegno al reddito, non si sarebbero mossi da soli: ‘Saranno stati i commercialisti a chiedere il bonus in automatico’, ha detto Borghi”. Lo afferma Matteo De Lise, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili.
E spiega: “Ormai ne siamo abituati, per i nostri politici è sempre e comunque colpa dei commercialisti. Parafrasando un vecchio proverbio, si potrebbe dire: piove, stupido commercialista”.
“Questi attacchi ci sembrano francamente ingiustificati. Anche perchè i commercialisti, non essendo mai stati invitati ad un tavolo tecnico, non hanno potuto spiegare al Governo come in realtà gli aiuti a pioggia non servano, proprio perchè si corre il rischio che possano essere usufruiti da chi in realtà non ne ha davvero bisogno, vanificando e sprecando risorse oggi più che mai indispensabili”, evidenzia De Lise.
“Spiace inoltre leggere nello stesso giorno, su una autorevole testata online come Open, diretta da Enrico Mentana, che per ottenere il bonus ad aprile e marzo era sufficiente mandare una mail all’Inps con un numero della partita Iva. Quindi noi commercialisti che abbiamo fatto istanze telematiche, raccolte di Pin per conto dei clienti e un grande lavoro a tutti i livelli, abbiamo completamente sbagliato? O forse ancora una volta chi scrive e commenta il nostro lavoro non ha la più pallida idea di cosa stia parlando? Posso assicurare – conclude De Lise – che difenderemo il nostro onore in ogni sede, per non essere considerati alla stregua di un qualunque Fantozzi”.
(da Open)
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