Luglio 24th, 2020 Riccardo Fucile
DOPO AVER ACCUSATO I DIPENDENTI DI INEFFICIENZA, HA FIRMATO L’OK ALLA RELAZIONE CHE CERTIFICA IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI E FA SCATTARE IL BONUS PER I RISULTATI CONSEGUITI
Nello Musumeci è — formalmente — il presidente di questa squadra di “inetti e incapaci” chiamata
burocrazia regionale.
E’ il governatore, ogni anno, a impartire le direttive agli assessori che, a cascata, le trasmettono ai dirigenti generali, a quelli di struttura e, infine, ai dipendenti.
Una squadra, tuttavia, che ogni anno, mantiene una performance da Champions League. Altrimenti non si spiegano i premi a pioggia che ricoprono dirigenti e comparto non dirigenziale, costituito per l’80% da gente che si gratta la pancia (cit.).
I dipendenti, ad esempio, possono contare su un tesoretto che supera puntualmente i 40 milioni annui. E oltre ad accedere al salario accessorio mediante il ‘piano di lavoro’ — ossia la produttività certificata dai dirigenti generali in base agli obiettivi fissati da ogni dipartimento — possono contare sulla remunerazione delle indennità (di guida per gli autisti, di turnazione per i custodi, e così via).
Non ce n’è mai stato uno, nella storia, che non abbia raggiunto l’obiettivo.
Anche i dirigenti, va da sè, ottengono valutazioni altissime, impeccabili, quasi immacolate, da parte dell’Oiv (l’indennità di risultato pesa — mediamente — il 30% dell’indennità di posizione).
L’organismo indipendente di valutazione, invia la relazione sul tavolo di Musumeci che, dopo aver ottenuto l’apprezzamento della giunta, firma, sbloccando i pagamenti della ragioneria generale.
E non eccepisce nulla rispetto a queste performance esplosive. La cerniera che tiene insieme l’amministrazione, che spinge questo squadrone verso successi (confutabili), e comprova la qualità dei giocatori in campo (i dipendenti), sono appunto i dirigenti generali che Musumeci premia e si ostenta a confermare nel ruolo di allenatore.
Senza turnarli mai.
L’altro aspetto che fa riflettere delle dichiarazioni di Musumeci, è la parola “sostituire”. Sostituire come, se la Regione non fa un concorso da vent’anni?
Il 28 novembre 2019, magnum gaudium, il governatore e l’assessore alla Funzione pubblica, Bernadette Grasso, annunciavano l’approvazione del piano triennale dei fabbisogni di personale, con la previsione di 1.500 assunzioni in tutti i settori della pubblica amministrazione: dall’ufficio stampa e documentazione (smantellato da Crocetta), passando per il rafforzamento dei Centri per l’Impiego e per il superamento del precariato storico.
Comprese le procedure di mobilità all’interno della Cuc, la centrale unica di committenza che nel frattempo è finita al centro dello scandalo di Candela e Damiani. “La macchina Regione — annotava Musumeci — ha bisogno di forze nuove e fresche per affrontare la sfida del futuro”.
Ma dopo otto mesi siamo al punto di partenza.
Per i Cpi, dove sono stati arruolati 400 navigator (ma dall’Anpal, a seguito di un concorso nazionale), non è stata avviata alcuna procedura di selezione pubblica.
Idem con patate per il resto della struttura burocratica regionale, ad eccezione dell’ufficio stampa.
Eppure le condizioni ci sarebbero tutte: le politiche di spending review adottate a livello centrale sono venute meno, così come i divieti di assumere nelle pubbliche amministrazioni.
Le gazzette ufficiali regionali sono piene zeppe di concorsi. Ad eccezione di quella siciliana. Dalle nostre parti si preferisce stabilizzare senza concorso — come, di recente, gli albisti della Sas, passati da 12 a 32 ore settimanali — o al massimo “nominare”.
Perchè non si facciano i concorsi è un mistero che nessuno ha voglia di svelare, tranne poche voci libere. Che riconoscono il profondo “legame” tra istituzioni e lobby, soprattutto in materia di consenso.
(da agenzie)
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Luglio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
LA GUARDIA COSTIERA LIBICA INTERVERRA’ SICURAMENTE PER FARGLI PROVARE I RINOMATI CAMPI DI PRIGONIA CHE SALVINI AVEVA DEFINITO ACCOGLIENTI.. PS VOGLIAMO LA DIRETTA FB DELL’EVENTO OVVIAMENTE
L’attivista sovranista Attilio Lucia, in diretta Facebook, trasmessa dal proprio profilo pubblico, ha
deciso di tuffarsi in acqua per raggiungere una imbarcazione che stava attraccando al molo dell’isola per far scendere a terra i migranti appena arrivati in Italia nel rispetto delle leggi internazionali che a lui non piacciono.
La traversata a nuoto è stata fatta sventolando una bandiera con su scritto «prima gli italiani», di quelle utilizzate nel corso delle manifestazioni della Lega.
Le riprese sono state effettuate dall’alto, mentre l’attivista era sceso in acqua per dare voce alla sua protesta.
Dal profilo social dell’uomo, si notano diverse iniziative di protesta di questo tipo, rivolte a contestare le politiche migratorie dell’Italia.
Soggetti del genere renderebbero molto più efficace la loro protesta se la attuassero però nelle presunte acque territoriali libiche: suggeriamo pertanto alla Guardia costiera italiana di condurre il soggetto davanti alle coste libiche, ovviamente con la sua bandierina di riconoscimento, e permettere che la sua protesta nautica sia oggetto del notorio rapido intervento della Guardia costiera libica.
Il nostro eroe non avrà certo difficoltà a galleggiare per una decina di ore, temprato dal motto inciso sul vessillo sovranista, in attesa che la Guardia costiera libica lo porti a terra e successivamente in uno dei suoi rinomati campi di prigonia affinchò possa ritemprarsi dopo la rivoluzionaria protesta e testimoniare così in diretta Fb come siano provvisti di tutti i confort.
Non conti su di noi per un rapito rientro in Italia: noi siamo perchè le rivoluzioni siano portate a termine.
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Luglio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
IN EFFETTI LA LEGA HA SPUNTATO CONDIZIONI MIGLIORI: 49 MILIONI IN 76 ANNI
Durante la conferenza stampa organizzata insieme al responsabile economico della Lega Alberto Bagnai, Matteo Salvini è stato chiarissimo nello spiegare cosa c’è che non va nell’accordo per il Recovery Fund: “I soldi arriveranno fra un anno se l’Italia farà le riforme nel campo delle pensioni, del lavoro, della giustizia e dell’istruzione decise dall’Europa. Si tratta di un prestito che va restituito con i versamenti annui: dovranno essere restituiti fino al 2056”.
Diiciamolo francamente che il Capitano ha ragione: si potevano spuntare condizioni migliori.
Come quelle che ha spuntato la Lega, condannata a restituire i 49 milioni di euro di contributi pubblici in quanto provento di una truffa ai danni del Parlamento. Nel febbraio 2019 il Fatto pubblicava un articolo che riepilogava termini e condizioni di quell’accordo:
Il punto di partenza erano i 48,8 milioni che i pm intendevano sequestrare al partito in quanto presunto provento di una truffa ai danni del Parlamento. Ogni bimestre, si disse, verranno prelevati 100 mila euro da uno specifico conto fino all’estinzione del debito. In concreto fanno 600 mila euro ogni dodici mesi per 76 anni. La Lega dovrebbe estinguere il debito entro il 2094 (ammesso che sopravviva tanto a lungo).”
Insomma, mentre all’Italia, secondo quello che dice Salvini, per restituire i soldi del Recovery Fund ci vorranno 36 anni, la Lega impiegherà ben 76 anni a restituire i 49 milioni che secondo il tribunale deve restituire.
Non c’è che dire, nell’occasione la Lega ha trattato meglio di Conte. Forse è meglio mandarci loro la prossima volta a Bruxelles.
(da “NextQuotidiano“)
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Luglio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
LA SOVRANISTA ALLE VONGOLE HA DELLE IDEE, MA SE NON VI PIACCIONO NE HA DELLE ALTRE
Giorgia Meloni ha delle idee, ma se non vi piacciono ne ha delle altre. 
Dopo aver rimarcato ieri per un’altra volta la sua distanza da Matteo Salvini con il riconoscimento dell’onore delle armi a Giuseppe Conte sul Recovery Fund, oggi rilascia un’intervista al Messaggero per dire come spenderebbe i soldi e l’inizio della risposta è tutto un programma
Come spenderebbe i soldi?
«La stagione delle marchette, dei bonus e dei provvedimenti assistenziali modello reddito di cittadinanza va archiviata definitivamente. Perseverare su quella strada vorrebbe dire dare ragione ai Rutte di turno. Serve un forte rilancio degli investimenti pubblici virtuosi, per costruire infrastrutture materiali (autostrade, alta velocità ferroviaria) e digitali (banda larga su tutto il territorio azionale), diminuire il divario tra Nord e Sud, mettere in sicurezza il nostro territorio fragile dal rischio sismico e idrogeologico, riformare una volta per tutte la pubblica amministrazione per snellire la burocrazia e far arrivare i soldi a chi ne ha bisogno. E poi la scuola, per fermare il nuovo esodo dei nostri giovani verso l’estero. Usare le risorse europee per questi scopi deve consentire una volta per tutte di liberare altre risorse per quello shock fiscale che imprese e famiglie aspettano da tempo».
Ora, posto che Meloni ha ragionissima quando dice che i soldi devono essere spesi per gli investimenti pubblici (e infatti il governo a cui lei ha partecipato li ha affossati), forse lei stessa non ricorda quello che ha proposto di dare mille euro a tutti quelli che ne facevano richiesta durante il lockdown (e i controlli, secondo lei, sarebbero dovuti scattare dopo)
“Le famiglie che hanno perso la propria fonte di reddito non possono aspettare i tempi della burocrazia per ricevere un aiuto dallo Stato. Bisogna dare subito 1000 euro con un semplice click a chiunque ne faccia richiesta (meglio online) direttamente alla propria banca. Si stabilisce in modo semplice chi ne ha diritto come sostegno, chi come prestito, chi non ne ha diritto, ma le verifiche si fanno dopo, finita l’emergenza. Intanto zero burocrazia e zero perdite di tempo. 1000 euro a chi dichiara di averne bisogno. SUBITO!”
Molto interessante il modo di pensare la politica economica da parte di Giorgia: mentre il governo approntava strumenti come la Cassa Integrazione Guadagni e i 600 euro per le Partite IVA, lei avrebbe voluto non solo regalare mille euro a chiunque ne faccia richiesta (ma non bisognerebbe prima vedere se ne hanno diritto?) e non diceva come e chi ne avrebbe diritto e se si trattava di un regalo o di un prestito, e secondo lei bisognava che il cittadino li avesse da una banca, che quindi dovrebbe essere costretta a sussidiare qualcuno senza che nessuno prima controlli se è giusto o meno.
D’altro canto che la Meloni sia una esponente di primo piano del sovranismo alle vongole, quello che regala senza verificare e poi magari strilla “Al ladro!” quando qualcuno ne approfitta, è indubbio.
Ma allora non si capisce cosa abbia da ridire sul reddito di cittadinanza.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 21st, 2020 Riccardo Fucile
ANCHE TRA I FAN DI SALVINI C’E’ CHI STORCE IL NASO PER I POST DOVE MANGIA PANZEROTTI E MOZZARELLE: “MA ALMENO UN GIORNO NON LAVORA MAI?”
“Ma che ne sanno i “frugali”? Mozzarella e panzerotti pugliesi, olio buono, frutti di una terra
stupenda che tutto il mondo ci invidia. Orgoglio italiano, sempre!”.
Lo scriveva Matteo Salvini ieri dalla Puglia, e in molti stanno facendo notare, sotto l’hashtag #Salvinisomaro, che “Mentre si negozia in Europa per il recovery fund lui parla di mozzarella e olio”.
Insomma, una vita in vacanza per Matteo Salvini, che non è stato fermato nemmeno dal Covid-19 per il suo tour estivo.
Certo, oggi non ha lesinato critiche – solo in tutto il panorama della destra italiana, in cui persino Giorgia Meloni ha dovuto ammettere che Conte ha fatto un buon lavoro – ma anche tra gli incrollabili fan di Salvini qualcuno comincia a storcere il naso: perchè da uno che blatera continuamente di lavoro ci si aspetterebbe che si lavori, almeno un giorno.
(da agenzie)
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Luglio 20th, 2020 Riccardo Fucile
LA DESTRA OLANDESE CONTRO IL NOSTRO PAESE
Il tiro alla fune tra il premier Giuseppe Conte e il primo ministro olandese Mark Rutte sul Recovery Fund è una notizia di primo piano anche sui giornali olandesi, con articoli che danno conto del mancato accordo nonostante i giorni di negoziati al Consiglio europeo
Una posizione molto netta in favore dei paesi “frugali” di cui l’Olanda di Rutte è capofila” e contro i paesi mediterranei è quella del settimanale sovranista Elsevier Weekblad, che definisce “surreale” il vertice.
In un articolo di opinione pubblicato sul settimanale di destra, il corrispondente Jelte Wiersma sostiene che il fondo proposto è così esiguo che “non fa alcuna differenza” e che “il vertice riguarda una questioone di principio: i paesi possono scaricare i loro fallimenti sull’Unione europea (Ue), e quindi sui paesi forti, oppure no?”. Per il giornalista i fondi ci sono, ma i paesi non riescono a spenderli correttamente. “La Germania è a malapena in grado di migliorare le infrastrutture a causa della mancanza di ingegneri qualificati”, scrive.
“L’Italia non è in grado di trasferire aiuti di emergenza nazionali alle vittime sul conto bancario. Piuttosto che sfruttare l’energia politica per risolvere questo fallimento interno, la cancelliera Angela Merkel (CDU) e il primo ministro italiano Giuseppe Conte (senza partito) stanno usando le loro energie per spingere l’Ue a creare un fondo di ricostituzione e un bilancio Ue più elevato”: una stoccata alla linea sostenuta non solo da Conte ma anche da Merkel e Macron sugli aiuti.
Lo stesso giornale, alla fine di maggio ha pubblicato una copertina offensiva nei confronti dei cittadini dell’Europa del Sud (raffigurati a godersi il sole in ozio mentre gli olandesi lavorano). In senso opposto la posizione della testata olandese de Volkskrant, vicina all’area di sinistra, che sostiene che la linea di Rutte può avere conseguenze controproducenti in Europa, mentre il giornale olandese in lingua inglese NL Times ricorda che negli ultimi mesi il primo ministro è stato accusato spesso di non mostrare alcun senso di solidarietà nè empatia verso le difficoltà che i paesi Ue più colpiti hanno vissuto durante l’emergenza Coronavirus.
(da agenzie)
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Luglio 19th, 2020 Riccardo Fucile
MARINA BERLUSCONI DIETRO LE QUINTE NEL CAMBIO DI NIPOTINA
Gianluca Roselli sul Fatto Quotidiano oggi decide di spargere un po’ di pepe nelle relazioni di Silvio
Berlusconi, raccontando una presunta differenza tra Francesca Pascale e l’attuale fiamma Marta Fascina.
Lo spunto è il ritorno di Berlusconi a Villa Certosa nelle foto del settimanale Gente e le ancora presunte antipatie tra Pascale e Marina Berlusconi:
Lei con Veronica non si è mai incrociata. La Fascina, molto silenziosa e sempre al suo posto, è tutto il contrario e per questo è apprezzata dalla famiglia, soprattutto da Marina, che è stata la vera artefice della defenestrazione di Francesca.
Berlusconi e Pascale non si vedono da tempo. Pare che Marina abbia posto il divieto assoluto. Forse perchè, come racconta qualcuno, magari teme un ritorno di fiamma.
La 35enne napoletana, nel frattempo, è stata da poco paparazzata a Sabaudia con una sua grande amica: la cantante Paola Turci. “Si frequentano dall ‘autunno scorso… ”, sussurra una fonte.
Pascale continua a godere di tutti i benefit: la villa, le auto, la scorta, un fisso mensile. Ma tra settembre e ottobre potrebbe arrivarle il benservito, ovvero lo sfratto da Villa Maria. “Finchè lei è nei paraggi, Marina teme che il padre possa ricascarci”, si sussurra dalle parti di Arcore.
Perchè proprio per il suo carattere esuberante, Silvio con Francesca si divertiva. Adesso un po’ meno.
(da agenzie)
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Luglio 19th, 2020 Riccardo Fucile
LO STATO AZIONISTA DI MAGGIORANZA NON CONVINCE
L’idea dello Stato come azionista di maggioranza delle grandi aziende non convince. Secondo gli italiani quelle società non saranno mai efficienti, soprattutto per colpa degli interessi della politica
L’ingresso dello Stato nel capitale di Autostrade non trova lo stesso entusiasmo del governo nel pensiero della maggioranza degli italiani.
Secondo il sondaggio dell’Istituto Noto pubblicato sul Quotidiano nazionale, l’idea di usare soldi pubblici per gestire grandi imprese non piace al 60% degli intervistati. Un giudizio che si ritrova soprattutto nei due casi più noti in cui lo Stato ha deciso di intervenire con fondi propri, a cominciare dal caso di Aspi per finire all’eterno buco nero di Alitalia.
Sul caso Autostrade, il 60% si dice contrario all’ingresso dello Stato, contro il 33% che invece è favorevole. Lo stesso va per Alitalia: il 59% non è d’accordo sul fatto che i soldi pubblici siano investiti nell’azienda, mentre solo il 31% la considera positivamente.
La convinzione diffusa è che lo Stato come maggior azionista di una grande impresa non porti efficenza nell’azienda. Secondo il 56% degli italiani sarebbe meglio che fossero gli imprenditori con le proprie finanze a gestire le grandi aziende. Il 34% ha invece fiducia nella gestione pubblica.
Alla base dello scetticismo sullo Stato come azionista c’è la sfiducia nella politica. Secondo il 61% degli intervistati, a condizionare negativamente un’azienda gestita dallo Stato è innanzitutto l’incompatibilità con gli interessi della politica.
Per il 59% è la burocrazia a frenare l’efficenza delle aziende a gestione pubblica. Secondo invece il 54% la gestione statale è una contraddizione, perchè lo Stato sarebbe in conflitto di interessi, sia come arbitro che come attore del mercato.
(da agenzie)
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Luglio 16th, 2020 Riccardo Fucile
“TORNATENE A CASA A LAVORARE” E INSULTI VARI
“Torna al tuo paese”, “Vai a lavorare”: bersaglio degli insulti social è il rapper americano Snoop Dogg, finito suo malgrado al centro delle ire di utenti italiani, cascati nella burla di una pagina Facebook.
Il profilo “Romani per Salvini” – pagina satirica che finge sostegno al leader leghista – ha postato una foto del celebre rapper, accompagnata da un virgolettato: “Non ho soldi per comprare da mangiare per colpa di Salvini”. “Cosa gli rispondiamo?”, chiedeva il post ironico ai suoi follower.
In molti hanno riconosciuto Snoop Dogg, ma qualcuno è rimasto beffato. E alla domanda ha risposto seriamente. “Mio padre, quando andavo a scuola nelle vacanze, invece di giocare con i miei amici, mi diceva vieni ad imparare come si lavora, e avevo solo 12 anni”, si legge in uno dei tanti commenti di attacco al rapper.
(da agenzie)
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