Giugno 5th, 2021 Riccardo Fucile
MA IL CENTRODESTRA E I RENZIANI VOGLIONO ABOLIRLO… ESSENDO UNA MISURA CONTRO L’EVASIONE FISCALE NON CI SI DEVE STUPIRE
Come noto, se in Italia una iniziativa funziona la si blocca. E così sarà anche per il Cashback, cioè l’incentivazione del pagamento digitale attraverso il rimborso fino a 150 € e super-premio da 1500 € a sorteggio per chi ha effettuato il maggior numero di transazioni. Iniziativa finanziata con 4,7 miliardi di euro per il biennio 2020-2021.
L’iniziativa era partita il 1° gennaio 2021 – dopo una sperimentazione nel mese di dicembre 2020 – e si concluderà il 30 giugno 2021 ed è stata un successone: 8,6 milioni di cittadini hanno aderito e 7,6 milioni di essi hanno eseguito transizioni regolari.
Certo, ci sono stati i soliti furbetti che ne hanno approfittato facendo transazioni fittizie, ma nel complesso, come detto, l’iniziativa è andata molto bene. E proprio per questo il governo Draghi la vuole cancellare non rinnovandola per il secondo semestre.
Intanto la Corte dei Conti ha iniziato il fuoco di copertura criticando con una memoria sul Def 2021 in cui si attacca l’utilizzo del Cashback per un settore di acquisti non soggetto – secondo i giudici contabili – a fenomeni di evasione mentre si propone il loro utilizzo in altri settori.
Poi la Corte propone di limitare le transizioni in giornata e critica anche l’entità del super-bonus di 1500 euro ai primi 100mila utenti per numero di transazioni eseguite.
Detto questo il punto è politico. I 5S nel governo giallorosso avevano fermamente voluto il Cashback proprio per combattere l’utilizzo dei contanti, permettendo la tracciabilità della transazione e così contrastando l’evasione fiscale.
Ovviamente Fratelli d’Italia, la Lega e Forza Italia che hanno il loro zoccolo duro elettorale tra coloro i quali hanno – diciamo così- una certa simpatia per la circolazione di contanti non tracciabili che permettano di non pagare le tasse, hanno sempre contrastato l’iniziativa ed ora che Draghi pare intenzionata a bloccarla esultano.
(da La Notizia)
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Giugno 5th, 2021 Riccardo Fucile
SOMMERSO DA UNA PIOGGIA DI INSULTI SUI SOCIAL
Con l’innocenza di chi pensa di star facendo un ragionamento razionale e
inattaccabile, Nicola Ferrelli si è presentato davanti alle telecamere del TGR Lombardia per dire la sua sulle riaperture e sul rapporto tra i giovani e il mondo del lavoro nella ristorazione. Lui, imprenditore del mondo food con un locale molto noto e apprezzato in quel di Milano, ha “denunciato” la difficoltà di trovare nuovi lavoratori.
Non perché ci sia poca domanda rispetto all’offerta, ma per quelle che lui giudica come pretese assurde (in linea con le polemiche sul reddito di cittadinanza).
“È molto molto difficile trovare personale. Metti l’annuncio, ma è difficilissimo. Ti chiedono quante ore devi fare, quanti soldi mi dai. Cominciano così”.
Secondo il ristoratore, titolare di un noto locale di Milano, molto apprezzato, ritiene assurde le pretese dei giovani che rispondo agli annunci di lavoro. Insomma, chiedere il monte ore e la paga è un qualcosa che, secondo lui, non dovrebbe esser fatto.
Ma questo filmato, nel giro di pochi giorni, è diventato virale provocando alcune conseguenze visibili sulla pagina del locale di Ferrelli su Tripadvisor (noto portale di recensioni).
“A causa di un evento recente che ha attirato l’attenzione dei media e causato un afflusso di recensioni che non descrivono un’esperienza in prima persona, abbiamo temporaneamente sospeso la pubblicazione di nuove recensioni per questo profilo. Se hai avuto un’esperienza diretta presso questa struttura e vuoi lasciare un contributo, riprova a breve. Non vediamo l’ora di ricevere la tua recensione”.
Quella pagina, dunque, era stata presa d’assalto di chi – pur non avendo frequentato il locale – aveva rilasciato recensioni negative dopo quella dichiarazione in diretta televisiva.
(da NextQuotidiano)
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Giugno 5th, 2021 Riccardo Fucile
“L’IPOCRISIA DEI NOSTRI POLITICI: NON HANNO FATTO NULLA PER CAMBIARE QUELLA NORMA QUANDO ERANO AL GOVERNO E ORA FINGONO DI SCANDALIZZARSI”… MA QUELLA LEGGE SERVE
Vorrei fare una riflessione a freddo sul “caso” del ritorno in libertà di Giovanni Brusca. Si sa del clamore che ha suscitato, della valanga di reazioni sorprese e indignate. Queste reazioni sono comprensibili da parte di chi ne viene a conoscere la storia solo oggi (“feroce boss mafioso che uccise Falcone, fece strangolare e sciogliere nell’acido il figlio dodicenne di un pentito e si macchiò di centinaia di altri delitti torna libero dopo soli 25 anni”).
Ma sono inaccettabili da parte di TUTTI gli esponenti politici e gli “addetti ai lavori”, partecipi del patto con lo stesso Brusca e tutti i collaboratori di giustizia.
Giovanni Brusca fu arrestato nel 1996. Dopo quattro anni il Comitato del Servizio Centrale di Protezione gli conferì lo status di collaboratore di giustizia, su richiesta dei magistrati che indagavano su Cosa Nostra.
Era l’8 marzo del 2000. Tutte le istituzioni conoscevano la situazione, a cominciare dal governo D’Alema, dove erano ministri Sergio Mattarella, Enrico Letta, Pierluigi Bersani, dove c’era anche Dario Franceschini, e dove sottosegretario alla giustizia era un ex grande pm di Palermo, Giuseppe Ayala.
Poche settimane dopo Giuliano Amato prese il posto di D’Alema alla guida di un governo immutato, ma l’anno successivo a Palazzo Chigi tornò Silvio Berlusconi, con Gianfranco Fini, Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti, l’attuale presidente del senato Casellati nella squadra di governo.
Tutti conoscevano quello e altri “contratti” dello Stato con i pentiti delle organizzazioni mafiose.
Come non potevano non conoscerli coloro che ebbero di lì in poi responsabilità di governo, da Matteo Renzi a Giorgia Meloni, da Matteo Salvini, all’intero stato maggiore dei 5 stelle. Nessuno ha mai sollevato l’argomento, nessuno ha mai proposto modifiche alla legislazione sui pentiti, tutti sapevano che Brusca era vicino al “fine pena”.
E allora, per dirla tutta, le ipocrite reazioni dei giorni scorsi servivano solo al consueto scopo: entrare in sintonia con le reazioni dell’opinione pubblica, lisciare il pelo allo sconcerto non informato, fingendo sorpresa e indignazione, per elemosinare qualche consenso in più.
Il tutto dopo aver onorato, pochi giorni prima, la memoria di Falcone, che per primo aveva voluto quelle misure sui pentiti, l’arma vincente contro Cosa Nostra.
Enrico Mentana
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
SAREBBERO 36 MILIONI IN MENO RISPETTO ALLE PREVISIONI DI GIUGNO
Flessibilità è il nuovo credo del commissario Francesco Paolo Figliuolo per le vaccinazioni in vista delle ferie. “Ho appena firmato – ha annunciato ieri il generale – una lettera per tutte le Regioni per dire di trovare delle soluzioni di massima flessibilità per le prenotazioni, penso alle classi più giovani che nei mesi estivi si sposteranno. Già in fase di prenotazione dovrà essere possibile trovare la data migliore per il richiamo e far sì, con la flessibilità, che già in quella fase sia possibile spostarlo eventualmente in un altro giorno nel range dei 42 giorni o delle 4-12 settimane. E’ fattibile, ci vorranno i tempi tecnici di adeguamento dei sistemi informatici su cui la struttura è pronta a dare una mano”.
Da ieri le somministrazioni del vaccino sono aperte a tutti gli over 12 senza nessuna distinzione di fascia d’età e sono iniziate le somministrazioni in azienda. Ma mancano all’appello oltre 36 milioni di dosi di quelle previste entro giugno e troppi over 60 non sono ancora vaccinati. E’ l’Sos che arriva dalla Fondazione Gimbe.
Al 2 giugno, il 40,3% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (23,8 milioni) e il 20,7% ha completato il ciclo vaccinale (12,3 milioni).
Ma, “mentre iniziano a salire le coperture nelle fasce d’età 50-59 e 40-49 anni, ci sono ancora oltre 3,3 milioni di over 60 ad elevato rischio di ospedalizzazione e decesso che non hanno ricevuto nemmeno la prima dose di vaccino”.
Inoltre, “nonostante l’incremento di consegne nell’ultima settimana, per rispettare le forniture previste dal Piano vaccinale entro fine giugno mancano ancora 36,3 milioni di dosi,”. La Fondazione precisa anche come “il mancato decollo delle consegne condizioni il numero di somministrazioni”.
Figliuolo ha annunciato che a giugno le Regioni riceveranno oltre 20 milioni di dosi ma si tratta di un quantitativo che – segnala il report – chiuderebbe il consuntivo delle forniture trimestrali con circa 15 milioni di dosi in meno rispetto alle previsioni. Rispetto alla copertura delle categorie prioritarie, l’81,5% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino ma se Puglia, Umbria, Lazio, Lombardia, Veneto e Molise superano l’85%, la Sicilia resta sotto il 70%. In particolare, degli oltre 4,4 milioni di over 80, circa 3,7 milioni (83,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 386.700 (8,6%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Dei 5,9 milioni di 70-79enni, 2,1 milioni (35,4%) hanno completato il ciclo e 2.9 milioni (48,4%) hanno ricevuto solo la prima dose. Degli oltre 7,3 milioni di 60-69enni, 2,1 milioni (28,7%) hanno completato il ciclo e 3,3 milioni (44,7%) hanno ricevuto la prima dose.
Sorvegliata speciale nelle prossime settimane sarà la fascia dei giovanissimi. “La vaccinazione della fascia 12-15 è importante ed anche se non è obbligatoria è molto raccomandata. Dico ai genitori di avvicinarsi in maniera totale alla scienza e alla vaccinazione perché servirà molto all’apertura delle scuole. Bisogna mettere in sicurezza i ragazzi, i giovanissimi, i maturandi”, ha detto Figliuolo.
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
“ABBIAMO LEVATO I FRENI PRIMA DEL DOVUTO, PIACCIA O MENO E’ LA VERITA'”
Ieri sera Matteo Salvini ha criticato il professor Andrea Crisanti per avere
paragonato l’azzardo consapevole di chi non ha attivato i freni alla funivia al Mottarone con le riaperture. Secondo il virologo si tratta di una pari dimostrazione di imprudenza. E oggi replica all’attacco social del leader della Lega
Il post di Salvini diceva: “In diretta TV il ben noto Crisanti paragona le riaperture del 26 aprile alla funivia del Mottarone operata senza freni. Senza vergogna. Senza parole”.
E Crisanti replica e non si tira indietro: “Ribadisco al 100% le mie parole. Fanno male, colpiscono al cuore, ma non c’è replica possibile. La realtà è proprio questa ed è tutta qui. E giustamente può scioccare. La mia risposta a Salvini è molto semplice: noi in Italia abbiamo intrapreso un’azione senza nessun presupposto scientifico. La via giusta era quella indicata dall’Inghilterra. Punto. Abbiamo corso un rischio inutile e sono morte 7mila persone dal 26 aprile ad oggi: a me sembra che non ci sia nessun elemento da festeggiare”.
Quel parallelismo non se lo rimangerebbe. “Confermo tutto”, dice all’Adnkronos Salute. Cosa aveva detto ieri sera Crisanti, ospite di ‘Piazza Pulita’ su La7? “Supponiamo che alla funivia del Mottarone non fosse successo niente, era giusto levare il freno? La risposta è no. Abbiamo levato i freni prima del dovuto, dovevamo aspettare 3-4 settimane”. E alle critiche risponde: “Io irriducibile? Certo. E il suo problema è gente come me”, replica Crisanti citando l’aggettivo usato da Salvini per definirlo.
“Come Italia abbiamo dato un esempio pessimo. In cosa? Nel non aver privilegiato la minimizzazione dei rischi, che è una pratica che informa qualsiasi attività clinica e di salute pubblica. La cosa più importante è la minimizzazione dei rischi”, è la tesi del virologo.
Il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova difende la scelta di aver citato il Mottarone. “E’ un esempio che ha permesso di visualizzare come stanno le cose, purtroppo capisco che sia devastante”.
Settemila morti si potevano evitare? “A posteriori non si possono fare speculazioni – puntualizza Crisanti – Ma in questo Paese non c’è nulla da festeggiare. Ripeto, sono morte 7mila persone. Poi che i casi di Covid siano in diminuzione siamo tutti contenti”, ma quel numero delle vittime del virus non si cancella, assicura l’esperto.
“Ci stupiamo se l’Australia o altri Paesi ai primi pochi casi chiudono tutto? E’ quella la strada giusta”, osserva. Quanto alla reazione di Salvini, “vuol dire che l’ho colpito”, ragiona. A chi parla di ottimismo o pessimismo, giudicando le sue parole e quelle di altri esperti, Crisanti obietta: “Sono valori, parole sbagliate perché hanno una connotazione di valore. Qui si tratta di essere prudenti o non prudenti. E se Salvini se la prende per quello che dico, è forse perché gli ho smontato la sua politica”, conclude.
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
NON DEVE PAGARE IMPOSTE GRAZIE ALLA RESIDENZA IN UN PARADISO FISCALE
La consociata irlandese di Microsoft ha registrato l’anno scorso quasi 315 miliardi
di dollari (quasi 260 miliardi di euro) di profitti, staccando dividendi alla casa madre per oltre 55 miliardi di dollari (oltre 45 miliardi di euro) senza pagare nemmeno un centesimo di tasse, grazie alla residenza in un paradiso fiscale. È il caso della Microsoft Round Island One, denunciato dal quotidiano britannico The Guardian, che cita le cifre depositate dalla stessa controllata della multinazionale digitale presso l’Irish Companies Registration Office, il registro delle imprese irlandese.
Fino al giugno del 2020, l’azienda aveva riportato 314,7 miliardi di dollari (259,5 miliardi di euro) di profitti su cui il colosso fondato da Bill Gates non ha pagato tasse, avendo sede legale in Irlanda ma residenza fiscale alle isole Bermuda, dove non si applicano imposte sui redditi delle società. Non solo: nell’arco dello stesso esercizio finanziario, l’azienda ha pagato alla casa madre americana un dividendo da 24,5 miliardi di dollari (20,2 miliardi di euro) e un ulteriore dividendo straordinario da 30,5 miliardi di dollari (25,15 miliardi di euro).
Il dato risulta vieppiù impressionante paragonato al Prodotto interno lordo (Pil) irlandese dello scorso anno, pari a circa 357 miliardi di euro. Insomma nell’ultimo anno la consociata di Microsoft ha registrato profitti pari a oltre il 72 per cento del Pil dell’Irlanda, senza pagare le relative imposte. Ed è tutto legale.
Microsoft Round Island One, la cui sede si trova presso gli uffici dello studio legale Matheson, lungo il fiume Liffey nel centro di Dublino, afferma nei propri conti di non avere “altri dipendenti oltre agli amministratori”. “Poiché la società è fiscalmente residente alle Bermuda, nessuna imposta è addebitabile sul reddito”.
La denuncia arriva a poche ore dalla riunione prevista oggi e domani a Londra tra i ministri delle Finanze del G7, in cui si discuterà un nuovo accordo internazionale contro l’elusione fiscale delle multinazionali e la proposta statunitense di imporre una tassa minima a livello globale, in vista dell’incontro dei capi di Stato e di governo dei sette atteso alla fine del mese in Cornovaglia.
Secondo uno studio pubblicato a fine maggio dalla britannica Fair Tax Foundation, negli ultimi dieci anni i colossi tecnologici americani Amazon, Facebook, Alphabet (proprietaria di Google), Netflix, Apple e Microsoft hanno risparmiato 96 miliardi di dollari (79,29 miliardi di euro) di tasse, sfruttando la possibilità di trasferire la propria residenza in paradisi fiscali.
Tra il 2011 e il 2020, queste sei multinazionali digitali hanno pagato 219 miliardi di dollari (180,6 miliardi di euro) di imposte sui redditi, pari al 3,6 per cento dei loro ricavi complessivi, superiori a 6 mila miliardi di dollari (oltre 4.950 miliardi di euro).
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
SE TI OPPONI ALL’EX AGENTE DEL KGB SEI UN “ESTREMISTA” E NON HAI DIRITTO A PRESENTARTI CANDIDATO
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato la legge che impedisce
temporaneamente alle persone associate all’attività di organizzazioni estremiste e terroristiche di candidarsi a tutti i livelli alle elezioni in Russia. La misura è stata definita “anti-Navalny“, dal nome del noto avvocato Alexei.
Il provvedimento colpirà infatti tutto l’organigramma nazionale del movimento che fa capo all’oppositore russo, se l’organizzazione sarà dichiarata estremista in un processo in corso.
In questo modo, tutte le persone che abbiano lavorato, collaborato, o anche solo sostenuto o effettuato donazioni, in favore del movimento saranno escluse dalle elezioni parlamentari russe che si terranno a settembre.
Il controverso provvedimento era stato approvato il 2 giugno scorso in via definitiva dal Senato, dopo l’ok della Duma a fine maggio. La promulgazione di Putin arriva proprio nel giorno del compleanno di Navalny, tanto che su Twitter la portavoce dell’oppositore russo, Kira Yarmish, l’ha definita sarcasticamente “un augurio speciale dal Cremlino”.
Navalny, considerato l’avversario principale di Putin, è stato arrestato a gennaio, non appena è rientrato in Russia dalla Germania, dove era stato curato dopo un avvelenamento che aveva fatto temere per la sua vita e per il quale sono sospettati i servizi segreti del Cremlino.
Il capo del servizio federale degli ufficiali giudiziari, Dmitri Aristov, ha dichiarato all’agenzia Interfax che gli ufficiali giudiziari russi stanno cercando eventuali beni e fondi dell’oppositore russo in carcere Alexiei Navalny per pagare debiti, multe e risarcimenti per 29 milioni di rubli (circa 327mila euro) imposti dai tribunali russi al dissidente.
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
LUI SOSTIENE DI AVER PRENOTATO MA DI NON CONOSCERE LA DATA: IMPOSSIBILE, IN REGIONE LOMBARDIA COME PRENOTI HAI ANCHE LA DATA”… POI ANNUNCIA CHE NON PUBBLICHERA’ LA FOTO, FATTO ATIPICO… DOMANDA: SI E’ GIA’ VACCINATO DA TEMPO E NON PUO’ DIRLO?
Il segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato ieri da Otto e mezzo su La7 da
Lilli Gruber, afferma di aver prenotato l’appuntamento per il vaccino anti Covid: “Spero di farlo entro giugno. Ho 48 anni, a differenza di qualche collega giornalista non ho scavalcato la coda”. Il leader della Lega dice che si vaccinerà in Lombardia, la sua Regione
La giornalista però lo incalza, chiedendogli la data del suo appuntamento, perché le vaccinazioni per la fascia d’età compresa tra i 40 e i 49 anni si sono aperte in Lombardia dallo scorso 20 maggio: “Non so la data, me la devono fissare, mi sono prenotato…”.
Quando Lilli Gruber però gli fa notare che la data viene comunicata al cittadino proprio al momento della prenotazione, Salvini risponde così: “Mi perdoni se non ho ancora la data del vaccino, entro giugno. Le farò sapere tempo zero quando mi vaccinerò”.
La versione di Salvini però non sta in piedi.
In realtà il nuovo sistema di prenotazione, attivo dallo scorso 2 aprile, consente di prenotare sul portale e il cittadino ottiene subito tutte le informazioni necessarie.
Come funziona la vaccinazione in Lombardia
Funziona così: bisogna accedere alla piattaforma dedicata, avendo a disposizione la tessera sanitaria e il cellulare. Nello step successivo si inseriscono negli appositi campi il numero della tessera sanitaria e il codice fiscale per poi selezionare il consenso al trattamento dei dati personali. A quel punto vengono richiesti Provincia, Comune e CAP di appartenenza, per individuare il centro vaccinale più vicino.
Quindi bisogna digitare il numero di cellulare su cui si vuole ricevere la conferma con i dati della prenotazione e poi la data di nascita. Completate queste operazioni il sistema mostrerà data, orario e indirizzo dei centri vaccinali disponibili per effettuare la vaccinazione.
Il cittadino è libero quindi di selezionare la data, l’orario e il centro vaccinale, in base alle proprie esigenze. A quel punto sul cellulare arriva un codice che andrà inserito sul portale online. Cliccando su ‘Conferma’ compaiono tutti i dettagli della prenotazione, che vengono inviati anche via SMS sul cellulare.
Il sistema per altro comunica anche l’intervallo di tempo per il richiamo del vaccino, che varia in base al tipo di farmaco che viene inoculato. È possibile poi cambiare anche la data, in un secondo momento, nel caso in cui il cittadino non possa più recarsi al centro vaccinale nella fascia oraria e nel giorno prescelti.
Le giustificazioni di Salvini dunque sembrano prive di fondamento: se davvero avesse effettuato la prenotazione online, come ha dichiarato ieri sera, dovrebbe avere già a disposizione tutte le informazioni relative alla sua vaccinazione.
Salvini specifica però che non mostrerà le immagini sui social dopo l’inoculazione: “Se no poi qualcuno dice ‘Salvini ostenta il vaccino”.
Una scelta, quella della riservatezza, che potrebbe essere dettata o dal fatto che si è già vaccinato o dalla necessità di non scontentare una parte del suo elettorato, che comprende anche molti No Vax.
Alla fine Lilli Gruber riesce a strappargli una promessa: il segretario della Lega sarà ospite a Otto e mezzo il giorno dopo della vaccinazione. “Invito chi può, chi è in condizioni e chi vuole a vaccinarsi, ci mancherebbe. Chi per scelta o per motivi personali non vuole non avrà in me un impositore. Io sono per le libertà”, conclude Salvini.
Un colpo al cerchio e una alla botte.
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2021 Riccardo Fucile
“ABBIAMO PRESO UN RISCHIO INUTILE A FINE APRILE, LA STRADA ERA QUELLA DELL’INGHILTERRA CHE OGGI HA 3 MORTI AL GIORNO, NOI FESTEGGIAMO PERCHE’ NE ABBIAMO 70”
Andrea Crisanti non ha cambiato idea e non si pente di quello che ha detto in vista
delle riaperture del 26 aprile scorso quando criticò il governo per tale scelta.
“In questo mese fantastico ci sono stati 7000 morti, ci avviamo a superare l’Inghilterra e a diventare il primo paese in Europa per mortalità. Faccio un ragionamento paradossale. Se anche non fosse successo nulla, sarebbe stato giusto togliere il freno alla funivia del Mottarone? Abbiamo preso un rischio inutile con le riaperture decise il 26 aprile”.
“L’Inghilterra aveva indicato la strada da seguire: oggi ha 2-5 morti, noi ne abbiamo 70. Parliamo di un mese di grande successo, in questo periodo abbiamo avuto 7000 morti. Alla fine di questa epidemia voglio essere ricordato come una persona prudente, non ottimista o pessimista”, dice Crisanti.
Per il futuro “la durata della protezione da vaccino avrà un impatto su tutto il sistema: un conto è se dura 9 mesi, un altro conto è se dura 18. Abbiamo bisogno poi di vaccini somministrabili con una sola dose”.
Nelle ultime settimane ha ripreso quota la teoria relativa ad un’origine artificiale del coronavirus. “E’ vero che i processi di editazione genetica hanno fatto progressi eccezionali, però se cambiamo un pezzo del Dna di un virus e come se mettessimo una pagina nuova in un libro del ‘500. Questo disallineamento si vedrebbe e in questo momento non è stata provata la presenza di una pagina nuova in un libro vecchio”, dice Crisanti.
Il virus potrebbe essere sfuggito da un laboratorio? “Possibile, ma difficilmente dimostrabile”, dice il professore, ponendo l’accento su una questione generale, legata alla dipendenza di laboratori scientifici dai ministeri della Difesa in diversi paesi. “La discussione su questo argomento ha un grande merito: fa luce su laboratori ad altissima sicurezza che dipendono direttamente dal ministero della Difesa”.
(da agenzie)
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