Settembre 22nd, 2010 Riccardo Fucile
UDC 6%, IDV 6,2%, SINISTRA E LIBERTA’ 4,2%, LA DESTRA 3%, GRILLINI 1,5%, RIFONDAZIONE 1,2%, MPA 1%, RADICALI 1%, ALLEANZA PER L’ITALIA 0,7%, VERDI 0,5%…. CRESCONO GLI INDECISI AL 38%
Il sondaggio di Crespi Ricerche viene effettuato con periodicità costante e pertanto segnala le
tendenze di crescita o di regresso a seconda delle varie fasi politiche e degli accadimenti che possono incidere sul giudizio degli elettori.
Intanto va segnalata la enorme massa di indecisi: il 38% degli italiani, se si dovesse votare a breve, dichiara di non aver ancora idea per chi votare e se recarsi alle urne.
Una tendenza in crescita e che corrisponde alla percentuale di elevato astensionismo cui si è assistito peraltro durante le Regionali di primavera e le Europee dell’anno scorso.
Esaminiamo ora i vari partiti e le linee di tendenza, da febbraio a settembre 2010.
Il Pdl in otto mesi è crollato dal 37,6% al 29%, perdendo quasi 9 punti, di cui 1 anche negli ultimi 12 giorni.
La Lega Nord è passata dall’11,3% di febbraio al 12,7 di settembre, ma aveva avuto picchi superiori in altri quattro mesi degli otto considerati.
Sicuramente pare essersi attestata appena sopra il 12% in media.
Futuro e Libertà è atipico, in quanto viene testato senza che sia ancora un partito, con relativa struttura, sedi e attività sul territorio.
In ogn caso è passato dal 5,1% di inizio settembre al 7,5% in soli 20 giorni: dato in crescita che porta a ritenere che la vicenda della casa di Montecarlo cominci a essere vista dall’elettorato come una montatura per diffamare Fini.
A questo punto Futuro e LIbertà può puntare a ritornare a quel 9,5% che gli era stato attribuito dai sondaggi prima dell’estate.
Cresce leggermente anche la Destra di Storace che ha avuto il premier come sponsor e che passa dall’1,7% di otto mesi fa al 3% attuale.
IL Pd che a febbraio contava sul 27,7% dei consensi, ora è sul 25% ma nelle ultime settimane sta risalendo dopo aver toccato anche quota 23%.
L’Idv aveva il 6,5%, ora il 6,2%, stabile.
L’Udc a febbraio contava sul 6,5% di intenzioni di voto, ora sul 6%, ma fino a qualche settimana fa era sul 6,5%/7%.
In netta crescita Sinistra e Libertà che in otto mesi passa dall’1,9% al 4,2%, ma ha pure toccato punte del 4,8%.
Rifondazione e Comunisti italiani dall’1,5% sono scesi ancora all’1,2%.
Tra i partiti minori emerge il Movimento 5 Stelle dei grillini, ora stabile all’1,5%, così come Mpa all’1%, Rutelli con Alleanza allo 0,7% e i Verdi allo 0,5%.
In discesa i radicali dal 2,4% all’1%.
Da segnalare che la distanza tra Pdl e Pd si è ridotta ad appena 4 punti percentuali, e che Futuro e Libertà , pur non essendolo ancora nella forma, è di fatto attualmente il quarto partito italiano, con ulteriori prospettive di crescita.
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Maggio 28th, 2010 Riccardo Fucile
LA CASTA DEI PARTITI PRIMA PROMETTE DI DIMEZZARE I RIMBORSI ELETTORALI, POI SE NE FOTTE…PRENDONO 130 MILIONI, DOVEVANO RIDURLI A 65, ALLA FINE LI HANNO TAGLIATI SOLO DI 13….ERA NELLA MANOVRA ANTI-CRISI, MA I SACRIFICI LI DEVONO SOLO FARE GLI ITALIANI
Del passo indietro compiuto dal governo, se ne sono accorti ancora in pochi e alla fine la maggioranza degli italiani non ne saprà mai nulla.
La vicenda riguarda 65 milioni di euro, esattamente la metà della somma che tutti i partiti devono ricevere come rimborso elettorale per le elezioni politiche 2008 e quelle europee 2009, ovvero 130 milioni di eurini.
In una prima versione della manovra sui conti pubblici era stata diffusa la notizia dal Governo che il piano Tremonti prevedeva il taglio del 50% della somma e la cosa aveva avuto risalto anche sui media, Tg compresi.
Nella versione finale invece, come per magia, il taglio si è ridotto al 10%, pari ad appena 13 milioni.
Come al solito, si sono venduti lo spottone, salvo poi fare retromarcia e tenersi i dobloni in cassaforte.
Anche perchè è risaputo che non di rimborsi elettorali reali si tratta, a fronte di spese certificate da fatture, ma di un rimborso forfettario che grida vendetta, risultando di almeno tre volte superiore alle spese reali, come ampiamnete ammesso da molti osservatori e tecnici.
Una forma per trapassare il finanziamento ai partiti, su cui gli italiani avevano già espresso un voto referendario nettamente negativo. Continua »
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Dicembre 19th, 2009 Riccardo Fucile
CLAMOROSA GAFFE A SAVONA DELL’ASSESSORE DELL’IDV ROSARIO TUVE’: “NON VOGLIO CHE SI PENSI CHE LA CITTA’ CELEBRI UN MITO COMUNISTA”…. NON SI ERA ACCORTO CHE SI VOLEVA TITOLARE LA PIAZZA DELLA DARSENA AL SINDACALISTA GUIDO ROSSA… DI PIETRO COSTRETTO A SCUSARSI CON LA FIGLIA DELLA VITTIMA
Questa volta la “piazza Rossa” ha scatenato davvero una guerra: succede a Savona, dove una titolazione della piazza della Darsena da parte della Pubblica Amministrazione ha scatenato l’ira funesta del pelide Rosario Tuvè, nella duplice veste di assessore e di segretario locale dell’Italia dei Valori. Appena appresa la notizia che si voleva denominare lo slargo “Piazza Rossa”, l’assessore Idv ha rilasciato alla stampa parole di fuoco.
“Sono anticomunista, non voglio vivere in piazza Rossa. Chiamiamola piuttosto “Luigi Calabresi”, per evitare che si pensi che Savona sia una città che celebra la piazza di Mosca e il mito comunista”.
Peccato che il Tuvè non fosse molto informato, cosa ammissibile magari per un cittadino comune, un po’ meno per un assessore: in realtà la piazza la si vuole titolare a Guido Rossa, sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse.
Ed ecco scatenarsi sul disinformato esponente dell’Idv l’inferno: si alza un coro di feroci critiche dal mondo politico e sindacale.
Da Savona, Genova e soprattutto Roma, partono prese di distanza contro il Tuvè. colpevole di “avere infangato la memoria di Guido Rossa, simbolo della lottà per la libertà , per meschini interessi personali”. Continua »
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Novembre 20th, 2009 Riccardo Fucile
A CIASCUN COMPONENTE SPETTA UN UFFICIO ESCLUSIVO, UN’AUTO CON AUTISTA, TRE SEGRETARIE E UN CELLULARE GRATUITO… I DUE NUOVI IN PIU’ SONO DELL’IDV E DEL PDL….LA NOVITA’ COSTERA’ 500.000 EURO L’ANNO AL CONTRIBUENTE
Il Senato ha approvato due giorni fa con un accordo bipartisan una modifica al regolamento
grazie alla quale passa da 10 a 12 il numero dei membri del consiglio di Presidenza di Palazzo Madama.
L’esito della votazione, per essere precisi, ha visto la condivisione di tutti gli schieramenti: 239 sì, 12 no, 15 astenuti.
I due nuovi membri del consiglio di presidenza saranno uno dell’Idv e uno del Pdl, in modo da rispettare l’equilibrio tra maggioranza e opposizione.
A perorare la causa dell’aumento del numero dei membri, in questo caso è stato il partito di Di Pietro, in quanto, a maggio 2008, si era visto scippare una delle cinque poltrone in quota opposizione, a vantaggio del partito del Sud Tirol che aveva nominato Elga Thaler.
Dopo un anno di lamentele, il Senato ha premiato anche Di Pietro, aumentando per la prima volta il numero dei componenti del Consiglio di presidenza.
Ovviamente motivando il tutto con “esigenze di rappresentatività ” e col fatto che la correzione sarebbe transitoria, vale a dire valida solo per questa legislatura e per i gruppi che si sono costituiti dall’inizio della legislatura, in attesa di una rivisitazione più ampia, già allo studio della giunta del regolamento di Palazzo Madama.
Chiacchiere a parte e relative patetiche giustificazioni, resta il fatto che la Casta ha colpito ancora.
Uno dei pochi contrari è stato Villari del Gruppo Misto: “In aula è stata denunciata questa forzatura del regolamento che crea un precedente pericoloso, dal momento che non si era mai verificata prima d’ora. Si tratta di uno strappo che sarà pagato dai contribuenti, ai quali in pubblico si ammaniscono risparmi e sermoni per poi, al riparo del Palazzo, accollargli spese e sprechi per accontentare i soliti noti,compresi quelli dell’Idv che si spacciano per campioni dell’antipolitica”. Continua »
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Ottobre 13th, 2009 Riccardo Fucile
SECONDO IL PARTITO DI DI PIETRO A ROMA, “IL TAR HA BOCCIATO L’ARROGANZA DEL MINISTRO E LA POLITICA AUTORITARIA DEL GOVERNO”… MA A GENOVA IL PRESIDENTE DEI PRESIDI, NICOLO’ SCIALFA (RESPONSABILE NAZIONALE SCUOLA DELL’IDV), DIFENDE LA GELMINI… LAVORARE STANCA
Sarà che siamo nel filone storico del “revisionismo”, sarà che l’Italia dei Valori non è
che abbia, su molti temi, idee ben chiare (spesso dipendono dagli umori di Di Pietro, certo che trovare sulla stampa, nello stesso giorno e sullo stesso argomento, due dichiarazioni opposte da parte di due massimi esponenti dello stesso partito, la dice lunga sulla coerenza della politica italiana.
Qual è l’argomento di discussione?
La ormai nota sentenza del Tar ( di cui abbiamo trattato sul nostro sito) con la quale viene bocciata per la terza volta ( una anche da parte del Consiglio di Stato) la norma della Gelmini sulla graduatoria dei precari.
Ovvero il fatto di non aver permesso l’ingresso in graduatoria, secondo il punteggio maturato, a decine di migliaia di docenti che, pur avendo fatto domanda in altre tre province, si sono ritrovati in coda ad altri colleghi nonostante un punteggio superiore.
Una classica “marchetta alla Lega” l’abbiamo definita, per impedire che qualche docente meridionale potesse “inquinare” qualche cattedra del nord.
Una norma palesemente incostituzionale, bocciata nuovamente dal Tar.
La Gelmini, di fronte alle sentenze negative precedenti, aveva fatto sempre finta di nulla, perseverando con arroganza nel suo errore: ora, se entro 30 giorni non provvede, rischia il commissariamento. Continua »
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Aprile 4th, 2009 Riccardo Fucile
ITALIA DEI VALORI E SINISTRA RADICALE SCHIERANO I PROPRI CANDIDATI, SCARSE LE INTESE… IL PATTO CON L’UDC NON DECOLLA… FIRENZE E BOLOGNA A RISCHIO
I sondaggi elettorali da mesi dicono che, rispetto alle politiche
dell’anno scorso, il Pd è in caduta libera, fino ad aver perso per strada quasi il 10% dei consensi.
In realtà solo una parte dei voti si è sposata sull’Italia dei valori, il calo più consistente deriva dalla disaffezione, ovvero da coloro che, pur non votando per il centrodestra, stanno alla finestra dell’astensionismo.
In Italia chi vince le elezioni lo fa perchè nel versante opposto prevale chi sta a casa. Non a caso, quando vinse Prodi, Berlusconi fu autore di una rimonta eccezionale in dieci giorni recuperando quasi il sette per cento dei voti.
Era riuscito a rimotivare molti suoi elettori delusi. Compito che, dopo la tragica gestione Veltroni, spetta a Franceschini che qualcosina è forse riuscito a recuperare, ma che deve sciogliere troppi nodi interni per sperare nel breve in un successo.
Si tratta nel contingente di riuscire a limitare i danni. Il problema più grosso il Pd lo ha con gli alleati, veri o presunti. E se le elezioni europee sono in fondo più “leggibili”, in quanto ciascuno fa corsa a sè, molto più delicate sono le contemporanee elezioni amministrative che coinvolgono decine di città importanti.
L’allarme lo ha lanciato Paolo Fontanelli, responsabile enti locali del Pd che durante una riunione al Nazareno ha avvisatola classe dirigente del partito che “per colpa di divisioni e personalismi sono in bilico le maggioranze di almeno 25 province su 63”. Continua »
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Marzo 30th, 2009 Riccardo Fucile
A NOLA L’IDV AVEVA ORGANIZZATO UNA FESTA IN DISCOTECA PER IL DOPO ELEZIONI.… I TITOLARI DEL “GLITTER” CHIEDONO ALL’ON. BARBATO (IDV) DI SALDARE IL CONTO DI 15.000 EURO, MA IL DEPUTATO NON PAGA… SIAMO AL PIGNORAMENTO SUL CONTO CORRENTE PARLAMENTARE
Facile ormai la battuta che circola in Parlamento sull’Italia dei Valori
“pignorati”. La storia ha inizio dopo le elezioni 2008 che, nonostante la vittoria di Berlusconi, fanno segnare un ottimo risultato per l’Idv a Nola, comune dell’hinterland napoletano.
Il neodeputato Francesco Barbato decide di fare una festa di ringraziamento per la sua elezione. La serata si svolge presso la discoteca “Glitter”, l’ospite d’eccezione è il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro.
Per allietare i 1.500 partecipanti, ci sono anche i fuochi artificiali e un cabarettista.
Diciamo una cosa non troppo sobria, ma giustificabilissima per un neoeletto. I problemi nascono dopo, quando nonostante ripetuti inviti e sollecitazioni, l’on. Franco Barbato si rifiuta di pagare il conto di 15.000 euro pattuita per la festa.
L’epilogo pare ormai inevitabile, ovvero il pignoramento della somma di 20.000 euro ( lievitata per le spese) chiesta dai legali della discoteca presso il Banco di Napoli che storicamente detiene la filiale interna a Montecitorio.
La famosa agenzia 1 presso la Camera dei deputati dove vengono accreditate le indennità dei parlamentari.
Il classico pignoramento presso terzi, secondo il nostro codice di procedura penale, molto comune orami nella prassi del processo di esecuzione, ma insolito nella storia parlamentare. Continua »
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Gennaio 18th, 2009 Riccardo Fucile
L’ITALIA DEI VALORI PARE IL COLOSSEO, SEMPRE CON LE PORTE APERTE, GENTE CHE ENTRA MA SOPRATTUTTO GENTE CHE SE NE VA… ELIO VELTRI, GIULIETTO CHIESA, ACHILLE OCCHETTO HANNO PURE FATTO CAUSA PER LA GESTIONE DELLA CASSA… MA CI SONO ANCHE MILLY MORATTI, FRANCA RAME, FLORES D’ARCAIS, BENIAMINO DONNICI, ALDO FERRARA, JEAN TOUADI, VALERIO CARRARA AD AVERE CONOSCIUTO I METODI DEL LEADER E AD AVER PRESO VELOCEMENTE LA PORTA
Quest’estate è toccato a Jean Leonard Touadi, originario del Congo, primo deputato di colore in Italia. Nell’Italia dei Valori c’è stato qualche mese, quando si è reso conto dell’aria che tirava ha fatto velocemente la valigia ed è trasmigrato nel Pd.
Tutti quelli che se ne vanno sbattono la porta, in punta di piedi non se ne va nessuno e la cosa comincia a fare pensare in molti.
Uno dei primi, nonchè grande animatore del movimento di Mani Pulite, fu Elio Veltri, dipietrista doc: fu il primo ad accusare Di Pietro di “gestione privatistica del partito” e ad aprire un contenzioso in tribunale con lui per un rimborso elettorale di cui non vide una lira.
Soldi e cesarismo, sempre la stessa litania per molti altri abbandoni.
Un partito atipico dove non è mai stato celebrato un vero congresso nazionale, ma solo feste con acclamazioni obbligate dei presenti nei confronti del capo.
Sembra di essere al Colosseo, con qualcuno che entra e tanti che se ne vanno. Continua »
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Dicembre 30th, 2008 Riccardo Fucile
RIPORTIAMO IL TESTO DELL’INTERVISTA CHE FRANCESCO COSSIGA HA RILASCIATO A ROBERTO SCAFURI DE “IL GIORNALE”… ECCO COME L’EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIUDICA ANTONIO DI PIETRO
Presidente Cossiga, ha visto? Preso in castagna, Antonio Di Pietro ha sgridato
pure il figlio Cristiano.
“Guardi se Di Pietro dice buongiorno, io sono certo che è già sera. Quando dice buonasera, sono sicuro che è l’alba”.
Che c’azzecca, presidente?
“C’azzecca, perchè mi tocca riconoscere che, avendo torto su tutto, stavolta Tonino la dice giusta: le raccomandazioni possono essere fatte da chiunque e non sono certo un comportamento penale. Io non le faccio più soltanto perchè non me lo chiedono”.
Di Pietro allora l’ha imbroccata, per una volta.
“Può capitare. Però mi chiedo che cosa avrebbe detto se le stesse intercettazioni avessero riguardato un esponente del Pdl o del Pd. Avrebbe sostenuto che la raccomandazione è un reato gravissimo e che le intercettazioni sono necessarie”.
Non è tutto oro quello che luce, nei comportamenti dell’ex pm.
“Oro di Campobasso, più falso di quello di Bologna” Continua »
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