Ottobre 31st, 2011 Riccardo Fucile
SI TEME LA RIAPERTURA STAMANE DEI MERCATI, FILO DIRETTO CON DRAGHI….IL RISCHIO DI UNA TEMPESTA SPECULATIVA. PESA ANCHE L’OSTILITA’ DELLA FRANCIA PER LE MANCATE DIMISSIONI DI BINI SMAGHI DAL BOARD DELLA BCE
«Abbiamo fatto tutto quel che potevamo, abbiamo firmato impegni con l`Europa da far tremare le vene ai polsi», confida il presidente del Consiglio ai suoi, in un misto di determinazione e rassegnazione.
Perchè ora si tratta di trasformare gli intenti in legge e il cammino, in Parlamento e sui mercati, appare subito proibitivo.
Prova a infondere coraggio ai big del partito e del governo, Berlusconi, in questo fine settimana che riesce a ritagliarsi in Sardegna.
Ma il clima è tutt`altro che rasserenato, l`atmosfera è elettrica, Palazzo Chigi è in stato d`allerta, in vista della riapertura dei mercati di stamane, in una settimana che il G20 di giovedì e venerdì rende già impegnativa.
Il Cavaliere è più che in apprensione, raccontano, dopo aver tirato un sospiro di sollievo col via libera condizionato di Bruxelles alla lettera di intenti.
Nelle ultime ore gli hanno spiegato che all`orizzonte si addensano nubi ancora più minacciose.
Non solo per il nuovo sos di ieri sulla fragilità italiana, che ha alimentato le voci su una«rete di protezione» da Paese a rischio alla quale lavorerebbero Ue e Fmi.
Ma soprattutto per l`allarme piuttosto circostanziato del quale i vertici della Bce avrebbero messo al corrente, in via riservata, le più alte cariche istituzionali.
Oggetto di preoccupati colloqui delle ultime ore sarebbe una tempesta speculativa ai danni dell`Italia dalle proporzioni più consistenti rispetto a quelle che già hanno segnato la scorsa estate.
Il timore, insomma, è che quanto avvenuto venerdì a chiusura dei mercati, con i rendimenti dei buoni del tesoro schizzati al 6 per cento, come non accadeva dal`97, e Piazza Affari scivolata giù del 2 per cento, sia stato solo un anticipo.
Della necessità di tenere alta la guardia sarebbe stato messo al corrente il capo dello Stato Giorgio Napolitano, come pure il sottosegretario Gianni Letta.
Il presidente della Repubblica ha incontrato il futuro presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, in ultimo giovedì al Quirinale, in occasione del passaggio di consegne al nuovo governatore di Bankitalia lgnazio Visco.
Il filo diretto tra Draghi e Palazzo Chigi, pur nella massima discrezione, è rimasto sempre aperto nell`ultima settimana di fibrillazione seguita all`ultimatum Merkel-Sarkozy all`Italia.
Tutti sono al corrente di quel che potrebbe avvenire. Il Cavaliere ha liquidato come voci «prive di riscontri» quelle circolate ieri sulla rete di salvataggio.
Nel suo entourage in molti ritengono che dietro quest`altro affondo ci sia ancora la forte ostilità di Parigi per le mancate dimissioni di Bini Smaghi dal board della Bce.
E chi ha sentito Berlusconi lo ha descritto su tutte le furie quel pasticcio del quale non riesce a venire a capo: «Ho fatto il possibile, la scelta è rimessa a lui».
Le ultime speranze sono affidate adesso alla “moralsuasion” del nuovo presidente, che proprio dal primo novembre si insedierà ai vertici della Bce.
«Sulla rete di protezione c`è stata una smentita da fonti Ue, mi sembra – minimizza il portavoce del premier Paolo Bonaiuti- Detto questo, grande attenzione ai mercati c`è sempre, ma non solo per quello italiano, la speculazione è in agguato e le turbolenze dureranno un altro anno, come ha detto la Merkel».
Dalle file del governo l`ordine impartito alla maggioranza è di mantenere i nervi saldi.
Mercoledì, Berlusconi ha convocato un Ufficio di presidenza Pdl per far quadrato in aula e trasformare in provvedimenti gli impegni presi a Bruxelles. Consapevole che il quadro politico e quello sociale – dopo il ricompattamento del fronte sindacale che minaccia un autunno caldissimo- è molto critico. Nella mano d`aiuto delle opposizioni nessuno in realtà confida, a destra.
«Eppure gli impegni presi ce li ha chiesti l`Europa, chi si defila non fa male al governo, ma al Paese – dice il sottosegretario Daniela Santanchè- Qui si tratta di essere responsabili per il bene dell`Italia».
Il fatto è che già su legge di stabilità e rendiconto il Parlamento si trasformerà in un Vietnam per la maggioranza che perde pezzi.
«Non è una fronda, come sostengono – spiega il senatore Pdl Giuseppe Saro, da tempo sul fronte critico come Pisanu e altri – ma una fetta ampia di parlamentari del centrodestra è consapevole che la missione che ci impone Bruxelles è irrealizzabile se non si costruisce una larga coalizione.
Nei prossimi giorni, quando i nodi dei mercati purtroppo verranno al pettine, quell`area vasta emergerà ».
Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica“)
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Ottobre 29th, 2011 Riccardo Fucile
DALLE PROMESSE AI FATTI CHIEDE IL RESPONSABILE ECONOMICO DELLA GERMANIA: “SOLO COSI’ L’ITALIA CONVINCERA’ I MERCATI”
Durissimo monito-accusa della Germania all’Italia: Roma deve decidersi con la massima
urgenza a passare dalle promesse di risanamento e riforme ai fatti, perchè molto del destino dell’euro e dell’Unione europea dipende dal futuro italiano.
Lo dice il ministro delle Finanze federale Wolfgang Schaeuble, ex delfino del padre della riunificazione tedesca e dell’euro Helmut Kohl e numero due di fatto del governo, nell’intervista a Der Spiegel anticipata dall’edizione online dell’autorevole settimanale di Amburgo.
E’il secondo avvertimento di Berlino al governo Berlusconi in poche ore, dopo che venerdì la cancelliera Angela Merkel, per bocca del suo portavoce Steffen Seibert, aveva pubblicamente auspicato che l’esecutivo italiano segua l’opinione del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Affermazione seguita dalle note dichiarazioni del presidente del Consiglio contro l’euro, che evidentemente qui in Germania hanno esasperato pessimismo e allarme sulla sorte politica e di conti pubblici della terza economia dell’eurozona.
Al vertice di Bruxelles abbiamo fatto grandi passi avanti, ma molto resta ancora da fare, dice Schaeuble a Der Spiegel.
E continua: resta da fare molto lavoro, soprattutto da parte dell’Italia.
Perchè l’Italia ha annunciato dichiarato e promesso più volte e da tempo di essere disponibile a misure severe e riforme di fondo, e adesso queste promesse devono diventare fatti, nel modo più urgente.
“Annunciare e promettere sono gesti che non bastano da soli” nell’attuale situazione in cui versa l’Europa, ammonisce il ministro più importante nel gabinetto di Angela Merkel.
Non è finita: l’ex delfino di Kohl e attualmente uomo-chiave dell’Eurogruppo passa a elencare tutto quanto, secondo lui, il governo italiano deve fare con la massima urgenza.
L’Italia, dichiara a Der Spiegel, deve prima di tutto ridurre in modo veloce e significativo il suo debito pubblico e rafforzare gli stimoli alla crescita economica.
Poi ha bisogno di riforme strutturali sul mercato del lavoro e nei suoi sistemi di sicurezza sociale.
”L’Italia”, prosegue, “deve convincere i mercati di essere decisa e determinata a varare e a portare a termine tutte queste riforme strutturali”.
Il suo secondo monito, il ministro lo ha lanciato alle banche europee, chiamate a partecipare spendendo ben più di quanto abbiano fatto finora al salvataggio della Grecia, degli altri paesi in preda alla crisi del debito sovrano e dell’euro: attenzione, ha avvertito, “vie e scelte meno consensuali da parte dei poteri politici non sono escluse”.
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Ottobre 27th, 2011 Riccardo Fucile
UNA VIGNETTA DOVE IL PREMIER TOCCA IL FONDOSCHIENA ALLA MERKEL…”LA SUA INCAPACITA’ DI GOVERNARE LA TERZA MAGGIORE ECONOMIA D’EUROPA HA DISTRUTTO LA SUA CREDIBILITA’ POLITICA E ORA PONE UNA MINACCIA A TUTTI I PARTNER EUROPEI”
“La caduta dell’Italia”. 
Si intitola così, senza mezzi termini, l’editoriale che apre la pagina dei commenti di oggi del Times di Londra.
E così come il Financial Times qualche giorno or sono, ora anche un altro tra i più autorevoli quotidiani britannici e d’Europa descrive una situazione sempre più allarmante per il nostro paese, con conseguenze pericolose per tutta l’eurozona, suggerendo una soluzione urgente: le dimissioni immediate di Silvio Berlusconi.
“L’Italia farebbe bene a disfarsi di Berlusconi”, comincia l’editoriale non firmato, dunque espressione della direzione del giornale.
“Non sono semplicemente delle sue avventure sessuali, dell’ombra della corruzione e della volgarità dei suoi commenti machisti, ad avere fatto perdere la pazienza ai suoi compatrioti. E’ la sua totale incapacità , dopo un totale di otto anni al potere, di riformare il corpo politico e mantenere le promesse. La sua incapacità di governare la terza maggiore economia d’Europa ha distrutto la sua credibilità politica e ora pone una minaccia esistenziale a tutti i partner dell’Italia nell’eurozona”.
Il Times ricorda i sorrisini di scherno scambiati tra la Merkel e Sarkozy al summit della Ue a proposito dell’impegno di Berlusconi per rimettere in ordine il suo paese: “Quegli sguardi dicono tutto. L’Europa non ne può più di questo pagliaccesco primo ministro, la cui irresponsabilità e codardia politica hanno aggravato l’attuale crisi”. l’Italia, prosegue l’articolo, è oggi di conseguenza “sull’orlo del disastro finanziario, e se l’Italia non può essere salvata, non ci sarà salvezza nemmeno per l’euro”.
L’editoriale afferma che, senza l’accordo dell’ultimo minuto con Bossi, Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere, il presidente Napolitano avrebbe potuto assegnare un incarico a un governo tecnico ad interim in grado di apparovare le urgenti misure necessarie all’Italia e all’Europa.
Ma il compromesso tra Berlusconi e Bossi è la “soluzione peggiore”, continua il Times, perchè la Banca Centrale Europea, senza un calendario di riforme di austerità , non potrà acquistare i titoli di stato italiani nella quantità necessaria a evitare una bancarotta a causa del debito.
E gli italiani perderanno tempo con una elezione anticipata senza avere prima risolto i problemi più gravi.
“Tutto viene rinviato da un primo ministro spaventato dalla reazione degli elettori”, conclude il Times.
“Due mesi fa questo giornale avvertì che l’irresponsabilità di Berlusconi stava trasformando un problema locale in un disastro d’emergenza. Quel disastro ha ora avvolto l’Italia e i suoi vicini. Il miglior servizio che il primo ministro italiano potrebbe rendere adesso al proprio paese è dimettersi immediatamente”.
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Ottobre 27th, 2011 Riccardo Fucile
POI IL PREMIER CHIEDE UN PASSO INDIETRO DI BINI SMAGHI DA VESPA E ARRIVA LA RISPOSTA DA PARIGI: “NON SERVONO GLI APPELLI IN TV, BISOGNA SAPER MANTENERE GLI IMPEGNI” …E SARKOZY HA EVITATO DI DARGLI LA MANO DAVANTI AI MEDIA
Silvio Berlusconi incassa il sì dell’Unione Europea al piano per la crescita e la riduzione del debito e, in collegamento telefonico con Porta a Porta, lancia un appello a Bini Smaghi perchè si dimetta dal board della Bce: “Deve lasciare, ci crea problemi con la Francia.
“E’ stato nominato dal governo – continua il premier – oggi il governo gli chiede di dimettersi per non creare un casus belli”.
Il premier ha ovviamente parlato anche delle misure contenute nella lettera inviata all’Ue: “Tutti hanno apprezzato i tempi e i provvedimenti, giudicandoli efficaci per contrastare la situazione di crisi”.
I provvedimenti previsti, ha continuato il premier, saranno approvati “nei prossimi mesi” e “mi auguro un comportamento responsabile dell’opposizione che dovrebbe impegnarsi a votare con noi perchè non sono misure che riguardano l’interesse della maggioranza ma di tutti gli italiani e che rappresentano per l’Italia un impegno nei confronti dell’Europa”.
Berlusconi affronta anche il tema dell’ironia con cui Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno risposto domenica a una domanda sulle rassicurazioni italiane: “La signora Merkel è venuta a scusarsi e mi ha detto che non c’era nessuna intenzione di denigrare l’Italia. Con lei i rapporti sono cordialissimi”.
Rapporti cordiali confermati dal portavoce della Merkel, che però smentisce seccamente le scuse. In un tweet, Steffen Siebert ha risposto così a chi gli chiedeva un commento sull’affermazione di Berlusconi: “Nessuna scusa perchè non c’era nulla di cui scusarsi”.
“Con Sarkozy – ha continuato il Cavaliere – non ho avuto modo di parlare. Non ci siamo incontrati. Purtroppo con la Francia c’è il caso di Bini Smaghi che non aiuta”.
Che la situazione con la Francia sia un po’ tesa lo confermano anche le parole del presidente francese nella notte, dopo l’accordo sul debito della Grecia.
“L’Italia ha due membri nel board della Bce. Sono felice per lei, ma non è una situazione che può continuare finchè non c’è alcun francese”.
E continua: “Ho la massima stima per Bini Smaghi, ma mi ero impegnato a sostenere la candidatura di Mario Draghi in cambio di impegni precisi”.
Poi la stoccata contro l’appello fatto dal premier Silvio Berlusconi: “È sempre meglio mantenere gli impegni. Non so se la televisione sia il modo migliore per farlo”.
A Porta a Porta, Berlusconi smentisce anche il patto con Umberto Bossi per andare al voto a marzo 8: “Inesistente, arriveremo al 2013”.
Infine, su una delle misure 9 contenute nella lettera di 15 pagine inviata alla Ue, quella sui licenziamenti più facili, spiega: “Le aziende in crisi potranno licenziare”, ma lo Stato aiuterà queste persone “con la cassa integrazione a trovare un nuovo lavoro”.
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Ottobre 27th, 2011 Riccardo Fucile
PARLA IL FAMOSO ECONOMISTA FRANCESE, CONSIGLIERE DI SARKOZY: “NON ABBIAMO PIU’ VOGLIA DI RIDERE, SOFFRITE DI UN DEFICIT DI CREDIBILITA'”…”BASTEREBBE UN CAMBIO DI LEADERSHIP PER RASSICURARE I MERCATI”
«Il problema dell’Europa oggi è Berlusconi. Se miracolosamente il vostro primo ministro
uscisse di scena, allora gran parte dell’attuale crisi sarebbe risolta». All’Eliseo non è più tempo di risate nè di battute.
Per Alain Minc, uno dei più fidati consiglieri di Sarkozy, «le sorti dell’Eurozona sono legate all’esito delle trattative a Roma».
Nel suo studio di avenue Georges V, l’economista francese chiede di essere aggiornato sui negoziati a Palazzo Chigi. «Aspettiamo con ansia che l’Italia non sia più umiliata e torni ad essere quel grande Paese che è»
Intanto lo scherno del presidente francese e della Cancelliera tedesca in conferenza stampa è sembrato fuori luogo.
«Berlusconi cerca di trasformare il discredito che pesa su di lui in un attacco all’Italia. Non è così. Le assicuro che nessuno ha più voglia di ridere, i francesi meno degli altri. Per Sarkozy sarebbe tutto più semplice se potesse contare su un leader italiano credibile e al suo fianco al tavolo dei negoziati con la Germania».
Cosa si aspettano Sarkozy e Merkel dal governo italiano?
«E’ stato spiegato al vostro primo ministro che l’Europa non si accontenterà più di generici impegni. Berlusconi deve portare riforme precise e vincolate se vuole che si attivi il meccanismo europeo di solidarietà ».
Ci sono anche molte divisioni nell’asse franco-tedesco.
«L’accordo si troverà e sarà sufficientemente ambizioso da garantirci una tregua di qualche mese. Il nuovo meccanismo finanziario serve a mettere delle stampelle al vostro debito finchè c’è Berlusconi. Senza di lui, l’attuale impianto europeo avrebbe già mezzi e strumenti sufficienti per affrontare la crisi. L’esempio della Spagna ce lo dimostra».
Il giudizio dei mercati sull’Italia non le pare ingiusto?
«E’ un problema psicologico. Manca la freddezza necessaria per valutare i vostri fondamentali, che in parte sono buoni. Soffrite di un deficit di credibilità . Non rimane che sperare che la Provvidenza cambi la leadership italiana, sostituendo Berlusconi con Mario Monti, ad esempio».
Convocare elezioni anticipate, come ha fatto Zapatero?
«Diversamente dalla Spagna, da voi non sembra esserci uno spirito europeo bipartisan. In questa fase, un governo tecnico permetterebbe di superare l’emergenza. Ho citato Monti perchè sarebbe una garanzia di rigore».
Per il Cavaliere, la crisi è dovuta alla fragilità delle banche franco-tedesche.
«Forse Berlusconi non legge l’inglese e non ha visto gli articoli dell’Economist. In ogni caso, anche la Francia attraversa una congiuntura difficile, bisognerà rivedere al ribasso le stime di crescita e fare nuovi tagli».
Il risanamento proseguirà nonostante l’avvicinarsi del voto?
«Il nostro sistema non si blocca in campagna elettorale. Siamo una monarchia elettiva. Fino all’ultimo giorno, il Presidente può decidere. Sarkozy si è impegnato su tre cose: mantenere la Tripla A, portare il deficit al 4,5% nel 2012 e a 3% nel 2013. Se non seguirà questi tre obiettivi sarà condannato dagli elettori».
I sondaggi dicono che è già condannato a perdere.
«Se si votasse oggi, forse. Ma visto che mancano 6 mesi, la partita è aperta. Il risultato si gioca su un piccolo margine, scommetto su meno di 4 punti di distacco tra i due candidati».
Anais Ginori
(da “la Repubblica”)
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Ottobre 26th, 2011 Riccardo Fucile
INVECE CHE ELIMINARE I COSTI DELLA CORRUZIONE NELLA P.A., COLPIRE I GRANDI EVASORI, SRADICARE I SETTE MILIARDI DI EURO SPERPERATI OGNI ANNO PER FORAGGIARE I TROMBATI SISTEMATI IN SETTEMILA ENTI, TASSARE I GRANDI PATRIMONI, IL GOVERNO PORTA LE PENSIONI A 67 ANNI NEL 2026 E AUTORIZZA I LICENZIAMENTI
La bozza della lettera inviata dal governo italiano per ora viene accettato dalla Ue che non
poteva fare diversamente.
Essa contiene l’impegno a consentire alle aziende, a partire da maggio del 2012, il licenziamento del personale per situazioni di crisi economica, l’innalzamento a 67 anni dell’età della pensione, la mobilità coattiva nel pubblico impiego e una stretta sui contratti parasubordinati con condizioni più stringenti per questi tipi di contratti.
Il libro dei sogni prevede altresì: entro il 30 novembre un piano per le dismissioni del patrimonio pubblico con un introito, in tre anni, di 5 miliardi; entro il 31 gennaio 2012 via libera alla delega fiscale.
Sono alcune delle risposte alle richieste della Bce e dell’Unione, che all’Italia chiedono da tempo maggiore flessibilità in uscita nel lavoro e tagli alla spesa. Il governo italiano indica anche la consueta patacca della tabella di marcia: entro il 15 novembre il piano di crescita
Inoltre, sono 4 le direttrici, nei prossimi 8 mesi, su cui il governo intende operare: entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori; entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese; entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia; entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.
Da un governo che non mai mantenuto una scadenza delle tante promesse lo scadenziario fa sorridere visto che ci hanno messo tre giorni per stilare questo generico documento.
In attesa del documento ufficiale, fonti Ue parlano di una probabile approvazione del piano.
Anche perchè bocciare l’Italia non era possibile, se non generando il crollo dell’euro.
Ora vedremo come reagiranno i mercati finanziari, quelli che contano.
La lettera – di cui le opposizioni chiedono l’immediata trasmissione al Parlamento – è composta da 16 pagine suddivise in 5 capitoli.
La bozza non contiene interventi sulle pensioni di anzianità , come richiesto dalla Lega, ma per quelle di vecchiaia prevede il rialzo dell’età a 67 anni, per donne e uomini, nel 2026.
Inoltre il governo ha messo in conto introiti per 5 miliardi in tre anni dalla cessione di pezzi del patrimonio pubblico. Il piano delle dismissioni dovrebbe essere approvato entro il 30 novembre prossimo previo accordo nella conferenza Stato-Regioni.
Arriva inoltre l’ennesima commissione per abbattere il debito pubblico.
Entro la fine dell’anno, si legge nella lettera, il governo “affiderà l’elaborazione di un piano organico per l’abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali”.
Il governo, nella sua lettera, annuncia più poteri all’Antitrust per favorire la concorrenza con un rafforzamento degli strumenti dell’Autorità entro il primo trimestre del 2012 soprattutto per evitare contrasti con la legislazione a livello locale.
La disposizioni sui licenziamenti ripropone il tentativo di aggirare l’articolo 18, già messo in campo nella manovra di agosto con l’articolo 8, mentre molto decise nei toni sono le misure annunciate per la mobilità nel pubblico impiego: il governo interverrà nella pubblica amministrazione, si legge, e renderà effettivi “con meccanismi cogenti/sanzionatori: la mobilità obbligatoria del personale; la messa a disposizione (Cassa integrazione) con conseguente riduzione salariale e del personale; superamento delle dotazioni organiche”.
La mission impossible di Berlusconi è quella di fare in 8 mesi ciò che non si è fatto in tre anni di governo.
L’Europa aspetta al varco l’Italia e vuole verificare se alle chiacchiere del governo seguiranno o meno i fatti..
Le reazioni in Italia sono negative.
“Procedendo così non si farà mai una riforma, ma si attaccheranno solo le persone più deboli”. Così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha commentato le prime indiscrezioni sulla lettera del governo alla Ue.
Su pensioni e licenziamenti, ha aggiunto il leader della Cisl, “reagiremo subito perchè non siamo d’accordo” e perchè su queste misure “non c’è stata alcuna discussione”.
Secondo Bonanni, gli annunci in materia di lavoro sono uno “specchietto per le allodole per gli imprenditori” e il governo così “istiga alla contrapposizione e alla ribellione” per cui il sindacato deciderà nelle prossime ore iniziative di protesta.
“Orrende anticipazioni sulla lettera del governo all’Ue”. E’ il copmmento del Pd, affidato al capogruppo della Commissione lavoro, Cesare Damiano: “Se il fulcro di una fantomatica manovra fatta di annunci e di compromessi pasticciati tra partiti di governo non più in grado di gestire la situazione è la libertà di licenziamento e la pensione a 67 anni per uomini e donne, siamo alla frutta – dice Damiano – . Questo governo dimostra di voler colpire sempre dalla stessa parte: i lavoratori, i pensionati e i ceti più deboli”.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, aggiunge che a giudicare dalle anticipazioni “toni e contenuti del documento del governo non lasciano purtroppo intravvedere niente di serio” e il governo ha voluto prendersi “qualche giorno di ossigeno” con l’Europa.
La risposta del governo all’Europa per affrontare la crisi è invece “deludente” secondo il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini.
“E’ stato convocato un cdm – dice Casini – poi disdetto perchè non in grado di assumere decisioni. Ora c’è una lettera che è stata cambiata fino all’ultimo momento che è assai deludente. Quindi siamo preoccupati”.
“La lettera alla Ue sembra il libro dei sogni”, ha aggiunto il leader dell’Udc. Preoccupato il presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, secondo il quale “così si rischia lo scontro sociale”.
Chi siede al governo, dice Di Pietro, “non vuole la pace ma lo scontro sociale, per questo è estremamente necessario che chi ha responsabilità istituzionali faccia finire la legislatura prima che lo scontro sociale aumenti. Di certo non si può fermare la disperazione con la repressione”.
“A giudicare dalle indiscrezioni di stampa che trapelano – commenta il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso -, lo spirito riformatore del governo si traduce in una ennesimo attacco sui licenziamenti, sul lavoro precario, sulle pensioni e che colpiscono in particolare le donne e il Mezzogiorno”.
Camusso propone agli altri sindacati una “iniziativa di mobilitazione unitaria che rimetta al centro le ragioni del lavoro e della crescita, ancora una volta negate dalle scelte di questo governo”.
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Ottobre 26th, 2011 Riccardo Fucile
BOSSI VUOLE LE URNE CON IL PORCELLUM, MA TEME L’OMBRA DI UN ESECUTIVO TECNICO….TREMONTI SCETTICO: “NON MI COINVOLGETE, CHI FA LA FRITTATA POI SE LA MANGIA”
Un patto per sopravvivere fino alla fine dell’anno.
Dopo una giornata di trattative al limite della rottura, Berlusconi e Bossi ritrovano un’esile intesa per evitare le dimissioni e un governo tecnico. È un patto segreto.
Un patto che garantisce a entrambi qualcosa.
Il premier ottiene così di accelerare l’andata in pensione a 67 anni, dando in pasto ai partner europei un assaggio di riforma.
In cambio il prezzo da pagare è alto: l’accordo prevede le sue dimissioni tra dicembre e gennaio e le elezioni anticipate nel 2012.
«Evitami la figuraccia a Bruxelles – è stato il discorso fatto dal cavaliere nel breve incontro a quattr’occhi con il Senatur – e io ti prometto che si va a votare a marzo. Con il Porcellum».
Appunto, la “Porcata” di Calderoli.
L’arma che il capo dei leghisti continua a considerare vitale per il suo partito. E per tenere a bada la fronda interna. A cominciare da Roberto Maroni.
L’azzardo resta comunque altissimo dato che il Cavaliere si presenterà oggi a Bruxelles senza un asso nella manica, senza quell’abolizione delle pensioni d’anzianità promessa soltanto tre giorni fa al termine del Consiglio europeo.
Un rischio enorme, di cui è ben consapevole il capo dello Stato.
Napolitano ha infatti ricevuto intorno all’ora di pranzo da Gianni Letta una prima bozza della lettera di intenti che Berlusconi porterà oggi con sè in Belgio, ma quello che vi ha letto non deve averlo tranquillizzato affatto.
Nel governo riferiscono infatti che il Quirinale l’ha giudicata del tutto «insufficiente» rispetto alle richieste. Solo titoli, nulla di concreto.
Nel governo è così scattato l’allarme rosso per le conseguenze di una possibile nuova bocciatura europea, che a questo punto non potrebbe che avere effetti pesanti anche sul mercato del debito e sullo spread.
Il caos è tale che nel pomeriggio, in ambienti di governo, si ipotizza persino un clamoroso forfait del premier, che sarebbe pronto a disertare il vertice europeo.
Una voce subito smentita da Paolo Bonaiuti, ma che rende bene il livello di fibrillazione raggiunto dalla maggioranza.
È Umberto Bossi, nel lungo vertice di ieri, a mettere il premier di fronte alla gravità della situazione: «È chiaro che hanno deciso di farti fuori. La regia è di Draghi: si stanno muovendo per sostituirti non l’hai capito? Se tocchi le pensioni noi rompiano e quelli ti fanno subito un governo tecnico. Dobbiamo invece arrivare insieme fino a gennaio».
Parole che fanno breccia nel premier, portando la tensione ai massimi livelli. «Umberto – replica il premier – io ho preso impegni vincolanti domenica, un segnale sulle pensioni lo dobbiamo dare assolutamente».
Così, sulle convenienze reciproche, matura l’accordo segreto.
Un passo obbligato, dal punto di vista del Carroccio, perchè Bossi continua a ripetere ai suoi che «ogni giorno che passiamo al governo perdiamo voti».
Le elezioni sono l’unica via d’uscita. Del resto anche Berlusconi ormai è consapevole di non avere più benzina nel motore.
Deve vedere approvata la legge sul processo breve per terminare il processo Mills, poi sarà pronto per tuffarsi in una nuova campagna elettorale.
Da candidato premier.
Andare avanti in questo modo è diventato impossibile. E a pesare non c’è soltanto lo scontro con Bossi.
Anche l’atteggiamento del ministro dell’Economia è tornato nuovamente sotto la lente d’ingrandimento.
«Non capisco – si è lamentato Berlusconi con un ministro – che partita stia giocando Tremonti. Mi dicono che sta dicendo in giro che il vero problema sono io, la mia credibilità , qualunque cosa portiamo in Europa».
A colpire il premier è stato anche l’annuncio fatto sabato a Bruxelles dal ministro dell’Economia di un piano «Euro-Sud».
Piano che non sarebbe stato discusso preventivamente con palazzo Chigi e di cui Berlusconi non sapeva nulla.
Lo stesso Tremonti, quando un collega del Pdl gli ha chiesto cosa pensasse della situazione, non ha nascosto la sua sfiducia sulla possibilità di uscirne, addossando al premier la responsabilità del caos.
Con una citazione d’antan di Amintore Fanfani: «Chi ha fatto la frittata ora se la mangi».
Francesco Bei
(da “La Repubblica“)
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Ottobre 25th, 2011 Riccardo Fucile
CON IL NO DELLA LEGA SULLA RIFORMA DELLA PREVIDENZA SOCIALE, IL PREMIER SI PRESENTA IN EUROPA CON UNA LETTERINA DI INTENTI IN CUI RICICLA I BUONI PROPOSITI DI AGOSTO… MA GIOVEDI’ VI SARA’ L’ESAME DELLE BORSE E DEI MERCATI
Da un lato l’Unione europea, dall’altro i mercati, al centro il braccio di ferro con la Lega. 
E nella manica non un asso, bensì una carta d’attesa: la letterina dei buoni propositi da presentare all’Ue, sperando che ci creda e che ci credano anche e soprattutto le borse.
Silvio Berlusconi si presenterà così a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo che dovrà decidere della bontà dei provvedimenti sulla crescita e, di conseguenza, sulla tenuta del suo governo.
Il problema, però, è che le misure per lo sviluppo non ci sono o, meglio, sono le stesse delle due manovre finanziarie d’estate.
In attesa del responso, l’esecutivo ha vissuto la giornata più difficile della legislatura.
Dopo 24 ore di vertici di partito e summit di coalizione, infatti, la montagna ha partorito due topolini: la missiva per Bruxelles e l’accordo con la Lega sulla riforma delle pensioni.
In tal senso, Bossi non ha mollato: si è detto disponibile al tetto dei 67 anni, ma ha alzato barricate sulle pensioni di anzianità .
Secondo alcune indiscrezioni, per l’età pensionabile si parlerebbe di un maxi scalone con applicazione progressiva dal 2012 al 2025.
Solo un brodino, quindi, per la fame di riforme del governo, che ora deve far passare per buona un’intesa al ribasso.
La ‘vittoria’ leghista è confermata anche dal titola d’apertura de La Padania, che in prima pagina rilancia il concetto con toni trionfalistici.
Incassata la vittoria di Pirro, il presidente del Consiglio cercherà di aggirare l’ultimatum di Bruxelles, che attende di conoscere i contenuti e il calendario del pacchetto per il rilancio della crescita.
Sarà un attesa vana, che il Cavaliere cercherà di aggirare con un memorandum di intenti.
Quest’ultimo punterà su due diversivi: l’ennesima riproposizione di ciò che è stato fatto (le finanziarie di agosto e settembre) e le rassicurazioni su ciò che si vorrà fare, ovvero il pareggio di bilancio entro il 2013.
Con quali strumenti?
Sempre gli stessi: solide basi per il gettito da recuperare con la lotta all’evasione e ferrea volontà di confermare i tagli.
Quanto alla ripresa, Silvio Berlusconi confermerà l’intenzione di procedere sul fronte delle liberalizzazioni, delle privatizzazioni, delle dismissioni così come su quello della riforma del mercato del lavoro e della ‘sburocratizzazione’ per le imprese.
Per quanto riguarda le pensioni, invece, il capo del governo annuncerà i piccoli ritocchi concessi dalla Lega e cercherà di confermare la sostenibilità del sistema pensionistico italiano.
L’Europa gli crederà ? Può darsi.
Per un motivo ben preciso: perchè Germania e Francia – è il pensiero del premier — non potranno protestare più di tanto visto che una caduta dell’Italia rischia di trascinare nel baratro anche tutta l’economia continentale.
Se l’Europa accettasse il compromesso made in Italy, però, il governo dovrà superare un altro esame, ancor più arduo.
Giovedì, infatti, i mercati potrebbero condannare definitivamente la mancanza di uno strumento per la crescita del Paese.
E in tal caso Berlusconi dovrà davvero mettere mano alle pensioni di anzianità o studiare qualche exit strategy, con il rischio concreto che Umberto Bossi decida di staccare davvero la spina.
In questa direzione vanno lette le indiscrezioni circolate oggi, a cominciare dall’ipotesi di un governo Letta o Schifani in caso di fine anticipata dell’esecutivo, con allargamento ad una coalizione di responsabilità e conseguente strappo definitivo con il Carroccio.
Berlusconi, però, a questa eventualità non vuole neanche pensare: proverà a resistere, almeno fino a Natale, in modo da preparare una uscita di scena ‘dolce’ che potrebbe arrivare a gennaio.
Ma il 2012 è ancora lontano: il futuro del presidente del Consiglio e del suo esecutivo è nelle mani dell’Europa e dei mercati finanziari.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Ottobre 24th, 2011 Riccardo Fucile
L’EUROPA CHIEDE ALL’ITALIA PROVVEDIMENTI STRUTTURALI ENTRO MERCOLEDI… BERLUSCONI PARLA DI RIFORMA DELLA PREVIDENZA MA LA LEGA DICE NO: BOSSI FORSE PREFERISCE ANDARE AL VOTO PRIMA DI FINIRE SOTTO L’8% E COSI’ FA FUORI I DEPUTATI VICINI A MARONI
Il Consiglio dei ministri si riunirà in seduta straordinaria stasera alle 18. 
La riunione per varare le misure strutturali sollecitate dall’Ue era stata preannunciata ieri sera da Silvio Berlusconi, al termine del consiglio europeo a Bruxelles.
Il tempo stringe: l’Unione europea vuole che mercoledì l’Italia si presenti al tavolo del vertice con le misure per la crescita.
Misure che – ha sostenuto il premier – lui avrebbe voluto adottare già da tempo ma che, “per colpa di altri”, era stato impossibile varare.
La principale riforma cui pensa Berlusconi è quella delle pensioni.
“Nell’Ue si è parlato di un’uguale età pensionabile per tutti a 67 anni – ha detto – Lo farò presente alla Lega anche perchè siamo l’unico Paese ad avere anche le pensioni di anzianità . Bossi ha a cuore i pensionati. Ma questo non collide. Gliene parlerò”.
Ma superare le resistenze del Carroccio non sarà facile.
Lo conferma la netta presa di posizione del capogruppo leghista alla Camera, Marco Reguzzoni, intervenuto questa mattina al programma di Maurizio Belpietro: “La Lega è contro qualsiasi riforma delle pensioni e contro la patrimoniale. E’ sempre stata contraria all’ipotesi di ridiscussione dell’età pensionabile. Abbiamo fatto le nostre proposte alternative. Di questa questione ne discuterà il Consiglio dei ministri”.
Altra misura che potrebbe essere esaminata dal consiglio dei ministri è la cessione degli immobili pubblici. “Forse potremo ridurre il debito pubblico anche prima del 2013 ponendoli sul mercato”, ha affermato Berlusconi a Bruxelles.
La Lega si sta posizionando in vista di elezioni anticipate: vuole vendersi la patacca di aver salvato le pensioni, come se i pensionati veri non fossero alle prese da anni con un aumento dei generi di prima necessità a fronte di pensioni sempre uguali.
Può anche essere giusto valutare un aumneto dell’età pensionabile, ma a fronte di cosa?
Per favorire l’occupazione giovanile o per finire nel calderone di uno Stato dove la corruzione e l’evasione fiscale impazzano?
E allora prima si pensi prima a recuperare i 60 miliardi che costa la corruzione pubblica in Italia, i 7 miliardi degli enti che foraggiano i politici trombati e i 120 miliardi di evasione.
Poi semmai si parlerà di età pensionabile.
In realtà la Lega sta sprofondando a livello di sondaggi e a questo punto forse per Bossi è meglio andare a votare a breve: eviterebbe di finire sotto l’8% e farebbe fuori i deputati vicini a Maroni.
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