Destra di Popolo.net

OLANDA, LA MESSA E’ FINITA: IL GOVERNO SI RIMANGIA L’ESPULSIONE DELLA FAMIGLIA ARMENA

Gennaio 31st, 2019 Riccardo Fucile

LA PREGHIERA NON STOP DURATA PIU’ DI TRE MESI HA VISTO LA MOBILITAZIONE DI 650 SACERDOTI E DECINE DI MIGLIAIA DI CITTADINI

La maratona religiosa della chiesa protestante di Bethel, all’Aia, è finita. Era stata una strategia per evitare il rimpatrio di una famiglia di profughi armeni, che si era vista rifiutare la richiesta di asilo, nonostante viva in Olanda da nove anni.
Il governo dell’Aia si   è espresso positivamente nei confronti della famiglia: i due genitori e i tre figli potranno restare, sopratutto perchè i ragazzi vanno ancora a scuola e all’università .
In Olanda la polizia non ha il diritto di entrare in un luogo di culto e interrompere una funzione religiosa. È proprio così che il parroco della chiesa è riuscito ad evitare il rimpatrio.
La famiglia Tamrazyan, cristiana credente, ma con il permesso di soggiorno scaduto, si era vista rifiutare la richiesta d’asilo, e ha avuto l’idea di chiedere “asilo” in chiesa.
Giorno e notte. La cerimonia è durata oltre tre mesi, con quasi 650 pastori e fedeli, provenienti da tutto il Paese, ma anche da Francia, Germania e Belgio, che si sono dati il cambio per proteggere i cinque armeni, organizzando una messa a oltranza.
La costanza è servita: il governo olandese si è arreso e ha garantito alla coppia, con i suoi tre figli, di restare nel Paese.
Questa battaglia non è stata utile solo per il nucleo famigliare in questione: il governo dei Paesi Bassi ha promesso di rivedere altre 700 richieste di asilo di minori che erano state rifiutate finora.

(da agenzie)

argomento: Europa | Commenta »

UNGHERIA, LA LICEALE BLANKA NAGY ESEMPIO DI VERA PATRIOTA CONTRO LA FOGNA SOVRANISTA DI ORBAN

Gennaio 30th, 2019 Riccardo Fucile

19 ANNI, MADRE OPERAIA, PADRE MORTO DI TUMORE, SI PRENDE CURA DI CINQUE SORELLINE: PER IL SUO DISCORSO CONTRO LA LEGGE SCHIAVITU’, ORBAN GLI HA SCATENATO CONTRO I MEDIA UNGHERESI: “VACCA”, “PUTTANA”… QUESTO E’ IL MONDO DEGLI AMICI DI SALVINI

George Soros non è piຠil solo nemico pubblico numero uno della maggioranza sovranista eletta ungherese. Adesso il bersaglio privilegiato dei media filogovernativi è una studentessa liceale 19enne, capelli rossobruni e occhi verdi, alla soglia della maturità , da tempo impegnata nei movimenti giovanili di protesta contro il carismatico leader magiaro Viktor Orbà¡n.
Si chiama Blanka Nagy, dopo la maturità  vuole studiare da regista. Da quando ha attaccato Orbà¡n, il presidente Jà¡nos Ader e la Fidesz, il partito al potere, in un durissimo e coraggioso discorso pubblico di sette minuti durante una manifestazione di protesta contro la cosiddetta legge-schiavitຠnella sua città  Kecskemèt, è lei il primo bersaglio di volgarissimi attacchi di columnist e reporter del la costellazione mediatica controllata da fondazioni di oligarchi vicine a Orbà¡n.
“Stupida vacca”, “miserabile puttana di strada”, “spregevole donna arrivista”.
Cosà­ la definiscono ogni giorno, la diffamano in pubblico nel paese magiaro dove gli oligarchi e le loro fondazioni controllano ben 432 testate e i media critici sono al minimo possibile.
Blanka non si spaventa, e non demorde. “Al liceo mi hanno ammonito, qualcuno dice che le università  mi rifiuteranno, ma allora tanto peggio, farò la cuoca. Amo cucinare, e non mi lascerò tappare la bocca”, ha detto intervistata dal reporter di Der Spiegel Kenà¶ Verseck.
Blanka è sotto tiro dal 20 dicembre scorso, quando – appunto da tempo attivista delle proteste giovanili, senza tessere in tasca – ha pronunciato un j’accuse di sette minuti contro Orbà¡n e il suo sistema di potere.
“Un’epidemia chiamata Fidesz ha infettato l’Ungheria”, ha detto acclamata dalla folla, “sono una banda di ladri che si arricchische col denaro dei contribuenti mentre la gente normale vive nella paura di non farcela ad arrivare a fine mese. Ho un messaggio per questa gente: dimettetevi e andate a fottervi!”.
“L’ultima frase mi è scappata per rabbia, ma non la ritiro”, ha spiegato Blanka al collega di Der Spiegel. La protesta cui partecipava era contro la contestata legge che autorizza fino a 400 ore annue di lavoro straordinario.
La campagna contro di lei l’ha cominciata Zsolt Bayer, giornalista amico di Orbà¡n e noto per attacchi antisemiti e contro i rom, “bestie che non dovrebbero esistere”.
Ha definito Blanka “vacca deficiente, miserabile penosa donna a buon mercato dominata da ambizioni”.
Poi si è unito al coro Andrà¡s Bencsik, direttore della testata governativa Demokrata: ha definito Blanka “Puttana di strada”.
Il preside del liceo dove Blanka, che vive nella cittadina di Kiskunfèlegyhà¡za, si prepara alla maturità  l’ha ammonita, non l’ha mai difesa nè a scuola nè in pubblico.
“Non mi fanno paura, una vita dura mi ha forgiato”, ha narrato la ragazza al settimanale tedesco. “Mamma lavora alla vicina fabbrica Mercedes, papà¡ era da tempo malato di cancro e io l’ho assistito. Accompagnandolo in ospedale, ho visto coi miei occhi lo stato catastrofico della Sanità  nel mio paese. Poi ho cresciuto io le mie cinque sorelle minori”. Attacchi e insulti non la preoccupano: “la questione non sono io o il mio futuro, ma il disastro cui quella gente ha portato il mio paese e la vita quotidiana della gente normale. Continuerò a parlarne in pubblico”.

(da agenzie)

argomento: Europa | Commenta »

MACRON SI PRESENTA A SORPRESA ALL’ASSEMBLEA DI 300 GILET GIALLI

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

SPIAZZATI DALL’ATTO DI UMILTA’, SI ALZANO IN PIEDI PER APPLAUDIRLO

Un po’ perchè colti di sorpresa, un po’ per testimoniare comunque il rispetto per chi si mette in gioco, 300 abitanti del paese di Bourg-de-Peage, nel cuore della Francia profonda, si sono alzati in piedi con i loro gilet gialli ed hanno applaudito Emmanuel Macron.
A sorpresa, oggi pomeriggio, il presidente si è presentato alla Maison des Associations del paesino di 10.500 abitanti, dove era in programma un “dibattito cittadino” esordendo così: “Mi scuso per essermi autoinvitato all’ultimo momento”. Infaticabile in questi primi giorni di “grande dibattito nazionale” da lui voluto per disinnescare la crisi sociale dei gilet gialli,
Macron ha risposto a una domanda di uno dei presenti che si era riferito alle sue origini e al suo lavoro di banchiere: “Ho avuto una vita prima – ha spiegato – poi ho cambiato e sono stato eletto dai francesi”.

(da “agenzie”)

argomento: Europa | Commenta »

FUGA DAL REGNO UNITO: SONY, AYRBUS E PERSINO LA BBC, COSI’ LE AZIENDE PRENDONO IL VOLO

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

L’ECONOMIA BRITANNICA RISCHIA DI PERDERE IL 10%, ECCO A COSA PORTANO LE POLITICHE SOVRANISTE

Quando era primo ministro, David Cameron aveva definito quella di James Dyson una “grande storia britannica di successo”.
L’inventore dell’aspirapolvere senza sacchetto aveva creato un’impresa redditizia grazie a quella rivoluzionaria tecnologia, diventando miliardario.
Ora che ha deciso di trasferire il quartier generale della sua società  dal Regno Unito a Singapore, Dyson sembra raccontare un’altra storia, sempre britannica: quella di Sony, Panasonic e di tutte le aziende che stanno andando via dall’isola inglese dopo il referendum su Brexit.
A preoccupare gli imprenditori e manager che operano in Gran Bretagna non è solo il divorzio di Londra con l’Unione europea, ma anche le modalità  della separazione.
Nel novembre scorso, infatti, già  un report del governo sottolineava che con un piano Brexit simile a quello negoziato dalla premier Theresa May, l’economia del Paese sarebbe stata del 3,9 per cento più piccola; diversamente, con un ritiro senza accordo, la Gran Bretagna avrebbe perso il 9,3 per cento del suo prodotto interno lordo nei prossimi 15 anni.
Dopo la disfatta di May alla Camera dei Comuni, che non ha approvato l’accordo negoziato con Bruxelles, uno scenario “no deal” (uscita dall’Unione senza un accordo certo) diventa sempre più possibile.
L’ultimo in ordine di tempo a esprimere preoccupazione per questa ipotesi catastrofica è stato il ceo di Airbus Tom Enders, che in un video ha sottolineato il timore per gli impianti del colosso di aeromobili nel Regno Unito, che potrebbero non sopravvivere a una rottura tragica dell’armonia comunitaria, da cui dipendono legami commerciali e catene di distribuzione.
“Se non ci dovesse essere un accordo per la Brexit, noi di Airbus dovremmo fare delle scelte potenzialmente dannose per la Gran Bretagna”, ha ammonito nel filmato pubblicato sul canale Youtube della società .
Il colosso produttore di aeromobili ha la sede principale a Toulouse, in Francia, ma dispone di molte strutture ingegneristiche e di produzione nel Regno Unito.
Conta 14 mila impiegati solo in Gran Bretagna ed è responsabile di oltre 110 mila posti di lavoro lungo la sua catena di distribuzione.
“Per piacere, non date ascolto alla pazzia dei Brexiteer (i cittadini che vogliono uscire dall’Ue) secondo cui Airbus non si trasferirà  perchè abbiamo tanti impianti nel Paese”, ha detto Enders, avvertendo che “ci sono così tanti Stati là  fuori pronti a costruire le ali dei velivoli di Airbus”.
Un messaggio recepito dall’esecutivo britannico, che ha mandato una delegazione al meeting annuale del World Economic Forum di Davos per rassicurare leader politici e investitori sul dopo Brexit.
Come si legge in una nota sul sito del governo, è in programma un intervento del cancelliere dello scacchiere Philip Hammond per convincere il mondo imprenditoriale a investire nel Paese anche dopo la separazione dall’Ue: “La Gran Bretagna è un gran posto dove fare business. E noi siamo determinati a far sì che rimanga tale, anche dopo aver lasciato l’Unione europea”.
L’incubo di nuove barriere commerciali e costi più alti per le aziende impedisce sogni sereni anche alla Sony che ha annunciato di trasferire la sede legale delle sue attività  europee ad Amsterdam, abbandonando così Londra.
“L’incertezza su Brexit è enorme”, aveva spiegato alla Cnn il portavoce della società  giapponese Takashi Lida. E non è la sola, visto che già  Panasonic aveva detto nell’agosto scorso che avrebbe spostato la sua sede legale europea in Olanda. Una paura che condividono le società  di servizi finanziari, al punto da spingerle a trasferire oltre mille miliardi di attività  fuori dal Paese. E anche grandi banche americane, come JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup negli ultimi tempi hanno pensato di spostare circa 250 miliardi di euro a Francoforte.
In generale, gli scenari caotici post Brexit se non paura hanno generato sicuramente apprensione per il futuro. Al punto che anche i mezzi di informazione corrono ai ripari.
La Bbc, il più grande gruppo radiotelevisivo britannico, sta cercando un luogo nel continente dove aprire una sede europea per continuare a trasmettere i propri programmi nei vari stati dell’Unione.
Tra le opzioni possibili, c’è Bruxelles “che è nella shortlist, ma si stanno considerando anche altre località , come Amsterdam“, fanno sapere alcune fonti vicine alla società . Come riporta il Guardian, a Davos il primo ministro belga Charles Michel ne avrebbe parlato anche con il direttore generale della Bbc Tony Hall. Un’altra destinazione papabile potrebbe essere l’Irlanda.
L’emittente britannica avrà  bisogno di licenze europee per trasmettere i suoi canali internazionali, che includono Bbc World, Bbc Entertainment, Bbc First e Bbc Earth, nel resto del continente dal 30 marzo nel caso in cui il Regno Unito lasci l’Ue senza accordo. Per assicurarsi queste licenze, quindi, potrebbe avere bisogno di un ufficio centrale o di spostare una parte consistente della forza lavoro di quel canale in uno Stato membro.
Sull’isola britannica tira una brutta aria e lo spettro del “no deal” potrebbe comportare anche un taglio degli investimenti diretti esteri nel Regno Unito. Secondo le stime del Centro studi Confindustria, il paese rischia di dover rinunciare in dieci anni a 282 miliardi di euro. E per gli stati dell’Unione potrebbe essere un’occasione da non perdere per attirare nuovi capitali stranieri.

(da “Business Insider”)

argomento: Europa | Commenta »

LA RELAZIONE DEL CONSIGLIO D’EUROPA: “IN ITALIA POLITICI CHE INCITANO ALL’ODIO RAZZIALE”

Gennaio 24th, 2019 Riccardo Fucile

PREOCCUPAZIONE PER “UN GOVERNO CHE OSTACOLA LE ONG, DICE CHE I PORTI SONO CHIUSI, METTE A RISCHIO VITE UMANE E VIOLA LE LEGGI INTERNAZIONALI”… QUALCUNO FINALMENTE SE NE ACCORGE

Un aumento dell’incitamento all’odio da parte dei politici, e del razzismo e xenofobia nel discorso pubblico, particolarmente nei media e su internet preoccupa l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.
È scritto nel rapporto di monitoraggio sull’Italia votato a Strasburgo, e che la delegazione italiana, bipartisan, voleva cambiare con emendamenti tutti però rigettati. Nella relazione su cui si basa il rapporto si esprime preoccupazione anche per la chiusura dei porti italiani ai migranti.
Nel rapporto, che contiene anche una valutazione di quanto fatto da altri Paesi membri del Consiglio d’Europa, sono dedicati all’Italia dodici paragrafi, su flussi migratori, lotta al razzismo, libertà  dei media, giustizia, corruzione.
Se nel testo non mancano le critiche e gli inviti a fare meglio, ci sono anche diversi apprezzamenti per quanto sinora fatto per allinearsi con gli standard dell’organizzazione.
La delegazione italiana compatta nel proporre e difendere gli emendamenti su ogni paragrafo dedicato al Paese si è spaccata al momento dell’approvazione dell’intero testo. I 4 componenti Pd presenti, Andrea Orlando, Elena Boschi, Piero Fassino e Roberto Rampi hanno votato a favore assieme al deputato di Forza Italia Francesco Scoma.
I restanti membri presenti appartenenti a Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e al gruppo misto del Senato hanno votato contro, con l’eccezione dell’astensione del deputato dei 5 stelle, Francesco Berti.
Tutti i componenti della delegazione della Lega non erano in aula.

(da agenzie)

argomento: Europa | Commenta »

EXPLOIT MACRON: GUADAGNA QUATTRO PUNTI E TORNA IN TESTA AI SONDAGGI, MARINE LE PEN RIDIMENSIONATA

Gennaio 24th, 2019 Riccardo Fucile

EN MARCHE SALE AL 23,5%, LE PEN CALA AL 20,5%, REPUBBLICANI 12,5%, COMUNISTI 9,5%, VERDI 9%, SOCIALISTI 6%… E SE SI PRESENTASSERO ANCHE I GILET GIALLI, PER LE PEN E MELANCHON SAREBBE UN BAGNO DI SANGUE

Qualche analista politico dovrà  rivedere le sue teorie: il partito presidenziale La Re’publique En Marche e gli alleati centristi del Modem risultano al primo posto davanti al Rassemblement National di Marine Le Pen in un ultimo sondaggio in vista delle elezioni europee di maggio.
Secondo lo studio realizzato dall’istituto Elabe per Bfm-Tv, la lista maggioritaria del presidente Emmanuel Macron guadagna 4 punti rispetto al precedente sondaggio, con 23,5% dei favori.
Secondo, il Rassemblement National di Marine Le Pen, con il 20,5% dei favori, stesso livello di due mesi fa.
E molto dietro i Re’publicains (12,5%), France insoumise (9,5%) di Jean-Luc Me’lenchon, Europe-Ecologie-Les Verts (9%) e partito socialista (6%)
Ancora fuori dal rilevamento i Gilet Gialli la cui presenza potrebbe portare via voti a Le Pen e Me’lencho
Il 15 gennaio scorso, il presidente francese in crisi ha lanciato un ‘Grande dibattito nazionale’ per sedare le proteste dei gilet gialli e trovare una soluzione condivisa alle loro numerose rivendicazioni.
In meno di 5 giorni, ha già  dibattuto con oltre 1000 sindaci incontrati in provincia.
Una ‘maratona che intende continuare nei prossimi giorni e settimane. Anche perchè, osservano a Parigi, l’iniziativa sembra portare i suoi frutti.
Secondo uno studio Ifop pubblicato domenica, la popolarita’ del capo dello Stato ha ripreso colore, con una progressione di 4 punti, al 27%.
E secondo un altro sondaggio Ifop, la Re’publique En Marche ha guadagnato 5 punti in vista delle europee di maggio (al 23%), tornando davanti al Rassemblement National di Marine Le Pen che cala invece di 3 punti (21%).

(da agenzie)

argomento: Europa | Commenta »

INTERVISTA AL GENERALE CAMPORINI: “IL TRENO DI AQUISGRANA E’ PARTITO, L’ITALIA E’ RIMASTA SUL MARCIAPIEDE”

Gennaio 23rd, 2019 Riccardo Fucile

L’EX CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA ED ESPERTO DI QUESTIONI INTERNAZIONALI: “IL GOVERNO E’ CONCENTRATO SUL PROPRIO OMBELICO, VEDE LE QUESTIONI INTERNAZIONALI SOLO IN FUNZIONE DELLA POLITICA INTERNA E BUTTANO TUTTO IN CACIARA”

“Il treno è partito e noi siamo ancora sul marciapiede”. Il “treno” di Aquisgrana, vale a dire il Trattato di difesa siglato ieri nella città  tedesca da Germania e Francia.
La metafora “ferroviaria”, non certo lusinghiera per l’Italia, è del generale Vincenzo Camporini, già  Capo di Stato maggiore della Difesa, attualmente Vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI).
Generale Camporini, qual è la valenza strategica del Trattato di Aquisgrana sottoscritto ieri dal presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel?
Prima di tutto va rimarcato che si tratta dell’evoluzione di una intesa politica saldata al tempo di De Gaulle e Adenauer. In pratica bisognava rifare il ‘tagliando’ al Trattato dell’Eliseo, rispetto al quale il ‘Patto di Aquisgrana’ è una evoluzione che stava nelle cose, a prescindere dalle circostanze politiche in cui è stato concluso. Va però subito aggiunto che queste circostanze politiche hanno accresciuto l’urgenza di questo ‘tagliando’. In pratica, negli ambienti europeisti, e non c’è dubbio che Macron e la Merkel ne facciano parte, cresce il fastidio per le lungaggini, i distinguo, i particolarismi che si avvertono in tutto il Continente. In questa ottica, personalmente leggo il ‘Patto di Aquisgrana’ come una sveglia…
Ma l’Italia questa sveglia l’ha sentita?
L’Italia è concentrata sul proprio ombelico, vive le vicende internazionali come funzionali alla politica interna, senza rendersi conto che così facendo la nostra capacità  di influire sulle dinamiche globali e regionali è azzerata.
Si tratta di un processo irreversibile?
No, non è un processo irreversibile ma recuperare sarà  molto difficile e faticoso. Da sempre la credibilità  italiana non è mai stata assoluta. Noi abbiamo sempre dovuto dimostrare, anche a livello personale, che siamo bravi e capaci, mentre per altri, per fare un nome, l’Olanda — vedi il caso dell’Agenzia per il farmaco — la cosa era data per scontata. Quindi si faceva fatica prima, se ne farà  ancora di più nel futuro.
Subito dopo la firma del Trattato di Aquisgrana, Berlino ha rimesso in discussione la sua partecipazione alla missione navale “Sophia”. Da cosa nasce questa presa di posizione da parte tedesca?
Una ipotesi potrebbe essere che infastiditi dalla gestione Salvini, a Berlino si sia considerata la missione ‘Sophia’ non più efficace a fronte dei fini dichiarati e dei costi che ne conseguono.
Generale Camporini, il Governo gialloverde ha una idea di difesa?
Temo che abbia una visione molto schematica, per non dire ideologica, della funzione dello strumento militare nelle dinamiche della politica internazionale. È storia vecchia, perchè non basta compiacersi della buona, e meritata, fama dei nostri carabinieri nelle operazioni di peacekeeping. Manca nella cultura della classe politica nazionale, la consapevolezza dell’esigenza ineludibile, in certe circostanze, dell’uso anche estrema, della forza.
La missione “Sophia” richiama un dossier caldissimo: la Libia. Quale giudizio dà  dell’iniziativa italiana successiva alla Conferenza di Palermo del novembre scorso?
Dopo Palermo, sarebbe stato necessario un lavoro certosino, sotto le righe, per l’ideazione e l’applicazione di una politica comune, in particolare tra Italia e Francia. Invece, per dirla alla romana, si è preferita la ‘caciara’, con il risultato di un isolamento totale della posizione italiana. Non ci resta che sperare nei successi delle politiche dell’Eni…
Non da oggi si afferma da più parti che nel Governo in carica, esistano, e spesso confliggano, due linee di politica estera: quella “inclusiva” portata avanti dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, e quella “muscolare” della quale il titolare del Viminale e vicepremier leghista, Matteo Salvini è l’indiscusso facitore. Si tratta di una forzatura giornalistica o c’è sostanza in questa lettura?
Credo che risponda in qualche modo alla realtà , che dà  l’evidenza di quanto già  detto prima, e cioè che taluni usano strumentalmente i temi della politica estera a fini di spiccioli vantaggi elettorali.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Europa | Commenta »

INTERVISTA ALL’EX LEADER AFD PETRY: “IL PARTITO E’ DIVENTATO RAZZISTA ED ESTREMISTA, PER QUELLO ME NE SONO ANDATA”

Gennaio 21st, 2019 Riccardo Fucile

AFD SOTTO INCHIESTA, INDAGINI DELLE AUTORITA’ PER IL SUO POSSIBILE SCIOGLIMENTO

Il suo addio aveva stupito tutto il partito e il resto della politica tedesca perchè avvenuto proprio in concomitanza con la sua storica elezione al Bundestag, nel 2017. Ma dopo l’annuncio dell’avvio di indagini da parte dell’Ufficio per la difesa della Costituzione sull’operato di Alternative fà¼r Deutschland (Afd) per verificare se esistano le basi per l’avvio di una procedura di incostituzionalità , Frauke Petry, ex leader della formazione di estrema destra tedesca e fondatrice di Die Blaue Partei, racconta a Ilfattoquotidiano.it di vedere confermati i propri timori: il partito “liberale e conservatore” che aveva sognato si è trasformato in un movimento “nazionalista e autoritario”.
E’ sorpresa per le indagini dell’Ufficio per la Difesa della Costituzione sull’operato di Afd?
“Sorpresa? Niente affatto. Anzi, penso che queste indagini siano state avviate in ritardo. Fino al 2017 ho guidato Alternative fà¼r Deutschland e dal 2016 fino al mio addio, a settembre, ho potuto vivere in prima persona il processo di radicalizzazione all’interno del partito. Mi chiedevo: ‘Se lo vedo io, come possono non accorgersene le autorità ?’”
Lei ha lasciato il partito in un momento estremamente positivo. Tra l’altro, era appena stata eletta al Bundestag. Cosa l’ha portata al passo indietro?
“Voglio fare una premessa: non credo, come molti hanno scritto, di aver lasciato il partito nel suo momento migliore. Voglio ricordare che nel 2016, nella prima parte del mio mandato, eravamo tra il 17 e il 20% di consensi. Nel 2017 abbiamo preso ‘solo’ il 13,6%. In quel momento, mentre tutti festeggiavano, io ho visto la decadenza del partito. Non avevamo vinto, stavamo perdendo terreno. E le cause vanno ricercate, a mio parere, in ciò che è stato deciso nel Congresso del 2017: lì, la maggioranza di Afd decise che non voleva diventare la nuova destra tedesca, un partito liberale e conservatore, ma prevalsero le istanze di protesta, l’estremismo e le aspirazioni distruttive più che costruttive. A quel punto capii che non c’era più spazio per me nel partito”.
Le indagini dei servizi si stanno concentrando soprattutto su Junge Alternative, l’organizzazione giovanile, e su Bjà¶rn Hà¶cke, esponente dell’ala più estremista. Lei tentò di estrometterlo quando definì il Memoriale sull’Olocausto “un monumento della vergogna”. Aveva visto il pericolo di una svolta verso l’estremismo di destra?
“L’ala più radicale del partito, Der Flà¼gel (L’Ala, ndr), è stata fondata nel 2015 proprio da personaggi come Bjà¶rn Hà¶cke con l’intento di imprimere una svolta nazionalista ed estremista. Quella che inizialmente era una minoranza ha guadagnato terreno piano piano, fino a rappresentare la maggioranza dei membri nel 2017. Questo gruppo è appoggiato da personaggi importanti come il leader di Afd nel Bundestag, Alexander Gauland, oltre che da politici che prima avevano una visione più moderata e che sono stati anche miei collaboratori, come Alice Weidel e Beatrix von Storch (quest’ultima nipote del ministro delle Finanze di Hitler più volte finita sotto accusa per esternazioni razziste, ndr). Questo perchè nel partito si è instaurata una corsa alla scalata, alla popolarità , al potere. La maggioranza ha inseguito il successo politico a spese dei principi che ci avevano unito e lo hanno fatto pensando che appoggiare Hà¶cke fosse la strada vincente. Il partito oggi è questo: se si cancella Der Flà¼gel, si cancella il partito”.
Con lei la linea da seguire era: mai fare alleanze o avvicinarsi agli estremisti. Nel 2018, a Chemnitz abbiamo visto sfilare i leader di Afd al fianco dei vertici di Pegida. In quell’occasione, Lutz Bachmann, leader storico del movimento anti-Islam, disse: “Ecco la vera natura dell’Afd”. È d’accordo?
“Sì, l’Afd di oggi è proprio questo, ha ragione Bachmann, un partito che strizza l’occhio all’estremismo di destra. Basta vedere come è organizzato oggi: Der Flà¼gel ha imposto alla formazione una struttura totalitaria e verticistica che fa capo a Hà¶cke, Gauland e pochi altri. Ma queste strutture sono quasi impenetrabili, invisibili, ben nascoste. È difficile che un esterno possa accorgersi di questa organizzazione di tipo autoritario”.
Vista la sua conoscenza del partito, crede che un suo scioglimento per incostituzionalità  sia possibile e giustificato?
“Non lo so, sinceramente. Le indagini sono appena state avviate, non sono ancora saltate fuori delle prove che facciano pensare a uno scioglimento. Ci vorranno anni per vedere i risultati del lavoro investigativo. So solo due cose. La prima, che in Germania esistono movimenti ancora più estremisti di Alternative fà¼r Deutschland che non sono stati sciogliti, ad esempio la Npd (Partito Nazionaldemocratico di Germania, ndr). La seconda, è difficile che l’Ufficio per la Difesa della Costituzione trovi prove così schiaccianti da giustificare la messa al bando di un partito che ha il 14-15% dei consensi. Non si tratta di cancellare un partitino, ma una delle principali forze politiche del Paese”.
Vede delle somiglianze con altre formazioni sovraniste europee? Ad esempio con la Lega di Salvini in Italia.
“Credo sia difficile fare dei paralleli con Afd e altre formazioni europee. Tralasciando il fatto che il sistema politico tedesco è decisamente diverso da quello italiano, noto una differenza sostanziale tra Alternative fà¼r Deutschland e partiti come Lega, Front National, Fpà¶ o Diritto e Giustizia: la formazione tedesca è l’unica che non cerca e non vuole alleanze. Quando sono diventata leader del partito, nessuno all’interno si era mai occupato di intessere rapporti con altre formazioni tedesche o europee. Lo abbiamo fatto io e mio marito, Markus Pretzell. Da quando sono uscita, la tendenza isolazionista è tornata. A differenza di Salvini, che sta cercando di fare alleanze con diversi movimenti, Afd è isolata in campo europeo. Ad esempio, non ci sono contatti personali fra i leader di Afd e Salvini. Inoltre, la Lega governa in Italia in coalizione con il Movimento 5 Stelle, Fpà¶ fa lo stesso in Austria, mentre Afd rifiuta qualsiasi coalizione anche interna alla Germania. È un partito di protesta e di rottura. Non vuole il potere nelle proprie mani, se non con una maggioranza assoluta in Parlamento”.
Adesso lei ha fondato un nuovo partito, Die Blaue Partei (#TeamPetry). Cosa ha portato via dalla sua Afd e cosa invece ha deciso di abbandonare?
“Ho lasciato una retorica fatta di richiami alla Seconda Guerra Mondiale, che vorrei ricordare è finita 70 anni fa, ho lasciato una politica economica non più liberale ma di sinistra, che difende il salario minimo (con il 40% di contributi sociali), un principio ancora giovane in Germania e che noi non condividiamo. Ho lasciato un partito patriottico non nel senso della ricerca di una convivenza culturale anche europea, come facciamo noi, ma basato sulle distinzioni di tipo etnico e razziale. Ho invece preso il pensiero conservatore e liberale che caratterizzava il partito durante il mio mandato, fondato su alcuni pilastri fondamentali: famiglia, sicurezza garantita dallo Stato, controllo dei confini, uno Stato responsabile dell’educazione e dello sviluppo infrastrutturale ma mai interventista in campo economico, il sostegno alle piccole e medie imprese”.
E dell’Europa che visione avete?
“Vogliamo un’Europa più tollerante riguardo all’autonomia dello Stato e alle decisioni interne. Crediamo nella diversità  culturale europea e ci piace che l’Ue sfrutti questa situazione. Accettiamo le differenze ma vogliamo sfruttare anche gli aspetti che ci tengono uniti, come la libertà  di movimento o il mercato unico europeo. Siamo contro un sistema fiscale europeo e, in fondo, anche alla moneta unica che ha danneggiato alcuni Paesi europei, non solo l’Italia ma anche la Germania. Siamo favorevoli a una difesa comune e a una collaborazione europea nel controllo dei confini esterni. Non crediamo, però, nel principio di delega a prescindere nei confronti dell’Ue: è inutile chiedere a Bruxelles di occuparsi di certe tematiche se le strutture non funzionano. A quel punto, meglio che ogni Stato le gestisca autonomamente. Infine, vogliamo un’Unione più trasparente, che permetta ai cittadini di sapere chi si occupa di certe questioni e come lo fa. Vogliamo riformare la struttura e i poteri di Commissione e Parlamento europeo proprio per favorirne la trasparenza”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Europa | Commenta »

MARINE LE PEN SPIEGA CHE NON VUOLE PIU’ USCIRE DALL’EURO

Gennaio 18th, 2019 Riccardo Fucile

“NON E’ PIU’ UNA PRIORITA’, ORA POSSIAMO CAMBIARE L’EUROPA DALL’INTERNO”… GIRAVOLTA DOPO LA SCONFITTA ALLE POLITICHE

Lei la svolta l’ha fatta prima di Salvini. E gli antieuro nostrani predissero un futuro grigio per Marine Le Pen che non vedeva più l’uscita dall’euro tra le sue priorità  sostenendo che lei sarebbe stata rovinata da quella scelta politica che qualche mese dopo anche il leader della Lega ha fatto.
E oggi la leader del Rassemblement National (che non è più un Front) spiega al Corriere le ragioni di questa scelta:
Alla prova dei fatti, l’interesse nazionale di un Paese sembra non poter coincidere con quello di un altro, difficile arrivare ad accordi concreti dove ci guadagnano tutti, «win-win», come direbbe Donald Trump. Ma questa è una questione successiva, da affrontare magari una volta raggiunta quell’Europa «dei popoli» dove «ogni Stato recupera sovranità  e controllo del territorio». Intanto, sul modo per arrivare a quell’obiettivo, l’intesa con Salvini è totale.
A cominciare dalla questione dell’euro e della permanenza nell’Unione europea. Leader di lotta e (nelle sue speranze) di governo, Marine Le Pen dice che «siamo un partito pragmatico, non ideologico. Eravamo per l’uscita dall’euro e dall’Unione europea quando l’unica alternativa era tra la totale sottomissione a Bruxelles e l’abbandono della Ue».
La minaccia di un ritorno al franco, pur con molte ambiguità , alle presidenziali del 2017 è costata a Marine Le Pen i voti di molti francesi spaventati da una mossa che sembrava pericolosa.
E adesso? «Oggi le condizioni politiche sono totalmente cambiate. Le nostre idee avanzano ovunque in Europa, e in Italia sono al governo».
§E come ci ha rinunciato Salvini, che partecipò al congresso FN di Lione 2011 esibendo sul palco la maglietta «no euro», pure Marine Le Pen accantona il sogno di uscire dalla moneta unica e dall’Unione.
«Ora possiamo cambiare l’Europa dall’interno, uscire e adottare una nuova moneta non sono più le priorità . I trattati sono interpretabili a piacere, basti guardare cosa ha fatto la Bce con il quantitative easing. Quando il presidente della Commissione non sarà  più Juncker ma una personalità  espressione delle idee mie e di Salvini, la vita dei cittadini migliorerà ».

(da “NextQuotidiano“)

argomento: Europa | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.800)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (504)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL NO AVANTI DI 5 PUNTI. L’ISTITUTO “IXÈ” CERTIFICA IL SORPASSO DEL “NO” (TRA IL 51,3-54,3%) SUL “SÌ” (45,7-48.7%) . LA PERCENTUALE DEI CITTADINI CHE HANNO INTENZIONE DI ANDARE A VOTARE È DEL 46%
    • “LA POLITICA ECONOMICA DI TRUMP È UN FALLIMENTO MISERABILE”. JOSEPH STIGLITZ, PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA: “IL PRESIDENTE CERCHERÀ DI FARE TUTTO CIÒ CHE PUÒ. NON HA MAI PRESTATO MOLTA ATTENZIONE ALLA LEGGE. POTREBBE IMPORRE ILLEGALMENTE UN’ALTRA SERIE DI DAZI, CHE DARANNO ORIGINE A ELEVATI LIVELLI DI INCERTEZZA E A NUMEROSE SFIDE LEGALI”
    • ESTORSIONI, MINACCE E ARRESTI NON FATTI: LA “DOPPIA VITA” DI CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO ARRESTATO PER L’OMICIDIO DEL PUSHER MAROCCHINO ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO
    • MIGRANTI, L’ATTACCO DEI VESCOVI AL GOVERNO: “SCELTE POLITICHE DISUMANE”
    • MENO MALE CHE C’È MATTARELLA A TENERE ALTA L’ATTENZIONE SU NISCEMI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA È ANDATO NEL PAESE CHE DA UN MESE VIVE CON IL FIATO SOSPESO: UN CENTINAIO DI FAMIGLIE HANNO PERSO LE LORO CASE PER SEMPRE, ALTRE NON SANNO QUANDO POTRANNO RIENTRARE
    • IL GRANDE VINCITORE DEI GIOCHI DI MILANO-CORTINA SI CHIAMA GIOVANNI MALAGO’: L’EX PRESIDENTE DEL CONI (A CUI IL GOVERNO MELONI HA NEGATO LA PROROGA DEL MANDATO) SI GODE IL SUCCESSO E INVITA A NON BRUCIARE LE TAPPE SULLA CANDIDATURA OLIMPICA DI ROMA NEL 2040
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA