Novembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
LA GAFFE FA IL GIRO DEI SOCIAL: VISTO CHE NON CI VA QUASI MAI PER FORZA CHE NON CONOSCE IL CALENDARIO DEI LAVORI
Chi di selfie ferisce (o vorrebbe ferire), di gaffe perisce. Giovedì mattina Giorgia Meloni si è
presentata a Montecitorio, luogo a lei deputato per via della sua carica parlamentare. Una volta entrata nel famoso Transatlantico, quel lungo corridoio arredato a mo’ di salotto dove passano tutti i deputati della Camera, ha visto il vuoto e il silenzio. «C’è nessuno?», si sarà chiesta la leader di Fratelli d’Italia citando la particella di sodio di una famosa pubblicità . Ma nessuna risposta.
Allora l’idea geniale: denunciare l’assenza di tutti su Instagram. Peccato che, come da calendario, il giovedì mattina (la fotografia è stata pubblicata sul suo canale social intorno alle 10) sia dedicato al lavoro nelle Commissioni.
Ecco spiegato quell’assordante silenzio nel Transatlantico denunciato da Giorgia Meloni. Ma, forse, la leader di FdI non lo sapeva.
E allora ha fatto partire l’attacco: «Ops, transatlantico deserto. Perchè oggi non si vota e a chi manca non decurtano lo stipendio e non viene segnata come assenza. Tutti a casa di giovedì i moralizzatori grillini? Dai mi sento sola venite a farmi compagnia, assenteisti! Capito perchè il M5S ha bocciato la proposta di Fratelli d’Italia per fare timbrare il cartellino ai parlamentari?».
Giorgia Meloni non conosce il calendario della Camera?
E a sottolineare la gaffe di Giorgia Meloni è stato anche il deputato del Movimento 5 Stelle Paolo Giuliodori che, prima di spiegare alla leader di FdI cosa accade il giovedì mattina a Montecitorio, ricorda la sua percentuale di assenze.
«Ciao Giorgia, io cambierei chi ti gestisce il calendario altrimenti non si spiega il tuo 27% di presenze in aula — ha scritto Paolo Giuliodori rispondendo al post Instagram della leader di FdI -. Se vuoi lavorare ci trovi al quarto piano di Montecitorio, nelle varie Commissioni».
Game, set. Match.
(da agenzie)
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Novembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
IN PARLAMENTO E IN CONSIGLIO COMUNALE LA BADANTE DI SALVINI E’ LATITANTE
Stamattina Giorgia Meloni ha deciso di andare all’attacco dei grillini mostrando su Facebook una foto del Transatlantico vuoto (alle 9 e 30 di mattina…) dicendo che i moralizzatori grillini oggi sono a casa perchè non si vota e quindi non si decurta lo stipendio:
“Ops, transatlantico deserto. Perchè oggi non si vota e a chi manca non decurtano lo stipendio e non viene segnata come assenza. Tutti a casa di giovedì i moralizzatori grillini? Dai mi sento sola venite a farmi compagnia, assenteisti! Capito perchè il M5S ha bocciato la proposta di Fratelli d’Italia per fare timbrare il cartellino ai parlamentari?”
Ma come mai Giorgia ha deciso di prendersela con le assenze altrui? Un paio di giorni fa sul Blog delle Stelle è comparso un post che attaccava proprio la Meloni sulle presenze alla Camera:
“Dall’inizio della legislatura, è stata assente al 72% delle votazioni. Cioè, quando si votavano provvedimenti importanti per il futuro del Paese e a vantaggio dei cittadini, lei spesso non c’era. Sette volte su dieci non c’era. Non è quasi mai presente, ma lo stipendio da parlamentare, pagato dai contribuenti, lo prende pieno e si riempie la bocca e parla a vanvera di approvare leggi e provvedimenti. Insomma predica bene e razzola male. Anche in Campidoglio la Meloni non si vede mai, si è palesata solo 8 volte in un anno. In Comune, infatti, garantisce solo la presenza minima per non decadere, ed ha collezionato il 90% delle assenze. Non è certo un bell’esempio di rispetto per le istituzioni e per coloro che l’hanno votata per rappresentarli. Ma a quali cittadini risponde Giorgia Meloni se non lavora mai? Come giustifica i 14mila euro al mese del suo stipendio da parlamentare? Andando in giro a fare solo campagna elettorale, come il suo alleato Salvini, che faceva i video dal Papete?”
Oggi quindi la Meloni ha utilizzato la raffinata tecnica dello specchio-specchietto, in voga già all’asilo, per rispondere ai grillini: “Assente io? Assenti voi”.
Risultato finale? Nessuno, almeno fino a quando entrambe le fazioni non riusciranno a compiere cinque anni.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 19th, 2019 Riccardo Fucile
IL BLOG M5S: “E’ STATA ASSENTE AL 72% DELLE VOTAZIONI E CAMPA DI POLITICA DA 21 ANNI”
“Giorgia Meloni si è ricordata di Venezia ed ha parlato di una legge speciale per la città e per i veneziani. Peccato che, per approvare le leggi, bisogna votarle e, di conseguenza, essere presente in Parlamento, dove la Meloni si vede raramente. Infatti, dall’inizio della legislatura, è stata assente al 72% delle votazioni. Cioè, quando si votavano provvedimenti importanti per il futuro del Paese e a vantaggio dei cittadini, lei spesso non c’era. Sette volte su dieci non c’era. Non è quasi mai presente, ma lo stipendio da parlamentare, pagato dai contribuenti, lo prende pieno e si riempie la bocca e parla a vanvera di approvare leggi e provvedimenti. Insomma predica bene e razzola male”. E’ quanto scrive M5S sul Blog delle stelle.
“Anche in Campidoglio -continua- la Meloni non si vede mai, si è palesata solo 8 volte in un anno. In Comune, infatti, garantisce solo la presenza minima per non decadere, ed ha collezionato il 90% delle assenze. Non è certo un bell’esempio di rispetto per le istituzioni e per coloro che l’hanno votata per rappresentarli. Ma a quali cittadini risponde Giorgia Meloni se non lavora mai? Come giustifica i 14mila euro al mese del suo stipendio da parlamentare? Andando in giro a fare solo campagna elettorale, come il suo alleato Salvini, che faceva i video dal Papeete?”
“Dalla Meloni, inoltre, che sproloquia su Venezia -continua M5S- non è arrivata una parola sul Governo disastroso del suo centrodestra in regione Veneto, dello scandalo delle mazzette del Mose, che è costato agli italiani 7 miliardi di soldi pubblici, e che ha visto coinvolto, in uno scandalo legato alla corruzione, l’ex governatore Giancarlo Galan. Non è arrivata neanche una presa di distanza sulla vicenda che ha avuto risvolti giudiziari, e che ha visto politici e amministratori locali indagati e arrestati”.
“La realtà -affermano i Cinque stelle- è che serve una legge speciale per mandare a casa questa classe dirigente incapace e incompetente, che la Meloni rappresenta benissimo. Non ci sorprende che Giorgia Meloni cada dalle nuvole a danni fatti. Prima ha votato la legge Fornero e poi ha fatto finta di essere contraria a quella riforma oscena. Con i Governi di Centrodestra ha contribuito a fare il legittimo impedimento, il lodo Alfano, il taglio di 1,4 miliardi all’università , tagli all’istruzione per 8 miliardi, lo scudo fiscale anche per il falso in bilancio, lo svuotacarceri che ha messo fuori 7 mila detenuti”.
“Appoggiò il finanziamento milionario dei campi rom a Roma -incalza M5S- ed ora blatera il nulla contro i rom. Giorgia Meloni è firmataria della legge per reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti per continuare a incassare milioni dai cittadini. Campa di politica da 21 anni. Durante la sua ”carriera” politica ha sostenuto Berlusconi, Alemanno e Formigoni. Tutti condannati”.
“Ora la Meloni interviene a sproposito anche su Venezia e si dimentica di tutti gli altri territori colpiti dal maltempo. Chi sostiene il disastroso governo del centrodestra nelle regioni dovrebbe come minimo tacere. Ed invece la Meloni continua a dare fiato alle trombe. Almeno fosse presente in Parlamento, o in Campidoglio, così potremmo dirglielo in faccia”, conclude M5S.
(da agenzie)
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Ottobre 30th, 2019 Riccardo Fucile
“E’ UNA VERA LEADER DA DISCOUNT”
Dopo l’articolo di Francesco Merlo su Repubblica che l’ha fatta arrabbiare assai, Giorgia Meloni
oggi finisce tra le grinfie di Selvaggia Lucarelli, che sul Fatto Quotidiano tratteggia «l’ascesa low-budget di Giorgia: una vera “leader da discount”»
“Quella che se Salvini cavalca la paura, lei cavalca il coraggio: il coraggio di dire la prima cosa che le viene in mente, esattamente come le viene in mente. Quella che se Salvini parla alla pancia degli italiani, lei parla all’intestino crasso. Quella che se Salvini parla come il cittadino medio al bar, lei parla come il cittadino medio al bar dopo sei prosecchi. Quella che se Salvini fa i selfie con la carbonara, lei si preoccupa del cous cous nelle mense scolastiche. Quella che se Salvini muove le pedine della sua comunicazione guidato da Morisi e la Bestia, lei è La Bestia. E chiariamo.
La Bestia nel senso del talento istintivo e impetuoso con cui riesce a sintonizzarsi con le piazze dando l’idea di non aver pianificato nulla, manco un appuntamento dal parrucchiere per ritoccare le meches. Salvini è populismo, lei è popolo. Salvini è mojito, lei è il caffè con la Sambuca. Salvini è il Papeete Beach, lei è la mamma che in spiaggia tira fuori la borsa frigo e il tavolino pieghevole. Insomma, la Meloni rischia seriamente di rosicchiare voti a Salvini mese dopo mese, anno dopo anno, comizio dopo comizio. Un’ascesa low budget, la sua, che nel giro di pochissimo l’ha incoronata leader di partito politico con più consensi.
La Meloni in Umbria ha incassato un successo personale: solo Fratelli d’Italia ha guadagnato voti rispetto alle elezioni europee tra centrodestra, centrosinistra e grillini che ne hanno persi i tre quarti.
Poi, per contrastare l’immigrazione, lei vuole il blocco navale e la costruzione di muri. A questo punto direi che le due idee sono conciliabili: traslochiamo il Mose, che così diventa pure utile a qualcosa. Un enorme muro di ferro sollevabile a comando in mezzo al Mediterraneo. Rendendolo carrabile lo puoi pure vendere come il ponte di Messina così Berlusconi, a cui in fondo i profughi stanno simpatici, è contento e non rompe i coglioni. Alla fine, però, a Giorgia si perdona tutto, perchè il budget è quello che è. Anzi, è la sua forza. Salvini ha dietro i russi. Lei al massimo ha La Russa. È così che alla fine li asfalterà tutti.”
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 29th, 2019 Riccardo Fucile
I CASI MISIANO, CARUSO E NICOLO’… IL TESORIERE MAIETTA, PASSARIELLO
«Gli elettori ripagano la nostra coerenza e danno il benservito a chi li ha traditi. Fratelli d’Italia
sempre più in alto!». Giorgia Meloni ha ragione di festeggiare dopo il risultato delle elezioni regionali in Umbria dove il suo partito supera per la prima volta il 10%. Fratelli d’Italia è l’unico partito che è cresciuto sia in percentuale che in voti assoluti ed è il terzo partito in Umbria dopo la Lega e il Partito Democratico.
«La gente vuole coerenza, la gente vuole serietà , la gente vuole concretezza» ha detto ieri la Meloni in conferenza stampa.
I consiglieri di Fratelli d’Italia indagati per ‘Ndrangheta
La leader di FdI rivendica di essere il motore della crescita del centrodestra e di essere l’unico partito di non essere sceso a patti con la Lega o il PD (certo, poco prima di fondare Fratelli d’Italia la Meloni votò la fiducia a Monti ma è acqua passata).
Ma mentre Fratelli d’Italia tenta di passare per l’unico partito coerente e “serio” dell’arco costituzionale, quello che è lontano anni luce da scandali, scivoloni mediatici e inchieste giudiziarie la realtà dei fatti è diversa.
Il caso più eclatante è quello di Enzo Misiano, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Ferno (Varese) che a luglio scorso è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’inchiesta Krimisa sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Lombardia.
Ma Misiano non è stato certo l’unico esponente di FdI arrestato per presunti legami con la ‘Ndranghera.
Prima di lui c’era stato il presidente del Consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso che secondo gli inquirenti faceva parte dell’organizzazione criminale che operava tra le province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza e che aveva ai vertici soggetti considerati di primo piano come Salvatore Grande Aracri, Francesco Grande Aracri e Paolo Grande Aracri.
Dopo l’arresto Caruso è stato espulso dal partito senza troppi complimenti. La coerenza prima di tutto.
Ad agosto di quest’anno invece era stato il turno di Alessandro Nicolò capogruppo di Fratelli d’Italia alla regione Calabria fortemente voluto dalla Meloni e accusato di collusione con la cosca “Libri”.
Tutti quelli di FdI finiti nei guai in questi anni
Se si guarda alla cronaca giudiziaria il — fino ad ora — piccolo partito della Meloni non sembra essere poi così diverso dagli altri, nè sembra essere particolarmente coerente (in fondo la Meloni che oggi si lamenta del limite dei contanti a mille euro lo votò nel 2011).
Nel 2016 fu arrestato il tesoriere del partito ed ex deputato di FdI, Pasquale Maietta, sulla base delle rivelazioni di un pentito che aveva raccontato agli inquirenti dello strano giro di società del patron del Latina Calcio.
Nel 2018 Luciano Passariello — considerato il “braccio destro” della Meloni in Campania, cosa che lei ha smentito — fu al centro di un’inchiesta giornalistica (di Fanpage) sul traffico di rifiuti in Campania. Coerentemente FdI ne chiese l’espulsione prima ancora che iniziasse il processo.
Ci sono poi peccatucci veniali, come ad esempio la proposta di schedatura delle coppie omosessuali chiesta a Ferrara da Federico Soffritti, capogruppo di Fratelli d’Italia a Ferrara. Secondo Soffritti quell’interpellanza faceva parte di una strategia di Fratelli d’Italia in vista delle prossime regionali in Emilia-Romagna, regione dove la Meloni spera di replicare il successo umbro.
Ma Soffritti non è certo l’unico che combatte la lobby LGBT. Il vicepresidente del consiglio comunale di Vercelli Giuseppe Cannata (eletto con FdI) è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di istigazione a delinquere dopo che su Facebook aveva pubblicato un post con scritto: “e questi schifosi continuano imperterriti. Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili”.
A proposito di vicinanza alla gente abbiamo poi la candidata alle regionali in Umbria Raffaella Pagliochini che chiedeva il voto via SMS ai malati di cancro.
Oppure Francesca Lorenzi, candidata (non eletta) di Fratelli d’Italia al Comune di Firenze che qualche tempo fa si chiedeva chi pagasse per le bare dei migranti morti in mare.
Insomma il partito della Meloni non è poi diverso dagli altri. E se è vero che la responsabilità penale è individuale è sulla selezione della classe dirigente che non si può certo evitare di farsi qualche domanda su come essa avvenga.
Del resto i consiglieri, i candidati, gli eletti sono un simbolo. E come ha detto oggi Giorgia Meloni parlando del futuro di Roma «se rinunciamo a quel simbolo, o lo rendiamo impresentabile, penalizziamo la nostra storia».
(da agenzie)
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Ottobre 29th, 2019 Riccardo Fucile
INVECE CHE RISPONDERE NEL MERITO SUI BOT FITTIZI NEL SUO PROFILO ATTACCA LA TRASMISSIONE
Svilire un’inchiesta giornalistica paragonandola alle teorie terrapiattistiche. 
Giorgia Meloni, sempre attraverso l’uso della macchina social, ha attaccato la trasmissione di Sigfrido Ranucci, Report, andata in onda lunedì sera con un approfondimento — condito da dati e non opinioni — sull’utilizzo dei famosi bot da parte di molti account.
Tra quelli finiti nel mirino c’è anche quello della leader di Fratelli d’Italia che, secondo un’analisi fatta dallo spin doctor ed esperto di strategie e comunicazione social Alex Orlowski, ha in comune migliaia di account falsi con altri profili, come Trash Italiano.
Secondo Report, che ha incrociato dati e numeri, è così che la propaganda fatta di fake news e facile consenso social ha aumentato la propria eco mediatica, considerando i social come il miglior megafono per ottenere sempre maggior consenso.
Un’inchiesta che i è basata sui numeri che, a questi livelli, sembrano non poter esser considerati casuali.
L’analisi fatta ha mostrato come migliaia di account Twitter che ‘seguono’ Giorgia Meloni sono in comune con pagine come Trash Italiano.
Spesso utenti senza foto, con nomi che sembrano un numero seriale, con pochissimi follower e che ritwittano tutti esattamente le stesse identiche cose.
Coincidenze. Forse. Sta di fatto che alla leader di Fratelli d’Italia — impegnata lunedì sera in un tour de force televisivo tra Stasera Italia (Rete 4) e Porta a Porta (Rai 1) — questa inchiesta non è piaciuta. Anzi, ha ben pensato di non fornire (per il momento) risposte, denigrando quanto andato in onda.
«Servizio degno di un circolo terrapiattista». Giorgia Meloni parla di zero fatti, ma i numeri portati in trasmissione da Report e dai collaboratori di cui si è avvalso Ranucci per mettere in piedi questa inchiesta sono palese e incontrovertibili.
Potrebbero essere delle coincidenze, come spiegato da Orlowski durante la sua intervista, ma si tratta comunque di dati certi.
Fa sorridere che, invece di minacciare una querela nei confronti della trasmissione (che lei stessa sostiene aver riportato informazioni false) abbia deciso di convocare una conferenza per deridere i giornalisti. Parole e non fatti.
(da “Giornalettismo”)
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Ottobre 20th, 2019 Riccardo Fucile
QUATTRO MESI FA LA FRASE SUI MANIFESTI DI FRATELLI D’ITALIA
O tempora o mores! Ieri Giorgia Meloni era con il tricolore sul palco a coprire il simbolo della Lega
durante la manifestazione del centrodestra mentre appena quattro mesi fa, durante la campagna per le elezioni europee, Fratelli d’Italia attaccava in giro manifesti in cui chiedeva di salvare Roma “dalla Lega Nord che la odia / dall’incapacità del M5S / dalla sinistra che l’ha saccheggiata”.
Per questo sui social network gira oggi questo manifesto che risale all’epoca e che è firmato dai Sovranisti Conservatori, ovvero dal raggruppamento con cui FdI ha tentato di arrivare a formare un gruppo al Parlamento Europeo.
D’altro canto lo stesso Zaia oggi in un’intervista a La Stampa ha detto che Meloni è sembrata molto in sintonia con piazza San Giovanni mentre Berlusconi più marginale: “Il discorso programmatico l’ha fatto Salvini e gli altri erano ospiti, la manifestazione l’ha organizzata la Lega”.
La memoria selettiva di Giorgia d’altro canto non è una novità : è divertente che proprio lei parli di “sinistra che ha saccheggiato la città ” quando gli scandali e le ruberie di questi anni hanno visto coinvolti personaggi legati al suo ex compagno di partito Gianni Alemanno (erano insieme in Alleanza Nazionale), che nell’inchiesta Mondo di Mezzo ovvero Mafia Capitale è stato condannato a sei anni di carcere con interdizione perpetua dai pubblici uffici per corruzione e finanziamento illecito.
D’altro canto si tratta della stessa Meloni che non ha battuto ciglio mentre ieri Salvini derubricava le sue lamentele sul simbolo della Lega a San Giovanni a invenzione giornalistica…
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
IL PRESUNTO STUPRO DI GRUPPO (MOLTI I DUBBI DEGLI INQUIRENTI) COMPIUTO DA RAGAZZI CHE NON C’ENTRANO UNA MAZZA CON IL CENTRO SOCIALE: HANNO ROTTO IL LUCCHETTO DELLO STABILE E SI SONO INTRODOTTI ILLECITAMENTE NEI LOCALI
Un episodio di cronaca che è avvenuto qualche giorno fa, ma che è emerso soltanto nelle
ultime ore.
Nei locali del centro sociale occupato Castellazzo a Ivrea si sarebbe verificato uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza.
Quest’ultima, una minorenne di 17 anni, sarebbe stata portata nei locali del centro sociale occupato da un conoscente.
In seguito si sarebbero aggregate anche altre persone che l’avrebbero violentata. La ragazza si è recata subito in pronto soccorso, dove è stata dimessa con un referto che gli inquirenti hanno definito «piuttosto dubbio», perchè non sarebbero state riscontrate particolari lesioni sul suo corp
L’episodio è stato immediatamente commentato da Giorgia Meloni che, con un tweet e con un post sui social network, sembra attribuire la responsabilità di quanto accaduto ai ragazzi del centro sociale occupato del Castellazzo.
«Ennesima violenza all’interno di un centro sociale — ha scritto la Meloni -. La mia piena vicinanza alla ragazza e tolleranza per questi criminali. Fratelli d’Italia, da sempre, chiede l’immediata chiusura dei centri sociali, vere e proprie zone franche dove droga e illegalità regnano sovrane».
Mettendo in correlazione l’episodio con la chiusura dei centri sociali, Giorgia Meloni fa passare il messaggio che siano stati proprio i ragazzi che portano avanti l’occupazione a essersi resi protagonisti dello stupro.
Circostanza smentita dagli inquirenti: i presunti autori dello stupro non fanno parte dei frequentatori del centro sociale.
Si deve registrare anche la testimonianza del collettivo che occupa il centro sociale Castellazzo. Questi ultimi affermano che il luogo è chiuso dal 9 al 27 agosto e che, pertanto, chi è entrato all’interno ha sfondato la porta e ha forzato il lucchetto dell’edificio.
«Questi bastardi schifosi — scrivono dal centro sociale -, del tutto estranei alla nostra realtà politica, nei giorni successivi (alla chiusura del centro sociale, ndr) hanno scassinato la porta, tagliando il lucchetto nuovo e il suo supporto. Il 12 agosto alcuni componenti del collettivo si sono accorti dell’effrazione, oggetti non nostri all’interno e sedie spaccate. Esprimiamo solidarietà alla ragazza vittima degli abusi, a chi ha commesso questo atto diciamo solo che gli conviene costituirsi o emigrare il più lontano possibile».
Insomma, la situazione non è come è stata descritta da Giorgia Meloni.
Un altro tweet uscito fuori con un po’ troppa fretta?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 3rd, 2019 Riccardo Fucile
CERTO CHE CI STA, BASTA PRENDERLA A NOLEGGIO COME FANNO I POVERI CRISTI E PAGARE IL DOVUTO, NON FARSI SCARROZZARE GRATIS DAI MEZZI DELLE FORZE DELLORDINE PERCHE’ TUO PADRE E’ MINISTRO
Ormai è noto che Giorgia Meloni, un passato da baby sitter, si sia specializzata in badante di
Matteo Salvini.
Mentre Toti veste la livrea XXL del maggiordomo un po’ troppo sovrappeso, la Giorgia bada ora non solo a Matteo ma anche ai suoi figli, in attesa di una poltrona ministeriale che la ripaghi di tanto servilismo sovranista.
“Ci sta anche che ogni tanto si faccia vedere ai bambini come funzionano questi mezzi”. Sono le parole con cui Giorgia Meloni commenta il caso del figlio del vicepremier Matteo Salvini sulla moto d’acqua della polizia a Milano Marittima.
Certo che ci sta, basta prendere a noleggio una delle tante moto d’acqua che impazzano negli stabilimenti balneari, accompagnatore compreso, pagare la dovuta tariffa oraria e far fare ai figli il giro previsto.
Cose che magari non si possono permettere tanti papà e mamma, ma sicuramente alla portata di chi guadagna 10.000 euro al mese come lei e il suo protetto.
Altra cosa è farsi scarrozzare gratis sui mezzi della polizia solo perchè il padre è un ministro o un politico affermato: questo, qualora alla Giorgia, “campione della legalità “, non fosse chiaro si chiama “peculato d’uso”, pena prevista fino a 4 anni.
La leader di Fratelli d’Italia poi dice: “Se è stato un errore è un errore che viene fatto molto spesso, perchè ne ho visti parecchi di bambini…”.
E qui i casi sono due: o ha visto bambini su moto d’acqua privati e allora fa la “finta tonta” o li ha visti su mezzi della polizia e allora ha omesso di denunciare un reato.
Conclusione: la destra della legalità non è rappresentata dalla Meloni ( e non vogliamo infierire ricordando i tre esponenti di Fdi arrestati in un mese in tre episodi diversi per rapporti con la ‘ndrangheta).
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