Gennaio 6th, 2012 Riccardo Fucile
IRONIA SUL PADAGNO DOPO LE SUE USCITE SUL CAPODANNO DI MONTI: “LEI E’ NOTO PER AVER REGALATO ALL’ITALIA IL PORCELLUM, NOI CONTRACCAMBIAMO, SPERANDO NON LE VADA DI TRAVERSO DOPO LA BRUTTA FIGURA CON MONTI”
”Caro Calderoli, Lei è noto per aver regalato all’Italia il famigerato ‘Porcellum’, noi contraccambiamo con un po’ di cotechino e lenticchie avanzate dal cenone di fine anno. Non sono quelle di Palazzo Chigi, purtroppo: siamo in periodo di crisi e dobbiamo risparmiare. Speriamo non le vadano di traverso, specie dopo la nota di ieri sera del Presidente del Consiglio. Saluti”.
I giovani di Futuro e libertà ironizzano sullo scambio di messaggi avvenuto ieri tra il premier Mario Monti e l’ex ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli sul cenone di Capodanno, del presidente del Consiglio, che, a detta del deputato leghista sarebbe stato inopportuno perchè tenuto a Palazzo Chigi.
La lettera è stata recapitata questa mattina a Calderoli, direttamente al parlamento della Padania, insieme a una confezione di cotechino e lenticchie.
Insomma, il cenone di capodanno della famiglia Monti a Palazzo Chigi continua a far discutere. L’ex ministro leghista Roberto Calderoli ha accusato infatti il premier di aver speso soldi degli italiani per festeggiare l’arrivo del 2012. “Corrisponde alla verità la notizia secondo cui la notte dell’ultimo dell’anno si siano tenuti dei festeggiamenti presso la Presidenza del Consiglio?”, ha scritto Calderoli chiedendo chiarimenti su “chi abbia sostenuto gli oneri della serata”. Perchè, “se il premier ha utilizzato un Palazzo istituzionale e il personale per una festa privata — è la conclusione dell’ex ministro — dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni”.
Monti però non ha rinunciato a rispondere e non senza un tocco di humor ha così replicato. Festa? Si è trattato di “una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15”.
La nota della presidenza è dettagliatissima: “Hanno partecipato — si legge — Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento, nonchè, quali invitati, la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni”. “Tutti gli invitati alla cena risiedevano all’Hotel Nazionale — prosegue la nota di Palazzo Chigi — ovviamente a loro spese”.
E i costi della cena? “Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie)”. E per fugare ogni dubbio c’è anche un piccolo affresco di vita familiare del premier: “La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti”.
Infine una precisazione non senza malizia: “Il presidente Monti — si legge — non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente”.
La nota sottolinea che “il presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni. Pertanto, il Presidente per raggiungere il proprio domicilio a Milano — conclude — utilizza il treno”.
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Gennaio 2nd, 2012 Riccardo Fucile
L’ECONOMISTA, SENATORE DI FLI: “FORNITURE, APPALTI, ACQUISTI ALL’ESTERNO: ALTRO CHE INDENNITA’, SONO QUESTI I VERI COSTI DELLA POLITICA”… COME SI POSSONO RISPARMIARE 50 MILIARDI
A prescindere della spending review sulla spesa pubblica che il governo Monti ha già
intrapreso, secondo Mario Baldassarri si può incidere in maniera significativa sugli sprechi stabilendo alcune regole semplici che possono garantire da sole risparmi per 40-50 miliardi di euro all’anno.
Perchè non è al numero di parlamentari o al loro stipendio che bisogna fare la guerra, secondo il senatore… ma alle «ruberie mostruose» che si annidano nella amministrazione pubblica.
Monti ha confermato che sta facendo la spending review che dovrebbe aiutare a impostare una politica seria di tagli alle spese
«Se spending review vuol dire fare l’inventario di tutte le spese delle amministrazioni pubbliche non ne usciremo mai, altro che governo tecnico: ci diamo appuntamento tra 30 anni».
In un recente rapporto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Giarda sottolinea che «in tutti i decenni passati la velocità di crescita della spesa pubblica è stata quasi sempre superiore alla crescita del Pil».
«Con Piero Giarda eravamo nella commissione tecnica della spesa pubblica 25 anni fa e già allora scoprimmo che una penna Bic poteva costare da 300 a 3000 lire. I veri costi della politica non sono negli stipendi o nel numero dei Parlamentari. Se impostassimo un taglio di metà dei loro stipendi e del numero di deputati e senatori risparmieremmo 450 milioni di euro all’anno. Invece ne buttiamo altrove 45 miliardi. Sono questi i costi della politica veri».
E dove si può incidere?
«Partiamo dal totale della spesa pubblica. Sul 2011 la spesa pubblica ammonta a 820 miliardi di euro, più o meno il 52 per cento del Pil.
Le voci più importanti sono anzitutto gli stipendi della pubblica amministrazione (181 miliardi), le pensioni (250 miliardi) e gli interessi sul debito (87 miliardi).
Le prime due sono bloccate, sulla terza, ahimè non si può intervenire. Una quarta voce riguarda gli investimenti ma è una voce che abbiamo costantemente tagliato, che non si può sacrificare ulteriormente e che vale 36 miliardi. Quindi bisogna incidere sulle voci che mancano».
Quali?
«È su queste ultime, che riguardano gli acquisti dei beni e servizi della pubblica amministrazione, che si annida un 30 per cento di ruberie mostruose. Questa voce comprende forniture, appalti, global service, insomma le lenzuola, le medicine o le siringhe dell’ospedale. Sono 137 miliardi di euro. Infine, una voce molto nascosta negli ultimi anni, è quella dei contributi alla produzione, 42 miliardi che nel 2011 scendono a 39. Il totale è un patrimonio da 180 miliardi che si può aggredire con enormi risultati».
E perchè non si è mai fatto sinora?
«Perchè il nodo è politico: significa tagliare il brodo di coltura di 300 mila persone che si nasconde e prospera nella zona grigia che sta tra politica, economia e affari. Faccio un esempio. Ogni posto letto italiano consuma ogni giorno nove siringhe. La degenza media è di nove giorni. Mediamente ogni paziente che esce da un ospedale dopo nove giorni dovrebbe avere 81 buchi…
Un altro elemento di riflessione: mentre i fondi perduti sono stabili, nel 1990 gli acquisti per beni e servizi erano 52 miliardi; nel 2000 erano lievitati a 86 miliardi; ma nel 2011 sono letteralmente esplosi a 137 miliardi. Solo nella sanità abbiamo registrato un aumento di queste voci del 50 per cento in ultimi cinque anni — neanche ci fosse stata un’epidemia di colera!».
Cosa si può fare?
«Tutti i sussidi vanno trasformati in credito d’imposta. Io ti do il sussidio, ma tu stai sul mercato, mandi avanti l’azienda e riscuoti quando paghi le tasse. Mentre sugli acquisti bisogna dare un budget.
E dire: tutte le p.a. possono spendere sulle voci di spesa quello che hanno speso nel 2009, più l’inflazione. I risparmi così ammonterebbero secondo me a 40-50 miliardi all’anno.
Occorrono tagli verticali sulle voci sospette, non orizzontali. E i tagli di Tremonti sono stati un errore non solo perchè erano orizzontali ma perchè calcolati sull’andamento tendenziale. Il trucco era: ti taglio il 10 per cento su quello che spenderai l’anno prossimo. Ma magari tu prevedevi di spendere il 20 per cento in più. Ecco perchè la spesa pubblica continuava a salire nonostante Tremonti desse l’impressione di tagliare sempre».
Tonia Mastrobuoni
(da “La Stampa”)
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Dicembre 20th, 2011 Riccardo Fucile
SINGOLARE TESI GIURIDICA DEL PARTITO DELLA LEGALITA’: “DATO CHE SI E’ VOTATO, L’ELEZIONE E’ VALIDA”… DECISIONE SCANDALOSA NONOSTANTE CHE L’ON CONTE, CHE AVEVA PRESIEDUTO IL CONGRESSO, SI FOSSE ESPRESSO PER L’ANNULLAMENTO…ORA I GIURECONSULTI BOCCHINIANI FANNO ANCHE LE LEGGI
Triste, squallido epilogo per Fli Varese: respinto il ricorso del candidato Piero Garavaglia per l’annullamento del congresso provinciale.
E sì che di motivazioni ce n’erano, e più d’una: la commissione di Garanzia era saltata, nelle liste del candidato Ferrazzi era stata trovata almeno una firma falsa, a seguito c’erano stati atteggiamenti minacciosi da parte dei membri in quota Ferrazzi verso i due indicati dal gruppo dell’avv. Garavaglia. Ancora, a seguito delle loro proteste, in quanto, rifiutavano di firmare il verbale, l’ex assessore regionale Larussiano si scagliava verso uno dei presenti cercando di colpirlo con una testata e veniva fermato per un pelo da un ispettore della Digos.
Ce n’era talmente tanto di materiale per annullare il Congresso che il Presidente on. Giorgio Conte decideva di chiamare al voto i presenti esclusivamente per evitare che la situazione degenerasse, ben consapevole del fatto che la non sottoscrizione del verbale – oltre alle minacce e alla tentata aggressione- avrebbe portato alla nullità del voto.
Per lo stesso identico motivo l’avv. Garavaglia chiedeva ai suoi di lasciare la sala e si avvertivano gli altri di non raggiungere il locale del Congresso altrimenti si sarebbe rischiata la rissa e l’intervento della polizia.
Le relazioni allegate al ricorso, firmate dai 2 membri della Commissione e quella dell’ispettore della Digos non lasciavano spazio a tentativi di minimizzare: vecchi sistemi, quelli brutti, quelli di una politica becera che la gente non vorrebbe più vedere..quelli che il presidente Fini non ha mai amato e che questo nuovo Partito aveva garantito tra le righe che non si sarebbero mai visti. Invece oggi la risposta.
Poche ore fa la Segreteria dei Congressi ha deciso che siccome si è arrivati al voto l’elezione è valida.
Anche se sostanzialmente nullo – non essendo stato firmato da 2 su 4 membri il verbale che garantisce la regolarità delle candidature ed essendo verificabile la falsità di alcune di queste- anche se il neoeletto Coordinatore provinciale si è esibito in un deprimente tentativo di spaccare la faccia con una testata (la classe non è acqua) va tutto bene.
Fli ha fatto la sua scelta. avallando le firme false e le minacce.
Ma Fli non era il partito del merito, della trasparenza e della legalità ?
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Dicembre 20th, 2011 Riccardo Fucile
LA RICOSTRUZIONE INTERNA DI UN CONGRESSO TAROCCATO, CON FIRME FALSE E VERBALI NON FIRMATI
Alla Segreteria Generale dei Congressi
di Futuro e Libertà
Relazione accadimenti congresso provinciale di Varese del 3 dicembre 2011
In data odierna , si è tenuto in Varese il Congresso Provinciale di Futuro e Libertà .
Al fine di poter procedere regolarmente all’elezione del coordinatore per la Provincia di Varese, veniva nominata ed eletta a suffragio dei presenti la Commissione di verifica dei poteri, con il compito di appurare la corrispondenza tra i nominativi degli iscritti a Futuro e Libertà della Provincia di Varese e le liste di presentazione dei due candidati : Garavaglia Piero e Ferrazzi Luca .
La commissione, costituita da 4 membri e un Presidente, iniziava i lavori esaminando, dapprima, le liste di presentazione del candidato Garavaglia Piero.
Una volta controllati oltre la metà dei nominativi delle liste dei sostenitori di Piero Garavaglia, il Presidente della Commissione Liccata proponeva di proseguire la verifica dei nominativi secondo una modalità diversa da quella sino a quel momento utilizzata, e più precisamente, suggeriva di procedere con un controllo “a campione”.
I sigg.ri Marco Macchi e Barbara Zavaglia, entrambi membri della Commissione, dichiaravano apertamente di opporsi a tale modalità di verifica in quanto non ispirata nè a criteri di trasparenza nè di legittimità , poichè veniva proposta ad operazioni già in fase avanzata, creando, di fatto , una diversità di trattamento tra i due candidati.
A questo punto, preso atto del dissenso da parte dei suddetti membri, il Presidente della Commissione metteva ai voti la sua proposta.
Nonostante i dissensi palesati dalla sig.ra Zavaglia e dal sig. Macchi anche sulla validità di tale votazione ( alla quale lo stesso Presidente prendeva parte), la verifica sui nominativi proseguiva secondo la modalità “a campione” sulle sole liste del candidato Ferrazzi.
Nel corso delle operazioni veniva richiesto a più riprese da parte del sig. Macchi e dalla sig.ra Zavaglia di verificare la validità , ai fini della presentazione, di decine di nominativi, inseriti nelle liste dei sostenitori del candidato Ferrazzi, sui quali era sorto il fondato timore ( data la notorietà o la conoscenza personale ) che potessero essere stati iscritti a loro insaputa, poichè contemporaneamente iscritti in altre liste partitiche, nella fattispecie il PdL.
Inoltre, veniva contestata la firma di tale Valentina Testa, inserita sia nelle liste di presentazione del candidato Ferrazzi che nelle liste del candidato Garavaglia.
In merito veniva rilevato come Valentina Testa fosse persona conosciuta personalmente dal sig. Macchi e la cui firma era stata raccolta dallo stesso a favore di Garavaglia.
Sulla scorta di tali evidenti irregolarità , Macchi e Zavaglia reiteravano la propria richiesta di procedere al controllo integrale dei nominativi.
Il Presidente, noncurante di tutto ciò, non accoglieva la legittima richiesta dei Commissari, sulla base di giustificazioni del tutto prive di qualsivoglia fondamento.
Al riguardo, infatti, il Presidente e gli altri due membri ribadivano che, anche laddove fossero state provate dette circostanze ( sic!) ,nondimeno, i numeri dei rimanenti iscritti sarebbero stati sufficienti per procedere ad una regolare elezione.
Medio tempore, giunti al termine del controllo dei nominativi scelti a campione sulle liste del candidato Ferrazzi, il Presidente procedeva alla stesura del verbale della seduta al quale, tuttavia, i sigg.ri Zavaglia e Macchi si rifiutavano di apporre la propria sottoscrizione, in ragione dei gravi accadimenti meglio sopra descritti.
A questo punto, il Presidente e gli altri membri della Commissione, con notevoli ed incalzanti “pressioni,” tentavano di indurre Macchi e Zavaglia a sottoscrivere il verbale, per poter così procedere con le operazioni di voto.
Zavaglia e Macchi, fermi nella propria determinazione di non avallare un tale atteggiamente, del tutto avulso dai criteri di trasparenza e legittimità cui viceversa si dovrebbe essere ispirati, chiedevano di poter verbalizzare gli accadimenti in questione.
Per tutta risposta il Presidente della Commissione perseverava nella sua posizione, affermando la legittimità delle operazioni appena concluse.
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Dicembre 19th, 2011 Riccardo Fucile
NASCE UN NUOVO CONTENITORE DI IDEE IN LINEA CON I CONTENUTI FINIANI MA LONTANA DALLA GESTIONE LOCALE DEL PARTITO
Si chiama Liguria Futurista il nuovo movimento politico nato a Genova a poche ore dal congresso provinciale che Futuro e Libertà ha celebrato all’hotel Bristol, nominando per acclamazione coordinatore provinciale Giuseppe Murolo, consigliere comunale di Genova.
“Liguria Futurista non è nulla di avulso da Fli, ma è un contenitore di idee per chi vuole fare una politica finiana senza passare attraverso Murolo e a livello regionale Enrico Nan” è la bellicosa dichiarazione di intenti di Riccardo Fucile, direttore di “Destradipopolo”.
In aperto contrasto con Fli locale, i futuristi che fanno riferimento a Riccardo Fucile, Paola Del Giudice e Andrea Bosio, parlano del loro come “un movimento dove non potranno avere cittadinanza giochetti di corridoio, manipolazioni di tessere e collusioni, frequentazioni con pluri-inquisiti, concezione della politica come mera occupazione di poltrone”.
Chiuso il congresso provinciale che ha eletto per acclamazione Murolo, dall’altro canto, il Fli “ufficiale” che nei giorni scorsi ha inglobato anche i 400 iscritti di Gente d’Italia (che faceva capo al medico imperiese Enzo Assereto) si avvia verso il congresso regionale previsto per metà di gennaio.
Si profila la riconferma al vertice del partito del ccoordinatore regionale Enrico Nan e del suo gruppo dirigente.
Contro questo gruppo, la scorsa estate, proprio Fucile e altri settanta dissidenti avevano inscenato una clamorosa protesta abbandonando in blocco Fli, anche se le loro dimissioni, a quanto risulta, sono state congelate dalla segreteria romana.
Protesta nata per la prima sede di Fli, alla Fiumara, locali che, come si scoprì, erano stati messi gratuitamente a disposizione da Andrea Nucera, imprenditore pluri-indagato.
La crisi e le dimissioni in massa erano culminata nel commissariamento del partito, affidato da Gianfranco Fini aalla gestione della parlamentare Barbara Contini.
(da Il Secolo XIX)
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Dicembre 18th, 2011 Riccardo Fucile
ALL’HOTEL BRISTOL UN CONGRESSO PROV. PER POCHI INTIMI (60 PERSONE SU 750 ISCRITTI) SANCISCE LA SPARTIZIONE DELLE POLTRONE VOLUTA DA ROMA…POI MUROLO SI METTE A PARLARE DI POLITICA E INIZIANO LE GAFFE: PARLA DI TERZO POLO (ALLEANZA CHE A GENOVA NON ESISTE) E ADDIRITTURA DI UNA POSSIBILE INTESA CON IL PDL, IPOTESI SEMPRE SMENTITA PROPRIO DAL CANDIDATO SINDACO ENRICO MUSSO
Ai tempi della guerra fredda, sembrava che le quadrate legioni dei due contendenti
contassero su centinaia di uomini e donne pronti alla pugna.
Ognuno dei due schieramenti era pronto a giurare che avrebbe portato almeno 300 persone a votare per l’elezioni del coordinatore prov. di Futuro e Libertà di Genova.
Quando Roma ha consigliato loro di darsi una calmata e dividersi le poltrone hanno mobilitato lo stesso i loro simpatizzanti: non fosse mai che all’ultimo momento l’altro giocasse qualche brutto scherzo e non rispettasse il patto del “via libera a Murolo per il coord. prov. e a Nan a gennaio per il regionale”.
Sono persino raddoppiati gli iscritti in una settimana (passati da 450 a 750), salvo assistere alla sparizione delle tessere di 30 aderenti, a loro invisi, che, poveretti, avevano versato la quota a Roma con regolare bonifico di 300 euro incassato dal partito (imputato a quale voce a questo punto lo stabilirà qualcun altro).
Con queste premesse,tutto lasciava pensare alla necessità di affittare una sala da 500-600 persone, poi hanno ripiegato su una da 80, alla fine hanno anche ridotto la durata del congresso a solo un paio di ore, stile mordi e fuggi.
Il risultato del tesseramento “gonfiato” è stato che i presenti in sala alla fine sono stati circa 60 su 750 aventi diritto, un degno epilogo per una farsa che durava da mesi e che abbiamo sempre stigmatizzato nella completa e colpevole indifferenza romana.
Complimenti ai vertici nazionali di Futuro e Libertà che su Genova non ne azzecca mai una: hanno cacciato decine di militanti e centinaia di iscritti per ottenere questo bel risultato, roba da Guinnes dei Tafazzi.
Ora Roma ha avuto la dimostrazione di quanto siano rappresentativi i loro referenti.
Ma ecco la prima nota di agenzia sul congresso che vale la pena di commentare:
“Il nuovo coordinatore di Fli a Genova è Giuseppe Murolo. Attualmente consigliere comunale, eletto nelle file del PDL Murolo ha seguito la fuoriuscita di Gianfranco Fini dal partito di Berlusconi.
Da neo coordinatore ha indicato in Enrico Musso il candidato a sindaco di Genova che sarà sostenuto dal terzo Polo mentre non esclude l’ipotesi di eventuali alleanze con il PDL”.
Peccato che il neo coordinatore si sia dimenticato di dire:
1) Che lui sarà nella lista personale di Musso “Oltremare” e non gradisce quindi una lista di Fli in quanto lo oscurerebbe e lo danneggerebbe a livello di preferenze.
2) Che non esisterà a Genova una lista del Terzo Polo in quanto Udc e Api vanno con il Pd, quindi solo Fli appoggerà Musso che peraltro gode, per sua fortuna, di un seguito personale trasversale.
3) Quanto ad una alleanza con il Pdl, Musso l’ha sempre respinta e definita “una bufala” anche recentemente: “Non siamo nè in rapporti nè in trattativa con il Pdl”.
Di che parli Murolo lo sa solo lui…
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Dicembre 18th, 2011 Riccardo Fucile
“MUROLO VERSO L’ELEZIONE, MA I DISSIDENTI CRITICANO IL PARTITO…IL CONSIGLIERE COMUNALE UNICO CANDIDATO, MA SCOPPIA LA QUERELLE SULLA COMPRAVENDITA DELLE TESSERE PER IL “PESO” POLITICO”
La convocazione del congresso prov. di Futuro e Libertà somiglia tanto a un telegramma: “Il coordinatore regionale ligure di Fli, Enrico Nan, ha convocato per domenica 18 dicembre il congresso provinciale di Genova. L’appuntamento è all’hotel Bristol, il congresso sarà presieduto da un parlamentare di Fli.
Verrà eletto il coordinatore prov. di Fli. Il cons. com. genovese Giuseppe Murolo ha presentato la propria candidatura”.
Insomma due righe stringate per comunicare che verrà eletto, salvo sorprese dell’ultima ora, Giuseppe Murolo, cons, com. che aderisce al gruppo “L’Altra Genova”.
Non mancano però i “falchi”.
Che nella fattispecie sono rappresentati dal movimento “Destra di popolo”, lesto nel fare le pulci al congresso Fli.
Mettendo nel mirino, in particolare, il sospetto quanto vertiginoso aumento di tessere: “Non passerà magari alla storia per le profonde analisi politiche degli interventi, ma un merito al congresso genovese di Fli non gli potrà essere negato:aver fatto crescere gli iscritti in uan sola settimana da 450 a 750- scrivono i rappresentanti del mivimento – Peccato che tra le tante tessere emerse dal nulla nessuno abbia avuto interesse a “ritrovare” quelle trenta di cui avevamo denunciato la scomparsa”.T
Tra i 750 iscritti ratificati risultano peraltro ancora 250 “dissidenti”, nonostante le dimissioni rassegnate da molti di loro.
La cartina al tornasole sarà la presenza “reale” degli iscritti in sala per “acclamare” il vincitore designato, l’unico che peraltro ha presentato la proppria candidatura, il cons. com Giuseppe Murolo (ex Pdl).
Soluzione pilotata dai vertici romani (e dai rispettivi referenti) che hanno “spinto” per arrivare a un tacito accordo tra Murolo e Nan, affinchè il primo abbia via libera al provinciale e il secondo alle regionali di Febbraio.
Tutto finito in apparenza a tarallucci e vino.
(da “Il Corriere Mercantile- La Stampa“)
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Dicembre 18th, 2011 Riccardo Fucile
“NASCE IL MOVIMENTO “LIGURIA FUTURISTA”…FLI ORGANIZZA LA TREGUA E SCOMPARE DALLE SCHEDE ELETTORALI”
Futuro e Libertà prova a fare pace. O meglio, almeno una tregua. Ma riesce comunque a
perdere qualche pezzo. Oltre che il simbolo alle prossime comunali dove, con ogni probabilità , non comparirà neppure sulle schede. Oggi al Bristol è in programma il congresso degli storici compromessi.
Forte di 750 tessere, raddoppiate nel corso degli ultimi 10 giorni, il partito darà a Giuseppe Murolo il compito di leader provinciale, e nessuno proverà a opporgli una lista diversa.
La stessa cosa accadrà a gennaio, quando Enrico Nan sarà confermato coordinatore regionale senza nessun rompiscatole tra i piedi.
Nessun dibattito, soprattutto nessuna frattura, anche perch’ tutto è stato deciso a livello romano per mettere fine a una guerra che avrebbe portato il partito ad avere più tessere che voti.
Questo accordo tra le correnti nazionali produrrà peraltro la scomparsa del Fli dalle prossime elezioni.
Perchè se è certo che i finiani appoggeranno la candidatura a sindaco di Enrico Musso, sembra quasi scontato che sulla scheda non ci sarà il simbolo di Futuro e Libertà , bensì quello della Lista Civica rappresentata dalla Fondazione Oltremare.
Una mossa spiegabile con il fatto che probabilmente il senatore teme di perdere voti identificandosi con il movimento di Fini, visto che comunque non avrebbe l’appoggio della parte principale del Terzo Polo, cioè l’Udc, ma anche dell’Api.
L’escamotage porterebbe a una brutta figura per Fini, neppure in grado di presentare una lista, ma consentirebbe a Murolo di candidarsi comunque tra i mussiani e di essere anche più facilmente eletto.
Tutto un compromesso dunque, che ovviamente non va giù a una parte del Fli. O almeno a quella parte che ufficialmente è ancora iscritta (in circa 250 vengono ancora conteggiati per avere i numeri del congresso) ma che si è dimessa da circa un mese.
Un gruppo di attivisti, iscritti a Fli fin dalla sua nascita, ora ha deciso di presentare un «manifesto futurista», al quale attenersi per restare legati ai valori più che ai ruoli di partito.
«Mentre Fli, in poche ore e senza alcun approfondimento politico, celebra il suo congresso provinciale con le truppe cammellate, mera ratifica di una lottizzazione delle tessere degna della prima Repubblica, la vera base futurista militante genovese che ha come unico riferimento il manifesto programmatico di Bastia Umbra, ricco di spunti e di analisi della società civile, decide di operare una svolta e creare “Liguria Futurista” – spiegano in un comunicato -. Un contenitore di idee, aperto al contributo di tutti, ispirato ai principi della legalità , della giustizia sociale e dell’unità nazionale. Un movimento dove non potranno avere cittadinanza giochetti di corridoio, manipolazioni di tessere e collusioni, frequentazioni con pluri-inquisiti, concezione della politica come mera occupazione di poltrone».
(da “Il Giornale“)
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Dicembre 18th, 2011 Riccardo Fucile
A FRONTE DI UN FLI LOCALE INEFFICIENTE, COMPROMESSO E IN CUI PREVALGONO SOLO LOGICHE SPARTITORIE, LA BASE MILITANTE LANCIA LA SFIDA FUTURISTA: FEDELI SOLO AI PRINCIPI DEL MANIFESTO DI BASTIA UMBRA, MA LIBERI DI AGIRE E LIBERI DI PENSARE
Mentre “Futuro e Libertà “, in poche ore e senza alcun approfondimento politico, celebra all’hotel Bristol il suo congresso provinciale con un unanimismo di facciata, mera ratifica di una lottizzazione delle tessere e della spartizione delle cariche degna della prima Repubblica, la vera base futurista militante genovese che ha come unico riferimento il manifesto programmatico di Bastia Umbra, ricco di spunti e di analisi della società civile, decide di operare una svolta e creare “Liguria Futurista”.
Un contenitore di idee, aperto al contributo di tutti, ispirato ai principi della legalità , della giustizia sociale e dell’unità nazionale.
Un movimento dove non potranno avere cittadinanza giochetti di corridoio, manipolazioni di tessere e collusioni, frequentazioni con pluri-inquisiti, concezione della politica come mera occupazione di poltrone.
Dopo un anno di completa assenza di Fli sul territorio genovese e di palese incapacità a “fare politica”, confrontandosi sui reali problemi di Genova e della Liguria, con i cittadini, le categorie sociali, le fasce di sofferenza ed emarginazione che la crisi economica rende sempre più visibili, “Liguria futurista” vuole porsi come avanguardia etica, sociale e politica del rinnovamento della classe dirigente della destra ligure, come testa pensante e braccio operativo di un nuovo modo di fare politica.
Al servizio dei giovani e delle donne, a tutela dei diritti civili e della integrazione degli immigrati, declinando valori e principi di riferimento di una nuova destra repubblicana, nazionale e sociale che sappia contemperare diritti e doveri.
“Non ha importanza da dove provieni, ma dove intendi andare” sarà la nostra linea guida di aggregazione e un “movimentismo operativo” il nostro metodo di intervento.
Per andare oltre i vecchi logori schemi, le rigide categorie, le appartenenze ideologiche.
I congressi pre-confezionati e senza anima li lasciamo ai vecchi notabili, tristi e logori figuranti del teatrino della politica che ha massacrato l’Italia e ucciso i sogni delle nuove generazioni.
Nell’Italia dei privilegi delle caste e della prassi della corruzione, noi vogliamo restituire dignità a chi privilegia ancora il diritto di sognare un Paese migliore.
Liberi di agire, liberi di pensare.
Ufficio di Presidenza
LIGURIA FUTURISTA
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