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FINI: “GOVERNO DEBOLE E CONFUSO, NON PASSERA’ MOLTO TEMPO PRIMA DELLE URNE”

Settembre 26th, 2011 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA ATTACCA A TUTTO CAMPO IL PARTITO DI BERLUSCONI, COSTRETTO A “TACERE”   SULLE “PAROLE INTOLLERABILI DELLA LEGA”     E A INGOIARE “BOCCONI AMARI”

“Non passerà  molto tempo prima che si torni alle urne”: è il pronostico del presidente della Camera Gianfranco Fini, che durante un convegno di Fli ad Agrigento è tornato a criticare pesantemente Silvio Berlusconi e il suo governo.
Che in questo momento è “debole, soprattutto per quello che riguarda le questioni economiche” e “ha scarsa credibilità  a livello internazionale”.
E le elezioni, secondo Fini, “non sono poi così lontane”.
Anche perchè, ha proseguito, “l’asse Berlusconi-Bossi non può rappresentare il centrodestra”. Anche se un passo indietro da parte del premier è, secondo la terza carica dello Stato, assai poco probabile: “Da più parti si è chiesto al presidente del Consiglio di prendere atto di questa situazione e di fare un passo indietro, ma il realismo impone di pensare che il premier non abbia intenzione di farlo”.
Il voto è vicino, ma le modalità  vanno cambiate, c’è   la necessità  di modificare la legge elettorale, un cambiamento che il leader di Fli definisce “sacrosanto, perchè gli elettori hanno il diritto di scegliere chi li rappresenta”.
Un durissimo attacco arriva dall’ex alleato anche con riferimento ai rapporti con il Carroccio: “Le parole della Lega sono intollerabili ma il Pdl è costretto a tacere”.
Il governo, insomma, è sempre più soggiogato dalle posizioni del partito di Umberto Bossi, “con tutta una serie di conseguenze negative, soprattutto per il Meridione”.
Il segretario Angelino Alfano, ha continuato Fini, è “costretto ad ingoiare bocconi amari pur di mantenere la gestione del potere”.
E riferendosi al delfino del premier, si è domandato: “Alfano cosa aspetta a dire a Bossi che le sue parole sono intollerabili? So che non la pensa diversamente da me”.
E sulle accuse lanciate nei suoi confronti dal presidente del Consiglio, che gli ha imputato di essere stato la causa delle riforme promesse e poi mai realizzate, ha risposto: “Queste sono le amenità  che si dicono quando non si hanno argomenti”.
L’ex alleato di Berlusconi, nel corso del convegno, ha anche gettato uno sguardo sul passato, e riguardo alla legge sull’immigrazione firmata proprio da lui e da Umberto Bossi ha dichiarato che tornando indietro rifarebbe la norma “con aggiustamenti e aggiornamenti” .
Una legge, insomma, improntata al “rispetto del principio dell’accoglienza, ma con rigore”.
Poi ha ammesso che la gestione del flusso degli immigrati è un problema che necessita dell’”intervento in prima linea dell’Unione europea, che deve scoprire di essere soggetto politico e non solo moneta”, altrimenti “non ci sarà  nulla da fare per affrontare l’emergenza”.
Altro tema chiave è quello della giustizia: i magistrati, ha sottolineato Fini, “non sono un contropotere da abbattere” ma, anzi, “la magistratura andrebbe ringraziata per il lavoro che fa”.

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L’URLO DELLA “BASE” FINIANA: AZZERIAMO “FUTURO E LIBERTA”

Settembre 24th, 2011 Riccardo Fucile

NOMINE, INCARICHI, STRUTTURE E SEGRETERIE PER RIPARTIRE DA CAPO: DA UNA POSSIBILE RIVOLUZIONE ALLA ROUTINE DA POLITBURO…TRADITI GLI IDEALI   INIZIALI DI CHI SOGNAVA UN NUOVO PROGETTO POLITICO DALLE SQUALLIDE STRATEGIE DEGLI ELETTI…SI PARLA DI ETICA E LEGALITA’ E POI   SI CACCIA CHI LA PRATICA PER TENERSI I COLLUSI

Azzerare tutto: le nomine, gli incarichi, le strutture, le segreterie. Ripartire da capo.
Questo chiede la cosiddetta “base” di Futuro e libertà : rimettere tutto in discussione, eliminare la distinzione tra parlamentari e non parlamentari, stracciare presunti “pedigree” e curricula di partito, selezionare una classe dirigente nuova per davvero e non solo a parole.
Aprirsi. In una (brutta) parola: deparlamentarizzarsi.
Non ci sono “correnti”, tra chi ha scelto di intraprendere una lunga e difficile traversata del deserto.
Non ci sono divergenze sull’obiettivo da rincorrere, non ci sono dubbi sulla strada da percorrere: quella è roba che riguarda i “dirigenti”, gli uomini di potere e di palazzo affannati a salvaguardare la propria personalissima sopravvivenza politica.
Ecco la vera delusione che serpeggia nel mondo “finiano”.
Non la sconfitta ormai metabolizzata del 14 dicembre, ma lo spettacolo di una possibile rivoluzione trasformata in routine da politburo.
Lo dicono i sondaggi, se mai servisse un sigillo “scientifico” su quello che si respira e si sente a pelle.
E dunque l’unica via di fuga, prima che sia davvero troppo tardi, è un reset.
Ripartendo dall’onda emotiva che si raccolse attorno a quel dito alzato in faccia al Cavaliere, a quel cuneo infilato nel granito del potere berlusconiano.
Ed evitando di sovrapporre la battaglia “ideale” di Futuro e libertà  con le personalissime strategie degli “eletti” che ne fanno parte.
È stato miope pensare di poter puntellare in Parlamento un movimento nato fuori dal palazzo, nelle profondità  della società  civile più che nelle sezioni, tra i giovani de-ideologizzati e gli intellettuali “eretici”, gli studenti e i professionisti, le donne offese dal velinismo e i delusi dalla politica.
A rileggere oggi gli eventi, si capisce che si sono sovrapposte due linee, nella storia breve ma intensa di Fli: da una parte le tattiche personali di deputati, senatori e funzionari di partito, le “conte”, i gruppi parlamentari, le nomine, le segreterie; e dall’altra la spinta emotiva, la rottura culturale prima ancora che politica, il coraggio oltre gli steccati di chi sognava un progetto politico nuovo, diverso da tutti, esterno al Palazzo ma non per questo antipolitico.
Sono esemplari, in questo senso, le vicende di chi raccolse – prima della conclusione di Gianfranco Fini – l’applauso più intenso a Bastia Umbra, quando Fli era nata da poco e i sondaggi veleggiavano verso percentuali più che lusinghiere: Adolfo Urso, Andrea Ronchi, Antonio Buonfiglio, Roberto Menia.
Con un boato le migliaia di persone arrivate lì da tutta Italia accolsero la notizia delle loro dimissioni dall’esecutivo.
Un gesto attraverso il quale la “rottura” con il sistema berlusconiano compiva un balzo di qualità , e Futuro e libertà  si apprestava a diventare a tutti gli effetti una forza di opposizione.
Oggi di quei quattro “eroi dimissionari” ne è rimasto solo uno, Roberto Menia.
Gli altri tre hanno ceduto al richiamo della foresta, si sono fatti travolgere dalla nostalgia del “centrodestra”, oppure – come maligna qualcuno – non hanno ottenuto quel che volevano, e vanno altrove seguendo promesse migliori.
Prima Urso e Ronchi e ieri Antonio Buonfiglio, che ha lasciato Fli per unirsi al neonato movimento di Renata Polverini (una che, come Gianni Alemanno e Roberto Formigoni, ancora si illude che il Pdl sia un partito normale, in cui si possa “scendere in campo” per la leadership senza la benedizione del Cavaliere).
È una dimostrazione, questa, di come quelle due traiettorie (i parlamentari da una parte, e il “popolo finiano” dall’altra) siano sempre più divergenti.
Inutile dire che – soprattutto oggi – l’unica traiettoria vincente è la seconda.
E altrettanto inutile dire che episodi come quello di Buonfiglio – con tutta la comprensione e il rispetto per la sua scelta personale, beninteso – dimostrano che legare il destino di Fli a quello della sua (momentanea) rappresentanza parlamentare, rinchiudendosi in una sorta di ufficio politico permanente, mentre i cittadini demoliscono giorno dopo giorno la seconda repubblica – è il modo migliore per svuotare definitivamente quel sogno lanciato un anno fa, e farsi trascinare irrimediabilmente nelle stanche dinamiche di fine regime.

(da “Il Futurista”)

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“I FINIANI CAMBIANO SEDE MA NON LO SANNO NEPPURE LORO”: NAN OFFRE A “IL GIORNALE” UN ALTRO MOTIVO PER SPUTTANARE FLI A GENOVA

Settembre 23rd, 2011 Riccardo Fucile

LA SEDE DEL PARTITO RESTITUITA DI CORSA E IN SEGRETO AL SUO CLIENTE ED EX SOCIO PLURI-INQUISITO NUCERA, I MOBILI SISTEMATI IN UN LOCALE, UNA NUOVA SEDE CHE NON C’E’, IL SUO VICE CHE NON NE SAPEVA NULLA: ECCO IL QUADRO CHE IL COORDINATORE REGIONALE DI FUTURO E LIBERTA’ DELLA LIGURIA HA OFFERTO A “IL GIORNALE” PER ATTACCARE LA SUA GESTIONE FALLIMENTARE DI FLI

Riportiamo l’articolo che “Il Giornale” ha dedicato stamane alla vicenda della “sparizione” improvvisa della sede di Fli a Genova

Le insegne sono sparite. La sede che tante polemiche aveva sollevato non c’è più, ora in quei locali di via degli Operai ci sono gli uffici dell’Agenzia delle entrate.
Dov’è finito Futuro e Libertà  ligure?
Se lo domandano coloro che da qualche giorno alla Fiumara non vedono più le insegne dei finiani.
Se lo domandano persino i dirigenti del partito, colti di sorpresa dalla decisione di traslocare.
L’unico che si mostra all corrente di tutto è Enrico Nan, coordinatore regionale di Fli, che però si stupisce dell’attenzione. «Siamo al piano di sopra», prova subito a farla semplice. Poi però precisa: «Stiamo cercando un’altra sede, magari in centro anche perchè ci sono le elezioni in vista».
Guai a chiedere se la decisione ha qualche legame con le polemiche sorte in base al contratto di comodato gratuito concesso da un imprenditore al partito di Fini.
«Ho già  querelato chi ne ha scritto – replica stizzito – Non ammetto fango su chi fa dell’onestà  e della limpidezza una ragione d’essere».
Non nega, il coordinatore regionale, che la sede fosse stata data gratis, nè che il partito abbia di corsa traslocato, anche se, al piano di sopra dove dovrebbe essere stato accolto da un locale «di proprietà  dello stesso gruppo» non ci sono insegne, almeno visibili dall’esterno e quindi anche da chi volesse prendere contatti con Fli.
Ma reagisce Nan, quando si chiede qualche dettaglio in più: «Queste sono cose che riguardano il partito – ribatte – Sono cose interne che non devono interessare. Se c’è da parlare di politica sono a completa disposizione, però chissà  come mai vengo sempre cercato per questioni diverse».
La nostra volontà , però, non è quella di gettare ombre. Anzi, semmai di fare luce sul nuovo indirizzo cui si deve rivolgere un simpatizzante o un cittadino desideroso di conoscere l’offerta politica dei finiani.
Un simpatizzante, un cittadino.
O addirittura un alto dirigente del partito, visto che appena si scende di un gradino , nessuno già  sembra sapere più nulla del trasloco.
«Abbiamo cambiato sede? – si stupisce Giuseppe Murolo, coordinatore regionale vicario di Fli, di fatto il braccio destro di Nan – Non ne ero a conoscenza. Ma davvero? Non so cosa dire, aspetto che il coordinatore mi comunichi la novità , poi semmai risponderò alle domande volentieri».

Il nostro commento

1) Non è vero che Fli si sia trasferita al piano superiore, semplicemente i mobili (pagati a suo tempo da alcuni ex dirigenti che oggi pare faranno partire le raccomandate per la restituzione degli stessi, visto che li avevano destinati a un uso politico e non sono stati avvisati della chiusura improvvisa della sede) sono stati accatastati in un piccolo locale al piano superiore.

2) Se si trattasse di un semplice cambiamento di sede, prassi vuole che si faccia un trasloco e si cerchi quindi prima una nuova sede: lo stesso Nan ammette che non esiste, ma che “la stiamo cercando”.
Scommettiamo che la troverà  solo se non verrà  commissariato e se riuscirà  a indire il congresso prov., facendola quindi pagare al suo successore?

3) Nan ha dichiarato a un dirigente di partito che ha dovuto lasciare i locali causa sfratto da parte del pluri-indagato Nucera, di cui lui è legale ed ex socio in affari.
Se esisteva un contratto di comodato d’uso gratuito per due anni, come è possibile accettare uno sfratto improvviso dopo solo un anno?
Di chi fa gli interessi Nan? Del partito o di Nucera?

4) “Queste sono cose che riguardano il partito” dichiara Nan al giornalista, facendo un clamoroso autogol.
Concordiamo, non sono suoi affari personali: perchè allora non ha informato i dirigenti liguri di Fli, visto che si trattava della sede regionale del partito?
Perchè non ha avvisato neppure il suo vice che è cascato dalle nuvole?
Di cosa aveva paura lunedi sera Nan quando, di fronte ai dirigenti di tutta la regione, proprio in quella sede che avrebbe sigillato il giorno successivo, non ha ritenuto di informarli della novità ?

5) Nan si lamenta perchè viene interpellato dai giornalisti solo per “queste vicende” e non per questioni politiche.
Perchè, forse sta esercitando un ruolo politico attivo in Liguria?

6) Ogni dichiarazione di Nan è preceduta dall’annuncio di querele quale arma di intimidazione preventiva.
Bene ci quereli, non aspettiamo altro: così produrremo   decine di testimoni, documenti, preciseremo date, orari, collegamenti, luoghi e qualche sorpresa a supporto di quanto abbiamo scritto.
Anche perchè non ci siamo fatti intimidire in ben altri tempi e da ben altre persone.
Figurarsi da Nan.

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NAN MEGLIO DEL MAGO OTELMA: FA SPARIRE LA SEDE E APPARIRE 1.000 TESSERE

Settembre 22nd, 2011 Riccardo Fucile

IL COORDINATORE LIGURE DI FLI, ENRICO NAN, LUNEDI’ SERA HA PRESIEDUTO UNA RIUNIONE DEL DIRETTIVO REGIONALE NELLA SEDE DELLA FIUMARA (GENTILMENTE CONCESSA IN COMODATO GRATUITO DA UN PLURI-INQUISITO) E   SENZA AVVISARE NESSUNO L’INDOMANI LA CHIUDE… POI FA APPARIRE 1.000 ISCRIZIONI A ROMA PER POTER INDIRE IL CONGRESSO

Altro che il Mago Otelma quando appariva su Canale 5 avvolto in improbabili pastrani, tra formule magiche e riti pagani.
Altro che il Mago Silvan che faceva sparire le collaboratrici dietro una tenda o le faceva riapparire illese dalla scatola delle spade acuminate.
Un nuovo mito sta nascendo nel mondo dell’occulto e con orgoglio possiamo dire che viene proprio dalla nostra amata Liguria: non ha assunto ancora il nome d’arte di “Mago di Pietra Ligure” ma è questione di poco.
Per ora si accontenta di fare il coordinatore regionale di Futuro e Libertà , il partito della legalità , non a caso lui è un legale.
Che poi abbia ricevuto “casualmente” nella sede di partito personaggi attenzionati dalla Dia e imputati in vari processi o che abbia avuto in comodato gratuito da un   altro pluri-indagato i locali di Fli o che ne sia stato socio è cosa irrilevante.
La notizia ha sicuramente suscitato in Bocchino meno reazioni scandalizzate di quanto abbia generato in lui l’intervista di Sabine Began in cui lo accusava di molestie telefoniche.
A distanza di tre mesi dall’insorgere dello scandalo genovese che ha avuto ampi riscontri di stampa, il vertice nazionale di Fli non ha ancora preso una decisione: da una parte chi richiede il commissariamento della Liguria, dall’altra i pasdaran campani che hanno preso il controllo dell’organizzazione del partito, intenti a difendere l’indifendibile e a far perdere voti a Fli in Liguria.
Solo un colpo di bacchetta magica potrebbe risolvere la vicenda ma, come diceva Don Abbondio, “se uno il coraggio non l’ha non può mica darselo da solo”.
E allora le qualità  di illusionista le dimostra Nan che si gioca il tutto per tutto.
E riesce a superarsi lunedi sera quando convoca una riunione allargata ( si fa per dire) della direzione regionale nella sede di Fli della Fiumara, quella tanto discussa.
Tutti ospiti di Nucera, insomma.
Calano le tenebre e i partecipanti escono senza sapere di aver partecipato a una sorta di “ultima cena”.
Eh sì, perche il giorno successivo la sede non c’è più: staccati dall’esterno ogni simbolo o riferimento a Fli, i locali vengono restituiti con un anno di anticipo a Nucera.
Direte: Nan la sera prima avrà  informato i dirigenti liguri della chiusura della sede.
Sbagliato.
Nan è un mago e come tutti i maghi ama le improvvisate, se spiegasse il trucco prima che gusto ci sarebbe?
E così Fli resta per adesso senza una sede.
Chi dice che la società  in liquidazione, proprietaria dei locali e riferibile a Nucera, abbia chiesto la restituzione degli stessi per far fronte ai creditori, visti i vari fallimenti della holding di riferimento chiesti dalla procura di Savona.
Si rincorrono voci di un trasferimento della sede in centro città  o di un trasloco temporaneo al piano superiore (sempre di proprietà  dell’inquisito Nucera).
Tutti concordano che non si fosse mai vista una chiusura così improvvisa e clandestina di una sede senza nemmeno una comunicazione agli altri dirigenti di partito.
La bacchetta magica del “Mago di Pietra Ligure” ha colpito ancora.
Ma non solo per far sparire le cose, lui è un mago anche per farle apparire all’improvviso.
E se a luglio era stata trovata la scusa per commissariare il partito a Genova in quanto si era raggiunto solo il 50% del tesseramento richiesto, ecco che in pieno agosto assistiamo alla moltiplicazione dei pani e delle tessere.
Centinaia di genovesi interrompono le vacanze per mettersi in fila e iscriversi a Fli, approfittando dei momenti di ferie dei dipendenti dei lavori edili, circoli che avevano fatto 12 tessere in un anno balzano improvvisamente a 312, circoli che Roma aveva suggerito di chiudere per timore di infiltrazioni mafiose restano aperti, vengono calcolati anche coloro che si sono dimessi per protesta.
Ed ecco raggiungere quota mille tessere da portare in pellegrinaggio a “Santo Subito Italo” per indire un   congresso patacca a ottobre e sancire la spartizione del potere locale.
Altro che Terzo Polo e cordata con il candidato Musso: data la qualità  del personale politico, qua si punta a un candidato sindaco in proprio (ovviamente l’assistente e reggicoda del mago).
Quando tale grande magia avrà  sprofondato Fli all’1% e allo sputtanamento totale anche negli angoli più riposti della Liguria, non resterà  che cambiare teatrino.
Dal palco dell’illusionista a quello dell’avanspettacolo.
Il prodotto non cambia.

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IL PDL STA PER PERDERE UN DEPUTATO: GERARDO SOGLIA VERSO FUTURO E LIBERTA’

Settembre 20th, 2011 Riccardo Fucile

L’INTERESSATO: “NON CONFERMO E NON SMENTISCO”, MA IL PASSAGGIO E’ COSA FATTA…ERA STATO DATO IN PRESTITO DAL PDL AI RESPONSABILI PER POTER RAGGIUNGERE LA QUOTA MINIMA RICHIESTA

Un segnale che invertirebbe la tendenza degli ultimi mesi.
La maggioranza che perde un deputato, l’opposizione che guadagna un parlamentare.
Anche in vista dei delicati passaggi delle prossime settimane e dei rischi numerici che la maggioranza si potrebbe trovare ad affrontare nel caso in cui qualche deputato decidesse di non sostenere più il governo.
Il deputato in questione è Gerardo Soglia, Pdl salernitano e attualmente ‘in prestito’ nella componente dei Responsabili (Popolo e territorio), in tempi non sospetti già  critico con il Popolo della libertà .
Soglia è prossimo ad annunciare il suo passaggio a Fli e al gruppo parlamentare che fa riferimento a Gianfranco Fini.
Di fatto, riferiscono fonti parlamentari, il passaggio è cosa fatta, sancito da diversi contatti con i vertici finiani.
Lui però non si sbilancia. “Non confermo e non smentisco”, si limita a dire.
Di certo c’è che il segnale è importante, perchè segna l’inversione di un trend e assottiglia il margine già  ridotto del centrodestra a Montecitorio.
E se la situazione precipitasse altri sono pronti a lasciare la barca che affonda.

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MOLISE: FLI RITIRA IL SIMBOLO PERCHE’ NON ESISTE QUALCUNO CHE FACCIA RISPETTARE LE DECISIONI DI FINI

Settembre 16th, 2011 Riccardo Fucile

C’E’ CHI NON HA CAPITO ANCORA CHE FLI E’ ALTERNATIVO AL PDL… SE IL SEGRETARIO REGIONALE AVEVA I SUOI INTERESSI AD ALLEARSI CON UN INQUISITO BASTAVA ESPELLERLO UNA SETTIMANA FA, ALTRO CHE RITIRARE IL SIMBOLO… E CHI HA SULLA COSCIENZA L’ENNESIMA CAZZATA AI DANNI DEL PARTITO SI PRENDA UN PERIODO DI RIPOSO

Riportiamo da “Il Futurista”

Uno scontro tra i dirigenti locali e le indicazioni dell’ufficio di presidenza.
Dove i primi si ostinavano a sostenere il candidato del Pdl Iorio nonostante dal massimo organo del partito fosse arrivata l’indicazione diversa.
Le elezioni regionali in Molise non vedranno sulla scheda il simbolo di Futuro e Libertà , stando a quanto si apprende.
E non poteva essere diversamente, considerata l’ostinazione di qualcuno nel voler conservare lo status quo.
Fino a ieri i dirigenti locali del movimento futurista avevano deciso di appoggiare – assieme all’Udc – il governatore Iorio, esponente del Pdl di provata fede berlusconiana, nella corsa per il secondo mandato.
Ma non avevano fatto i conti con l’insofferenza della base, oltre al fatto che il candidato del centrosinistra Paolo Frattura aveva invitato i finiani a sostenerlo in opposizione all’attuale maggioranza, coerentemente con quanto accade in Parlamento. Con la decisione dell’ufficio di presidenza, al quale aveva preso parte Fini in persona, ribadendo di essere alternativi al berlusconismo.Fli: Bocchino, in Molise no simbolo, chi si candida lo fa a titolo personale

Il comunicato di Bocchino

“La volonta’ di Futuro e Liberta’ di rappresentare un’alternativa tanto al berlusconismo quanto alle sinistre, impone scelte nette anche nelle imminenti elezioni regionali in Molise.
La regione e’ caratterizzata da alcuni dati di fatto:
1) Il Terzo Polo non presentera’, con nostro rammarico, una propria candidatura alla presidenza in quanto Udc e Api hanno da tempo deciso di sostenere il primo il presidente Iorio e il secondo il consigliere del centrosinistra Frattura”.
2) In Futuro e liberta’ esiste un’analoga inconciliabile diversita’ di valutazione tra il consigliere regionale di Campobasso e coordinatore regionale Quintino Pallante, e il consigliere regionale di Isernia Tony Incollingo.
3) L’Ufficio politico nazionale di Futuro e Liberta’ ha ritenuto non sussistano le basi, visto il fallimento del suo governo, per sostenere Iorio e parimenti non siano emerse le condizioni politiche per considerare la candidatura di Frattura come espressione di una trasversale volonta’ di rinnovamento, e non solo come indicazione del centrosinistra”.
4) Anche per la particolarita’ della regione -continua- non e’ stata individuata una personalita’ che fosse credibile quale candidato del solo Futuro e liberta’ alla presidenza della regione.
Alla luce di tutto cio’ Futuro e liberta’ per l’Italia non presentera’ liste col proprio simbolo e nessun dirigente nazionale partecipera’ alla campagna elettorale. Pertanto -conclude- le scelte degli esponenti locali del partito saranno unicamente a titolo personale”.

Commento
1) Nei partiti deve esistere una leadership credibile, oppure si favorisce il caos generalizzato: da settimane il caso Molise si trascinava tra le polemiche, bastava intervenire a tempo debito con un sistema molto semplice e lineare.
Stabilire a livello romano quale fosse l’alleanza percorribile, dopo aver sentito i dirigenti locali, e prendere una decisione vincolante per tutti.
Chi si uniformava bene, chi non lo faceva fuori dal partito.
2) Qui invece prima si è dato credito a chi voleva un’alleanza con Iorio con dichiarazioni premature di Bocchino.
Poi, di fronte alla ribellione di altri dirigenti locali e della base, si è rimessa la decisione all’ufficio politico un giorno prima della scadenza per la presentazione delle liste.
A quel punto Fini e la maggioranza dei dirigenti nazionali hanno dato indicazione per il candidato Frattura (cosa peraltro già  fatta venti giorni fa) , ma il coordinatore non era d’accordo lo stesso quando bastava dargli 30 secondi per decidere: o ti uniformi o sei commissariato e amen.
E Fli sarebbe stato presente alle elezioni.
3) Per Bocchino “non esistono le basi” per prendere una decisione?
E lui che ci sta a fare allora?
Se non è in grado di far eseguire una decisione del massimo organo del partito si dimetta e si riposi.
Che può pensare un elettore dopo questa sceneggiata invereconda?
Che Fli è un partito dove un coordinatore regionale (nominato da chi poi, indovinate un po’…) può impedire che vengano eseguite le direttive di Fini e arrivare a non far presentare neanche il simbolo del partito.
Una ammissione di impotenza di tal genere (se qualcuno non ciurlasse nel manico) porterebbe alle dimissioni di qualsiasi segretario, altro che le palle di “problemi locali”.
4) Bocchino non ha individuato una personalità  credibile per presentarsi da soli?
Certo all’ultimo momento chi vuoi trovare?
Poteva sempre chiedere al suo amico coordinatore regionale ligure Nan: magari se emigrava un paio di mesi in Molise i militanti futuristi locali ne avrebbero tratto giovamento.
O forse si riserva la carta per le regionali in Calabria?

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SVOLTA IN FLI: ALLE REGIONALI IN MOLISE FINI DA’ L’OK ALL’INTESA CON IL PD

Settembre 15th, 2011 Riccardo Fucile

VINCE LA LINEA DI   FABIO GRANATA: NON CI SI POTEVA ALLEARE CON IL CANDIDATO INQUISITO DEL PDL… SCONFITTO BOCCHINO CHE APPOGGIAVA IORIO…UNA MISSIONE DI PARLAMENTARI SARA’ INVIATA IN MOLISE PER SUPERARE ALCUNE RESISTENZE LOCALI

Si tratterebbe certamente di una piccola, ma importante svolta politica.
Per la prima volta, almeno esplicitamente, Fli potrebbe schierarsi apertamente con il centrosinistra e un suo candidato, Paolo Frattura, in una tornata elettorale comunque non secondaria come il voto Regionale in Molise.
L’indicazione che aprirebbe l’era del ‘laboratorio Molise’, implicita ma convinta, è arrivata da Gianfranco Fini nel corso dell’ufficio di Presidenza del partito.
Il Presidente della Camera, stamane, ha bocciato senza appello l’alleanza con il Pdl Michele Iorio, anche alla luce del quadro politico attuale e delle difficoltà  dei pidiellini.
Tutti d’accordo sulla linea espressa da tempo da Fabio Granata, superate le resistenze di Italo Bocchino (che nelle scorse settimane sosteneva l’intesa con Iorio), superate anche le perplessità  del coordinatore regionale molisano Quintino Pallante, la situazione si è ingarbugliata di fronte alle resistenze del coordinatore provinciale di Isernia Tony Incollingo, prima favorevole a presentare liste civiche terzopoliste ed espressione dei finiani, poi in contrasto con Pallante per la la rappresentanza futurista nel listino del candidato del centrosinistra.
Dopo oltre sei ore di riunione (abbandonata comunque in corsa da Fini) si è deciso di ‘spedire’ una delegazione finiana da Roma in Molise, per sbrogliare la matassa.
Alcuni deputati nazionali sono stati inviati in missione per superare l’ostacolo e permettere l’alleanza con il candidato del centrosinistra, abbandonando la cautela che fino a ieri spingeva verso la linea della neutralità .
Una scelta resa possibile anche dal pubblico appello di Frattura ai finiani.
Un altro dato significativo: in Molise, comunque vada, il Terzo Polo esce spaccato. Indipendentemente dalla scelta dei futuristi, infatti, l’Udc è pronta a sostenere il candidato del Pdl alle presidenza della Regione, mentre l’Api già  si è espressa a favore dell’uomo del Pd.

(da TMNews)

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INTERVISTA AD ANGELA NAPOLI (FLI): “SIAMO DELUSI, CAPISCO I FISCHI A MIRABELLO”

Settembre 13th, 2011 Riccardo Fucile

“ABBIAMO BISOGNO DI UNA LEADERSHIP FORTE E CHIARA”… “VOGLIAMO CAPIRE DOVE STIAMO ANDANDO”…LE MANCATE DIMISSIONI DI FINI HANNO CREATO MALUMORE NELLA BASE E GRANATA RILANCIA: “AVREBBERO ACCELERATO L’ADDIO A BERLUSCONI”

“Se mi aspettavo i fischi? Non pensavo a una protesta così plateale, ma sapevo quanto il popolo di Fli aspettasse un segnale forte da parte di Fini. Che non è arrivato”.
E’ Angela Napoli, deputato finiano fin dagli esordi del partito: assieme a Fabio Granata incarna l’ala più dura e intransigente di Futuro e Libertà .
Delusa?
Un anno fa, sempre a Mirabello, avevamo intuito da parte di Fini la volontà  di un suo maggiore impegno
E invece?
Da presidente della Camera è, e sarà , costretto a mantenere un ruolo istituzionale. Di equilibrio politico
Mentre voi?
Avremmo bisogno di una strategia chiara, incisiva, identitaria all’interno del Terzo Polo. Altrimenti saremo schiacciati
Perchè non si è dimesso?
Non per mancanza di responsabilità . Anzi, forse per troppa responsabilità  nei confronti dello Stato, in un momento di crisi pesante, dove viviamo uno sbandamento generale. Anche se…
Cosa?
Ritengo altrettanto importante tutelare l’opposizione
C’è chi ipotizza un pressing di Napolitano per non farlo dimettere
Il presidente della Repubblica sta gestendo questo momento di crisi generale cercando di richiamare tutti a un senso di responsabilità . E probabilmente Fini lo ha percepito in tal senso. Comunque niente di diretto.
Nella base, dopo il discorso, ha percepito lo scoramento?
Eccome! E lo hanno rivolto in particolare a noi. Probabilmente il presidente Fini non lo ha colto, ma noi che eravamo in mezzo al pubblico siamo stati accerchiati da militanti che manifestavano la propria delusione
Cosa le dicevano?
Volevano capire dove stiamo andando, chiedevano chiarezza rispetto al progetto inziale
In particolare dove manca la chiarezza?
Sulla linea politica. Le faccio un esempio: non basta dire “questa manovra è iniqua”, dobbiamo trovare anche il modo di essere più incisivi con proposte e iniziative
Comunque Fini inizierà  un tour per l’Italia
Sì, e mi auguro anche torni il suo nome sul simbolo. Ma ribadisco: ci sentiamo troppo appiattiti all’interno del Terzo Polo.
Come giudica l’interregno di Bocchino?
Ha dovuto mantenere l’equilibrio in una fase politica molto mobile
Ha firmato sul referendum?
Certo. E come me diversi esponenti calabresi di Fli
Sul Molise?
Non possiamo appoggiare Iorio (Pdl). Assolutamente.

Alessandro Ferrucci
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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ECCO PERCHE’ FINI NON LASCIA LA PRESIDENZA DELLA CAMERA PER DEDICARSI AL PARTITO

Settembre 13th, 2011 Riccardo Fucile

RAGIONI CARATTERIALI E PERSONALI O RAGIONE POLITICA?…PER FINI   FLI E’ UN PARTITO A TEMPO O   A SCADENZA, NATO COME BACINO DI CONTENIMENTO PER ASSICURARE AGIBILITA’ POLITICA NEL MOMENTO DELLA ROTTURA CON IL PREMIER…FLI E’ UN RIFUGIO DI FORTUNA IN ATTESA DEL CROLLO DI BERLUSCONI: POI VI SARANNO NUOVE AGGREGAZIONI   E FLI AVRA’ ESAURITO IL SUO COMPITO

C’è una ragione “politica” — dunque non personalistica o dettata da ragioni caratteriali — che possa giustificare la decisione di Gianfranco Fini, reiterata l’altro dì a Mirabello tra qualche malumore della sua base militante, di non abbandonare la carica di Presidente della Camera per assumere in prima persona la guida di Futuro e libertà ?
S’è detto che a frenarlo è un’atavica e notoria indolenza, che lo ha spinto ad affidare alle altrui fatiche la sua ultima creatura politica.
Ovvero il timore di perdere una posizione istituzionale che gli garantisce, a conti fatti, autorevolezza e visibilità  (oltre ad alcuni non trascurabili benefici materiali).
Altri hanno sostenuto che a costringerlo in quel ruolo, che egli volentieri lascerebbe per tornare nelle piazze, è il Capo dello Stato, che di lui si fida e molto meno si fiderebbe — soprattutto nell’eventualità  di una crisi parlamentare, data da parecchi osservatori come imminente — di un uomo che giungesse alla guida di Montecitorio su mandato di Berlusconi. Infine, s’è chiamata in causa la mancanza di coerenza (e di senso della responsabilità ) di chi, pur appellandosi ogni giorno allo Stato e al rispetto delle istituzioni, non si è ancora reso conto del danno arrecato alla somma carica che riveste, che dovrebbe essere quanto più possibile neutrale e super partes, dal suo continuo intervenire nel dibattito pubblico alla stregua di un capo fazione.
La ragione suddetta — di natura per l’appunto politica — a ben vedere esiste, per quanto possa risultare sgradita a chi sinora ha creduto nel progetto di Futuro e libertà , ritenendolo magari un progetto minoritario e tutto in salita, ma destinato a porre le basi di una destra a venire, finalmente libera dal giogo berlusconiano.
Essa consiste nel fatto che Fini per primo, pur avendolo fatto nascere, non crede nell’utilità  strategica del partito affidato alle cure e alle ambizioni di Italo Bocchino.
Futuro e libertà  per Fini è, con ogni evidenza, un partito “a tempo” o se si vuole a scadenza, come i prodotti alimentari e farmaceutici.
E’ nato, a dispetto dell’enfasi con cui è stato presentato all’opinione pubblica, come bacino di contenimento all’indomani della perduta battaglia parlamentare con il Cavaliere; dunque per offrire uno spazio di manovra e un minimo di agibilità  politica a coloro che generosamente sono rimasti al fianco di Fini anche all’indomani del fallito assalto del 14 dicembre 2010.
Nella testa del Presidente della Camera — che nel discorso di Mirabello, forse senza essere nemmeno compreso dai suoi, ha correttamente e sinceramente derubricato Futuro e libertà  da partito organizzato a movimento di idee — nell’attesa che il “regno di Berlusconi” cada davvero ciò che serve non è una struttura radicata sul territorio, ovvero un simulacro di ciò che furono il Msi prima e Alleanza nazionale poi, ma una sigla di comodo, un rifugio di fortuna, che assicuri la sopravvivenza sino a che quel giorno fatale sarà  arrivato.
L’idea che dal giorno seguente alla caduta o scomparsa di Berlusconi tutto sarà  diverso da oggi, che i giochi si riapriranno e tutto diverrà  possibile, che si apriranno spazi di manovra inediti e al momento non prevedibili, non è in effetti del solo Fini, ma di un pezzo consistente della nostra classe politica.
Nessuno ama pensare che venendo meno il Cavaliere venga contestualmente meno un intero assetto politico-istituzionale, che con lui possano sparire molti di coloro che di quest’ultimo ventennio sono stati, in qualche modo, protagonisti o partecipi.
Difficile dire se si tratti di una valutazione minimamente fondata o di un abbaglio collettivo che rischia di essere pagato a caro prezzo da chi lo coltiva.
Quel che conta è che un tale convincimento sembra stare alla base della scelta di Fini di farsi un partito (ovvero una sigla con la quale rendersi riconoscibile nel dibattito politico), ma di non assumerne direttamente la guida.
Perchè mettersi al vertice di una formazione destinata a sparire un attimo dopo che il “nemico pubblico” numero uno non sarà  più tale?
La vera partita di Fini — questo pensa il medesimo Fini con ogni probabilità  — non si gioca oggi, attraverso un partito che, sondaggi alla mano, vale al massimo il 3% dei consensi, ma in un domani imprevedibile e tutto da inventare, all’interno del quale Futuro e libertà , nella sua configurazione attuale, non avrà  alcun ruolo da svolgere e si risolverà  in poco più che un ricordo.
Lo schema mentale del Presidente della Camera prevede, a ben vedere, che il dopo-Berlusconi ricalchi, nei suoi effetti se non nella sua dinamica, la fine della Prima Repubblica: ciò significa che la scomparsa più o meno traumatica dei vecchi attori, piccoli e grandi, favorirà  la costituzione di nuove aggregazioni.
E come nel passaggio da un assetto partitico-istituzionale all’altro, tra il 1992 e il 1994, a Fini riuscì d’inserirsi nella dialettica politica con un ruolo da protagonista, lo stesso potrebbe accadere nel caso di un nuovo (e assai probabile) crollo di sistema.
Si potrebbe obiettare che la storia non si ripete mai eguale a se stessa.
E che l’abilità  dimostrata in un’occasione (o la fortuna di cui s’è beneficiato in quella particolare circostanza) non è detto che si possa replicare.
Ma ciò rientra nelle considerazioni (e speranze) soggettive.
Ciò che meritava di essere spiegato è perchè Fini, nello sconcerto di molti osservatori e di una fetta consistente dei suoi stessi sostenitori, si tiene cosi stretta la poltrona di Presidente della Camera e lascia ad altri la conduzione politico-organizzativa di Futuro e libertà .
La ragione s’è detta ed è molto semplice: perchè il partito che deciderà  del suo eventuale futuro politico non è quello che si è riunito domenica scorsa a Mirabello.
Eccesso di cinismo o di lungimiranza?
Lo decida il lettore.

Giuliano Gioberti
(da IDP Istituto di politica)

argomento: Costume, Fini, Futuro e Libertà, governo, Politica | Commenta »

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