Marzo 26th, 2018 Riccardo Fucile
LA MATTINATA DIFFICILE A PALAZZO DI GIUSTIZIA DI AVERSA
Beppe Grillo atteso al processo al Tribunale di Napoli Nord di Aversa per deporre come teste d’accusa nel processo per diffamazione contro l’ex attivista pentastellato Angelo Ferrillo, contro il quale sporse denuncia Gianroberto Casaleggio nel gennaio del 2015, dopo le primarie del M5S di allora per la Regione.
Ferrillo era candidato alle “Regionarie” e in seguito ad un post pubblicato su Facebook fu espulso dal Movimento.
Dopo la morte del fondatore del M5S, il figlio Davide Casaleggio si è costituito parte civile dando seguito al procedimento.
Oggi, all’esterno del Tribunale, Ferrillo ha parlato ai giornalisti con una mela in mano: “La voglio dare a Grillo, perchè la mela marcia che deve uscire dal Movimento è lui: dove sono i fondi raccolti per 10 anni con la pubblicità sul blog?”
Ferrillo è stato querelato da Gianroberto Casaleggio nel gennaio del 2015 per una frase offensiva sulla sua pagina Facebook.
L’attivista criticava il metodo del conteggio dei voti online sui candidati alle primarie per le Europee e adombrava il sospetto che la Casaleggio guadagnasse con il MoVimento 5 Stelle. Davide Casaleggio nell’udienza dell’ottobre scorso ha dichiarato che c’era una partnership commerciale tra Beppe Grillo e la Casaleggio ma questa riguardava il blog, non il movimento politico.
Ferrillo invece ha pubblicato su Facebook una cronistoria della sua versione dell’udienza.
Alla fine Ferrillo ha cercato di impedire l’uscita in taxi del garante dei 5 Stelle chiedendogli provocatoriamente: ‘Grillo dove sono i fondi del blog?’ e mostrando un cartello con la scritta ‘Dove sono finiti i fondi per la pubblicità ?’.
Ferrillo si è messo davanti al taxi sbarrando la strada a Grillo. Sono intervenute le forze dell’ordine per allontanare Ferrillo e consentire così a Grillo di guadagnare l’uscita.
(da agenzie)
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Marzo 25th, 2018 Riccardo Fucile
E’ UNA VITA CHE DA RICCO REAZIONARIO LAVORA PER ARRIVARE ALL’INCIUCIO COI SUOI AMICI RAZZISTI E PUTINIANI, NON ERA NECESSARIO CHE METTESSE IL SIGILLO
«Di Salvini ci si può fidare». E così è arrivato anche il sigillo di Beppe Grillo all’alleanza con la Lega.
«Ha dimostrato che ci si può fidare di lui, è uno che quando dice una cosa la mantiene: il che è una cosa rara», dice alle telecamere che lo assediano fuori dall’hotel Forum di Roma mentre è in auto pronto a partire verso Napoli.
Domani lo aspetta il processo ad Aversa contro il fondatore dell’Associazione Terra dei Fuochi, Angelo Ferrillo, nato dalla querela per diffamazione presentata da Gianroberto Casaleggio nel 2015.
Luigi Di Maio è stato convocato come teste d’accusa, e così Grillo, che dopo quattro udienze disertate è obbligato a presentarsi.
Da giorni circolava la voce che il comico avesse già dato la benedizione al patto tra M5S e Lega
Ha aspettato che fosse chiusa la partita delle presidenze delle camere, e fosse assicurata l’elezione del suo pupillo Roberto Fico a Montecitorio, prima di consacrare Salvini come probabile alleato di governo.
(da “La Stampa”)
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Marzo 22nd, 2018 Riccardo Fucile
FABRIZIO LA GAIPA, PRIMO DEI NON ELETTI ALLA REGIONE IN SICILIA CONDANNATO A DUE ANNI PER ESTORSIONE AI SUOI DIPENDENTI
Due anni di reclusione con la condizionale: è la pena col rito del patteggiamento per
l’imprenditore agrigentino Fabrizio La Gaipa, 42 anni, titolare dell’albergo Costazzurra e primo dei non eletti all’Ars con M5S alle elezioni regionali, accusato di estorsione ai suoi dipendenti di un hotel di San Leone dai quali avrebbe preteso la restituzione di una parte dello stipendio versato in busta paga.
Il Gip di Agrigento, Alessandra Vella, ha anche condannato a un anno e 8 mesi, sempre col patteggiamento, il fratello dell’imprenditore, Salvatore, 46 anni.
L’accordo processuale era stato raggiunto dai difensori, gli avvocati Diego Galluzzo e Calogero Petix, e il pubblico ministero Gloria Andreoli. Dissequestrati pc e documenti che la polizia aveva acquisito il giorno dell’arresto, 14 novembre scorso.
In tre lo hanno accusato, confermando anche la loro versione nel corso di un incidente probatorio, e uno di loro ha pure registrato una conversazione (consegnata alla polizia) nella quale si sente Fabrizio La Gaipa discutere col dipendente di modalità e cifre della restituzione di oltre un terzo dello stipendio che veniva formalmente erogato.
Il sistema adottato sarebbe stato quello classico del “cavallo di ritorno” di parte dello stipendio.
La Gaipa è stato arrestato il 14 novembre scorso e successivamente sospeso dal M5S, che aveva precedentemente ignorato le segnalazioni sul candidato che provenivano dalla base. Il patteggiamento è uno dei motivi che ostano le candidature nel M5S e la permanenza in carica.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile
SUI SOCIAL I MILITANTI NON SONO D’ACCORDO SU UNA INTESA CON IL CENTRODESTRA
Un possibile accordo con il centrodestra, compreso Silvio Berlusconi, fa discutere non poco la base del Movimento 5 stelle.
Luigi Di Maio ha già presentato la sua squadra per Palazzo Chigi, e, in campagna elettorale e dopo, ha a gran voce spiegato che non farà alleanze ma, in mancanza di numeri, lancerà un appello pubblico per verificare se ci siano margini per una convergenza sui temi.
Scorrendo la pagina Facebook di Di Maio, fino a poco fa si poteva leggere commenti di questo tenore: “In questi giorni i giornali vogliono promuovere un’alleanza tra Movimento e la destra. Spero che sia solo un’abile mossa delle testate giornalistiche che dalla nascita del Movimento 5s l’hanno sempre osteggiato e tentato di ridicolizzare, escluso il Fatto Quotidiano. Spero davvero sia così perchè se questo dovesse mai succedere sarebbe una trappola mortale per il Movimento e una sciagura per l’Italia intera. Come sarebbe possibile combattere la corruzione, le mafie, le lobbie, le massonerie sotterranee che da decenni affliggono il nostro splendido paese con una persona come Berlusconi? Come sarebbe possibile avere equità sociale alleandosi con un partito che in base alle opportunità ha quasi sempre sostenuto Forza Italia e i suoi componenti? E ovviamente sto parlando della Lega… Come è possibile allearsi con il diavolo per combattere l’inferno?”, ci si chiede.
“È una tela di ragno, uno specchietto per allodole contro il quale prego i vertici del movimento di riflettere molto attentamente”, viene aggiunto e la chiosa è: “No agli uomini di B.”
“Ho sentito che Berlusca apre ai 5 Stelle per un governo insieme. Non sono assolutamente d’accordo!!!!” esordisce un altro post.
E sul blog delle Stelle campeggia un altro commento: “Ieri sera a Ballarò c’era un’aria ipocrita. Sarebbero felici di rimettere in sella il Berlusca, a cominciare dal vecchio Scalfari che dice tutto e il contrario di tutto. Una la azzeccherà , sicuramente! Attento Luigi Di Maio. Tira dritto e diventa Premier”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile
SUL WASHINGTON POST CASALEGGIO CITA CIFRE A CASACCIO
Ieri Davide Casaleggio ha scritto un articolo pubblicato sul Washington Post nel quale parla del successo del MoVimento 5 Stelle alle elezioni italiane. La prima parte interessante dell’articolo è il titolo dato dal Blog delle Stelle all’intervento: “Il successo del MoVimento 5 Stelle raccontato al Washington Post”.
Ricorderete infatti che nel novembre scorso, quando uscirono una serie di articoli sul New York Times a firma di Beppe Severgnini i grillini gridarono al fallo plateale in area di rigore perchè quello non era un pezzo del NYT, ma il pezzo di un giornalista italiano che odiava il M5S e quindi non era valido.
Ebbene, sappiano i grillini che invece se è Davide Casaleggio a scrivere su un giornale americano è tutto in regola.
È interessante poi una frase dell’articolo di Casaleggio che riguarda i voti e le spese elettorali di +Europa
Il MoVimento 5 Stelle ha ottenuto circa 11milioni di voti lo scorso 4 marzo. E ogni singolo voto ci è costato 8 centesimi di euro. Un costo sostenuto da microdonazioni arrivate da migliaia e migliaia di cittadini: circa 19mila cittadini hanno donato per un totale di 865mila euro, sostenendo tutti i costi della nostra campagna elettorale. E fa specie pensare che ai partiti tradizionali, invece, ogni singolo voto è costato fino a cento volte di più (+Europa ha un costo stimato di 7 euro a voto)
C’è da segnalare che la frase sul Washington Post è diversa: «Ai partiti tradizionali, secondo il gruppo politico+Europa, ogni singolo voto è costato quasi cento volte di più, circa 8,50 dollari (8,1 euro, ndr)».
Come fa Casaleggio a conoscere la spesa per voto di +Europa se le spese elettorali non sono ancora state presentate e certificate?
Federico Fubini sul Corriere della Sera fa sapere oggi che «non esiste uno studio di +Europa sulle spese sostenute da tutti i partiti (come invece sembra di evincere dal testo di Casaleggio sul Washington Post).
Quanto alla sola forza di Emma Bonino, a quanto pare in campagna elettorale ha speso poco più di 1,5 milioni di euro e ha ricevuto circa 900 mila voti. Il costo per voto è dunque di circa 1,7 euro, non sette o otto, applicando le stime di Casaleggio».
E quindi da dove Casaleggio ha preso i dati che ha presentato a uno dei giornali più importanti del mondo?
Posto che quello che dice Fubini sul Corriere non rappresenta una stima puntuale e verificata (e quindi potrebbe essere a sua volta falso), a parlare di finanziamenti elettorali per +Europa è stato qualche tempo fa Marco Travaglio:
Travaglio ha parlato di sei milioni di euro spesi da +Europa per la campagna elettorale: diviso 900mila voti si arriva a 6,66 euro ovvero vicini a quei sette euro a voto che Davide Casaleggio dichiara nell’articolo sul Washington Post.
Com’è piccolo il mondo, vero?
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 20th, 2018 Riccardo Fucile
PUBBLICA UN VIDEO IN CUI LA GIORNALISTA SPIEGA CHE IL REDDITO DI CITTADINANZA SI PUO’ FARE, MA TAGLIA LE PARTI DOVE LO CRITICA
L’eurodeputata del MoVimento 5 Stelle Laura Ferrara ha trovato l’arma finale per mettere a tacere le polemiche sul Reddito di cittadinanza.
Perchè se l’ex conduttrice di Report, la giornalista Milena Gabanelli, da molti considerata imparziale e preparatissima, dice che il Reddito di cittadinanza si può fare allora deve essere certamente così.
Ed è per questo che la Ferrara ha postato ieri un video dove la Gabanelli sembra dire che il Reddito di cittadinanza si può fare. Peccato però che il video sia tagliato.
Il taglia e cuci del M5S sul video di Dataroom sul reddito di cittadinanza
Dove si trovano questi 17 miliardi di euro?
Con “nuove tasse su banche, assicurazioni e concessioni” dice la Gabanelli nel video postato dalla Ferrara che però ha tagliato la parte successiva, quella in cui la giornalista fa notare che poi magari queste tasse “le scaricano aumentando i costi per i cittadini“.
Evidentemente il MoVimento 5 Stelle non vuole far pensare che il reddito di cittadinanza lo devono pagare i cittadini stessi. Meglio far credere che a sostenerne i costi siano “i cattivi”, le lobby, la casta.
Ma la misura del M5S, che prevede una spesa di 17 miliardi (29 secondo l’INPS) è sostenibile?
Il video di Laura Ferrara non lascia spazio a dubbi: «La Ragioneria dello Stato ha detto sì» conclude la Gabanelli. Proprio le stesse parole utilizzate dal MoVimento 5 Stelle durante la campagna elettorale.
Insomma la Gabanelli diventa la testimonial perfetta per il programma del MoVimento. Prima “smonta” le misure di sostegno alla povertà proposte da Partito Democratico e da Silvio Berlusconi e poi “approva” il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle.
Cosa dice davvero la Gabanelli sul reddito di cittadinanza del M5S
Peccato però che il fact checking della Gabanelli non si concluda lì.
Nel video integrale infatti prosegue dicendo che «è bene sapere che tutti i paesi europei hanno messo cifre ben più consistenti per contenere la povertà , ma dentro a piani strutturati che prevedono contemporaneamente la creazione di posti di lavoro e la lotta all’evasione fiscale».
Un piano complessivo, continua la giornalista nel video pubblicato il 21 febbraio scorso, che «in questa campagna elettorale nessun partito ha» e, conclude «il rischio è che qualunque misura vada ad aumentare il debito».
Non proprio un atteggiamento virtuoso. E si capisce qui perchè il MoVimento 5 Stelle ha preferito tagliare questa parte.
Perchè nel video manipolato la Gabanelli critica solo le proposte di PD e Forza Italia lasciando intendere che quella del M5S è l’unica credibile e indolore.
Ma non è così. Ciononostante il video con i tagli operati da Laura Ferrara ha ottenuto oltre 4mila condivisioni.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 20th, 2018 Riccardo Fucile
MA LA RUGGIERO HA DIMENTICATO DI DIRE CHE IL BIGLIETTO ERA DI PRIMA CLASSE
Manca poco alla prima seduta del Parlamento, i neoeletti a 5 Stelle sono pronti. E non vogliono certo fare brutta figura.
Per questo motivo Francesca Anna Ruggiero, deputata eletta al collegio uninominale (quindi scelta personalmente da Luigi Di Maio) di Bari-Bitonto ha già preso il biglietto del treno per andare a Roma.
Roma, stiamo arrivando, scrive su Facebook in un impeto di entusiasmo dovuto anche al fatto di aver conquistato poco meno di 84mila preferenze.
La Ruggiero vuole partire col piede giusto, ed ecco perchè ci tiene a far sapere che andrà a Roma «Con le mani libere e in esse solo il biglietto in classe SUPER ECONOMY, per non incidere troppo nelle tasche dei contribuenti».
Già ce la immaginiamo in uno di quei posti striminziti, con pochissimo spazio per le gambe, con il trolley appoggiato sulle ginocchia.
Ma non è così, perchè “super economy” è la tariffa scontata di Trenitalia. La classe invece è un’altra cosa e la Ruggiero ha scelto di viaggiare in prima classe
Non c’è nulla di sbagliato nel viaggiare in prima classe spendendo poco. Per la verità non c’è nulla di sbagliato nemmeno nel viaggiare in prima classe.
Ma per il MoVimento è diverso: il “lusso” (tra virgolette perchè stiamo parlando di un freccia argento e non certo di un volo privato sul Concorde) è uno dei simboli della casta.
§Fa sorridere il tentativo di far passare la decisione di spendere poco per “non incidere sulle tasche dei contribuenti”.
Il che tenuto conto che un parlamentare oltre allo stipendio (sarà da vedere a quanto ammonterà quello pentastellato) riceve dai seimila agli ottomila euro al mese (di soldi pubblici) per pagarsi tutte le spese è ridicolo.
Tanto più che i 5 Stelle hanno dimostrato di saper usare i rimborsi forfettari fino all’ultimo centesimo, con buona pace dei “risparmi” veri o presunti.
La deputata pentastellata ha acquistato il biglietto due giorni prima della partenza, ma se lo avesse acquistato qualche giorno prima avrebbe risparmiato ancora di più.
La tariffa Super Economy per la prima classe parte infatti da 29,90 euro.
E volendo spendere ancora meno è possibile acquistare il biglietto di seconda classe (ben 5 euro di risparmio).
La tariffa base per la prima classe è di 80 euro, la Ruggiero ne ha spesi 50 risparmiando la cifra stellare di 30 euro.
La Ruggiero conclude dicendo «Ci rivediamo presto per rendicontare direttamente cosa sarà successo a Montecitorio in questa importantissima settimana».
E non si capisce se si limiterà a rendicontare le spese (compreso lo scontrino per il caffè al bar o alla Buvette) o se relazionerà su quello che è successo in Aula.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 20th, 2018 Riccardo Fucile
SULLA TERRAZZA CON VISTA SAN PIETRO TRA POLITICA E AFFARI
La prima novità è geopolitica. La cena dell’Associazione Gianroberto Casaleggio da Milano si è spostata a Roma, nuova capitale del grillismo a trazione governativa.
È qui infatti che risiedono i palazzi del potere e dunque non è possibile mancare.
La seconda è una diretta conseguenza della prima. La kermesse “Sum”, che quest’anno sarà il 7 aprile sempre a Ivrea, era l’evento di un Movimento che ambiva al governo, questa volta invece sarà la convention di un partito che, in teoria, potrebbe essere al governo.
Dalla terrazza di un hotel vista San Pietro, Davide Casaleggio, davanti a 125 invitati e degustando un menù prettamente romano (costo politico, 60 euro), lancia la seconda edizione di “Sum”, l’evento organizzato in memoria del padre e che, nel giro di un anno, ha visto rivoluzionati il contesto politico e il ruolo del M5S.
“Verso l’associazione l’affetto c’era già l’anno scorso, oggi forse c’è più attenzione”, ammette Casaleggio. E per “attenzione” si intende attenzione politica nei confronti del primo partito italiano. Perchè è vero che “Sum” è organizzato dall’associazione Casaleggio, creata subito dopo la morte di Gianroberto, ma è anche vero che è impossibile separare questa creatura dal marchio M5s.
Quindi, ci sono sì vecchi amici di Gianroberto Casaleggio, ma ci sono anche imprenditori e professionisti, molti di questi invitati da persone già iscritte all’associazione e approfittano della serata per aderire incuriositi dal nuovo corso.
“Il nostro obiettivo è condividere e raccogliere idee sul futuro”, spiega Casaleggio che, prima di gustare una vellutata di ceci e cacio pepe, ripresenta il decalogo degli obiettivi della sua associazione.
Obiettivi che vanno dalla cittadinanza digitale al voto ai sedicenni fino alla tutela del reddito e all’implementazione delle energie rinnovabili fino al 50% di quelle totali. Obiettivi che fanno parte del programma grillino e che, ad Ivrea, potranno essere implementati con i risultati di un sondaggio che Casaleggio, nelle cene di Milano e Roma, ha lanciato tra gli iscritti all’associazione.
La politica è formalmente bandita, proprio come a Milano, ma il contesto è tutto politico. Non solo per la presenza di tanti parlamentari della vecchia guardia, da Roberta Lombardi a Paola Taverna fino a Vito Crimi, Paola Carinelli e Laura Castelli – ma anche perchè la mente va al governo.
C’è il capo politico Luigi Di Maio con tutto il suo staff e il potenziale ministro ai Beni culturali Alberto Bonisoli. Senza togliere la scena a Casaleggio, in tanti si avvicinano al capo politico M5s per complimentarsi del risultato raggiunto alle elezioni e sapere cosa succederà nei prossimi giorni.
Ci sono poi alcuni dei protagonisti della prima edizione di Sum, dalla psicologa Maria Rita Parsi al sociologo Domenico De Masi: “È vero, al vaffa day non andavo perchè non ero invitato. Qui sì, ma in realtà preferivo il vaffa”, ammette.
Su questa terrazza romana c’è una fetta di classe dirigente che adesso, come dice lo stesso Casaleggio, presta più attenzione a questo modo. “Cinque anni fa nessuno ci filava, questo è un Movimento 2.0, pronto a governare”, per dirla in modo schietto con le parole di Arturo Artom, presidente di Confapri e elemento di raccordo tra il M5S e il mondo delle imprese del Nord.
Un mondo che, secondo il M5S, va ricostruito. “C’è un’ossatura di 3-4 mila imprese che sono il futuro del Paese”, spiega Artom disegnando un rilancio economico e industriale in pieno stile anni Sessanta.
Dalla Toscana arrivano tre imprenditrice che non vogliono rivelare il loro nome ma garantiscono: “Alle cene di Renzi non andavamo”. Quella organizzata da Davide Casaleggio potrebbe essere replicata in altre città italiane, soprattutto se aumenteranno gli iscritti quindi i soldi nelle casse dell’associazione.
E considerato il vento che tira a favore dei 5Stelle altri eventi avranno come location le terrazze romane.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 19th, 2018 Riccardo Fucile
VIA SANDALI E PONCHO, ORA TUTTI LOOK ISTITUZIONALI
Non c’è più il senatore in sandali o la senatrice spettinata in poncho.
Nel Movimento 5 Stelle adesso abbondano i professori universitari, i ricercatori, i dirigenti ospedalieri, tutti scortati dai parlamentari uscenti.
Andrea Cioffi e Laura Bottici, secondo mandato per entrambi, si infilano in un ascensore con Ugo Grassi. “Lo vedete? È un docente universitario”, dicono.
E lui, blazer e cravatta istituzionale, sottolinea: “Sono ordinario di diritto civile alla Parthenope di Napoli, con il ‘th’ mi raccomando”.
Tutti cercano Emanuele Dessì, il senatore espulso e riammesso, colui che su Facebook scriveva di aver picchiato un rumeno e protagonista della vicenda relativa alla casa pagata a sette euro. Ma lui non c’è. Non è presente alla riunione tra Luigi Di Maio e i neoeletti così da evitare l’assalto: oggi in mostra ci sono tutti gli altri.
In Transatlantico, vicino alla buvette, passeggia con occhio attento Maria Domenica Castellone , vincitrice nel collegio di Giuliano, con un passato negli Stati Uniti: “Adesso vivo in Italia da tanti anni. Sono oncologa, ricercatrice del Cnr”.
E quanto è soddisfatto Sergio Puglia accanto a lei: “Secondo me, il Senato tutte queste professionalità non le ha mai viste. E soprattutto in un solo gruppo”.
La mutazione genetica è evidente. Il cittadino da meet up non c’è più.
Il laureato precario è rimasto nelle retrovie. Il no global, nel primo appuntamento dei 112 a palazzo Madama, non è contemplato.
Il capo politico è istituzionale. “Saremo il perno di questa legislatura. Dobbiamo ragionare da maggioranza”, dice Di Maio e parte l’applauso.
Poi spiega come si svolgerà la prima assemblea dell’Aula per eleggere il presidente del Senato e ribadisce: “Le intese sulle presidenze non riguardano il governo”.
Non aggiunge altro, non scopre le carte di fronte ai nuovi arrivati. I senatori più navigati lo sanno: “La presidenza di Palazzo Madama andrà alla Lega”.
I nuovi arrivati hanno già imparato il registro da utilizzare. “È prematuro fare discorsi su alleanze di governo”, dice Fabrizio Ortis, consulente informatico: “Conosco Di Maio da quando eravamo all’1%”.
Accanto c’è Luigi Di Marzio, spilletta Rotary attaccata alla giacca: “Sono direttore sanitario del Cardarelli. Quando hanno saputo che mi candidavo con i 5 Stelle mi hanno cacciato”. Poi aggiunge: “Sono emozionato. Ah, vi presento mio fratello, lui non è senatore ma l’ho portato con me”.
Passa una senatrice che chiede a Cioffi: “Scusa, il bar per mangiare qualcosa?”. E lui: “Faccio da Cicerone. Andiamo in buvette”.
Con l’aria di chi è conosciuto da tutti si aggira il comandate Gregorio De Falco, tenuta informale, jeans, scarpe sportive e giacca: “Stiamo cominciando la navigazione, abbiamo un ottimo nocchiero. Io darò fondo a tutte le mie risorse”.
Immagina per lui un futuro nella commissione Trasporti. Sorride, scherza e si muove come chi si è già adattato all’ambiente.
Ecco Danilo Toninelli, da deputato diventato capogruppo al Senato. Va ripetendo: “Vogliamo realizzare il programma. Tra i nostri senatori abbiamo grandissime professionalità “. Antropologicamente sono diversi ma la tradizione di certe frasi e parole d’ordine resta la stessa.
(da “Huffingtonpost”)
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