Luglio 23rd, 2019 Riccardo Fucile
“…E DI ANDARMENE A CASA NON HO PROPRIO IL CORAGGIO…” PARAFRANDO UNA CANZONE DI JULIO IGLESIAS
Il “mandato zero” proposto da Luigi Di Maio? Gli iscritti dovranno esprimersi domani e venerdì sulla piattaforma Rousseau ma il cofondatore del Movimento, Beppe Grillo, non sembra aver apprezzato la mossa.
O meglio, sceglie la strada dell’ironia per lanciare un messaggio.
Che dietro la novità nelle regole possa esserci la voglia di non andare a casa da parte di politici arrivati al secondo mandato. “‘Il mandato ora in corso è il primo di un lungo viaggio… Ma di andarmene a casa non ho proprio il coraggio…'”, scrive su Facebook e Twitter parafrasando il testo della canzone “Se mi lasci non vale”, nell’interpretazione di Julio Iglesias, di cui pubblica anche il video.
Ieri Luigi Di Maio – in un video sui social che ha provocato più di un’ironia da parte degli utenti – aveva spiegato che la storica regola del tetto dei due mandati prevista per gli eletti M5S potrebbe avere una deroga per i consiglieri comunali e municipali.
(da agenzie)
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Luglio 23rd, 2019 Riccardo Fucile
LA SOLITA SCELTA IPOCRITA PORTERA’ A SPACCARE IL GRUPPO IN COMUNE… IN MOLTI LASCERANNO, GRILLO FURIBONDO
Giuseppe Conte è pronto a dire sì alla TAV il 26 luglio. E questo scatenerà una tempesta
perfetta all’interno del MoVimento 5 Stelle, dove tanti duri e puri eletti soprattutto in Piemonte saranno chiamati a lasciare il M5S oppure a calare le braghe dopo una battaglia decennale. Senza contare l’ira di Grillo.
Racconta oggi il Corriere della Sera:
Una decisione clamorosa, un dietrofront inimmaginabile fino a qualche tempo fa, che diventa un atto quasi dovuto.
Si potevano perdere i finanziamenti europei o si poteva perdere un po’ la faccia (i 5 Stelle), e si sta decidendo per la seconda opzione, con ripercussioni difficili da immaginare nelle loro dimensioni, ma facili da descrivere a grandi linee: un Movimento spaccato, con gli storici esponenti no Tav (come Alberto Airola) furibondi e in partenza, rivolte possibili locali e di centri sociali, la giunta Appendino che scricchiola e il possibile Aventino di due personaggi di primo piano tra i 5 Stelle.
Quel Grillo che l’aveva definita «una cazzata», ne aveva cantato il de profundis prematuro («è morta») e la considerava una «presa in giro».
E quell’Alessandro Di Battista che, dopo averlo definito «un buco inutile», aveva invitato Salvini «a non rompere».
Gli scenari possibili, di fronte all’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti(Ibnea), alla quale bisogna dare una risposta entro venerdì, sono solo due: accettare a testa bassa un’opera che metà del governo non voleva o provare un disperato tentativo di rinvio. Con il rischio di perdere i finanziamenti. […] La Lega esulterà , ma per i 5 Stelle sarà un’occasione per rivendicare di non essere del partito del no e per difendere un Toninelli che non si vorrebbe granchè difendere ma si deve, perchè sotto attacco dalla Lega e cedere ora sarebbe una seconda sconfitta.
Un problema? Per chi si è già venduto il doppio mandato, mica tanto.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL COMICO LANCIA LA STOCCATA AGLI ELETTORI DEL CARROCCIO MA NON RISPARMIA NEANCHE IL M5S: “ERAVAMO UN ACQUARIO, ORA SIAMO UNA ZUPPA DI PESCE”
«Il 35% degli italiani non sa leggere: è quasi la stessa percentuale della Lega!». Da Piacenza
arrivano le parole di Beppe Grillo che esce allo scoperto sul caso dei presunti fondi russi alla Lega, a modo suo.
Il comico ed esponente del M5S non le manda a dire e sul partito pentastellato afferma: «Eravamo un acquario: io, Casaleggio, Di Battista. Poi l’acquario è bollito e oggi siamo una zuppa di pesce».
Da villa Raggio a Pontenure, in una residenza nell’800 nel piacentino, Beppe Grillo glissa sull’attualità politica. «Non so più cosa inventarmi… Al Tg1 ho detto che sono stato aggredito da un gatto. Ormai anzichè buste coi proiettili ai politici devi mandare una busta con dentro un libro».
Un riferimento, non troppo implicito, alle presunte minacce ricevute da Salvini e al missile ritrovato dalla Digos di Torino che sarebbe servito per un attentato al vicepremier. Poi l’omaggio, a modo suo, a Camilleri: «Alzi la mano chi davvero ha mai letto un suo libro. Io mai. Non ci si capisce un cazzo, tutto in dialetto…».
Beppe Grillo con il suo sarcasmo fuori dalle righe non risparmia neanche la categoria dei giornalisti: «I giornalisti sono criminali, sono loro i responsabili dell’appiattimento culturale» e alla fine si concede un po’ di autoironia: «Ho 71 anni dopodomani, guadagno pochissimo. Ho sei figli e hanno tutti il reddito di cittadinanza».
(da agenzie)
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Giugno 5th, 2019 Riccardo Fucile
CI SONO 500.000 EURO DI DEBITI, COMPRESA LA TUTELA LEGALE PER GRILLO… 176.000 VANNO VIA IN STIPENDI
Conti in attivo per l’Associazione Rousseau nel 2018. Secondo l’ultimo bilancio, quello chiuso il 31 dicembre scorso (il terzo in ordine di tempo), la piattaforma digitale del Movimento 5 Stelle ha concluso l’esercizio con un avanzo di gestione pari a 57mila 573 euro e un “patrimonio netto positivo” per 2.188 euro.
L’Associazione presieduta da Davide Casaleggio è molto ‘liquida’: i depositi bancari e postali, infatti, ammontano a 404mila 558 euro, cui vanno aggiunti 86 euro in ‘denaro e valori in cassa’, per un totale di 404mila 644 euro. Un vero e proprio tesoretto, che però viene ‘superato’ dal totale dei debiti, pari a 497mila 754 euro.
Tra le passività spiccano i ‘debiti verso fornitori’ stimati in 352mila 96 euro, rispetto ai 129mila 406 euro di ‘debiti tributari correnti’.
Nella relazione al rendiconto sottoscritta da Casaleggio vengono citati alcuni “fatti di rilievo” verificatisi dopo la chiusura dell’esercizio. In particolare si segnala “la pubblicazione di una nuova piattaforma di voto nel mese di marzo per aderire alle richieste privacy e alle richieste di volumi di partecipazione degli iscritti”: sistema che “è stato utilizzato per il voto delle europarlamentarie”
In seguito alla pubblicazione del nuovo sistema “il Garante della Privacy – si legge sempre nella relazione – ha ritenuto di inviare una sanzione di 50mila euro per irregolarità individuate lo scorso anno”.
A marzo “è stato inoltre completato il prototipo per il voto su blockchain messo a disposizione della comunità di sviluppatori perchè possa essere testato e valutato”. Per quanto riguarda il futuro, “durante il 2019 si prevedono investimenti ulteriori per il miglioramento dell’infrastruttura sul fronte della sicurezza e della scalabilità ed il rilascio di nuove funzionalità a supporto degli iscritti”.
Un milione 124mila 54 euro. Questa la cifra incassata dall’Associazione Rousseau nell’anno 2018 sotto forma di “contributi da persone fisiche”. Un vero e proprio ‘tesoretto’ dove spiccano i circa 700mila euro versati da deputati e senatori.
È quanto riferisce l’AdnKronos dopo aver letto la relazione al rendiconto firmata da Casaleggio, presidente e tesoriere dell’Associazione che gestisce la piattaforma web del Movimento 5 Stelle.
Ammontano a 119mila 800 euro, invece, i contributi “da associazioni, partiti e movimenti politici” ricevuti dalla no-profit di Via Gerolamo Morone.
E se i proventi delle “attività editoriali, manifestazioni e altre attività ” si attestano a 2mila 731 euro, i contributi da “altri soggetti esteri” (che riguardano le donazioni da persone fisiche di valore inferiore a 5mila euro) toccano quota 7mila 446 euro: dagli Stati Uniti, ad esempio, sono arrivati 2mila 870 euro, mentre proviene dal Belgio una donazione di 2mila e 11 euro.
Nel bilancio si legge nel dettaglio che “i contributi da persone fisiche” riguardano principalmente “il contributo per le piattaforme tecnologiche per l’attività dei gruppi e dei parlamentari” ed “il contributo per lo Scudo della rete avviato nel 2018”. Solo grazie ai versamenti dei parlamentari – che, come prevede il regolamento interno, sono tenuti a sborsare 300 euro a testa ogni mese per sostenere la piattaforma Rousseau – l’Associazione presieduta da Casaleggio ha incassato 699mila 844 euro.
Il contributo per lo Scudo della rete – funzione che ha come obiettivo quello di fornire la difesa legale a iscritti ed eletti M5S dalle cause intentate contro di loro – raggiunge la cifra di 257mila 992 euro.
Nella relazione è inoltre specificata l’entità delle donazioni inferiori a 5mila euro (154mila 800 euro) e di quelle superiori (11mila 391 euro) e viene chiarita la natura delle “contribuzioni da associazioni, partiti e movimenti politici”: quest’ultima voce riguarda la “devoluzione del residuo fondo del Comitato eventi nazionali creato nel 2017”, pari a 119mila 800 euro.
Dal raffrescatore all’estintore, al mouse. Ci sono anche queste ‘voci’ tra le spese 2018 dell’Associazione Rousseau. Spulciando l’ultimo bilancio, quello chiuso il 31 dicembre scorso, si scopre che tra i costi per ‘impianti e attrezzature’ della piattaforma digitale del Movimento 5 Stelle figurano la ‘struttura Mouse’ (47mila 464 euro), tensostruttura gonfiabile utilizzata nelle varie tappe del Rousseau City Lab; un raffrescatore (1.846 euro); un estintore (83 euro). E ancora: oltre 8mila euro per ‘computer e telefoni’ più 1.199 euro per ‘altre apparecchiature ufficio’.
L’Associazione presieduta da Davide Casaleggio spende per servizi telematici 144mila 838 euro e circa 90mila euro per attività editoriali, di informazione e comunicazione, a cominciare dal nuovo Blog delle Stelle, stimato 17mila euro.
Nel dettaglio, 26mila 245 euro sono stati investiti per il ‘Sistema Ocr’, mentre costano 12mila 300 euro il ‘Sistema gestione selezione’ e 976 euro il ‘Sito Academy’. Per la ‘nuova infrastruttura software’ sono stati spesi 33mila euro. Rousseau sborsa per l’affitto dei locali in uso 29mila 780 euro (tecnicamente si tratta di ‘affitti passivi’), mentre versa quasi 5mila euro per ‘altri noleggi’ e 230mila 676 euro per il ‘personale dipendente’.
In particolare, gli stipendi rappresentano un onere di 176mila 74 euro.
272mila 972 euro. Questa la cifra spesa nel 2018 dall’Associazione Rousseau come supporto legale “a tutela del garante Beppe Grillo”, dell’Associazione Movimento 5 Stelle e della stessa Rousseau. È quanto si legge nelle slide a corredo dell’ultimo bilancio presentato dalla no-profit guidata da Casaleggio.
Nel dettaglio, questi costi comprendono le voci ‘spese legali’ (176mila 651 euro), ‘accantonamenti per rischi’ (70mla euro), ‘contributi per Associazione Movimento 5 Stelle e Comitati’ (26mila 321 euro). Spulciando il rendiconto, si apprende che le spese ‘per infrastruttura’ toccano quota 220mila 318 euro, mentre quelle per ‘comunicazione e organizzazione eventi’ si attestano a 87mila 858 euro.
(da “La Repubblica”)
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Maggio 29th, 2019 Riccardo Fucile
LA COMUNICAZIONE M5S CHIAMA I DEPUTATI: “PUOI FARE UN POST PER LUIGI?”… GRILLO E DI BATTISTA LO BLINDANO, PARAGONE SOTTO ACCUSA
Un flusso costante di post, tweet, foto su Instagram. Una marea di endorsement sta investendo Luigi Di Maio, che ha provato a disinnescare l’assemblea serale dei parlamentari mettendo sul cippo di Rousseau la propria testa da capo politico, corda della ghigliottina in mano agli attivisti.
Testimonianze di fiducia che provano a blindare il leader dopo 48 ore di tempesta. Molte spontanee. Molte altre “spintanee”. “Ma ti pare possibile che io sto alla seconda legislatura, ho l’età che ho, una professione alle spalle, e devo ricevere telefonate del genere?”.
Un deputato, a due passi dal Transatlantico della Camera, squarcia un velo. Quello dietro il quale, racconta, la comunicazione M5s di Montecitorio si è messa pazientemente al telefono, contattando peones in gran quantità .
“Potresti anche tu manifestare sui tuoi canali l’appoggio a Di Maio?”, il senso del ragionamento. L’obiettivo è blindare il vicepremier. Isolando e circoscrivendo le possibili manifestazioni di dissenso in vista dell’assemblea congiunta dei parlamentari, da un lato. E creando un humus per disinnescare sorprese nel voto di Rousseau di giovedì, dall’altro.
Sono diversi i parlamentari che ammettono di essere stati contattati.
Alcuni hanno risposto di buon grado, essendo ampia la fetta di deputati che da subito, dalla notte di domenica, si sono schierati attorno al loro capo.
Altri hanno rifiutato decisamente: “Io sono nato in un meetup — spiega un onorevole di lungo corso — quando tutti avevano la possibilità di dire la loro. Ora capisco il governo, e non ce l’ho nemmeno con Luigi, ma ti pare che mi debbano dire cosa scrivere sul mio Facebook?”.
Una mossa che tuttavia ha contribuito a invertire l’inerzia.
Dopo una giornata passata a mettere in fila gli attacchi, dal sorgere dell’alba è un profluvio di spinte ad andare avanti. A partire da Beppe Grillo, che con un post sul (suo) blog ha blindato il suo erede, proseguendo per mezzo governo e gran parte dei vertici parlamentari.
Fino ad Alessandro Di Battista, da qualcuno indicato come gran tessitore della congiura contro il fratello diverso. “Chi è in difficoltà va sempre sostenuto. Va sostenuto dicendogli in faccia cosa non è andato bene e proponendo idee e cambiamenti”.
Nel mirino, al contrario, è finito Gianluigi Paragone. Che prima ha insistito sulla necessità del passo indietro di Di Maio dalla responsabilità di guidare il Movimento, per poi rimettere nelle sue mani il mandato da parlamentare.
Saldando le critiche di chi difendeva già l’ex vicepresidente della Camera, a quelle di chi lo criticava dall’alto di tante battaglie combattute insieme.
“Per me Luigi ha fatto tante cazzate — si sfogava uno dei suoi compagni di banco dal 2013 — ma ti pare che arriva questo dal nulla e lo pugnala alle spalle?”.
Ecco Daniele Pesco, presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama e compagno di tante battaglie del fu conduttore tv: “Le stilettate di chi è ammaliato dalle ambizioni del comando e del potere in un momento di difficoltà come questo non mi piacciono. Io ho fiducia in Luigi”.
Una polemica, anche questa, cui prova ad ovviare l’allegra macchina da guerra della comunicazione: “Ciao, ti andrebbe di fare un post su Luigi?”.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 29th, 2019 Riccardo Fucile
QUELLA PER AFFOSSARE DEFINITIVAMENTE IL M5S E GARANTIRE IL SERVIZIO AI POTERI FORTI… PER GRILLO DIMEZZARE I VOTI NON BASTA: “SOLO UN COLPO DI CODA DELLA PARTE MARCIA DEL PAESE”
Beppe Grillo difende Luigi Di Maio. Il comico e garante del Movimento 5 stelle scrive sul
blog: “Dopo due giorni di Radio Maria e musica classica, dico questo: il movimento ha subito una sconfitta e questo movimento deve reagire a quello che è successo. La diffusione di dichiarazioni che discutono della delusione scaturita dalle urne, come se fosse un calo delle vendite per una multinazionale, è un ferita per me. Luigi non ha commesso un reato, non è esposto in uno scandalo di nessun genere. È già eccessiva questa giostra di revisione della fiducia. Deve continuare la battaglia che stava combattendo prima”.
Grillo aggiunge: “Siamo di fronte ad un fenomeno di rigetto dell’Italia peggiore nei confronti del movimento: si vince e si perde insieme quando la minaccia non viene da dentro, deve restare chi è ancora in gara, nessuna espiazione”.
Il comico aggiunge: “Il nostro “sbaglio” è sacro: cercare di restituire dignità al paese al di là del bullismo oppure delle comparse storiche che lo hanno sempre avuto in mano. Gli errori di metodo, certo ci sono, ma nulla hanno a che fare con l’aver agito nel rispetto delle nostre premesse”.
Grillo prosegue: “Non bastasse, la corruzione: vogliono anestetizzarci tutti per liberare la loro regina rinchiusa nella torre: Formigoni. Abbiamo fatto la prima legge vera contro i corrotti ed i corruttori, credo che stiamo pagando questo. Si fingono sommelier di questioni economico/finanziarie ma è semplicemente il colpo di coda di quella parte marcia del paese che crede di nascere assolta per diritto ereditario”.
Grillo dimentica che hanno salvato anche un sequestratore di persone da un regolare processo, rinnegando i valori sbandierati per anni.
In fondo è un comico, le sue dichiarazioni non devono stupire
(da agenzie)
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Maggio 28th, 2019 Riccardo Fucile
AUMENTA LA FRONDA INTERNA CHE CHIEDE UN PASSO INDIETRO DEL CAPO POLITICO,NUOVO VERTICE SERALE, ANCHE PARAGONE LO ATTACCA… DIGNITA’ ZERO: UN QUALSIASI SEGRETARIO CHE FACESSE PERDERE IL 16% DI VOTI AL PARTITO IN UN SOLO ANNO SI SAREBBE GIA’ DIMESSO
La testa del capo politico. Nel magma che è il Movimento 5 stelle dopo il calcio in bocca
elettorale, sono servite quarantotto ore perchè gli sguardi basiti della prima ora si iniziassero a tramutare in una vera e propria richiesta di dimissioni.
Quelle di Luigi Di Maio, nella fattispecie. E non dal Governo, la cui esperienza, è il parere dei più, deve continuare, ma da capo politico del Movimento 5 stelle.
“Qui da noi sono tutti stupiti, non si capacitano come a Luigi non sia venuta in mente da solo la necessità di rimettere il suo incarico”.
È un uomo della comunicazione che passeggia fuori dal Palazzo, il Pantheon a pochi metri, a squadernare una situazione vicina allo psicodramma. “Soprattutto quelli del Senato, ce ne saranno almeno una trentina sul piede di guerra”.
È presto per trarre conclusioni, la situazione è molto liquida.
Ma sono in molti a pretendere che nel ritorno alle origini e alle istanze qualificanti del Movimento sia compresa anche la consultazione della base sulle decisioni cruciali.
“Le dimissioni si danno, non si chiedono — mette le mani avanti con Huffpost il senatore Matteo Mantero — Detto questo i nostri attivisti hanno votato il capo politico, sarebbe giusto chiedere a loro se dopo questa sconfitta debba andare avanti”.
Un passaggio formale, da effettuarsi su Rousseau, un vero e proprio referendum sulle responsabilità della “scoppola” (copyright Alessandro Di Battista).
A Mantero fa eco Gianluigi Paragone, uno che ha accesso alla stanza dei bottoni 5 stelle. La generosità di Luigi di mettere insieme 3-4 incarichi in qualche modo deve essere rivista — dice alle telecamere del fattoquotidiano.it — “M5s per ripartire ha bisogno di una leadership politica non dico h24 ma non siamo lontani”.
Poi la stilettata: “La discontinuità è una decisione che è già stata presa dai nostri elettori”.
A Montecitorio frotte di peones sciamano tra il Transatlantico e il cortile spaesati. “Qui da noi ce ne sono almeno una ventina che pretendono le dimissioni di Luigi — spiega uno dei vertici parlamentari — Ma ce ne saranno almeno altrettanti che si potrebbero aggiungere”. –
Una fronda enorme, che investe il cuore della leadership. Perchè tra i punti in discussione ci sono anche i direttivi di Camera e Senato.
Perchè sono stati scelti dal capo politico, sono espressione di un uomo solo al comando ora messo pesantemente in discussione.
In tanti chiedono anche le loro dimissioni, e che si proceda adesso a un voto.
Così come, paradossalmente, la richiesta di rimpasto parte dall’interno: “Ma li hai visti tanti nostri vice o sottosegretari? Ci sono alcuni che ci fanno perdere voti ogni giorno”.
Una reazione così violenta forse nemmeno i vertici se l’aspettavano. È servito che le aule parlamentari e si misurasse con mano il violento ribollire per avere la misura del dissenso montante. Che potrebbe esplodere nell’assemblea congiunta prevista per domani.
Anche per questo Di Maio ha convocato per questa sera un altro supervertice. Con i fedelissimi. Che potrebbe portare a una soluzione improvvisa. O avvelenare ancora di più il clima.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 17th, 2019 Riccardo Fucile
LA RIVOLUZIONE E’ FINITA (AMMESSO CHE SIA MAI INIZIATA), ANDATE IN PACE
In un’intervista rilasciata a Sette, settimanale del Corriere della Sera, Beppe Grillo ha ammesso di aver lasciato i ruoli operativi nel MoVimento 5 Stelle per non avere più problemi giudiziari come quelli che gli ha creato l’avvocato Lorenzo Borrè:
Ora dice: «Ho necessità di stare tranquillo e godermi la vita». È la fine della sua esperienza politica? L’addio al Movimento?
«Ringrazio per la preoccupazione, ma non mi è successo niente. il mio ruolo è come quello dei primi due stadi dell’Apollo: fornisci la spinta, l’energia, poi ti stacchi un un sintomo così grave non avere bisogno di accaparrarsi il potere?».
Qualcuno dice che è molto deluso da Luigi Di Maio e dal troppi compromessi di Governo, qualcun altro, malignamente, che ha voluto sottrarsi alle troppe cause che le Intentavano i vari dissidenti o espulsi dal Movimento.
«Io sono deluso da Di Maio? Se lo fossi starebbe a significare che sono deluso dalla politica. Certo, il Palazzo è quasi sempre come stare su un traghetto mentre soffri il mal di mare. Ma se non me lo fossi aspettato, accidenti questo sì che sarebbe stato preoccupante. Malignamente vorrei sottrarmi alle cause che mi intentavano… ma che domanda strana: è come mettere del fuoco al sedere di uno e poi chiedergli: “Dica la verità , si è spostato per quello eh?”».
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 24th, 2019 Riccardo Fucile
“NEL PAESE DI MAFIA, CAMORRA E ‘NDRANGHETA PENSA SOLO AI MIGRANTI”… CERTO,GRAZIE A VOI CHE NON L’AVETE MANDATO IN GALERA
Matteo Salvini è ministro dell’Interno “a sua insaputa”. L’affondo al leader della Lega
arriva da Beppe Grillo, garante del M5S, che in una lettera al Fatto Quotidiano accusa il vicepremier di pensare solo ai migranti trascurando le mafie
La lettera di Grillo analizza la foto che ritrae Salvini con un mitra in mano, pubblicata nel giorno di Pasqua da Luca Morisi.
“Salvini con un mitra in mano è uno sviluppo di Salvini vestito da poliziotto o altra forza armata. Nulla quindi di nuovo cuoce in pentola”, scrive Grillo. “In particolare: se teniamo conto del fatto che la foto è un’iniziativa del garzone mediatico, qualcosa resta da dire, e non di scarso momento”.
“Il garzone social-mediatico sa che il suo soggetto vive un forte senso di inadeguatezza: uno che diventa ministro dell’Interno in Italia – regno della criminalità organizzata – ma parla solo di immigrati, ovviamente ha paura delle vere sfide che il ruolo gli porta a competenza”, affonda Grillo.
“In questo particolare aspetto ha dalla sua quasi tutto il popolo italiano, abituato a fingere di non sapere che Mafia, Camorra e ‘Ndrangheta esistono anche se il ministro dell’Interno non ne parla. Il Paese convive con questi fenomeni da moltissimo tempo e non vuole ‘fare l’eroè, ma neppure ci tiene a essere rappresentato come codardo”.
“Probabilmente l’assistente mediatico in questione è l’unico a ricordarsi che il Matteo è ministro, in particolare dell’Interno, e coglie appena può l’occasione – conclude Grillo – per appendere un paio di attributi finti al Carroccio, in linea con moltissima parte del popolo italiano: non vedere ma ostentare, non sapere ma parlare”.
(da agenzie)
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