Ottobre 5th, 2019 Riccardo Fucile
IN EFFETTI VI SONO AZIENDE ITALIANE CHE PRODUCONO FONDINE CON SISTEMI DI BLOCCO PER IMPEDIRE DI RUBARE L’ARMA MA IL VIMINALE LE RITIENE “NON REGOLAMENTARI”
I sindacalisti della polizia hanno aperto un dibattito che porta l’opinione pubblica a chiedersi, ancora una volta, se le forze dell’ordine vengono messe in condizione di lavorare limitando i rischi alla propria incolumità .
«È da tempo che chiediamo a gran voce dotazioni idonee come il taser», ha detto Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), come riporta il quotidiano La Repubblica.
Il segretario del Consap, Cesario Bortone, invece pone l’accento sulle difese: «I fatti di Trieste dovrebbero accelerare la fornitura a tutto il personale dei gap sottocamicia, giubbotti che si indossano più agevolmente di quelli tattici al costo di poche centinaia di euro e che proprio in circostanze come queste potrebbero salvarci la vita». Sono protezioni molto leggere, nuove, che garantiscono la protezione dalle pallottole e dai coltelli ma soprattutto facilitano i movimenti.
Altro tema che sta facendo discutere è quello legato alle fondine per le pistole. Quelle di ordinanza spesso sono deteriorate e vetuste e questo rappresenta un problema soprattutto per poliziotti e poliziotte destinati a presidiare le strade.
Come riporta La Repubblica, alcune aziende italiane hanno brevettato sistemi di blocco che si attivano con il pollice e che quindi impediscono a ladri o rapinatori di rubare l’arma.
Eppure in Italia questo tipo di dotazione risulta tuttora ‘non regolamentare’ e il suo utilizzo è dunque vietato.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
RIUNIONE CON CONTE, GUALTIERI, GUERINI E BONAFEDE E IMPEGNO A TROVARE LE RISORSE NECESSARIE ENTRO BREVE TEMPO
L’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, l’aveva promesso: dal Viminale sarebbero dovuti
arrivare i fondi per pagare gli straordinari (già effettuati nel 2018 e 2019) degli agenti della polizia di Stato. Quella promessa, però, non è stata mantenuta.
A inizio settembre, infatti, il Viminale ha fatto sapere che i soldi necessari per coprire i costi e poter pagare gli straordinari non sono stati stanziati.
E sono, quindi, rimasti semplici annunci dell’ex ministro dell’Interno a cui non hanno fatto seguito atti concreti
Questa mattina Conte ha incontrati i ministri della Difesa, dell’Interno, della Giustizia e dell’Economia. E ha deciso, secondo quanto fa sapere Palazzo Chigi, di proseguire con un’iniziativa che permetta di finanziare gli straordinari delle forze di polizia (come da pressioni della Lamorgese)
Il governo prende quindi l’impegno di trovare le risorse per pagare gli straordinari: “La sicurezza dei cittadini è al centro dell’agenda politica di questo Governo: a tal proposito è fondamentale prestare massima attenzione alle esigenze delle donne e degli uomini che la garantiscono ogni giorno. Per questo motivo è stata ribadita la necessità di adottare ogni utile iniziativa per il finanziamento anche degli straordinari per le forze di polizia”.
Alla riunione hanno partecipato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Il vertice è servito proprio per discutere del personale del comparto difesa e sicurezza, soffermandosi sul riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle forze armate.
I sindacati di polizia hanno espresso soddisfazione per questo impegno concreto, ora si attende con più fiducia.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
MA QUANDO SALVINI ERA MINISTRO DEGLI INTERNI LA PENSAVA DIVERSAMENTE E LO GIUSTIFICAVA
Il capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli oggi ha risposto così a chi gli ha chiesto dell’abitudine dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di indossare magliette delle forze dell’ordine: “Ho sempre detto, ma signori miei un ministro dell’Interno che è l’unica autorità di pubblica sicurezza, vertice politico della Polizia di Stato ha bisogno di una t-shirt per riaffermare questa sua funzione? Perchè così facendo si rischia di immaginare che i cittadini siano una banda di idioti, che hanno bisogno di una t-shirt, di un vessillo per riaffermare una cosa di questo genere. Se mi sono sentito offeso? No”.
La battuta è stata riportata dall’ANSA.
Gabrielli ha aggiunto: “Lui veramente lo utilizzava come una modalità per farsi sentire come parte“.
Lo stesso Franco Gabrielli l’11 maggio 2019 ha rilasciato un’intervista a Giovanni Bianconi del Corriere della Sera in cui ha risposto a una domanda sullo stesso argomento. Ma la risposta all’epoca era stata molto diversa:
Ma al di là degli ordini illegittimi, come può non essere un problema un politico che indossa la giacca della polizia mentre fa i suoi comizi di partito?
«Questa della divisa mi sembra davvero una polemica pretestuosa. Lei crede davvero che il ministro abbia bisogno di indossarla per dimostrare a tutti di essere l’autorità politica nazionale di pubblica sicurezza? Lo è per legge, non per come si veste».
Appunto. Allora perchè lo fa?
«Preferisco leggerlo come un segno di attenzione nei nostri confronti. E se c’è un problema di opportunità che lui non ha ritenuto di porsi, non sono io a doverglielo porre. Del resto mi pare che da qualche tempo non se ne parla più, e lui non indossa le nostre giacche. Ma non posso accettare che pure questa questione venga utilizzata per sostenere che la polizia è asservita al ministro leghista, perchè è falso».
All’epoca Gabrielli lo vedeva come un gesto d’attenzione e non riteneva di doversi porre domande sulla questione.
Oggi ritiene che Salvini lo utilizzasse “come una modalità per farsi sentire come parte”. Avete visto che bell’effetto fanno i cambi di governo sui Servitori dello Stato?
E non pensiate che la polizia sia asservita a qualcuno, eh?
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 9th, 2019 Riccardo Fucile
GLI AGENTI ASPETTANO ANCORA IL PAGAMENTO DELLE ORE DI STRAORDINARIO DEL 2018, SALVINI NON HA FATTO UNA MAZZA, ORA INTERVIENE LA NUOVA MINISTRA PER GARANTIRE I PAGAMENTI
Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera oggi racconta, alla fine di un articolo che spiega che
Roma sta trattando con la UE sulla distribuzione dei migranti, che l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini ha lasciato il conto degli straordinari degli agenti di polizia da pagare al suo successore Luciana Lamorgese:
La necessità di reperire risorse del resto trova conferma nella lettera inviata il 5 settembre dal dipartimento di pubblica sicurezza al sindacato Silp che sollecitava il pagamento degli straordinari fatti nel 2018 e nel 2019.
«Le prestazioni – si sottolinea – potranno essere messe in liquidazione in presenza delle accertata disponibilità finanziaria. Le ore di straordinario rese nel 2018 qualora non liquidate e non recuperate entro il 31 dicembre 2019, saranno comunque retribuite entro il 2020. Sono in corso le iniziative finalizzate al reperimento delle risorse aggiuntive».
Messaggio esplicito che fa dire al segretario Daniele Tissone: «Per 14 mesi abbiamo avuto un ministro dell’Interno che ha parlato di sicurezza ogni giorno sui social, ma non ha messo risorse sufficienti per le esigenze dei “suoi” poliziotti. Il nuovo governo non potrà fare miracoli, ma pretendiamo e auspichiamo un cambio di rotta».
Nel luglio scorso Salvini aveva polemizzato con Fico perchè aveva bocciato emendamenti su “Pasti per i poliziotti, straordinari per i vigili del fuoco, vestiario per la Polizia, assunzioni nella Polizia Locale, destinazione di immobili pubblici a presìdi di Polizia. Sono proposte già finanziate, che se non vengono approvate vedrebbero sparire quei soldi”.
Gli emendamenti erano stati successivamente riammessi dalla Camera.
(da “NextQuotidiano“)
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Settembre 5th, 2019 Riccardo Fucile
SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA… IL SILP: “SOLLEVATI DALLA NOMINA DEL PREFETTO LAMORGESE, IL PRECEDENTE MINISTRO HA ESPOSTO LE FORZE DELL’ORDINE A TENSIONI SENZA PRECEDENTI”
La crisi di governo più stravagante della storia della Repubblica ha prodotto, in poche settimane, un esecutivo guidato sempre dallo stesso presidente del Consiglio, ma assolutamente distinto e distante dal precedente per maggioranza politica, squadra e programmi.
Sarà il tempo a farci valutare se questo “esperimento” potrà avere successo o se i cittadini dovranno essere richiamati anticipatamente alle urne, considerando che si è votato per il Parlamento appena un anno fa.
Come poliziotto prendo atto che al punto 26 del nuovo programma di governo è previsto che “occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico)”.
Poche, stringate parole che oggi più che mai hanno la necessità di trovare concretezza, dopo 14 mesi di inerzia di un esecutivo che ha lasciato le donne e gli uomini in divisa senza contratto da quasi 250 giorni e non ha finanziato adeguatamente il decreto correttivo legato al riordino interno delle carriere, la cui delega scade a fine mese.
Sono questioni che toccano direttamente la professionalità e riguardano la vita di decine e decine di migliaia di poliziotti e di loro famiglie. La scelta di individuare per il Viminale una persona compentente come il prefetto Luciana Lamorgese, a cui rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, ci dice 2 cose.
La prima è che si vuol chiudere definitivamente, con grande sollievo degli apparati e della delicata macchina del Viminale, un turbolento periodo che, grazie alle performance mediatiche (e non solo) di un ministro quasi mai presente nel proprio, delicatissimo ufficio, ha esposto le forze di polizia a tensioni e problemi mai verificatisi. E questo al netto delle valutazioni politiche e personali sul leader della Lega.
In secondo luogo, la nomina di un responsabile del Ministero dell’Interno di natura tecnica, al di là di come saprà interpretare politicamente il suo nuovo ruolo, assegna al premier Conte e soprattutto ai segretari dei 2 partiti che sostengono il governo una primaria e ineludibile responsabilità in materia di sicurezza.
Per questo, pur comprendendo che la prossima legge di stabilità porterà con sè il fardello di impedire l’aumento dell’Iva, c’è la necessità di un segnale concreto verso il mondo delle divise con uno stanziamento adeguato di risorse che possa permettere almeno un rinnovo del contratto dignitoso.
Bisogna poi proseguire e rafforzare la politica delle assunzioni, che a oggi non sono sufficienti per coprire il turn over. Occorre quindi concretamente investire in mezzi e strumenti per permettere a poliziotti e carabinieri di lavorare al meglio: vanno anche bene i Taser, ma ancor meglio sarebbero necessari nuovi dispositivi di protezione individuale considerando che quelli attuali sono obsoleti.
Senza dimenticare che il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli operatori passa sopratutto attraverso una attenta quanto reale promozione della salute del personale che svolge un’attività stressante per definizione.
C’è necessità inoltre di tutelare le pensioni di chi, dopo una vita in strada a rischiare la vita, è destinato al meritato riposo e avviare la più volte richiesta e mai ottenuta previdenza complementare, affinchè i giovani poliziotti di oggi non si trasformino nei poveri del domani.
L’esecutivo Conte 2 non avrà la bacchetta magica, ma – se vi sarà la volontà politica – potrà almeno intraprendere una nuova strada. Certo è che come sindacato di polizia non faremo sconti. Come non ne abbiamo mai fatti negli ultimi anni dove siamo scesi in piazza e ci siamo mobilitati nei confronti di governi di qualsiasi colore politico.
Daniele Tissone
Segretario generale sindacato di polizia Silp
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Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DEL SINDACATO DI POLIZIA E IL VIMINALE CADE DALLE NUVOLE: “VERRANNO SOSTITUITE”
«Uno spreco di ben cinque milioni di euro». A poche ore dall’entrata in vigore dei nuovi
distintivi di qualifica, il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) denuncia che le nuove mostrine si stanno già rompendo. Lo conferma anche un altro sindacato della polizia, Libertà e Sicurezza (LeS).
La denuncia arriva da Repubblica, con la pubblicazione di un video in cui un agente di polizia mostra come i nuovi distintivi si siano scollati dopo poche ore di servizio.
«Ciao ragazzi, non so se anche a voi è capitato o se vi capiterà a breve — si sente dire all’agente autore della video-denuncia — Questo è il nuovo grado che abbiamo dovuto mettere questa mattina. Guardate dopo poche ore come lo ha ridotto il caldo». Al centro della ripresa la mostrina quasi completamente scollata.
Ma ci sarebbe di più. Stefano Paoloni, segretario generale Sap, ha aggiunto infatti: «Questi distintivi cancellano la storia dell’Istituzione della Polizia di Stato, generano confusione tra le qualifiche nell’ordine gerarchico interno e non sono compatibili, in termini di proporzioni, con alcune divise».
Immediata la risposta della Polizia di Stato, che in un comunicato ha replicato: «Rispetto all’anomalia riscontrata in un distintivo modello ‘stretch’, nessuna segnalazione è giunta al momento alla Direzione centrale per i Servizi tecnico logistici del Dipartimento della Pubblica sicurezza».
Tutti i distintivi di qualifica, si legge sempre nel comunicato, hanno ricevuto un rigido collaudo e godono di una garanzia di dieci anni, per cui nel caso venissero riscontrati difetti nei modelli già distribuiti, questi sarebbe immediatamente sostituito dalla Ditta che li ha realizzati.
La presentazione dei nuovi distintivi si era tenuta in pompa magna presso il Palazzo della Consulta pochi giorni prima appena, l’11 luglio, giornata nella quale ricorre l’anniversario dell’istituzione della Polizia di Stato.
Le nuove divise e i nuovi gradi di 98mila agenti — come sottolineato dall’ufficio stampa del corpo — sono stati disegnati dal professor Michele D’Andrea, esperto di araldica.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2019 Riccardo Fucile
SILP E SIULP INTERVENGONO SULLE POLEMICHE DELLO STRISCIONE RIMOSSO A BREMBATE
Abbassare i toni, ridimensionare l’esuberanza dialettica per evitare di complicare la vita a chi ogni giorno lavora per garantire l’ordine pubblico. Un discorso che vale per tutti, a cominciare dal ministro degli Interni Matteo Salvini. È l’auspicio dei sindacati di polizia Silp e Siulp, sentiti da HuffPost dopo le polemiche per la rimozione oggi a Brembate, in provincia di Bergamo, di uno striscione anti-Salvini.
L’intervento di oggi dei Vigili del Fuoco, saliti su una gru per far sparire lo striscione che contestava il ministro, segue altri episodi analoghi che hanno suscitato le proteste di chi vede un legame troppo stretto tra Lega e forze di Polizia.
Un fatto che non sorprende i due sindacati di polizia, da cui arriva un invito a moderare i toni per evitare che un episodio come quello di oggi possa essere interpretato come un eccesso di interventismo.
Per Daniele Tissone, segretario del Silp (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia di Stato), ““eravamo abituati a ministri degli Interni molto più prudenti nelle esternazioni e negli atteggiamenti”, osserva Tissone. “Da chi riveste i panni di capo politico e ministro sarebbe auspicale una maggiore sensibilità , soprattutto in un momento delicato come la campagna elettorale”.
Per Felice Romano, segretario del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), è importante evitare di creare un clima da stadio. “Forse — riflette Romano – in questo Paese figure istituzionali così delicate come il ministro dell’Interno, della Giustizia e della Difesa non dovrebbero coincidere con personalità la cui caratteristica è soprattutto marcata dal fomentare gli animi per creare consensi intorno alle proprie idee, come può essere il segretario di un partito”.
“Come sindacato — prosegue Romano — abbiamo fatto appello alla politica e agli esponenti di partito affinchè stiano attenti a due aspetti: 1) non voler a tutti i costi schierare la polizia da una parte o dall’altra, creando un clima da stadio curva sud/curva nord; 2) stare attenti ai toni, perchè quando si fa un comizio in campagna elettorale bisogna sempre tenere presente che l’esuberanza dialettica può trasformarsi in scontro fisico e aggressione non civile nei confronti dell’avversario politico”.
(da “Huffingtonpost“)
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Gennaio 31st, 2019 Riccardo Fucile
“LA SICUREZZA NON SI FA CON I POST SU FB, MA CON AZIONI REALI”
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha nel suo fornito guardaroba un giaccone della polizia,
che ieri ha indossato a Montecitorio.
Ma i nuovi agenti freschi di nomina potrebbero non essere altrettanto fortunati.
A lanciare l’allarme è il maggiore sindacato Silp spiegando che nell’ultima nuova legge di bilancio sono stati tagliati due milioni di euro che servivano appunto “a vestire i nuovi agenti in uscita dai corsi di formazione, a partire dai circa 1.200 ragazzi e ragazze che prenderanno servizio il prossimo 13 febbraio”.
Il risultato, secondo il Silp, è prevedibile: per coprire il buco sarà necessario tagliare risorse al personale già in forze.
A spiegarlo è il segretario generale del Silp, Daniele Tissone, che riprende ironicamente l’allarme lanciato ieri dal capo della Polizia, Franco Gabrielli: “Ha ragione Gabrielli quando dice che mancano 60.000 operatori alle forze di polizia a causa del mancato turn over e dei pensionamenti, come anche noi denunciamo da anni. Mancano però anche le divise”.
Tissone spiega appunto che, dopo il taglio dei 2 milioni previsti, “ai ben forniti guardaroba di felpe e polo della polizia sfoggiati spesso da chi non appartiene alla nostra amministrazione corrisponde oggi una mancanza di risorse per le divise dei nuovi agenti”.
Come sarà risolta? “L’amministrazione si troverà costretta, per vestire chi è appena entrato in servizio, a sottrarre risorse ai 33 milioni complessivamente disponibili per il personale già in forza, un budget già da anni carente”.
E conclude, con un ultimo riferimento neanche troppo velato proprio al ministro da cui la polizia dipende, e che non perde occasione per indossare una divisa, sia quella dei carabinieri, dei vigili del fuoco o dei barracelli sardi: “La sicurezza non si fa con i post su Facebook, ma con risorse reali per le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa. Questi sono i fatti, il resto è solo propaganda”.
(da agenzie)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
ALLL’UDIENZA CON IL PAPA UNA STOCCATA PER SALVINI… MA NON SUFFICIENTE PER DARE L’ORDINE DI CONTESTARE UN REATO A CHI INFANGA LA DIVISA
Il riferimento era rivolto agli ‘abusivi’ della divisa che sfoggiano magliette, felpe e giubbotti
come se fossero l’ultima moda: “Quella che oggi vede qui riunita davanti a Lei è una piccola rappresentanza dei circa 100 mila poliziotti in servizio nel nostro Paese, tra i quali potrà riconoscere le donne e gli uomini dell’Ispettorato di P.S. Vaticano, che ogni giorno si dedicano con professionalità e passione alla sicurezza della Santità Vostra e dei tanti fedeli che animano questo territorio”
Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, nel suo indirizzo di saluto a papa Francesco durante l’udienza nella Sala Clementina all’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.
“Pur se destinati a svolgere compiti e funzioni diversi ed eterogenei, tutti indossano e si riconoscono nella nostra divisa, che lungi dall’essere un mero capo di abbigliamento è espressione di un patrimonio di valori, radicato nella storia della nostra Istituzione”, ha osservato Gabrielli.
“Divisa – ha aggiunto – che è sinonimo di uniformità ma non di omologazione perchè, pur nel rispetto delle leggi dello Stato, ciascun poliziotto è custode di una propria ricchezza interiore che rappresenta il vero patrimonio della nostra Amministrazione”.
“Grazie a questa complessità riusciamo, infatti, ad interpretare al meglio quell’opera di ascolto e di aiuto del prossimo, per la quale la missione della Santità Vostra assume un valore esemplare – ha sottolineato il capo della Polizia -. La consapevolezza di far parte, pur con questa varietà , di un’unica grande famiglia, e’ fondamentale proprio in momenti, come quelli che stiamo vivendo, in cui sembra smarrito il senso profondo di appartenenza alla comunità “.
“Le donne e gli uomini che vede davanti a Lei, invece, il significato della propria missione lo conoscono e lo interpretano quotidianamente al meglio, senza ricercare una fama ed una visibilità che sembrano essere assurti a valore universale”, ha concluso Gabrielli.
(da agenzie)
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