Novembre 30th, 2011 Riccardo Fucile
IL CONSIGLIERE BRESCIANO ARRESTATO ALL’ALBA PER UNA PRESUNTA TANGENTE DA 100.000 EURO…IN MANETTE ANCHE IMPRENDITORI, POLITICI E FUNZIONARI PUBBLICI: L’ACCUSA E’ DI TRAFFICO ORGANIZZATO DI RIFIUTI ILLECITI E CORRUZIONE
Il vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia, il 68enne bresciano Franco Nicoli Cristiani (Pdl), è stato arrestato all’alba dai carabinieri di Brescia.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Bonamartini nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro.
L’arresto del vice presidente del consiglio regionale lombardo rientra in un’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Brescia, supportati da personale del Ris e da un elicottero di Orio al Serio.
In manette sono finiti imprenditori, politici e funzionari pubblici.
I reati contestati sono: traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione.
Sequestrata la cava di Cappella Cantone (Cremona) destinata ad una discarica di amianto, un impianto per il trattamento di rifiuti a Calcinate (Bergamo) e due cantieri della Brebemi a Cassano d’Adda (Milano) e Fara Olivana Con Sola (Bergamo). L’operazione vede impegnati 150 uomini dell’Arma.
Le indagini, cominciate otto mesi fa e coordinate dai pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, hanno portato anche al sequestro di alcuni cantieri della Brebemi in territorio di Milano e Bergamo. Destinatarie di ordinanze di custodia cautelare anche altre nove persone, tra cui un altro bresciano.
Tra gli arrestati, anche il coordinatore degli staff dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) della Lombardia.
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Novembre 30th, 2011 Riccardo Fucile
NEL CAOS NATALIZIO SI TERRA’ DI CORSA IL CONGRESSO, PRESIEDERA’ PONZIO PILATO..L’INGAGGIO DELLA CONTINI RIDOTTO A 15 GIORNI DA PANCHINARA, SOTTRATTOLE IL CONTROLLO DEL TESSERAMENTO…NAN SENZA SEGUITO DECIDE LA FUSIONE CON UN’ALTRA SQUADRA RETROCESSA: AVANTI GENTE D’ITALIA-FLI
Dall’incontro tra il Presidente Fini e Barbara Contini chi si aspettava la fumata del calumet della pace è stato solo parzialmente buon profeta.
In realtà la soluzione trovata è più in linea con una nuvoletta di fumo emessa da un bocchino che da una chiara e limpida tirata di pipa.
Il vertice di Fli, riunito per l’occasione nella sala Ponzio Pilato della sede romana, notoriamente trovata dall’immobiliarista Enrico Nan, respira il clima natalizio e decide di regalare al loro patrono e benefattore, fra Enrico da Pietra Ligure, anche il controllo del partito a Genova col pacchetto “fusione societaria” sperimentato con successo a La Spezia.
Dopo gli incidenti sugli spalti avvenuti sul campo di Genova tra Fini e un gruppo di giocatori espulsi “per troppo rendimento”, ecco le decisioni del giudice sportivo, assistito per l’occasione da Sabine Degan:
1) Il precedente allenatore Contini evita di tornare a Bassora, rimane formalmente ancora per 15 giorni sulla panchina, ma alla formazione da schierare in campo ci penserà mister Guapparia da Aversa.
2) Viene indetto d’urgenza il congresso prov. a Genova che si giocherà a stadio chiuso, in modo che possano avere accesso solo gli addetti ai lavori con l’Italopass.
3) Qualsiasi sarà l’esito della gara, tutti i deputati di Fli faranno finta di credere che sia stato vero e non sponsorizzato dallle arance tarocco: nell’occasione sarà data loro libertà di esultare per “l’imprevedibile” risultato della gara scudetto.
4) Unica pubblicità ammessa a bordo campo quella di una nota marca di saponette che ben si inquadra con lo spirito della gara e lo slogan “Laviamocene le mani”.
Nell’intervallo è anche prevista una sfilata di macchinari di una nota ditta genovese specializzata in bonifiche ecologiche.
5) Per garantire la sicurezza del risultato la compagine Fli che deve vincere sarà integrata per nove undicesimi da nuovi tesserati di Avanti Gente d’Italia, stranieri dal buon possesso palla raccomandati da Lavitola e dal conte Ugolino recentemente esibitisi al Picco di Spezia dove sono comparsi all’improvviso 80 elementi per determinare in campo superiorità numerica senza neanche essere in regola col permesso di soggiorno.
6) L’arbitro sarà designato per sorteggio pescando in un’urna che conterrà 5 biglietti sigillati. Tutti contenenti il nome di Sabine Degan.
7) La premiazione della squadra vincente avverrà il giorno successivo a Dubai, nota località climatica o in alternativa in Kenia, altrettanto ambita meta turistica, con guida locale in lingua italiana, professione “molto ricercata” da quelle parti.
Le epiche gesta saranno ovviamente tramandate ai posteri dalla dotta e impareggiabile penna di struzzo di Sor Patacca.
Avanti Fli, gloria e (poco) onore.
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Novembre 30th, 2011 Riccardo Fucile
A “LA ZANZARA” L’ESPONENTE POLITICO SI LAMENTA DI FARE UNA VITA DA CANI : “SE UNO INVESTE IN POLITICA, I SOLDI CHE GUADAGNO SONO POCHI”
“Mi sento penalizzato con questo stipendio, io faccio una vita da cani per essere additato alla
Casta?! La vera Casta è quella che ci governa in questo momento”.
Lo ha dichiarato a La Zanzara Michele Pisacane, l’onorevole del PID balzato agli onori delle cronache lo scorso mese, quando si è scoperto che sua moglie è consigliere regionale della Campania e, contemporaneamente, amministratrice delegata dell’Istituto per lo Sviluppo Agroalimentare.
Sul doppio incarico della signora (che come ad ISA percepisce 140.000 euro lordi all’anno), Pisacane dichiara stizzito: “Non c’è nessuna incompatibilità . Il mio stipendio di questo mese è 4.412 euro. Per ascoltare gli elettori si hanno delle spese. E’ chiaro? Se io tornassi a fare la mia professione, porterei a casa molti più soldi netti di quelli che mi rimangono adesso!”
Alla domanda di Cruciani sui 30 mila euro netti mensili che entrerebbero in casa Pisacane, il deputato ha replicato: “Se uno investe nella politica, questi soldi che io guadagno sono pochi! Cruciani, sarebbe il caso che interrompessimo la chiamata!”.
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Novembre 27th, 2011 Riccardo Fucile
LA ANIMATA DISCUSSIONE TRA FINI E LA BASE GENOVESE CHE RECLAMA LEGALITA’ FINISCE SULLE PAGINE DEI QUOTIDIANI DELLA LIGURIA: DAL SECOLO XIX AL IL GIORNALE, DA REPUBBLICA A IL CORRIERE MERCANTILE-LA STAMPA
IL SECOLO XIX: INCONTRO COI DISSIDENTI, COMMISSARIO “DEGRADATO”
Degradata sul campo minato del Fli genovese. 
Via dalle spalle il grado di commissario per non aver saputo tenere le polemiche lontano da Gianfranco Fini nel giorno della sua visita genovese.
Nelle fibrillazioni interne a Futuro e Libertà cade anche Barbara Contini, commissario nominato per mettere ordine a Genova.
Al termine del convegno sul volontariato, Contini fa da tramite tra il leader di Fli e i “dissidenti” genovesi, presenti circa 80 persone formalmente uscite dal partito (ma le dimissioni sono state congelate a Roma) in polemica con il coordinatore regionale Enrico Nan per aver accettato in comodato d’uso come sede del partito dei locali da Andrea Nucera, imprenditore nel mirino dei giudici.
A capo della delegazione (di quasi ex) Rosella Oddone, Riccardo Fucile e Michele Forino. Luogo dell’incontro il giardino della Meridiana.
Fini li ascolta, i dissidenti attaccano Nan.
Il presidente si irrigidisce. “Per sostituire i coordinatori ci sono i congressi” sibila prima di girare le spalle al gruppo ed essere trascinato via dalla scorta.
Il resto è per Barbara Contini: “Questo non me lo dovevi fare. Non occuparti più di Genova”.
I testimoni ci sono, le voci cominciano a girare, dopo poco è di dominio pubblico.
Prima c’era stato il caso di Christian Abbondanza, l’esponente della Casa della Legalità minacciato di morte per le sue inchieste contro la mafia, a cui Fini avrebbe dovuto esprimere solidarietà , incontro saltato, si dice, per le molte insistenze di Nan.
IL GIORNALE : FINI A GENOVA INCONTRA I FAN E FINISCE PER LITIGARE CON LORO…”CADUTA DI STILE PER IL PRESIDENTE: NON ACCETTA LE PACATE CRITICHE”
«Avevamo concordato con la senatrice Barbara Contini un incontro con il presidente Gianfranco Fini, a margine dell’evento organizzato dai giovani volontari di Janua al Palazzo della Meridiana. Eravamo un centinaio. Quasi tutti delusi dalla gestione locale del partito. Dopo soli pochi minuti, quando tre cittadini avevano appena finito i loro civili e brevi interventi, la terza carica dello Stato, ha realizzato una caduta di stile imperdonabile, choccando i presenti. Da cittadino, rimasto muto all’incontro, ma apostrofato, impersonalmente, in maniera inaccettabile, mi sento di esternare tristezza. E la mia protesta. Non voterò e non appoggerò mai più quel partito».
Quella di Fini doveva essere la giornata della «coesione» politica, anche fra le varie anime del partito genovese e non soltanto quella nazionale.
Invece, poco dopo essere sbarcato a Genova, quello di Fini è stato un altro «d-day» della fuga da Fli.
«Fino a poco tempo fa ero di Alleanza Monarchica – racconta l’avvocato Michele Forino – mi sono iscritto insieme a tanti altri amici a Fli, nella convinzione che il manifesto e le idee di Fini fossero condivisibili. Sono stato presidente del primo circolo finiano costituito a Genova: il Cavour. Lo scorso giugno, insieme ad altri trecento iscritti al partito, mi sono dimesso anche da responsabile regionale per l’Organizzazione. Ieri, alle 13.30, dovevamo rappresentare al Presidente le nostre idee, comprese quelle di valutare l’espressione di uomini al di fuori del partito, anche per le prossime elezioni amministrative. Inspiegabilmente, la reazione di Fini è stata eccessivamente brusca.
A me non ha insultato personalmente, ma siamo rimasti quasi tutti sbigottiti. In modo a dir poco sarcastico ci ha poi consigliato di iscriverci al partito di Di Pietro.
Uno schiaffo alla nostra serietà politica e dignità personale di cittadini, ancorchè potenziali elettori, attivisti e simpatizzanti. Dalla terza carica dello Stato non ce lo aspettavamo. Lo avevamo accolto con un caloroso applauso. C’è chi predica bene e razzola male. Fini se ne è andato via lasciandoci a bocca aperta e fortemente delusi. Anche se siamo semplici persone, meritiamo rispetto».
CORRIERE MERCANTILE-LA STAMPA: FINI: TENSIONE CON I DIMISSIONARI E LA CONTINI
L’avvio della 24 ore genovese indica che nel partito c’è ancora tensione dall’estate scorsa, una tensione che sfocia in uno scontro con la sen. Contini che sembrava essere stata indicata come “commissario” di Genova.
Nel cortile di palazzo della Meridiana, al termine del Convegno, la Contini si è avvicinata a Fini con il gruppo di dimissionari.
C’è stato uno scambio di battute sul partito che deve essere “più pulito” con il segretario a replicare che è in grado di riconoscere chi ha la fedina penale pulita.
E c’è chi racconta che alla fine Fini sia sbottato: “Tu da oggi hai finito”.
Minimizza la Contini: “Con quel gruppo che ha voglia di rientrare con me sto lavorando bene da un mese ed è quello che dovevano dire a Fini. Si sono messi a parlare di legalità e capisco che essendoci tensione, sia facile arrabbiarsi. Ci sarà un chiarimento”.
Ma ci sarà da lavorare per ricucire
REPUBBLICA: FINI SCARICA LA CONTINI, LITE COI DISSIDENTI CHE RECLAMANO LEGALITA’
Fli anche ieri, e proprio protagonista Fini, ha mostrato tutte le divisioni già diventate di dominio pubblico.
Fini ha scaricato la sen. Barbara Contini, commissaria da poco tempo, salvo poi cercare di recuperarla qualche ora dopo.
Contini accompagnava il gruppo dei dissidenti che si erano dimessi in polemica con il coordinatore ligure di Fli, Enrico Nan.
Costoro hanno cominciato a parlare di “scarsa democrazia”, di “legalità ” e “fedine penali”.
Fini è andato su tutte le furie, replicando che “qui la fedina penale più sporca è la mia”
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Novembre 25th, 2011 Riccardo Fucile
E’ LA TESI DEL LEGHISTA GIANLUCA BUONANNO ALLA “ZANZARA” SU RADIO 24… POI AGGIUNGE: “C’E’ PURE IL GAZZETTINO PADANO”… ESPLODE LA ILARITA’ SU INTERNET
Scorrendo la classifica dei trend sul Twitter italiano, sta imperando il Grana padano. Come mai tanto interesse per il gustoso cugino dell’eccellente Reggiano?
Nessuna riscoperta del formaggio, ma la riscoperta del grattuggiato si deve alla tesi «storico-antropologica» di Gianluca Buonanno, deputato leghista e sindaco di Varallo, Piemonte.
«La Padania? Certo che esiste, altrimenti non esisterebbe il Grana padano!».
Questa la scoperta del parlamentare, rivelata mercoledì sera alla Zanzara, su Radio 24. «Perchè il Grana padano si chiama così e perchè esiste il Gazzettino padano? Se c’è questa terminologia significa che la Padania esiste».
I conduttori, Giuseppe Cruciani e David Parenzom, tra il divertito e lo stupefatto rirordano a Buonanno che «il Gazzettino è una trasmissione di Radio Rai».
Ma Buonanno è come un treno: «Ah, se anche la Rai, che è romanocentrica, qualcosa vorra dire».
Per poi ricordare «che senza la Padania, l’Italia sarebbe già in Africa e poi non c’è dubbio che la Padania ha un suo ceppo etnico che ha portato grande benessere a tutti». La filippica pro-padana continua e sono otto minuti di divertissement puro.
E il miglior commento è quello dell’utente “colamesta” su YouTube: «I tartari esistono perchè esiste la salsa tartara».
(da “Il Corriere della Sera“)
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Novembre 25th, 2011 Riccardo Fucile
SONO 618 LE FIRME FALSIFICATE PER LA LISTA DI FORMIGONI…15 LE PERSONE INDAGATE, TRA QUESTE 4 CONSIGLIERI PROV DEL PDL E CLOTILDE STRADA, COLLABORATRICE DI NICOLE MINETTI
La Procura di Milano si è costituita come parte nella causa civile avviata dai Radicali contro
l’amministrazione regionale e i consiglieri per chiedere l’annullamento delle elezioni.
La Procura ha depositato nella causa civile la perizia effettuata in sede di indagini penali in base alla quale è stata contestata la falsita’ di 618 firme presentate per la lista “Per la Lombardia” di Formigoni e i verbali dei cittadini che hanno riconosciuto le firme come false.
I legali della Regione Lombardia, invece, hanno chiesto che il giudice della quinta sezione civile di Milano, Margherita Monte, disponga una propria perizia d’ufficio per valutare la presunta falsita’ delle firme.
Per i legali, contrariaramente a quanto esposto dai Radicali, non si puo’ chiedere al giudice civile di annullare le elezioni, perche’ questo rientra nella competenza dei tribunali amministrativi.
Il 17 ottobre scorso il procuratore aggiunto Alfredo Robledo ha chiuso l”inchiesta. Nell’avviso di chiusura delle indagini per falso ideologico, notificato a 15 persone, tra cui 4 consiglieri provinciali milanesi del Pdl e Clotilde Strada, collaboratrice di Nicole Minetti e all’epoca responsabile del partito per la raccolta delle firme.
Secondo la magistratura il sistema di falsificazione delle firme per le elezioni del 28-29 marzo 2010 era già stato messo in piedi tra gennaio e febbraio.
Clotilde Strada, come si legge nell’avviso di chiusura che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, ha agito ”in qualità di vice responsabile del settore elettorale del Pdl Lombardia, ma in concreto unica effettiva responsabile dell’attività di raccolta delle firme dei sottoscrittori necessarie per la presentazione delle liste”.
E ha agito in ”concorso” con i consiglieri provinciali Massimo Turci e Barbara Calzavara, anche loro indagati, assieme agli altri due consiglieri della Provincia, Nicolò Mardegan e Marco Martino.
Strada, stando al capo di imputazione, avrebbe consegnato a Turci e Calzavara, nell’ambito di un ”disegno criminoso”, gli ”elenchi dei sottoscrittori” delle liste ”già compilati con le generalità complete e le firme apocrife”.
I consiglieri, che dovevano autenticare le firme in qualità di ”pubblici ufficiali”, attestavano invece ”artatamente” di avere ”previamente identificato ciascun sottoscrittore con il documento”, quando in realtà non lo avevano fatto.
E in più, sempre stando all’imputazione, attestavano ”falsamente” come ”vere, autentiche ed apposte in loro presenza” firme che non lo erano.
Al consigliere Turci è contestato di avere da solo autenticato 536 firme false del listino di Formigoni e 205 di quello del Pdl.
Tra gli indagati anche il consigliere provinciale di Varese del Pdl Franco Binaghi, il sindaco di Magenta (Milano) Luca del Gobbo, il consigliere provinciale di Pavia Gianluigi Secchi e quello provinciale di Monza Massimo Vergani.
L’inchiesta era nata a seguito di un esposto in Procura dei Radicali che, dopo aver dato battaglia nei tribunali amministrativi per chiedere l’annullamento delle elezioni, si erano presentati con tre scatoloni con dentro oltre 500 firme da loro ritenute false. Nel corso delle indagini era anche stato sentito come teste Guido Podesta’, presidente della Provincia di Milano ed ex coordinatore lombardo del Pdl.
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Novembre 25th, 2011 Riccardo Fucile
PASQUALINA STRAFACE, EX SINDACO DI CORIGLIANO CALABRO, NONOSTANTE LE PESANTI ACCUSE SUL SUO COMUNE, DA QUALCHE MESE SIEDE NELLA SOCIETA’ DI RAPPRESENTANZA DELL’ANCI CALABRIA… ANGELA NAPOLI PRESENTA UN’INTERROGAZIONE
C’è una presenza imbarazzante nel consiglio di amministrazione della Sorical, la società mista (Regione Calabria e Veolia) che gestisce gli acquedotti calabresi.
Si chiama Pasqualina Straface, ex sindaco del Pdl di Corigliano Calabro (provincia di Cosenza), sciolto per infiltrazione mafiosa.
Una decisione firmata dall’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni lo scorso otto giugno, che accolse la proposta venuta dal prefetto di Cosenza, basata sulla “sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali — come si legge nel decreto di scioglimento — con la criminalità organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando pertanto i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale”.
L’ex sindaco di Corigliano Calabro, nonostante le pesanti accuse che pendono sulla sua amministrazione, non ha però lasciato l’importante posto di consigliere della Sorical, dove siede da qualche mese in rappresentanza dell’Anci Calabria.
Un ruolo chiave, divenuto sensibile dopo la decisione del gestore degli acquedotti di ridurre l’acqua ai comuni calabresi che non riescono a pagare le bollette.
Dovrebbe essere proprio lei, il sindaco dimesso dal prefetto, a sostenere i diritti delle amministrazioni comunali di fronte all’amministratore delegato Maurizio Del Re, nominato — come da statuto — dal socio privato, la francese Veolia.
L’Anci della Calabria non sembra stupirsi più di tanto: “Non è che non ci dormiamo la notte per questa vicenda — spiega Rosanna Palazzo, segretario regionale — e dico di più: chi ripagherà Pasqualina Straface per quello che ha subito quando, magari tra anni, si scoprirà che non era vero nulla?”.
La segretaria della sezione calabrese dell’associazione dei comuni si dice sicura della estraneità di Pasqualina Straface e della sua famiglia dai condizionamenti della ‘ndrangheta.
L’ex sindaco è stata indagata insieme ai fratelli per associazione mafiosa, nell’ambito dell’operazione “Santa Tecla”, condotta dalla Dda di Catanzaro lo scorso anno, che portò a 67 arresti.
Il nome dell’indagine derivava dall’omonimo via a pochi passi da Piazza Duomo a Milano, dove — secondo l’accusa — gli affiliati si incontravano per organizzare il traffico di droga dalla Calabria verso la Lombardia.
Pasqualina Straface è stata poi prosciolta dal Gip, che però ha mantenuto le accuse per i due fratelli: “Lei è una bravissima persona, e anche il fratello, morto da poco: al suo funerale c’era tanta gente, dicono che era un uomo generoso. Ma questi magistrati li leggono i giornali?”.
I fratelli dell’ex sindaco, Franco e Mario Straface, sono indagati davanti al Gup per associazione mafiosa.
I loro presunti contatti con le cosche del cosentino sono ampiamente citati nella relazione del prefetto che ha chiesto e ottenuto lo scioglimento del consiglio comunale di Corigliano Calabro: “Elementi sintomatici di un condizionamento dell’amministrazione da parte della criminalità organizzata — si legge nel decreto di scioglimento dello scorso giugno — sono stati rinvenuti nei particolari legami tra uno dei componenti della giunta comunale ed i fratelli del primo cittadino interessati dalla menzionata ordinanza di custodia cautelare. Viene inoltre rilevato che parte dei componenti dell’attuale compagine politica sono gravati da precedenti penali, pregiudizi rilevati peraltro anche nei confronti di funzionari e dipendenti dell’ente locale, alcuni dei quali ritenuti organici o contigui alla malavita organizzata”.
Angela Napoli, deputato calabrese di Fli, aveva presentato il 24 novembre del 2010 un’interrogazione al ministro dell’Interno Maroni, chiedendo spiegazioni sulla presenza di Pasqualina Straface nel Cda di Sorical: “La Sorical è una società per azioni a maggioranza di capitale pubblico — scriveva Napoli — e che, pertanto, dovrebbe attenersi alla disciplina pubblicistica in materia di incompatibilità per le nomine dei consiglieri di amministrazione e degli altri vertici societari nonchè per le assunzioni e gli incarichi dirigenziali”.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Novembre 24th, 2011 Riccardo Fucile
L’EMARGINAZIONE CREA RANCORE E ODIO, L’INTEGRAZIONE COESIONE E IDENTITA’ COLLETTIVA, EVITA MALESSERI SOCIALI E CONFLITTI… IL 4% DELLE ENTRATE DELL’INPS PROVENGONO DA IMMIGRATI CHE CONTRIBUISCONO CON IL 12,1% ALLA RICCHEZZA DEL PAESE
Nel momento in cui molti sono in tensione, aspettando di vedere se e quanto le prossime manovre
toccheranno stipendi, case o pensioni, il Presidente Napolitano ci stimola ad alzare lo sguardo.
Ci invita, finalmente, a pensare anche agli «altri».
Alle minoranze religiose, culturali, e, in particolare, a tutti quei bambini nati in Italia da stranieri che l’Italia si ostina a non voler considerare suoi cittadini.
E così facendo Napolitano ci fa riflettere su cosa significa essere comunità inclusiva, che accoglie, che cresce senza discriminazioni e senza chiusure.
Una riflessione importante non solo per il suo lato profondamente umano e valoriale, ma anche per il suo aspetto sociale ed economico.
Da sempre chiusura e protezionismo, tanto nelle società quanto in economia, portano isolamento e regressione.
L’apertura non solo porta al proprio interno nuove energie, nuove idee e più dinamismo, ma proietta all’esterno l’immagine di una comunità forte, attrattiva, che non teme il confronto e le influenze esterne, ma che le integra e si alimenta di esse.
E’ stata questa, per esempio, la grandissima forza degli Stati Uniti nei due secoli passati.
Un Paese che ha accolto milioni di immigrati, spesso senza che nemmeno conoscessero la lingua inglese.
E questo contributo ha reso gli Stati Uniti non solo un’economia più forte, ma un riferimento per milioni di persone nel resto del mondo. E oggi, anche se molti dei vecchi immigrati parlano ancora i loro dialetti di origine, l’inglese è diventato la lingua passepartout di tutto il mondo.
Una sorta di divertente contrappasso, non avvenuto per caso.
Ma per capire il valore che gli immigrati possono portare in una società non c’è bisogno di guardare alla storia e al passato degli Stati Uniti: basta aprire gli occhi e saper vedere l’Italia di oggi.
Gli immigrati rappresentano ormai una componente fondamentale della nostra economia e della nostra società , molti settori crollerebbero senza di loro.
Come ci dicono i dati dell’Istituto Tagliacarne, che assieme a Unioncamere monitora il contributo degli stranieri alla nostra economia, ci sono settori, come quello delle costruzioni, in cui addirittura un quarto del valore aggiunto prodotto è dovuto agli stranieri.
Sempre secondo le stime del Tagliacarne, il contributo complessivo degli stranieri al valore aggiunto prodotto in Italia è stato, nel 2009, di oltre 165 miliardi di euro, il 12,1% del totale.
Non solo, ma attraverso il loro lavoro gli immigrati contribuiscono anche ai nostri servizi e alle nostre pensioni.
Pochi sanno che i contributi versati dagli immigrati all’Inps ammontano a sette miliardi e mezzo di euro, ovvero il 4% di tutte le entrate dell’Inps, una cifra altissima soprattutto se si considera che sono pochissimi gli immigrati che, invece, beneficiano di pensione dallo Stato italiano.
E sono pochi non solo perchè molti devono ancora maturarla, ma perchè sono tanti quelli che dopo alcuni anni tornano poi nel loro Paese di origine lasciandoci in dote i loro contributi. Questo significa, come ben documenta l’ultimo libro di Walter Passerini e Ignazio Marino («Senza Pensioni», Chiarelettere), che gli immigrati stanno supportando in modo sostanzioso anche il nostro sistema di welfare sociale oltre che economico.
E possiamo immaginare quanto maggiore potrebbe essere tale contributo se riuscissimo finalmente ad affrontare questo tema con meno foga ideologica e meno paure, aiutando molti stranieri ad integrarsi, cominciando dal rendere i loro figli, che di fatto sono italiani, cittadini a tutti gli effetti.
Le conseguenze di un’apertura di questo genere sarebbero molto importanti, e non solo in termini economici.
Pensiamo a cosa possa significare per una famiglia, e soprattutto per dei bambini e dei giovani, sentirsi parte integrante della società in cui vivono e lavorano, sentirsi portatori degli stessi diritti e doveri di chi gli sta intorno.
L’emarginazione genera rancore, odio, rende inevitabilmente arrabbiati contro chi ti esclude. L’integrazione, quella piena e sincera, dà e genera fiducia, coesione, identità collettiva.
E questo aiuta a prevenire malesseri sociali, conflitti, criminalità .
E aiuta a fare fronte comune contro i problemi e le crisi, in nome di un Paese che non è soltanto di quelli che in qualche modo se lo sentono nel sangue, ma di tutti quelli che lo hanno scelto con passione, determinazione e amore.
Irene Tinagli
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Novembre 23rd, 2011 Riccardo Fucile
CONTRO MAFIE E IPOCRISIE, SOSTENERE LA “CASA DELLA LEGALITA'”
E’ UN DOVERE CIVILE… LA DESTRA SOCIALE DEI VALORI E DELLA LEGALITA’ SABATO SARA’ PRESENTE, IN MEMORIA DI PAOLO
Ci sono nuove e concrete evidenze che il presidente della Casa della Legalità – Onlus (www.casadellalegalita.org), Christian Abbondanza, sia ritenuto in concreto ed effettivo pericolo di vita per possibili attacchi da parte di cosche mafiose operanti sul territorio.
Le Prefetture di Savona e Genova hanno conseguentemente disposto misure di protezione per tutelarne l’incolumità , dando così conferma del fatto che nel 2011 in Liguria un uomo rischia la vita se denuncia le pesanti presenze ed attività mafiose nel territorio e le infiltrazioni nell’economia e nella politica.
Questa notizia dovrebbe imporre a tutta la comunità ligure una profonda riflessione e smuoverne la coscienza.
La Casa della Legalità , tramite i suoi Osservatori su mafie, reati ambientali e pubbliche amministrazioni, ha promosso inchieste ed effettuato denunce che hanno anticipato anche di diversi anni sviluppi giudiziari ed investigativi che hanno poi confermato la Liguria come “colonizzata” in tutte le sue province dalle mafie.
A riconferma di ciò, la recente riunione della Commissione Parlamentare Antimafia a Genova, con le audizioni di Prefetti, Reparti e Magistratura, ha evidenziato, dopo anni, che quanto denunciato dalla Casa della Legalità era fondato.
Con un lavoro costante la Casa ha raccolto segnalazioni e promosso approfondimenti che sono stati poi raccolti dai reparti dello Stato, Prefetture e da diverse Procure.
Questo lavoro ha permesso anche al mondo dell’informazione di aprire gli occhi su questa drammatica realtà , contribuendo fortemente a rompere il muro di silenzi, negazionismi e omertà che per anni ha avvolto ed avvolge tutt’ora mafiosi noti e meno noti, così come anche i rapporti di affari che questi avevano (ed hanno) con imprese, cooperative, società pubbliche e pubbliche amministrazioni.
Con determinazione non hanno lasciato soli coloro che hanno trovato il coraggio di denunciare, così come sono stati stati capaci di mettere in imbarazzo e difficoltà la politica che, da una parte e dall’altra, vede propri esponenti affiancarsi ai boss e diversi Comuni soccombere ad infiltrazioni e condizionamenti, spesso in cambio di una manciata di voti.
Certamente qualcuno potrà dire: “se la sono cercata”.
E’ vero, si sa a cosa si va incontro quando si denunciano certe collusioni e complicità , quando si punta l’indice sul mafioso e sulle attività di riciclaggio che vedono, ad esempio, la Liguria in prima fila con le speculazioni edilizie.
Ma non è così che una società civile può e deve rispondere.
Una “società civile” deve prendere esempio da quanto fatto dalla Casa della Legalità .
Ognuno deve farsi carico di un pezzetto di responsabilità in questa lotta all’illegalità ed alle mafie.
Ognuno deve sostenere questa battaglia.
La Casa della Legalità è una struttura che non riceve alcun contributo pubblico e che non ha sponsor: non li ha proprio perchè ha voluto mantenersi assolutamente indipendente e libera d’azione; l’unica fonte di sostentamento della struttura sono le sottoscrizioni e le donazioni dei singoli cittadini.
Purtroppo alle spese ordinarie (cancelleria, telefono, benzina per gli spostamenti solo per fare alcuni esempi) si aggiungono sempre più sovente (e più a fondo si colpisce) da un lato le spese legali per difendersi dalle querele e dall’altro magari le spese di “manutenzione” per le casuali manomissioni all’auto usata per gli spostamenti o per gli attacchi informatici…
Ed allora ecco che ci sentiamo in dovere, oltre all’esprimere solidarietà al Presidente della Casa della Legalità ed agli altri ragazzi che lo affiancano nelle inchieste, nelle denunce e nelle incursioni sul territorio, di invitare ad un sostegno anche economico della Casa della Legalità , così che possano continuare ad andare avanti nel loro lavoro che si è dimostrato così efficace ed incisivo, sia per l’impatto civile e culturale, sia per il contributo portato anche ad inchieste e provvedimenti giudiziari che hanno condotto ad un’aggressione vera e propria alle cosche ed ai loro capitali illeciti.
Se ognuno di noi si impegnasse a sostenere questa realtà libera, con un piccolo contributo mensile, tutti saremo più liberi.
Questo sostegno, alla luce dei nuovi atti intimidatori che in queste ore stanno colpendo i membri della Casa della Legalità e le persone ad essa vicine, stringendo sempre di più il cerchio attorno al Presidente dell’associazione, è una sorta di “impegno e dovere civile”, a testimonianza del fatto che cedere di un solo passo sarebbe una sconfitta ed una svendita del nostro territorio e patrimonio alla criminalità organizzata.
Nel mirino, ora, ci sono loro.
Le adesioni all’inziativa di sabato 26 novembre
Rosario Crocetta – Europarlamentare ed ex sindaco antimafia di Gela
Giuseppe Lumia – Senatore – Commissione Parlamentare Antimafia già Presidente della commissione
Angela Napoli – Deputato – Commissione Parlamentare Antimafia
Andrea Orlando – Deputato – Commissione Parlamentare Antimafia
Enrico Musso – Senatore – Commissione Parlamentare Antimafia
Giulio Cavalli – Attore, scrittore e consigliere regionale in Lombardia
Piero Ricca e Qui Milano Libera – Attivista, blogger e giornalista freelance italiano
Alfredo Galasso – Avvocato, politico e docente italiano
Lirio Abbate – Giornalista
Dario Fo – Drammaturgo, attore teatrale, scrittore, regista, scenografo, attore cinematografico comico e blogger italiano. Vincitore del Premio Nobel per la letteratura
Franca Rame – Attrice teatrale, drammaturga e politica italiana
Valerio Gennaro – Medico Oncologo Epidemiologo ISDE
Patrizia Gentilini – Oncologo, ISDE
Daniele Biacchessi – Giornalista, scrittore, autore e interprete di teatro civile
Roberto Galullo – Giornalista
oSKAr Giammarinaro e gli Statuto
Marino Severini e The Gang
Ivan Cicconi – esperto ti appalti pubblici
Luigi Marra e comitato di redazione della rivista “Medicina Democratica”
Maurizio Bardi e la cooperativa “La Liberazione” di Milano
Paolo Franceschi – Pneumologo – Medici Per l’Ambiente
Vittorio Malagutti – Giornalista
Valentina Petrini – Giornalista
Ezio Orzes – Assessore Ponte nelle Alpi
Claudio Porchia – Centro Impastato di Sanremo
Pino Maniaci – Giornalista Telejato
Rosita Rosa – Giornalista
Mario Molinari e savonanews.it
Paolo Rabbitti – ingegnere e urbanista
Francesco Saverio Alessio – giornalista scrittore
Enrico Bini – Presidente camera di commercio Reggio Emilia
Michelangelo Bolognini – medico, Medicina Democratica
Antonio Signorile con uominiliberi.eu e truciolisavonesi.it
Le Vie del Canto – associazione-coro
nuove adesioni:
Sabina Provenzani – giornalista
Antonio Amorosi – giornalista e scrittore
Maria Teresa Falbo – giornalista
Rodingo Usberti – veterinario Cesana
Cesare Manachino – Medicina Democratica
Anna Prandina
Gianluigi Salvador – WWF Veneto referente energia e rifiuti – Membro fondatore MDF
Walter Fossati
Rosa Stano
Paola Nugnes
Giuseppe Cristoforoni
Laura Valsecchi
Luigi Bergantino – Napoli
Sonia Toni – Dir. Rep. “La Scienza Verde” Mensile on line di ecologia, salute, politiche del territorio – www.scienzaverde.it
Adriana Pagliai
Bernardo Piemonte – Verona
Marcella Corò – Mogliano Veneto
Luca Tittoni – vice presidente Associazione Differenziati Castelli Romani
Claudia Massa
Stefano Palmisano – Avvocato Bari
Luigi Gasparini – Ferrara
Margherita Piastrelloni
Ruggero Ridolfi – Medico Oncologo – Forlì
Doriana Sarli
Lino Balza
Luigi Gasparini – Medico igienista preoccupato per la Salute Pubblica e Referente per la Provincia di Ferrara dell’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia (International Society of Doctors for the Environment) Gasparini Luigi, presso la CASA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE
Silvia Franzini – Chimica Pistoia
Società Futura Vercelli
Dario Roasio
Margherita Piastrelloni – Medico – Cesena
Iolanda Faraioca
Gianluca Garetti
Angelo Baracca – Prof. Fisica Università di Firenze
Mario Frusiì
Sergio Benvenuti – Comitato Ambientale di Casale (Prato)
Giorgio Forti
Valentino Tavolazzi – MD Ferrara
Giovanni Ghirga – Civitavecchia
Riccardo Fucile e destradipopolo.net
Luca Rinaldi – Giornalista e blogger
Stefano Milano – Libreria UBIK Savona
Alessandro Braggio – ricercatore CNR-SPIN
Carla Cavagna
Movimento 5 Stelle Milano
Movimento 5 Stelle Bologna
Movimento 5 Stelle Reggio Emilia
argomento: criminalità, denuncia, mafia, Politica, radici e valori | Commenta »