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LA RIVINCITA DI SARKOZY: RISCOPRE IL GAULLISMO E LANCIA LA LINEA DURA

Marzo 22nd, 2011 Riccardo Fucile

DIETRO LA SVOLTA DEL PRESIDENTE GLI UOMINI DI CHIRAC: LA NECESSITA’ DI FAR DIMENTICARE LE CONNIVENZE DELL’ELISEO CON I DITTATORI…MA SARKOZY HA CAPITO CHE SE L’OCCIDENTE AVESSE LASCIATO SOLA LA GENERAZIONE CHE SI BATTE   PER LA DEMOCRAZIA ARABA SAREBBE ANDATA SPRECATA UN’OCCASIONE STORICA PER RIAVVICINARE LE DUE SPONDE DEL MEDITERRANEO

Quando il 10 marzo si è avventurato a parlare di Libia, annunciando all’improvviso che la Francia riconosceva gli insorti come gli unici legittimi rappresentanti di quel Paese, per poi inviare un ambasciatore a Bengasi e chiedere all’Onu di proteggere la popolazione dall’aviazione del colonnello Gheddafi, tutta l’èlite francese, a destra come a sinistra, ancora una volta si è fatta beffe di questa nuova stravaganza di un presidente che non sa più cosa inventarsi – così diceva la stampa – per far dimenticare le sue connivenze del passato con il dittatore tunisino e quello egiziano.
La Francia si è sbagliata e oggi destra e sinistra lo ammettono.
È vero: Nicolas Sarkozy aveva intenzione di ridare smalto alla propria immagine, ora che soltanto un elettore su cinque è disposto ad approvarne l’operato.
Questo è un dato di fatto. Indiscutibile.
Che ha certamente contato molto sulla sua decisione.
Ma Sarkozy ha compreso anche – eccoci al punto cruciale – che se il Nerone di Tripoli fosse riuscito a far affogare nel sangue le aspirazioni dei libici alla libertà , altri dittatori del Maghreb e del Mashrek ne avrebbero presto seguito l’esempio, che le democrazie occidentali avrebbero lasciato calpestare la generazione che si batte per la democrazia araba, che gli unici ad approfittarne sarebbero stati gli islamisti e che sarebbe andata sprecata un’occasione storica per riavvicinare le opposte sponde del Mediterraneo. Nel caso specifico, Sarkozy ha visto giusto, e in ciò è stato sostenuto da Alain Juppè, ex primo ministro di Jacques Chirac, appena nominato ministro agli Affari Esteri.
Insieme a Dominique de Villepin, che si è opposto alla guerra in Iraq, Alain Juppè è uno dei pochi superstiti del gaullismo, di questa destra sociale, dirigista e, prima di ogni altra cosa, attenta alla posizione che la Francia occupa nel mondo e alla sua unicità  nel campo occidentale.
È proprio con il gaullismo che Nicolas Sarkozy aveva voluto “rompere”, farla finita, avvicinandosi agli Stati Uniti di Bush e predicando la liberalizzazione dell’economia francese.
Ma il crollo di Wall Street lo aveva bruscamente convertito al ritorno allo Stato, mentre i suoi insuccessi sulla ribalta internazionale l’avevano lasciato alla ricerca di una diplomazia.
Nicolas Sarkozy adesso ascolta sempre più spesso gli uomini di Chirac, arriva addirittura a fare il tentativo di riconciliarsi con il suo nemico intimo Dominique de Villepin, e tra i suoi ministri colui sul quale fa maggiore affidamento è ormai Alain Juppè, che tuttavia non gli ha mai risparmiato le sue critiche.
Secondo Juppè la Francia doveva mettersi alla guida dell’aiuto occidentale a questa primavera araba e collocarsi così in prima fila sullo scenario internazionale, ritrovando un prestigio in buona parte perduto tra le popolazioni arabe.
Non soltanto Nicolas Sarkozy gli ha dato retta, ma la tenacia di cui egli ha dato prova insieme ai suoi ambasciatori hanno convinto da un lato Barack Obama che non avrebbe potuto lasciar morire Bengasi senza che ciò un giorno gli possa essere rimproverato, e dall’altro la Cina e la Russia che non potevano in nessun caso apparire come le salvatrici di Gheddafi opponendo il loro veto alla proposta francese.
Eclissata dalla Germania e ignorata dagli Stati Uniti, la Francia è riuscita adesso a fare un ritorno in grande stile che la onora, ed è grazie a lei che Bengasi è stata salvata, che l’Onu – per una volta – si è mostrato fedele ai propri ideali e che la primavera araba non ha subito un colpo d’arresto.
Certo, non tutto può dirsi concluso.
Non si può mai cantare vittoria prima che una battaglia si concluda, ma Muhammar Gheddafi ormai non ha più vie di fuga e – purchè la Nato non assuma il comando di questa battaglia, riacutizzando la diffidenza degli arabi nei confronti degli occidentali – ci sono chance effettive per la Libia di liberarsi una volta per tutte di questo dittatore folle.
A parte lui stesso, chi potrebbe mai rimpiangerlo?

Bernard Guetta
(da “La Repubblica“)

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BOSSI NON VUOLE SPARARE SUI CRIMINALI DI GUERRA, PER IL TIRO AL BERSAGLIO PREFERISCE IMMMIGRATI E MERIDIONALI

Marzo 20th, 2011 Riccardo Fucile

BOSSI E’ IL VERO CLANDESTINO DEL NOSTRO PAESE: CON TUTTE “LE ARMI CHE HA IL NORD” SE LA FA SOTTO QUANDO SI TRATTA DI GARANTIRE LA LIBERTA’ DI UN POPOLO DA UN FEROCE DITTATORE.. SI SENTE ORFANO DI CHI AFFOGAVA GLI IMMIGRATI PER CONTO TERZI E PENSA SOLO AGLI AFFARI, COME IL PIU’ SQUALLIDO DEGLI SPECULATORI FINANZIARI

L’operazione ‘Odissea all’alba’ è cominciata.
Obiettivo “distruggere la contraerea libica”, ha detto il Pentagono.
A maldigerire l’intervento militare, però, in Italia c’è la Lega di Umberto Bossi, con il Senatur che torna a ribadire la linea di cautela (stile Germania) chiesta dal Carroccio.
Bossi inizia con un affondo: ”Berlusconi non l’ho ancora sentito, non so come l’hanno accolto a Parigi: il Consiglio dei ministri aveva però rallentato l’appoggio con una posizione cauta di non partecipazione diretta. Poi ci sono ministri che credono di essere più del premier e parlano a vanvera”.
E se la prende con la “sinistra” che, per il segretario della Lega, ”sarà  contenta, perchè basta che si portano qui un sacco di immigrati per dargli il voto che è l’unico modo che ha la sinistra per vincere le elezioni”.
Il chiodo fisso è rappresentato dall’”onda di immigrati” che, secondo il ministro delle Riforme arriveranno in Italia: ”Io spero che alla fine si trovi una soluzione giusta per mettere in pace il nord Africa, anche perchè a pagare siamo solo noi”.
Oltre all’arrivo degli immigrati a spaventare la Lega è “il terrorismo”: “Prima o poi la gente inizierà  a chiedersi — ragiona ancora Bossi — “Se siamo in Afghanistan a combattere Al Qaeda, come mai Al Qaeda arriva qua da noi? A pagare siamo solo noi   — insiste — come in Afghanistan, dove siamo andati a fare la guerra ad Al Qaeda con tanti uomini e poi ce la troviamo in casa.
Ovviamente Bossi può permettersi di raccontare queste palle grazie al pubblico che si trova di fronte: in altri consessi sarebbe spernacchiato e smentito da semplici dati di fatto.
Qua siamo di fronte a un criminale di guerra, quindi o si sta con il popolo che chiede libertà  o con un boia che fa ammazzare anche i bambini indifesi.
Se Bossi preferisce non prendere posizione, i casi sono due: o è un vigliacco o è complice di un assassino, a lui la scelta.
Cita la posizione della Merkel, ma non legge i giornali tedeschi: la cancelliera tedesca è stata massacrata dalla stampa, sia di destra che di sinistra del suo Paese, per aver assunto una posizione “indegna per la Germania”, accanto a Cina e Russia e distante dai Paesi occidentali.
La Merkel lo ha fatto perchè ci sono elezioni a breve in Germania e non può permettersi dei morti, ma rischia di ottenere l’effetto contrario.
Fa specie poi che Bossi abbia riluttanza a sparare contro il boia Gheddafi, mentre in altre circostanze non abbia avuto altrettanti riguardi verso quegli immigrati che Gheddafi affoga per conto terzi, grazie al famigerato trattato che l’Italia ha firmato con un assassino, allegando anche un assegno di 5 miliardi per il killer.
Bossi si dispiace che un criminale di guerra possa venire deposto da forze democratiche e prevede le solite ondate di immigrati in arrivo: stronzate, quella è gente che vuole   restare nel proprio Paese, garantendo loro condizione di vita non disumane.
Basterebbe che l’Occidente intervenisse, aiutando a far crescere la democrazia: la Libia è un Paese più ricco del nostro, ma la ricchezza se la fottono da decenni Gheddafi e la sua famiglia.
Bossi parla poi di pericolo per gli affari italiani in Libia, come il peggiore sfruttatore finanziario internazionale.
Sembra uno che accetterebbe anche di trattare con il cartello di Medelin, basta fare affari.
Che bel leader vicino al popolo ha la padagna del magna magna: disposto a trattare anche con un assassino di bambini per un barile di petrolio.
Anche qua Bossi non capisce una mazza: nulla ci vietava di fare come Sarkozy e di prendere subito posizione per gli insorti.
Noi, grazie al suo compagno di merenda dei lunedì ad Arcore, passiamo per amici del rais, non certo del popolo libico.
Lo abbiamo omaggiato, ci siamo prostrati ai suoi piedi, gli abbiamo baciato le mani insanguinate di criminale e ora abbiamo paura che un nuovo governo ci tagli due barili di petrolio.
Bastava avere dignità  e prendere posizione da subito, cosa sconosciuta a   questo governo di cortigiani.
Ora i ribelli, se prenderanno il governo della Libia, sapranno che in Italia c’è un partito che sta sui coglioni al 90% degli italiani perbene, ma che è stato portato al governo dal sultano del bunga bunga d’importazione da Tripoli, che preferiva Gheddafi a loro e che avrebbe fatti volentieri trucidare i loro bimbi di pochi anni in cambio di qualche profugo affogato e di qualche barile di petrolio.
E Bossi lasci perdere Al Qaeda che con la rivolta non c’entra nulla: l’argomento serve solo alla Lega e ai giornali fintodestri del premier per far spaventare il tranquillo borghese destrorso che vede terroristi islamici anche sotto il letto, non accorgendosi che si tratta solo dell’amante della moglie.
Che becerodestra, che vecchiume, che ipocrisia, che viltà , che concezione economicistica della vita senza patria e valori, senza umanità  e solidarietà .
“Ci sono ministri che parlano a vanvera” ha detto ieri Bossi: su questo almeno concordiamo.

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PIOGGIA DI MISSILI SULLA LIBIA, RAID DI CACCIA FRANCESI E INGLESI, COLPITI TANK E CONTRAEREA DA 110 MISSILI USA

Marzo 19th, 2011 Riccardo Fucile

COLPITI OBIETTIVI PRECISI E DIFESE AEREE LIBICHE: MISSILI CRUISE STANNO MARTELLANDO TRIPOLI … OBAMA HA DATO IL VIA LIBERA ALL’OPERAZIONE “ODISSEA ALL’ALBA” PER DISTRUGGERE LA DIFESA CONTRAEREA DI GHEDDAFI

E’ in corso l’operazione ‘Odissea all’alba” per distruggere la contraerea libica. Lo annuncia il Pentagono, precisando che oltre agli Usa sono coinvolti Gb, Francia, Italia e Canada.
Le operazioni americane sono guidate dal generale Carter Ham, e hanno l’obiettivo di consentire le operazione decise dall’Onu.
In teleconferenza dal Pentagono,un portavoce ha precisato che sono coinvolti missili Cruise e che l’obiettivo delle operazioni condotte in particolare dagli Usa è la distruzione delle installazioni della contraerea libica, che è integrata e si trova essenzialmente lungo la costa.
L’approccio dell’operazione è multifase ma le fonti militari Usa non ne hanno precisato la durata, e altri paesi potrebbero unirsi ai cinque attualmente coinvolti nelle operazioni complessive.
A spingere Usa ed alleati ad intervenire, è il fatto che il colonnello Muammar Gheddafi si sta muovendo “in maniera chiaramente offensiva”, hanno precisato le fonti.
Una volta neutralizzata la contraerea libica, entreranno in funzione i caccia alleati per sorvegliare la no-fly zone.
Nel pomeriggio i caccia bombardieri francesi avevano distrutto quattro carri armati. Ma è con il sopraggiungere della sera che il Pentagono ha annunciato l’inizio dell’operazione “Odissea all’alba”.
I missili cruise lanciati dalle navi statunitensi stanno martellando Tripoli, Misurata e l’est del Paese.
Nei raid aerei in corso su Misurata, città  della Tripolitania, sono stati bombardati i depositi che contengono le riserve di carburante delle brigate di Muammar Gheddafi.
E’ stata bombardata poco fa anche una base militare utilizzata dalle brigate Gheddafi nella città  di Misurata.
Secondo quanto annunciano i siti dell’opposizione libica, è stata presa di mira la caserma che ospita l’accademia aeronautica, occupata nei giorni scorsi dai fedelissimi di Gheddafi.
Poco fa gli insorti avevano annunciato la presenza di caccia francesi sui cieli della città  e la fuga dei soldati di Gheddafi dalla sede dell’accademia.
Le operazioni dell’aeronautica militare francese contro il regime libico di Muammar Gheddafi dovrebbero proseguire durante la notte. Lo dice una fonte del ministero della Difesa di Parigi.
I missili britannici e americani hanno colpito oltre 20 obiettivi strategici libici, in larga parte a ovest del Paese.
Si tratta di sistemi di difesa aerea e altri snodi di comunicazione strategica, tutti situati sulla costa.
“Il colonnello Muammar Gheddafi sta vivendo le sue ultime ore”.
E’ quanto ha affermato Fatha al-Bahja, portavoce del Consiglio nazionale dell’opposizione libica, nel corso di un collegamento telefonico con la tv araba ‘al-Jazeerà .
“Con l’intervento militare internazionale potremo dimostrare di essere in grado di sconfiggere le brigate di Gheddafi — ha aggiunto — vedrete presto come i mercenari ed i criminali al soldo di Gheddafi si arrenderanno. Ora possiamo eliminare le forze del regime”.

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FINALMENTE L’OCCIDENTE SI E’ MOSSO: FRANCIA E GRAN BRETAGNA PRONTE A BOMBARDARE SUBITO IL CRIMINALE GHEDDAFI

Marzo 18th, 2011 Riccardo Fucile

L’ONU HA APPROVATO LA RISOLUZIONE SU NO-FLY ZONE… AUTORIZZATE “TUTTE LE MISURE NECESSARIE” PER PROTEGGERE I CIVILI IN LIBIA… L’ONU IMPONE IL CESSATE IL FUOCO ANCHE CON L’USO DELLA FORZA

Con 10 voti a favore, 5 astenuti (Russia, Cina, Brasile, India e Germania) e nessun voto contrario il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato la risoluzione che autorizza l’imposizione di una no-fly zone sulla Libia «con tutti i mezzi a disposizione», incluso il ricorso all’uso della forza.
Obiettivo l’immediato «cessate-il-fuoco e la fine completa delle ostilità ». Questa frase è stata inserita su richiesta della Russia, che voleva l’approvazione di un testo diverso da quello messo a punto, nella versione finale, dalla delegazione della Francia.
I temi chiave su cui si sono confrontati i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu sono: No fly zone; protezione dei civili, da subito, a Bengasi; divieto di voli commerciali da e per la Libia; rafforzamento dell’embargo d’armi, ma escludendo esplicitamente una «forza occupante» il Libia.
La Gran Bretagna, poco prima dell’approvazione del documento, aveva annunciato che l’aeronautica britannica era pronta a sferrare la prima ondata di raid entro poche ore.
La risoluzione vieta «tutti i voli nello spazio aereo con l’obiettivo di proteggere i civili». Il divieto non si applica «ai voli il cui unico obiettivo è umanitario».
Gli Stati, che «potranno agire a livello nazionali o tramite organizzazioni regionali», vengono autorizzati a mettere in atto la no fly zone.
Le operazioni dei jet militari andranno intraprese «dopo aver notificato il segretario generale (dell’Onu) e il segretario generale della Lega Araba».
Il testo autorizza l’uso di «tutte le misure necessarie» per «proteggere i civili e le aree civili popolate sotto minaccia di attacco in Libia, compresa Bengasi», citata esplicitamente per permettere un intervento prima dell’arrivo delle forze di Muammar Gheddafi.
Il Palazzo di Vetro dovrà  essere «informato immediatamente delle misure intraprese dagli Stati» a questo scopo.
In questo passaggio, rispetto alla prima versione, è stato aggiunto un inciso importante che «esclude una forza occupante» nel Paese africano.
La bozza impone misure ancora più dure per fermare le armi che arrivano ai soldati di Gheddafi e «al personale mercenario armato», autorizzando ispezioni in «porti e aeroporti, in alto mare, su navi e aerei».
Riguardo le sanzioni contro il regime, la bozza aggiunge nuovi nomi rispetto a quelli contenuti nella risoluzione 1970, approvata qualche giorno fa.
In particolare, vengono inseriti l’ambasciatore della Libia in Ciad e il governato di Ghat (nella Libia del Sud), perchè «coinvolti nel reclutamento dei mercenari» da altri Paesi dell’Africa.
Vengono bloccate una serie di entità  finanziare libiche quali la Central Bank of Libya, la Libyan Investment Authority, la Libyan Foreign Bank, oltre che la Libyan National Oil Company.
Tutti i voli di tipo commerciale da e per la Libia vengono vietati, esattamente come quelli militari, per fermare l’afflusso di denaro nelle casse del Colonnello o l’arrivo di nuovi mercenari.
Gli Stati Uniti sono favorevoli a nuove misure internazionali nei confronti nella Libia nella misura in cui non prevedano l’invio di truppe nel paese, ha detto il sottosegretario di stato William Burns per cui «è difficile prevedere» la reazione di Russia e Cina sulla risoluzione Onu.
Gli Stati Uniti temono tuttavia che Gheddafi possa «tornare al terrorismo e all’estremismo violento» se riuscirà  a schiacciare la rivolta in corso in Libia. «Prima l’Onu arriverà  ad un accordo» sulla crisi libica e «meglio sarà » ha scritto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, in un messaggio postato su Facebook nel quale definisce anche «inaccettabile» una vittoria di Gheddafi ed afferma che «la Nato è pronta ad agire per proteggere la popolazione civile dagli attacchi del regime».
La Francia vuole che vengano effettuate operazioni militari nelle ore successive all’eventuale approvazione delle risoluzioni Onu.
«Ci stiamo preparando ad agire» dopo che l’Onu avrà  adottato le sue risoluzioni. Lo ha detto ai cronisti il ministro degli esteri francese, Alain Juppe, in una pausa dei lavori al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite a New York.
La Francia e i paesi partner, ha spiegato Juppe, stanno pianificando le azioni che seguiranno le decisioni dell’Onu.
Dal canto suo l’Unione europea non ha alcuna intenzione di «riprendere più i contatti con il regime di Gheddafi».
Lo ha detto Michael Mann, portavoce della rappresentante per la Politica estera europea, Catherine Ashton.
«Ci basiamo sulle decisioni del Consiglio europeo di venerdì scorso – ha precisato Mann – non pensiamo di riprendere il dialogo».

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LA TEMPESTA WIKILEAKS SUL MONDO: “RUSSIA STATO DI MAFIA, BERLUSCONI INCAPACE, GHEDDAFI IPOCONDRIACO”

Novembre 29th, 2010 Riccardo Fucile

GIUDIZI IMPIETOSI SUL PREMIER ITALIANO “PORTAVOCE DI PUTIN” , RIVELAZIONI SU CINA, IRAN, GUANTANAMO….CRITICHE A GERMANIA   E FRANCIA, STRATEGIE PER BLOCCARE L’IRAN

Il sospetto per la politica autoritaria di Vladimir Putin. La sfiducia in Silvio Berlusconi, portavoce della Russia in Europa segnalato per le sue “feste selvagge”.
Il fastidio per come Sarkozy, chiamato “imperatore nudo” contrasta la politica statunitense. Ma anche le strategie per bloccare l’Iran e arginare la Cina, gli avvertimenti alla Germania sul contrasto alle “rendition”, lo spionaggio nei confronti dell’Onu.
Faranno discutere per settimane, o forse per mesi, i documenti riservati della diplomazia americana diffusi oggi da Wikileaks e rilanciati su internet da El Pais, New York Times, Guardian e Le Monde.
Oltre 200mila documenti, di cui 3.012 sull’Italia, destinati a incidere in maniera indelebile sulle relazioni diplomatiche internazionali. Ecco le pagine più significative.
Berlusconi incapace, portavoce di Putin.
“Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno”: questo il giudizio dell’incaricata d’affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Non solo: il presidente del Consiglio italiano è un leader “fisicamente e politicamente debole” le cui “frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza”.
Secondo i documenti svelati da Wikileaks, il premier italiano è visto con scarsa fiducia, se non con aperto sospetto, per i suoi rapporti con Vladimir Putin, di cui viene definito il “portavoce in Europa”.
I rapporti americani parlano di rapporti sempre più stretti tra i due leader, conditi da “regali sontuosi” e da “contratti energetici lucrativi”. I diplomatici segnalano anche la presenza di “misteriosi intermediari”.
Nei documenti appare anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che avrebbe espresso “frustrazione per il doppio gioco di espansione verso l’Europa e l’Iran da parte della Turchia”.
Putin maschio alfa, Merkel evita i rischi.
Vladimir Putin definito “alpha dog”, il maschio dominante: è una delle colorite espressioni contenute dei cablogrammi del Dipartimento di Stato.
Nei documenti giudizia anche sul rapporto tra il Putin e il presidente russo Dmitri Medvedev.
In uno di questi rapporti, della fine del 2008, si afferma che Medvedev, ufficialmente di rango maggiore, “fa la parte di Robin rispetto al Batman di Putin”. I leader russi sono solo due dei leader mondiali che vengono etichettati senza peli sulla lingua dai diplomatici di Washington: il presidente afghano Hamid Karzai è “ispirato dalla paranoia”, mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel “evita i rischi ed è raramente creativa”.
Durissime accuse alla Russia sulla mafia.
La Russia “è virtualmente uno Stato della mafia”. La Russia e le sue agenzie usano i boss della mafia per effettuare le loro operazioni, la relazione è così stretta che il Paese è divenuto “virtualmente uno stato della mafia”.
Gli avvertimenti alla Germania citando Abu Omar.
Nel 2007 a Berlino venne intimato di non emettere mandati di arresto nei confronti di agenti Cia coinvolti nel sequestro e nella deportazione in Pakistan di un cittadino tedesco la cui unica colpa era quella di portare lo stesso nome di un sospetto terrorista.
“Il nostro intento non è minacciare la Germania”, spiegava nell’occasione un diplomatico americano, “ma di fare in modo che il governo tedesco valuti attentamente le implicazioni delle sue azioni. Visto cosa è successo all’Italia con Abu Omar?”.
L’ipocondria di Gheddafi e la sua infermiera.
Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra “le più delicate” El Pais cita questa sera quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi, secondo ElPais, l’ambasciatore americano a Tripoli “racconta che Gheddafi usa il botox ed è un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori”.
Il New York Times riferisce invece della curiosità  suscitata dalla vistosa infermiera ucraina dalla quale il leader libico non si separa mai.
La Cina dietro gli attacchi a Google.
Le carte di Wikileaks confermano che le intrusioni nei computer di Google sono state dirette dal governo cinese.
L’aggressione informatica è parte di una campagna che ha coinvolto funzionari governativi, esperti di sicurezza e cybercriminali. Gli attacchi informatici vanno avanti dal 2002 e avrebbero permesso di entrare nei sistemi informatici del governo americano, di alcuni alleati e anche in quelli del Dalai Lama.
Spiati Ban Ki-moon e i diplomatici Onu.
Hillary Clinton in una nota del 31 luglio 2009 decise di mettere sotto osservazione i diplomatici stranieri presso le Nazioni Unite. La nota inviata dalla Clinton ha come titolo National Humint Collection Directive.
Nella nota si chiede di raccogliere informazioni sui piani dell’Onu e sulle intenzioni del segretario Onu Ban Ki-Moon e del suo segretariato su temi specifici come l’Iran. La nota è stata inviata a 30 ambasciate americane da Amman a Berlino fino a Zagabria.
Gli Usa pronti alla guerra con l’Iran.
In un dispaccio si parla di colloqui confidenziali di funzionari Usa con il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed Bin Zayed in cui secondo il principe “una rapida guerra convenzionale con l’Iran sarebbe meglio delle conseguenze a lungo termine di un conflitto nucleare”.
Secondo il generale americano David Patraeus l’Iran sarebbe per gli Stati Uniti “il migliore strumento di reclutamento”, mentre “il numero di alleanze e di accordi per un sostegno militare tra Usa e partner arabi nel Golfo è considerevolmente aumentato”.
In altri documenti si afferma che l’Iran ha ottenuto sofisticati missili dalla Corea del Nord in grado di colpire l’Europa occidentale.
I timori per il nucleare pakistano.
Fin dal 2007 gli Usa hanno avviato azioni segrete, finora senza successo, per rimuovere da un reattore nucleare del Pakistan uranio altamente arricchito che “funzionari americani temevano potesse essere utilizzato per un ordigno non lecito”.
Gli scenari in caso di collasso nordcoreano.
Tra Stati Uniti e Corea del sud si è discusso dell’eventualità  di una Corea riunificata nel caso Pyongyang dovesse implodere per le difficoltà  economiche e della transizione politica al vertice dello stato.
A preoccupare sarebbe soprattutto la reazione della Cina, che secondo i funzionari di Seul potrebbe essere superata con i giusti accordi commerciali.
I detenuti di Guantanamo come merce di scambio.
Quando gli Stati Uniti si sono trovati di fronte alla necessità  di chiudere il carcere di Guantanamo, i presunti terroristi detenuti sono diventati moneta di scambio con gli alleati minori: alla Slovenia è stato detto di prendersi un prigioniero in cambio di un incontro con il presidente Obama.
All’isola di Kiribati sono stati offerti incentivi milionari per convincerla ad imbarcare un gruppo di detenuti.
Anche al Belgio sarebbe stato detto che prendersi qualche prigioniero sarebbe stato un sistema valido e poco costoso per diventare più importante in Europa.
Gli arabi e la guerra al terrorismo.
I donatori sauditi restano i principali finanziatori di Al Qaeda, che pure ospita molte basi statunitensi, viene definito il peggior paese della regione per quanto riguarda la lotta al terrorismo.
Gli Stati Uniti, riferiscono i documenti, non riescono a evitare che la Siria fornisca armi a Hezbollah in Libano.
A una settimana di distanza dalle solenni promesse del presidente Assad di non inviare nuove armi, i rapporti riferiscono che la Siria continua a consegnare ai libanesi dispositivi sempre più sofisticati.

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NON SONO RIUSCITI A COMPRARSELI TUTTI: 55 PARLAMENTARI FIRMANO IL DOCUMENTO DI FINI

Aprile 20th, 2010 Riccardo Fucile

NASCE PER LA PRIMA VOLTA UNA MINORANZA INTERNA NEL PDL CHE SPACCA L’EX AN… MAI COSI’ ATTIVI IN VITA LORO I VECCHI CAPORALI DI GIORNATA NEL FAR FIRMARE IL DOCUMENTO DELLA SERVITU’… FINI AVREBBE I NUMERI PER FARE UN GRUPPO AUTONOMO, MA PER ORA CHIEDE UN “PARTITO LIBERO E ATTENTO ALLA COESIONE SOCIALE E UNA COALIZIONE NON PRONA ALLA LEGA”… CON QUESTI NUMERI IN PARLAMENTO SENZA INTESA NON PASSA PIU’ NULLA

Alla fine le truppe finiane hanno fatto quadrato: qualcuno forse si aspettava una scissione o la creazione di un gruppo parlamentare e sarà  rimasto deluso, ma Fini, da abile tessitore, ha scelto la strada della creazione di una “minoranza interna” legittimata a dire la sua ogni volta che se ne presenterà  l’occasione e la necessità .
Ha così aggregato gli incerti che non avrebbero gradito una soluzione traumatica ed è riuscito a respingere il mercato delle vacche di chi con promesse e minacce ha cercato fino all’ultimo di comprarsi anime e corpi.
I sistemi peraltro sono noti e anche oggetto di iniziative giudiziarie, in base al sacro principio che “ogni uomo ha un prezzo”.
Onore al merito ai 55 coraggiosi che potranno costituire, se ne saranno all’altezza, un piccolo avamposto di una destra libera, sociale e democratica nel nostro Paese.
Oggi forse l’Italia si è avvicinata un minimo alle destre francesi e tedesche, a quelle che sanno trasmettere valori di libertà  e di tolleranza.
In fondo si è assistito a uno spaccato tipico della politica italiana: quella specie di classe dirigente che Fini ha colpevolmente coltivato per anni, quei caporali di giornata che devono a lui poltrone e prebende, in parte lo hanno abbandonato di fronte a una tavolata ancora più imbandita, riuscendo a dare   il peggio di sè.
Qualcuno li ricorda ai vecchi congressi del Msi, con il loro codazzo di corte, mentre raccoglievano consensi per Fini e per “mantenere dritta la barra” del “non restaurare e non rinnegare”.
Fini avrà  rinnegato la sua parte, certo, ma almeno sa esprimere idee nuove, parla di politica, ha il coraggio del dissenso.
I caporali in livrea sono riusciti ad andare oltre, a rinnegare persino la loro esistenza di uomini liberi, le loro idee, i loro valori: continuano a servire il comandante supremo sul Titanic mentre la nave imbarca sempre più acqua, mentre l’elettorato li abbandona, mentre si brinda e si balla sparando cazzate un giorno contro la Piovra in Tv e un altro glorificando gli alleati razzisti.
Quella Lega che all’estero, per bocca di un dirigente leghista, è considerata peggio del Ku Klux Klan, ma a cui il premier augura lunga vita, visto che grazie alla Lega e ai servi di corte evita i suoi processi. Continua »

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SARKOZY TAGLIA L’IVA AI RISTORANTI: PREZZI RIDOTTI E 40.000 NUOVI POSTI DI LAVORO

Maggio 3rd, 2009 Riccardo Fucile

I LOCALI COSTANO TROPPO E LA CLIENTELA NON PUO’ PERMETTERSELO… SARKOZY TAGLIA L’IVA DAL 19,6% al 5,5% E I RISTORATORI RIDUCONO I PREZZI DEL 12% E SI IMPEGNANO AD ASSUMERE 40.000 PERSONE NEI PROSSIMI TRE ANNI… IN ITALIA QUANDO CI SI SVEGLIA?

Vi sono Paesi in cui le cose si fanno seriamente e non sono neanche tanto distanti da noi, anzi confinano. In Francia il governo ha proposto tagli all’Iva sui pasti al ristorante, trattorie, tavole calde, in cambio di una riduzione dei prezzi e di un incremento degli investimenti nel settore. Ecco i fatti: dal 1 luglio mangiare al ristorante in Francia potrà  costare fino al 12% in meno, grazie a un oculato accordo tra Sarkozy e i rappresentanti dei ristoratori. Si sono riuniti gli Stati generali della Ristorazione, la categoria ha ragionato e fatto proposte che hanno sottoposto all’Eliseo. Erano ben otto le associazioni di categoria ma invece che accapigliarsi tra loro come sarebbe successo probabilmente in Italia, hanno trovato subito una linea comune.   A Pasqua avevano rilevato che i pasti ai ristoranti erano calati del 3% con rischi licenziamenti, fallimenti e chiusura. Invece   del lamento hanno scelto la strada della proposta e del fare squadra. Dall’altra parte hanno trovato un interlocutore determinato in Sarkozy che ha subito rilanciato: taglio all’Iva che scende dal 19,6% al 5,5% e in cambio vi impegnate ad abbassare i prezzi del 12% e a 40.000 nuove assunzioni nei prossimi 3 anni.   Patto firmato e il ministro all’Economia francese Christine Lagarde ha già  sottoposto l’intesa al parlamento transalpino.   Sarkozy è coerente: aveva proposto all’Unesco di riconoscere l’enogastronomia francese patrimonio dell’umanità . Non ha ancora avuto risposta, ma lo spazio avuto sui giornali di tutto il mondo è equivalsa a una pubblicità  miliardaria. Mentre in Italia si schiaccia un pisolino governativo, in Francia si parla in concreto di un taglio dell’11,8% su caffè, acqua minerale e “plat du jour” che non manca mai in nessun ristorante francese. Insieme ai menù degustazione, sono infatti la scelta preferita di chi vuole mangiare bene senza avere sorprese nel conto. Continua »

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IN FRANCIA 50 EURO AL GIORNO A CHI ASSISTE UN FAMILIARE MALATO TERMINALE

Febbraio 22nd, 2009 Riccardo Fucile

INNOVATIVA LEGGE IN FRANCIA CHE ASSICURA UN SOSTEGNO ECONOMICO A CHI ASSISTE A CASA UN CONGIUNTO MALATO TERMINALE… TRE MALATI SU QUATTRO MUOIONO ALL’OSPEDALE, LONTANI DAI PROPRI CARI… PREVISTI ANCHE SUPPORTI   PSICOLOGICI… IN ITALIA NULLA DI TUTTO QUESTO

E’ una vera e propria rivoluzione quella che il presidente francese, Nicolas Sarkozy, si appresta a compiere sulle famiglie francesi.
Arriva da Parigi una notizia che porterà  un po’ di serenità  a molte famiglie in difficoltà , in questo caso a coloro che hanno un parente affetto da malattia terminale.
Verrà  chiamata “indennità  di fine vita” la retribuzione giornaliera di 49 euro per tutte le persone che smettono di lavorare per “accompagnare” verso la morte un congiunto, in fase di malattia terminale, che viene assistito a casa.
Il nuovo provvedimento fissa un limite di durata dell’indennità , che non sarà  superiore alle tre settimane, e pone come clausola per l’ottenimento del rimborso il fatto che il paziente venga assistito a casa, e non in una struttura ospedaliera sia pubblica che privata. Continua »

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DA DUE GIORNI LA TV FRANCESE HA ABOLITO GLI SPOT PUBBLICITARI: TRE MILIONI DI SPETTATORI IN PIU’

Gennaio 8th, 2009 Riccardo Fucile

CLAMOROSO SUCCESSO DI SARKOZY CHE AVEVA INSERITO L’INIZIATIVA NEL PROGRAMMA ELETTORALE… FINALMENTE UNA TV PUBBLICA SENZA INTERRUZIONI PUBBLICITARIE… I FRANCESI STANNO CON SARKO NONOSTANTE LE POLEMICHE DELLA SINISTRA

La riforma del sistema televisivo pubblico, con la cancellazione graduale degli spot dalle reti appartenenti allo Stato, costituisce una svolta storica coraggiosa, una rottura col passato che solo Nicolas Sarkozy ha avuto finora il coraggio di fare.
Da due giorni sui 5 canali della Tv pubblica ( France 2, France 3, France 4, France 5 e France O) dalle 20 alle 6 del mattino via gli spot pubblicitari.
Un’iniziativa graduale ma progressiva che eliminerà  completamente la pubblicità  dalle Tv pubbliche.
Motivata da un concetto semplice e chiaro: Nicolas Sarkozy vuole una Tv pubblica di qualità , di cultura e di informazione. Per il resto ci sono le Tv commerciali che non vanno inseguite sul loro terreno di reality, veline, tette e culi ( per esemplificare il concetto).
Come riuscirà  France Television a mantenere la qualità  e gli 11.000 dipendenti? I nuovi conti della Tv pubblica si baseranno esclusivamente sulle tasse.
Da un lato il “redevance”, cioè l’equivalente del nostro canone che però è uno dei più bassi d’Europa, pari a 96 euro l’anno. Continua »

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