Settembre 14th, 2014 Riccardo Fucile
“ALFANO DICE TUTTO E NIENTE, NON CI FIDIAMO PIU’, LA PROTESTA CONTINUA”
Non sono bastate le parole del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ieri aveva detto che il problema del blocco degli stipendi sarà risolto per tranquillizzare i sindacati autonomi di polizia, che annunciano che la protesta non si ferma.
“Il ministro Alfano ha annunciato che il blocco degli stipendi sarà risolto, ma le sue parole dicono tutto e niente. Anzi, considerate le mancate promesse del recente passato, a cominciare dalle analoghe dichiarazioni fatte queste estate assieme alla sua collega Pinotti, noi restiamo guardinghi e soprattutto mobilitati”, affermano i rappresentanti di Sap, Sappe, Sapaf e Conago che confermano il presidio permanente a Piazza Montecitorio e l’astensione dal lavoro per tre ore il 23 settembre.
I sindacati autonomi di polizia di Stato, polizia penitenziaria, corpo forestale e vigili del fuoco, riuniti nella Consulta Sicurezza, continueranno dunque la mobilitazione, anche con il camper che sta girando l’Italia per raccogliere firme e riformare l’apparato della sicurezza e del soccorso pubblico.
E dopo l’astensione dal lavoro del 23 settembre, il giorno dopo saranno in piazza SS. Apostoli a Roma “per manifestare assieme ai tantissimi operatori che hanno organizzato una protesta tramite la Rete”.
Incontro con Renzi promesso e mai fissato.
Per i rappresentanti sindacali è urgente un faccia a faccia con il presidente del Consiglio: “Aspettiamo con urgenza e senza ulteriori indugi la convocazione del premier Renzi – affermano in una nota congiunta – al quale non dobbiamo chiedere scusa e che invitiamo a fare gli opportuni distinguo tra sindacati, perchè la Consulta Sicurezza, che rappresenta circa il 43% del personale sindacalizzato, non ha mai annunciato azioni di protesta illegali e incostituzionali, ma solo forme di mobilitazione forti, eclatanti e legittime, seppur a oltranza”.
Niente compromessi.
“La Consulta Sicurezza – spiegano i segretari generali Gianni Tonelli, Donato Capece, Marco Moroni e Antonio Brizzi – è mobilitata da mesi, non da dieci giorni come altri e non si fida di vane parole e promesse, troppe volte i poliziotti e vigili del fuoco sono stati traditi. Anche perchè il ministro Alfano, dopo aver detto che il problema dello sblocco stipendiale sarà risolto, ha precisato che ora occorre individuare lo strumento tecnico e il veicolo di legge più veloce per risolverlo. Che cosa vuol dire? I soldi necessari, circa un miliardo di euro, sono stati trovati per tutto il personale oppure si pensa di risolvere il problema solo per alcuni operatori e rinviare per altri tutto alle calende greche? Contrariamente ad altre organizzazioni, prontissime a firmare qualsiasi intesa, noi non accetteremo compromessi e sblocchi parziali”.
Riforme urgenti.
La Consulta Sicurezza, però, non vuole che lo sblocco delle retribuzioni pesi sulle tasche dei cittadini, ma chiede che “sia accompagnato da concomitanti riforme delle sette forze di polizia e dei vigili del fuoco, per razionalizzare e meglio coordinare i servizi di sicurezza pubblica ed eliminare le duplicazioni e gli sprechi oggi esistenti. Una riforma che consentirebbe risparmi 4 volte superiori ai soldi necessari allo sblocco delle retribuzioni, reimpiegabili in potenziamento della sicurezza e detassazione delle famiglie”, concludono.
(da “La Repubblica“)
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Settembre 8th, 2014 Riccardo Fucile
NON SI RIESCONO A RISOLVERE I PROBLEMI DEL MOTORE… “RISCHIAMO DI PERDERE ALTRI MESI”
Un super-caccia in super-ritardo.
Disegnato per missioni supersoniche, l’F35 continua invece a mancare ogni appuntamento.
Gli ultimi problemi sono spuntati nei motori: dopo l’incendio a bordo di fine di luglio, tutta l’attività di volo è stata limitata. Tanto da minacciare il destino dell’aereo più costoso della storia.
Il generale Christopher Bogdan, che dirige il progetto internazionale, mercoledì 3 settembre ha lanciato un ultimatum ai costruttori: «Entro fine mese devo avere tutti gli aerei pienamente operativi. Altrimenti dovremo cominciare a rivedere tutte le scadenze del programma».
Ma risolvere i guai tecnici dei propulsori non sarà facile: c’è il rischio che debbano venire in parte ridisegnati.
L’ennesimo guaio arriva proprio mentre nel parlamento italiano ricomincia il fuoco di sbarramento contro l’F35.
Sel ha sfidato il premier Renzi: «Perchè non fa una consultazione web sull’acquisto degli aerei? Con quei 14 miliardi si risolverebbero i problemi della scuola e si potrebbero sbloccare gli stipendi degli statali»
Ma anche nel Pd non mancano gli oppositori. Come Pippo Civati: «Con il costo di un singolo caccia si può finanziare Mare Nostrum per un anno e salvare migliaia di migranti». Il tema diventerà caldo con la discussione del rinnovo delle missioni militari.
Il ministro Roberta Pinotti per quest’anno ha congelato tutti i fondi destinati al velivolo, in attesa che il libro bianco della Difesa definisca le necessità delle nostre forze armate. Abbattere il programma garantirebbe un risparmio enorme: finora sono stati firmati contratti solo per sei esemplari.
Entrerebbe però in crisi il coinvolgimento delle aziende italiane, con l’impianto di Cameri destinato all’assemblaggio e alla manutenzione dei jet.
Mentre l’Aeronautica in pochi anni resterebbe senza cacciabombardieri: i Tornado sono in servizio da tre decenni e, soprattutto dopo il drammatico incidente di Ascoli, la necessità di rimpiazzi si mostra inevitabile.
Ma il nuovo aereo continua ad accumulare ritardi e non si sa quando diventerà pienamente operativo.
I problemi al motore non sembrano di facile soluzione.
Già a maggio la Pratt & Whitney, l’azienda che costruisce il propulsore, aveva scoperto difetti nella documentazione su alcune componenti in titanio, facendo causa al propulsore.
La notizia è stata tenuta segreta per tre mesi. Perchè nel frattempo è emerso un altro difetto, ancora più grave, che il 23 luglio ha fatto andare in fiamme il reattore di uno dei 156 aerei prodotti finora.
Tutti i voli sono stati bloccati per una settimana, per poi riprendere con limiti alle manovre e alla velocità , che impediscono di completare le prove. In alcuni elementi del motore infatti sono state scoperte delle crepe microscopiche, capaci però provocare l’incendio della turbina.
Ancora non si è capito come risolvere la questione. Il generale Bogdan ha detto che si stanno valutando due ipotesi. La prima prevede la sostituzione dei motori con altri di nuova produzione.
L’altra, più drastica, è quella di riprogettare una parte del propulsore: un’attività che richiederebbe mesi. Il rischio è che tutti gli aerei prodotti, inclusi quelli destinati all’Italia, debbano subire pesanti aggiornamenti.
Già mancano certezze sul software operativo che dovrà venire installato, perchè il sistema informatico non è stato ancora completato, e numerose altre componenti dovranno sicuramente essere riviste prima che l’F35 sia dichiarato “combat ready”.
Con la prospettiva poi di avere aerei delle prime serie molto diversi dai successivi modelli definitivi. Mentre finora nessun pilota italiano ha ancora volato sull’aereo.
Alfonso Contrera
(da “La Repubblica”)
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Settembre 7th, 2014 Riccardo Fucile
“IL COLLEGA E’ IL PRIMO A SAPERE DI AVER SBAGLIATO, IN UN’AREA VIOLENTA POCHE AUTO DELLE FORZE DELL’ORDINE”
Ai due ragazzi in motorino senza casco che gli sfrecciano davanti non ci fa neppure caso. «Quello è il meno.
Certo, so bene che la legalità comincia dai dettagli, ma a parlare da lontano sono buoni tutti. Cosa significa fare il carabiniere in questa città bisogna viverlo e vederlo da vicino, non c’è altro modo».
L’umore è cupo come il cielo che incombe su Mergellina e sulla caserma Caracciolo. L’appuntato ha lo stesso grado e quasi la stessa età del collega che la scorsa notte ha sparato addosso a un ragazzo inerme.
L’Alfa 155 che ha speronato il motorino è partita da qui, dalla sede del Radiomobile dell’Arma vicina alla vecchia stazione ferroviaria.
«Non ci ho parlato ma immagino come si sente. Lui è il primo a sapere di aver sbagliato». La voglia di parlare è poca, anche sotto anonimato.
«Vorrei che la gente sapesse che non siamo pistoleri o giustizieri della notte, non conosco nessuno che si sente così. Ne conosco tanti, me compreso, che sentono sulla loro pelle la fatica di lavorare in una città dove la tensione è continua, dove non sai mai quello che ti aspetti, una città che ti condanna a vivere con il colpo in canna».
L’altra mattina gli ha telefonato un collega di Milano con il quale otto anni fa aveva fatto il corso di addestramento.
«Succede solo da voi» gli ha detto, e poi gli ha chiesto quando si decideranno a cambiare le regole di ingaggio.
«La classica domanda di chi non conosce la realtà di cui si parla. A Napoli? Inseguire e ammanettare la gente senza colpo in canna o senza pistola nella città dove non sai mai chi ti trovi davanti, in zone dove a ogni motorino corrisponde un’arma forse pronta a sparare? Magari altrove. Non qui».
Il crinale di questa conversazione è molto sottile.
Ogni parola può sembrare il tentativo di giustificare l’ingiustificabile, l’appuntato ne è consapevole. Anche i numeri possono essere letti in controluce.
«La tragedia è avvenuta quasi alle tre di notte. Quella pattuglia era uscita alle 18. I nostri turni sono di sei ore e lasciamo perdere il fatto che solo la metà degli straordinari che facciamo ci viene riconosciuta e pagata, non è questa la sede. In quel momento c’erano per strada solo altre quattro auto nostre. Mettiamocene altre quattro della Polizia, perchè una fetta la facciamo noi, un’altra loro. Sono otto macchine, in una città da due milioni di abitanti, nell’area metropolitana più grande e violenta d’Europa».
La cronaca recente produce qualche pezza d’appoggio a uno stato d’animo che volge al brutto.
Andando a ritroso, quattro giorni fa nel quartiere di San Giovanni a Teduccio un commando a bordo di due scooter ha esploso quaranta colpi di kalashnikov contro una palazzina dove forse abitava l’esponente di un clan rivale, e solo per caso non c’è andato di mezzo qualche ignaro inquilino.
Il giorno seguente durante un controllo al Materdei, nel cuore del rione Sanità , i carabinieri fermano quattro persone sospette su un’auto.
Fuga, inseguimento, arresto. Erano armati fino ai denti.
Con quelle stesse armi avevano fatto il tiro al bersaglio con le finestre delle case dove abitano le famiglie che si spartiscono il quartiere.
«Non c’è più un disegno di grande criminalità . Si ammazzano per il controllo di un isolato, di pochi numeri civici. Casino totale, addio al Sistema con maiuscola, frammentazione dei clan. La camorra è diventata gangsterismo urbano, il problema è questo. E noi ci siamo in mezzo. Puoi capire come ci sentiamo tranquilli a un posto di blocco o durante un inseguimento. E adesso dobbiamo sentire lezioni di Galateo delle forze dell’ordine da parte di quelli che sanno sempre tutto, ma a distanza. Il colpo in canna è poco ortodosso? E Napoli cos’è allora?».
Napoli è una città che contiene almeno altre venti città dove i carabinieri sono stranieri, persone non grate, cittadini di un altro Stato senza visto d’ingresso.
L’appuntato ascolta il lungo rosario e annuisce, ogni tanto corregge, precisa, conosce a memoria quei nomi.
«Per voi ci sono solo Scampia e Secondigliano, da giovedì notte forse anche rione Traiano. Ma ci sono posti anche peggiori. C’è il rione Luzzatti a Gianturco, appena dietro il centro direzionale dove ci sono gli uffici della procura, c’è il rione Amicizia alla Doganella, che se entri con l’auto dopo puoi uscire solo in retromarcia. E poi il Bisignano a Barra, Pazzigno a San Giovanni a Teduccio. Ci andiamo qualche volta quando si fanno i pattuglioni, ma garantire una presenza costante è quasi impossibile. Non è paura, ma semplice buon senso. Pochi contro tanti, una questione di inferiorità numerica. E appena ti vedono non ti fanno certo le feste».
Anche un gesto normale come il racconto alle autorità di ciò che si è visto può essere letto come un segno di ostilità da chi è abituato a ricevere solo silenzi.
«Adesso che uno dei nostri ha fatto qualcosa di brutto, prendo atto della numerosa quantità di testimoni desiderosi di parlare e di essere utili alle indagini. Mi fa piacere. Spero che sia l’inizio di un nuovo corso. Ma temo che sia solo una parentesi dovuta a circostanze particolari».
Nel maggio di quest’anno l’appuntato era di pattuglia quando un pregiudicato venne ucciso a Pianura.
«Lo ammazzarono in mezzo alla strada, in pieno giorno, le sei di sera se ricordo bene. Ci mettemmo a chiedere alle persone nelle case di fronte, ai negozianti, ai passanti. Nessuno aveva visto nulla. Nessuno sapeva chi fosse quell’uomo, che poi scoprimmo residente nella stessa via del delitto. Questa è la regola. Con noi non parlano. Non si fidano. In certi quartieri non siamo noi gli interlocutori della gente, non siamo noi i tutori dell’ordine, i guardiani della loro tranquillità . Sono gli altri».
Marco Imarisio
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Settembre 5th, 2014 Riccardo Fucile
“CI SONO AGENTI CHE VIVONO IN AUTO PERCHE’ NON POSSONO PERMETTERSI UN AFFITTO E SPESSO DEVONO PAGARE DI TASCA LORO ANCHE I BLITZ. QUEI SOLDI LI RIVEDONO DOPO 18 MESI”
Uno stipendio da 1300 euro al mese dopo 15 anni di servizio. È questa la situazione in cui vive il 70 % dei poliziotti italiani.
Lo dice Felice Romano, segretario generale del Sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato (Siulp), che descrive una situazione di difficoltà per la maggior parte degli agenti: “I continui tagli alla spesa per il corpo di polizia -spiega — hanno fatto sì che non ci siano nemmeno più alloggi per chi vive fuori sede. Altri, invece, una casa ce l’avevano ma l’hanno persa perchè lo Stato ha smesso di pagare gli affitti e, con poco più di mille euro, è difficile mantenere una famiglia. Ci sono casi di colleghi costretti a dormire in auto, una situazione inaccettabile”.
Le forze dell’ordine che hanno visto prolungarsi il blocco degli stipendi fino al 2015 rappresentano, come scrive Il Sole 24 Ore, il 16,6% dei dipendenti pubblici.
Sarà il primo sciopero generale congiunto di Carabinieri e Polizia nella storia della Repubblica. Lo stop all’aumento dei salari fino al 2015 ha scatenato le proteste delle forze dell’ordine che non possono usufruire di scatti di stipendio dal 2010.
Le sigle sindacali si sono unite per protestare contro la decisione del Governo, con i segretari delle sigle sindacali riunite che hanno alzato la voce.
Luigi Angeletti, segretario generale della Uil intervenuto alla Festa del Pd di Bologna, ha definito lo Stato “il peggior datore di lavoro”.
Intanto, a Bologna alcuni sindacati hanno già indetto lo stop agli straordinari e Polizia, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco e Cocer (Consiglio centrale di rappresentanza) minacciano dure proteste.
Un’astensione dal servizio sembra improbabile, visto che militari e poliziotti rischiano provvedimenti pesanti con conseguenze penali.
Le manifestazioni, però, sono annunciate e le “divise” chiedono le dimissioni del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e di Angelino Alfano, ministro dell’Interno.
“A volte succede — continua Romano — che i poliziotti si trovino a dover fare un blitz o un intervento e non ci son o i soldi per permetterlo. In quel caso sono gli agenti che, di tasca loro, si pagano le spese di trasporto, vitto e, se serve, alloggio. Quei soldi verranno restituiti dopo 18 mesi, ma intanto i poliziotti pagano le tasse su quella parte di stipendio che, in realtà , è come se non riscuotessero”
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Agosto 6th, 2014 Riccardo Fucile
LA CONTROMISURA: L’ACCESS0 AI BINARI SOLTANTO A CHI HA IL BIGLIETTO
L’allarme arriva dai numeri: 1.437 i furti in stazione, 2.045 sui treni. Totale: 3.482 nei primi sette
mesi del 2014.
E poi 182 dipendenti di Fs aggrediti, 795 persone arrestate e 7.425 denunciate all’autorità giudiziaria.
Cifre tutto sommato contenute, quelle diffuse dalla Polfer, considerato che sono centinaia di migliaia ogni giorno, superando in alcuni casi il milione, i passeggeri che transitano nelle stazioni italiane.
«Quattrocentomila solo a Roma Termini», fa notare il direttore della protezione aziendale del gruppo Fs, Franco Fiumara.
«Ma ciò non vuol dire che il fenomeno debba essere sottovalutato» – prosegue, presentando la nuova campagna di prevenzione “Stai attento! Fai la differenza” -. Anche perchè a fronte di poche migliaia di reati predatori, la percezione da parte degli utenti è molto più rimarcata rispetto alla portata effettiva».
La Lombardia la fa da padrona: 495 furti in stazione, 597 a bordo.
In tutto 1.092, il 31,4% del totale nazionale.
Seguono il Lazio (231 e 243), la Toscana (163 e 250), l’Emilia-Romagna (134 e 236), il Piemonte-Valle d’Aosta (97 e 171) e la Liguria (110 e 102).
Cifre ben lontane da quelle della Sardegna (2 e 1), della Calabria (2 e 19) e della Sicilia (10 e 12).
Ciononostante, un’indagine di Fs su circa 12mila viaggiatori, rivela che il 78% considera il treno il mezzo di trasporto che dà maggior sicurezza.
«Anche se siamo in un periodo di spending review e di assenza di turn over — spiega il direttore del servizio di Polizia Ferroviaria, Claudio Caroselli — riusciamo ad assicurare una presenza visibile nelle stazioni e sui treni. A Roma Termini, come a Milano, operano ogni giorno 20-22 pattuglie, in uniforme e in abiti civili».
Se i furti sui treni si sono notevolmente ridotti, lo stesso non si può dire delle grandi stazioni. «Abbiamo proposto al ministero dell’Interno una modifica alla legge — rivela Caroselli — perchè, qualora una persona non osservi il foglio di via, dopo l’allontanamento dalle ferrovie, in caso di recidiva la sanzione non sia più amministrativa, ma penale».
E a proposito di sicurezza, molto ci si aspetta dalla prossima iniziativa di Fs.
Quella di consentire l’accesso ai binari ai soli passeggeri muniti di biglietto. «Un’iniziativa che riguarderà Termini, Firenze (teatro finora dell’unico caso di associazione a delinquere scoperto dalla Polfer, ndr), per proseguire con Milano e gli altri grandi scali», spiega Fiumara.
A Firenze, dove una sperimentazione in tal senso è stata già messa in pratica, i risultati sono stati stupefacenti.
«I proventi illeciti di ladri di bagagli e borseggiatori, che derivano principalmente dall’attività criminale posta in essere lungo i binari, ha subito un crollo dell’80-85% – fa notare Carosellli —. Ripulita l’area dei binari la stazione è diventata poco attrattiva per chi delinque».
L’ingresso all’area binari sarà filtrata da personale specializzato. Niente tornelli.
«Sono facilmente aggirabili – ha osservato Fiumara – e poi abbiamo 18 tipi di biglietti tra i quali quelli telematici, rischieremmo di bloccare la stazione».
Antonio Pitoni
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Marzo 24th, 2014 Riccardo Fucile
PER RISPARMIARE DEVASTANO LA POLIZIA…. SOLO IN PROVINCIA DI ROMA IN 70.000 SENZA PROTEZIONE
La mannaia continua a pendere sulla testa delle forze di polizia. Ma più che altro sui
portafogli di chi indossa una divisa e sulla sicurezza degli italiani.
I tagli del commissario Carlo Cottarelli questo potrebbero provocare: peggiorare la situazione di vivibilità del Belpaese, dove negli ultimi anni stanno aumentando reati, in maggior parte quelli predatori, dovuti, tra l’altro, alla crisi che ancora non è terminata.
E non si sa quando accadrà . E quindi, anche quando inizieranno a calare i reati su tutto il territorio italiano. E con queste previsioni la risposta è ancor più difficile da fare.
Ma se dovesse essere messa la firma definitiva sui tagli che sono stati proposti per le forze dell’ordine, la preoccupazione è che sarà dunque ancor più difficile dare una colpo di mannaia non agli stipendi di chi ci difende ogni giorno, ma alla criminalità .
In base a quanto stabilito nel documento che sta compilando il commissario nominato dal governo Letta, infatti, i tagli colpiranno, oltre all’Arma dei carabinieri e alla Guardia di Finanza, anche la Polizia di Stato.
L’intenzione infatti è quella di chiudere commissariati, sezioni di polizia trasformate a sottosezioni e alcune di queste ridotte a posto fisso: come dire che per i cittadini da quegli uffici non potranno più pretendere sicurezza.
E i tagli colpiranno tutto il territorio italiano, partendo dalla Capitale.
Qui chiuderanno dodici uffici, circa 400 in tutta Italia.
Tradotti, vuol dire un recupero di quasi 700 uomini, dei quali 300 nella Capitale, pari a quasi 600 milioni di spese che non uscirebbero più dalle tasche dell’Amministrazione.
Uguale: la sicurezza diminuisce.
Nella provincia di Roma, dunque, è annunciata la chiusura di tre commissariati: Frascati, Colleferro e Genzano. Non solo.
Anche del Reparto intervento polizia stradale Roma (Rips), della sottosezione polizia ferroviaria smistamento, del posto di polizia ferrovia Roma Trastevere, del posto di polizia ferroviaria Colleferro, della squadra nautica Anzio, della squadra nautica Civitavecchia, della squadra nautica Fiumicino, della squadra a cavallo Ostia e della squadra a cavallo Tor di Quinto.
Poi c’è l’aspetto invece delle demansioni: potrebbero essere declassate, infatti, in Posto la sottosezione di polizia ferroviaria di Fiumicino, dell’Ostiense e della Tiburtina. In pochi, invece, potrebbero ottenere risultati positivi: la polizia ferroviaria di Civitavecchia, da sottosezione a sezione e gli agenti della stazione Termini, presto sede di una nuova sezione.
Di fronte a tanti tagli, i sindacati di categoria stanno portando avanti trattative e hanno già incontrato i vertici del ministero dell’Interno non per impedire che avvengano questi cambiamenti, ma che almeno siano più contenuti rispetto a quanto sarebbe stato scritto nel documento del commissario Cottarelli.
E quindi la preoccupazione maggiore è l’abbassamento degli standard operativi delle forze dell’ordine e la conseguente «sconfitta» di fronte alla criminalità .
Ma c’è un altro aspetto che gli stessi uomini delle forze di polizia non digeriscono. E riguarda gli stipendi. E l’ennesima assurdità italiana.
Di che si tratta? Del blocco legato alle promozioni inserito nel decreto legislativo 78/2010.
Ma gli alti dirigenti del ministero dell’Interno, dal 2012, sarebbero riusciti ad aggirare la normativa con l’avallo dell’Ufficio centrale di bilancio del Ministero dell’economia di loro competenza.
L’aggiramento sarebbe potuto avvenire poichè hanno considerato gli avanzamenti di carriera una nomina e non una promozione come testualmente invece cita il decreto legislativo.
I colleghi con gli stessi gradi della Guardia di Finanza e dell’Arma dei carabinieri invece hanno il blocco poichè il loro Ufficio centrale di bilancio di riferimento ha stabilito la conferma della norma.
Il malumore, quindi, tra le diverse forze di polizia, non manca, tanto che molti la definiscono ingiustia.
Da una parte, dunque, ci sono gli alti dirigenti del Viminale che hanno ottenuto l’adeguamento dello stipendio con l’avanzamento di carriera a differenza di chi ricopre un ruolo inferiore, e dall’altra invece i pari grado delle Fiamme Gialle e dei carabinieri hanno ancora il blocco.
Augusto Parboni
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Marzo 24th, 2014 Riccardo Fucile
I TAGLI PREVISTI DAL GOVERNO LASCERANNO SCOPERTE INTERE AREE DEL PAESE
Ecco, città per città , tutti i tagli previsti dal commissario Carlo Cottarelli.
AGRIGENTO: un posto di polizia ferroviaria a Canicattì, una sezione polizia postale, e una squadra nautica. un posto polizia ferroviaria a Casale Monferrato, un posto polizia ferroviaria arquata scrivia, un posto polizia ferroviaria a Tortona e una sezione polizia postale ad Alessandria.
ANCONA: Un commissariato di polizia a Osimo, un posto polizia ferroviaria a Fabriano, un posto polizia ferroviaria a Falconara Marittima, una squadra nautica ad Ancona. Uffici di nuova istituzione: sezione Polizia Ferroviaria Ancona.
VAL D’AOSTA: settore polizia di frontiera terrestre ad Aosta. La sottosezione Polizia di Frontiera Terrestre c/o i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo sono trasformati in posti di Polizia alle dipendenze della Questura. Alla Questura sono attiribuite funzioni di Polizia di Frontiera
AREZZO: polizia ferroviaria S. Giovanni Valdarno, un posto polizia ferroviaria a Terontola, una sezione polizia postale ad Arezzo. Il posto di Polizia ferroviaria Arezzo viene elevato a sezione.
ASCOLI PICENO: Distaccamento polizia stradale ad Amandola, una sezione polizia postale ad Ascoli Piceno.
ASTI: una sezione polizia postale.
AVELLINO: un posto polizia ferroviaria, una sezione polizia postale.
BARI: una sottosezione polizia stradale a Barletta, una squadra nautica a Bari, una squadra sommozzatori a Bari, una squadra a cavallo a Bari. Istituzione della nuova sezione polizia ferroviaria Bari centrale. Il Compartimento Polizia Stradale per la Puglia assume anche la competenza del soppresso Compartimento Polizia Stradale per la Basilicata.
BELLUNO: un posto polizia ferroviaria a Calalzo, una sezione polizia postale a Belluno, una squadra a cavallo a Belluno.
BENEVENTO: Una sezione polizia postale.
BERGAMO: un commissariato di ps a Treviglio, una sezione polizia postale
BIELLA : una sezione polizia postale
BOLOGNA : un posto di polizia ferroviaria s. benedetto val di sambro, una squadra a cavallo. Uffici di nuova istituzione: sezione Polizia ferroviaria Bologna Centrale
BOLZANO : un commissariato di ps. bressanone , un distaccamento polizia stradale Merano, un posto polizia ferroviaria Brennero, un posto polizia ferroviaria a Fortezza, un posto polizia ferroviaria a Merano, un posto polizia ferroviaria a San Candido, una sezione polizia postale a Bolzano
BRESCIA: un distaccamento polizia stradale Iseo, distaccamento polizia stradale Salò, ufficio frontiera aerea Montichiari. Alla questura sono attribuite funzioni di polizia di frontiera aerea
BRINDISI: una sezione polizia postale brindisi, squadra nautica. La sottosezione polizia ferroviaria Brindisi è declassata a posto.
CAGLIARI : una squadra nautica. Il compartimento della polizia ferroviaria è declassata a sezione. Il compartimento di polizia ferroviaria Lazio con sede a Roma assume la competenza anche della Regione Sardegna.
CALTANISSETTA : posto di polizia ferroviaria Caltanissetta, squadra nautica.
CAMPOBASSO : distaccamento polizia stradale Larino, posto polizia ferroviaria.
CASERTA : posto polizia ferroviaria Cancello, sezione polizia postale Caserta, squadra nautica. La sottosezione polizia ferroviaria Caserta è elevata a sezione.
CATANIA : posto polizia ferroviaria Caltagirone, posto di polizia ferroviaria Catania Acquicella, squadra nautica Catania. La sezione polizia ferroviaria Catania è declassata a posto.
CATANZARO : il posto di polizia ferroviaria Lamezia Terme è elevato a sezione.
CHIETI : distaccamento polizia ferroviaria Ortona a Mare, sezione polizia ferroviaria Vasto, sezione polizia postale.
COMO : sezione polizia postale, squadra nautica. Il settore polizia di frontiera Ponte Chiasso è trasformato in commissaria di ps con attribuzioni di polizia di frontiera, di livello direttivo con organico ipotizzato di 72 unità .
COSENZA : posto di polizia ferroviaria, sezione polizia postale, squadra nautica (non operativa).
CREMONA: sezione polizia postale.
CROTONE posto polizia ferroviaria, sezione polizia postale, squadra nautica.
CUNEO : posto di polizia ferroviaria Brò, sezione polizia postale uffici trasformati. Il settore polizia di frontiera terrestre Limone Piemonte è trasformato in commissario di ps con attribuzioni di polizia di frontiera, di livello direttivo con organico ipotizzato di 36 unità .
ENNA: distaccamento polizia stradale Nicosia, sezione polizia postale.
FERRARA : sezione polizia postale, squadra nautica.
FIRENZE : posto polizia ferroviaria Pontassieve, squadra a cavallo uffici di nuova istituzione: sezione polizia ferroviaria S. Maria Novella. Il compartimento per la polizia stradale per la toscana assume anche la competenza del soppresso compartimento di polizia ferroviaria per l’Umbria.
FOGGIA : sezione polizia postale, squadra nautica (non operativa).
FROSINONE : sezione polizia postale accorpamenti: distaccamento polizia stradale Cassino è accorpato con la sottosezione autostradale Cassino. Il posto di polizia ferroviaria Cassino è elevato a sezione.
GENOVA: posto polizia ferroviaria Chiavari, posto polizia ferroviaria Ronco Scrivia, squadra nautica uffici declassati: la sottosezione polizia ferroviaria Genova Brignole è declassata in posto. La sottosezione polizia ferroviaria Genova Sampierdarena è declassata in posto.
GORIZIA : sezione polizia postale, settore polizia frontiera terrestre. Alla Questura sono attribuite le funzioni di polizia di frontiera.
GROSSETO sezione polizia postale, squadra nautica.
IMPERIA : distaccamento polizia stradale Sanremo, posto di polizia ferroviaria Imperia Oneglia, posto di polizia ferroviaria Sanremo, sezione polizia postale Imperia, squadra nautica Imperia. Il settore di polizia di frontiera terrestre Ventimiglia è accorpato al commissariato di ps con attribuzioni di polizia di frontiera, di livello direttivo e un organico ipotizzato di circa 104 unità .
ISERNIA : sezione polizia postale.
LA SPEZIA : posto polizia ferroviaria Sarzana, sezione polizia postale, ufficio frontiera marittima, squadra nautica, nucleo artificieri frontiera. Il posto di polizia ferroviaria La Spezia è elevato a sezione. Il centro nautico e sommozzatori diviene centro sommozzatori e viene declassato al livello direttivo. Alla Questura sono attribuite le funzioni di polizia di frontiera marittima. L’AQUILA : distaccamento polizia stradale Castel di Sangro, posto di polizia ferroviaria Sulmona.
LATINA : sezione polizia postale, squadra nautica.
LECCE : squadra nautica Gallipoli.
LIVORNO : distaccamento polizia stradale Portoferraio, posto polizia ferroviaria Campiglia Marittima, posto polizia ferroviaria San Marco, sezione polizia postale, sezione nautica, squdra nautica Piombino.
LUCCA : sezione polizia postale, squadra a cavallo Viareggio. Il distaccamento polizia stradale Viareggio è accorpato alla sottosezione autostradale Viareggio.
MASSA CARRARA: posto polizia ferroviaria, posto polizia ferroviaria Pantremoli, sezione polizia postale.
MACERATA : distaccamento polizia stradale Porto Recanati, sezione polizia postale.
MANTOVA : posto polizia ferroviaria Ostiglia, sezione polizia postale.
MATERA: posto polizia ferroviaria Metaponto, sezione polizia postale Metaponto.
MESSINA: posto polizia ferroviaria Barcellona Pozzo di Gotto, posto polizia ferroviaria Sant’Agata Militello, ufficio polizia di frontiera marittima, squadra nautica, nucleo artificieri uff. frontiera. Alla questura sono attribuite le funzioni di polizia di frontiera marittima.
MILANO : reparto intervento polizia stradale (r.i.p.s.), distaccamento polizia stradale Arcore. La sottosezione polizia ferroviaria Porta Garibaldi è declassata in posto, la sottosezione polizia ferroviaria Milano Bovisa è declassata in posto. Uffici di nuova istituzione: sezione polizia ferroviaria Milano Centrale e posto di polizia ferroviaria «rogareda». La 2° zona polizia di frontiera per la Lombardia assume competenza anche sulle regioni Liguria, Piemonte e Valle D’aosta.
MODENA : sezione polizia postale.
NAPOLI: reparto intervento polizia stradale (r.i.p.s.), sottosezione polizia ferroviaria Torre Annunziata, 6° zona polizia frontiera per la Campania, la Basilicata e la Calabria, squadra nautica, squadra sommozzatori, squdra a cavallo. Ufficio di frontiera aerea è accorpato all’ufficio frontiera marittima e assume la nuova denominazione di ufficio di polizia di frontiera marittima ed aerea. Il nucleo artificieri presso l’aeroporto è accorpato al nucleo artificieri presso il porto di Napoli.
NUORO : distaccamento polizia stradale Fonni, distaccamento polizia stradale Ottana, distaccamento polizia stradale Siniscola, posto polizia ferroviaria Macomer, sezione polizia postale.
ORISTANO : sezione polizia postale, squadra nautica.
PADOVA : sezione polizia postale.
PALERMO : posto di polizia ferroviaria Brancaccio, squadra nautica, squadra sommozzatori, squadra a cavallo. Il distaccamento polizia stradale Cefalù è accorpato alla sottosezione di Buonfarnello. L’ufficio frontiera aerea è accorpato all’ufficio frontiera marittima Palermo e assume la nuova denominazione di ufficio frontiera marittima e aerea.
PARMA: posto polizia ferroviaria Fornovo di Toro, sezione polizia postale, ufficio polizia frontiera aerea. Il posto di polizia ferroviaria è elevato a sezione. Alla questura sono attribuite le funzioni di polizia di frontiera aerea.
PAVIA : posto polizia ferroviaria Mortora, sezione polizia postale, squadra nautica. Il posto di polizia ferroviaria è elevato a sezione. La sottosezione polizia ferroviaria Voghera è declassato a posto.
PERUGIA : compartimento polizia stradale per l’Umbria. Il territorio di competenza del soppresso compartimento transita nellla giurisdizione del compartimento polizia stradale per la Toscana, con sede a Firenze. La sezione polizia stradale di Perugia è elevata a livello di primo dirigente.
PESARO : sezione polizia postale. Il distaccamento polizia stradale di Fano è accorpato con la sottosezione autostradale di Fano.
PESCARA : distaccamento polizia stradale Penne, ufficio frontiera marittima/aerea, squadra nautica. La sottosezione polizia ferroviaria è elevata a sezione. Alla Questura sono attribuite le funzioni di polizia di frontiera marittima e aerea.
PIACENZA : sezione polizia postale, squadra nautica (non operativa).
PISA: sezione polizia postale.
PISTOIA : commissariato ps Pescia, posto polizia ferroviaria, sezione polizia postale.
POTENZA : compartimento polizia stradale Basilicata. Il territorio di competenza del soppresso compartimento transita nella giurisdizione del compartimento polizia stradale della Puglia, con sede a Bari. In conseguenza della soppressione del compartimento, la sezione polizia stradale viene elevata a livello di primo dirigente.
PRATO: sezione polizia postale. La sottosezione polizia ferroviaria è declassata in posto.
RAGUSA : distaccamento polizia stradale Vittoria, posto polizia ferroviaria Vittoria, sezione polizia postale.
RAVENNA: distaccamento polizia stradale Faenza, distaccamento polizia stradale Lugo di Romagna, sezione polizia postale, squadra nautica.
REGGIO CALABRIA: posto di polizia ferroviaria Gioia Tauro, posto polizia ferroviaria Locri, ufficio polizia frontiera Marittima Gioia Tauro, squadra nautica Gioia Tauro. La sezione polizia ferroviaria Villa San Giovanni è declassata in posto. Al commissariato Gioia Tauro sono assegnate le funzioni di polizia di frontiera marittima.
REGGIO EMILIA : sezione polizia postale, squadra nautica (non operativa).
RIETI: sezione polizia postale.
RIMINI: sezione polizia postale, squadra nautica.
ROVIGO: commissariato ps Porto Tolle, sezione polizia postale, squadra nautica Porto Tolle.
SALERNO : posto di polizia ferroviaria Nocera Inferiore, posto di polizia ferroviaria Agropoli, squadra nautica. La sottosezione polizia ferroviaria è elevata a sezione.
SASSARI : distaccamento polizia stradale Tempio Pausania, posto polizia ferroviaria Chilivani, posto polizia ferroviaria Golfo Aranci, sezione polizia postale, squadra nautica Olbia, squadra nautica Palau, squadra nautica Porto Torres, squadra sommozzatori Olbia, scuola aperta per i servizi di polizia a cavallo delle forze di polizia ad ordinamento civile. La sottosezione polizia ferroviaria Sassari è declassata in posto. La sottosezione polizia ferroviaria Olbia è declassata in posto.
SAVONA: commissariato ps Alassio, distaccamento polizia stradale Finale Ligure, sezione polizia postale, uffico frontiera marittima, squadra nautica, distaccamento nautico Alassia, nucleo artificieri uff. frontiera. Il posto di polizia ferroviaria è elevato a sezione. Alla questura sono attribuite le funzioni di polizia di frontiera marittima.
SIENA : posto polizia ferroviaria, sezione polizia postale.
SIRACUSA: sezione polizia postale, squadra nautica Augusta, distaccamento nautico Augusta.
SONDRIO : posto di polizia ferooviaria, sezione polizia postale. Il settore polizia frontiera terrestre Tirano è trasformato in commissariato di ps, con attribuzioni di polizia di frontiera, di livello direttivo e un organico ipotizzato di 36 unità .
TARANTO: sezione polizia postale, squadra nautica.
TERAMO : posto polizia ferroviaria Giulianova, sezione polizia postale.
TERNI : posto polizia ferroviaria Orvieto, sezione polizia postale.
TORINO sottosezione polizia ferroviaria Orbassano, 1° zona di frontiera per il Piemonte, la Valle D’aosta e la Liguria, squadra a cavallo Torino. La sottosezione polizia ferroviaria Porta Susa è declassata in posto. Il settore polizia di frontiera terrestre Bardonecchia è trasformato in commissariato di ps, con attribuzioni di polizia di frontiera, di livello dirigenziale, e un organico ipotizzato di circa 80 unità . Il territorio di competenza della soppressa 1° zona di frontiera transita nella giurisdizione della 2° zona polizia di frontiera per la Lombardia, con sede a Milano.
TRAPANI : distaccamento polizia stradale Marsala, posto polizia ferroviaria Castelvetrano, sezione polizia postale, squadra nautica.
TRENTO: posto polizia ferroviaria Rovereto, squadra nautica Riva del Garda.
TREVISO : sezione polizia postale.
TRIESTE : commissariato ps Duino, sottosezione polizia ferroviaria Villa Opicina, settore polizia frontiera terrestre, squadra nautica. La sottosezione polizia frontiera terrestre Fernetti, Rabuiese e Villa Opicinasono trasformati in posti di polizia alle dipendenze della Questura.
UDINE : commissariato ps Tolmezzo, sezione polizia postale, posto polizia ferroviaria Cervignano, posto polizia ferroviaria Tarvisio.
VARESE : sezione polizia postale, posto polizia ferroviaria Luino.
VENEZIA : distaccamento polizia stradale Portogruaro, posto polizia ferroviaria Portogruaro, squadra nautica.
VERCELLI : posto polizia ferroviaria Santhia, sezione polizia postale.
VERONA : sottosezione polizia ferroviaria Porta Vescovo, posto polizia ferroviaria Legnano, sezione polizia postale, squadra nautica lacuale Peschiera del Garda.
VICENZA : sezione polizia postale.
VITERBO: posto di polizia ferroviaria, sezione polizia postale.
(da “il Tempo”)
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Marzo 24th, 2014 Riccardo Fucile
CASERME, STIPENDI, UOMINI E MEZZI: ECCO I DATI CHOC
Duramente «colpiti», ridimensionati, quasi privati della capacità di reazione. 
La «mannaia» di Carlo Cottarelli, il commissario alla revisione della spesa, sta per abbattersi sull’Arma dei carabinieri dopo anni di «tagli decimanti» che già hanno piegato la «spina dorsale» della Benemerita.
Con la prospettata spending review ad avere la peggio potrebbe essere, come pare inevitabile, la sicurezza dei cittadini.
È quanto emerge da uno studio interno elaborato dal Cocer dell’Arma, «disarmata» nell’attesa degli ulteriori «tagli» che non tengono conto della straordinaria e inveasiva opera di razionalizzazione già messa in campo in questi anni dalla Benemerita.
Numeri e cifre di quanto già fatto; ricadute e conseguenze che rischiano di abbattersi sulle nostre «divise», quelle che al loro interno annoverano anche il nome di Giuseppe Giangrande, il brigadiere ferito proprio davanti l’ufficio di Palazzo Chigi che ha dato mandato a Cottarelli di trovare 7 miliardi di euro.
Eppure l’Arma, che ogni giorno rischia la vita dei suoi uomini, ha già dato, è già venuta incontro alle esigenze di «cassa» dei governi che si sono succeduti.
INTERVENTI GIà€ EFFETTUATI
A causa delle varie leggi finanziarie susseguitesi negli anni, i carabinieri sono stati «costretti» a rivedere la propria organizzazione, «intingendo» nella carne viva di ogni singolo militare, a chiudere uffici, eliminare auto, elicotteri, navi.
Perchè quando si parla di riformare stazioni e tenenze, è di questo che si tratta: «colpire» un uomo un divisa che si sveglia ogni mattina per proteggere lo Stato e i cittadini.
Dal 2001, ad esempio, esiste il Centro Nazionale Amministrativo, creato allo scopo di ricondurre ad un’unica unità organizzativa tutte le attività di gestione di stipendi, pensioni, documentazione matricolare e assistenza fiscale.
Un lavoro «amministrativo» che prima era portato a termine da 1.300 militari, dislocati sul territorio nazionale, e che oggi viene svolto da poco più di 300 uomini.
Gli «sforzi» dell’Arma, a cui ora si chiede inspiegabilmente di più, sono stati rivolti anche alla cosiddetta «Organizzazione Centrale-Comando Generale Roma», con la soppressione, nel triennio 2009/2012, di ben 266 posizioni d’impiego.
Avete letto bene: 266, non una o due. Non è stato nemmeno possibile «proteggere» l’organizzazione addestrativa della Benemerita: sono infatti state soppresse due Scuole Allievi di Fossano (Cn) e Benevento, che hanno significato il recupero complessivo di 486 unità organiche.
La «carneficina» non finisce qui. Inevitabile è stato anche «toccare» l’organizzazione Mobile e Speciale, con la soppressione dei servizi amministrativi dei reggimenti e battaglioni, le cui funzioni sono state assorbite dai servizi amministrativi dei comandi Legioni, consentendo il recupero di 1.014 uomini.
E poi anche la soppressione dei Raggruppamenti Tecnico Logistico Amministrativi dei Comandi Interregionali, che ha permesso il recupero di 1.083 unità .
Di più, obiettivamente, è impossibile fare
VIA AUTO, AEREI, NAVI, ARTIFICIERI, ELICOTTERI
L’Arma, dunque, ha subìto colpi micidiali, colpi da cui, a bocce ferme, sarà difficile riprendersi, soprattutto se si pensa al resto: 178 unità e 51 elicotteri recuperati nel servizio aereo; 234 unità e144 mezzi nel servizio navale (con la relativa chiusura di 82 siti); 49 unità recuperate nel 2012 sul reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica e Reggimento Corazzieri; dai nuclei cinofili altre 87, con la riduzione dei presidi a 21; è poi 55 unità dai Comandi Artificieri, 107 tra i tiratori scelti e 60 nell’ambito dei subacquei.
STAZIONI CHIUSE, COMPAGNIE A RISCHIO
I cittadini hanno potuto assistere alla «sparizione» delle stazioni dei carabinieri, perdendo un punto di riferimento imprenscindibile, una garanzia di protezione e «sicurezza», un «alleato» fidato e sempre presente.
Sono state accorpate 31 stazioni. Per quattro di esse è già pervenuto l’assenso del ministero della Difesa e si procederà all’accorpamento. Per altre cinque è stato richiesto l’assenso ministeriale.
La «mannaia» rischia inevitabilmente di abbattersi anche su altre 32, sulle quali sono in corso di ulteriori approfondimenti. Sono stati, inoltre, soppressi due presidi presso scali ferroviari e aeroportuali, mentre sei compagnie sono state rimodulate in tenenze.
Infine un’altra compagnia è stata soppressa e le competenze sono state trasferite a quella confinante.
Dovrebbe bastare per convincere Cottarelli a rivedere i suoi piani, convincerlo che «tagliare» ancora le «divise» è un non sense, un boomerang, illogico.
Nell’ambito di un tavolo tecnico presso il dipartimento della polizia di stato si è anche agito verso un’ulteriore razionalizzazione con altri interventi che penetrano nella vita dei militari e conseguentemente dei cittadini.
L’attenzione è stata posta su 228 Comuni, e sono stati individuati 45 centri su cui fondare la riorganizzazione della sicurezza. Più esattamente sono state soppresse sei compagnie, altre tre sono state spostate, avendo come fine l’accorpamento di 9 stazioni.
In pochi dei comuni individuati la situazione e rimasta invariata.
Interventi «massacranti» per la Benemerita, che consentirebbero sì di recuperare 276 «posizioni di impiego», ma a che prezzo?
GAZZELLE SPARITE E SICUREZZA A RISCHIO
Eppure è chiaro, assodato, accertato, che ogni volta che da un paese o quartiere sparisce una caserma, la «gazzella» non si vede più e al numero di telefono memorizzato da decenni (il 112) non risponde più nessuno, gli effetti sulla comunità sono pessimi.
Lo dimostrano le indagini demoscopiche, che provano come gli italiani ripongano la loro fiducia proprio negli uomini in divisa.
Il loro gradimento verso i carabinieri e tutte le forze di polizia è sempre alto. Ed è quasi un mistero il come riescano ancora ad agire e svolgere il proprio lavoro, nonostante da sette anni i loro bilanci si siano drasticamente assottigliati.
Allora c’è da chiedersi: come può uno Stato ordinare una sicurezza più oculata sul territorio e allo stesso stesso tempo tagliare le risorse economiche per attuarla?
UMILIATI E OFFESI, DIVISE A META’ STIPENDIO
La spending review ha creato fra gli uomini dell’Arma scoraggiamento e sofferenze.
Negli ultimi anni leggi e decreti si sono abbattiti sulla Benemerita, mese dopo mese, anno dopo anno, sfiancando chi nell’Arma c’è da decenni e chi c’ha appena messo piede.
E se nonostante ciò i carabinieri continuano a servire lo Stato fedelmente e proteggere i cittadini, dall’altro non si può far finta di non vedere che vengono trattati come gli «altri» dipendenti pubblici ignorando la loro specificità , che viene così calpestata, sminuita, messa in secondo piano.
Cos’è infatti, se non questo, il blocco degli aumenti stipendiali, quello dei contratti, l’accorpamento del contratto normo-economico triennale, il blocco degli avanzamenti nel grado, quello su alcune indennità come l’assegno di funzione, la rivisitazione del sistema pensionistico, il blocco ormai infinito della previdenza complementare.
E il protrarsi anche nel 2014 del blocco delle retribuzioni relative alle promozioni e agli automatismi stipendiali, non può non alimentare un disagio palpabile, crescente, a volte ingestibile.
Se solo le Istituzioni dessero un segnale di considerazione in questo ambito, di certo ciò rappresenterebbe un passo concreto verso il riconoscimento di quella «specificità » sostanzialmente messa da parte.
RAZIONALIZZAZION DEI COMANDI
Lo Stato ha dunque abbandonato i «suoi» carabinieri?
Ha lasciato al loro destino quei servitori che «nei secoli» hanno dato e danno la vita per gli altri? Lo Stato dimentica che quegli stessi carabinieri hanno moltiplicato i loro sforzi con la inevitabile conseguenza di aver dovuto accantonare, trascurare, le loro famiglie per dedicarsi alla sicurezza dei cittadini?
Lo Stato non sa che i carabinieri sempre più spesso si separano dalle proprie mogli e che molti di loro si suicidano, come dimostrano i numeri?
È solo un dato statistico o non è un segnale drammatico di scelte sbagliate?
Oggi un carabiniere non finisce più la carriera nell’Ufficio/Comando che ha contribuito a far crescere; non ha certezze sulla pensione (chi va in pensione in questo momento storico subirà un notevole danno economico); non si vede riconosciuta la previdenza complementare; si vede congelati gli aumenti stipendiali, l’avanzamento nel grado, l’assegno di funzione; assiste al mancato riordino dei gradi che preclude la speranza di carriera e nemmeno al rinnovo dei contratti; non si vede più affiancato da carabinieri giovani a causa del blocco delle assunzioni.
È troppo. A causa del blocco parziale del turn over, la forza effettiva dell’Arma registra un deficit organico di 12.600 unità a fronte di una forza prevista dalle leggi di 117.920 unità .
Luca Rocca
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Marzo 24th, 2014 Riccardo Fucile
ECCO I CONTI SBALLATI DEL GOVERNO. GUARDIA DI FINANZA IN GINOCCHIO
Il taglio alla spesa pubblica rischia di essere un bluff, un grosso favore agli evasori fiscali.
Un dossier riservato della Guardia di finanza lancia l’allarme sul piano previsto dal signore dei conti Carlo Cottarelli.
Il testo che circola nelle segrete stanze del Parlamento porta la firma del Comitato centrale di rappresentanza, il Cocer delle Fiamme gialle che ha fatto le pulci a chi sta per usare le forbici col bilancio dello Stato.
Il senso del documento è esplosivo, solleva un giallo amministrativo.
Il commissario è al corrente solo di una parte dei risparmi già fatti, ma non li conosce tutti. La Finanza invece ha stretto la cinghia da un pezzo.
CHIUSI 72 REPARTI
Lo spiegano gli uffici della Gdf: «Tagli alla logistica nel suo complesso (le infrastrutture, la motorizzazione, il comparto aeronavale, l’informatica, la telematica e altri), al settore del reclutamento e dell’addestramento, del commissariato (vitto, vestiario, spese di pulizia, spese postali) e dell’armamento.
Nel comparto delle infrastrutture è stato dato ulteriore impulso alle attività di riallocazione delle caserme (da immobili non di proprietà ad immobili demaniali) e optando per quelle soluzioni che hanno permesso di concentrare più reparti presso la stessa sede, con la soppressione – nel periodo che va dal 2009 al 2013 – di ben 72 Reparti e l’adozione di oltre 1000 ulteriori minori misure ordinative, che hanno consentito di recuperare personale per circa 900 unità .
Il Corpo è riuscito a mantenere un soddisfacente livello di operatività pur in presenza di un decremento delle risorse stanziate per il funzionamento, le quali hanno subìto una riduzione dal 2009 al 2013 di circa il 21%».
I SOLDI FANTASMA
Perchè il ministero di Economia e finanza ha nascosto i sacrifici fatti, il risparmio di un miliardo di euro in tre anni, perchè ha presentato tabelle incomplete sulla cura imposta dalla legge triennale 78 del 2010 voluta dal ministro Tremonti e prorogata di una anno dal premier Gianni Letta? Erano tagli una tantum , da fare una volta sola.
Poi la rivelazione choc della Finanza: le ripercussioni di questo inghippo tra palazzi del potere potrebbero essere ben più gravi.
Le forze di polizia hanno già pagato un conto di circa un miliardo di euro ma è stato omesso, non è stato scritto, quindi gli onorevoli non sanno che giro di vite stanno per approvare e possono essere ingannati sull’impatto vero che avrà la presunta miracolosa cura dimagrante di cui straparla il governo, qualche giorno presentata dal commissario sotto forma di slide-spot.
Il testo delle Fiamme gialle è preciso.
Nello specifico, l’elenco dei tagli spiegato nella relazione dei tecnici del Mef si basa sui risparmi nel comparto pubblico (comprese le forze di polizia) derivati dalla legge Tremonti, frutto dei sei punti indicati nella tabella fantasma che Cottarelli non avrebbe mai avuto sotto al naso.
E cioè: un miliardo e 304 milioni di euro nel 2014, dando anche le proiezioni degli altri dati che si otterrebbero se il giro di vite continuasse nel 2015 e anche l’anno dopo.
Però lo scandalo non sarebbe per le cifre scritte, ma per quelle che non compaiono. Gli interventi menzionati e già rispettati sono: blocco di un anno delle disposizioni limitative delle assunzioni.
PROMOZIONI MAI PAGATE
La Guardia di finanza è esente: il suo turn over avviene ogni anno in una misura che oscilla dal 20 al 40% delle forze che vanno in pensione tra i circa 58 mila uomini in organico.
Seconda voce: blocco delle indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2013-2014, periodo durante il quale ai dipendenti si applica la norma di lavoro vecchia e non quella rinnovata.
Qui rientrano i magistrati e i dirigenti (da colonnello in su).
Il sesto punto riguarda il personale scolastico e il quarto i contratti di collaborazione, per esempio di chi segue i ministri.
Il trucco contabile sta nel terzo e quarto criterio stabilito dalla norma. Cioè: «Blocco dei meccanismi di adeguamento automatico per l’anno 2014» e «blocco anche per l’anno 2014 degli automatismi stipendiali per l’anzianità del personale in regime di diritto pubblico».
In soldi, rispettivamente: 107 milioni di tagli alla prima voce e 53 alla seconda.
E allora, cosa c’è che non va? Secondo il Cocer, dal diligente computo riepilogato dal ministero è sparito il grosso, non si vede la mano che lo Stato ha messo nella tasca degli operatori di polizia, il denaro che i finanzieri (e i colleghi delle altre forze dell’ordine) non hanno mai incassato perchè così voleva la legge 78: nonostante botte e insulti che si prendono in strada durante le manifestazioni.
Andando sul pratico, sono scomparse le promozioni mai pagate.
Il militare è passato di grado (da maresciallo capo a maresciallo maggiore, da capitano a maggiore) però non ha avuto gli euro di aumento che gli spettavano.
Come a dire, il “baffo” sulla divisa dà più prestigio, ma lo stipendio resta sempre sgonfio. E il danno ecomico è parecchio.
IL TESORETTO CHE MANCA
È così che si arriva al miliardo mancante. Nel suo documento il Cocer va giù duro: «Si è così accumulato e si sta accumulando un tesoretto a scapito delle retribuzioni del comparto».
Per farsi un’idea, mediamente un maresciallo guadagna 1.700 euro lordi mensili, oltre 2.000 un capitano e un generale 110 mila euro lordi annui, ai quali va tolto il 40% di tasse.
Per questi ultimi la voce citata dal commissario vale 12-13 mila euro l’anno di aumento che non si percepiscono più.
Invece, in proporzione per gli altri militari la fregatura è ancora più pesante. Per loro lo scatto di anzianità non avviene ogni due anni, come ogni dipendente pubblico, ma dopo 13: ammonta a 150 euro il primo, a circa 40 il secondo e altri quaranta il terzo.
Per tre anni il piano Tremonti-Letta ha stoppato tutto. Ha bruciato anche gli arretrati: chi aveva il diritto di prenderli non li avrà mai. E ora c’è anche il rischio che Cottarelli voglia fare altrettanto con «processi di efficientamento della spesa orientati alla spending review».
Nelle sue mire il commissario annuncia e non spiega «processi di efficientamento» per 2,7 miliardi di euro che si stanno per abbattere sul comparto delle forze dell’ordine.
IL GIRO DI VITE
Gli effetti potrebbero essere esattamente opposti. Si spuntano le unghie a chi controlla i furbetti di Stato e non paga le tasse, a chi mette sotto indagine gli spendaccioni delle Regioni, chi fa il “maiale” alle feste private, il consigliere provinciale che tra le spese politiche mette l’acquisto di un vibratore, di un giocattolo sessuale.
In pratica, si fa un grosso favore a chi se ne frega del Fisco e soprattutto si rischia la beffa: impedire che si verifichi la spending review, non si mettono i finanzieri nelle condizioni di accertare se la revisione dei conti sia stata ben fatta ed eseguita davvero.
Fabio Di Chio
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