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GLI ESPERTI: “SI E’ SVEGLIATA UNA NUOVA FAGLIA DOPO AMATRICE”

Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile

DA TOZZI A BOSCHI: SUPERFICIE DI FRATTURA DIVERSA DA QUELLA DEL 24 AGOSTO

Il terremoto che ha colpito il Centro Italia, con tre forti scosse e una scia di almeno 60 episodi sismici, ha avuto origine da una nuova faglia rispetto a quella da cui è scaturito il sisma che ha colpito Amatrice e dintorni lo scorso 24 agosto.
Lo mettono in evidenza numerosi esperti, come il sismologo Enzo Boschi
Scrive Boschi sul Messaggero
“Le scosse di magnitudo 5.4 e 5.9 di ieri, infatti, sono sicuramente da considerare una continuazione dinamica di quanto è avvenuto il 24 agosto. La zona sismogenetica è sempre la stessa. Diversa è la superficie di frattura che costituisce il meccanismo del terremoto. Quindi è una nuova faglia che si è attivata sollecitata dalla ridistribuzione della deformazione conseguente al terremoto di Amatrice”.
Di una nuova faglia “finora dormiente” parla anche il geologo Mario Tozzi su La Stampa
“La scossa che è arrivata in serata sembra togliere ogni dubbio: probabilmente si tratta di una nuova struttura, cioè l’attivazione di una faglia finora dormiente. Nel caso dell’attivazione di un’altra faglia la situazione può comportare anche ulteriori eventi di magnitudo paragonabile a quel 5,4 Richter calcolato per la prima scossa. O anche di maggiore entità ”
Anche Paolo Messina, direttore dell’Istituto di geologia ambientale e bioingegneria del Cnr, parla a La Stampa di un “nuovo terremoto”.
“La prima impressione è che ci troviamo di fronte a un nuovo terremoto che si è articolato con una coppia sismica cioè una scossa forte e una successiva, ancora più forte, nella stessa zona o zona contigua: è un meccanismo tipico dei terremoti dell’Appennino. Mi sembra che ci troviamo di fronte alla stessa faglia che si sviluppa lungo un’altra direttrice rispetto al terremoto di agosto”.

(da “Huffingtnopost”)

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TERREMOTO, NOTTE DI PAURA, MIGLIAIA DI SFOLLATI

Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile

LA PROTEZIONE CIVILE STIMA CIRCA 3.000 PERSONE COINVOLTE, DANNI INGENTI, NESSUNA VITTIMA

Notte di pioggia e di paura in Umbria e Marche, piombate nuovamente nell’incubo del terremoto con due scosse forti, una terza di poco più debole e decine di sommovimenti di assestamento più lievi che non hanno dato tregua.
Una notte lunghissima per le migliaia di sfollati che si sono messi al riparo nelle strutture di accoglienza, in tenda, nei prefabbricati del sisma del ’97, in alloggi di fortuna o a bordo delle automobili. Ieri, dopo la prima scossa di magnitudo 5.4 delle 19.10, in pochi sono rimasti a casa, quasi tutti si sono spinti in strada, e questo forse ha salvato alcune vittime dalla seconda forte scossa del 5.9, alle 21.18.
Stessa situazione alle 23.42, quando c’è stata una terza scossa, del 4.6. Sono state almeno 200 le repliche dopo la prima scossa.
“Abbiamo qualcosa come due o tremila sfollati, e temo molte più abitazioni inagibili di quelle censite dopo il sisma del 24 agosto” dice all’Ansa il dirigente della Protezione civile marchigiana Cesare Spuri.
“Fra il gran numero di persone che la notte scorsa ha dormito fuori casa penso ci siano più famiglie con la casa inagibile che sfollati per paura. Dobbiamo capire quali sono le soluzioni alternative per ospitarle, e non credo di possa far ricorso alle tendopoli con l’arrivo dell’inverno”.
Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il presidente delle Marche Luca Ceriscioli stanno effettuando i sopralluoghi nei centri più colpiti dal terremoto.
L’ obiettivo è fare un punto della situazione con i sindaci e i cittadini e individuare al più presto le soluzioni più idonee per l’assistenza alla popolazione: è impensabile, infatti, che si possa prevedere un lungo periodo nelle tende, visto che tutti i Comuni sono in zona di montagna, dove le temperature possono facilmente scendere sotto lo zero.
Le situazioni di maggiore difficoltà , mentre sono tuttora in corso i sopralluoghi, sono a Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Muccia, Pieve Torina, San Ginesio, Camerino, Caldarola, in pratica tutti i comuni dell’area epicentrale, dove, rileva la Protezione Civile, si sono avuti nuovi crolli, di edifici che erano agibili prima delle potenti scosse di ieri.
“Il centro di Visso – esemplifica il capo della Protezione civile – non può accogliere più nessuno”.
Crolli vengono segnalati ovunque: a Caldarola è venuto giù il portale di una chiesa, ma anche ad Amandola, nel Fermano, è crollato il timpano della chiesa del Convento delle suore benedettine.
Desta poi preoccupazione la frana che isola la frezione di Peracchia, ad Acquasanta Terme. I vigili del fuoco stanno cercando di raggiungere le persone rimaste isolate, fra cui il vice sindaco di Acquasanta Gigi Capriotti. Quanto alla Salaria, sarà  riaperta domani.
CAMERINO.
“E’ una situazione drammatica, fortunatamente non abbiamo vittime ma il centro storico è stato dichiarato zona rossa, gli sfollati sono molte centinaia” riferisce il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui.
Nella notte è stato evacuato anche il carcere e una quarantina di detenuti sono stati trasferiti nel penitenziario romani di Rebibbia.
Il sindaco fa un primo bilancio dei danni, che sono ingenti: “Il centro storico è distrutto, non è raso al suolo ma ci sono stati alcuni crolli. Tutti gli edifici hanno lesioni importantissime.
Siamo in grande difficoltà  – conclude Pasqui – stiamo cercando di organizzare le prossime ore”. C’è sollievo per le tante vite messe in salvo, ma resta lo sconforto per la perdita di numerosi edifici storici e luoghi di culto restaurati dopo il sisma del 1997. Molti sono rimasti lesionati gravemente, se non crollati, come il campanile del Santuario di Santa Maria in Via, risparmiato dal terremoto dello scorso 24 agosto, che pure qui si era sentito forte. Stavolta la scossa tremenda delle 21.18 lo ha sbriciolato, facendolo venire giù come un biscotto.
Cadendo, la torre campanaria del Santuario ha spaccato in due la palazzina di fronte, fortunatamente vuota, esplodendo in una gragnola di granito e mattoni. Secoli di storia ridotti in polvere in un attimo.
VISSO.
La sola Visso conta tra i 600 e gli 800 sfollati per le scosse di ieri, secondo un primo bilancio fatto dal sindaco, Giuliano Passaglini.
“Due terzi del patrimonio immobiliare è inagibile” aggiunge. La notte è passata in auto o nei prefabbricati costruiti per il sisma del 1997. Anziani, donne e bambini sono stati ospitati per la notte nel centro della Croce Rossa, che riutilizza i prefabbricati costruiti come scuole dopo il terremoto del 1997.
Oltre alle brande per dormire, è stata allestita una cucina da campo che ha dato bevande calde e cibo per tutta la notte. Davanti al centro di soccorso è stato utilizzato come dormitorio anche un altro capannone di legno, ma sono stati in molti quelli che non hanno dormito per la paura.
CASTELSANTANGELO
“Aspettiamo che dio si calmi”, dice all’Ansa il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci. “Ho visto crolli, il centro storico è immerso in una nuvola di polvere e ci sono danni anche nelle frazioni”.
La notte, prosegue il primo cittadino, “è passata nel silenzio più assordante”, molti degli sfollati in macchina, “è un continuo sciame sismico, sembra un temporale, è il classico ululato del terremoto che qui in montagna terrorizza”. Castelsantangelo “non è raggiungibile. Ci sono massi enormi ai lati della carreggiata, si viaggia con cautela. Purtroppo la montagna si è mossa, si è mossa tanto”.
USSITA
“E’ stato un terremoto fortissimo, apocalittico, la gente urlava per strada”, racconta il sindaco di Ussita Marco Rinaldi. “Il nostro paese è finito. Sono crollati tratti delle mura di cinta, abbiamo crolli diffusi in tutto il territorio e alcune frazioni isolate, che non riusciamo a raggiungere”.
A Ussita non ci sono vittime ma “penso che almeno l’80% degli edifici sia stato colpito, aspettiamo la luce per capire cosa è successo davvero” ha aggiunto al Giornale Radio Rai. Particolarmente difficile è avere notizia dalle frazioni, alcune delle quali lontane dal comune vero e proprio.
Ussita ha un’organizzazione urbanistica molto particolare, con case “spalmate su un territorio di montagna”, e questo rende difficile muoversi da una frazione all’altra. Nonostante questo, “nel giro di un’ora, ieri, è arrivata la protezione civile, l’organizzazione è encomiabile, di questo dobbiamo rendere atto”, ha concluso il primo cittadino.
PRECI
“Danni aggravati”, ma nessuna vittima. Il sindaco di Preci Pietro Bellini parla di “notte da incubo” e ringrazia la Protezione Civile per i soccorsi.
“Qui siamo in montagna, non è possibile pensare di usare le tende” prosegue il primo cittadino a Sky Tg24.

(da “Huffingtonpost”)

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TERREMOTO, FORTI SCOSSE IN CENTRO ITALIA, LA PRIMA DI MAGNITUDO 5,4, LA SECONDA DI 5,9

Ottobre 26th, 2016 Riccardo Fucile

EPICENTRO A VISSO (MACERATA)… “EVENTO LEGATO A QUELLO DI AMATRICE, SI E’ ATTIVATA UNA NUOVA FAGLIA”… PER ORA DUE FERITI, MOLTI CROLLI

Alle 19,11 la prima scossa di terremoto, di magnitudo 5.4 della scala Richter, a 9 chilometri di profondità , con epicentro nella provincia di Macerata, tra Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita (dove sono crollate alcune case), e Preci.
È stata avvertita a Roma, L’Aquila, Perugia, e Terni, ma anche in Friuli e in Veneto.
La seconda scossa. Alle 21,18, la seconda scossa di terremoto, ancora più forte, di magnitudo 5.9.Il bilancio: due feriti.
Sono stati registrati crolli in molte zone, ma il bilancio – lo ha annunciato ufficialmente il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio – è di due feriti (due persone di Visso, ricoverate in ospedale in codice giallo).
Interrotta la strada Valnerina per Visso, e chiusa la Salaria all’altezza di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) dove si erano registrati importanti movimenti franosi già  con il sisma del 24 agosto scorso.
Scuole chiuse. Per veriricare le condizioni strutturali degli edifici scolastici, saranno chiuse domani le scuole a Macerata, L’Aquila, Camerino, Assisi, Bastia Umbra, Terni, Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, Teramo, Castelli.
“La situazione più critica è a Castelsantangelo sul Nera, dove manca la corrente elettrica. Abbiamo inviato sul posto torri-faro e uomini”, ha fatto sapere il capo della Protezione civile regionale delle Marche, Cesare Spuri. Alcuni crolli, conferma Spuri, sono segnalati a Visso. Aperti i Centri operativi comunali e la Sala operativa integrata provinciale.
Poco dopo la prima scossa si era diffusa la notizia – poi smentita – che ci fossero delle vittime. Anche i carabinieri hanno confermato che non risultano morti e feriti gravi.
Renzi aggiornato. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di rientro a Roma dalla Campania, è in contatto con Curcio. A causa del sisma, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, Matteo Renzi ha deciso di non partecipare alla puntata di Matrix di questa sera.
(Numeri utili.   Protezione Civile 800.840.840. Sala operativa RegioneLazio 803.555)
A seguito della forte scossa di terremoto che ha colpito l’Italia centrale, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sta seguendo da circa un’ora la situazione dalla sala operativa dei vigili del fuoco al Viminale.
Altre scosse. Dopo la più forte, altre scosse sono state registrate: alle 19,55 con una di magnitudo 3.0 e alle 20,39 con magnitudo 3.4.
Grande paura. Castelsantangelo sul Nera, il paese più vicino all’epicentro (comune di 318 abitanti della provincia di Macerata), Visso (circa 1.200 abitanti a 50 km da Macerata, sui monti Sibillini) dove sono avvenuti alcuni crolli, Ussita e Preci sono i comuni nell’epicentro del terremoto.
“Ci sono crolli, non abbiamo notizie di vittime, ma siamo al buio e sotto un diluvio, aspettiamo che la Protezione civile ci pori delle torri-faro”, ha detto il sindaco di Castelsantangelo sul Nera (Macerata), Mauro Falcucci, che sta cercando di coordinare i soccorsi.
“Siamo per strada, davanti al comune”, ha aggiunto il primo cittadino del luogo più vicino all’epicentro del sisma. La Protezione civile delle Marche sta mandando a Castelsantangelo sul Nera delle torri-faro.
Squadre di soccorso nelle zone isolate.
Alcune squadre di soccorso sono partite in direzione di alcune frazioni dei comuni dell’area dell’epicentro che risultano isolate.
A Ussita, oltre al terremoto, i cittadini devono fare i conti anche con una pioggia torrenziale.
“Stiamo facendo il giro delle frazioni – racconta il sindaco Marco Rinaldi – , c’è un diluvio, abbiamo una bomba d’acqua, come se non bastasse il terremoto”. Per il primo cittadino la nuova scossa di terremoto “ha provocato crolli diffusi aggravando la situazione degli immobili già  inagibili per il terremoto del 24 agosto. Siamo riusciti a ripristinare l’energia elettrica”. Poche settimane dopo avere tolto le tende, molti cittadini di Ussita si stanno preparando a trascorrere la notte all’aperto, altri hanno alloggi temporanei e stanno attrezzando dei punti di raccolta.
Sisma avvertito in tutto in Centro Italia.
Il sisma ha scosso tutte le Marche, dalle zone terremotate dal sisma di agosto dell’Ascolano ad Ancona, a Fabriano e Pesaro. Molte persone sono uscite di casa spaventate. Tantissime le chiamate ai vigili del fuoco. Il sisma è stato nettamente avvertito a Firenze e Arezzo. Ma anche a Napoli. Lo scrivono gli utenti sulla pagina Facebook “Terremoto In Tempo Reale”.
Scene di panico a Visso. A Visso ci sono state scene di panico e crisi di pianto tra la gente che è fuggita dalle case. La popolazione, già  provata da giorni di continue scosse, si è riversata nella piazza principale sfidando i cornicioni che crollavano. “Le pareti mi sono venute addosso” racconta una donna appena fuggita dal suo studio di geometra nel centro di Visso. “Ho sentito venire giù tutti gli oggetti e i libri dagli scaffali. Sono fuggita per le scale e fuori tutto era polvere. La gente gridava”.
Linee elettriche saltate nelle Marche.
Protezione civile: “Chiuderemo Salaria”. Nella zona dell’epicentro sono saltate le linee elettriche. “Stiamo ancora valutando la situazione con l’Anas, ma chiuderemo la strada Salaria all’altezza di Arquata del Tronto”, ha detto il dirigente della Protezione civile regionale. E, infatti, l’Anas ha chiuso temporaneamente la strada Salaria all’altezza di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) dove si erano registrati importanti movimenti franosi già  con il sisma del 24 agosto scorso. Dopo la scossa un grosso masso si è staccato dalla parete rocciosa sovrastante, provocando un incidente stradale all’altezza del km 149+200.
Treni fermi per verifiche. I gestori della viabilità  hanno disposto interruzioni dei tratti di viabilità  più vulnerabili e Ferrovie dello Stato ha disposto a titolo precauzionale il rallentamento dei treni sulle tratte ferroviarie interessate. Treni fermi per consentire le verifiche alle infrastrutture nel tratto tra Foligno e Fabriano, sulla linea Orte-Ancona. Circolazione sospesa fra Castelraimondo-Camerino e Tolentino (linea Civitanova-Albacina) per verifiche tecniche sui ponti ferroviari.
Amatrice, crolli in palazzi già  lesionati. “Ci sono crolli, ma di edifici già  lesionati. Stiamo facendo un giro per il territorio. Certo si risveglia la paura, pesa questa nuova scossa”, ha raccontato il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi.
Dopo la scossa, sono saltati i collegamenti telefonici con Amatrice e Accumoli dove per alcuni minuti è mancata anche l’energia elettrica. Alcuni crolli si sono verificati all’interno della zona rossa di Amatrice.
Panico anche ad Arquata. Michele Franchi, vicesindaco di Arquata, nelle Marche: “Tanta paura, ci sono stati dei distacchi di cornicione da edifici già  lesionati dal sisma del 24 agosto. La scossa è stata forte, abbiamo sentito un boato”.
A Roma persone in strada. Paura a Roma per la forte scossa di terremoto che ha fatto tremare la Val Nerina. Molti romani, anche in centro, sono scesi in strada dopo aver sentito tremare i palazzi. La scossa è stata avvertita nettamente in tutta la città : presi d’assalto i centralini dell’Ingv (l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e dei vigili del fuoco.
Verifiche dei vigili del fuoco in alcuni palazzi a Roma per crepe che si sono formate dopo il sisma. Secondo quanto si è appreso, sono circa dieci gli interventi effettuati finora dai pompieri e altrettanti al momento sono quelli da effettuare. Gli stabili interessati sono in zona Nomentano ed Eur.
Anche sui social in tanti hanno scritto di aver sentito il terremoto: lampadari che dondolavano e che hanno continuato per parecchi minuti, finestre che si sono aperte, tavoli e letti che tremavano. Qualcuno racconta di gatti e cani che hanno dato segni di agitazione pochi secondi prima della scossa avvertita distintamente in tutto il litorale romano, da Ostia a Fiumicino sino a Fregene.
“Sono in contatto con Protezione Civile Lazio e con sindaci di Amatrice, Accumoli e Rieti. Stiamo facendo tutte le verifiche”, ha scritto su Twitter il presidente del Lazio Nicola Zingaretti.
Evacuata la Farnesina e il palazzo della Regione. La sede del ministero degli Esteri è stata evacuata. Decine di dipendenti si trovano sul piazzale antistante la Farnesina, in attesa che rientri l’allarme. Anche l’edificio della giunta della Regione Lazio, in via Cristoforo Colombo, è stato evacuato. È scattata come previsto la procedura che si adotta in questi casi di emergenza, con gli altoparlanti interni ad avvertire il personale al momento presente nello stabile.
Scossa anche l’Umbria. Il sisma è stato chiaramente avvertito in quasi tutta l’Umbria. Al momento sono in corso le verifiche da parte della protezione civile. A Gualdo Tadino – secondo le prime informazioni – la gente è scesa in strada.
L’esperto: “Evento legato a sisma 24 agosto”. Per Alessandro Amato, dell’Ingv “questo sisma è in qualche modo legato a quello del 24 agosto ad Amatrice. Si trova infatti nell’area già  attiva. Si tratta probabilmente dell’attivazione di una nuova faglia”.

(da “La Repubblica”)

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TERREMOTO, ECCO COME SARANNO SPESI I FONDI RACCOLTI PER L’EMERGENZA

Ottobre 23rd, 2016 Riccardo Fucile

DA ACTIONAID A   SAVE THE CHILDREN: ECCO I LORO PROGRAMMI

C’è chi ha totalizzato milioni e chi poche centinaia di migliaia di euro. Alcune associazioni hanno affidato la scelta sulla destinazione dei fondi a comitati ad hoc, altre si concentrano su una platea ben precisa di beneficiari, per esempio i bambini.
A due mesi dal sisma che ha colpito il Centro Italia, si può fare un primo punto sulla raccolta di aiuti e su come i soldi donati sono stati o saranno spesi.
Per esempio Save the children ha raggiunto quota 2 milioni e ne ha utilizzato il 14% per la prima emergenza mentre il resto andrà  a finanziare un centro socio educativo e una scuola.
La Caritas, invece, con i 6,5 milioni ricevuti finora intende sostenere la ripartenza delle attività  agricole e imprenditoriali e aiutare le famiglie nelle spese per istruzione, salute e assistenza agli anziani.
Alla Protezione civile oltre 15 milioni. Scelta dei progetti a un comitato di garanti — Onlus e ong a parte, la raccolta più fruttuosa è stata quella della Protezione civile, che ci è chiusa il 9 ottobre con oltre 15 milioni di promesse di donazioni attraverso il numero solidale 45500.
I soldi verranno versati su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato e saranno usati per ricostruire edifici pubblici scelti da un comitato di garanti tra quelli proposti dalle Regioni colpite.
I garanti, che devono ancora essere nominati, avranno anche il compito di assicurare la trasparenza nella gestione delle risorse e autorizzarne il trasferimento agli enti locali.
Nel frattempo il Dipartimento guidato da Fabrizio Curcio continua a assistere oltre mille persone ospitate ancora in tende, alberghi e altre strutture ricettive nelle province colpite dal sisma
Per la Croce rossa comitato etico guidato dall’ex presidente della Corte dei Conti
La Croce Rossa italiana ha raccolto oltre 10 milioni di euro, ma per le prime fasi di emergenza non ha toccato quei soldi: come nel caso della Protezione civile, saranno destinati a “progetti permanenti” scelti da un comitato etico ad hoc nominato a inizio ottobre.
Lo compongono Raffaele Squitieri, ex presidente della Corte dei Conti, Giorgio Cancellieri, ex generale dei Carabinieri, e il docente di Diritto internazionale Paolo Benvenuti.
Il comitato, fanno sapere dalla Cri, sarà  garante “nel processo di progettazione e ricostruzione insieme a un capo progetti dedicato solo a questo”.
I fondi, comunque, serviranno “per progetti permanenti destinati al territorio, ideati con meccanismi partecipativi con i Comuni colpiti e le popolazioni, di concerto con il commissario Vasco Errani e la Protezione civile”.
Intanto però è stato sostenuto il progetto #iocisono della Nazionale cantanti per la costruzione di tre centri polifunzionali nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.
Nella prima fase di emergenza, poi, gli operatori di Croce Rossa sono stati presenti nel campo base di Pretare, nei poli logistici di Roma, Bresso, Avezzano, Rieti e Castel di Lama e a Norcia per attività  di carattere sanitario, mentre nella sede provvisoria del comitato Cri di Amatrice vengono organizzate attività  sociali e ricreative e con l’arrivo del freddo è iniziata la distribuzione di vestiario.
Da ottobre sono poi stati messi a disposizione degli allevatori di Amatrice e Accumoli venti camper per consentire loro di continuare nell’attività .
Save the children ha interrotto la raccolta il 15 settembre dopo aver raccolto (per il 65% dalle aziende partner) i circa 2 milioni di euro preventivati.
Il 14% circa è stato destinato agli interventi immediati di prima emergenza, quelli fatti dal 26 agosto al 26 ottobre. Il rimanente 86% è destinato invece a attività  da realizzare fino a giugno 2018. Già  il 26 agosto la ong ha allestito uno “spazio a misura di bambino” nella tendopoli di Amatrice, con un team di educatori, psicologi e logisti.
In seguito un altro è stato aperto nel campo di Grisciano, frazione di Accumoli.
Al momento della chiusura del campo, il 10 settembre, i collaboratori dell’organizzazione hanno seguito la popolazione ospitata nell’hotel di San Benedetto del Tronto in cui è stata trasferita.
Altri interventi di supporto sono stati realizzati per una trentina di bambini e insegnanti alla ripresa dell’anno scolastico.
Con gli psicologi dell’emergenza del Centro Alfredo Rampi sono stati organizzati incontri di formazione per gli insegnanti dell’Itis Fermi di Ascoli e quelli della scuola primaria e secondaria dell’Istituto Comprensivo di Roccafluvione e Venarotta per aiutarli a rapportarsi con i ragazzi che hanno vissuto il trauma del terremoto e individuare i casi che hanno bisogno di un sostegno specifico.
Nel medio periodo è prevista poi l’apertura vicino alla nuova scuola di Amatrice di un nuovo Centro socio-educativo con laboratori dedicati alla musica e alle attività  artistiche, un’area dedicata alla lettura, alla navigazione protetta su internet e alla multimedialità  e a attività  sportive e di accompagnamento allo studio.
Ospiterà  anche la mensa scolastica della scuola. Save the Children garantirà  la supervisione delle attività  educative e la copertura dei costi fino alla fine del 2018. In più fornirà  al comune di Corridonia (Macerata) un prefabbricato ad uso scuola.
Il camper di ActionAid per raccogliere le richieste dei terremotati
ActionAid si ferma a poco più di 100mila euro di donazioni, che ha usato finora per sostenere lo sviluppo della piattaforma informativa non profit Terremotocentroitalia.info e del relativo gruppo Facebook, lanciati da un gruppo di esperti informatici e cittadini per aggregare informazioni, foto, richieste e offerte di aiuto, informazioni sulla viabilità .
Nel lungo periodo diventerà  uno strumento per il monitoraggio partecipato della ricostruzione. In più un camper della ong gira tra i paesi colpiti per raccogliere le loro richieste e segnarle alle autorità  e alle associazioni partner.
Insieme al ministero dell’istruzione ActionAid lavora anche per aiutare gli insegnanti ad affrontare la didattica dopo l’emergenza e le famiglie con attività  di doposcuola.
Caritas impegnata nel sostegno alle attività  agricole
“Abbiamo raccolto finora circa 6,5 milioni di euro”, racconta Andrea La Regina, responsabile nazionale per le emergenze e i macro progetti di Caritas, “ma sul nostro conto continuano ad arrivare offerte. Ci concentriamo sui bisogni delle famiglie e sulle attività  agricole, di allevamento e imprenditoriali nelle zone di Amatrice e Accumoli e nei comuni che insistono sulla diocesi di Ascoli. I nostri aiuti sono sussidiari a quelli dello Stato, per questo prima di decidere dove intervenire con eventuali progetti di lungo termine come un centro di comunità  polifunzionale attendiamo di sapere dove insisteranno le casette e se la ricostruzione avverrà  effettivamente sulle aree dei comuni distrutti”.
Dal Cesvi supporto psicologico ai bambini vittime del sisma
Il Cesvi, che non fornisce dati perchè “la raccolta è ancora aperta”, all’inizio dell’anno scolastico ha distribuito materiale nelle scuole di Montegallo e Arquata del Tronto e ora sta collaborando con l’ufficio scolastico provinciale di Ascoli Piceno e Fermo e l’associazione psicologi di emergenza Sipem Sos per sostenere i bambini con un “percorso di ascolto e conforto”.
Obiettivo del progetto, battezzato ‘Scuola resiliente’, è prevenire la cronicizzazione del disagio psicologico dei bambini vittime del sisma. Psicologi esperti organizzeranno con questo obiettivo attività  e laboratori finalizzati all’emersione e alla gestione delle emozioni e delle rappresentazioni dell’esperienza negativa vissuta dai più piccoli.
Arci si concentra sulle attività  culturali
La campagna di raccolta fondi dell’Arci “è stata prevalentemente interna, rivolta ai circoli”, spiega Greta Barbolini, dirigente di Arci Modena.
“Di conseguenza non abbiamo raggiunto grandi cifre: siamo intorno ai 65mila euro. Abbiamo quindi deciso di concentrarci sulle attività  culturali, provando a farne un’occasione per impedire la disgregazione delle comunità  locali. Abbiamo rimesso in campo il bibliobus già  sperimentato dopo i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia: un piccolo bus di linea trasformato in biblioteca ambulante che fa tappe nei borghi distribuendo libri dall’area reatina a quella abruzzese e marchigiana. In inverno faremo una pausa. Poi concorderemo altri interventi con gli enti locali: vorremmo offrire altre attività  e spazi per il tempo libero, in modo da restare vicini alla nostra ragione sociale”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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TERREMOTO: 300 MILIONI SUBITO, 4,5 MILIARDI L’IMPEGNO TOTALE

Ottobre 12th, 2016 Riccardo Fucile

RISARCIMENTO AL 100% PER CHI AVUTO LA CASA DISTRUTTA, ANCHE SE SI TRATTA DELLA SECONDA ABITAZIONE… ECCO TUTTE LE MISURE

Subito trecento milioni di euro per la ricostruzione post terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto scorso con il decreto legge varato oggi dal Consiglio dei ministri.
Le risorse totali, invece, ammonteranno a 4,5 miliardi di euro e saranno contenute nella legge di bilancio che sarà  varata dal Governo entro la fine di questa settimana.
Una cifra che corrisponde al margine di flessibilità  al centro della trattativa tra il governo e la Commissione europea.
A dare i numeri della ricostruzione sono stati il commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.
Nello specifico 3,5 miliardi saranno destinati agli edifici privati, 1 miliardo a quelli pubblici.
Ok al decreto sulla ricostruzione, subito 300 milioni
“Nel decreto legge varato oggi dal Consiglio dei Ministri vengono stanziati subito 200 milioni per fronteggiare l’avvio della ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto, oltre al completamento della fase di emergenza e ulteriori misure, in totale sono oltre 300 milioni, per la copertura delle imposte e delle tasse che vengono differite”, ha dichiarato De Vincenti.
Risarcimenti al 100% per le case e gli edifici distrutti. Tutelate anche le seconde case
Nel testo della bozza del decreto si legge che per gli immobili distrutti è previsto “un contributo pari al 100 per cento del costo delle strutture, degli elementi architettonici esterni, comprese le finiture interne ed esterne, e delle parti comuni dell’intero edificio per la ricostruzione da realizzare nell’ambito dello stesso insediamento, nel rispetto delle vigenti norme tecniche che prevedono l’adeguamento sismico e nel limite delle superfici preesistenti, aumentabili esclusivamente ai fini dell’adeguamento igienico-sanitario ed energetico”.
Il risarcimento integrale sarà  assicurato a tutte le case, sia prime che seconde, e per gli edifici danneggiati dal terremoto che si trovano nei 62 Comuni del cosiddetto cratere.
Al di fuori del cratere il risarcimento sarà  concesso solo se sarà  dimostrato il nesso di casualità  tra il terremoto e i danni subiti e l’indennizzo per le seconde case sarà  pari al 50%, come riferito da Errani.
Supervisione Anac e Corte dei Conti sugli appalti
Al Viminale nascerà  una “Struttura di missione” per le attività  relative “alla prevenzione e al contrasto delle infiltrazioni della criminalità  organizzata” negli appalti per la ricostruzione. A questa struttura sarà  affidato il compito di rilasciare la certificazione antimafia per i contratti.
E’ previsto il controllo dell’Anac e della Corte dei Conti sugli atti del commissario straordinario, Vasco Errani.
Un accordo tra la struttura guidata da Raffaele Cantone, Errani e la Centrale unica di committenza, disciplinerà  i controlli sugli appalti. La magistratura contabile controllerà , in via preventiva, “i provvedimenti di natura regolatoria e organizzativa, ad esclusione di quelli di natura gestionale”, adottati dal commissario.
Elenco dei professionisti per i lavori della ricostruzione, obbligo Durc
“Al fine di assicurare la massima trasparenza nel conferimento degli incarichi di progettazione e direzione dei lavori, è istituito un elenco speciale dei professionisti abilitati”. Spetterà  ad Errani indire un avviso pubblico per raccogliere le manifestazioni di interesse dei professionisti, “definendo preventivamente con proprio atto i criteri generali ed i requisiti minimi per l’iscrizione nell’elenco”.
All’elenco possono accedere solo i professionisti che saranno in regola con il Durc, il documento unico di regolarità  contributiva che attesta l’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa edile.
Aiuti alle piccole e medie imprese, fino a 30mila euro per riavviare le attività 
Per sostenere il ripristino ed il riavvio delle attività  economiche sono concessi finanziamenti agevolati, a tasso zero, a copertura del cento per cento degli investimenti fino a 30 mila euro, alle micro, piccole e medie imprese.
I finanziamenti agevolati sono rimborsati in 10 anni con un periodo di 3 anni di preammortamento. Arriveranno anche risorse per la nascita e la realizzazione di nuove imprese e investimenti. Nei settori della trasformazione di prodotti agricoli, dell’artigianato, dell’industria, dei servizi alle persone, del commercio e del turismo sono concessi a micro, piccole e medie imprese finanziamenti agevolati, a tasso zero, a copertura del cento per cento degli investimenti fino a 600 mila euro.
I finanziamenti sono rimborsati in 8 anni con un periodo di 3 anni di preammortamento.

(da agenzie)

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TERREMOTO: RISARCIMENTO INTEGRALE PER LE CASE COLPITE E PRESTITO D’ONORE PER IL RIAVVIO DELLE ATTIVITA’

Ottobre 11th, 2016 Riccardo Fucile

PRESENTATO IL DECRETO DEL GOVERNO

Risarcimento integrale per le case degli edifici colpiti, prestito d’onore per il riavvio delle attività  produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per singoli e imprese in grado di documentare che l’impossibilità  del pagamento è strettamente connessa al terremoto. Sono alcune delle misure previste nel decreto contenente gli interventi urgenti per le zone colpite dal terremoto, approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri.
Il provvedimento – composto di 53 articoli -, sostiene il governo, “fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica” con l’obiettivo di essere “per quanto possibile, esaustivo”.
Il decreto fissa anche la governance della ricostruzione: il Commissario Errani sarà  affiancato da 4 vicecommissari, i presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, e da quattro uffici speciali per la ricostruzione, uno per ogni regione.
Per assicurare legalità  e trasparenza in tutte le fasi della ricostruzione, sottolinea il comunicato di palazzo Chigi, il decreto prevede, oltre alla supervisione dell’Anac, una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e uno dei professionisti, oltre a garantire dati costantemente aggiornati.

(da “Huffingtonpost”)

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IL PAPA AD AMATRICE NEL GIORNO DI FRANCESCO

Ottobre 4th, 2016 Riccardo Fucile

LA VISITA A SCUOLA E ZONA ROSSA: “VI SONO VICINO”

Lo aveva promesso pochi giorni fa e ha mantenuto il suo impegno. Nel giorno di San Francesco il Papa si è recato ad Amatrice per visitare la popolazione devastata dal terremoto del 24 agosto.
Il santo padre è arrivato accompagnato dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili. Al momento – si spiega in una nota – il pontefice si trova nella scuola, e fra poco si sposterà  nella “zona rossa” del paese, quella chiusa per motivi di sicurezza. “Vi sono vicino e prego per voi”, ha detto parlando con i terremotati.
Domenica scorsa, durante la conferenza stampa nel volo Baku-Roma, il Papa Francesco aveva detto che questa visita l’avrebbe fatta “privatamente, da solo, come sacerdote, come vescovo, come papa. Ma da solo. Così voglio farla. E vorrei essere vicino alla gente”.
Anche nell’Angelus del 28 agosto scorso, il Santo padre aveva espresso la sua “vicinanza spirituale agli abitanti del lazio, delle marche e dell’umbria, duramente colpiti dal terremoto di questi giorni. Penso in particolare alla gente di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, Norcia. Ancora una volta dico a quelle care popolazioni che la chiesa condivide la loro sofferenza e le loro preoccupazioni. Preghiamo per i defunti e per i superstiti. Cari fratelli e sorelle, appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede, l’abbraccio di padre e fratello e il sostegno della speranza cristiana”.

(da agenzie)

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TERREMOTO, RUBANO I PC NELLA SCUOLA APPENA INAUGURATA, NON C’E’ LIMITE ALLO SCONCIO

Settembre 29th, 2016 Riccardo Fucile

SCIACALLI IN AZIONE NELLA SCUOLA MEDIA DI ACQUASANTA TERME… EQUITALIA SI OFFRE PER RICOMPRARLI

Era stata inaugurata il 14 settembre, primo segnale di rinascita dal sisma, ma questa notte i ladri hanno rubato tutti i pc, dieci precisamente, dalla nuova scuola media ‘Nicola Amici’ di Acquasanta Terme, uno dei comuni delle Marche colpiti dal terremoto del 24 agosto.
A darne notizia è stato il sindaco Sante Stangoni: “Sono indignato da questo atto di sciacallaggio infame – ha detto -. Noi stiamo lottando per non far morire il paese, ci giochiamo tutto ogni giorno, in Italia c’è gente così, che non ha vergogna…”.
Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha definito il furto “un atto di vergognoso sciacallaggio. Ho subito attivato la task force del Miur, impegnata nelle aree del terremoto, affinchè i ragazzi possano avere al più presto nuovi pc grazie alle donazioni che stiamo ricevendo. In tanti si sono già  offerti di collaborare. Metteremo a frutto questa generosità  per poter ridare agli studenti di Acquasanta quanto gli è stato tolto”, ha assicurato il ministro.
La scuola ‘Amici’ era stata la prima risposta di un comune che tuttora ha due istituti inagibili, tra cui il Berardo Tucci (infanzia, elementari e medie): i bambini dell’infanzia e delle elementari hanno iniziato le lezioni in una tensostruttura. All’inaugurazione della media Amici, tre classi in tutto, “una scuola piccola, ma per noi importantissima”, c’era il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. L’edificio, costruito in legno, in base a norme antisismiche e di efficienza energetica, può essere utilizzato anche per funzioni pubbliche e di Protezione civile in caso di calamità .
“I pc portatili poi – ha spiegato il sindaco – li avevamo avuti dal ministero dell’Istruzione e dai volontari dei carabinieri della Protezione civile”.
È stato uno shock per i ragazzi che questa mattina hanno scoperto l’atto: “C’è chi non rispetta niente, nemmeno il dolore e la tragedia che stiamo vivendo”.
Da Equitalia nuovi pc.
Le iniziative per trovare una soluzione sono partite immediatamente e nel pomeriggio è arrivato l’annuncio: Equitalia contribuirà  a dotare nuovi computer alla scuola ‘Amici’.
Lo ha scritto sul profilo Twitter della società  pubblica di riscossione l’amministratore delegato del gruppo, Ernesto Maria Ruffini. “Le risorse raccolte grazie al contributo volontario dei dipendenti di Equitalia attraverso conto corrente aperto poco dopo il tragico sisma di agosto – fanno sapere dalla società  – saranno donate al Comune di Acquasanta così che possa intervenire per dotare la scuola e i suoi studenti di nuovi e moderni strumenti informatici”.
Tanti edifici inagibili.
Ad oggi, e dopo 773 sopralluoghi realizzati per verificare l’agibilità  di edifici pubblici e scuole nel cratere tra le province di Rieti, Ascoli, Perugia e Macerata, il 28 per cento delle scuole risulta fuori uso. Nel dettaglio, 39 edifici sono inagibili, 120 temporaneamente inagibili, 22 parzialmente inagibili, 4 inagibili anche se non hanno danni visibili e 3 da rivedere: 188 plessi scolastici per ora non utilizzabili su 667.

(da agenzie)

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AMATRICE, “LE CASE DONATE SONO ABUSIVE”: L’ULTIMA BEFFA PER I TERREMOTATI

Settembre 27th, 2016 Riccardo Fucile

IL COMUNE ORDINA LO SGOMBERO: VIOLANO IL PIANO REGOLATORE

La prima casetta di legno è arrivata tre giorni fa. L’ha consegnata l’associazione La Via del Sale Onlus ad Antonio Guerrini, allevatore, uno dei tanti che da oltre un mese sta vivendo tra mille disagi in tenda nei boschi di Amatrice e Accumoli pur di non allontanarsi dal suo lavoro.
Hanno portato la casetta fino a Faizzone, 960 metri sul livello del mare. L’hanno montata, effettuato gli allacci, mentre il signor Antonio e la famiglia speravano di poter finalmente soffrire un po’ meno il freddo e la pioggia.
Niente da fare. La mattina seguente è arrivato un tecnico del comune per ordinare lo sgombero: la casetta è un abuso edilizio.
Anche se si trova nel terreno del signor Guerrini. Anche se è evidente a tutti che si tratta di un’emergenza e di una necessità . Anche se sono state impiegate risorse, energie, tempo.
È un miracolo sopravvivere al terremoto.
È una fatica quotidiana convivere da oltre un mese con il dolore e le difficoltà  di una vita da ricostruire, ma per gli sfollati di Lazio e Marche doversi scontrare con la burocrazia italiana si sta trasformando in una beffa incomprensibile.
In base alle norme si può installare una roulotte, un camper, qualsiasi mezzo o struttura con ruote.
Tutto il resto rientra nella categoria struttura fissa e diventa una violazione del piano regolatore. «Ci vorrebbe un’ordinanza del sindaco che chieda una deroga», spiega Angelo Fabi, veterinario, che dal 24 agosto ogni giorno gira tra le montagne di Accumoli e Amatrice per distribuire aiuti.
Se non sarà  presto emessa l’l’ordinanza tutte le casette in arrivo grazie al buon cuore degli italiani diventeranno abusive e quindi da buttare via e demolire.
È la burocrazia italiana, la stessa che sta bloccando 18 casette in legno vuote, un sogno per decine di persone.
Appartengono all’Anas che le aveva utilizzate per i propri dipendenti durante il terremoto dell’Aquila. Oggi sono abbandonate ma in ottime condizioni.
L’Anas ha accettato volentieri di metterle a disposizione degli sfollati del terremoto del 24 agosto. «Ma è necessario un provvedimento del comune e della protezione civile», fanno sapere dall’azienda. Che invece restano in silenzio.
Problemi in vista anche per i bagni chimici che in tanti si sono offerti di donare a chi è rimasto a vivere nei boschi: potrebbe arrivare un ordine di sgombero se non si riesce a trovare una ditta che effettui ogni giorno le previste operazioni di spurgo.
Oltre che di un tetto e di un bagno per non far morire quelle terre c’è bisogno anche di corrente elettrica.
«Avevo proposto di allacciarmi alle centraline del borgo con un filo e con un contatore per pagare i consumi in modo regolare. Mi hanno risposto che non era possibile», racconta Benedetto Guerrini che da più di un mese vive in una tenda nella frazione Macchia di Accumoli.
Ad Illica, invece, la corrente non arriva per nulla. Il borgo è totalmente al buio, denunciano la portavoce del comitato `Illica Vive’ Sabrina Fantauzzi e il segretario Elvira Mazzarella- «a causa dell’impossibilità  di sistemare i pali elettrici per via del sequestro della magistratura».
Non è stato facile nemmeno spiegare alle decine di lavoratori edili della zona che quando ripartirà  la ricostruzione non saranno loro a occuparsene ma ditte molto più grandi e strutturate.
«Nessuna delle aziende che operano qui hanno i requisiti per partecipare agli appalti che verranno banditi», conferma Maurizio Aluffi, segretario della Confartigianato di Rieti. «Stiamo provando a far approvare un protocollo che preveda una tutela delle imprese e della manodopera locale ma è tutto quello che possiamo fare».

Flavia Amabile
(da “La Stampa”)

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