Destra di Popolo.net

AMATRICE, IL VILLAGGIO DONATO AGLI SFOLLATI CHE E’ RIMASTO CHIUSO NEI CONTAINER

Marzo 5th, 2017 Riccardo Fucile

POSTI LETTO PER 400 PERSONE MAI UTILIZZATI… IL PIANO APPOGGIATO DALLA CROCE ROSSA FATTO ARENARE, L’IRA DEL SINDACO… I DUBBI DELLA PROTEZIONE CIVILE

La più grossa donazione ai comuni terremotati del Centro Italia non s’ha da fare. E non si capisce perchè. Si tratta di un intero campo di moduli abitativi che potrebbe ospitare 400 persone:
14 palazzine per un totale di 5mila metri quadrati di camere con bagno e riscaldamento, spazi comuni, cucine.
Un piccolo villaggio smontabile e multiuso, dunque. Che sarebbe stato utilissimo durante l’ultima emergenza maltempo, quando chi aveva finalmente trovato il coraggio di rientrare nelle propria casa piombò di nuovo nella paura per i terremoti del 18 gennaio e finì a dormire nelle tende della Protezione civile, sotto un metro di neve.
Eppure, la pratica della donazione finora più consistente (il campo vale un milione di euro) si è persa nel labirinto della burocrazia.
“Io m’arrendo… ma che devo fare?”, ringhia Sergio Pirozzi, il primo cittadino di Amatrice. Da due mesi insegue quei moduli, senza successo. E ora non sa nemmeno più con chi si deve arrabbiare.
Il “campo dono” non è nuovo. È stato fabbricato otto anni fa e utilizzato prima in Somalia e poi, più di recente, nei cantieri della metropolitana di Milano.
Da tre anni giace impacchettato in 37 container da quaranta piedi all’Interporto di Livorno.
E da qui che bisogna cominciare a raccontare questa storia. Da Livorno, dove ha sede la Ciano International, un’azienda che si occupa del catering nelle basi della Nato e delle Nazioni Unite.
A inizio anno i dirigenti della Ciano si rivolgono a Maurizio Scelli, ex deputato di Forza Italia ed ex capo della Croce Rossa italiana: vogliono donare quei container ad Amatrice, sostengono che siano conservati molto bene.
Scelli, con il quale hanno collaborato già  in Iraq, li mette in contatto con Pirozzi. “Ero entusiasta della proposta”, ricorda il sindaco. “La mia idea era di farne due centri di Protezione civile nei comuni vicini ad Amatrice: a Posta e a Cittareale. Due aree attrezzate al servizio dell’Alta Valle del Velino, che potevano ospitare i volontari e, alla bisogna, gli sfollati”.
Siamo a metà  gennaio, e tutto lascia presupporre che la donazione andrà  a buon fine. Un’azienda con una certa reputazione internazionale regala un intero campo smontabile ai terremotati. Si offre pure di montarlo gratuitamente nel cratere.
Con l’intercessione di Scelli, la Croce Rossa mette a disposizione i tir per trasportarlo da Livorno nel Lazio.
E ci sono i sindaci di Posta e Cittareale che hanno trovato sia i terreni dove installarlo, sia chi getterà  il cemento dove saranno piazzati.
Ancora Pirozzi: “A quel punto decido di coinvolgere la Protezione civile nazionale, che mi rimanda a quella del Lazio. Da lì in avanti, le cose sono diventate confuse”.
Il primo a esprimere dubbi pare essere in realtà  un dirigente della Protezione civile Toscana, tanto che l’ingegnere della Ciano Andrea Chiesa scrive un messaggio a Scelli: “La tipologia della nostra donazione (non essendo moduli abitativi pronti alla consegna) non rientra nei loro interessi visto che hanno acquistato e che stanno continuando ad acquistare moduli abitativi nuovi”.
Da Amatrice, però, insistono per averli. Allora da Roma, intorno a metà  febbraio, sempre la Protezione civile manda a Livorno due funzionari per verificarne lo stato di conservazione. “Li ho portati all’Interporto e ho fatto vedere loro il materiale”, dice l’ingegner Chiesa. “Mi hanno detto che avrebbero scritto una relazione per i loro superiori entro un paio di giorni. Da allora non li ho più sentiti”.
Da Amatrice lo staff del sindaco si agita e sollecita più volte la Protezione civile del Lazio per il trasferimento. Oggi no, domani no, dopodomani forse.
Nell’attesa, si diffonde la convinzione che non vogliano il campo perchè non è nuovo. Che esista, cioè, una precisa disposizione che vieti, nonostante l’emergenza, l’acquisizione di materiale usato.
“Assolutamente falso”, dichiara a Repubblica Carmelo Tulumello, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile del Lazio. “La verità  è che quel campo è una struttura mastodontica che richiede cementificazione e opere di urbanizzazione. Non c’era la garanzia dello stato in cui si trova, perchè durante l’ispezione i moduli erano visibili soltanto in parte. E poi chi li avrebbe smaltiti 37 container navali?”.
Il punto è che non si riesce a capire chi abbia materialmente fermato l’operazione. Perchè da una parte Tulumello sostiene di non avere posto alcun veto, e di aver fatto “solo delle osservazioni ai Comuni su cui ricadeva l’onere della gestione del campo”. Dall’altra Pirozzi e gli altri sindaci aspettavano un via libera, che non è arrivato. Nessuno ha detto formalmente no, ma nessuno si è preso la responsabilità  di accettare la donazione.
L’epilogo è di pochi giorni fa: la Ciano sta cercando qualcun altro cui potrebbe servire un campo abitabile da 5mila metri quadrati e 400 posti.

Fabio Tonacci
(da “La Repubblica“)

argomento: terremoto | Commenta »

COSA BLOCCA LA RICOSTRUZIONE DOPO IL TERREMOTO

Febbraio 26th, 2017 Riccardo Fucile

NELLE MARCHE 20.000 CASE INAGIBILI, 5300 SFOLLATI NEGLI HOTEL E 8700 FUORI CASA

Mario Sensini sul Corriere della Sera racconta oggi cosa sta accadendo nelle Marche, dove ci sono ventimila abitazioni dichiarate inagibili e 5300 sfollati negli hotel e 8700 fuori casa ma sono arrivate soltanto venti domande per la riparazione dei danni lievi delle abitazioni con contributi pubblici:
L’ordinanza di Errani sulla riparazione dei danni lievi, che lo Stato è pronto a rimborsare al 100%, è di tre mesi fa.
Per partire con i lavori, e far tornare la gente nelle case, sulla carta ormai c’è tutto: ordinanza, prezzario delle opere, provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sul credito d’imposta, soldi. Eppure nulla si muove.
Appena venti cantieri «privati» aperti dopo il terremoto che quattro mesi fa ha sconquassato la regione sono il segno che qualcosa effettivamente non funziona.
Per avviare finalmente la ricostruzione il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, ora sta pensando di lanciare una grande campagna informativa tra i cittadini.
Il problema, però, sta a monte.
Tanto per cominciare, in tutto il cratere del terremoto non c’è ancora un solo sportello bancario in grado di erogare i finanziamenti a fondo perduto dello Stato.
Le banche che hanno aderito alla convenzione con la Cassa Depositi, che ha messo sul piatto 6,1 miliardi con una sorta di anticipazione al governo, nonostante le sollecitazioni dell’Abi, sono pochissime.
Intesa, Unicredit, Ubi e tre o quattro Bcc locali, che però non sono ancora operative. Banca Marche, di gran lunga la più forte nel territorio, per il momento si è chiamata fuori dalla partita.
Chi vorrà  i contributi per sistemare casa rischia di dover aprire un nuovo conto corrente bancario.
Poi c’è il problema di trovare i tecnici per fare le schede Aedes di valutazione del danno, necessarie per i contributi.
Il nuovo decreto ha abolito il limite agli incarichi dei professionisti, che finora hanno puntato alle ristrutturazioni più remunerative, ma l’offerta scarseggia.

(da “NextQuotidiano“)

argomento: terremoto | Commenta »

TERREMOTO, INDAGATI IL SINDACO E IL VESCOVO PER IL CROLLO DEL CAMPANILE DI ACCUMOLI

Febbraio 26th, 2017 Riccardo Fucile

LA CURIA AVEVA OTTENUTO 150.000 EURO MA L’INTERVENTO   DI MESSA IN SICUREZZA NON E’ MAI STATO FATTO… LE ACCUSE: OMICIDIO COLPOSO, DISASTRO COLPOSO E TRUFFA

Il vescovo emerito di Rieti Delio Lucarelli, il sindaco Stefano Petrucci e altri tra cui tecnici, architetti e costruttori sono i primi quindici indagati per il crollo del campanile della chiesa di Accumoli.
Le accuse sono di disastro colposo, omicidio colposo e truffa ai danni dello Stato e, scrive La Stampa in un articolo a firma di Grazia Longo, tra i nomi noti che spiccano sul registro degli indagati anche il tecnico Matteo Buzzi (nipote del più noto Salvatore, ras delle cooperative e principale imputato per Mafia Capitale insieme all’ex Nar Massimo Carminati) e l’imprenditore edile Marzio Leoncini.
I coniugi Andrea e Graziella Tuccio, i figli Stefano di 8 anni e Riccardo di un anno sono morti nel crollo conseguente al terremoto il 24 agosto 2016, ma sotto accusa è l’intervento di messa in sicurezza che il vescovo Lucarelli annunciò sette anni fa al sindaco, quando la chiesa era ancora inagibile per colpa del sisma dell’Aquila. Scrivono Fabio Tonacci e Giuliano Foschini su Repubblica:
Al 22 marzo 2010, quando monsignor Delio Lucarelli firma una relazione sulla chiesa di Accumoli inagibile per colpa del sisma dell’Aquila. «Abbiamo dato corso a interventi di messa in sicurezza per l’eliminazione del pericolo e atti a dare fruibilità  al complesso parrocchiale», scrive l’allora vescovo di Rieti, indirizzando la relazione al sindaco di Accumoli Stefano Petrucci e al Commissario delegato del sisma post 97.
Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo e i finanzieri della Polizia tributaria, l’intervento in questione era in realtà  del tutto inutile. Avevano semplicemente applicato due staffe di ferro su una pietra che si stava staccando, senza neanche aver presentato un progetto approvato dal Genio Civile e senza le autorizzazioni edilizie necessarie.
Ma grazie alle pressioni del vescovo, il complesso immobiliare di piazza San Francesco riaprì.
Quel pezzo di carta che porta in calce la firma di monsignor Lucarelli è stato recuperato e inserito nella prima informativa inviata alla procura di Rieti che indaga sui crolli del terremoto del 24 agosto.
Sulla base di questa prima sintesi di indagine, che riguarda solo la chiesa Santissimi Pietro e Lorenzo e l’adiacente caserma dei Carabinieri, gli investigatori hanno denunciato all’autorità  giudiziaria 15 persone: il vescovo emerito e il sindaco Petrucci (per omicidio colposo e disastro colposo), tutti i tecnici che hanno lavorato sui progetti di miglioramento sismico finanziati con fondi pubblici, l’impresario Marzio Leoncini e l’ingegnere Mattia Buzzi. Qualcuno è accusato pure di truffa ai danni dello Stato.
La lettera serviva a revocare lo sgombero deciso dal sindaco dopo il 6 aprile 2009.
E c’è un altro problema: la curia reatina, infatti, aveva ottenuto dal commissario per la ricostruzione post 1997 ben 150.000 euro per il miglioramento sismico della caserma, intervento fondamentale anche per la tenuta del campanile adiacente. Ma a quanto pare l’intervento non è stato effettuato
Il campanile che non doveva crollare
Il Fatto cita invece la testimonianza di don Puzio Stanislaw, parroco che qui ha vissuto dal 2004 al 2014: sul campanile “non fu fatto alcun lavoro”. Nonostante nelle casse della diocesi arrivassero i fondi per i lavori di messa in sicurezza. Ma quei soldi, annotano gli inquirenti, sono stati usati per sistemare la casa parrocchiale e non il campanile che il 24 agosto è crollato e ucciso un’intera famiglia.
La morte della famiglia Tuccio, sterminata dal crollo della torre, poteva essere evitata. Del verbale di interrogatorio del parroco colpisce anche il racconto degli anni trascorsi nella casa parrocchiale, adiacente al campanile.
Arrivato nel 2004, don Puzio trova la torre inagibile e interdetta al pubblico perchè ritenuta a rischio crollo, la vicina caserma abbandonata perchè pericolante.
“Sono rimasto solo per molto tempo”a vivere lì. “I carabinieri erano andati via a causa del terremoto”. E aggiunge: “Non sono mai stato a conoscenza dell’ordinanza di sgombero e nessuno mi ha mai avvisato che quello stabile era pericoloso, tant’è vero che non l’ho mai lasciato”. Ricorda anche Buzzi.
Il geometra della curia aveva individuato un masso della torre che avrebbe potuto cedere: è stato l’unico intervento effettuato. Secondo quanto ricostruito dal pool investigativo creato ad hoc dalla procura di Rieti — composto da tre uomini del nucleo polizia tributaria della Guardia di Finanza e cinque del comando provinciale dei Carabinieri —il sindaco ha emesso un’ordinanza per annullare lo sgombero sulla base esclusivamente di questo intervento, limitandosi alle rassicurazioni ricevute dall’allo ra vescovo Lucarelli. La diocesi già  a seguito del sisma che nel 1979 colpì la zona, avrebbe dovuto intervenire sulla struttura. L’allora sindaco Berardo Pica nel novembre 1981 intimò al vescovo di agire perchè le “condizioni statiche della Chiesa e del campanile ”risultano “particolarmente precarie e pericolose per la pubblica incolumità ”.
Nulla fu fatto.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: terremoto | Commenta »

“PRONTI A OCCUPARE GLI HOTEL”: TRA I TERREMOTATI A RISCHIO SFRATTO

Febbraio 25th, 2017 Riccardo Fucile

A MAGGIO SCADONO GLI ACCORDI E GLI ALBERGHI DELLA COSTA NON VOGLIONO RINUNCIARE AI TURISTI.. MA LE CASETTE NON CI SONO: “VOGLIAMO SAPERE CHE FINE FAREMO”

«Da qui non va via nessuno», inizia a dire in tono ancora incerto Mario Carducci, pensionato, da quasi quattro mesi ospite del centro vacanze Holiday di Porto Sant’Elpidio nelle Marche, un villaggio di miniappartamenti per turisti costruiti intorno a un grande spazio, un salotto comune con piante, poltrone, grandi vetrate, spazi dove chiacchierare di programmi televisivi e di pettegolezzi mentre si perde tempo tra l’ultimo bagno al mare e la cena.
Sta per piovere ma nel salotto comune dell’Holiday il pensiero è molto lontano dal mare o dagli intrattenimenti tv.
«Mi devono cacciare a pedate», incalza, più deciso, Piero Cesari, stessa sorte dalla scossa del 26 ottobre. «Quali pedate? Nemmeno i carabinieri mi devono toccare, da qui non esco», continua Mario, sempre più sicuro delle sue parole. «Vogliamo capire che fine facciamo e vogliamo capirlo prima di essere mandati via altrimenti facciamo casino” conclude.
Tra i terremotati a rischio sfratto: “Occupiamo gli hotel”
La protesta è pronta. Non hanno più pazienza le popolazioni dei paesi colpiti dal terremoto che hanno accettato di andare a vivere sulla costa in attesa delle casette dove avrebbero atteso l’epifania della ricostruzione.
Doveva essere una soluzione provvisoria, l’inverno al mare e in primavera avrebbero trovato le casette. Marzo è alle porte: la ricostruzione è un miraggio lontano ma anche di casette provvisorie non c’è traccia, tranne in pochi, rarissimi casi.
Nel frattempo gli alberghi e i camping stanno ricordando a tutti gli impegni presi. Roberta Sabbatini, titolare del camping Le Mimose di Porto Sant’Elpidio, scuote la testa: « L’abbiamo detto dall’inizio: possiamo ospitare i terremotati fino alla fine di maggio ma non possiamo andare oltre. Abbiamo una clientela abituale con gruppi sportivi e persone che tornano ogni anno. Abbiamo ancora 300 ospiti, fino al 27 maggio tengo tutti quelli che vogliono restare qui. Dal 28 maggio in poi ospiterò soltanto le famiglie con bambini che vanno a scuola qui e quelli che hanno trovato lavoro. Sono una cinquantina di persone al massimo. Basta».
Daniele Gatti, titolare del villaggio turistico Holiday, ha messo le date di fine alloggio nero su bianco per evitare equivoci: 500 posti fino al 20 maggio, la metà  fino al 30 giugno. Dopo niente da fare. «Questa è la scadenza, non si può andare oltre, siamo una struttura che lavora in estate, non possiamo permetterci di perdere la clientela», spiega.
E quindi? Sorride Roberto Giannini, addetto alla mensa dell’Università  di Camerino e ospite del Camping Le Mimose ma le sue parole sono una dichiarazione di guerra: «Speriamo che trovino una soluzione perchè se no occupiamo tutto. L’ho detto anche nell’ultima riunione. Non abbiamo le case, non abbiamo nulla: ‘ndo annamo?».
Se l’ha detto in riunione non l’hanno ascoltato, i titolari delle strutture ricettive insistono. «Dicono di volerci mandare via il 31 maggio: ma dove? Ma chi?».
Seduto accanto a lui nella piazza del camping, un enorme spiazzo con il rumore del mare sullo sfondo, c’è Venanzio Tesei: «Forse non hanno capito che, se ci arrabbiamo, scoppia un casino che non finisce mai. Se non ho più una speranza non ho più nulla da perdere, non so come va a finire. Ci hanno fatti venire qui e ci hanno abbandonati. Ma fra qualche giorno facciamo scoppiare una guerra».
È una polveriera pronta a esplodere la comunità  delle popolazioni colpite dal terremoto mandate sulla costa.
Dopo le prime proteste la Regione Marche ha capito di dover intervenire, ha chiesto alle strutture coinvolte la disponibilità  a estendere l’ospitalità  fino al 31 dicembre.
Da un calcolo ufficiale diffuso due giorni fa dall’assessorato al Turismo sarebbero 4300 i posti disponibili fino a fine anno su una richiesta di circa 5500 persone.
Nella più ottimistica delle ipotesi, insomma, mancherebbero all’appello 1200 posti. Vuol dire 1200 persone che non sanno se fra tre mesi avranno ancora un tetto e che si stanno organizzando per non finire nel nulla della burocrazia e delle lentezze di questo terremoto.
Stanno avanzando anche i pagamenti. «Noi abbiamo ricevuto solo il versamento di novembre, il primo. Da allora sono passati altri tre mesi, li abbiamo coperti con l’aiuto dei fornitori ma non si può andare avanti così», spiega Roberta Sabbatini.
Sono stati pagati oltre 15 milioni su un totale di 22, risponde la Regione rassicurando gli albergatori nel tentativo di farli resistere.
Nessuno però sa davvero che cosa accadrà  da maggio in poi.
«Lo Stato aiuta chi ha già  tutto – protesta Stella Fabricino, ospite del camping Le Mimose – Garantisce le pensioni, garantisce chi ha già  un lavoro ma noi che un lavoro l’abbiamo perso perchè è crollato tutto? A noi non pensa nessuno. Dove andremo quando ci manderanno via? Abbiamo già  subito un terremoto nel 97, eravamo rimasti per tre anni nei containers poi eravamo rientrati. Soldi spesi inutilmente, ora le case sono crollate di nuovo e le vogliono ricostruire con gli stessi metodi; Ci prendono in giro? Al prossimo terremoto si ricomincia tutto daccapo?».
Anche Venanzio Tesei è nella stessa situazione: «Ero rientrato a casa nel 2003, ora sono di nuovo fuori e stavolta, con questa lentezza, non rientrerò in casa se non fra vent’anni. Stiano attenti: facciamo scoppiare la guerra se le cose non cambiano».

Flavia Amabile
(da “La Stampa“)

argomento: terremoto | Commenta »

TERREMOTO, LA DENUNCIA DI ERRANI: “PER LA RICOSTRUZIONE NON SI E’ FATTO ANCORA NULLA”

Febbraio 23rd, 2017 Riccardo Fucile

I SINDACI SI SCHIERANO CON IL COMMISSARIO: “DOPO SEI MESI AD ARQUATA NEANCHE UNA CASETTA”

L’ammissione del commissario Vasco Errani, per il quale – come riporta Il Fatto Quotidiano – “non si è fatto nulla su casette, macerie e viabilità ” trova sponda nei sindaci dei paesi devastati dai terremoti degli ultimi sei mesi.
Secondo il responsabile del governo per la ricostruzione in realtà  “la ricostruzione non esiste proprio. Non è possibile – ha detto durante una riunione registrata da Panorama – che per fare le casette, che non devo fare io, si aspetti il fabbisogno definitivo. Bisogna darsi un’organizzazione, una nuova governance”.
E infatti il sindaco di Arquata Aleandro Petrucci conferma: “A me ancora, dopo sei mesi dal sisma, non hanno detto se l’area scelta per i villaggi va bene”.
Ecco che poi Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, comune distrutto dalle scosse del 24 agosto che hanno causato quasi trecento morti, osserva contattato dall’Huffpost: “Oggi mi fa piacere che, quello che avevo detto tre mesi fa, viene fuori. Ho sempre detto che nella fase di emergenza un uomo solo al comando non basta, serviva una task force e invece niente. In tempi di guerra ci vogliono procedure di guerra. Noi stiamo andando avanti con tante difficoltà “.
Tra tutti i Comuni forse Amatrice è quello che sta facendo qualche passo avanti in più rispetto agli altri: “Ci sono 32 cantieri aperti, ma su alcune procedure, l’ho detto in tempi non sospetti, la catena è farraginosa. La vera partita – dice ancora il primo cittadino – non sono le casette è il fatto che tutto quel mondo delle micro imprese potranno vivere solo se ci sarà  l’esenzione delle tasse e dei contributi. Mi aspetto un provvedimento ad hoc per una no tax area”.
Secondo Pirozzi, “il commissario ha voluto gettare un sasso nello stagno, per smuovere il governo perchè qualcosa non sta funzionando”.
Sempre contatto dall’Huffpost si sfoga il sindaco Aleandro Petrucci: “Errani tutti i torti non li ha. Ci sono ritardi da parte delle regioni, tempi lunghi. I tempi si stanno allungando e se ciò che ha detto può servire da sprone ha fatto bene a dirlo. Se invece lo diciamo noi sindaci veniamo richiamati dall’alto. Io mi sento trascurato”.
E pensare che sono passati sei mesi e ancora ad Arquata non ci sono casette in legno: “Forse tra un po’, tra dieci giorni vedremo la prima, ma un conto è mettere le casette, un conto è abitarle”, spiega Petrucci, che aggiunge: “Ad Arquata devono costruire sei villaggetti e ancora non hanno detto se l’area va bene. Quando si faranno le gare di urbanizzazione? Se non costruiscono le casette non tornano gli alunni e le famiglie. È finito il territorio”.
Ritorna così la paura che i territori vengano abbandonati per sempre.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: terremoto | Commenta »

INTERVISTA AL SISMOLOGO MARTELLI: “RICOSTRUIRE COME E DOVE ERA E’ SCONSIGLIABILE”

Febbraio 5th, 2017 Riccardo Fucile

“IL 70-80% DEGLI ATTUALI EDIFICI NON REGGE A TERREMOTI”

“Ricostruire i paesi delle zone colpite dal terremoto come erano e dove erano? È tutto da verificare, in moltissimi casi è sconsigliabile”.
Alessandro Martelli, ingegnere, numero due della Associazione Internazionale per i Sistemi Antisismici e presidente della commissione tecnica del “Comitato Terra Nostra-2016” del Comune di Accumoli, demolisce un mantra.
Perchè?
“Per problemi geologici, in alcuni posti la ricostruzione è del tutto sconsigliabile, almeno se si vuole evitare che accada di nuovo quello che è già  successo in questi mesi. Si possono riutilizzare le pietre degli edifici storici di pregio, se ne vale la pena. Il modello potrebbe essere il Castello di Gemona la cui torre ha al suo interno un telaio di acciaio e dissipatori antisismici. Gli stessi sistemi antiscosse possono essere applicati ai palazzi pubblici strategici, penso alle scuole, agli ospedali, ai municipi, ma non dappertutto. In certe aree non eviterebbero i crolli”.
Gli allevatori di bestiame hanno la necessità  assoluta di non spostarsi.
“L’unica soluzione per loro (e anche per residenti che non vogliono andarsene) sono le casette di legno leggere e di dimensioni ridotte, sia per la fase di emergenza sia per quella successiva. In Giappone le costruiscono dotandole anche di isolatori antisismici. Lì Il 22 ottobre 2016 c’è stata una scossa di magnitudo 6,2 ossia superiore a quella di Amatrice del 24 agosto. Sa quante persone hanno perso la vita? Nessuna”.
Nell’Italia centrale il terreno si è abbassato. Come lo spiega?
“La faglia si è allargata. La componente verticale del sisma è stata molto forte, si è aggiunta a quella orizzontale e ha provocato uno smottamento del terreno sotto la superficie. Il fenomeno si è esteso a territori vicini, prevalentemente a nord e ad est. Insomma c’è stato un effetto domino che può aver caricato anche una faglia non lontana, in questo caso quella dell’Abruzzo. Penso in particolare a quella di Montereale, l’epicentro del sisma devastante del 1703 e della prima delle scosse del 18 gennaio”.
In 4 ore sono state quattro.
“E di magnitudo compresa fra 5 e 5,5 gradi. Un fenomeno che non avevo mai osservato in vita mia”.
In ogni caso si parla di questi argomenti solo nelle situazioni di emergenza. Poi si inabissano. Fino alla sciagura successiva.
“Purtroppo si ragiona di terremoti solo dopo i disastri. Questo ci porta a mettere fra parentesi il tema della prevenzione, delle cose che si dovrebbero fare prima degli eventi sismici. Continuiamo a trascurare la possibilità  che terremoti possano colpire, per esempio, zone che in passato hanno conosciuto sismi ben più gravi di quello in atto nell’Italia Centrale”.
A quali località  sta pensando?
“Soprattutto alla Calabria meridionale e alla Sicilia sudorientale. In quelle aree mi risulta che si temano decine di migliaia di vittime nel caso che si ripetano terremoti come, ad esempio, quelli del 1908 o del 1693, i sismi di Messina e della Val di Noto”.
Quanta parte degli edifici italiani potrebbe essere a rischio?
“Dal 70 all’80 per cento del costruito non regge a terremoti già  avvenuti in passato nell’area nella quale si trovano. Il dato sulla percentuale di territorio italiano a rischio sismico era conosciuto già  nel 1998, ma la discussione fra lo Stato e le Regioni sulle rispettive competenze ha ritardato fino al 2003 l’entrata in vigore della legge che ha sancito la nuova classificazione”.
Viviamo nella Repubblica del rinvio.
“Dal 2003 le verifiche di vulnerabilità  sismica degli edifici strategici e pubblici sono obbligatorie. Ma la data di completamento dei controlli , grazie a provvedimenti come i decreti “Milleproroghe”, è slittata almeno fino al 31 marzo 2013”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: terremoto | Commenta »

AMATRICE, IL SINDACO: “DI MAIO LA SMETTA DI SPECULARE SUL TERREMOTO”

Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile

PIROZZI: “CON IL SUO TOUR FA SOLO SPECULAZIONI POLITICHE”

“Io sono preoccupato. Primo, in questo momento forse si sta ragionando, non solo su Amatrice, solo sul possesso e sulla roba. Secondo, pure qui c’è un certo mondo che fa speculazioni politiche. E non va bene, soprattutto in un momento in cui una parte dell’Italia è in difficoltà “. Lo ha detto il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.
“Ricordo – spiega – che i parlamentari sono venuti qui a vedere le difficoltà  che viviamo e sono stati edotti sulle problematiche affinchè venissero superate. Ma oggi so di tour presso locali da parte di persone che sono venute qui e sapevano già  un mese e mezzo fa quali erano le problematiche. Oggi che si sta partorendo un decreto, io penso che ci rappresenta in Parlamento ci debba dare una mano sia da destra sia da sinistra per dare un contributo e in particolare per non dare il messaggio che l’Italia è un Paese allo sbando”
Al cronista che gli chiede a chi faccia riferimento, Pirozzi risponde: “Io ce l’ho con chi venne qui. Faccio nome e cognome: il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, perchè oggi si sta facendo un tour ieri nelle località  di mare dove sono alloggiate le persone negli alberghi perchè, dice, deve recepire le istanze dei cittadini per farle mettere nel decreto… Ma non prendiamoci in giro. Tutti rappresentiamo le istituzioni, poi ci possiamo dividere su Consultellum, Mattarellum e Porcellum, ma su questo tema dobbiamo restare uniti”.
“Io – rimarca Pirozzi – ho fatto venire qui tutti i parlamentari per migliorare la gestione dell’emergenza. Oggi scoprire di tour fatti per portare le istanze dei cittadini mi sembra una cosa che mette anche in cattiva luce il lavoro di tanti sindaci e di un’intera classe politica che per una volta ha votato il decreto terremoto”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: terremoto | Commenta »

TERREMOTO, QUALCOSA NON VA: I PASTICCI DI PROTEZIONE CIVILE E CONSIP NEL BANDO PER I CONTAINER AGLI SFOLLATI

Gennaio 29th, 2017 Riccardo Fucile

COMPLICAZIONI ED ERRORI DI VALUTAZIONE STANNO CAUSANDO I RITARDI NELLA REALIZZAZIONE DEI MODULI ABITATIVI

Una gara d’appalto preventiva viziata da un errore di valutazione dei vertici della Protezione civile. E una serie di sgangherati tentativi di recuperare a quell’errore, senza mai riuscire a trovare il bandolo della matassa.
Ecco cosa c’è alla base di molte delle difficoltà  che stanno caratterizzando l’emergenza post-terremoto nell’Italia centrale.
Dove i moduli abitativi temporanei vengono consegnati a ritmi ridotti, e i sindaci si vedono costretti ad assegnare le casette ricorrendo al sorteggio.
Dov’è l’errore?
Nell’aver pianificato a priori, nel 2014, una strategia d’intervento che non prevedeva in alcun modo il ricorso ai container.
Solo dopo i terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre scorsi ci si accorge che quei container servono. Allora si indicono nuove gare d’appalto, ma lo si fa in fretta, e lo si fa male.
Col risultato che le spese aumentano, la macchina dell’emergenza s’ingolfa, tanto che — scriveva Libero — al 18 gennaio mancavano ancora 1300 posti nei container.
E gli sfollati devono rassegnarsi a sperare nella buona sorte per poter ricevere le chiavi della loro casetta.
La gara preventiva: solo casette, niente container. “Non si prevedeva di dovervi ricorrere”
Tutto inizia nell’aprile del 2014, quando la Protezione civile decide di aprire un bando (un “Accordo quadro”, tecnicamente) per “la fornitura, il trasporto ed il montaggio di soluzioni abitative in emergenza e i servizi a esse connessi”.
Non c’è stato alcun sisma grave, nelle settimane precedenti, ma l’allora capo dipartimento, Franco Gabrielli, sceglie di lanciare una gara preventiva.
Meglio indire simili bandi in tempo di quiete, così da farsi trovare pronti nel momento della tragedia: questo era il ragionamento alla base della procedura. Che viene gestita, come da prassi, dalla Consip (la centrale d’acquisti che fa capo al ministero dell’Economia).
La gara si chiude oltre un anno dopo, il 5 agosto 2015, e ad aggiudicarsela è il Consorzio nazionale dei servizi (Cns) di Bologna, iscritto alla Legacoop: spetterà  al Cns costruire le casette per gli sfollati (le cosiddette Sae: Soluzioni abitative emergenziali) in caso di calamità  nei successivi 6 anni.
La gara non prevede in alcun modo, però, la realizzazione di container o strutture utili a superare i primi mesi di crisi post-sisma.
Una leggerezza o un errore nella pianificazione dell’emergenza? Secondo i tecnici della Consip che hanno seguito quei dossier, “il punto è che all’epoca non si prevedeva che, nella gestione delle future crisi, si sarebbe deciso di puntare sui container”.
La Protezione civile era invece convinta che, dopo la fase iniziale delle tende, si passasse direttamente alle Sae.
“Del resto Gabrielli era stato Prefetto all’Aquila durante l’emergenza post-sisma del 2009. E lì il modello imposto da Berlusconi e Bertolaso era stato quello delle new town: dopo le tende, subito le case di legno, senza il periodo intermedio nei container”.
Così invece non è stato nel caso del terremoto che ha colpito il Centro Italia: “Evidentemente il governo ha ritenuto opportuno montare i container per superare l’inverno. Però nel 2014 non si poteva immaginare che la tragedia si sarebbe verificata in un territorio di montagna e a ridosso dei mesi più freddi dell’anno”.
Ma allora che senso ha fare un bando preventivo che non tenga conto di tutti i possibili scenari? In Consip si giustificano così: “Questo non dovete chiederlo a noi. Qui ci siamo limitati a gestire le procedure seguendo le direttive che ci dava la Protezione civile. Certo è che nel 2014 l’impiego dei container non veniva visto con favore da nessuno. Questa è stata una scelta adottata dal governo Renzi”.
Il pasticciaccio dell’appalto per i container. Necessarie 3 edizioni della stessa gara, una va deserta
Il governo e i container, dunque. E di nuovo gare d’appalto pensate male e gestite peggio.
È l’11 novembre del 2016 quando il Consiglio dei ministri, presieduto da Matteo Renzi, licenzia il decreto legge sulle procedure d’emergenza da adottare nel Centro Italia. Il giorno seguente, ecco la pubblicazione del bando (“Procedura negoziata d’urgenza”) da parte di Consip.
Obiettivo? La “fornitura di beni e servizi connessi, finalizzati all’allestimento delle aree di accoglienza”. Il bando prevede tre lotti (tre diverse forniture): uno dei quali riguarda proprio il “noleggio di container abitativi provvisori e servizi connessi”.
Base d’asta fissata a 80 milioni di euro. La gara si chiude il 17 novembre e la vincono 6 diverse ditte: dovranno consegnare 758 container entro un mese.
Ci si accorge subito, però, che questa fornitura è insufficiente a soddisfare le richieste crescenti dei Comuni del cratere, anche perchè le scosse continuano e le perizie che sanciscono l’inagibilità  delle case si moltiplicano.
Si decide di fare un secondo bando, per cercare sul mercato nuovi container.
La gara (base d’asta di 20 milioni per i container) si apre il 20 novembre e si conclude 5 giorni dopo in modo clamoroso: deserta. Nessuna ditta ha risposto alla chiamata. Spiega un tecnico della Consip che ha seguito la procedura: “Dopo la prima gara abbiamo pensato di modificare i requisiti dei container, passando da un’altezza di 2 metri e 70 centimetri a 2 metri e mezzo”.
Perchè? “Ci sembrava, da alcuni sondaggi che avevamo svolto durante la prima gara, di poter avere maggiori riscontri sul mercato”. E menomale: visto che la procedura si conclude in un nulla di fatto.
Risultato? Si deve passare ad una terza gara. Una terza “procedura negoziata d’urgenza” in cui si mantengono gli stessi requisiti sulle misure standard (2 metri e mezzo d’altezza) ma si alza la base d’asta: da 20 a 36 milioni.
“Era inevitabile — spiegano in Consip — visto che molte imprese avevano disertato il secondo bando proprio temendo scarsi guadagni. Parecchie ditte del settore, inoltre, avevano quel tipo di container depositati all’estero, e dunque i costi di trasporto erano notevoli”.
Sarà , ma forse anche la modalità  della procedura ha favorito il lievitare della base d’asta. Lo riconoscono anche i tecnici della Consip: “Ovvio, indire una gara subito dopo il terremoto invoglia gli imprenditori ad aumentare le loro pretese, consapevoli che in tempi di emergenza i costi di mercato si alzano”.
Dai ritardi nella consegna a quelli per la realizzazione delle casette
Ma a questo punto i ritardi si accumulano. Perchè il rallentamento nell’installazione dei container si ripercuote anche nella costruzione delle Sae, le casette d’emergenza a più lunga durata.
I sindaci dei Comuni colpiti dal terremoto si giustificano tutti allo stesso modo: dicendo, cioè, che nel giro di poche settimane hanno dovuto individuare sia le aree per le tendopoli sia quelle per i container.
A quel punto, i luoghi dove installare le Sae erano davvero pochi, anche in virtù della difficoltà  con cui si può procedere all’esproprio di campi e terreni.
Ed è così che, di fronte alla difficoltà  nel reperire le aree e renderle adatte ad ospitare le Sae, queste ultime vengono installate a ritmi più lenti.
E le consegne avvengono col contagocce: anzi, per sorteggio. È accaduto a Norcia l’11 gennaio, è accaduto ad Amatrice 9 giorni dopo.
Estrazione pubblica per decidere chi, tra i tanti sfollati che avevano avanzato richiesta, avesse diritto ad occupare una casetta.
Risultato? Rabbia dei cittadini e frustrazione dei sindaci.
Questi ultimi comprendono quanto la procedura sia paradossale, ma se gli si chiede un parere si giustificano spiegando che è inevitabile affidarsi ad un sistema a suo modo imparziale: “Oltre al sorteggio — dicono in coro — non vediamo soluzioni”.
E denunciano un’altra stortura che caratterizza la strategia adottata dalla Protezione civile. Il bando voluto da Gabrielli nel 2014, infatti, stabiliva che la ditta aggiudicatrice dovesse occuparsi solo della costruzione e della consegna delle Sae.
I lavori di urbanizzazione e quelli necessari per gli allacci dei servizi (dall’acqua al gas, energia elettrica) restano in capo alle amministrazioni locali: i Comuni o, a seconda della tipologia d’intervento, le Regioni.
Oppure, in casi specifici, il Genio militare. Una parcellizzazione delle responsabilità  che comporta, inevitabilmente, ulteriori lungaggini.
L’altra gara d’appalto per i container: in stand-by per oltre 8 mesi, e aggiudicata solo dopo il terremoto
Spulciando tra le carte di Consip, si scopre che una gara d’appalto preventiva (“Accordo quadro”) per “il noleggio, il trasporto e l’installazione di moduli container in emergenza” c’è stata.
Non si tratta, però, di container a uso abitativo, ma di container destinati ad altri fini: mense, magazzini, box doccia. L’accordo, di validità  di 6 anni, prevede consegne per un valore complessivo di 11,3 milioni.
Il bando viene pubblicato il 2 ottobre del 2015: la gara si chiude l’11 dicembre dello stesso anno. È quello il termine ultimo per la presentazione delle offerte. Perchè venga aggiudicata, però, bisogna attendere fino al 24 agosto 2016, guarda caso il giorno in cui Amatrice viene rasa al suolo.
Perchè questo ritardo? E perchè lo sblocco arriva solo a tragedia già  avvenuta?
“Si tratta di tempi tecnici che rientrano nella media, per gare così complesse”, si giustificano in Consip.
E aggiungono: “È chiaro poi che il terremoto ha costretto ad accelerare le procedure”. Se si chiedono maggiori dettagli, però, nessuna risposta: “Bisognerebbe esaminare da capo tutti i verbali, compresi quelli delle analisi effettuate sulle varie offerte pervenute”.
Ad aggiudicarsi la gara, due ditte: la leccese R.I. Spa e la vicentina Frimat Spa, dove un responsabile conferma che “i tempi della burocrazia in Italia sono sempre lunghi”, ma ammette: “In questo caso, di fronte al prolungarsi dell’attesa, abbiamo comunque chiesto chiarimenti a Consip. Ci hanno detto che stavano valutando le offerte”.
Poi però è arrivato il terremoto, e tutto si è sbloccato.

(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: terremoto | Commenta »

LA VALANGA DI INSULTI A GIORGIA GALASSI, COLPEVOLE DI ESSERE SOPRAVVISSUTA ALLA TRAGEDIA DI RIGOPIANO

Gennaio 24th, 2017 Riccardo Fucile

COME SE NON BASTASSE ESSERE RIMASTA SEPOLTA VIVA 2 GIORNI E MEZZO, ORA DEVE SOPPORTARE LE CRITICHE DEI COGLIONAZZI CHE LE SPIEGANO ANCHE COME DEVE GIOIRE

Giorgia Galassi è una delle persone che sono state salvate dagli uomini del Soccorso Alpino e dei Vigili del Fuoco intervenuti all’hotel Rigopiano dopo la slavina che ha travolto l’albergo.
Dopo 58 ore passate al buio senza cibo nè acqua in uno spazio talmente piccolo da non riuscire ad alzarsi in piedi Giorgia e il suo fidanzato, Vincenzo Forti, sono stati estratti vivi dalla massa di neve che aveva ricoperto l’hotel.
Giorgia ha raccontato la sua terribile esperienza ai giornali, spiegando di essere riuscita a sopravvivere mangiando la neve per dissetarsi.
In un post pubblicato su Facebook dopo essere stata tratta in salvo Giorgia esprime la sua gratitudine nei confronti di tutti coloro che durante i drammatici giorni trascorsi sotto alla valanga si sono preoccupati per lei e che le sono stati vicini con il pensiero. Essere uscita viva da una catastrofe del genere l’ha fatta rinascere, ma il ritorno dall’incubo non è stato facile, così Repubblica raccontava l’incontro con Giorgia:
Giorgia ha degli sbalzi d’umore impressionanti, alterna momenti d’euforia ad autentici attimi di disperazione.
«È stato un miracolo – ripete – la mia vita da oggi cambierà », poi però scoppia a piangere pensando «a tutti quelli– tanti – che sono rimasti nella sala Garden dell’hotel, sotto la valanga». Vincenzo fa quello che può. Ma spesso devono intervenire i medici.
Come tutti i sopravvissuti Giorgia sta vivendo un momento molto difficile, da un lato la gioia per essere ancora viva e per essere stata salvata, dall’altra la disperazione per coloro che sono rimasti sotto alla valanga e non ce l’hanno fatta.
È impossibile sapere come si sente Giorgia (o come si sentono gli altri scampati alla tragedia) e chiunque sia dotato di un minimo di umana comprensione guardando all’esperienza che ha vissuto dovrebbe quantomeno evitare di precipitarsi a giudicare una ragazza di 22 anni e quello che posta su Facebook.
Il profilo sul social di Giorgia infatti consente a tutti di lasciare un commento sotto ai suoi post ed in molti ne hanno approfittato per andare ad esprimere la propria gioia e la propria felicità  per la bella notizia, per dirle ben tornata, confermando la partecipazione emotiva di molti italiani alla tragedia di Rigopiano e all’affannoso lavoro dei soccorittori.
Ad esempio sotto una delle foto più recenti (caricata però il 6 gennaio) dove Giorgia sorride su un prato innevato qualcuno chiede rispetto per “chi è ancora là  sotto” e si lamenta per l’esposizione mediatica della ragazza.
Stesso genere di commento lasciato anche sotto ai post dei giornali (ad esempio il Messaggero) che davano la notizia e che hanno utilizzato come foto di copertina proprio quella “sgradita” ai moralisti di Facebook:
Sotto al post in cui Giorgia annunciava di essere tornata alla vita qualcuno ha qualcosa da ridire, ha sbagliato a ringraziar
E sono in molti a ricordarle che “deve ringraziare il Signore” che “ha ascoltato le nostre preghiere” mentre qualcuno azzarda anche più spericolate analisi psicologiche sul fatto che i giovani siano narcisisti ed egocentrici e che la colpa sia tutta degli adulti.
Un’analisi condivisa ovviamente anche da persone che ammettono di non aver nemmeno letto l’articolo del Messaggero, giusto per confermare che fermarsi alla lettura del titolo è sufficiente.
Ma non è finita, perchè la Galassi ha avuto “l’ardire” di postare la foto di un regalo ricevuto da una sua amica che vive a Londra
Al solito tra i tanti commenti felici di quelli che hanno pregato per lei torna in azione il moralizzatore che la definisce “ingrata”.
E c’è da dire che molti sono d’accordo con lui, Giorgia avrebbe dovuto postare una preghiera per quelli che sono ancora sotto le macerie: è noto infatti che le preghiere condivise su Facebook siano molto più potenti di quelle normali.
La foto è “troppo frivola” per un momento del genere, Giorgia avrebbe dovuto fare altro, scrivere altro, postare altro, magari addirittura non uscire viva da lì perchè in fondo come si permette ad essere viva mentre altri sono morti?
E così anche oggi l’Internet ci ha spiegato qual è l’etichetta da seguire per sopravvivere alle tragedie senza offendere nessuno ed essere grati al Signore e a tutti quelli che con pazienza ed umiltà  vengono a spiegarti cosa dovresti fare, scrivere, pensare.
Tenetelo a mente, perchè oggi tocca a Giorgia, domani chissà .

(da “NextQuotidiano”)

argomento: terremoto | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.392)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (482)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • NON C’È DUE SENZA TRE: DOPO LE DIMISSIONI DEL SOTTOSEGRETARIO DELMASTRO E DELLA CAPA DI GABINETTO BARTOLOZZI, POTREBBE “SALTARE” ANCHE DANIELA SANTANCHÈ
    • LA DISFATTA, ARRIVA LA RESA DEI CONTI TRA I FRATELLI-COLTELLI D’ITALIA : SE LE DIMISSIONI DEL SOTTOSEGRETARIO “BISTECCHIERE” ANDREA DELMASTRO ERANO ATTESE, SORPRENDONO INVECE QUELLE DEL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO SPRITZATO NORDIO, GIUSI BARTOLOZZI
    • SE GIORGIA MELONI FOSSE LUCIDA, MA NON LO E’, DOPO LA SONORA SCONFITTA AL REFERENDUM, SI DIMETTEREBBE: ANDREBBE A ELEZIONI ANTICIPATE, PRENDENDO IN CONTROPIEDE IL “CAMPO LARGO” ANCORA DISORGANIZZATO E DIVISO. E INFATTI E’ CIO’ CHE LE CONSIGLIA FAZZOLARI
    • IL PARTITO DI SILVIO BERLUSCONI ESCE A PEZZI DAL REFERENDUM: E’ STATA BOCCIATA LA RIFORMA BANDIERA DELLA GIUSTIZIA E MOLTI DEI SUOI ELETTORI (QUASI IL 18%) HANNO VOTATO “NO”
    • DELMASTRO SMENTITO DA UN ALTRO VIDEO: IN UN FILMATO DEL 25 SETTEMBRE 2025 SI VEDE MAURO CAROCCIA, PRESTANOME DEL CLAN SENESE, CHE SERVE AI TAVOLI E PROMUOVE “BISTECCHERIA D’ITALIA”, IL LOCALE DI CUI ERA SOCIO IL SOTTOSEGRETARIO DI FDI INSIEME ALLA FIGLIA 18ENNE DEL PREGIUDICATO. AL MOMENTO DI QUEL FILMATO, CAROCCIA ERA STATO GIA’ CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA
    • ALTRO CHE SERVIZIO PUBBLICO: LA RAI E’ UNA TV AL SERVIZIO DEL GOVERNO: LA VERGOGNOSA CENSURA DI TG1 E TG2 CHE DA GIORNI CONTINUANO A IGNORARE GLI AFFARI DEL “BISTECCHIERE DELMASTRO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA