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TRENI DELL’ESTATE A RISCHIO PARALISI: CON LE NUOVE NORME DI SICUREZZA DAL PRIMO LUGLIO 600 CONVOGLI AL GIORNO FERMI PER MANUTENZIONE

Giugno 24th, 2011 Riccardo Fucile

CHIESTA UNA MORATORIA AL GOVERNO… A RISCHIO 44 MILIONI DI INTROITI DERIVANTI DAI BIGLIETTI…LA MANUTENZIONE DOVRA’ ESSERE FATTA A TRENI FERMI E NON PIU’ IN MOVIMENTO

Le nuove norme sulla sicurezza dei cantieri ferroviari, rischiano di mettere in crisi la rete passeggeri e merci.
Secondo una lettera inviata tre giorni fa da Rfi al ministro dei Trasporti Altero Matteoli quasi un treno su tredici ogni giorno potrebbe essere soppresso, così come rischiano di volatilizzarsi ben 44 milioni di euro all’anno di introiti da pedaggio destinati a Rfi.
Un colpo duro per Rete ferroviaria e la capogruppo Fs, che potrebbe scaricarsi su pendolari e contribuenti a partire da venerdì della prossima settimana: infatti secondo le norme emanate dall’Agenzia per la sicurezza ferroviaria, dal 1 luglio i lavori di manutenzione o di vigilanza sulla rete dovranno essere effettuati quasi sempre con i treni “fermi” e non più in movimento come accade oggi.
In pratica, per garantire la sicurezza degli addetti alle manutenzioni che spesso sono vittime di incidenti anche mortali, i lavori sulla rete, comprese operazioni di verifica della tenuta del binario o il serraggio dei bulloni (ne vengono fatte centinaia ogni giorno) potranno essere effettuate solo in assenza di traffico e quindi col treno fermo dietro un semaforo rosso o deviandone il passaggio su un binario alternativo.
Rientrano in questa casistica tutte le operazioni effettuate su linee dove si lavora a distanze minime dai binari comprese da un metro e mezzo (per treni con velocità  fino a 140 all’ora) fino a due metri e 70 (per convogli con velocità  fino a 300 all’ora).
Va sottolineato che soltanto i Frecciarossa saranno esentati da queste regole perchè le manutenzioni di norma si effettuano di notte.
Ma per tutte le altre tipologie di treno, dal regionale, al merci, ovvero oltre il 90% del totale del traffico, si rischiano attese e la soppressione di diversi treni.
Per questo Rfi si gioca tutte le carte e nella missiva a Matteoli, stima che queste regole introdotte nel 2010 – combattute a colpi di lettere durissime scambiate con il direttore dell’Ansf Alberto Chiovelli – possano portare alla «soppressione di non meno di 600 treni al giorno tra passeggeri e merci» con la «conseguente perdita di introiti da pedaggio non inferiore a 44 milioni di euro all’anno».
Nella lettera che in queste ore è al vaglio dei tecnici del ministero, si parla anche di uscite non previste «stimate in 240 milioni all’anno», per i maggiori oneri che deriverebbero dalle manutenzioni spostate in orari notturni.
Al centro della querelle ci sono le regole che fino ad oggi hanno permesso la manutenzione e la vigilanza dei binari senza blocchi della circolazione.
Un sistema largamente adottato in Europa ma che spesso costa il sacrificio di diversi addetti.
I casi mortali, secondo statistiche non ufficiali, sarebbero tra i due e i tre, all’anno e l’Ansf ha scelto la strada della massima tutela di chi lavora.
Rfi, dal canto suo, ha preso atto della richiesta dell’Agenzia chiedendo 18 mesi di tempo per poter attuare dei sistemi alternativi di controllo del traffico, come l’installazione di semafori intermedi.
L’Agenzia ha concesso una brevissima dilazione dei tempi: invece del 22 giugno (domani), le norme entreranno in vigore la prossima settimana.
«In conseguenza di tutto ciò – scrive a Matteoli l’ad di Rfi Michele Mario Elia – e al fine di scongiurare insostenibili impatti economici per l’intero sistema ferroviario, si chiede la convocazione urgente di un tavolo tecnico (e la moratoria dell’entrata in vigore del decreto) per poter rappresentare ad un livello adeguato le problematiche di cui si discute e giungere a soluzioni ragionevoli e accettabili».

Lucio Cillis
(da “La Repubblica“)

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TASSA DI SOGGIORNO, ALBERGATORI IN RIVOLTA

Maggio 28th, 2011 Riccardo Fucile

PRONTI I RICORSI CONTRO LE PROSSIME DELIBERE COMUNALI…. FEDERALBERGHI: “CI AVEVANO FATTO DELLE PROMESSE, NE TERREMO CONTO NEI BALLOTTAGGI”

Annunciano una iniziativa a sorpresa per lunedì prossimo.
Mentre non hanno problemi a rivelare da subito cosa faranno non appena i comuni introdurranno la nuova tassa di soggiorno: «Siano pronti a presentare tutti i ricorsi al Tar che saranno necessari, centinaia di cause contro i sindaci che non rispetteranno le norme».
Dopo le polemiche al momento della sua approvazione, quasi due mesi fa, gli albergatori italiani tornano alla carica ora che è arrivato per le amministrazioni il momento di riscuotere.
Se ne prende la responsabilità  Bernabò Bocca, presidente da poco eletto ai vertici di Federalberghi, l’associazione di categoria che raccoglie tutti gli operatori indipendenti (cioè non legati alle grandi catene).
Bocca parla a nome di 27mila iscritti e la butta in politica: «Il ministro ci aveva fatto delle promesse, ce ne ricorderemo questo fine settimana ai ballottaggi».
Alla fine della prossima settimana scadono i sessanta giorni entro cui il governo si era impegnato a convocare la conferenza Stato-regioni (allargata anche agli operatori di settore) per definire il regolamento attuativo.
E che in qualche modo desse indicazioni uguale per tutti sull’utilizzo che i sindaci faranno dei soldi che andranno a incassare dai turisti.
Invece, dal prossimo 6 giugno le amministrazioni locali potranno decidere in totale autonomia e dal primo luglio iniziare a esigere la tassa.
Potrà  così accadere che comuni confinanti nella stessa zona turistica facciano pagare in modo diverso e con diverse modalità .
L’imposta di soggiorno è stata varata dal governo Berlusconi all’interno del decreto sul federalismo municipale: consente ai comuni l’introduzione di un tributo da 1 a 5 euro per ogni notte trascorsa in qualsiasi struttura ricettiva all’interno dei confini demaniali, dagli alberghi ai campeggi ai bed&breakfast.
Un provvedimento con cui il ministro Tremonti ha trovato il modo – a costo zero per lo Stato – di “restituire” ai comuni parte degli introiti cancellati tre anni fa con l’abolizione dell’Ici.
Senza un regolamento, ora ogni Comune potrebbe decidere di applicare la tariffa massima.
E in ogni caso tutte le località  turistiche e, soprattutto, le grandi città  d’arte hanno già  approvato il bilancio 2011 sapendo che avranno per sei mesi la possibilità  di batter cassa.
Per città  come Firenze e Venezia (che ha deciso, per esempio, che negli alberghi si pagherà  un euro per ogni “stella”) si va dai 20 ai 30 milioni all’anno.
A Roma, invece, dove la tassa è già  in vigore dal primo gennaio, si paga da 2 a 3 euro a seconda delle strutture.
Per quale motivo gli albergatori sono sul piede di guerra?
Paventano un ulteriore calo di presenze (nel 2010 il fatturato del settore è calato del 7%), visto l’aumento di costi per i turisti.
E, soprattutto, temono contestazioni perchè molto operatori hanno già  venduto pacchetti per l’anno in corso e non intendono integrare il costo della nuova tassa.
Ma per Bocca non c’è solo questo: «Il regolamento che ci aveva promesso il ministro Brambillla avrebbe dovuto dire con precisione che i soldi andavano spesi per migliorare le strutture destinate al turismo. Così, invece, finiranno nel calderone generale del bilancio. Ma faranno i conti con i nostri ricorsi».

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LA FARSA BERLUSCONIANA: LAMPEDUSA RILANCIATA CON IL BUONO-VACANZA, GELO DEGLI ALBERGATORI

Aprile 21st, 2011 Riccardo Fucile

DOPO LE PROMESSE DI CAMPI DA GOLF, PREMIO NOBEL, CASINO’, ECCO LA PRESA IN GIRO: IL VOUCHER PER LE FAMIGLIE INDIGENTI SPENDIBILI SULL’ISOLA… GLI ALBERGATORI: “DA BERLUSCONI SOLO TANTE PROMESSE, LE PRENOTAZIONI SONO CROLLATE DEL 95%, QUA CI VOGLIONO FATTI”

La balla del casinò in mezzo al mare non se l’erano bevuta neanche loro. Però, in questa vigilia di Pasqua, qualcosa di più se l’aspettavano.
Non il progetto bello e pronto di un campo da golf su un’isola dove l’acqua ancora oggi arriva con le navi cisterna da Porto Empedocle, non lo sbarco di frotte d’imbianchini e stuccatori per ridipingere di rosa-Porto Cervo i dammusi sparsi nella campagna arsa sopra la Tabaccara, ma una mano tesa quella sì. Un soccorso.
Come quello che si dà  ai naufraghi.
Sono rimasti delusi, avviliti per il decreto – intesa trovata ieri alla conferenza Stato-Regioni – per la concessione del buono-vacanze per le famiglie indigenti che passeranno le ferie nell’isola frontiera anche in luglio ed agosto. Misure straordinarie (il voucher non vale di norma per l’alta stagione) per rilanciare il turismo dopo l’invasione dei migranti.
Un provvedimento che non basta a Lampedusa.
Dice per tutti Antonino Martello, l’unico tour operator – Sogni nel Blu – a questa latitudine e proprietario dell’Oasis Resort a Cala Creta e dell’Hotel Martello davanti al porto: «Ci stanno lasciando soli a fronteggiare una crisi senza precedenti, il buono non risolve i nostri problemi: qui abbiamo il 95 per cento di prenotazioni in meno rispetto al 2010».
Un crollo per effetto dei barconi stracarichi che continuano ad attraversare il Mediterraneo, una paura che ha praticamente già  rovinato la primavera dei lampedusani e avvelenato il Ferragosto che verrà .
«Avevamo bisogno di cose più concrete», spiega Martello, «come un intervento sui mutui e sugli interessi passivi che paghiamo alle banche, a giugno scadono le rate semestrali e gli albergatori non sanno dove prendere il denaro».
A Pasqua gli hotel e le pensioni saranno piene solo di poliziotti, carabinieri, giornalisti, medici, volontari, operatori tivù, vigili del fuoco, interpreti, tutti quelli paracaduti a Lampedusa per fronteggiare o raccontare l’invasione dei tunisini e dei neri su questo scoglio.
Chi aveva deciso tre mesi fa di passare le vacanze fino al primo maggio nella punta più estrema dell’Europa, tre settimane fa ha cancellato i suoi programmi e chiesto indietro la caparra.
I turisti italiani stanno disertando in massa Lampedusa.
Due voli charter in attesa – uno da Bologna e l’altro da Bergamo – per fine giugno contro i venti dell’anno scorso.
Nessuna telefonata per settembre e ottobre, solitamente mesi buoni – qui fa ancora tanto caldo – ma solo disdette.
«E l’incubo più grande rimane per luglio e agosto, tremiamo solo al pensiero di quello che accadrà », risponde Annalisa Lombardo, proprietaria del Paladini di Francia, un bell’albergo bianco che domina la rada dove sono ancorati i pescherecci della marineria lampedusana.
Ancora la Lombardo: «Tante belle parole quelle di Berlusconi quando è venuto sull’isola, tante belle parole ma Berlusconi lo conosciamo…».
È disincanto fra gli albergatori, è rabbia per tutti gli altri. I negozianti. I ristoratori. I baristi. Loro sono fuori.
È fuori Silvana Lucà , la proprietaria del bar Mediterraneo in piazza Libertà , il bar dove centinaia di tunisini bivaccavano dall’alba al tramonto.
Dice: «È un provvedimento non equo, non lo capisco. Anche se in piccola parte vengono premiati gli albergatori noi non siamo sfiorati, io per esempio ho subito molti danni, mi hanno rotto tavoli e sedie, ho subito furti, chi mi risarcisce, chi mi aiuta?».
È fuori anche Maurizio Costanzo dell’Angolo del Mare, trattoria famosa per l’eccellente pesce. Dice: «E ad agosto, con i buoni vacanza io che ci faccio? Guardo il mare?».
Tutti aspettano un’altra volta Berlusconi qui a Lampedusa.
Gira la voce che tornerà  sabato a «fare gli auguri» all’isola.

Attilio Bolzoni
(da “La Repubblica“)

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NELLO SPOT PER IL TURISMO, LA BRAMBILLA CI INFILA BERLUSCONI: “SCOPRITE L’ITALIA” E TI BECCHI IL PREMIER

Marzo 24th, 2011 Riccardo Fucile

SILVIO, NOVELLO ANNUNCIATORE TV, PARLA TRA IMMAGINI DELL’ITALIA E INVITA A SCEGLIERE IL NOSTRO PAESE PER LE VACANZE DEL BUNGA BUNGA…LA BRAMBILLA UMORISTA INVOLONTARIA : “IL PREMIER HA PRESTATO IL PROPRIO VOLTO CON GENEROSITA’ AL SERVIZIO DELL’ITALIA”…E SE I TURISTI INVECE   LI FACESSE SCAPPARE?

Uno spot per promuovere l’Italia turistica “in patria”.
Orvieto, Venezia, Segesta, Roma, Napoli e non solo presentate da un promoter politico d’eccezione, telegenico come solo il premier sa essere. Berlusconi, che, “per la prima volta in assoluto e non solo in Italia”, come il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla non si perita di rimarcare durante la presentazione, presta “con tanta generosità ” il proprio volto al servizio del Paese come risorsa di vacanza e di viaggio culturale.
E’ quanto basta a scatenare l’ennesimo caso politico, con l’opposizione che parla di “scelta sudamericana”, di “testimonial controproducente”, di un’operazione tutta forma e zero sostanza.
Oggi la presentazione in grande stile a Palazzo Chigi.
Lo spot si rivolge al mercato nazionale.
Verrà  trasmesso a breve sulle reti Rai.
Consta di una raccolta di immagini di città  e siti storico-archeologici di grande lustro: Venezia (piazza e basilica di San Marco), Roma (veduta del lungotevere, castel Sant’Angelo e San Pietro), Firenze (Duomo e palazzo Vecchio), Orvieto (il duomo), il tempio di Segesta (Trapani), Napoli (panoramica di piazza del Plebiscito), Loreto (il santuario), l’Apollo e Dafne del Bernini (galleria Borghese).
Il sottofondo musicale è “Un amore cosi’ grande” dall’interpretazione di Andrea Bocelli.
Vestito nero, cravatta blu, il presidente del Consiglio ricorda,   da Villa Madama l’Italia è “il Paese che ha regalato al mondo il 50% dei beni artistici tutelati dall’Unesco” e invita gli italiani ad approfittare delle loro vacanze “per scoprire l’Italia che ancora non conoscono, questa magnifica Italia da scoprire e amare”.
“Si tratta della prima volta in assoluto, e non solo in Italia, che un capo di governo sceglie di mettersi a disposizione del proprio paese con tale generosita’ – ha spiegato il ministro (in un precedente spot, la scorsa estate, Berlusconi aveva solo prestato la voce) -.
Il risultato lo giudicherete voi”.
Un’iniziativa “economica”, ha poi enfatizzato la Brambilla: “Ritengo sia lo spot costato meno in assoluto – ha detto dato che eravamo gia’ proprietari delle immagini dell’Italia che abbiamo utilizzato ed il testimonial non ha, ovviamente, richiesto alcun compenso. Anche io ho fatto la mia parte seguendo personalmente riprese e montaggio”.
Un modo, ha aggiunto il ministro, per sostenere sia l’economia che il comparto turistico nello specifico.
Se il crollo delle prenotazioni verso il Mediterraneo Centro-orientale, dovuto alle successive crisi africane – è in sintesi la tesi espressa dal ministro – ha provocato cali di fatturato per molti operatori, buona parte di loro ha un catalogo Italia da “spingere”.
L’anno scorso, ha denunciato la Brambilla, i visitatori stranieri sono aumentati solo del 2,5 per cento.
Per fare di più, arriva un “road show”, che promuoverà  il “sistema Italia” e il turismo entro i nostri confini.
L’iniziativa, la scelta dei tempi e soprattutto del protagonista non potevano non scatenare reazioni da parte dell’altra metà  dell’universo politico.
“Parole soltanto parole, cantavano Alberto Lupo e Mina” – ironizza il responsabile Turismo del Pd Armando Cirillo in una nota – Per valorizzare le risorse dell’Italia ci vogliono fondi che il suo governo non ha mai stanziato. Anzi, in questi anni sono state sottratte al settore importanti risorse. Berlusconi, poi, “a parole dice di voler puntare sul turismo e nei fatti reintroduce una tassa di soggiorno. Per non parlare della disastrosa gestione dei beni culturali”.
Note negative anche dall’Udc. “Proprio in un momento in cui l’immagine del Presidente del Consiglio è compromessa, sia in Italia che all’estero, a causa dei festini a luci rosse ad Arcore, è bene pensare con attenzione se è il caso utilizzare o meno il Premier Silvio Berlusconi in spot finalizzati alla promozione del turismo italiano. Lo spot pubblicitario della Brambilla è l’ennesimo atto teatrale di un governo ormai alla deriva” afferma in una nota il responsabile Turismo dell’Udc Deodato Scanderebech

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IL PDL PAGA IL PREZZO DELLA FIDUCIA ALLA SVP: SMEMBRATO IL PARCO DELLO STELVIO

Dicembre 24th, 2010 Riccardo Fucile

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA APPROVATO IL DECRETO CHE AFFIDA LA GESTIONE DEL PARCO NAZIONALE AGLI ENTI LOCALI….PER MOLTI LA NORMA E’ INCOSTITUZIONALE: PREMIATI GLI AUTONOMISTI ALTOATESINI CHE SI SONO ASTENUTI… INASCOLTATE LE PROTESTE DEGLI AMBIENTALISTI

Il debito con l’Svp, che si è astenuto sulla fiducia, è saldato.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che modifica la disciplina del Parco nazionale dello Stelvio, smembrandone la gestione sin qui unitaria a favore delle amministrazioni locali.
Il passaggio, fortemente gradito alla provincia autonoma di Bolzano, per stessa ammissione della Svp, era stato promesso da Berlusconi agli autonomisti altoatesini in cambio dell’astensione in occasione del voto sulla mozione di sfiducia dello scorso 14 dicembre.
“Non ci hanno detto se votate la fiducia vi daremo questo o quell’altro ma è vero – aveva ammesso la settimana scorsa il leader della Sudtiroler Volkspartei, Luis Durnwalder – che su due o tre cose ci sono state trattative con Tremonti e Calderoli”.
A nulla sono valse le proteste dell’opposizione e neppure l’accorata lettera-appello indirizzata a palazzo Chigi da tutte le più importanti associazioni ambientaliste.
Nel nuovo assetto delineato dal decreto approvato stamane, le province autonome di Trento e di Bolzano, la Regione Lombardia, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e i Comuni compresi nel perimetro costituiranno il coordinamento delle attività  di programmazione e indirizzo.
La decisione del Consiglio dei ministri di obbedire al diktat della SVP a smembrare uno dei più antichi parchi nazionali per affidarlo alle province è una ferita all’ambiente gravissima.
Berlusconi, Fitto e Frattini, secondo le minoranze in parlamento, hanno voluto procedere nonostante l’opposizione del Ministro Prestigiacomo e del Consiglio regionale della Lombardia, che proprio ieri ha approvato un ordine del giorno del contrario a questa scelta, perche’ hanno voluto pagare un debito di riconoscenza alla SVP che si è astenuta sulla fiducia al loro governo.
Oltre tutto, la norma, è secondo molti esperti, anticostituzionale perchè nella nostra Costituzione le competenze in materia di Ambiente sono affidate allo Stato, mentre questa decisione di fatto le provincializza creando così un vero e proprio vulnus costituzionale e un grave precedente’.
Viene meno l’unitarietà  della gestione del Parco e magari qualcuno in Trentino Alto Adige potrà  coronare il proprio sogno di aprire le porte dei parchi ai cacciatori.
Uno scempio ambientale per uno scambio politico, una forma forse ancor più grave di compravendita di voti e di degrado etico del modo di fare politica berlusconiana.
Critiche erano state avanzate nella lettera del cartello ambientalista al governo. “Siamo estremamente preoccupati – scrivevano tra gli altri Wwf, Legambiente, Lipu, Federparchi e Cai – e contrariati dall’idea di un Paese che, per effetto di un decreto deciso ed approvato in modo sicuramente troppo frettoloso, decide di cancellare settantacinque anni di gestione unitaria di un patrimonio naturalistico montano di indiscussa eccellenza e notorietà  anche internazionale qual è il Parco Nazionale dello Stelvio”.
“Lo Stelvio è Parco Nazionale perchè rappresenta – sottolinea il documento – un elemento irrinunciabile del paesaggio naturale e culturale del nostro Paese, come tale esso è riferimento per l’intera comunità  nazionale, ed è anche una tessera fondamentale delle aree naturali protette che compongono il sistema sovranazionale delimitato dalla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi, che il nostro Paese, come tutti gli altri Stati dell’Arco Alpino, ha ratificato con propria legge nel 1999”.
“Una simile decisione – denunciavano ancora le associazioni – avrà  sicuramente una ricaduta internazionale sull’immagine e sulla credibilità  dell’Italia: in oltre un secolo di storia dei parchi nel nostro Continente, non è mai accaduto che un Paese cancellasse, di fatto, un Parco Nazionale”.

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“NON METTEREMO LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI”: E A ROMA PASSA LA TASSA DI SOGGIORNO DA 1 A 3 EURO A NOTTE

Dicembre 23rd, 2010 Riccardo Fucile

ALTRA DECISIONE DEL PARTITO DEGLI ACCATTONI, GIUDICATA “MIOPE” DAGLI ALBERGATORI: DOPO I DEPUTATI ORA SI ARRIVA AD “ACQUISIRE” ANCHE LA MONETINA COME OBOLO ALLA CAUSA…E SILVIO, IL COMMEDIANTE, DICE: “E’ STATA MESSA ALLE MIE SPALLE, NON NE SAPEVO NULLA”… MA ORA CHE LO SA PERCHE’ NON L’HA FATTA TOGLIERE?

È arrivato verso le tre di notte il via libera definitivo dell’Assemblea capitolina al regolamento che disciplina la nuova tassa di soggiorno a Roma.
Il contributo dovrà  essere versato da ogni turista che pernotti nella capitale, ma anche dai non residenti che accedono agli stabilimenti di Ostia o prendono un bus sightseeing o un battello sul Tevere.
La tariffa giornaliera va dai tre euro a notte negli alberghi a quattro o cinque stelle a un euro per i campeggi.
Un emendamento al testo originario approvato in nottata introduce l’esenzione per i bambini fino a dieci anni.
Secondo le valutazioni del Campidoglio, che lo scorso 28 luglio ha approvato l’introduzione «di un contributo di soggiorno sui servizi turistici della città », la tassa di soggiorno permetterebbe di incassare 82 milioni di euro, risorse già  formalmente quantificate e inserite nella manovra di bilancio previsionale 2011.
Il vicesindaco della capitale Mauro Cutrufo ha precisato: «Il contributo di soggiorno è stato approvato dopo un’ampia concertazione durata diversi mesi, a fine luglio. Dai 10 euro al giorno previsti, come si ricorderà  dalla legge nazionale, come ipotesi massima siamo a uno, due o tre euro. Il Consiglio Comunale sta lavorando per migliorare il provvedimento, con particolare attenzione ai giovani, ai parenti degli infermi in visita a questi nella Capitale, agli studenti e, come già  detto, con netta distinzione tra categorie. La legge è una legge dello Stato, mentre il regolamento e la delibera comunale possono essere in futuro, dopo il primo anno di esperienza ove possibile, migliorate. Roma è visitata da un numero pari alla somma dei visitatori di Firenze e Venezia insieme. Un piccolo contributo per i costi dei servizi alla città  ci sembra opportuno».
La misura di cui si parla da mesi è stata criticata dalle associazioni di categoria, in particolare quelle degli albergatori.
Durante un incontro con Federalberghi il premier Berlusconi aveva detto: «La tassa di soggiorno sarà  presa solo come decisione finale dopo un approfondito, approfondito, approfondito dialogo con voi».
Il premier ha anche detto che la tassa per i turisti che scelgono di pernottare a Roma e che è inserita nel decreto legge sulla manovra «è stata fatta all’ultimo minuto alle mie spalle e alle spalle del ministro del Turismo».
Insomma come sempre, quado si tratta di misure impopolari e di mettere le mani nelle tasche degli italiani”, lui non ne sa mai nulla.
Altro che teatrino della politica, viene da chiedergli: “ora che sai, perchè non hai fatto in modo di toglierla?”

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MICHELA BRAMBILLA NEI GUAI: LA CORTE DEI CONTI INDAGA SULLE CONSULENZE SOSPETTE DEL SUO MINISTERO

Dicembre 17th, 2010 Riccardo Fucile

NEL MIRINO I SUOI CONSULENTI: AVREBBERO SVOLTO ATTIVITA’ DI PARTITO, PUR ESSENDO A LIBRO PAGA DEL MINISTRO DEL TURISMO… L’IPOTESI DI REATO E’ QUELLO DI DANNO ERARIALE

La magistratura contabile apre un’istruttoria sui contratti pubblici fatti a una decina di fedelissimi del ministro Michela Brambilla
Pur essendo a libro paga del ministero del Turismo, alcuni consulenti avrebbero svolto attività  di partito.
La Corte dei Conti di Roma ha aperto un’istruttoria sull’attività  del ministro e sul dicastero da lei diretto, per valutare l’esistenza di ipotesi di danno erariale.
L’ipotesi di danno è utilizzo di risorse pubbliche per lo svolgimento di attività  diverse da quelle oggetto delle consulenze.
L’istruttoria della procura del Lazio della Corte dei Conti, guidata da Pasquale Iannantuono, è stata aperta dopo le notizie riportate a metà  novembre dal Fatto Quotidiano, secondo cui una decina di persone assunte presso il ministero del Turismo come consulenti per il rilancio dell’immagine dell’Italia svolgerebbero attività  di partito.
Si tratta di persone con varie provenienze, ma tutte quante caratterizzate dal fatto di avere lavorato nel settore dello spettacolo nelle televisioni Mediaset.
Pur essendo a libro paga del ministero stesso o di strutture dipendenti dallo stesso, avrebbero svolto attività  presso i Circoli della libertà .
La Corte dei Conti ritiene ora necessario esaminare i contratti.
Da ciò il fatto che partirà  a giorni la richiesta al ministero di fornire tutta la documentazione.
In particolare, sono quattro i “punti d’interesse”: l’oggetto delle consulenze, la durata delle stesse, i curricula degli assunti e il compenso per loro stabilito.
I magistrati contabili valuteranno se le consulenze erano necessarie o meno, visto che sono stati richiesti tagli economici generalizzati e di rilevante dimensione.
L’ipotesi di lavoro è quella di danno erariale, tenuto conto che proprio l’ultima manovra finanziaria ha ribadito e aggravato le condizioni di rigore per il conferimento di incarichi di consulenza nelle pubbliche amministrazioni.

Riportiamo l’articolo del “Fatto Quotidiano” che ha generato l’inchiesta della magistratura contabile

Ufficio di collocamento Brambilla
Con il ministro dieci tra i suoi fedelissimi beneficiati dai contratti pubblici
Michela Vittoria Brambilla ha piazzato nel suo dicastero gli uomini delle iniziative che da 3 anni porta avanti, con alterne fortune, per spingere l’ala movimentista del Pdl. Televisione, Giornale, Circoli, Promotori. Sempre di Libertà  si tratta.
Una decina di fedelissimi la segue in ogni avventura.
E quasi tutti hanno trovato un posto pubblico.
Dalla fallimentare esperienza alla direzione della Tv della Libertà  — nata e morta nell’arco di un anno e mezzo — viene ad esempio Giorgio Medail: una laurea in Architettura, direttore dei programmi in una televisione, la Telemilano degli anni ’70, da cui nascerà  Canale 5.
E soprattutto il vanto di avere scoperto la giovanissima Brambilla e di averla portata sul piccolo schermo.
Dai “misteri della notte” al ministero passano diversi anni, e ora Medail è dirigente della “struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia”, costituita con decreto della Presidenza del Consiglio del 30 settembre 2008.
Ma Medail non è l’unico.
Da decreto, infatti, la struttura può disporre della consulenza di “esperti”.
Tra questi è possibile ritrovare la dottoressa Adele Cavalleri.
Al pari di Medail, Cavalleri sa tutto di immagini, ma di turismo?
Dopo 20 anni da direttore di produzione Mediaset, anche lei partecipa nel 2007 alla televisione fondata dalla rossa di Calolziocorte.
Ora la ritroviamo come esperta di “rilancio dell’immagine” del nostro Paese, con un contratto da 35 mila euro.
La stessa cifra percepita da Pierluigi Ronchetti, ex direttore dei programmi di Telemilano e per otto anni direttore di Sorrisi e Canzoni.
A completare la struttura poi, ci sono altri nomi sconosciuti ai cittadini.
Per ritrovarli bisogna scorrere fino in fondo i titoli di coda delle trasmissioni della defunta tv della Libertà .
Ad esempio Valentina Zofrea e Loredana Maritato, un tempo segretarie di redazione del canale berlusconiano, e ora rispettivamente seconda e settima classificate nel concorso che il 5 luglio di quest’anno distribuisce 8 contratti a progetto per completare la struttura di rilancio dell’immagine del nostro Paese. Perchè nel frattempo la struttura si è ingrandita, e in due anni e due decreti del presidente del Consiglio Berlusconi ha portato il tetto del personale da 10 a 15 unità .
A Zofrea e Maritato vanno aggiunte Roberta Bottino e Nadia Baldi. Anche loro, dalla redazione della tv della libertà  sono approdate al ministero del Turismo.
Ma non è finita.
Per chiudere il cerchio bisogna aggiungere anche i nomi di Diletta Grella e Nicola Fortugno. Leggendo i contatti sul sito e su facebook, i due sono a tutt’oggi i referenti di tutte le attività  dei Promotori della libertà  e da almeno un paio d’anni collaborano alle iniziative movimentiste di Michela Brambilla.
Eppure, il nome della prima appare anche nella lista dei compensi elargiti da un altro dipartimento del ministero, quello per lo sviluppo e la competitività . Almeno fino ad agosto di quest’anno.
Mentre il secondo, Fortugno, nello stesso periodo è sotto contratto sia con il ministero che con Promuovitalia, Spa a capitale pubblico che opera per conto del ministero stesso.
Che cosa facciano non è certo.
I documenti parlano di generica “collaborazione per la strategia di promozione, valorizzazione e comunicazione, anche a livello mediatico, dell’immagine Italia e della sua offerta complessiva”.
Altrettanto misconosciuto è il contributo dato da strutture e ministero al rilancio del Paese. Tra le iniziative, oltre al “sorriso dell’accoglienza”, il baffo tricolore che sfila sotto il famigerato logo Magica Italia, spunta ad esempio l’iniziativa di Turisti a quattro zampe (www.turistia4zampe.it) portale dedicato a facilitare il viaggiatore che vuole portare con sè il proprio animale domestico.
Creatore del sito è Luca Moschini, con la sua Viamatica Srl di Piacenza.
Ma chi è Luca Moschini?
Alla fine del 2007, fonte il Giornale della Libertà  della stessa Brambilla, Moschini è presidente regionale dei Circoli in Emilia Romagna.
Nel 2008 viene candidato in Veneto dal Pdl. E trombato.
Oggi, però, stando alle cronache delle iniziative nel nostro Paese fornite dall’Agenzia nazionale per il turismo (Enit), Moschini è anche consigliere del ministro (insieme ad Edoardo Colombo, animatore del blog iper-berlusconiano “Il giulivo”).
O come si definisce lui sul suo profilo professionale in rete: Ict advisor at Ministry of tourism.
Cioè: è a un tempo consigliere, fornitore del ministero e fornitore nei progetti personali — si spera pagati in proprio — della signorina Brambilla.
I tre volano assieme a Shanghai, nel giugno di quest’anno, per presenziare all’inaugurazione, guarda caso, di un altro sito internet destinato ai turisti cinesi nel Belpaese: www.yidalinihao.com. Yidali Ni hao, letteralmente: Italia, ciao. Niente di particolarmente interessante: spiegazioni sullo shopping e una paginetta di testo per ogni regione.
In più, la pregevole descrizione dell’Italia, terra prediletta del golf, sport tanto caro al ministro.

di Fabio Amato e Luigi Franco
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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PREGIATO UFFICIO DI COLLOCAMENTO MICHELA BRAMBILLA

Novembre 13th, 2010 Riccardo Fucile

IMBARCATI AL MINISTERO DEL TURISMO DIECI FEDELISSIMI DELLA MINISTRA: PROMOTORI DELLA LIBERTA’ E UOMINI MEDIASET… UNA POTRONA ANCHE A GIORGIO MEDAIL, EX DIRETTORE DELLA FALLITA TV DEL PDL.. GLI AMICI BENEFICIATI DEI CONTRATTI PUBBLICI

Non bastavano gli elicotteri. Non bastava l’Aci.
Per amore della libertà  il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha piazzato nel suo dicastero gli uomini delle iniziative che da 3 anni porta avanti, con alterne fortune, per spingere l’ala movimentista del Pdl. Televisione, Giornale, Circoli, Promotori. Sempre di Libertà  si tratta.
Una decina di fedelissimi la segue in ogni avventura. E quasi tutti hanno trovato un posto pubblico.
Dalla fallimentare esperienza alla direzione della Tv della Libertà  — nata e morta nell’arco di un anno e mezzo — viene ad esempio Giorgio Medail: una laurea in Architettura, direttore dei programmi in una televisione, la Telemilano degli anni ’70, da cui nascerà  Canale 5.
E soprattutto il vanto di avere scoperto la giovanissima Brambilla e di averla portata sul piccolo schermo, con tanto di vestiti in pelle, nel lontano 1991, quando il futuro ministro è una giovane finalista di Miss Italia in cerca di gloria.
Dai “misteri della notte” al ministero passano diversi anni, e ora Medail è dirigente della “struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia”, costituita con decreto della Presidenza del Consiglio del 30 settembre 2008. Incarico, questo, a cui alterna la conduzione di un programma radiofonico sui misteri d’Italia, ogni domenica su Rtl 102.5.
Ma Medail non è l’unico. Da decreto, infatti, la struttura può disporre della consulenza di “esperti”.
Tra questi è possibile ritrovare la dottoressa Adele Cavalleri.
Al pari di Medail, Cavalleri sa tutto di immagini, ma di turismo?
Dopo 20 anni da direttore di produzione Mediaset, anche lei partecipa nel 2007 alla televisione fondata dalla rossa di Calolziocorte.
Ora la ritroviamo come esperta di “rilancio dell’immagine” del nostro Paese, con un contratto da 35 mila euro.
La stessa cifra percepita da Pierluigi Ronchetti, ex direttore dei programmi di Telemilano e per otto anni direttore di Sorrisi e Canzoni.
Se non che, almeno, Ronchetti può vantare nel suo curriculum la passione per l’enogastronomia .
A completare la struttura poi, ci sono altri nomi sconosciuti ai cittadini.
Per ritrovarli bisogna scorrere fino in fondo i titoli di coda delle trasmissioni della defunta tv della Libertà .
Ad esempio Valentina Zofrea e Loredana Maritato, un tempo segretarie di redazione del canale berlusconiano, e ora rispettivamente seconda e settima classificate nel concorso che il 5 luglio di quest’anno distribuisce 8 contratti a progetto per completare la struttura di rilancio dell’immagine del nostro Paese.
Perchè nel frattempo la struttura si è ingrandita, e in due anni e due decreti del presidente del Consiglio Berlusconi ha portato il tetto del personale da 10 a 15 unità .
A Zofrea e Maritato vanno aggiunte Roberta Bottino e Nadia Baldi.
Anche loro, dalla redazione della tv della libertà  sono approdate al ministero del Turismo. Ma non è finita.
Per chiudere il cerchio bisogna aggiungere anche i nomi di Diletta Grella e Nicola Fortugno. Leggendo i contatti sul sito e su facebook, i due sono a tutt’oggi i referenti di tutte le attività  dei Promotori della libertà  e da almeno un paio d’anni collaborano alle iniziative movimentiste di Michela Brambilla. Eppure, il nome della prima appare anche nella lista dei compensi elargiti da un altro dipartimento del ministero, quello per lo sviluppo e la competitività . Almeno fino ad agosto di quest’anno.
Mentre il secondo, Fortugno, nello stesso periodo è sotto contratto sia con il ministero che con Promuovitalia, Spa a capitale pubblico che opera per conto del ministero stesso. Che cosa facciano non è certo.
I documenti parlano di generica “collaborazione per la strategia di promozione, valorizzazione e comunicazione, anche a livello mediatico, dell’immagine Italia e della sua offerta complessiva ”.
Altrettanto misconosciuto è il contributo dato da strutture e ministero al rilancio del Paese.
Tra le iniziative, oltre al “sorriso dell’accoglienza”, il baffo tricolore che sfila sotto il famigerato logo Magica Italia, spunta ad esempio l’iniziativa di Turisti a quattro zampe (www.turistia4zampe. it) portale dedicato a facilitare il viaggiatore che vuole portare con sè il proprio animale domestico.
Creatore del sito è Luca Moschini, con la sua Viamatica Srl di Piacenza.
La passione del ministro per gli animali del resto è nota.
Per questo ha creato un altro sito-campagna www.lacoscienzadeglianimali. it e fondato la Leida, www.leida.it, la Lega italiana per la difesa degli animali. Anche in questi casi la produzione è affidata a Viamatica, così come per il sito personale del ministro, il sito dei Circoli e quello dei Promotori della Libertà .
Ma chi è Luca Moschini? Alla fine del 2007, fonte il Giornale della Libertà  della stessa Brambilla, Moschini è presidente regionale dei Circoli in Emilia Romagna.
Nel 2008 viene candidato in Veneto dal Pdl. E trombato.
Oggi, però, stando alle cronache delle iniziative nel nostro Paese fornite dall’Agenzia nazionale per il turismo (Enit), Moschini è anche consigliere del ministro (insieme ad Edoardo Colombo, animatore del blog iper-berlusconiano “Il giulivo ”).
O come si definisce lui sul suo profilo professionale in rete: Ict advisor at Ministry of tourism.
Cioè: è a un tempo consigliere, fornitore del ministero e fornitore nei progetti personali — si spera pagati in proprio — della signorina Brambilla.
I tre volano assieme a Shanghai, nel giugno di quest’anno, per presenziare all’inaugurazione, guarda caso, di un altro sito internet destinato ai turisti cinesi nel Belpaese: www.yidalinihao. com.
Yidali Ni hao, letteralmente: Italia, ciao.
Niente di particolarmente interessante: spiegazioni sullo shopping e una paginetta di testo per ogni regione.
In più, la pregevole descrizione dell’Italia, terra prediletta del golf, sport tanto caro al ministro.
Ma chi ha fatto il sito? Interrogando la rete il risultato è curioso: il dominio è intestato a Caterina Cittadino, capo del dipartimento per lo sviluppo del turismo.
Ma nella registrazione, datata 14 aprile 2010, la signora Cittadino risponde ad un indirizzo (info@ viamatica.it) intestato, ancora una volta, al signor Moschini.

Fabio Amato e Luigi Franco
(da “il Fatto Quotidiano“)

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UNA GIORNATA SENZA MUSEI: DAI TAGLIANDI STACCATI AL TAGLIO ALLA CULTURA, PARI ALL’80% DELLE RISORSE

Novembre 10th, 2010 Riccardo Fucile

VENERDI’ MUSEI, SITI E BIBLIOTECHE RESTERANNO CHIUSI PER PROTESTARE CONTRO IL TAGLIO DELLE RISORSE DECISE DAL GOVERNO… UN PATRIMONIO CHE IL MONDO CI INVIDIA, MA NOI PREFERIAMO MANTENERE ENTI INUTILI E TAGLIARE RICERCA, CULTURA E ARTE: CHE TRISTE ITALIA

Chiuderanno per protestare contro i tagli di budget alla cultura.
Il 12 novembre centinaia di musei, biblioteche, siti archeologici, luoghi di spettacolo, da Roma a Torino, da Venezia a Bari, in decine di città  e comuni, non apriranno i battenti per opporsi ai provvedimenti sulla cultura nell’ultima manovra finanziaria del governo.
La mobilitazione nazionale “Porte chiuse, luci accese sulla cultura”vede tra i promotori Federculture e Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), con il sostegno del Fai, Fondo Ambiente italiano, e, fra gli altri, di Umberto Croppi, assessore alle Politiche culturali e alla comunicazione del Comune di Roma. Diverse, oltre la chiusura, le forma di protesta.
Milano ad esempio, pare pensi a una giornata di gratuità  di musei e siti.
Nel Lazio, La Fondazione Musica per Roma aderirà  alla mobilitazione rilasciando a titolo gratuito (da venerdì 5 fino a esaurimento posti disponibili) i biglietti per il concerto Gabriele Cohen Jewish Experience del Roma Jazz Festival, al Teatro Studio.
L’iniziativa non è solo contro i tagli, comunque molto consistenti: 280 milioni tra quelli diretti al ministero dei Beni e le Attività  Culturali, decurtamento del Fus e dei trasferimenti statali agli enti culturali, cui si aggiungono le riduzioni a carico delle amministrazioni locali, che potrebbero essere di circa 800 milioni di euro nel prossimo biennio.
Si contestano soprattutto norme «che potrebbero avere conseguenze disastrose sul sistema culturale italiano» ha detto Roberto Grossi, presidente di Federculture, come il tetto di spesa per l’organizzazione delle mostre pari al 20% di quanto speso dall’amministrazione nel 2009, tagliando di fatto, stando ai numeri in cartella stampa, dell’80% le risorse.
«L’arte è il nucleo degli affari in Italia» ha detto durante la conferenza di presentazione dell’iniziativa Andrea Ranieri, dell’Anci, che ha organizzato il movimento di protesta.
La giornata toccherà  le istituzioni – musei, siti archeologici, parchi e biblioteche – gestite dai comuni e non quelle gestiste dallo stato.
Così il Palazzo Ducale a Venezia sarà  chiuso.
Resteranno aperti invece il Maxxi di Roma e il Colosseo.
Anzi, il Museo del XXI Secolo progettato da Zaha Hadid offrirà  i propri spazi per «un momento di incontro e riflessione aperto al pubblico sul tema dei tagli alla cultura».
Se esiste un Paese al mondo che gode di un flusso turistico enorme, grazie ai beni artistici e culturali di cui dispone, è l’Italia.
In qualsiasi altra nazione ciò determinerebbe notevoli investimenti, forieri di entrate economiche dall’estero che sarebbero tanta manna per l’economia del Paese.
Ebbene, noi riusciamo non solo a non incrementarli, ma persino a tagliarli dell’ 80%.
Quando sarebbe bastato abolire le Province o qualche “Comunità  Montana sul mare” per triplicare i fondi destinati alla cultura, all’arte e alla ricerca.
Che triste Paese è diventata la nostra Italia…

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