Maggio 3rd, 2008 Riccardo Fucile
CITTA’ BLINDATA IL 17 MAGGIO: STATO LAICO O PRIDE LAIDO?
E’ di questi giorni una interessante inchiesta del Secolo XIX, quotidiano cittadino, sullo stato dell’Università di Genova: sono emersi dati inquietanti, come un “buco” nei conti di 40 milioni di euro, come il fatto che l’ex Albergo dei poveri, sede ora di alcune facoltà universitarie, sia costato 55 milioni di euro e già cada a pezzi ad appena due anni dalla fine dei lavori o come nel 70% dei palazzi universitari non siano rispettate le prescrizioni antincendio e in sei sedi vi siano tracce di amianto. Diversi giorni di inchiesta documentata e nessuna reazione: la sindaco Vincenzi dorme, il presidente Burlando sonnecchia, i docenti universitari fanno finta di nulla: cadono calcinacci sull’aula magna, ma fanno finta che sia un refolo di scirocco. Sono mesi che accade, ma nessuno ha mai denunciato la cosa. Che strana categoria questa dei docenti universitari genovesi, sempre sottotraccia, mai una “voce di dissenso”, mai “esporsi troppo”: qua vige il conformismo, incancrenito da decenni. Continua »
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Gennaio 17th, 2008 Riccardo Fucile
I CERVELLI ITALIANI FUGGONO UNA SECONDA VOLTA … NEGLI USA CONSIDERATI GENI, IN ITALIA DISTURBANO I BARONI UNIVERSITARI
Ci avevano provato con il decreto ministeriale n.13 del gennaio 2001 e con la legge Moratti n. 230 del 4 novembre 2005:
l’obiettivo era quello di far rientrare in Italia i tanti “cervelli” che erano dovuti riparare all’estero per emergere nei campi della ricerca scientifica, bloccata in Italia da decenni di baronie universitarie e scarso interesse dello Stato. Tante storie e studi di eccellenza come quelli dell’astrofisico Marco Bruni, vincitore di postdottorati al Queen Mary College di Londra e all’università di Cardiff, della biologa
Laura Bonesi, 40 anni, dottore di ricerca all’università di Oxford e di tanti ingegneri elettronici premiati negli USA per “straordinari risultati di ricerca”, e ancora psicologi, archeologi, cardiologi. Un piccolo esercito italiano i cui curriculum vengono contesi in tutto il mondo globalizzato, dove ricerca, tecnologia, sperimentazione fanno la differenza. Dopo tanti anni la madrepatria si era accorta che si doveva porre un freno a questa fuga decennale e nel 2001 col progetto “Rientro dei cervelli” in molti avevano sperato in un futuro professionale in Italia. Era previsto uno stanziamento iniziale di tre milioni di euro coi quali lo Stato si faceva carico del 95% dello stipendio degli scienziati sparsi per il mondo che avessero accettato di tornare in Italia per inserirsi nelle nostre Università . In Italia molti sono tornati, ma di regolarizzazione, a distanza di anni, non se parla proprio.
Su 499 che hanno usufruito del programma, solo 25 hanno ottenuto il nullaosta alla nomina e sono diventati professori ordinari o associati. Altri 15 sono in attesa, mentre tutti gli altri, tra laboratori e studi di rilevanza internazionale, tirano a campare. Nonostante la legge Moratti del 2005 preveda la possibilità di “chiamata diretta” dei cervelli rientrati, con lo scopo di regolarizzarne la posizione definitivamente, restano in attesa del loro turno che non arriva mai. Continua »
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