GENOVA, CENTRODESTRA RIDICOLO: COME AFFIDARE IL MUSEO NAZIONALE DELL’EMIGRAZIONE A CHI VUOLE RESPINGERE CHI EMIGRA
E AL GALATA MUSEO DEL MARE NOMINANO LA FIGLIA DEL PIU’ NOTO COSTRUTTORE DELLA CITTA’, SPONSOR DEL SINDACO E DI TOTI
Nicoletta Viziano, figlia del costruttore Davide, sarà presidente del Muma, Museo del
Mare e delle Migrazioni, su indicazione del sindaco Bucci che ha provveduto alla nomina. La classica marchetta politica per contraccambiare con un incarico di prestigio la più nota famiglia genovese di costruttori che in campagna elettorale aveva appoggiato il centrodestra.
Il Galata Museo del Mare è un fiore all’occhiello della città : situato a 100 metri dall’Acquario è arrivato, con una progressione sorprendente, a contare oltre 230.000 visitatori l’anno nel suo splendido allestimento in cui una parte rilevante è quella destinata a documentare, in maniera originale, l’emigrazione degli italiani nelle Americhe a cavallo del secolo scorso.
Evidentemente il centrodestra era privo di esperti in campo marittimo e storico e ha ripiegato su una persona che non ha competenze specifiche, nel mero stile Bucciano.
Ma andiamo oltre.
Nel Patto per la Città , sottoscritto nel novembre 2016 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Comune di Genova (allora il sindaco era Doria), sono stati assegnati due milioni di euro per la realizzazione della struttura del nuovo Museo della Emigrazione Italiana.
Altri 3 milioni sono stati stanziati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nell’ambito del piano strategico “Grandi progetti beni culturali — programmazione 2017-2018”.
La Compagnia di San Paolo inoltre ha manifestato la volontà di contribuire alla progettazione del nuovo MEI per un totale di 300 mila euro.
Nessun merito della Giunta Bucci quindi, nella destinazione genovese di questa prestigiosa location che dovrebbe “ricostruire” l’esodo di milioni di “migranti economici” italiani (molti anche liguri) verso il sogno americano.
Fa sorridere il patetico tentativo del centrodestra a trazione leghista locale di “mettere il cappello” su una iniziativa dove non ha avuto alcuna voce in capitolo e che adesso dovrebbe gestire: significativo che finora non sia riuscito neanche a decidere “dove farlo”, figuriamoci a delinearne i contenuti.
Eppure sembra che sia tutto merito loro e, abili come sono negli spottoni, magari troveranno qualche sprovveduto disposto a crederci.
Arriviamo così al paradosso che chi ora festeggia il “Museo dell’Emigrazione italiana” siano gli stessi che oggi vogliono respingere altri emigranti (non solo economici) che affogano nel Mediterraneo o addirittura che postulano blocchi navali al largo della Libia per “fermare gli invasori”.
Chissà che un giorno non sorga anche un “museo per non dimenticare” tutti gli infami che hanno costruito le loro carriere politiche discriminando i disperati del mondo, compresi donne e bambini, esponendoli a violenze e fame.
Perchè la ruota gira e prima o poi toccherà anche a loro.
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