GHEDDAFI HA LEVATO LA TENDA… (MA DORMIVA IN HOTEL)
PRONO AL LEADER LIBICO SU TUTTO, IL GOVERNO HA AVUTO UN SUSSULTO DI ENERGIA SOLO QUANDO GHEDDAFI HA ATTACCATO GLI STATI UNITI… FORSE L’UNICA VOLTA CHE AVEVA RAGIONE… HA PIAZZATO IL TENDONE DA BEDUINO PER GESTIRE GLI AFFARI, MA POI DORMIVA IN UN COMODO LETTO…E FINI HA REAGITO ALL’ULTIMA CAFONATA
Se non fosse tragico il connubio italo-libico, la visita di Gheddafi in Italia avrebbe persino dei risvolti esilaranti.
Il nostro governo, dopo aver regalato senza motivo 5 miliardi di dollari alla Libia per presunti danni coloniali, dopo non aver avuto il coraggio di chiedere i danni per aver cacciato senza motivo 20.000 italiani dal suo territorio requisendogli i beni, dopo aver chiuso entrambi gli occhi sulla violazione dei diritti umani a Tripoli, dopo essere divenuti complici del mancato rispetto delle leggi internazionali sul diritto di asilo, mai applicato in Libia e dei massacri dei dissidenti, lo ha pure invitato con tutti gli onori a Roma.
Dove Gheddafi ha pensato di prenderci pure per i fondelli con la foto appuntata sul petto della vittima del colonialismo di quasi un secolo fa, dimentico dei missili che ci aveva diretto su Lampedusa in tempi più recenti.
Per non parlare del suo coinvolgimento passato negli attentati terroristici internazionali.
Per carità , ognuno può cambiare idea nella vita, giusto invitarlo in Italia, ma lui avrebbe allora dovuto avere il buon gusto di non venire a darci lezioni di democrazia e portare rispetto al nostro Paese.
E nel caso non ci fosse arrivato da solo, avremmo dovuto ricordargli l’educazione.
Ma figuriamoci se l’Italia può permettersi un soprassalto di dignità , ora che la Libia da un lato sta programmando affari miliardari con il nostro Paese e dall’altro si appresta ad assolvere il ruolo di “butta-in-mare” dei disperati immigrati africani che avrebbero in molti diritto di asilo politico.
Gli affari prima di tutto, e se proprio il governo ha storto la bocca è stato solo quando il leader libico ha attaccato la politca da “gendarme del mondo” degli Stati Uniti.
Ecco allora Frattini che, dopo non aver avuto nulla da ridire quando Gheddafi ha sparato a zero sul nostro passato, ha invocato la fine dei partiti e della democrazia anche in Italia, ha usato espressioni offensive e gratuite, ha avuto un soprassalto di “lesa maestà ” per l’Alleato e, con il dovuto garbo per non far offendere l’illustre ospite, ha precisato che il governo non la pensa così.
Proprio l’unica volta che Gheddafi diceva delle cose vere e abbozzava un’analisi intelligente sulla guerra in Iraq e sulle ragioni del mondo arabo, sulle cause della povertà in Africa e sui flussi migratori.
Pazienza: la cosa importante sono le commesse italiane in Libia e gli investimenti finanziari di Gheddafi in Enel e altre società italiane.
In fondo alle contraddizioni non sfugge neppure il capo della Giamahiria che ha fatto installare il suo tendone da beduino formato 20 x 10 x 3, arredato con 4 divani in cuoio, televisore al plasma, lampade al neon, tavolino con teiera, tappeti e stuoie, per ricevere i postulanti nei giardini di Villa Pamphili, salvo poi passare le notti all’interno della villa, in un letto “allungato” di 10 cm. per l’occasione.
Nell’atmosfera soffusa del tendone Gheddafi ha stretto mani, firmato accordi, assegnato appalti, ricevuto politici, imprenditori e finanzieri, per poi assopirsi nel lusso dell’appartamento ricco di confort. Dimenticandosi magari il giorno dopo di onorare un invito della Camera dove il pubblico lo ha atteso inutilmente due ore senza giustificazione, fino al momento in cui giustamente Fini ha polemicamente posto fine alla cafonata.
Abbiamo avuto insomma l’onore di una sua visita ufficiale, ora che abbiamo “chiesto scusa”… una tanica di petrolio val bene un inchino.
Noi siamo per la pari dignità , non per i servizi di corte al potente di turno. Anche se comprendiamo che alle amazzoni, oggi come oggi, l’Italia potrebbe opporre solo le veline.
Un po’ poco…
La vignetta è di Alfio Krancic, che ringraziamo.
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