I CAPOCCIONI DEL PD, CHE SONO SCESI IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, TEMONO (A RAGIONE) CHE SE ELLY PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO
DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO… LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA SCHLEIN, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI
C’è un grosso equivoco intorno al dibattito contro le primarie dei capicorrente e dei
capoccioni del PD, deflagrato nelle ultime settimane sule pagine di tutti i quotidiani, che invitano Elly Schlein, a riflettere sui possibili contraccolpi negativi della sfida ai gazebo contro Giuseppe Conte.
Ragionamento in breve: se perde Schlein, l’elettore del Pd non vota Conte, ma se perde Conte, l’elettore del M5s non vota Schlein. E la Meloni ce la teniamo per altri vent’anni.
Da Roberto Speranza a Dario Franceschini, fino a Michele Pascale e Stefano Bonaccini, ivi compresi i gemelli Fratoianni & Bonelli, a cui si sono aggiunti le “teste d’uovo” di Michele Serra e Francesco Piccolo e Corrado Augias, c’è stata una rincorsa ad agitare crocifisso più aglio per scongiurare il vampirismo demoniaco dei gazebo.
Appelli e dichiarazione e preghiere che in molti, in primis la Ducetta del Nazareno, hanno interpretato come una sconfessione pubblica della leadership della segretaria cehe ha sibilato: “Le interviste sulle primarie? Sono solo esercizi intellettuali, alla festa dell’Unita’ parlo io…”
La verità è che le tante, troppe anime del Partito Democratico sono finalmente arrivate al punto che se Elly perde alle primarie (come probabile), si chiude baracca e andiamo tutti a scopare il mare.
Una fine spaventosa che ha costretto anche un esponente non ostile alla segretaria, come Dario Nardella, ad arrivare a dire che “le primarie ci indeboliscono e fanno il gioco di Meloni”.
Forse è giunto il ”tragic moment” che Elly faccia una riflessione più approfondita.
(da Dagoreport)
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