I SERVER ITALIANI SONO UN COLABRODO: I SISTEMI INFORMATICI DELL’UNIVERSITÀ “LA SAPIENZA” DI ROMA, LA PIÙ GRANDE D’ITALIA, SONO BLOCCATI DOPO UN ATTACCO DEGLI HACKER FILO-RUSSI
I PIRATI INFORMATICI SI SONO INTRODOTTI CON UN VIRUS RANSOMWARE E CHIEDONO UN RISCATTO MILIONARIO ENTRO SETTANTADUE ORE. ALTRIMENTI TUTTI I DATI PERSONALI DI DOCENTI, STUDENTI E COLLABORATORI DELL’ATENEO POTREBBERO ESSERE DISTRUTTI
Settantadue ore per pagare il riscatto ed evitare che milioni di dati rimangano criptati, insieme con il blocco totale del sistema informatico della più grande università d’Italia, fra le migliori al mondo.
La Sapienza nel mirino degli hacker, non si esclude appartenenti a una crew filo-russa, in azione forse dopo essersi introdotti da tempo e aver colpito con decisione nelle ultime ore.
La scoperta è stata fatta ieri mattina con i tecnici dell’ateneo che si sono rivolti agli specialisti dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e quindi anche alla polizia postale.
Gli incursori informatici hanno utilizzato un virus ransomware per prendere possesso di tutte le attività dell’ateneo – non gli esami ma sì le prenotazioni su Infostud – che di fatto è risultato irraggiungibile dalla Rete fin dalle prime ore della mattinata.
Tutto fermo, con il rischio di una fuga di dati personali di docenti, studenti, personale amministrativo e collaboratori della Sapienza. Un danno ingente che ricorda quello provocato alla Regione Lazio sempre con lo stesso sistema dagli hacker nell’estate del 2021.
In questo caso oltretutto gli autori dell’irruzione informatica hanno inviato un link alla Sapienza contenente la richiesta di riscatto del ransomware – di solito milioni di euro in criptovalute – per sbloccare il tesoro di dati criptati e quindi bloccati. In caso contrario potrebbero essere cancellati e persi per sempre.
Solo che per aprire quel link bisogna utilizzare un tor, un software di navigazione anonima che si utilizza sul dark web per non lasciare tracce: il conto alla rovescia
delle 72 ore, l’ultimatum degli hacker, dovrebbe scattare proprio all’apertura di quel link.
Quindi uno scenario inquietante e complicato sul quale sono in corso peraltro indagini della Postale che già in altre occasioni con l’Acn è stata in prima linea in questo genere di situazioni.
Il sospetto è che gli hacker possano aver approfittato, come accaduto in passato su altri obiettivi, di una falla di un amministratore di sistema, forse anche solo un indirizzo mail. Da qui si sono introdotti nella rete dell’università infiltrandosi ovunque. L’ultimatum ha poi alzato il livello della tensione. In via precauzionale, e per garantire l’integrità e la sicurezza dei dati – è stato spiegato dalla Sapienza -, è stato disposto l’immediato blocco dei sistemi di rete.
(da Corriere dela Sera)
Leave a Reply