IL NO STRAVINCE TRA I GIOVANI: IL 61% CONTRO LA RIFORMA
IL SI’ REGGE SOLO GTRA GLI OVER 55
Dietro il dato nazionale che vede la vittoria del No al 54%, emerge una frattura generazionale nel modo in cui gli italiani hanno votato la riforma della giustizia. Secondo le stime di Opinio-Rai sulla ripartizione dei votanti, il fronte del rifiuto ha trovato la sua roccaforte tra i più giovani. Nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni, il No ha stravinto con il 61,1%, lasciando il Sì a un marginale 38,9%. Segnale politico rilevante che indica come le nuove generazioni abbiano percepito il cambiamento costituzionale proposto dal Governo come distante o potenzialmente rischioso per l’equilibrio dei poteri e della Costituzione.
La fascia 35-54 più equilibrat
La tendenza al rifiuto della riforma si attenua ma resta prevalente anche nella fascia di mezzo, quella dei cittadini tra i 35 e i 54 anni. In questo segmento, il No si attesta al 53,3% contro un Sì che risale al 46,7%. È la fascia della popolazione dove il dibattito sulla separazione delle carriere e sul funzionamento dei tribunali ha quindi spaccato quasi a metà l’elettorato, pur confermando una sfiducia di fondo verso la proposta governativa.
Il voto degli over 55
Il quadro si ribalta completamente solo tra gli elettori più anziani, gli over 55, che rappresentano l’unico segmento in cui la riforma ha ottenuto la maggioranza, seppur di un soffio. In questa classe d’età il Sì raggiunge il 50,7%, superando il No fermo al 49,3%. Si tratta di un esito speculare rispetto a quello dei nipoti. Mentre i giovani hanno votato compatti per il mantenimento dello status quo giudiziario, i senior si sono mostrati più aperti alla modernizzazione proposta dalla maggioranza.
Più No nel centrodestra che Sì nel centrosinistra
Un altro dato interessante emerge poi dall’analisi del voto per appartenenza politica. Il fronte del No ha scavato un solco inaspettato anche tra le fila della maggioranza. In termini percentuali, infatti, sono stati più i «No» registrati nell’elettorato di centrodestra rispetto ai «Sì» intercettati nel centrosinistra. Se tra le fila delle opposizioni la compattezza per il rifiuto è stata quasi totale, con appena il 9,6% di elettori del Pd, il 13% del Movimento 5 Stelle e il 6,9% di Alleanza Verdi e Sinistra che hanno scelto di votare a favore, è nel campo governativo che i dati di dissenso sono più alti. Nello specifico, il No alla riforma ha toccato l’11,2% tra i sostenitori di Fratelli d’Italia, il 14,1% tra quelli della Lega e ha raggiunto la punta del 17,9% all’interno di Forza Italia. Questi numeri suggeriscono che una parte significativa della base governativa non ha condiviso la virata costituzionale, preferendo la prudenza alla riforma Nordio.
(da agenzie)
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