IL POLITOLOGO MARCO TARCHI, IDEOLOGO DELLA “NUOVA DESTRA” , COMMENTA L’OSCENO ATTACCO DEL MINISTRO DELLA CULTURA, ALESSANDRO GIULI, A MARCELLO VENEZIANI: “SE UN INTELLETTUALE È CONSIDERATO DI AREA, CI SI ASPETTA CHE ACCETTI DI FARE DA RUOTA DI SCORTA, DI ESSERE SEMPRE E COMUNQUE FEDELE ALLA LINEA, DI TENERE PER SÉ DUBBI O DISSENSI. E, SE NON LO FA, È PRONTA L’IRRISIONE O L’INSINUAZIONE. A DESTRA ANCOR PIÙ CHE A SINISTRA”
“QUESTA VICENDA RIMARCA LA DIFFICOLTÀ DELLA POLITICA DI CONVIVERE CON L’INDIPENDENZA DI PENSIERO DI CHI FA CULTURA. DIFFICILE DISSENTIRE DA VENEZIANI QUANDO DICE CHE IL GOVERNO HA NAVIGATO NELLA MEDIOCRITÀ”
“Se un intellettuale è considerato di area, ci si aspetta che accetti di fare da ruota di scorta, di
essere sempre e comunque fedele alla linea, di tenere per sé dubbi o dissensi. E, se non lo fa, è pronta l’irrisione o l’insinuazione. A destra ancor più che a sinistra”.
Marco Tarchi, politologo, commenta così la questione culturale che da giorni tiene banco nella destra italiana. Marcello Veneziani, domenica scorsa, sulle pagine della Verità, ha vergato un articolo assai critico contro il governo Meloni, che a suo parere non ha lasciato alcuna traccia significativa in questi tre anni. Il giorno dopo gli ha risposto dandogli dell’invidioso e del rancoroso, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
La destra di governo dai propri intellettuali si aspetta giudizi positivi?
Evidentemente sì. Più in generale questa vicenda rimarca la difficoltà della politica di convivere con l’indipendenza di pensiero di chi fa cultura.
Nel merito, condivide le critiche di Veneziani? È vero che finora l’esecutivo “ha navigato nella mediocrità”, nel “purgatorio della routine”?
Difficile dissentire. Alla critica non segue però nessuna proposta, il che toglie efficacia alle accuse mosse.Sempre Veneziani salva solo Giorgia Meloni.l Cosa ne pensa?
Sull’inadeguatezza della classe dirigente di FdI si è scritto e detto sin troppo. Era scontato che chi si è fatto le ossa solo all’opposizione avrebbe avuto difficoltà a svolgere ruoli di governo, e in qualche caso la cosa è apparsa platealmente evidente. Resta però il fatto che, stando ai sondaggi, ciò non pare aver turbato l’elettorato che nel 2022 ha portato Meloni a Palazzo Chigi.
Qual è il suo giudizio su Giuli come ministro della cultura
Normale cabotaggio, con una spiccata attenzione alla visibilità personale. È vero che si muove in un ambiente ostile, ma se ha una strategia per cambiare le cose, per ora l’ha tenuta per sé.
Si accusa la destra di non avere una classe intellettuale adeguata per confrontarsi con la presunta egemonia della sinistra. Se gli intellettuali destrorsi poi litigano tra di loro…
Malgrado il negazionismo degli interessati, l’egemonia progressista c’è, eccome, ed è solidissima.
Sono i frutti di un’opera lunga, intensa e intelligente, condotta in gran parte dal Pci. Per contrastarla occorrerebbe un lavoro di formazione quadri ben meditato e costante, di cui per ora non scorgo alcuna traccia.
(da Il Fatto Quotidiano)
Leave a Reply