LA CAPOGRUPPO DI FRATELLI D’ITALIA IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA CONDANNATA A SEI MESI. POI CONVERTITI IN UNA MULTA DI MIGLIAIA DI EURO PER IL FALSO TAMPONE SUL COVID
AVEVA UN GREEN PASS OTTENUTO ILLEGALMENTE SENZA TEST… IL CENTROSINISTRA CHIEDE LE SUE DIMISSIONI
Un falso tampone per poter avere il green pass in piena pandemia. È questa l’accusa per la
quale la capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Emilia-Romagna, Marta Evangelisti, da quanto riporta Repubblica, è stata condannata a una multa di 3.150 euro. I fatti risalirebbero al 13 dicembre 2021, nel pieno dell’emergenza sanitaria. Secondo quanto emerge dalle carte della Procura di Pistoia, la consigliera avrebbe ottenuto la certificazione di negatività al virus senza essersi sottoposta al test.
L’inchiesta sui tamponi falsi e il ruolo della farmacia
La vicenda si inserisce in un’indagine più ampia che ha coinvolto la titolare della Farmacia del Ponte di Sambuca Pistoiese, condannata per falso ideologico e falso. Le indagini sono partite dopo anomalie riscontrate nel numero di tamponi registrati, ritenuti sospetti dalle autorit
Negli atti si legge che, nel caso di Evangelisti, “veniva attestata falsamente la negatività al Covid-19 mediante inserimento dei dati sulla piattaforma informatica dedicata”, nonostante la persona non fosse stata sottoposta al tampone. La certificazione sarebbe stata rilasciata sulla base di richieste formulate via WhatsApp. Non si tratterebbe di un caso isolato: nelle carte della Procura compaiono anche altri nominativi di persone che avrebbero beneficiato dello stesso sistema.
La condanna e la posizione della consigliera
Per Evangelisti, secondo gli atti, è stata inizialmente disposta una condanna a sei mesi di reclusione, poi ridotta a 90 giorni e infine convertita in una sanzione pecuniaria pari a 3.150 euro. I reati contestati sono concorso in falso ideologico e falso. Contattata, la consigliera ha dichiarato di essere estranea ai fatti: “Non ho visto le carte, non ho ricevuto nulla”, ha affermato, sostenendo di non essere a conoscenza della condanna.
Le reazioni politiche: il Pd chiede un passo indietro
La vicenda ha immediatamente suscitato reazioni politiche. Il segretario provinciale del Pd di Bologna, Enrico Di Stasi, ha parlato di “atteggiamenti inaccettabili per chi rappresenta le istituzioni”, sottolineando come “tutti abbiano affrontato la pandemia rispettando le regole senza scorciatoie”. Secondo Di Stasi, “sarebbe auspicabile un segnale nei confronti dei cittadini che hanno rispettato le norme”, arrivando a ipotizzare le dimissioni della consigliera. Sulla stessa linea anche Cesare Savigni, responsabile Pd per la montagna bolognese, che ha definito la vicenda “non esemplare per un rappresentante delle istituzioni”, evidenziando come un comportamento di questo tipo rischi di minare la fiducia dei cittadini
Dura presa di posizione del gruppo consiliare di Coalizione Civica Bologna sulla vicenda che riguarda Marta Evangelisti. In una nota firmata da Detjon Begaj, si chiede alla consigliera regionale ed ex consigliera comunale di chiarire “immediatamente” se il 13 dicembre 2021 abbia utilizzato un Green pass non valido per accedere all’aula del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio. Secondo quanto sottolineato, in quel periodo l’accesso era regolato da norme stringenti, con controlli puntuali e ingressi scaglionati per garantire la sicurezza sanitaria. “Tutti i consiglieri rispettavano le regole con senso di responsabilità”, si legge nella nota, che evidenzia come un eventuale comportamento irregolare rappresenterebbe una grave violazione delle disposizioni vigenti. Coalizione Civica
chiede quindi, in caso di conferma dei fatti, le dimissioni dagli incarichi e pubbliche scuse, parlando di una vicenda che solleva interrogativi sul rispetto delle regole da parte di chi ricopre ruoli istituzionali.
(da agenzie)
Leave a Reply