LA RESA DELLA GUARDIA MEDICA DI TORINO: “IN UN SOLO GIORNO 5.800 CIAMATE, 6 ORE DI ATTESA PER PARLARE AL DOTTORE”
COVID, INFLUENZA E CHIUSURA DEGLI STUDI DEI MEDICI DI BASE HANNO CAUSATO IL CAOS
«Le ore di attesa per essere messi in contatto con un medico sono
arrivate ben oltre le sei ore e mezza e in questa situazione di stress lavorativo, la Centrale alle volte nonostante abbia distinto i sintomi d’allarme (es. dolore toracico, mancanza del respiro) presentati dagli utenti, non ha potuto dare una priorità, come da protocollo».
«Nella sola giornata del 26 dicembre fino alle ore 20, la Centrale operativa ha ricevuto all’incirca 5800 chiamate, di cui 2900 sono state gestite e quindi messe in comunicazione diretta con un medico; le restanti sono state perse o dissuase dal sistema per il troppo afflusso». E «una volta contattatati gli utenti, in alcuni casi, già si trovavano in Pronto Soccorso, andando ad oberare ancor di più gli accessi ospedalieri».
E’ la fotografia del collasso del servizio di assistenza nei giorni festivi, denunciato da un comunicato di FIMMG che descrivere le problematiche lavorative che i Medici di Continuità Assistenziale di Torino e provincia (ex Guardia medica) hanno avuto in questo ponte di festività natalizie. In pratica i pochi medici turno sono stati travolti da una marea di chiamate che hanno determinato il crollo delle possibilità di assistenza a chi ne aveva bisogno: l’organizzazione della Centrale di risposta 116117, primo contatto e filtro tra i medici del servizio e l’utente, ha fatto il possibile e l’impossibile: «i medici presenti per consentire i giorni di riposo dei colleghi di medicina generale si sono trovati a gestire l’alta affluenza di pazienti dovuta al picco influenzale e la recrudescenza del covid offrendo una professionalità ed una abnegazione che hanno impedito l’aggravarsi del ricorso all’accesso improprio nei Pronto soccorso degli ospedali e risolvendo il più possibile le problematiche sanitarie che gli venivano presentate: il 25 dicembre, i medici hanno gestito circa 2700 utenti, tra consulenze e visite domiciliari, in Torino e provincia».
Ma si sarebbe potuto e dovuto fare di più: «In seguito alle numerose e reiterate criticità presentatesi in questi giorni di festività l’organizzazione precaria della Centrale ci aveva spinto a segnalare le problematiche che avevano portato ad un disservizio nei giorni di festività dell’Immacolata ad inizio mese; la richiesta di un tavolo tecnico urgente per affrontare queste difficoltà prima del nuovo ponte natalizio inoltrata ad Azienda Zero è stata rinviata al mese di gennaio del prossimo anno anziché essere calendarizzata subito».
E così, «Durante gli orari mattutini delle giornate dal 23 al 26 dicembre, per diverse ore molti utenti non sono riusciti a contattare telefonicamente gli operatori della Centrale al numero 116117 (la voce registrata avvisava che tutte le linee erano occupate e di riprovare più tardi). Ai medici a volte non sono state inoltrate le chiamate degli utenti che erano in attesa di un consulto sanitario nonostante fossero liberi: quando i dottori hanno sollecitato gli operatori della Centrale operativa perché assegnassero le schede ferme in coda, questi in più occasioni hanno spiegato di essere eccessivamente oberati di lavoro per il numero di persone (solamente otto operatori al mattino e quattordici al pomeriggio per una popolazione di quasi due milioni e mezzo di abitanti della Città Metropolitana) e di non riuscire a passare più celermente le schede degli utenti, anche a causa dei rallentamenti dei sistemi informatici».
(da La Stampa)
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