LA “SCHENGENATA” MELONIANA, TANTI CONTROLLI PER NULLA: IL BLOCCO DI SCHENGEN PER CHI ARRIVA DALLA SPAGNA IMPOSTO DA MELONI NON E’SERVITO A UNA MAZZA, SOLO A FAR PERDERE TEMPO A FORZE DELL’ORDINE E PASSEGGERI
700.000 CONTROLLI DI CUI 180.000 PERSONALI IN AEROPORTO PER RESPONGERE SOLO 8 MAROCCHINI CHE NON C’ENTRAVANO NULLA CON CEUTA
Alla fine la montagna ha partorito il topolino: un mese di controlli alle frontiere, ben 180 mila viaggiatori provenienti dalla Spagna chiamati ad esibire i documenti all’arrivo in Italia e solo 31 i respinti alle frontiere perché irregolari.
La maggior parte cittadini sudamericani che, senza visto o documenti validi, fatto scalo in Spagna, stavano raggiungendo l’Italia. Solo 8 invece i marocchini. Nessuna prova, tra l’altro, che quegli 8 facessero parte delle 72 mila persone che tra il 30 e il 31 luglio sono approdate in massa nell’exclave spagnola in Marocco.
Anzi, il governo di Madrid e anche la Commissione Ue, hanno sempre ribadito che nessuno dei migranti di Ceuta è mai riuscito a raggiungere la Spagna da dove, dunque, avrebbe potuto provare a muoversi verso l’Italia. Sei, infine, le persone arrestate alla frontiera.
Numeri, quelli forniti dal Viminale nel giorno della proroga della sospensione di Schengen, che appaiono assolutamente insignificanti rispetto alla mole dei controlli.
Che risultano essere più che decuplicati rispetto a quelli, a sua volta, effettuati dalle autorità spagnole sui viaggiatori in arrivo dall’Italia: appena 12.885 ( con 1.111 voli) rispetto ai 180mila operati dalla polizia di frontiera in aeroporti e porti italiani.
Di più, le 180mila persone identificate al momento in cui stavano per fare ingresso in Italia sono solo una parte del mezzo milione di viaggiatori monitorati dalle forze di polizia semplicemente esaminando le liste passeggeri di aerei e navi.
Alla fine, nella rete dei controlli sono rimasti solo in 31, fermati e rimandati indietro: colombiani, peruviani, argentini, e 8 marocchini. Nessuno di loro, certamente, veniva da Ceuta, da quel pezzo di Europa in territorio africano (dove peraltro la libera circolazione prevista da Schengen non esiste).
(DA AGENZIE)
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