“MARINE LE PEN SIA INELEGGIBILE PER 5 ANNI” : L’ACCUSA NON FA SCONTI AL PROCESSO D’APPELLO CONTRO LA LEADER SOVRANISTA DEL “RASSEMBLEMENT NATIONAL” CHE SI GIOCA LE ULTIME CHANCE DI CORRERE ALLE PRESIDENZIALI
LA SENTENZA DELLA CORTE È ATTESA A GIUGNO. SE LE RICHIESTE DELL’ACCUSA FOSSERO ACCOLTE, MARINE LE PEN NON POTREBBE CANDIDARSI ALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI DELLA PRIMAVERA 2027. IN QUEL CASO JORDAN BARDELLA È PRONTO A SOSTITUIRLA NELLA CORSA ALL’ELISEO
Al processo di appello contro Marine Le Pen per il caso degli assistenti parlamentari, l’accusa ieri ha
chiesto una pena di cinque anni di ineleggibilità, quattro anni di reclusione di cui tre con la condizionale e uno con il braccialetto elettronico, oltre a 100 mila euro di multa.
La sentenza della corte è attesa a giugno. Se le richieste dell’accusa fossero accolte, la leader del Rassemblement National non potrebbe candidarsi alle elezioni presidenziali della primavera 2027. «È evidente che la procura dell’appello è in linea con la procura di primo grado», ha commentato Marine Le Pen subito dopo la requisitoria. La giustizia accusa Le Pen, il Rassemblement National e altri dieci dirigenti di aver pagato, tra il 2004 e il 2016, i dipendenti del partito utilizzando denaro del Parlamento europeo.
Secondo la procura l’ineleggibilità rimane «la risposta penale necessaria alla difesa delle nostre istituzioni e all’imperativo di probità che ogni cittadino ha il diritto di aspettarsi dai propri rappresentanti». In caso di impossibilità di Marine Le Pen, Jordan Bardella è pronto a sostituirla nella corsa all’Eliseo.
(da agenzie)
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